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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 dicembre 2015 alle ore 22:11
    La possibilità di non morire mai

    Aggrovigliato
    nell'inquietudine più intensa

    cerco nell'aria qualcosa
    che mi rappresenti la vita

    il vero senso della mia esistenza

    In questa pioggia d'emozioni
    mi rifugio sotto i tetti di parole impulsive

    a volte anche ruvide

    nella felicità di appartenere
    a indomite correnti di pensiero

    nella fermezza delle idee
    che si cela mimetizzata tra i dolori

    e che danno ai giusti
    il dono dell'eternità 
    .
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  • 03 dicembre 2015 alle ore 18:11

    Per chi non mi sopporta non sono un peso io a destra e voi a sinistra e chi si è visto si è visto. Per chi mi ama, sarà mia priorità continuare a fare in modo che "Scelga" di camminarmi a fianco. Per chi mi sostiene ci sarà sempre del tempo che ricaverò per loro nel momento del bisogno... Anche quando tempo non ne ho... Lo trovo. Per chi mi delude, ferisce e tradisce ci saranno solo silenzi... Attendendo che la vita mi porga la possibilità di restituire il favore. Il tutto in ogni caso e circostanza fatto con affetto ed estrema sincerità.

  • 03 dicembre 2015 alle ore 15:48

    Provo pena per quelle donne che non hanno una propria personalità. Che cercano di invadere la vita di qualcuno, pretendendone un posto in prima fila senza concentrarsi sul "Guadagnarselo"! Ma preferiscono concentrarsi sulle altre presenze già affermate nella vita di quella persona. Un consiglio: rosicate meno; e soprattutto invece di concentrarvi su come eliminare "Le altre" provate ogni tanto a concentrarvi su come guadagnarvelo... E se non avete le armi giuste, non rompete le palle ha chi c'è riuscito. Io i posti che ho me li sono guadagnati senza calpestare, distruggere o voler screditare l'immagine di altre persone!

  • 03 dicembre 2015 alle ore 12:47
    Verrà un giorno

    Travagliato nell'arsura di una genuina sete di giustizia vivo attimi diffusi di sensi di smarrimento da cui affiora tutto il mio pessimismo di una vita pervasa dallo sfacelo e prossima al naufragio E cerco un'ancora appuntita alla quale aggrapparmi e pungermi affinché quel sangue liberatorio sia collante dei disinganni rosi dal malessere e dalla consunsione E mi perseguitano incubi di canaglie graduate che mangiano nel piatto del popolo affamato di nulla capaci se non del ruolo di sanguisughe pronte a concedersi autoassoluzioni in esclusive solidarietà tra associazioni a delinquere di qualsiasi stampo esse siano. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 02 dicembre 2015 alle ore 23:48

    Fa freddo, è notte, ma tu decidi comunque di andare sul terrazzo a fumare una sigaretta. Esci e la brezza ti irrigidisce, guardi il cielo e riesci ad intravedere poche stelle tra troppe nuvole. Ti metti li seduta e ti immergi in uno di quei momenti di riflessione. Scorri indietro, un anno, tre anni, cinque anni, dieci anni.... E ti vedi sempre la... In qualche posto... Fragile, delusa e poco serena. Allora cominci a cercarli quei rari momenti in cui la vita ti ha regalato qualche gioia, qualche piccolo momento di felicità. Sono pochi, ma immensi e te li ricordi bene. Ti ricordi la sensazione di quelle sere, di quei giorni e il crollo che li segue. Ti ricordi il dolore, la delusione, la caduta e l'immensa forza di volontà che hai dovuto trovare per superare. Ti accorgi di quanto sei cambiata in ognuno di quei momenti, quanto coraggio ti hanno insegnato le lacrime, quanta forza ti ha donato l'anima che si sgretola e quanta maturità hai appreso quando hai capito che di persone vere ce ne erano davvero poche. Ecco che capisci che diventare diffidenti non è egoismo, ma autodifesa. Capisci che imparare a guardare dritta in faccia anche la peggiore delle verità non è spavalderia, ma intelligenza. Capisci che rimandare un dolore coprendosi gli occhi ti regalerà solo una delusione più grande. Torno alla realtà, mi guardo adesso e mi rendo conto che quello che sono oggi lo devo ad ogni dolore, ad ogni lacrima e ad ogni persona sbagliata incrociata sulla mia strada. Lo devo ai momenti difficili, alle prove durissime e alle dannate difficoltà che a volte mi hanno quasi uccisa. Mi guardo e sento che anche se mi viene da piangere, ho una sensazione di orgoglio dentro che mi invade. Sono viva, sono in piedi e se sono arrivata fino a qui, superando tutto quello che ho appena rivisto dietro me.... SO CHE OGGI POSSO ANDARE OVUNQUE!

