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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 22 luglio 2015 alle ore 9:47
    Il vecchio gatto grigio

     
    Dopo mesi di assenza il vecchio gatto grigio
    povero randagio solo e  anche senza nome
    dal collo ferito e in parte sanguinante tornò,
    si tornò nel giardino e nuovamente qui trovò
    ristoro ma fu per poco in questi caldi giorni
    dell’estate, difficile curar le sue ferite, randagio
    fuggiva ad ogni contatto solo al cibo all’acqua
    dava confidenza,  una sera poi chissà come
    in casa entrò forse a cercar nel silenzio suo
    ultimo conforto che poi due giorni dopo al
    colmo la calura morte trovò sotto una panca,
    già pronti come nel giorno appresso l’occhio
    tuo a cercarlo e la man pietosa a por ristoro:
    una consolazion per lui per te per me amica
    avergli dato una degna come ad amico sepoltura
    e nell'addio avergli pure un nome dato: Amico!
     
     

  • 22 luglio 2015 alle ore 9:35
    L'amore non può

    L'amore non può, portare
    ad una desolazione
    quando un sentimento comprime
    spingendo verso il ritorno
    affrettandosi ad essere vaghi
    per i minuti contati, al rigetto
    delle emozioni, che si trasformano
    in freddi sospiri
    L'amore non può, comunicare
    periodi intensi, come candeline
    illuminate dalle cere viaggianti
    schierate all'interno, del mistero
    che sparge dissapori montando
    scenette modificate, allontanandole
    dalla vita reale

  • 21 luglio 2015 alle ore 21:20
    Carezza 19/07/15

    Con occhi più ampi,
    non mi soffermerei di meno su questo frammento di cielo in terra;
    li sentirei pieni, comunque avidi e insoddisfatti,
    gioia inspiegabile e intensa che non mi basta.
    Ora il mio presente è questo lago blu in alta foresta,
    è senso di appartenenza e mancanza,
    inquietudine che non ignoro.
    Il presente ha la forma di una montagna,
    il colore di una carezza sul corpo,
    ed il mio lo pervade.

  • 21 luglio 2015 alle ore 20:18
    Kalure...cerebrali

    Immerso nell'impressione
    che faccio d'essere un pò strambo

    accetto questa mia "disgrazia"

    perdonando chi non conosce
    la storia della mia anima

    Nello spirito che corre
    verso ideali che nessuno può capire

    romantici sogni esalano ancora
    sospiri dall'anima inquieta

    a nutrire i motivi del mio vivere
    senza tradire la loro essenza
    d'anelito di vita

    Emozioni dipinte da pensieri bollenti

    a carpire i segreti dell'attraenza 
    pregna della volontà d'amare

    E mi rinfresco al piacere
    di non lasciare eredità di pentimenti

    per l'amore dato e non corrisposto
    al mondo e ai suoi colori

    confusi tra le bellezze della natura

    e imboscati negli arcobaleni 
    che sorgono dopo le pioggie di sentimenti

    che da sempre inondano il mio cuore

    E solo così placo il malessere
    di pagare continuamente
    il pizzo alla sofferenza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 21 luglio 2015 alle ore 17:21
    disconoscer-mi (a chi di competenza)

    non mi disturbare
    sono ricco di eventi grazie al tuo lungo non  ascoltare

    non mi torcere
    sono così senza problemi da solo con il mio creativo prendermi in giro

    non aspettarmi
    io non ho intenzione di partecipare al gioco dell'assolutamente vincere o perdere

    non ti preoccupare per me
    ero già dimenticato molto prima che ti iniziassi a camminare speditamente

    non
    aspettami
    non sono pronto
    non sono mai stato
    non sarò mai il me stesso che tu vuoi che io sia

    non aspettarmi, che tanto sto correndo senza rifornimento 

    non contare su di me
    rassegno le dimissioni da questo status symbol in locazione

    torno all'inizio
    attraverso la fine
    a chi 
    di competenza

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/07/disconoscer-mi.html
     

  • 21 luglio 2015 alle ore 15:20
    Sono

    Sono pensiero fugace 
    Sono scia 
    di colore sfumato 
    Sono effuso suono
    di sconosciuta nota 
    Sono qui e sono ora 
    ché l'attimo di ieri 
    d'oggi e di domani
    è bugia dell'Eterno
    Io Sono: è verità.

