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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 dicembre 2015 alle ore 12:50
    Briciole

    Agli antipodi del mondo.
    Voluto e desiderato.
    Eri dolce eri quello che mi mancava!
    Anni di sogno,
    pugnale al cuore a viso aperto.
    Sei senza maschera crudele e senza pietà.
    Profeta smascherato di qualcosa che già si sa.
    Forse si,ti ho amato in quei sogni..
    eri gli abbracci rifiutati di quando illusa e disillusa
    fuggii dalle tue braccia e fuggisti tu.
    Le sicurezze vacillano e il cuore trema.
    Amanti fugaci e ardenti.
    Amara tristezza,
    di dolcezza neppure l'ombra!..
    E la fragilità al tuo cospetto mi sgetola
    in briciole...di niente.
     

  • 05 dicembre 2015 alle ore 0:58

    Serve tutta la mia pazienza per proseguire e sopportare. Serve tutta la mia intelligenza per non sprecare parole. Serve carattere e personalità per capire che con certe "Convinzioni" non si lotta è guerra persa! Essere come me è la vera forza... Saper tacere di fronte a chi si sente in potere di "Comandare" situazioni e persone estranee ai fatti! Solo DIO deciderà quando io smetterò di esistere... Siediti comodo/a... Armati di pazienza... E ASPETTA!!!

  • 04 dicembre 2015 alle ore 20:52
    Le utopie della mente

    "Una vita senza sogni
    è come un giardino senza fiori"

    Gettare lì a casaccio

    ai piedi dell'esperienza

    emozioni che inalberano
    alte e forti passioni

    ognuna d'ispirazione personale

    vissute negli istanti frustranti della vita
    e ornate dai fiori della giovinezza

    con i petali del calore
    ancora e sempre ardenti

    Sprovvedute vittime
    dei complotti orditi dalla vita

    che sporcano di delusioni
    le ingenue aspettative d'ogni uomo

    raccontiamo la quotidianità
    attraversando attimi di confessionalità

    nelle storie amate dal mondo
    di abissi e redenzioni

    fino a che emozionati e commossi

    lasciamo che il cuore s'acqueti
    e impari ad ascoltare le utopie della mente
    .
    cesaremoceo
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  • 04 dicembre 2015 alle ore 20:09

    Non ho mai curato molto il mio aspetto fisico e non mi sono mai preoccupata molto di essere una di quelle tutte tacchi, profumo e minigonna. Non mi è mai importato nulla dei regali al "Femminile". Non sono mai impazzita per scarpe, borse e vestiti! Io ero quella da jeans a zampa di elefante e da anfibio carrarmato! Ero quella da giacca in pelle, capello lungo e nero e bandana! Ero quella che non aveva paroline delicate, ma toni e modi sempre schietti e decisi. Io, che sono cresciuta curando valori, principi e arricchendo la mia personalità di esperienze vere e uniche. Io che ho dato priorità a persone, all'amicizia e all'amore. Io che mi sentivo Donna solo dietro un modo di pormi, un atteggiamento e una serietà che faceva da protezione alla mia dignità! IO... Oggi mi domando: In un mondo come quello in cui mi trovo a vivere, quanto pago adesso tutto questo? Quanto serve oggi essere persone come me?! Forse niente... Ma serve a me per sentirmi perfetta nelle mie imperfezioni. Pulita nella mia coscienza e preziosa per quei pochi che mi avranno.

  • 04 dicembre 2015 alle ore 18:50
    Con che colore guardi il tuo mondo?

    Ho peccato; ho cercato negl’occhi di un altro l’oggetto perduto, ma in quegl’occhi innocenti intrisi di diversità terrena, vorrò ancora perdermi.
    Che siano smeraldo, oceano o foglie d’autunno;
    che siano pece, cristallo o tenebra verde, potrei scorgevi in tutti essi la stessa luce;
    la diversità dell’animo che portano che non uguale all’unico che unico, ora, non è più.

    Baciando la mia voglia, stringo le singole mani lasciando che l’anima mia venga trasportata con esse fin dove ella può.

    Fermerò il mio cammino sprovveduto per cercar radici in chissà quale colore.
    E tu, amabile lettore, con che colore guardi il tuo mondo?

