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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 settembre 2015 alle ore 11:56
    Preghiera

     
     
     
    Solitario
    Lungo un sentiero
    Che porta a nulla
    Con passi stanchi
    Respiri
    Suoni
    E pensieri
    Urtano fra di loro
    Come nuvole nel cielo
    Stanco, sudato, arranco
    Sotto un sole tropicale
    Attraverso piane e valli
    Ruscelli e campagna
    In piacevole compagnia
    Della mia sola ombra
    Passo dopo passo mi chino
    Ai piedi di un tramonto
    Per pregare il Buon Dio
    Che mi dona pace e serenità
    Il buio oscura la mia ombra
    In me brucia una nuova luce
    E nel nuovo giorno che nasce
    Rinasce anche la speranza
    Che alimenta il mio futuro
    E la vita che mi circonda.

  • 30 settembre 2015 alle ore 9:53
    Senza confini

    Costruiremo un fiume
    io e te, insieme.
    Senza confini.
    Tra il tuo paese,
    coperto di neve
    e la mia dimora,
    solcata dal sole 
    Navigherai così,
    su una canoa,
    leggera.
    E approderai,
    senza intralcio alcuno,
    tra le mie braccia inquiete
     

  • 30 settembre 2015 alle ore 9:32
    Pescatore D'Amore

     
     
     
     
     
     
    Sono un uomo del Sud
    Il mio mondo è tutto mio
    Mi appartiene
    Mio è il sole cocente
    Ladro del mio sudore
     
    La mia vita si dimena
    Per luoghi tortuosi
    Per sentieri scoscesi
    Fra campi di grano maturo
    Sussurrati dall’alito d’Africa
     
    La mia vita naviga
    Dentro un sogno d’amore
    Tende la rete
    Per pesca un cuore
    Nel mezzo di una notte d’estate
     
    Ora è  mio
    È il mio amore
    Il mio petto palpita gioia
    Lo tinge con colori del cielo
    E delle stagioni
    Per farlo vivere
    E mai morire.
     

     

  • 30 settembre 2015 alle ore 9:28
    Via Caracciolo. A Gaetano

    Eravamo stesi al sole
    a discutere del niente
    Stanchi e sorridenti
    appoggiati al tempo
    guardando le nuvole
    Come lattine vuote
    Aspettando di esser raccolte

  • 29 settembre 2015 alle ore 23:24
    Arcangelo

    Chi brama l'orizzonte
    le anime, il cielo
    fugge il tuo nome.
    Fiero respiro
    del divino comando
    legge di spada.

    Terribilis est locus iste
    ombra di guerra
    Hic domus dei est
    non sarò io a tacere
    et porta coeli
    a spegnere la croce.

    La morte sorride
    soffoca l'indulgente attesa
    e china il capo
    dinanzi al tempo tuo,
    tempo senza stagioni
    senza pietà
    tempo di approdo.

  • 29 settembre 2015 alle ore 16:36
    In tuffo

    Sopra le nuvole
    Al di lá del sole
    Lontano dalla pioggia
    Nell´aria rarefatta
    dal tempo
    Esplodendo
    sordamente
    in polvere di stelle

    Correndo a perdifiato
    nella notte buia
    Fra le tempeste
    ed i tuoni
    Sulle vertigini
    Lanciandomi negli abissi piú cupi

    Sorridendo
    A morsi
    Sanguinando
    In apnea
    Con le unghie
    Bruciando al sole 
    come lucertole 

    In tuffo sopra cascate
    blu
    Nei sogni
    Con rabbia
    Follemente
    Senza scelta
    o confini 

    Solo 
    cosi
    posso
    amarti.

    Inesplicabilmente come la forma delle onde.

  • 29 settembre 2015 alle ore 16:04
    Sentiero impervio

    Sentiero impervio
     
    Tutto ciò che voglio è un sentiero impervio
    battuto solo da capre e  volpi.
    Altri respiri non mi attirano
    troppo ansiosi di reprimere la vita altrui.
    Io conosco il rumore del vento e…
    tanto mi basta per non morire di solitudine.
    Le rocce raccontano più di una carezza rubata.
    I rami si piegano e mi baciano la mano con più gentilezza di un Re.
    La vista si allunga sugli altipiani e il cielo mi da ombra e luce.
    Gli arbusti satolli di more mi pregano di alleggerirli di tanto peso.
    I fiori si affacciano a chiedere la mia mano.
    I lupi non sono affamati e oggi vivrò serena
    Il domani è lontano
    non potrà mai arrivare se vivrò giorno per giorno.
     
     
    17/10/2014 Antonia Anna Pinna
     

  • 29 settembre 2015 alle ore 16:03
    Il cigno nero

    Il cigno nero
     
    Mai un cigno nero
    Ha solcato laghi profumati e
    Si nasconde per non venire offeso
    Dai candidi piumaggi in passeggiata.
    Si gira e mostra la parte sua che parla
    La lingua universale.
    Trova il coraggio di essere Signore
    Lascia la strada a chi ne tiene conto
    I conti veri si fanno a mezzogiorno
    Quando ti pagano il prezzo concordato.
    Di solo pane viver no; non si dovrebbe
    Ma il pane è meglio della cioccolata
    Che lascia mal di pancia e bocca amara.
     