  • 21 luglio 2015 alle ore 9:43
    Solo oggi ricordo

    Solo oggi dopo cinquant’anni va
    il ricordo ad un’aula ad un banco
    ad un quaderno aperto alla pagina
    dove vi era scritto in stampatello
    “il nostro amore non è di questo
    mondo”, forse e non so se per me
    eran queste tue parole ma se sì
    ecco che in segreto allora tu dicevi
    che su questo terra chissà perché
    non mi potevi amare, stolto  allora
    che io pensavo che tanto tu m’odiavi
    data la non corresponsion com’il
    poeta un dì scrisse d’amorosi sensi
     
     

  • 21 luglio 2015 alle ore 9:26
    Mi Viene A Cercare

     
     
    La sera
    Apre la porta
    Alla notte
    E tu padrone
    Di essa
    Sotto le stelle
    Nel tuo letto
    Puoi sognare tutto
    Possibile
    Impossibile
    È la tua vera libertà
    Dopo un sole
    Provvisorio
    Mi vieni a cercare.
     

  • 20 luglio 2015 alle ore 17:15
    L’ossidazione dei contorni

     
    Ci si sveglia già smessi
    come filobus snodati
    aspettando l’ossidazione dei contorni
    e il friggere al sole, tiepido
    e impercettibile,
    dell’olio sfuggito dai rabbocchi.

  • 20 luglio 2015 alle ore 15:21

    Tante volte mi sono sentita dire: "Quelle come te "Fanno paura"...
    Mah.. io avrei paura di altro... dell'ipocrisia, della falsità, dell'irruenza, dell'aggressività ... Avrei paura dei finti sentimenti, dei finti sorrisi... Non certo di una persona sicura di se che sa affrontare le difficoltà... Quelle come me prima di darti la soddisfazione che stanno a pezzi, sorridono... Quelle come me non la daranno mai vinta  a chi vorrebbe vederle con il culo per terra. Quelle come ME non lasciano scie di "vittimismo" e lagne pietose attorno a se... Ma lasceranno sempre un esempio di coraggio e dignità! Quelle come ME vanno sapute leggere oltre alla durezza e la forza apparente... Soprattutto quando dimostrano di avere un cuore, di saper amare, rispettare ed essere persone sincere. Quelle come ME spesso restano sole proprio perché non sono per TUTTI. Fiera di essere per POCHI! Perché quelle come me non cambieranno mai... Preferiranno sempre i loro "Controcoglioni" ai "si si " di convenienza per avere l'approvazione della gente! 

  • 20 luglio 2015 alle ore 9:36
    La bimba e il nonno

     
    Sta la bimba prossima ai sei mesi
    sulle ginocchia del vecchio nonno
    dapprima sorpresa un poco titubante
    poi sorride e si rasserena op op giù
    su e giù  muove le  gambe il nonno
    e a quell’ op op del cavallino accenna
    con voce roca di quel ricordo vecchio
    della canzone le parole ride la bimba
    dimentica il nonno i tristi suoi pensieri

     

  • 20 luglio 2015 alle ore 0:18
    apettare per sempre

    parlare
    per non dire niente di particolare
    una chiacchiera così
     senza pretese
    di quelle senza inizio ne fine
    quelle conversazioni di mezza estate
    un ciao come stai da panchine
     della piazza del paese

    quelle conversazioni
    che si dimenticano subito
    ma  che tornano da sole giorno dopo giorno come il vento
    come un'eco antica che arriva dall'orizzonte
    dal bosco in cima alla collina
    dalla valle in fondo alla campagna

    una conversazione come una vigna
    le parole acini d'uva pieni di sole e di zucchero
    il canto che segue il ciclo delle stagioni
    e poi la vendemmia come risposta
    una piccola risposta
    un senso
    un piccolo traguardo

    io non ho fretta
    posso aspettare
    ed ascoltare per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/aspettare-per-sempre.html

  • 19 luglio 2015 alle ore 21:15
    ***

    Ma come?...
    ma io credevo!...
    Ma io l'ho fatto solo per dare un piccolo "Pitch!"...
    per sdondollare un poco la co... La cosa!...
    Come certo molti di voi faranno
    o si saranno divertiti a fare
    con la Casina delle api del fratellino
    o della sorellina... e subito!...
    Ma come?...
    E giù mallopponi di roccia
    e gavettoni d'acqua... ch'è una roba!
    Con tutto quello sconquassamento sbarababam!
    che io mica me l'aspettavo!
    Ma come!?!?!...
    Credevo di ravvivare un po' la cosa!...
    Anche quando ho dato quella spintarella
    per suggerire a tutti quei tizi con le medaglie
    (e anche a quelli senza medaglie)
    che qualche scaramuccia
    e qualche battagliuzza avrebbero
    ravvivato un po' la...
    Io l'ho fatto per.
    Ma come? (!)
    Io credevo!... Una spintarella soltanto!
    Tanto per ravvivare un po' la... Il... (!)
    Ma io tutto questo sconquassamento di sbarababam-montagne
    di sbarabaquash-mari
    di sbarababoom-saltoperaria
    mica me lo aspettavo proprio!
    Per me era soltanto una pensata!...
    Un'ideuzza!...
    (Ermanno Bartoli - "Il colpetto".  Maggio 2015)
     
     

  • 19 luglio 2015 alle ore 20:25

    Le storie importanti non sono sempre e solo quelle che durano una vita. Le storie importanti sono quelle dove non si compromette solo il cuore. Gli amori importanti sono quelli che resistono nel tempo anche quando il "Tuo tempo e il suo" non si incrociano mai. Gli amori non sono storie importanti, almeno non sempre... Gli amori sono amori, sono storie, sono tempo trascorso assieme, attimi condivisi... ma quelli veri spesso restano nel cuore e nella mente, restano scritti nell'anima anche senza tutto questo. 