  • 04 dicembre 2015 alle ore 17:40

    Non mi interessano quelli a cui non piaccio e non ho interesse nel pretendere di piacere. Semplicemente me ne frego! Semplicemente non mi sono mai piaciuti tutti e schifo quelli che invece vanno d'accordo con tutti pur di non discutere. Prima di tenermi vicino chiunque, preferisco mettere i puntini sulle "i" e non trascinarmi dietro gente che reputo "Ignorante e stupida"! A volte dicendo la tua opinione in modo diretto puoi risultare una persona che manca di rispetto agli altri... Ma vi posso assicurare che non dirla ed essere forzatamente educati con tutti è una grandissima mancanza di rispetto verso se stessi! Scusate, ma credo che se non imparo a rispettare per prima me come persona, è inutile... Non imparerò mai a rispettare gli altri, ma soprattutto non imparerò mai A FARMI RISPETTARE!

  • 04 dicembre 2015 alle ore 15:50
    Tra le lame dei ricordi

    Camminare su un filo invisibile,
    in bilico tra le lame dei ricordi
    che si intrecciano con la realtà.
    Un soffice paracadute
    attenua la caduta.
    Effimero bisogno d'amore.

  • 04 dicembre 2015 alle ore 11:26
    Luci di festa

    Luci e sorrisi
    accendono a intermittenza
    giornate di condivise pene,
    malcelati guai
    e oscuri spettri.
     
    In stanze con colori
    che col tetro del fuori fanno a pugni,
    un filo sottile ma robusto si tende…
     
    la voglia che il più sano rispetto verso l'altro
    si configuri nel suo valore pieno,
    le differenze pur nutrite sciolga
    e si dissolva in un brillante arcobaleno
    che più colori unisce e, strenuo seppur evanescente, difende!
     

  • 03 dicembre 2015 alle ore 22:20
    a che scuola vai?

     "a che scuola vai?" 
     mi chiese il predicatore?

    io, in equilibrio instabile sul filo teso del dubbio eterno, 
    in bilico tra una lacrima e un sorriso, una rosa ed un tormento,
     non seppi cosa rispondere in quel momento

    in quel tempo, avendolo sperimentato, sapevo soltanto, 
     che per contare usavo le mani
    e tenevo a mente 1, 2 e 3
    e sommavo

    poi invertivo gli addendi
    e tiravo ancora la somma, e non a sorte,
    e il risultato era sempre lo stesso

    così mi avevano insegnato da quando avevo alzato il viso dalla terra per la prima volta
    soltanto quello sapevo per certo
    ma allora, non ebbi il coraggio di cantarlo nel vento
    e adesso lo lamento

    la libertà ha sempre un prezzo
    a volte quello del pentimento

     Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/12/a-che-scuola-vai-ha-chiesto-il.html

  • 03 dicembre 2015 alle ore 22:11
    La possibilità di non morire mai

    Aggrovigliato
    nell'inquietudine più intensa

    cerco nell'aria qualcosa
    che mi rappresenti la vita

    il vero senso della mia esistenza

    In questa pioggia d'emozioni
    mi rifugio sotto i tetti di parole impulsive

    a volte anche ruvide

    nella felicità di appartenere
    a indomite correnti di pensiero

    nella fermezza delle idee
    che si cela mimetizzata tra i dolori

    e che danno ai giusti
    il dono dell'eternità 
    .
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  • 03 dicembre 2015 alle ore 18:11

    Per chi non mi sopporta non sono un peso io a destra e voi a sinistra e chi si è visto si è visto. Per chi mi ama, sarà mia priorità continuare a fare in modo che "Scelga" di camminarmi a fianco. Per chi mi sostiene ci sarà sempre del tempo che ricaverò per loro nel momento del bisogno... Anche quando tempo non ne ho... Lo trovo. Per chi mi delude, ferisce e tradisce ci saranno solo silenzi... Attendendo che la vita mi porga la possibilità di restituire il favore. Il tutto in ogni caso e circostanza fatto con affetto ed estrema sincerità.

