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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 08 luglio 2015 alle ore 11:00
    Raggio Di Sole

     
     
    Andare a piccoli passi
    Con lo spirito vagante
    Per riflettersi nella luna
    Prima che si inoltra il dì
     
    E la sera perda il carisma
    Preludio al canto del gallo
    E al cinguettio degli uccelli
    Nel vento che anima i suoni
     
    Mentre il cielo sereno regala
    La veste splendente alla terra
    E anima un cuore a brandelli
    Lo penetra con i suoi sguardi
     
    Per respira la sua solitudine
    Che indossa un nuovo sorriso
    E gli cambia il senso della vita
    Nella gioia di un raggio di sole.
     
     

  • 07 luglio 2015 alle ore 23:45
    Foglie morte

    Vorrei dedicarti
    i miei versi.
    Sarebbero muti
    come foglie morte
    ammucchiate l'una sull'altra
    senza sapere perche'.
    E' arida la tua anima

  • 07 luglio 2015 alle ore 10:40
    Tic E Tac Nella Notte

     
     
     
    La nuova stagione
    Si colora di fiori
     
    Il cielo e il mare
    Respirano piano
     
    Nella tanta quiete
    Del mio interiore
     
    L’orologio oltraggia
    Una notte generosa.
     

     

  • 07 luglio 2015 alle ore 9:22
    silenzio, poesia

    si può forse dare voce al vento?

    si può forse colorare l'affanno del cuore?

    si può forse cantare il calore di una stretta di mano?

    e mille altri fragili e precari segni dell'infinito nel nostro fugace transitare sotto questi grigi cieli di periferia

    soltanto il silenzio

     soltanto il silenzio
    è l'essenza della poesia 
     tutto il resto 
    non è altro che un effimero 
    eppur necessario ricamo 
    un tatuaggio inciso nel vento 
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/silenzio-poesia.html

  • 06 luglio 2015 alle ore 23:18
    Paesaggio

    Immagine di un paesaggio
     al di là del vetro.
     
    Solo un canto
    incessante di passero
     
    E la vita del mondo
    tra le pieghe dei fiori.
     
    Da “Nel migrar dei giorni” 2000
     

  • 06 luglio 2015 alle ore 16:22
    Indrio nel futuro...

    Vardando el mar

    no te scolti el vento

    scoltando un temporal

    no te vedi'l tempoche scori soto i oci

    che'l te scampa

    e quando'l se inacorzi

    el te grampa

    e lassite becar

    che in mezo ai sogni

    sempre te pol sperar

    novi colori

    che i vegni a ingrumar

    riflessi e fiori

    che mai dimenticà

    in zima al cole

    e zò fin Miramar

    sufiando bole

    e anca quel morbin

    xe 'ndado 'vanti

    el iera picinin

    per tuti quanti

    cressudi xe

    quei muli

    che ciapai per man

    sognava verti i oci

    basandose pian pian

  • 06 luglio 2015 alle ore 12:53
    Ubriachi d’amore

    Ubriaco d’amore
    a te va il mio cuore,
    incatenato senza tempo
    né condizioni.
    Il mio torrente d'amore
    cerca il dolce prato del tuo cuore,
    per adagiare il mio amore!
    La magia del tuo sorriso
    illumina la mia vita, e
    nella rete della tua musica
    sono prigioniera.
    Suona, suona la musica
    scritta sul pentagramma
    dei nostri cuori.
    Corriamo con il vento,
    tra i prati in fiore,
    per perderci nella
    bellezza del nostro piacere
    e del nostro abbandono.
    Leggo sul tuo viso
    il regno del piacere,
    vivo con te l’estasi e la magia
    dell'amore!
    Olimpia Improta
     

  • 06 luglio 2015 alle ore 12:51
    Voglio vivere con te

    Voglio vivere con te
    ora che sei con me
    Voglio vivere con te
    ogni istante della mia vita.
    Sei la luce che brilla
    nel mio cuore,
    sei il sogno migliore.
    Questa notte
    la luna è con me
    e la porterò nel cuore.
    Voglio vivere con te
    che sei la mia magia,
    voglio stare con te
    per raggiungere l’infinito.
    è una fiamma
    sempre accesa,
    dentro me
    sei tu la mia vita.
    Vieni dolce amore
    Vieni con me
    Voglio vivere con te
    Ora che sei con me
    Olimpia Improta