  • 19 luglio 2015 alle ore 9:56
    La Fata Del Bosco

    La Fata Del Bosco 
     
     
     
    Era scritto negli astriChe una spiga di grano
    Nascesse nel deserto!
     
    Lei veniva nel bosco
    Da una terra lontana
    E quando passeggiava
     
    Bastava uno sguardo
    E l’odore del suo corpo
    A far vivere gli attimi.
     
    Disegnava nuvole vaganti
    E le sue orme si perdevano
    Nella monotonia dei pensieri.
     
    Lei viveva nel bosco,
    Di giorno alla finestra
    Civettava con la sua chioma
     
    E la sera girava per le strade
    Per sentirsi padrona di tutti
    Nutrendo fantasie maligne.
     
    Ma una domenica di maggio
    Solo fiori di bosco alla finestra
    La casa vuota e lo stupore del paese.
     

     

  • 18 luglio 2015 alle ore 17:27
    non è tempo di portare a casa

    non è tempo di portare a casa
    non è tempo di portare a casa
    è tempo di lasciare tutto lì sulla strada

    è tempo di dimenticare tutto
    le cose e le zavorre
    fardelli che fanno male al cuore

    è tempo di lasciare tutto 
    che forse a qualcuno ancora servirà

    ora lo so, se non apro le mani adesso 
    rimarrò per la mia breve e fugace illusione di sempre
     con un pugno di nulla da contemplare la sera prima di dormire

     un vuoto a perdere
    un granello di sabbia nella clessidra della vita
     e del tempo perso nel nulla

    no, non è più tempo di portare a casa 
    non lo è mai stato

    quello che si riporta a casa marcirà sotto la pioggia e seccherà al sole

    quello che si lascia per strada diventerà una sacra semina per tutti 
    e porterà buoni frutti per tutta la vita

    quello che si lascia sulla strada della vita ritornerà 
    ancora
    e per sempre

    e così sia

    .............................................................

    chi al momento di partire ha dato tutto sè stesso 
    sulle strade della vita, 
    ritornerà per sempre

    chi lascia tutto, 
    abbraccia l'eternità

    Marco Bo
    dedicata a Madiba

    grazie Madiba

    Nelson Rolihlahla Mandela
    18 luglio 1918,
    5 dicembre 2013
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-e-tempo-di-portare-casa.html

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:11
    LA TRISTEZZA D'OGGI

    Lasciarci, hai detto.
    L'ho pensato anch'io.
    Ma proprio mentre lo dicevi
    quanto mi era cara la tua voce!
    Come, come non sentirla più!
    Come non vedere più i tuoi occhi
    frugare nelle nostalgie lontane
    dei tempi dell'amore pazzo
    privo di coscienza e di futuro!
    Come non sentire le tue mani
    accarezzarmi il viso
    segnate di stanchezza,
    dolci di malinconia presente,
    rassicuranti e consapevoli
    di non temere più niente.
    Lasciarci, hai detto.
    No, amore mio.
    La tristezza d'oggi
    l'ho pagata anch'io.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:09
    LA TUA OMBRA

    Quando il fumo
    nero del tempo
    ti nasconderà
    all'anima mia distrutta,
    quando i tratti
    del tuo viso amato
    saranno di
    fitta nebbia dolente,
    quando la memoria
    del tutto consunta
    invano vorrà
    ricostruire le tue mani,
    la tua ombra e
    la mia ombra, insieme,
    vagheranno.
    Mute di ricordi.
    Mute di dolcezza.
    Mute di passati rancori.
    Incapaci di dividersi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:08
    ANCORA INSIEME

    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.
    Nei misteriosi anfratti
    di anime complici.
    Nei sensi assuefatti
    a cara abitudine.
    Nell'ira crudele
    impetuosa del tempo.
    Spiati, inseguiti
    da vaghi fantasmi,
    lacrime lievi 
    verso il soffitto,
    mentre di notte
    le mani si stringono.
    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:06
    L'APPUNTAMENTO

