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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 ottobre 2015 alle ore 18:16

    Nella vita impari tante cose, pure io ne ho imparate tante... Per crescere e maturare non è mai tardi e non esiste un tetto massimo di maturità e crescita, soprattutto se si parla di una crescita interiore. A quel paese gli errori, le persone che feriscono, le bugie ricevute, le cattiverie subite... Tutto insegna! La vita è un percorso privato e personale, ognuno percorre il suo. Qualcuno sceglie di non partire nemmeno, altri ci provano e poi restano dove è tutto più facile... Poi ci sono quelli che vanno avanti sempre, oltre tutto e oltre tutti e non si fermano mai per niente e per nessuno. Sono quelli certi di cosa vogliono, di cosa cercano e di cosa hanno bisogno. Sicuri di cosa tenere e cosa scartare e soprattutto sicuri che non si fermeranno mai fin quando non lo hanno raggiunto. 

  • 11 ottobre 2015 alle ore 11:16
    La Partita

     
     
     
    In un tempo
    Predeterminato
    Su un rettangolo di gara
    Un pallone rotola
    Dietro regole stabilite
    Con triangolazioni
    Dettate dal fato
    La fortuna talvolta
    È
    Più forte della bravura
    E determina i numeri.
    C'è chi vince e chi perde
    Come nella gara della vita.
     

     

  • 10 ottobre 2015 alle ore 22:23
    siamo la goccia

     transitiamo lungo strade affollate
    scansiamo pensieri noti 
    e altri sconosciuti
    scorgiamo volti 
    alcuni spenti 
    altri accesi 
    volti che ridono
    che piangono che gridano
    e andiamo
     
    passiamo 
    e vediamo scorrere città torri di cemento
    superiamo svincoli e incroci 
    e percorriamo canali di immissione
    e poi distese immense boschi e pianure,
    campi persi in queste periferie del mondo
    e andiamo 
    andiamo 

    portiamo cose 
    portiamo noi stessi da una parte all'altra
    dalla partenza all'arrivo
    consegniamo quello che dobbiamo 
    prendiamo quello che ci è dato 
    e andiamo

    andiamo 
    siamo così piccoli 
    siamo così fragili
    siamo come pietra pomice 
    ma così poco riusciamo trattenere di questo fragile e precario transitare

      nel setaccio del tempo
    se ne vanno i pensieri
    le cose che non abbiamo detto 
    le lacrime e i sorrisi eppure andiamo

    siamo così piccoli 
    siamo così fragili
    siamo la goccia che oggi 
    non farà traboccare il vaso 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/siamo-la-goccia.html

  • 10 ottobre 2015 alle ore 16:30
    Non c'è di meglio

    Non c'è di meglio
    di affondare
    nella mia 
    tenerezza
    attraverso
    il tuo amore.
    Di amare me
    attraverso te
    e te
    attraverso me
    senza capire
    mai la fine.

  • 10 ottobre 2015 alle ore 15:19

    Non sprecare tempo a cercare di cambiare le persone. A tentare di sistemare cose e situazioni sbagliate. Non riparare gli errori degli altri solo perché gli vuoi bene. Impiega il tuo tempo a migliorare te stesso, in modo che tu possa sempre scegliere il meglio per te. A cambiare ciò che attorno a te non va perché la tua vita sia migliore. E soprattutto impara dai tuoi errori e ricorda che come sbagli tu possono sbagliare tutti. L'umiltà è la dote più grande che puoi trovare nel cuore della gente.

  • 10 ottobre 2015 alle ore 14:40

    Guardati! Guardati allo specchio e dimmi se sei così privo di difetti, errori e azioni sbagliate per poter puntare il dito contro altre persone. Ascolta la tua coscienza e dimmi se è così pacata e silenziosa da farti calpestare altre persone. Leggiti nel cuore e scorri l'amore che hai dato e sei stato capace di dare e quello che hai ricevuto e dimmi se sei tu che hai il punteggio più alto! Troppo facile colpire, ma non voler essere colpiti. Troppo facile! Un giorno la vita ti chiederà il conto e stai pur certo che in quel conto ci sarà anche il mio nome! 

  • 10 ottobre 2015 alle ore 14:35

    Parlare una qualità di molti, dimostrare una lacuna di troppi. Ognuno che vuol vivere come più gli piace, ma puntano il dito su chi pretende di fare altrettanto! Hanno occhi per guardare, ma mai orecchie per sentire. Cuore per soffrire ma non per amare. Testa per pretendere, ma non per dare. Poca umanità e direi assenza di coscienza. Del resto per avere una coscienza si deve essere capaci di provare sentimenti, si deve possedere un'intelligenza per capire e soprattutto un cuore per soffrire. 