  • 06 luglio 2015 alle ore 12:47
    Lascio parlare il mio animo

    La notte si adagia languida,
    resto immobile a fissare la luna,
    e a godere della sua luce
    e del suo calore.
    La luna con il suo magico chiarore
    mi difende dall’orrore delle ombre
    della notte che mi avvolge.
    Immagini e ricordi gioiosi
    arrivano al mio cuore.
    Provo gioia della mia fedeltà
    a ciò che di più nobile e
    migliore c’è in me.
    Serbo nel mio cuore l’amore
    traboccante di luce e di fuoco.
    La mia volontà è la mia ragione,
    i miei occhi ardono e lampeggiano,
    da spettatore divento nemica
    con la fronte aggrottata,
    e la faccia scura
    inseguo la vipera in agguato
    col suo morso assassino.
    Dal mio limpido orizzonte
    traspare l’azzurro immenso del cielo
    e il sole raggiante
    sulla schiena delle nuvole nere.
    Olimpia Improta 

     

  • 06 luglio 2015 alle ore 11:10
    Dannata

    Poetessa Dannata...irsuta aspirata...agognami altera franta dispera....lucciola aurora incanti miosfera.....diradata assopita.... ingoio baci sognati alle tue labbra da suicidio.....

  • 06 luglio 2015 alle ore 7:44
    Ai "saldi" del potere

    Occhi piangenti
    scrutano il buio della mente

    insofferente ai conflitti con l'anima

    stanca di erigere templi maledetti

    da barattare al monte dei pegni della vita
    e riscuotere incoscienze ed equivoci

    Uomini

    nani infami 

    a fissare appuntamenti con le vendette

    e fantasticare immaginarie vittorie di Pirro

    col piacere di seminare
    frammenti di vite sospese 

    nei solchi profondi scavati da lacrime 
    che scorrono incisive come lava bollente

    a creare labirinti senza uscite
    tra le emozioni del proprio Essere

    Storie vendute al mercato della vita

    a raccontare le fermezze letali
    di uomini disonesti

    per arrivare a egoistiche mete

    E Io

    ancora con l'entusiasmo di un fanciullo
    e i pensieri di un uomo

    a impormi di non aspettare nuove albe
    per essere migliore 
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

     

  • 05 luglio 2015 alle ore 21:13

    Ci vuole una forza enorme a volte per guardare avanti. Ci vuole un coraggio bestiale porco cane a fare delle scelte! Ma io non sono mai stata tra quelli che hanno paura del dolore... E se fa male non importa. Io amo essere me stessa così tanto, mi amo in modo smisurato e mi stimo così tanto che è giusto che per coerenza e rispetto io lasci gli altri liberi di poter essere se stessi allo stesso identico modo in cui pretendo di esserlo io. Posso condividere o meno atteggiamenti, pensieri e modi, ma se voglio bene davvero a qualcuno lo accetto com'è e diverso non sarebbe lo stesso ... Perchè non sarebbe lui.

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:38
    così presero la mira

    così presero la mira
    nel  presente dei ciechi
    schivando pensieri
    sparando su lattine
    di Coca ammaccate
    poi riutilizzate
    con i filamenti
    di una cicca umiliata
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:37
    si dice sempre che sarebbe

    si dice sempre che sarebbe
    auspicabile schiattare di colpo
    così come quando la poesia
    ti chiama all’improvviso
    e non devi agonizzare
    per giorni solo nel pensarla.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:36
    ho finito la scorta di infiniti

    ho finito la scorta di infiniti
    che avevo a disposizione.
    mi toccherà scrivere
    in orizzontale su qualche centimetro
    di foglio. tante parole brevissime
    ma che siano tante così da sommarle
    verso dopo verso. l’infinito sarà
    un limite finito algebrico
    che tenderà allo zero della lettera.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:35
    si sta … o come eravamo …

    si sta … o come eravamo …
    né Ungaretti né Robert Redford
    e Barbra Streisand.
    la poesia è in scena
    da Godard:
    - bisogna vivere piuttosto che durare -
    il palcoscenico dell’oggi
    non dura e non vive.
    solo bruciature di sigaretta
    nello scorrere della bobina
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:34
    Il vento muove le foglie attaccate

    Il vento muove le foglie attaccate
    ai rami,
    paiono salutarti,
    così maestosi,
    giganti buoni,
    tante mani protese
    per un abbraccio solidale,
    noi e loro, de-urbanizzati
    e de-forestalizzati
    sangue e clorofilla
    anemizzate nel pallore
    di un viso
    o di un tronco secco estinto
    nel cemento,
    una stretta di ramo
    e un arrivederci. 
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:33
    avrei potuto dire di no

    avrei potuto dire di no
    a tante cose, avrei potuto dirne
    di sì ad altrettante, avrei potuto
    dire forse all’incedere del dubbio,
    le cose, alla fine, decisero
    per il manichino esposto in una
    vetrina dove solerti commessi
    lo rivestivano a festa!
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:33
    Ho sempre considerato la mente

