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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 ottobre 2015 alle ore 21:49
    Prima che sia troppo tardi

    Partirò
    domattina all'alba
    tra i fumi di un caffè bollente
    che lascia in bocca
    l'acre gusto dell'inganno.
    Devo andare
    prima che sia troppo tardi
    prima che la rosa nel bicchiere
    sparga i suoi petali
    sulla nostra indifferenza.

    Sono stanca e forte
    e tu, non avere
    quello sguardo di resa.
    Là fuori
    c'è odore di buono,
    c'è il vento
    che mi soffierà
    aria nuova sul viso,
    c'è una traccia d'arcobaleno
    ed io...devo dar vita
    ai colori del mio disegno.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 20:57
    La lavandaia

    Una carriola lenta cigolava
    una vecchia curva lavandaia
    limpida scorreva nel fosso
    l’acqua e quell’odor di saponaria
    e di sambuco antico e di menta
    selvaggia verde e il colore poi
    lì s’accompagnava di lenzuola
    a nuovo splendor dallo splendor
    del sole rinnovate e quel sorriso
    lieto volto al cielo oggi raccolti
    fissi nella memoria dei ricordi
     

  • 29 ottobre 2015 alle ore 13:14
    La mia vita

    Mi è bastato un nome
    che nessuno voleva,
    mi è bastato inciampare
    in un mattino ubriaco
    o in un lamento del mare.
    E' servito nascere sbagliato
    per scoprirmi in vita,
    affezionato al silenzio
    della mia stessa pelle.
    Ho vissuto malgrado il vento
    che mi cercava tra i rovi
    per farmi appassire
    ed è servito perdermi
    per morire più dolcemente.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 12:39
    Ho sognato la mia penna

    Ho sognato la mia penna
    elegante e ironica
    a disegnare il tempo
    con tratti decisi
    stati d'animo a rivelare la realtà
    che aleggia intorno alla mente
    Ascetismi e armonie
    esibizionismi studiati
    a scavalcare la Verità
    Esultanze e pianti
    a disegnare affreschi e mosaici di vita
    e farne uso e abuso nei soprusi
    idee ispirate dall'imposizione del proibito
    con i sentimenti addobbati all'occorrenza
    e mescolati tra loro
    a divenire infusi alchemici
    del fascino verso l'ignoto
    E allora è inutile
    continuare a guardare
    al di là de mare
    .
    cesaremoceo
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  • 29 ottobre 2015 alle ore 8:26
    Rubar le stelle

    Fatto leggero in ciel vorrei volare
     lì dall’Universo più stelle poi rubare
      il nome tuo con quelle compitare
     stelle cadenti con strisce luminose
     meteoriti comete i fuochi ardenti
    loro cerchi lucenti  di costellazioni
     a quel mio scritto da contorno fare
    così che nei dì dall’imbrunire all’alba
     in eterno l’Universo quanto t'amo sappia
     

  • 28 ottobre 2015 alle ore 22:31
    Un tempo e Ora

    Armoniche erano le parole che si susseguivano un tempo, come le note di una musica accompagnata da un canto intonato da una voce limpida.
    Rochi sono i pensieri che si accavallano, offuscati dai loro simili e da se stessi. Guardano il riflesso di ciò che è stato, calano le palpebre davanti a cio che è. E la meta appare e scompare. Gli occhi si perdono in troppi sentieri.I piedi disdegnano il percorso segnato. L'anima ruggisce e si strugge. Parole urlate al vento si disperdono insensate. Il ritmo prosegue incessante, scandendo il tempo residuo che troppo velocemente scade.
    Un passo avanti. Tre indietro.
    Un ritratto sbiadito. Ed un altro, allora.
    Una goccia di pioggia confonde ancora.
    Un tempo le tasche ho svuotato. Ma non Ora.

  • 28 ottobre 2015 alle ore 10:53
    Amo

     
    Io amo.
     
    Amo
    La compagna solitudine
    Che si consuma fra quattro mura
    E dura la luce di un frammento di stella.
     
    Amo
    L’amore vero
    Che come una pioggia di stelle
    Ti bagna di luna
    Ti asciuga di sole.
     
    Amo
    L’amica solitudine
    Che nel riposo solitario
    Ti ciba nell’animo.
     
    Amo
    L’amore puro
    Di una donna dorata
    Dal cuore vermiglio.
     
    Amo
    Il papavero rosso
    In un campo di grano
    La farfalla variopinta
    Che mi fa volare in alto
    Sempre più in alto.
     