  • 10 ottobre 2015 alle ore 10:53
    Senza desideri di rivalsa

    Dentro i miei scritti ho tutta una serie di piaceri e curiosità Perché non me ne frega niente e mi sento a volte lontano anni luce dal mondo e non mimetto in concorrenza con nessuno Perché mettersi in competizione vorrebbe dire riconoscere una parità. che non è biunivoca E questo è un concetto cherifiuto perché la gente preferisce vedermi come un emarginato come un disperato E invece io godo di questo mi da eccitazione il piacere di trasgredire con le parole È questa trasgressione il mio divertimento... cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 10 ottobre 2015 alle ore 5:55
    Haiku | Natura

    sole e sale
    albore e sapore
    del mio mare

  • 09 ottobre 2015 alle ore 22:12

    Mi fermo qui, tra una lacrima e un sorriso. Mi fermo e assaporo il lento battito che si assesta dopo giorni di incertezza, delusione e rabbia. Respiro, finalmente respiro e non sento la fatica di fingere che sia tutto apposto. Mi fermo qui e mi ascolto, dentro i miei pregi e dentro i miei difetti e scopro una me un po nuova e un po diversa. Mi fermo qui perché anche la rinascita ha il suo sapore, un sapore che non puoi dimenticare. Adesso mi guardo e lo so... Sono diversa, non sono mai stata perfetta, ma adesso ho qualcosa in più lo sento nell'anima. Incredibile, come i dolori e le ferite lascino in te insegnamenti certi e netti. La voce dell'esperienza non si ferma mai se non per chi è già certo di conoscere tutto e di essere sempre nel giusto. 

  • 09 ottobre 2015 alle ore 22:11

    Cerco un cammino a due, uno di quelli che non hanno pretese ma solo "Scelte". Voglio riconoscere il profumo di chi amo tra milioni di persone, e cercare il suo sapore ogni momento, ogni attimo e ogni volta che il suo corpo sfiora il mio. Voglio l'immenso e l'immenso non sta nella perfezione della singola persona, ma nella perfezione che genera l'unione di due anime che si capiscono, si completano e si scelgono ogni giorno. La perfezione è l'unione di due cuori imperfetti e pieni di difetti che combaciano alla perfezione dentro gli incastri delle loro immense e passate cicatrici. 

  • 09 ottobre 2015 alle ore 21:30
    Non io

    Ho gli occhi pieni
    di quello che non sono
    pienati dallo specchio
    imposto ed impostore. 
    Da qui,
    seduto dietro a sbarre
    di ambizione
    e compromessi scomodi,
    osservo 
    l’immaginazione mia volare
    verso campi 
    a me rassomiglianti.
    Non so che dire
    mentre i bocconi amari 
    si susseguono
    a soffocare gridi di rivolta. 
    So solo che confondo spesso

    (o forse faccio finta
    perché fà troppo male)

    Quale dei due io sono.
    Forse uno,
    forse nessuno, 
    forse entrambi.
    La gioia 
    e l’alter ego del mio boia.
    L’io e il non io.

  • Stimolato ad affrontare
    ciò che non va
    dentro e fuori di me

    ho vissuto per essere
    la meraviglia del mio tempo

    Rileggo il mio passato
    nel divenire degli attimi smarriti

    che si evolvono e camminano
    a narrare la mia vita

    E scrivo parole 
    d'ambigua provenienza

    trovate nell'oscurità
    dei pensieri mai detti

    a sghignazzare menzogne
    vestite di felicità

    dentro il sorriso a labbra chiuse
    che nasconde la mia bocca annoiata
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
     

  • 09 ottobre 2015 alle ore 18:53
    Ora d'aria

    Il verso voleva scappare per nuove vie
    ma la scrittura lo ricacciava sempre
    a casa dei nonni. L’ora d’aria era
    immaginare un recinto di parole
    senza lettere

  • 09 ottobre 2015 alle ore 18:25
    Vieni a vedere come muore un fiore

    Vieni a vedere come vive un fiore,

    abbonda l'acqua, tra le radici in divenire,

    vieni a vedere, cerca la carne nello stelo,

    scrivi col suo sangue, prima che arrivi il gelo.

    Vieni a vedere come vive un fiore,

    tra tutti quanti scegli prima dall'odore,

    vieni a vedere, fiuta ogni particolare,

    se usi il cuore non sbaglierai colore.

    Vieni a vedere come muore un fiore,

    abbonda l'acqua che tu lasci svanire,

    vieni a vedere come cambia umore,

    gambo inconsistente, evitato dal tuo sole.