  • 02 dicembre 2015 alle ore 20:35
    Luminosa opacità

    Nelle parole scritte
    più che in quelle pronunciate

    trovo il modo d'esprimere
    tutte le mie passioni

    scelta istintiva
    dettata dal mio essere asincrono

    e desideroso di autoritrarmi
    contemplarmi estasiarmi

    E mi trasfiguro nei versi

    a stimolare incessanti rinascite
    nelle parole che mutano le immagini del cuore

    Raffigurare la realtà

    e guardarla con gli occhi dell'anima
    nella scrittura che fissa le memorie del tempo

    a incidermi l'Essere

    Io narrante del mio romanzo

    nel rincorrersi dei ricordi
    che ne rendono affascinante il racconto
    .
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  • 02 dicembre 2015 alle ore 19:41

    Crescendo ci sono cose che non mi va più di fare:
    Non mi va più di correre per niente e per nessuno. Non mi va più di aspettare qualcosa o qualcuno. Non mi va più di capire tutto e tutti e tollerarlo all'infinito. Non mi va più di parlare di ciò che provo con persone a cui non è mai fregato niente di ciò che provo. Non mi va più di perdonare e giustificare. E soprattutto; non mi va più di vedere me stessa a pezzi e in lacrime, di sentirmi persa, sola e vuota. Non mi va più di subire e restare in silenzio... In certi casi della vita l'unica cosa che ancora mi va è alzare le braccia verso il cielo e gridare forte: " Non me ne frega più niente di nessuno! Del vostro pensiero! Del vostro giudizio! Non me ne frega più niente di capire e ascoltare! L'unica cosa di cui mi frega è RINASCERE e dirvi GRAZIE per avermi insegnato che ai VINCENTI cadere insegna a rialzarsi... Ai PERDENTI a restare immobili a terra a subire e piangersi addosso! Peccato; mi dispiace deludervi ma io appartengo ai primi e vi informo che MI SONO APPENA RIALZATA!

  • 02 dicembre 2015 alle ore 13:53
    Poesia perduta

    Un improvviso palpito d'ali
    nella luce rosea della Sera.
    L'imbrunire dei ricordi
    che spengono i sentimenti.
    E il riverbero di ciò che non fu
    copre i cuori di un acuto dolore.
    Poesia perduta
    di due anime innamorate

  • 02 dicembre 2015 alle ore 13:49
    Ricordi

    Gorgoglìo di pensieri
    e i ricordi affluiscono imperterriti.
    Quelle fragole che gustavamo insieme
    s'intrufolano nei miei ricordi.
    Sorrisi e carezze
    in quel luogo indimenticabile.
    Neppure il tempo riuscirà
    ad annullare un sogno

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:28
    Recensione - Anima di corallo - silloge -2015