  • 03 dicembre 2015 alle ore 15:48

    Provo pena per quelle donne che non hanno una propria personalità. Che cercano di invadere la vita di qualcuno, pretendendone un posto in prima fila senza concentrarsi sul "Guadagnarselo"! Ma preferiscono concentrarsi sulle altre presenze già affermate nella vita di quella persona. Un consiglio: rosicate meno; e soprattutto invece di concentrarvi su come eliminare "Le altre" provate ogni tanto a concentrarvi su come guadagnarvelo... E se non avete le armi giuste, non rompete le palle ha chi c'è riuscito. Io i posti che ho me li sono guadagnati senza calpestare, distruggere o voler screditare l'immagine di altre persone!

  • 03 dicembre 2015 alle ore 12:47
    Verrà un giorno

    Travagliato nell'arsura di una genuina sete di giustizia vivo attimi diffusi di sensi di smarrimento da cui affiora tutto il mio pessimismo di una vita pervasa dallo sfacelo e prossima al naufragio E cerco un'ancora appuntita alla quale aggrapparmi e pungermi affinché quel sangue liberatorio sia collante dei disinganni rosi dal malessere e dalla consunsione E mi perseguitano incubi di canaglie graduate che mangiano nel piatto del popolo affamato di nulla capaci se non del ruolo di sanguisughe pronte a concedersi autoassoluzioni in esclusive solidarietà tra associazioni a delinquere di qualsiasi stampo esse siano. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 02 dicembre 2015 alle ore 23:48

    Fa freddo, è notte, ma tu decidi comunque di andare sul terrazzo a fumare una sigaretta. Esci e la brezza ti irrigidisce, guardi il cielo e riesci ad intravedere poche stelle tra troppe nuvole. Ti metti li seduta e ti immergi in uno di quei momenti di riflessione. Scorri indietro, un anno, tre anni, cinque anni, dieci anni.... E ti vedi sempre la... In qualche posto... Fragile, delusa e poco serena. Allora cominci a cercarli quei rari momenti in cui la vita ti ha regalato qualche gioia, qualche piccolo momento di felicità. Sono pochi, ma immensi e te li ricordi bene. Ti ricordi la sensazione di quelle sere, di quei giorni e il crollo che li segue. Ti ricordi il dolore, la delusione, la caduta e l'immensa forza di volontà che hai dovuto trovare per superare. Ti accorgi di quanto sei cambiata in ognuno di quei momenti, quanto coraggio ti hanno insegnato le lacrime, quanta forza ti ha donato l'anima che si sgretola e quanta maturità hai appreso quando hai capito che di persone vere ce ne erano davvero poche. Ecco che capisci che diventare diffidenti non è egoismo, ma autodifesa. Capisci che imparare a guardare dritta in faccia anche la peggiore delle verità non è spavalderia, ma intelligenza. Capisci che rimandare un dolore coprendosi gli occhi ti regalerà solo una delusione più grande. Torno alla realtà, mi guardo adesso e mi rendo conto che quello che sono oggi lo devo ad ogni dolore, ad ogni lacrima e ad ogni persona sbagliata incrociata sulla mia strada. Lo devo ai momenti difficili, alle prove durissime e alle dannate difficoltà che a volte mi hanno quasi uccisa. Mi guardo e sento che anche se mi viene da piangere, ho una sensazione di orgoglio dentro che mi invade. Sono viva, sono in piedi e se sono arrivata fino a qui, superando tutto quello che ho appena rivisto dietro me.... SO CHE OGGI POSSO ANDARE OVUNQUE!

  • 02 dicembre 2015 alle ore 20:35
    Luminosa opacità

    Nelle parole scritte
    più che in quelle pronunciate

    trovo il modo d'esprimere
    tutte le mie passioni

    scelta istintiva
    dettata dal mio essere asincrono

    e desideroso di autoritrarmi
    contemplarmi estasiarmi

    E mi trasfiguro nei versi

    a stimolare incessanti rinascite
    nelle parole che mutano le immagini del cuore

    Raffigurare la realtà

    e guardarla con gli occhi dell'anima
    nella scrittura che fissa le memorie del tempo

    a incidermi l'Essere

    Io narrante del mio romanzo

    nel rincorrersi dei ricordi
    che ne rendono affascinante il racconto
    .
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  • 02 dicembre 2015 alle ore 19:41