    Vieni a vedere come muore un fiore,

    passano gli anni mentre tu conti le ore,

    vieni a vedere, non c'è da farsi male,

    niente dolore se giochi a non capire.

  • 09 ottobre 2015 alle ore 14:24

    Arriva un momento in cui ti guardi e ti ascolti. Un momento in cui qualcosa dentro te crolla come un castello di sabbia sul pavimento. Crolla senza procurare dolore, ma lascia un senso di liberazione. E' il momento in cui ti accorgi di aver dato troppo a chi niente meritava. In cui capisci che erano gli altri ad aver ragione nel dirtelo. Il momento in cui ti dici: "Ma cosa sto facendo"?! Un senso di liberazione che ti fa provare uno strano senso di schifo, ma non per quella persona, ma per te stesso. Si, ti fai schifo, per aver creduto, ascoltato e dato tempo a una persona che l'unica cosa che conosce è la via della menzogna, della falsità e dell'egoismo. Poco conta il tempo perso, quello che conta è averlo capito... Quello che conta è che qualsiasi cosa possano pensare di te queste persone, avrai sempre in mano un motivo per farli sentire peggiori di te... E quel motivo sono stati proprio loro ad avertelo concesso.

  • 09 ottobre 2015 alle ore 14:21

    Ogni tanto prova a chiudere gli occhi e a tornare indietro nel tempo. A tornare bambina/o. A ricordarti quanto facile era superare i dolori, i litigi e le incomprensioni. Ricordati che amare e rispettare erano le cose principali, anche dietro bizze e dispetti. Era facile allontanarsi e altrettanto facile riavvicinarsi. Era spensieratezza e l'unico pensiero era giocare. Erano belli quei momenti e dovremmo ogni tanto ricordarli, riassaporarli e rimetterli in atto. Mentre oggi si rispettano le cose e si usano le persone. Si perdona chi ci conviene e si calpesta chi ci vuol bene. A parole siamo tutti grandi persone, ma la maggioranza poi... Pecca di assoluta assenza di fatti. 

  • 09 ottobre 2015 alle ore 8:27
    A ricordar profughi italiani

    Chi  oggi contro il padan si scaglia
    immemore a suo dir d’amor pietoso
    al povero  migrante straniero fuggitivo
    vilmente un dì gridò contro di voi violento
    tu qui non devi giammai no mai entrare: 
    profugo eri  dalmata e istriano quale
    poi la sì grave  colpa tua essere italiano
    e voler nella Patria tua essere accolto
    per schiavo non essere più alla mercè
    di quei bruti  compagni titini comunisti
    or a voi volge in questi dì il pensiero
    cari fratelli dalmati giuliani e istriani
    e a un tempo i vostri nidi Parenzo
    Pola Zara Fiume tanto e pur lontani
    ma al cuor nel ricordo sì tanto vicini
     

  • 08 ottobre 2015 alle ore 21:13
    Mali esistenziali

    I sogni divengono
    sospiri dell'oppressione

    nel cuore di chi non ha un'anima

    e in quelle fantasticherie dell'inconscio
    ci si specchia per trovare
    il riflesso di se stessi

    E odiarsi
    nell'instabilità lunga e feroce delle passioni 

    spinte gentili d'umani sacrifici
    a cercare zattere

    con le quali avventurarsi
    nel mare aperto dei virtuosismi

    Pensieri bacati

    piccole grandi perversioni
    a segnare svolte nella storia di ognuno

    e ricorrere all'innata censura

    per impedir loro di emergere dalle coscienze
    .
    cesaremoceo
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  • 08 ottobre 2015 alle ore 20:02

    Quello che tu sei sarà svariate cose agli occhi del mondo. Per una parte di esso sarai come il sole, sarai qualcosa di cui non si può fare a meno e quella persona su cui contare. Sarai il bene incondizionato di alcuni e quello mancato di altri. Sarai la tempesta nel cuore di quelli che ti hanno solo sognato e sarai la concretezza e la certezza di chi ha saputo capirti e sostenerti. Non sai donarti a chiunque e non sai camminare su strade che non senti tue. Per questo spesso tenteranno di fermare il tuo cammino, di ostruire la tua strada, ma tu saprai andare avanti. Sarai rabbia e odio per quella parte di mondo i cui ideali e valori non coincidono con i tuoi. In qualunque caso se quello che sei ti piace, giusto o sbagliato rimani te stesso. Chi ti capirà resterà anche se sei diverso in caso contrario non restare ferita da quelle spalle che vedrai voltarsi per allontanarsi, dalle porte che ti chiuderanno in faccia... Nemmeno per un secondo devi pensare che "Cambiare" sia la soluzione giusta per evitare tutto questo. 

