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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 19 novembre 2015 alle ore 8:17
    Mi fido di me

    Concetti di vita dispersi nelle miserie

    infami segnali scavano la mente
    a divellere ricordi e passato

    Inerme resto

    in quest'orizzonte incolto e inaridito
    a sperare nella pioggia

    avida di quella terra

    lacera di fiori e avvizzita d'indifferenza

    a saziare le illusioni assetate di speranze

    E prego il futuro che' m'incolli le ali
    e volare tra lacrime e sospiri

    lassù tra raggi di luna nascente
    e allegre nenie del cuore

    suoni dell'Universo a placarmi la coscienza
    .
    cesaremoceo
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  • 18 novembre 2015 alle ore 23:18

    Chi cammina sul filo delle regole non mi piace. Mi piacciono i folli e i pazzi... Quelli che vantano un "Sano" squilibrio mentale. Odio i perbenisti, gli ipocriti e i "So tutto io"! Amo quelli che non sanno mai niente di cosa accadrà domani, ma sanno perfettamente che strada prendere appena sorge il sole. Non ho mai voluto essere "Qualcuno" ed è proprio scegliendo sempre di essere me stessa che mi sono circondata di Amici e di Nemici. I primi stanno al mio passo; diversi, simili, uguali non conta, hanno saputo conquistarmi l'anima. I secondi come i primi stanno al passo si... Ma un passo indietro al mio!

  • 18 novembre 2015 alle ore 22:34
    Venerdì 13

    Oggi
    ho appeso l’anima
    a un nido di vespe.

  • 18 novembre 2015 alle ore 20:33
    Testimonianza stupenda

    Struggente la nenia
    che sgorga dal cuore nobile
    di quest'uomo lacerato d'improvviso
    da atroci e profonde ferite
    Impietoso, pulsa il sangue
    dell'immane dolore,
    sulle note toccanti 
    del suo canto d'amore
    che s'innalza stupendo oltre
    l'assurdo delirio del male
    Sempre cosi tenero, 
    cosi forte, ora così testardo...
    quest'amore non lascia spiragli 
    alla follia dell'odio

    (Dedicata all'uomo che ha perso la moglie nell'attentato terroristico a Parigi)

  • 18 novembre 2015 alle ore 19:12
    Haiku del tè

    L’acqua che bolle,
    il tè che diffonde,
    non sei qui, resto vuoto.
    18/11/15

  • 18 novembre 2015 alle ore 18:57
    Nell'indefinito

    Una parte di me

    vive nell’indefinito,

    in uno spazio

    in cui trasmigra l’anima

    per dimenticare

    il suo peso.

    Floridi sogni,

    figli di un mistico silenzio,

    chiedono

    di non trovare lacrime

    quando cadranno

    dal loro mutevole cielo,

    lasciandomi guardare

    ancora le stelle,

    mentre continua

    il mio respiro.

  • 18 novembre 2015 alle ore 18:11

    Non tutte le vittorie hanno un trofeo. Non tutte le volte che si vince si riceve un premio. Ci sono vittorie che hanno un secondo posto, a volte un terzo e in alcuni casi nemmeno un posto sul podio. Sono le vittorie dell'anima, quelle che ci rendono migliori nella vita. Quelle dove non svendi la tua dignità per un primo posto. Perché potersi guardare allo specchio ha un'importanza ancor più grande. Ci sono vittorie che appendono un premio dentro al cuore rendendolo "Valoroso"... E lasciano negli altri quel qualcosa chiamato "Esempio"!

  • 18 novembre 2015 alle ore 17:52
    La Voce Di Un Giorno - Rivista-

     
     
     
    Questa notte
    È la notte più lunga
    Della mia vita
     
    Il mattino non vuole nascere
     
    All'improvviso
    Un brivido gelido
    Mi scuote la pelle
     
    Ed io capisco che da domani
    I giorni saranno più lunghi
    Le notti lunghissime
     
    Non sembra vero
    Ma presto ti accorgi
    Che quando il freddo
     
    Ti ha portato via
    Un pezzo di cuore
    La tua vita vive nel vuoto.