    Se poesia è canto dell’anima, distillato di sentimenti, essenza di valori, allora scorrendo questo saggio il lettore si può abbeverare di ‘vera’ poesia. Perché qui Maria Rosa Cugudda dimostra di saper cogliere dalla vita attimi universali e ce li rende in versi liberi, ma incatenati all’esperienza non sempre lieta del vivere.
    Nelle pagine si alternano visioni d’incanto, una natura trionfante e apportatrice di gioia, a spazi grigi, disperati, solitari. Mari azzurri, bagliori di luce, estati infuocate, germogli di spighe, profumi di paglia, mattine di fiori profumate, lasciano spazio a istanti permeati da profumo di tristezza, da pianto, da solitudine. Geme l’animo dell’autrice, ma “in voi parole inutili vane - fredde vuote - ritrovo conforto - alla mia disperazione - e vi chiamo a lenimento - del mio dolore”.
    Eppure c’è fame di vita quando, nella sua missione di educatrice, sospinge un ragazzo lontano dalla droga mortale; quando guarda alla morte dei cari, rievocati non in spoglie mortali ma come creature sempre vive; anche quando arriva l’autunno del cuore, e si è travolti dall’uragano che sconvolge la quotidianità mai abbastanza valutata, ma evocata con profondità dall’anima straziata.
    Su tutto brilla l’Amore per lo sposo che non c’è più. Era ‘il Medico degli umili’ Luciano Serra, e aveva intrecciato la sua vita all’esistenza della poetessa. Per sempre. In un sentimento che travalica le soglie incerte della vita. E si trasforma in sentire universale, in canto soave: “Con te amor mio sempre - anche se non ti vedo - dall’alba rosata - al cobalto tramonto. - Nel tuo essere invisibile - nella tua mente nella tua anima - vita mi regali ed io - in te continuare ad esistere vorrei”.
    Per Maria Rosa “La morte sì - annulla ma la carne - esalta invece lo spirito - che inonda e travolge - luoghi e cuori - che ti  conobbero”. La poesia nata nell’incontro con Luciano diventa “mio canto di te si nutre - che mi ami - e immensamente - anch’io ti amo”.
    Altre figure si affacciano nei versi: indimenticabile la figura ieratica della madre, un affetto infinito come quello che lega Maria Rosa alla terra natìa: “Calde le mani tendevi - a chi con filo di dolore il cuore aveva cucito”. Altrettanto densa di affetto fraterno l’immagine di Grazia: “Cerca la pace abito nella luce - dove tutto è gioia e Grazia senza fine”.
    Poesia dopo poesia, tante sono ancora le gioie e altrettanti i dolori, le sofferenze che incidono graffiando le pagine di un’anima che porta il colore del corallo: “Nel ripostiglio - ormai in disuso chiudo il mio spirito”.
    Infine ‘il cuore tace’ e lascia spazio a parole scritte nelle emozioni: “Libertà sento - anche di mostrarmi piccola debole e fragile - da quando Lui - con lo sguardo più non mi abbaglia - e nel suo vezzo più non mi perdo”.
     
    Mariella Debernardi
    giornalista e docente
     
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:26
    Speranza

    E ti rifugi nelle cose familiari,
    quelle che emanano calore
    nelle grigie giornate senza tempo…

    quei tocchi di colore
    che come ciocchi schioccano
    e accendono pensieri di speranza…

    quelle coperte in grado di schivare
    la raggelante paralisi dei sensi.

  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:25
    Anima di corallo

    Dai tuoi occhi
    il mare intravedo
    non  per l’azzurro delle pupille
    ma per il profondo orizzonte
    che mi offre.
    Dalle tue labbra sorseggio
    l’acqua cristallina che vita mi dona.
    Nel tepore del tuo cuore
    teneramente distendo i pensieri
    che la mente invadono.
    Ma la dimora più sognata
    nella tua anima incontro
    dove in unica entità eternamente
    ci avvolgiamo e l’amore confine
    non intravede
    perché l’anima è in noi
    e noi siamo anima che brucia d’amore
    al par del rosso corallo.
     

     
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 9:27
    Suoni siciliani(a Tindari)

    Melodia dolce
    esala dalle colte pietre,
    odore di menta e nepitella
    fra i gerani esposti al mare
    di sabbie miracolose.
    Giace, muta, la vetta prodigiosa.
    Colpita qua e là
    da raggi iridescenti,
    cromatica soavità
    agli occhi dell’incantato, rivolta.
    Proteggi con i cipressi in fila
    l’uomo che venne da lontano
    per lasciarti immortale firma di poesia
    dove sulla stessa terra
    egli nacque e pianse
    amare lacrime di ellenica vecchiezza.
    Piange ancora
    fra intrecci di ulivi e rigagnoli d’acqua
    quel fischio di vento
    accovacciato fra le pietre
    aspettando il sorgere del sole,
    fra miti tintinnii di campanelli d’aria.
     