    Io amo.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 21:13
    Vado ad attendermi di là

    Pervertito dai fulmini di patetiche
    filosofie senili che stormiscono al vento

    barcollo nel terrore di sbagliare tutto
    e non saper più camminare da solo

    Con l'orgoglio a far da palo alle paure
    e i torti subiti legati alle dita

    insisto in offerte poetiche
    quasi prive di voce

    a ricevere e donare le emozioni
    e i pensieri più diversi al mondo

    buoni a lenire bruciori dell'anima
    figli di fuochi mai spenti

    a chi la vita lascia cerini accesi
    nelle mani che la sostengono

    E vado ad attendermi di là
    .
    cesaremoceo
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  • 27 ottobre 2015 alle ore 20:42

    Non reagisco di fronte a chi con gesti e modi forti tenta di dimostrare di essere più forte. La forza a volte sta proprio nel non farsi trascinare in assurdi giochi di parole gettate al vento! La vera forza a volte è quella che ti guida dalla parte opposta a chi puntandoti il dito contro tenta il tutto e per tutto di attirare la tua attenzione. La vera forza sta in una "Coscienza pulita" che ti permette di sorridere di fronte all'ipocrisia di chi si finge "Genio del Sapere"!

  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 16:57
    Realtà Lucane

     
     
     
     
     
    In questa nostra terra
    Il tempo è troppo lungo
    La vita è troppo dura
     
    L’identità del nostro essere
    È nel lavoro degli uomini
    Nell’opera delle loro mani
     
    Si vive con i frutti della terra
    Nella luce dell’esempio
    Ci si nutre di speranze
     
    Dalla sofferenza nasce la forza
    La sorgente della gioia
    Dimora dentro la fede
     
    Con Lei e con Lui
    Svaniscono rimorsi e tristezza
    Inizia il cammino della salvezza.
     
     

  • 27 ottobre 2015 alle ore 14:12

    Ho provato per te ogni sentimento possibile: amore, odio, rabbia, schifo, pena... Dietro tutti i tuoi difetti, dentro tutti i tuoi pregi ti ho amato e odiato quasi fino a renderti l'unico "Elemento" essenziale per continuare a vivere. Ho fatto tutto questo senza riuscire mai ad arrivare a l'unico sentimento che mi avrebbe davvero salvata: "L'indifferenza"! Oggi cammino da sola, sulle mie gambe e ogni giorno sono più forte, più distante da quei sentimenti. La rabbia diminuisce, lo schifo e la compassione svanisce... L'amore si trasforma in un affetto che giusto o sbagliato che sia, rimane immutato nel mio cuore.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 13:43
    Il viaggio nuovo

    (Ho troppi chilometri
    ammucchiati sul groppone
    e scorie da scacciare
    dalla pelle).

    Confido sempre
    nell’elemento acqua
    specie se carica
    delle atmosfere dei tuoi baci
    che leniscono
    e alcalinizzano il futuro.
    La notte ci sorprenderà abbracciati
    e sarà doccia d’amore
    sulla nuova strada.

    (Lavami via
    quest’ansia
    incagliata ai pori
    loia di tempi
    sovrapposti ad altri tempi
    e prendimi la mano
    verso altri tempi ancora).

  • 26 ottobre 2015 alle ore 23:20
    quando in silenzio guardi verso il basso

    radici i piedi rami le braccia
    il tuo canto la processione di donne bambini e uomini verso l'acqua

    e quando in silenzio guardi verso il basso
    della tua vita nei tuoi occhi si legge  ogni  singolo passo

    è soltanto un fragile istante sul quadrante della storia
    un fragile istante che sa di infinito 

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/quando-in-silenzio-guardi-verso-il-basso.html

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:48

    Non sono tutte pazze, maniache, fissate e zoccole le donne! Direi che ci sono uomini che il terreno glielo annaffiano bene per sperarci, provarci e fare mosse verso di loro. E soprattutto se siete abituati ad una certa tipologia di "Donna" quelle composte, serie, riservate e che non scassano le balle a nessuno, lasciatele stare. Fidatevi, il loro mondo è troppo diverso dal vostro. Loro lottano, amano e si donano per questo non amano il "Facile" e non saranno mai "Facili"! Ma per voi sono "Troppo" perché il piatto servito al primo colpo è più comodo... Peccato che in quel piatto prima di voi ci abbiano mangiato già in molti. 

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:19

    Le persone prive di contenuti le riconosci benissimo. Si spostano dalle cose serie con estrema velocità, recandosi verso situazioni, fatti e  persone superficiali. Ecco che le vedrai finalmente a loro agio, sereni e perfettamente amalgamati alla "Superficialità" della situazione. Le persone ricche dentro le riconosci ancora di più... Sono proprio quelle che sia per istinto che per volontà, hanno  guardato immediatamente dalla parte opposta a quella raggiunta dai primi. 