    Citazione. " Quando le stelle toccano il mare "

  • 18 novembre 2015 alle ore 17:45

    A volte incontriamo persone così diverse da noi, ma allo stesso tempo incredibilmente affini. Non contano a volte le diversità, ma quel feeling che si insinua sotto pelle e scorre su un filo impercettibile chiamato complicità. Guardarsi diventa capirsi, ridere diventa serenità, ascoltarsi diventa fondamentale e prendersi cura uno dell'altro/a una cosa estremamente naturale... IO la chiamo AMICIZIA.

  • 18 novembre 2015 alle ore 16:57
    L'Amore è vita di chi muore

    Dove la radice del vero Amore
    dov'è Amore
    qui in questo mondo
    ormai troppo avanzato
    per amare?
    Dove?
    Quando tutto grida
    “A nessuno importa
    coltivalo da parte
    - sii un bravo liberale -
    da solo
    o con chi vuoi:
    comunque non sarai mai
    alle loro altezze”
    Dimmi Agostino dimmi
    svela anche stasera
    ora
    quella radice da cui sgorga
    il nettare eternale
    e chiedi al Signore Dio Tuo
    come faccio io
    povero mortale
    ad amare questa parola
    eterna
    che mi prese un giorno
    e mi avvolse nel suo abbraccio;
    come faccio io
    a rimanere in Lui
    e Lui in me?

    E come rondine arrivasti
    come una profezia
    che non deve aspettare
    per forza primavera
    col cuore riempito
    di un'inquietudine profonda
    una ferita
    che da un altro mondo viene
    il mio amore ferito per Te
    Ramingo senza nome
    un deja vu mi assale
    perchè Tu doni di nuovo
    il grande primo Incontro
    a chi soccombe
    sotto il peso della propria
    maledetta illuminata
    scienza razionale
    a cingersi dell'inganno primordiale
    l'uomo sparisce di fronte a tanto male
    l'uomo annaspa e rinnega
    persino il proprio desiderio
    perchè una maledizione antica
    lo instillò nei loro cuori
    ma io conosco soltanto questa via
    dacchè non voglio perderti
    tentato tante volte
    dall'imboccarne altre
    ho conosciuto l'estetismo
    e l'io romantico
    forte e capace di costruire il suo destino
    come un novello Don Giovanni
    dello spiritualismo
    avrei optato per l'irreprensibilità
    di un'etica svuotata
    se non provassi un fastidio insofferente
    verso ogni narcotizzante
    dell'Umano;
    così un libricino di un filosofo danese
    mi suggeriva un'Assoluta infelicità
    perchè come un vertiginoso vuoto
    sotto i piedi si stendeva:
    “Che me ne faccio di una persona
    così ben difesa
    contro gli imprevisti?”
    Risuonavano nell'etere
    le parole di un grande vecchio saggio...

    Ma quando mi abbandono
    tra le amate braccia della Tua poesia
    rinasco
    e come un sollievo tenue
    cresce
    a sfondare i muri del silenzio
    ed un eco debole
    vibra
    dalle profondità dei pozzi
    perchè quel piccolo splendore
    al di là di questa immensa ombra
    che scolora questo inferno
    di quaggiù
    solo quello
    sa penetrare l'anima
    per lui vale la pena
    di lasciare tutto e andare
    perchè sa sconvolgere in un battito
    ciò che in mille anni
    questa greve coltre grigia
    bramerebbe solo di poter scalfire
    una reazione che nulla
    ha a che vedere con la chimica
    una scia cosmica
    laddove noi solo avevam
    da offrire
    del letame ai fiori
    e qualche poesia.

    Perchè non cessi
    questo Amore Nobile
    in questa bella terra
    perchè io viva fedele e lieto
    tra le vanesie e le lusinghe
    di un vuoto tempo
    altrimenti speso a raccattar
    le misere tranquillità di un benestante
    già assuefatto ad ogni bene
    e ad ogni male
    io mi affido a te, dunque,
    Santo d'Ippona
    perchè tu conosci
    queste strette vie mortali
    fammi da guida
    in questa via di fedeltà
    perchè quel bagliore
    che mi riempie
    non lo so dove mi porta
    ma son colmo
    di quella certezza pura
    che solo un cosciente desiderio
    sa raggiungere:
    questo sarà uno straordinario viaggio
    al di là dal mare
    sgorga infatti la sorgente viva
    di un Amore limpido
    che non tradisce mai
    lì abita
    il tuo Grande Amico
    e io lo so che dietro a quella pipa
    Lui sorride già.