    Crescendo ci sono cose che non mi va più di fare:
    Non mi va più di correre per niente e per nessuno. Non mi va più di aspettare qualcosa o qualcuno. Non mi va più di capire tutto e tutti e tollerarlo all'infinito. Non mi va più di parlare di ciò che provo con persone a cui non è mai fregato niente di ciò che provo. Non mi va più di perdonare e giustificare. E soprattutto; non mi va più di vedere me stessa a pezzi e in lacrime, di sentirmi persa, sola e vuota. Non mi va più di subire e restare in silenzio... In certi casi della vita l'unica cosa che ancora mi va è alzare le braccia verso il cielo e gridare forte: " Non me ne frega più niente di nessuno! Del vostro pensiero! Del vostro giudizio! Non me ne frega più niente di capire e ascoltare! L'unica cosa di cui mi frega è RINASCERE e dirvi GRAZIE per avermi insegnato che ai VINCENTI cadere insegna a rialzarsi... Ai PERDENTI a restare immobili a terra a subire e piangersi addosso! Peccato; mi dispiace deludervi ma io appartengo ai primi e vi informo che MI SONO APPENA RIALZATA!

  • 02 dicembre 2015 alle ore 13:53
    Poesia perduta

    Un improvviso palpito d'ali
    nella luce rosea della Sera.
    L'imbrunire dei ricordi
    che spengono i sentimenti.
    E il riverbero di ciò che non fu
    copre i cuori di un acuto dolore.
    Poesia perduta
    di due anime innamorate

  • 02 dicembre 2015 alle ore 13:49
    Ricordi

    Gorgoglìo di pensieri
    e i ricordi affluiscono imperterriti.
    Quelle fragole che gustavamo insieme
    s'intrufolano nei miei ricordi.
    Sorrisi e carezze
    in quel luogo indimenticabile.
    Neppure il tempo riuscirà
    ad annullare un sogno

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:28
    Recensione - Anima di corallo - silloge -2015

    Se poesia è canto dell’anima, distillato di sentimenti, essenza di valori, allora scorrendo questo saggio il lettore si può abbeverare di ‘vera’ poesia. Perché qui Maria Rosa Cugudda dimostra di saper cogliere dalla vita attimi universali e ce li rende in versi liberi, ma incatenati all’esperienza non sempre lieta del vivere.
    Nelle pagine si alternano visioni d’incanto, una natura trionfante e apportatrice di gioia, a spazi grigi, disperati, solitari. Mari azzurri, bagliori di luce, estati infuocate, germogli di spighe, profumi di paglia, mattine di fiori profumate, lasciano spazio a istanti permeati da profumo di tristezza, da pianto, da solitudine. Geme l’animo dell’autrice, ma “in voi parole inutili vane - fredde vuote - ritrovo conforto - alla mia disperazione - e vi chiamo a lenimento - del mio dolore”.
    Eppure c’è fame di vita quando, nella sua missione di educatrice, sospinge un ragazzo lontano dalla droga mortale; quando guarda alla morte dei cari, rievocati non in spoglie mortali ma come creature sempre vive; anche quando arriva l’autunno del cuore, e si è travolti dall’uragano che sconvolge la quotidianità mai abbastanza valutata, ma evocata con profondità dall’anima straziata.
    Su tutto brilla l’Amore per lo sposo che non c’è più. Era ‘il Medico degli umili’ Luciano Serra, e aveva intrecciato la sua vita all’esistenza della poetessa. Per sempre. In un sentimento che travalica le soglie incerte della vita. E si trasforma in sentire universale, in canto soave: “Con te amor mio sempre - anche se non ti vedo - dall’alba rosata - al cobalto tramonto. - Nel tuo essere invisibile - nella tua mente nella tua anima - vita mi regali ed io - in te continuare ad esistere vorrei”.
    Per Maria Rosa “La morte sì - annulla ma la carne - esalta invece lo spirito - che inonda e travolge - luoghi e cuori - che ti  conobbero”. La poesia nata nell’incontro con Luciano diventa “mio canto di te si nutre - che mi ami - e immensamente - anch’io ti amo”.
    Altre figure si affacciano nei versi: indimenticabile la figura ieratica della madre, un affetto infinito come quello che lega Maria Rosa alla terra natìa: “Calde le mani tendevi - a chi con filo di dolore il cuore aveva cucito”. Altrettanto densa di affetto fraterno l’immagine di Grazia: “Cerca la pace abito nella luce - dove tutto è gioia e Grazia senza fine”.
    Poesia dopo poesia, tante sono ancora le gioie e altrettanti i dolori, le sofferenze che incidono graffiando le pagine di un’anima che porta il colore del corallo: “Nel ripostiglio - ormai in disuso chiudo il mio spirito”.
    Infine ‘il cuore tace’ e lascia spazio a parole scritte nelle emozioni: “Libertà sento - anche di mostrarmi piccola debole e fragile - da quando Lui - con lo sguardo più non mi abbaglia - e nel suo vezzo più non mi perdo”.
     