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:03
    Presuntuoso ma non troppo

    M'impegno spesso e volentieri
    a trasformarmi da una larva paranoica

    a un seducente signore
    fanatico d'emozioni fluide e palpitanti

    divenute pagine ingiallite nel libro della vita

    di bravure perdute nelle notti dei tempi

    E mi accorgo di non aver altro da dire
    nè da fare se non continuare
    a prendere lezioni d'umiltà
    .
    cesaremoceo
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  • 26 ottobre 2015 alle ore 14:04
    Una strana foglia

    Nel giardino dove tra molte
    ancor viva sta la vecchia
    pianta della vita mia ai di lei
    piedi tra le tante amiche
    foglie conosciute di strana
    foggia e di stranier colore
    ho nel cercar mio curioso
    foglia ritrovato che queste
    qui cadute nel tempo vario
    d’età verdi rami ancor novelli
    o duri forti nodosi screpolati
    interrogar tant’amo poi da lor
    sentire  ch’ogni foglia lo sai
    è spesso un’ anima passata
    quante vite diverse e destini
    tanti: a questa pur dico chi sei
    da dove vieni da te or voglio
    sapere stolto sento dire stolto
    foglia son dell’alber della vita
    tua del destin quella ultimo
    finale sì dico dimmi ma s’alza
    forte il vento s’alza e con lui lei
    e pure alla presa beffarda sfugge
    e su in alto  per sempre s’allontana
     

  • 26 ottobre 2015 alle ore 11:06
    CI FURONO TEMPI

    Ci furono tempi in cui il corpo e lo spirito
    esultarono nella vittoria,
    in cui nulla contaminò la tua anima pura,
    nessuna spina potè ferire i tuoi piedi nudi,
    mentre leggera e invincibile come l'araba fenice
    sfioravi integra acquitrini e paludi
    insidiose e repellenti.
    E poi ci furono tempi in cui
    in quelle stesse voragini fangose
    cadesti in ginocchio sconfitta
    e affondasti il viso bagnato di lacrime
    nell'erba appassita, con forza,
    a riempirti il naso, la bocca, i pensieri, il dolore.
    Fu l'amore a sollevarti delicato,
    a lavare il tuo volto, le tue ginocchia,
    con acqua trasparente e profumata,
    e fu ancora l'amore a prenderti in braccio
    e condurti verso le mete sognate
    ed è sempre l'amore a prendersi cura
    del tuo dolore rendendolo
    accettabile e sopportabile. 

  • 25 ottobre 2015 alle ore 20:54

    Noi, che abbiamo imparato a vedere il mondo a modo nostro. Noi, che non sottostiamo alle regole, alle masse e alle mode. Noi, che ci amiamo nonostante tutto e ce ne sbattiamo dei pregiudizi, delle differenze sociali e di ciò che dice la gente. Noi, che ci affianchiamo solo a chi sentiamo affine, complice e parte di noi anche se profondamente diverso. Perché per quelli come noi, contano i valori che si portano dentro. Quei valori che ti guidano e ti fanno essere ciò che sei con gli altri. Noi, che non rinunceremo mai ad essere diversi da quello che siamo; ce ne sbattiamo le palle di chi ci chiama pazzi, incoscienti o folli. Noi ce ne sbattiamo le palle dell'opinione mediocre di un mondo che non ha una propria personalità, ma solo un copione di massa che a noi non va né di imparare... Né di recitare! Il nostro palcoscenico si chiama "Libertà"! 

  • 25 ottobre 2015 alle ore 19:53

    Se pensi che il fatto che non ti piacciono i miei modi, il mio essere, il mio pensiero sia per me un "Problema" allora forse non hai capito molto di come sono fatta. Il pensiero che conta non è il tuo, ma quello delle persone che prendono parte alla mia vita. L'opinione che vale è quella di coloro che hanno un ruolo nel mio mondo quotidiano. I problemi per me iniziano laddove tendo a perdere la stima e la fiducia di chi amo. Per tanto rilassati, passa oltre che io nemmeno mi domando chi sei, come sei e cosa pensi!

  • 25 ottobre 2015 alle ore 16:22
    Una nuova primavera

    Per me un’altra stagione,
    invece due vite spezzate,
    due eccezionali donne;
     
    l’una di preghiere bagliore,
    l’altra di sincere amicizie madre,
    di ricordo degne;
     
    la vita si spegne,
    resta il superstite
    dall’aspetto triste;
     
    non riesco a dimenticarle,
    non riesco a piangerle,
    non riesco ad abbandonarle;
     
    solo mi restano le loro parole
    nella mia mente scolpite,
    a fuoco impresse.

  • 25 ottobre 2015 alle ore 15:10
    Per te

    Ed è un attimo che ci separa,
    da qui ad un bacio, un salto
    dell’anima dalle mie labbra
    alle tue! Sfioriscono i sogni
    portati via dagli sguardi miei,
    muoiono le carezze per te
    come lucciole che mai volarono.
     

  • 25 ottobre 2015 alle ore 12:15
    Il Pettirosso

     
     
    Ruota il tempo
    Nell'incerta luce
    E respira, respira
    La magia del nulla
    Fatta di silenzio e buio
    Mentre un pettirosso
    Ferito dal cacciatore
    Aspetta l'altra luna.
    Destino parallelo
    Al ruscello d'estate
    Limpido e torbido
    A fatica scivola
    Nei ricordi della mente
    Che frantumano la loro corsa
    Contro i sassi della vita.
    Chissà se il pettirosso sfortunato
    Riuscirà a curiosare
    Oltre l'armonia d'autunno
    All'arrivo della neve
    Oppure vivrà per finta
    Una vita da uomo…
    La sua vita terrena.