  • 08 ottobre 2015 alle ore 16:52
    Angelo Per Un Attimo

     
     
     
    Ogni stella figlia del cielo
    Partorisce un angelo
    Lo veste d’arcobaleno
    Lo veste di sole
    Lo veste di luna
    Ladro assetato
    Rubo
    Brillo
    Vivo
    Sorrido
    Nel loro calore
    Ero io
    Volevo te
    Volevi me
    Credevo di essere un Re
    L’aveva sussurrato il vento
    Traditrice realtà
    Illusione di un’estate
    Vestita d’inverno
    Inferno tutto mio
    E nei tuoi occhi
    Di un amore trafitto
    Da una saetta
    Scoccata a ciel sereno, e
    Da un destino già segnato.
     

     

  • 08 ottobre 2015 alle ore 8:49
    la Processione

    Per le vie del paese la Procession si snoda
     a rimirar della santa l’urna al balcon s’affaccia
    una vecchierella stanca e alla di lei finestra
    due rossi drappi lisi smunti giocano con l’aria
    poveri son cenci ma segno di devozion profonda
    poca attenzion inver lì  della vociante tanta folla
    al limitar degli usci pochi feston e colorati nastri
    mute di color le tante prospicienti lì vicin magioni
    il buio ciel s’apre a  prendere di colpo luce nuova
    dal sole nasce un raggio forte e  luminoso tanto
    a colpir della santa forte l’argentea e dorata
    teca di lì un riflesso a colpir  un vecchio viso
     

  • 08 ottobre 2015 alle ore 3:50

    La verità è che ci sono persone che ti capiranno sempre, nei momenti belli e in quelli più bui. Ti capiranno nei silenzi e nelle parole più sconnesse. Ti capiranno nelle cose azzeccate e negli errori colossali! Ci saranno persone che ti avranno fatto male, ma così male che a volte avresti voglia di restituirlo quel male. Che nella maggior parte dei casi se ne sono fregati di te, ma non scordano invece l'unico momento in cui sei tu a tralasciare loro. La verità è che cammineremo sempre su sentieri incerti come incerte saranno le presenze. Ci saranno quelle che se anche sfiorate per poco non scorderai mai, quelle con cui hai camminato a lungo di cui non sentirai nemmeno la loro assenza, quelle che ti hanno ferito e non hai mai perdonato e anche quelle che seppur lontane saranno sempre dentro di te. la verità è che nelle tasche abbiamo una manciata di sogni che la maggior parte delle volte si sgretolano nelle mani prima di uscire. Abbiamo nel cuore sentimenti e dolori che in pochi sapranno raccogliere e abbiamo nella mente pensieri, paure e dubbi che in pochi sapranno leggere! La verità è che la vita è talmente "Puttana" che ti ferirà, ti metterà alla prova e non sarà facile. Ci resterai di "Merda" talmente tante volte che ad ogni parola  ti sembrerà di morire, ma rinascerai più forte che mai. La verità è che ci si stanca di avere pensieri, sentimenti e sogni... Perché troppo spesso sono solo una delle mete più ambite di chi colleziona "Trofei"!

  • 07 ottobre 2015 alle ore 22:04

    Quando giustificate atteggiamenti e comportamenti che non hanno giustificazione, lo fate perché a quel qualcuno volete bene. Ricordate però... Che il "Troppo" bene impedisce di vedere lucidamente le cose, i volti, i fatti e le persone. E state tranquilli che come "Peccherete" voi in qualcosa, per voi non ci sarà giustificazione, comprensione né altro. Ecco che capirete che il vostro bene era "Troppo" e non meritato e il loro bene per voi "Assente" e "Mal predicato"! Perdonate e giustificate meno... E alzate i tacchi prima. 

  • 07 ottobre 2015 alle ore 21:09
    E m'arricchisco d'utopia

    " Sol chi non lascia eredità d'affetti
      poca gioia ha dell'urna "(U.Foscolo)

     Con l'anima inaridita e nuda
     e perso negli orizzonti della perspicacia

     traversie della malinconia

     riverberi d'antichi splendori
     nella corrispondenza d'amorosi sensi

     vivo col pensiero di costruire
     la più giusta etica

    tra gl'ideali che mi trascendono
    e giustificano i sacrifici

    e servirla con libertà e coscienza

    E mi accorgo d'esser rimasto solo
    nell'immensità indifferente dell'Universo

    senza diritti e senza destino

    sospeso nel limbo perenne
    degli sguardi spenti

    impoveriti nell'animo e nello spirito

    E m'arricchisco d'utopia...
    .
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