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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 ottobre 2015 alle ore 15:10
    Per te

    Ed è un attimo che ci separa,
    da qui ad un bacio, un salto
    dell’anima dalle mie labbra
    alle tue! Sfioriscono i sogni
    portati via dagli sguardi miei,
    muoiono le carezze per te
    come lucciole che mai volarono.
     

  • 25 ottobre 2015 alle ore 12:15
    Il Pettirosso

     
     
    Ruota il tempo
    Nell'incerta luce
    E respira, respira
    La magia del nulla
    Fatta di silenzio e buio
    Mentre un pettirosso
    Ferito dal cacciatore
    Aspetta l'altra luna.
    Destino parallelo
    Al ruscello d'estate
    Limpido e torbido
    A fatica scivola
    Nei ricordi della mente
    Che frantumano la loro corsa
    Contro i sassi della vita.
    Chissà se il pettirosso sfortunato
    Riuscirà a curiosare
    Oltre l'armonia d'autunno
    All'arrivo della neve
    Oppure vivrà per finta
    Una vita da uomo…
    La sua vita terrena.
     

     

  • 24 ottobre 2015 alle ore 21:55
    Io,cuore di pecora ?

    Cerco le disperazione
    che risollevi le speranze

    disgressioni morbose

    scoscese

    note false dell'ardimento

    nel misurarmi in prove
    dove il nero prevale

    nei colori degli arcobaleni 
    sorti a vestire la vetrina di me stesso

    e ritrovarmi l'amico più caro che ho

    E rimango nell'ansia
    dell'attesa di silenti consensi

    che mi liberino dalle paure
    dei presagi che inseguono il mio tempo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Copyright
    Segnala abuso

  • 24 ottobre 2015 alle ore 18:57
    Io Esisto

     
     
    Io esisto
    Perché sono nato
     
    Io vivo
    Per chi vuole ricordarmi
     
    Io morirò
    Per chi non mi vuole vivo
     
    Ma
     
    Non saprà farlo
    Non potrà farlo.
     
    Io esisto.

  • 24 ottobre 2015 alle ore 16:33
    la poesia è un'ascia

     la poesia è un'ascia
    la poesia è carne viva 

    la poesia è un piccolo dolore che nasce tra le mani
    e lentamente in processione si va a posare nel cuore
    in attesa
    come già dimenticata 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/la-poesia-e-unascia.html

  • 24 ottobre 2015 alle ore 15:07

    Siamo i predatori del succo della vita. Siamo quelli che non chiedono mai perdono, ma sanno far uso della parola "Scusa" se sbagliano. Siamo quelli che anche se cadono sanno restare poco a terra perché il loro motto è "Sempre in piedi e sempre avanti"! Siamo quelli con una sola faccia e se ne sbattono se viene amata oppure odiata. Siamo quelli da "Una sola versione" perché la "Strada che conviene" non la percorreranno mai. Siamo i predatori di un cammino fatto a modo nostro ma nella più profonda delle verità! 

  • 24 ottobre 2015 alle ore 14:20

    Non sono Santa e non voglio certamente fare la Finta Santa, ma non mi rispecchio nemmeno in alcune tipologie di "Donna" che vedo in giro. Attente a mostrarsi, a catturare squallide attenzioni attraverso comportamenti da grandi anime passionali o così comunemente chiamate da sempre "Anime da zoccola". A volte mi sento un pesce fuor d'acqua perché ancora credo che certi atteggiamenti di cui il web e il mondo pullulano siano solo il modo più squallido di mostrar cosa sia esser donna. Scusate, se ancora credo che un sano comportamento sia migliore; e per sano non intendo casto... Ma semplicemente rispettoso verso se stesse. Scusate se ancora amo fare in modo che gli uomini mi cerchino ancora perché con me hanno riso, parlato, si sono sentiti se stessi e sono rimasti colpiti dalla mia testa e personalità. E se mostro prima questo non vuol dire che non ho altro da mostrare o che non sia passionale o "Zoccola dentro"! Oh, si che lo sono... Ma questo lo vedrà solo chi DECIDO IO. 