    Ho sempre considerato la mente
    un’orgia di tempi,
    pensieri sparsi tra passati remoti
    e presenti non presenti,
    futuri trascorsi nell’attesa
    del rinfresco di pareti
    chiuse. L’allodola
    trilla nella gabbia,
    così noi felici
    cantiamo
    nel pianto del mondo.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:32
    Oggi a Milano era una splendida giornata

    Oggi a Milano era una splendida giornata
    con un cielo terso.
    Una badante portava a spasso una vecchietta
    su una carrozzina.
    Mi sorrideva la vecchietta, un sorriso sincero
    accompagnava i suoi occhi ridenti.
    Osservava l’azzurro intenso
    del cielo. Considerava
    che mai avrebbe potuto essere migliore,
    questo suo ultimo stare
    tra i sensi della vita.
     
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:31
    che esista o non esista

    che esista o non esista
    chi o non chi
    insomma ma poi …
    millenni che ne parliamo
    prepara la cena
    che il TG7 inizia alla 20,
    puntuale.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:30
    guarda la copertina di quel libro

    guarda  la copertina di quel libro
    ruvida e vissuta
    le pagine sono sempre lì,
    il filo refe le rende immortali.
    la superficie di pelli raggrinzite,
    gli organi in sofferenza 
    e forse l’anima appartiene
    a quella pagina eterna prima
    dell’incendio o di una scucitura
    del collant.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:05
    Io sono greco

    Io sono greco

    e danzo sulle note del sirtaki

    sino all'alba

    e poi ancora.

     

    Io sono greco

    e bevo anice sino alla noia

    per non sentire la sodomia dell'indifferenza

    che violenta questo mio vivere imperfetto

    e uccide ogni concetto di speranza.

     

    Io sono greco

    sono eros e sesso

    sono la zona erogena dell'Europa

    l'estasi e l'oblio d'ogni libro di storia

    l'amplesso di parole e cultura millenaria.

     

    Io sono greco

    e ho erudito il mondo

    dall'agorà della vita

    ora invado di fame le piazze

    in attesa d'un tuo tozzo di pane.

     

    Io sono greco

    e non voglio carità

    solo un gesto di rispetto

    e d'umana civiltà.

     

    Io sono greco

    non un pezzo di carta

    o un cerchio su una bandiera

    che non mi rappresenta.

     

    Quante stelle vorrete uccidere ancora?

    Quanti cieli dovranno essere sacrificati

    sull'altare della Cancelliera?

     

    Io sono greco

    e ti tendo la mano.

    E tu? E voi?

    Siete uomini

    o solo cerchi ipotetici?

     

    Se io muoio oggi

    voi morirete domani.

     

    Io sono greco

    e guardo con orgoglio al mio futuro.

    Tu sei leone o pecora?

    Dai, fratello, canta con me:

    "Ti conosco dal taglio
    tremendo della spada
    ti conosco dal volto
    che con fretta misura la terra

    Risollevata dalle ossa
    sacre dei Greci,
    e valorosa come prima,
    ave, o ave, Libertà"

  • 05 luglio 2015 alle ore 10:41
    Il Suo Sorriso

    Il Suo Sorriso
     
     
     
    Incapace di volare
    Alla ricerca di quiete
    Tra l’oscuro silenzio
     
    La strada è incerta
    Volo fra gli angeli
    Per rubare emozioni
     
    Confido in risorse
    Innate nel mio Io
    Ritrovo il mio Dio
     
    Il Suo viso sorride
    Una luce mi colora
    È l’amore che volevo
     

     

  • 05 luglio 2015 alle ore 8:19
    Fiamme senza calore

    Sentimenti sconnessi tra loro

    incapaci di descrivere 
    certi periodi della vita

    in cui i ricordi
    restano sfocati

    ove tutto è talmente veloce

    da non poterli
    o volerli memorizzare

    Momenti di spicciola sopravvivenza
    a soverchiare la vivacità di emozioni

    delle quali alla mente
    non importa più nulla

    Acrobazie audaci dei pensieri
    a lasciare le sensazioni primarie
    sospese tra immaginazione e realtà 

    E sfidare tutte le convenzioni sociali
    che deviano le menti

    atteggiamenti e gesti

    capaci solo d'intrecciare
    l'arte della vita

    e rimanere in volo in mezzo 
    a fiamme senza calore

    spente da pioggie di emozioni

    reduci dai profondi lutti
    dell'anima in pena
    .
    cesaremoceo
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