    E' il segno che lascia
    un dolore acuto
    quel fiato corto
    che mi fa aspettare.
    L'angoscia di un sospiro
    non voluto
    che nel vento sibila 
    il tuo nome.
    Spilli mi pungono
    il viso e il petto.
    Suda tra le mani
    il giornale sgualcito,
    mentre m'illudo
    che non hai potuto.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:05
    IO E TE

    Io e te siamo soli
    nella casa sul colle.
    Io e te siamo soli
    nella città vorticosa.
    Prigionieri di ombre,
    pesanti di date,
    poveri involucri
    di incalzanti memorie.
    Io e te siam custodi
    di dolce tristezza
    che chiamano amore.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:04
    L'ultima goccia

    L'ultima goccia di vita,
    di speranza,
    annega in mare…
    sfavillante specchio
    che rigurgita promesse,
    e di preghiere inonda
    le più ampie sponde.

    Perfido sordo,
    pozzo dei desideri appare,
    ma si tramuta in un abisso nero,
    una voragine che inghiotte
    cuore e sogni.

    Non è così che deve andare…
    né per chi solo vuole
    migliorare la sua vita,
    né per chi la sfida raccoglie
    per un più mite avvenire
    della famiglia,
    con il prezioso carico di prole.

    Un lugubre viaggio diventa,
    dove onde sadiche,
    strappando a una vita d'inferno,
    promettono subdole il paradiso
    e morte fuori infliggono
    a chi per sempre parte,
    e morte dentro infliggono
    a chi ancora resta.

    Possa il domani
    riservare non una cassa
    ma una casa e un diverso destino,
    che dell'umanità veda il trionfo.

    Possano le asprezze
    del passato cammino
    lasciare spazio a eventi
    che pur non ripagando
    di quanto ormai si è perso
    infondano di nuovo
    un avido amore per la vita,
    lo stesso lavato via in un istante.
     
     

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:04
    ORA LO SO

    Era quell'ansia, la felicità,
    l'attesa di te di cui soffrivo
    perchè tardavi a tornare.
    Era il dolore, la felicità,
    di quelle nostre liti
    inutili e violente.
    Era il tormento, la felicità,
    di quando ti voltavi
    gurdando un'altra donna.
    Eri tu, la felicità;
    tu, debole e confuso.
    Ora lo so, che non ti ho più.

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:57
    TI VOGLIO BENE

    "Ti voglio bene"  non l'ho detto abbastanza.
    Troppa timidezza può far male,
    può gelare le parole sulle labbra
    e trasformare amore in sofferenza.
    Proprio tu me l'hai insegnato
    ch'è difficile mostrare i sentimenti,
    ma ch'è impossibile che possano sfuggire
    a un cuore attento, a un'anima vibrante.
    La mia anima corre senza meta
    in attesa di consolazione,
    in cerca di un segno corrisposto,
    confusa, sofferente e sola.
    La osservo mentre va lontano
    e non ho la forza di correre con lei,
    ma con lo sguardo la seguo finchè posso
    sperando inutilmente che ti riporti indietro.
    Ma poi penso: tu vorrai tornare?
    La risposta è semplice, veloce.
    No, tu ormai sei libero da tutto,
    niente ti costringe, nulla t'imprigiona,
    perchè mai voler tornare?
    Dove sei tu l'amore è universale
    e non conosce timidezza.
    Dove sei tu non ci sono limiti,
    nessuno si sente giudicato.
    Dove sei tu non c'è l'affanno
    e niente ti potrà mai più ferire.
    Ma...dove sei tu forse non c'è nulla,
    però di certo non c'è più dolore.
    Allora perchè voler tornare?

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:55
    Natale

    Profumo di resina di pini marittimi
    davanti casa, lungo la via.
    Sapore di gesti così lontani
    ma così vivi nella memoria.
    Piccoli angeli vestiti di bianco
    all'altare portano i doni
    nella Messa di mezzanotte.
    Magre gambe di bimbe assonnate,
    viola di freddo sotto la veste,
    intirizzite minuscole mani
    che offrono ampolle piene di vino.
    Odore di cera, eco di canti
    nella grande gelida chiesa,
    la gente che pensa al brodo caldo
    più tardi a casa vicino alla stufa.
    Si dia inizio a mille sorrisi,
    comincia la festa un'altra volta.
    La festa lunga tutta la vita,
    disseminata di assenze, di lutti
     di storie troncate in un respiro:
    ieri persone oggi fantasmi,
    oggi persone domani fantasmi.
    Alziamo il calice contro la sorte,
    contro l'angoscia che assale di sera
    quando il sonno non vuole arrivare;
    contro l'attesa dell'ultimo atto,
    protagonisti di quel copione
    di cui tutti sappiamo  il finale.
    Ma si dia inizio a mille sorrisi,
    si danzi, si canti fino all'aurora,
    comincia la festa un'altra volta:
    anche quest anno è di nuovo Natale.