    Mariella Debernardi
    giornalista e docente
     
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:26
    Speranza

    E ti rifugi nelle cose familiari,
    quelle che emanano calore
    nelle grigie giornate senza tempo…

    quei tocchi di colore
    che come ciocchi schioccano
    e accendono pensieri di speranza…

    quelle coperte in grado di schivare
    la raggelante paralisi dei sensi.

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:25
    Anima di corallo

    Dai tuoi occhi
    il mare intravedo
    non  per l’azzurro delle pupille
    ma per il profondo orizzonte
    che mi offre.
    Dalle tue labbra sorseggio
    l’acqua cristallina che vita mi dona.
    Nel tepore del tuo cuore
    teneramente distendo i pensieri
    che la mente invadono.
    Ma la dimora più sognata
    nella tua anima incontro
    dove in unica entità eternamente
    ci avvolgiamo e l’amore confine
    non intravede
    perché l’anima è in noi
    e noi siamo anima che brucia d’amore
    al par del rosso corallo.
     

     
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 9:27
    Suoni siciliani(a Tindari)

    Melodia dolce
    esala dalle colte pietre,
    odore di menta e nepitella
    fra i gerani esposti al mare
    di sabbie miracolose.
    Giace, muta, la vetta prodigiosa.
    Colpita qua e là
    da raggi iridescenti,
    cromatica soavità
    agli occhi dell’incantato, rivolta.
    Proteggi con i cipressi in fila
    l’uomo che venne da lontano
    per lasciarti immortale firma di poesia
    dove sulla stessa terra
    egli nacque e pianse
    amare lacrime di ellenica vecchiezza.
    Piange ancora
    fra intrecci di ulivi e rigagnoli d’acqua
    quel fischio di vento
    accovacciato fra le pietre
    aspettando il sorgere del sole,
    fra miti tintinnii di campanelli d’aria.
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 9:26

    Le situazioni nascono per caso, ma i sentimenti nascono e basta. Non ci sono amori giusti e amori sbagliati... Un amore è amore a prescindere. Non ci sono persone che sostituiscono altre, ma ci sono scelte che senti e vuoi e altre che non senti di fare. Non si cancellano persone perché si deve... Esse svaniranno da sole quando arriverà un'altra persona, che giusta o sbagliata che sia, senza che tu lo voglia e te ne accorga... Prenderà il suo posto. Fino a quel giorno, non ci sono parole, cose, persone e fatti che possano cambiare la direzione di un cuore.

  • 01 dicembre 2015 alle ore 21:05
    Tenerezze

    Emozioni e sentimenti
    offerti al piacere dell'anima
    a rivelare la loro celestialità
    nel donarsi che ne esalta la ricchezza
    Tenerezze non relegate
    all'immobilismo e rinchiuse
    nelle segrete di quell'identità
    a preservarle dall'oblìo
    nel riverbero della più ardente passione
    nella volontà di dilettare il cuore
    .
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  • 01 dicembre 2015 alle ore 20:40

    Poi all'improvviso arrivano due occhi che cambiano la prospettiva di tutto ciò che ti circonda; Giorni, ore, minuti... Problemi compresi. Arrivano quelle labbra che non smetteresti mai di fissare, di baciare e di ascoltare, perché quella voce ti da pace. All'improvviso arriva il contatto con quella mano che senti amica, malgrado in realtà sia una mano sconosciuta, ma la stringi e lo fai senza paura, senza pensare... Ora... Se sei una di quelle persone che non ha paura ti lasci trasportare, se sei una di quelle che di dolore già ne ha superato tanto... Troppo; rischierai di farti scappare uno di quei "Famosi" treni che passano una sola volta nella vita. Ricorda: Un momento che vale sarà sempre meno pesante... Di un rimpianto che non tace!