  • 18 novembre 2015 alle ore 16:56
    La Voce del Destino - Rivista-

     
     
     
    Un cielo in fiamme
    Riscalda la notte
     
    Di chi piange
    Di chi gioisce
     
    La via della vita
    È varia per l’uomo
     
    Quante  aspettative
    Si nutrono nella calma
     
    Quante lacrime
    Si possono versare
     
    C’è chi nella quiete
    Ode le voci di Lui
     
    C’è chi sente
    Parole mai udite.
     
     
    Cit.  “ L’essenza di vita è un enigma nei riflessi di luce “
     

     

  • 18 novembre 2015 alle ore 15:20
    Estate

    Agosto inizia,
    scroscia la pioggia,
    nell’abbandonata roggia
    in copiosa foggia;
     
    odo le fronde
    ondeggiare,
    ricordi sovvenire
    nella mia mente
     
    giaccio nel letto,
    all’alba stanco,
    dalla veglia vessato,
    sempre in pensiero;
     
    trafitto dal dubbio,
    palesato scenario,
    della mia vita incerto,
    ancor di più paura ho.
     

  • 18 novembre 2015 alle ore 14:18

    Non impormi il tuo modo di pensare, il tuo modo di essere perché sarà solo il primo passo per farmi allontanare. Le imposizioni rendono il mio "Essere" non mutabile, ma ancora più deciso, solido e stabile. E se questo ti innervosisce, ti irrita e ti infastidisce voltati e vai. Perché la sicurezza di me stessa è il frutto di gente "Sbagliata" e "Convinta" come te. Ma alla fine dopo essermi sentita a lungo "In errore" ho capito che l'errore era proprio diventare ciò che non sentivo di essere. 

  • 18 novembre 2015 alle ore 14:15

    "Grazie" è quella parola che si usa per ricompensare qualcuno che ci ha aiutati, capito e ascoltati. Io invece oggi questa parola la voglio dire a me stessa. Mi voglio ringraziare per tutte le volte che ho avuto la forza di ascoltare la testa e non il cuore. Per le volte che ho scelto di chiudere delle porte senza ripensamenti, evitando di trascinare a lungo persone sbagliate nella mia vita. Mi ringrazio per essere stata sempre l'unica vera alleata di "Me stessa" ed aver capito che nessuno poteva proteggermi meglio di me. 

  • 18 novembre 2015 alle ore 14:14

    Attaccata, criticata e spesso giudicata per il mio essere diverso come Donna. Solo perché il mio mondo non è fatto necessariamente di "Un uomo", perché scelgo e non mi accontento, perché do un valore importante ai miei sentimenti, alle mie aspettative e non demordo. Io lontana da un mondo opportunista, consumista e spesso vigliacco... Io che ancora amo scegliere le persone con cui stare senza lasciarmi trasportare dalla convenienza o dalle occasioni. Io che sembro un "Muro" e una "Roccia" pronta a non far varcare nessuno dentro al cuore, in realtà sono solo una di quelle persone che ancora apre il suo mondo solo a chi ne è meritevole, a chi mi ha lasciato qualcosa, a chi mi ha insegnato e soprattutto a chi DECIDO IO. E vi posso assicurare che a volte ho sbagliato le mie valutazioni e non solo è crollato il muro delle mie sicurezze, ma quella roccia si è frantumata diventando polvere... 

  • 18 novembre 2015 alle ore 14:13

    Mi piaccio così perché non credo nelle persone che "Mutano" il loro ESSERE per gli altri. Non si cambia, si migliora e ci si ammorbidisce nei lati più spigolosi per trovare punti d'incontro. Mi amo così perché sono quello che ho SCELTO di essere nonostante questo mondo cammini opposto a me. Mi amo così perché nelle persone che mi piacciono veramente, ho amato di più i loro difetti che i loro pregi... Quindi chi vuole amare me dovrà fare altrettanto. Il naturale incastro delle imperfezioni rende perfettamente in sintonia due anime diverse. 

  • 18 novembre 2015 alle ore 12:09
    La sponda del tuo viso...

    La sponda del tuo viso
    è terra sfiorita in inver​no
    vuoto frontale ad ogni arrivo
    nudità che riaffiora
    da un lungo intero.