  • 02 dicembre 2015 alle ore 9:26

    Le situazioni nascono per caso, ma i sentimenti nascono e basta. Non ci sono amori giusti e amori sbagliati... Un amore è amore a prescindere. Non ci sono persone che sostituiscono altre, ma ci sono scelte che senti e vuoi e altre che non senti di fare. Non si cancellano persone perché si deve... Esse svaniranno da sole quando arriverà un'altra persona, che giusta o sbagliata che sia, senza che tu lo voglia e te ne accorga... Prenderà il suo posto. Fino a quel giorno, non ci sono parole, cose, persone e fatti che possano cambiare la direzione di un cuore.

  • 01 dicembre 2015 alle ore 21:05
    Tenerezze

    Emozioni e sentimenti
    offerti al piacere dell'anima
    a rivelare la loro celestialità
    nel donarsi che ne esalta la ricchezza
    Tenerezze non relegate
    all'immobilismo e rinchiuse
    nelle segrete di quell'identità
    a preservarle dall'oblìo
    nel riverbero della più ardente passione
    nella volontà di dilettare il cuore
    .
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  • 01 dicembre 2015 alle ore 20:40

    Poi all'improvviso arrivano due occhi che cambiano la prospettiva di tutto ciò che ti circonda; Giorni, ore, minuti... Problemi compresi. Arrivano quelle labbra che non smetteresti mai di fissare, di baciare e di ascoltare, perché quella voce ti da pace. All'improvviso arriva il contatto con quella mano che senti amica, malgrado in realtà sia una mano sconosciuta, ma la stringi e lo fai senza paura, senza pensare... Ora... Se sei una di quelle persone che non ha paura ti lasci trasportare, se sei una di quelle che di dolore già ne ha superato tanto... Troppo; rischierai di farti scappare uno di quei "Famosi" treni che passano una sola volta nella vita. Ricorda: Un momento che vale sarà sempre meno pesante... Di un rimpianto che non tace!

  • 01 dicembre 2015 alle ore 20:29

    Sei l'unico che può permettersi di urlarmi contro. L'unico che può permettersi di spingermi, e puntarmi il dito contro. Sei l'unico uomo che può giudicarmi, criticarmi e dirmi che sbaglio. Tu sei l'unico uomo che può amarmi in silenzio, arrabbiarsi senza ragione e cercarmi ogni momento. Sei l'unico che può pretendere da me cuore, anima, tempo e attenzioni... Il resto del mondo che aspetti... Perché l'unico che ha questo privilegio sei tu: Figlio mio.

  • 01 dicembre 2015 alle ore 17:22
    Dedicata a Dolore

    Se furon lacrime di cielo 
    o sali in occhi sciolti
    non lo seppi mai
    Mai poté la mente
    celebrar 
    pensiero senziente.

  • 01 dicembre 2015 alle ore 13:47
    Assenza

    Vorrei ma non posso,
    vorrei che fosse adesso,
    ma dopo, 
    tra un po'.
    Vorrei ma non posso,
    forse l'ho già detto,
    detto tutto ciò che avrei voluto
    e non ho fatto,
    ma dicendolo è come fosse già successo,
    è che non posso, adesso,
    ma sarà
    domani.
    Vorrei ma non riesco,
    magari adesso esco
    e mi butto giù da un ponte
    ma un fiume non ha onde,
    magari lo farò domani:
    adesso salto dai gradini
    come facevamo da bambini,
    stringimi le mani,
    come solo tu sai dire,
    più forte, 
    come fosse adesso, 
    ma dopo,
    tra un po'.

  • 01 dicembre 2015 alle ore 12:54

    Ci sono momenti, giorni e periodi in cui mi arrabbio con il mondo intero. Chiudo ogni porta e mi rifugio in me stessa. Sono quei momenti in cui quando riaprirò le porte non sarò più la stessa. Sono quei giorni in cui capisci che il mondo spesso non ti appartiene, non ti rispecchia e non ti piace confondertici. Sono quei periodi in cui sai di essere qualcosa di "UNICO" che veramente in pochi riusciranno a vedere... Qualcosa di "RARO" che in pochissimi possono permettersi.