  • 24 ottobre 2015 alle ore 14:07
    sulla tua terra

    Ho camminato sulla tua terra,
    ti dico che l'ho fatto.
    E ho imparato la tua lingua,
    ti assicuro che l'ho imparata.
    Altrimenti non saprei come dirti
    che ho camminato sulla tua terra.

    L'ho combattuta insieme a te
    la guerra dei verbi coniugati
    al futuro.
    Tu, ci hai rimesso del tempo.
    Io, tutte le mie parole.

    Non mi è rimasto che un apostrofo,
    un vago accento che il mio tempo
    dimentica.
    E poi, cosa mai sarà mio?
    L'ipotesi, un giorno.
     

  • 24 ottobre 2015 alle ore 8:38
    Io, prodigio adottivo di don Lappanio

    Ai miei concittadini E vivi proseguendo il mio difficile cammino con nella mente più nitide visioni di ciò che vedono i miei occhi nudi Un po' fanatico e un po' Angelo decaduto cercoil mio inno generazionale in preda alla furia più costruttiva a rivelare le decisioni più sofferte che potrebbero portarmi dall'anonimato alla celebrità e far della mia forza propaganda con le vette conquistate a diventare fulcri di ripartenza per ilfuturo. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 23 ottobre 2015 alle ore 21:35

    Guardala la vita e cerca di cogliere i suoi attimi, le sue piccole sfumature. Spesso si nascondono dietro i più grandi momenti bui. Giocatela con coraggio, perché non esiste strada priva di difficoltà. Non esiste una meta che non abbia soste durante il tragitto. Non esiste felicità che non sia stata bagnata da lacrime di percorso. Rischia, avanza, lotta, ma non morire mai ferma in un angolo di mondo ... Soprattutto se quel mondo è un mondo che non senti tuo.

  • 23 ottobre 2015 alle ore 16:44
    Fantasia

    Fluttuare tra nuvole di sogni,
    tornare bambini
    e gustare un tramonto di fragola
    o un'alba di limone
    nel variopinto richiamo
    dei giochi d'estate.
     
    Un sonoro volo di gabbiani
    e la fantasia scivola
    sul magico tappeto volante
    per portare piccoli principi
    a esplorare mondi nuovi.
     
    Dovremmo avere i loro occhi
    per guardare lontano.

  • 23 ottobre 2015 alle ore 15:11
    Doni autunnali

    Non è avaro il bosco autunnale
    noci castagne piovono ai tuoi piedi
    da lisci e pungenti manti avvolte
    d’uve selvatiche corbezzoli giuggiole
    i bianchi neri rubin colori tra il verde
    allietano la vista erbe foglie del fungo
    nascondono in attesa di man furtiva
    quel ricetto ch’ a ogni sentier già mosso
    o da piede nuovo non violato qui viator
    povero o ricco alla natura importa poco
    non trovi di colmar suo panier o aurea sporta

     

     

     

  • 23 ottobre 2015 alle ore 10:05
    Vite sfiorite

    Stormi di silenzi volano bassi attraversando le praterie dell'anima sfronda a mietere le rughe del tempo affinché rinascano ancor più profonde Inquietudini aggiunte a riempirle delle dolci amarezze portate dal fluire dei venti messaggi senza pudore di vite sfiorite delle quali chiunque può appropriarsi eprofittaredi quelle intimità E noi a continuare a correre frettolosamente ignaridele storie che qui si consumano senza la volontà didar un sensa a quel fruscia d'ali appena sospirato. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 23 ottobre 2015 alle ore 7:15
    un'altra pietra rotola

    un'altra pietra rotola, alza un po' di polvere
    lentamente scorre l'acqua 
    e passa un vento leggero e fragile

    e così va la vita
    a volte piena di sorrisi e grida
    altre volte come già dimenticata 

    passa e va la vita, così va mondo
    e così andiamo noi 
    sotto questo grigio cielo di periferia
    indossando  l'arcobaleno dei nostri sorrisi e delle nostre pene
    l'autunno della nostra pazienza e l'estate delle nostre passioni

    così andiamo noi
     fino a che il nostro fragile e precario sempre 
    sarà
    altro non sappiamo

    un'altra pietra rotola, si alza un po' di polvere...