  • 18 novembre 2015 alle ore 8:17
    I giardini dell'Olimpo

    "Sontuosi e con il miglior cibo
    erano i banchetti degli Dei dell'Olimpo"

    Giorni da non dimenticare sono questi

    che attirano menti folli

    e le coinvolgono
    nelle nude miserie del mondo

    Chiediamoci 

    liberandoci dai pregiudizi
    e da fantasie stereotipate

    come cosa dove e quando

    abbiamo sbagliato nell'imparare
    a capire le altrui necessità
    e insegnare ai figli l'agire su quei bisogni

    E soffiare su frammenti
    di sentimenti ritrovati per caso

    e sfregarli tra loro

    affinché da quello scintillio

    possa rivivere il fuoco
    della passione per la vita

    senza piangere uomini che più non saranno
    .
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  • 17 novembre 2015 alle ore 21:52
    Donna albero

    Era di sole quel sorriso
    nascosto tra le ciocche
    mosse dal vento.
    Vennero giù,
    tagliate come rami secchi
    e ributtarono vita
    come le foglie nuove
    madri di figlia
    e figlie di madre,
    nate dallo stesso
    grembo radice
    della rupe.

  • 17 novembre 2015 alle ore 21:08
    Riapriamo i musei dell'ardimento

    Nato con la volontà di raccontare
    storie e memorie dell'uomo

    emozioni da regalare alla vita
    nel piacere di giocare con le parole

    con concreti propositi di riuscirci

    mi ritrovo confinato
    in decisioni sciocche e irrazionali

    emarginate nell'aggravante di beffe
    che magnificano affarismi e manipolazioni

    Macerato nell'insoddisfazione
    che mi riveste per intero
     
    erro disperso
    nelle congetture e nelle paure

    e nella consapevolezza
    di queste vigliaccherie

    chiamo a raccolta i miei princìpi

    orgasmi di coraggiose passioni

    per affrontarle combatterle e sconfiggerle
    .
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  • 17 novembre 2015 alle ore 20:50
    Senza titolo

    ...e cullarsi in un ricordo quando ciò che vorresti è il presente
    ...e avvolgersi in rimpianti come stelle nella notte
    ...e illudersi che i sogni saranno sospiri
    ...e sentire una lacrima tramutarsi in speranza, anche se il dolore che c'è, resta!

  • 17 novembre 2015 alle ore 14:59
    Il vuoto

    Le albe perse
    e i tramonti mai visti.
    Momenti accatastati
    l'uno accanto all'altro.
    Sorrisi dietro ai pianti.
    Giorni bui e strazianti.
    Eppure sono qui
    che faccio finta di sorridere.

  • 17 novembre 2015 alle ore 9:02
    Ti Amo Cosi

     
    Nella poca luce
    Le tue mani nude
    Frugano l’anima.
     
    Il cuore ci crede
    E trova il dovuto
    L’amore voluto.
     
    Questa è la strada
    Che porta alla gioia
    All’amore che nutre.
     
    Cit.  “ Nel giardino della terra, ho parlato alla luna “

  • 16 novembre 2015 alle ore 21:26
    L'ultima danza

    L'ultima danza

    è un pallore di guance

    se la paura prende il sopravvento

    mentre le vergini diventano lapidi

    e i sorrisi proiettili di cenere

    quando l'occhio si sottomette agli sguardi

    d'un odio che non ha fede o colore.

    Siamo tutti sfumature

    di uno stesso arcobaleno

    passi ed orme di destini diseguali

    sicari o vittime di un incomprensibile destino.

    Ancora piange

    questa notte di novembre

    nel silenzio singhiozza il karma

    e le lacrime sono stelle

    abbracciate a desinenze di speranza

    mentre invocano un “coup de foudre”.

    L'ultima danza

    sarà l'alba di domani.

    E risate, a mezzanotte.

  • 16 novembre 2015 alle ore 21:07
    Terra sfregiata

    Tutto è noto a tutti da troppo tempo
    nell'abuso dell'alibi delle menzogne

    Richiamare a noi stessi
    i doveri spesso trascurati

    o volutamente ignorati

    e in quelle dimenticanze

    misconosciute libertà
    violentano l'Umanità

    nella coscienza di ricusare
    le conquiste culturali

    accessori meno vistosi
    dentro miserie infinite

    dei princìpi della pace
    che sono il sale della democazia
    .
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