  • 30 novembre 2015 alle ore 21:14
    La promessa mancata(del Paradiso)

    Curve e tornanti segnano
    la strada che porta al Paradiso

    a inoltrarsi in empatie d'attrazioni

    emozioni d'effimera intimità
    a sogghignare nei ricordi

    ad accompagnarsi in quella via

    e lasciare tracce di sentimenti
    a rivelare desideri di morte

    che dimostrano la loro bontà

    nel divenire universali
    nei cuori di non crede più
    di poter realizzare i suoi sogni
    .
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  • 30 novembre 2015 alle ore 21:08
    Il mio sentiero

    Canti sottovoce
    struggenti melodie
    che tracciano
    solchi profondi
    sul sentiero
    che io percorrerò

  • 30 novembre 2015 alle ore 19:53

    Io non so come sarà questo Natale per me... Sinceramente ogni anno spero in un Natale migliore, ma sembra non arrivare mai. So però come sarà la mia ultima notte dell'anno, una notte speciale. Una notte che passerò con persone che davvero mi amano e mi vogliono bene. Sono stanca di alzare gli occhi al cielo, sentirli riempire di lacrime e sperare, pregare il cielo che l'anno nuovo mi porti qualcosa di buono... Che anche a me doni una serenità lavorativa, economica, carezze, affetto e persone sincere... Mi sono scocciata di chiedere al cielo... Adesso chiedo solo a DIO che mi conceda la forza di cambiare!!! Il mio nuovo anno inizierà con presupposti nuovi. Si cambia, si impara a cambiare, perché devo cambiare... Cambiare alcuni lati di me; di parole ne ho sentite fin troppe, di cavolate ne ho viste assai, di cattiverie ne ho dovute digerire tante.... Troppe! E ADESSO BASTA! Voglio un 2016 da sola, circondata da persone che non solo parlano ma dimostrano,voglio un 2016 dove prima vengo io poi i problemi, le esigenze e le menate degli altri... Un 2016 dove la sottoscritta appende al chiodo definitivamente la sua enorme disponibilità, la sua dolcezza, la voglia di capire e soprattutto appende definitivamente al chiodo il lato buono di se... Dal 2016 esisterò solo per chi merita... E solo chi merita avrà determinate cose. Sono stata giudicata perché do precedenza agli amici, uomini che mi hanno detto "Smettila, sbagli, si vive per trovare un compagno...ecc".... Cari uomini... se sono quella che sono, una personalità dura, difficile e diffidente lo devo proprio a VOI! Se sono una che la menzogna e la falsità la riconosce da km di distanza è proprio perché troppa me ne avete fatta mangiare! Se sono una persona forte è perché voi mi ci avete fatta diventare, io non sono nata così... Io ero una persona dolcissima, allegra, sempre pronta a fidarsi e a credere... Oggi questa persona invece decide che dal 2016 l'unica cosa in cui crederà è se stessa e la sua intelligenza.... Le uniche persone in cui crederà saranno quelle che mi regaleranno verità e rispetto... Dico ADDIO ad una parte di me... E darò il benvenuto alla nuova ME.... A chi va bene ok... A chi non piacerà ciò che sono.... Beh; "Arrivederci e tanti auguri"! 

  • 30 novembre 2015 alle ore 14:19
    Ode a te, o Morte!

    Arriverà il giorno
    in cui laverò le mie risate
    alla fontana di Caronte
    e preparerò le scarpe
    per l’ultimo viaggio
    in odore di stigmate e fiele
    con le braccia pronte ad abbracciarti
    o Blasfema Regina della notte
    consolatrice dei repressi
    o inguaribile sordida puttana
    che divori carne per strapparne essenza
    e dell’anima ti nutri
    per rinascere ogni volta.
     
    Un mazzo di rose
    sulle inclinazioni del tempo
    e amplessi bagnati
    su trapassi di fughe appena accennate
     
     
    Ode a te, o morte.
    Finché vita non ci separi.

  • 30 novembre 2015 alle ore 12:27
    Siamo il niente preceduto dal nulla

    Nella tragedia
    che divora il tempo di ogni giorno
    crediamo
    di essere migliori di chi disprezziamo
    Storie dell'Umanità
    che si rinnovano in eterno
    a mostrare le follie di ogni presente
    Discorsi d'odio
    a rendere efficaci le prediche
    e privare della libertà
    anime senza nome
    avvolte in sudari d'indifferenze
    a urlare la propria assenza dal mondo
    fino a distorcere le labbra
    nella speranza d'attingere
    dal sangue disperso
    lacrime a unire il dolore
    e sconfiggere le frustrazioni
    che coltivano le ossessioni
    .
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