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2015/10/unaltra-pietra-rotola.html

  • 22 ottobre 2015 alle ore 22:05
    Il piacere del sublime

    "E se il figflio dell'uomo deciderà
    di annientarsi negli eterni sonni

    per la convinzione che essere amato
    non è mai tabbastanza

    lacrime di bontà scorrendo

    toglieranno ogni pena
    e ogni dolore dal suo cuore"(cesmo)

    Nel buio delle notti
    immobile nel suo idillio

    stelle lucenti alte nel cielo
    come fossero fiammelle tremolanti

    c'invitano a gustare
    il nostro calore />
    e esplorarci con lingue di fuoco

    che penetrano i corpi
    e s'irradiano nelle menti
    speculando sui pegni delle passioni

    E percepirci nei nostri odori
    sacrificando le nostre anime al disinteresse 

    e peccare contro le convenienze
    dichiarando guerra alle menzogne
    .
    cesaremoceo
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  • 22 ottobre 2015 alle ore 21:06

    Sono venuta a te completamente vestita, mostrandoti il mio carattere, la mia allegria e la mia intelligenza. Ho mostrato il mio cuore e la profondità di esso. Ho mostrato rispetto e valori. Quindi se vuoi il mio corpo, passa dalla mia mente e dimostrami che l'hai apprezzata per prima, entrami nel cuore e prendine possesso perché è amarlo che vuoi e dopo potrai spogliarmi di ogni abito, di ogni veste interna.... Ed esterna. Sono DONNA IO non FEMMINA. Non seduco con il corpo, ma con la mente. 

  • 22 ottobre 2015 alle ore 20:45

    Perché la sintonia che lega due persone non ha regole. Esse possono essere legate da una pace interiore che li accomuna. Che li rende sereni nella loro quotidianità... Oppure da caratteri dannatamente opposti, che nella loro diversità li rende un incastro perfetto. Una bomba pronta ad esplodere in malo modo per arrivare a sentirsi più uniti di prima. La complicità, l'affinità mentale, l'attrazione e l'amore non hanno regole, ma solo chimica, istinto e sensazioni a pelle guidate da un sentimento vero.

  • 22 ottobre 2015 alle ore 17:16
    La Fiamma

    Un cielo irrequieto
    Grigio e pensieroso
    Piange sul selciato
    E nel cortile
    Bagna casa mia
    E la mia pelle.
    Un brivido gelido la scuote
    Mentre il fuoco paziente
    Arde e mi riscalda.
    Gli angeli custodi
    Dal cuore amico
    Mi guidano per mano
    Lungo il cammino della vita
    Coltivano la fiamma dell’amore
    Nel mio cuore arde
    Viva e nuova nella mia fantasia.

  • 22 ottobre 2015 alle ore 16:50
    Pensieri di piombo

    Pensieri di piombo
    trascinano a fondo
     
    Ma da sudici solchi,
    ricoperti da tronchi nodosi,
    braccia scheletrite
    di un'umanità impoverita e consunta
    si volgono verso il sole, seppur scurito,
    per chieder vita.
     

  • 22 ottobre 2015 alle ore 16:46

    Sono una persona fatta a mio modo. Pienissima di difetti, mi arrabbio e quando lo faccio divento quasi ingestibile. Riesco a trovare la forza di spaccare il mondo se ne vale la pena e magari piango per cose davvero assurde. Però sono anche quella che sa chiedere scusa, quella che i "Non posso" non li accetta, perché io sono tra quelle persone che se "Voglio... Posso"! So amare e tanto, in modo vero e verace. So dare me stessa senza risparmiarmi, ma non so perdonare chi calpesta ciò che sono. Chi prova a farmi indossare abiti che non mi appartengono e soprattutto non perdono chi dipinge il mio passato, il mio cammino di colori e macchie che non ho mai disegnato di persona! 

  • 22 ottobre 2015 alle ore 11:17
    Ipocondria e depressione non curata

    Morire di paura di morire.
    [http://www.dimensionepsicologia.it/la-paura-di-morire/]

  • 22 ottobre 2015 alle ore 10:11
    Io, contadino senza terreni

    Esiliato sull'isola dei pensieri sperduti me ne vado a spasso dentro i giardinr stregati degli sconcerti e delle indignazioni a fare lunghe passeggiate e rappresentarmi h i pressappochismi della vita con i sentimenti a riavvolgere e risvegliare i ricordi della memoria E mi ritrovo con gli occhi sensibili nello sguardo a immaginare una vita da ultimo a raccontermi la speranza e sfiorarmi di futuro in reazioni senza piaceri che non contemplano accezioni positive al mio significato di diversità nel coraggio continuo di rimettermi in gioco. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 22 ottobre 2015 alle ore 6:46
    Quién al final

    Nunca niegues el amor que sientes,
    sobre todo si estas enfadado o enojado,
    el amor no juega, la conciencia tampoco,
    nuestro yo interno aún menos,
    termina porque, no solo hieres a quien amas,
    haciendo un daño enorme y a veces irreparable,
    si no que te convences a ti mismo
    que aquello que dices es verdad...
    En ambos casos quién al final sufre eres tu...
    Quién al final queda solo... eres tu...

  • 22 ottobre 2015 alle ore 6:45
    Y si, me quita el sueño...

    Es extraño darse cuenta
    que aquello que te quita
    el sueño o te llena,
    a la mitad de tu vida,
    aun no había sido creado...
    Es interesante como juega
    el destino con nuestra existencia...
    Y si, me quita el sueño...

  • 22 ottobre 2015 alle ore 6:41
    ¿Entonces te gustan mis ojos?

    Si yo pudiese decir
    lo que me gusta...
    Si en mi existiese
    el vocablo justo...

    Escogería el instante
    exacto en que me miras
    y no, no son tu ojos,
    es tu silencio...

    Es esa leve caricia,
    casi perfecta...
    ese momento
    en que te siento...

    Sentir ese aroma
    que emana tu piel...
    entre los dedos,
    y no dejar de verte...

    Sentir tu sencillez,
    perfecta, intencional,
    y el temblor de tus manos
    en las mías...

    Me gusta que no logras
    esconder lo que deseas,
    que es lo que yo siento
    atándome las venas...

    Sentir que me haces falta
    y no poder decirlo,
    con la congoja en el pecho,
    y agua en las pupilas...

    Te siento allí, esperando,
    que todo sea un sueño
    del cual en un momento
    despertar sin riesgo...

    Si mi gustan tu ojos,
    ya lo sabes de cierto,
    aquéllo que no sabes
    es que me gusta todo...

    Observo atentamente
    cada verso de tu cuerpo,
    cada guiño de tus ojos
    y me encanta lo que veo...

    Me gusta que me digas
    que es bello amarte así,
    y que niegues al tiempo
    que no es solo un momento...

    Me gustas en silencio,
    y si no estas me haces falta,
    y observo el sueño y niego
    lo mucho que me gustas...

    Y aun así, me gustas,
    y mas lo niego al cielo
    mas aun me gustas
    mas aun que antes...

    Te veo y no te veo,
    eres dafnia inerte
    entre mis rimas
    sueltas...