    15/07/2015 Antonia Anna Pinna
     

  • 29 settembre 2015 alle ore 15:56
    Cercami

    Cercami
     
    Cercami di notte
    Quando i seni sono bassi
    E gli occhi in vacanza.
    Il cielo è dietro il suo sipario
    A nascondere i suoi amanti.
    Toccami con il pensiero più dolce
    E rivelami le tue speranze.
    L’alba è ancora lontana
    Rincorriamoci nei sentieri dell’Universo
    Vestiamoci di luce e lasciamo libere le nostre scie
    Qualcuno potrebbe averne bisogno
    I pianeti non disturbano nessuno
    Caso mai danno spettacolo
    Facciamo anche noi il nostro ingresso
    A nessuno è negato di esistere.
    2014 Antonia Anna Pinna
     

  • 29 settembre 2015 alle ore 9:30
    Io prodigio d'occidente...ma non mi fate ridere...

    Sussulti tra ombre vestite di niente incagliano la vita in fondo a freddi abissi di silenzi E Io resto abbracciato a me stesso nell'intreccio indissolubile tra il cuore e l'anima con lo sguardo affievolito a rivelare tutte le decisioni sofferte gli errori irrimediabili illusioni di scelte vincenti E In questo arduo ricordare tirar fuori il meglio che ho e trasformarlo in ardenti passioni a indagare ancora e ancora sulle nebbie che avvolgono la volontà . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 28 settembre 2015 alle ore 17:46
    Angeli

     
    I fiori sono Angeli
    Le foglie violini
    E tu nell’aria
    Come una farfalla
    Danzi insieme a loro.
     

     

  • 28 settembre 2015 alle ore 11:16
    Volo Spezzato

     
    Sogni e speranze
    Consumate
    In un campo di calcio
    Fra la gioia giovanile
    E l’attesa futura
    Alla testarda ricerca
    Di desiderate speranze
    Coltivate nel mitico mese
    Che festeggia Maria
    Calcando l’antica erba
    Con lo sguardo fra passi
    E giochi di gambe
    Vicino al pallone
    Scorgo  uno spaurito
    Canarino selvatico
    Negato a liberi voli
    La preda sicura
    Color  verdognolo
    Preda sicura
    Si regala con gioia
    Alle mani protese
    Per abitare la mia casa
    In compagnia guaritrice
    Delle sue e altrui ferite
    Per poi essere restituito
    Alla libertà dei cieli
    Con i suoi gorgheggi
    E tantissimi viaggi
    Verso future speranze. 

  • 28 settembre 2015 alle ore 0:06

    Ti rendi conto di essere una Donna Matura, quando il confronto più difficile e intimo lo hai con "Te stessa". Quando ti rimproveri e ti ricordi quanto vali. Sei diventata "Grande" quando la tua serenità la difendi a qualunque costo. Quando la tua dignità si colora di Orgoglio... L'orgoglio di avercela ancora una dignità in questo mondo "Consumista e materialista". Sei diventata una Donna completa quando saprai bastare a te stessa, quando anche nelle notti più difficili, quelle buie dove la solitudine quasi ti fa affogare in un mare di lacrime non ti viene mai la voglia di "Regalarti" o "Svenderti" per un momento di compagnia. Quando avrai raggiunto  tutto questo avrai la consapevolezza di avercela fatta. E' da qui che  ha inizio il tuo cammino migliore.

  • 27 settembre 2015 alle ore 19:14
    Madre

     
    È sottile il dolore:
    ogni cellula impregna
    ogni respiro
    Ogni attimo
    non vissuto insieme
    è cicatrice lieve
    ma deturpa l'anima.
     

  • 27 settembre 2015 alle ore 15:00

    Poi arriva quel giorno in cui è sole pieno fuori e dentro te. All'improvviso è come se ti svegliassi da un lungo sonno. Via le tempeste interiori, la rabbia e il dolore. Via la tristezza e quella maledetta sensazione di sentirsi "sbagliate". Via la paura di dire la tua per non perdere le persone. Ecco che sorridi e non te ne frega più un cazzo di niente e di nessuno. Né di chi va e né di chi resta. Non te ne frega se hai ferito, tanto hanno ferito anche te. Non te ne frega se ora vuoi andartene, tanto c'è chi l'ha fatto prima di te. Non te ne frega più niente e capisci che il tuo stare male era proprio il continuare a stare vicino a persone che nella vita cercano ben altro di ciò che cerchi più. E capisci che il "Lasciare andare" a volte equivale al "Ritrovarsi"! 

  • 27 settembre 2015 alle ore 14:38
    Forse era meglio morire da piccoli

    Con l'andare a far disparita' coi sogni attonito a guardare questo vivermi con occhi vecchi di vecchio penso e costruisco la disperazione della contemporaneita' nel piacere malato di impegnarmi a farla sopravvivere al trascorrer del mio tempo Lampi d'emozioni obsolete fanno da arredo di pregio a illusive svolte ai giorni complessati che lavorano irriverenti a momenti pronti a sfuggire dalla mente dove gli amori si trasformano in odi e con la vana fierezza di fare del sentirmi bello l'inutile fondamento del mio vivere. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 27 settembre 2015 alle ore 9:58
    Un Lampo Di Luce

     
     
     
    Tra sprazzi di luce
    Il mio cielo piange
    Le parole del cuore
     
    Canta la vita
    Nutre l’amore
    Il petto si apre
     
    Nel gioco incerto
    La luce stravince
    E respiro dolcezze
     
    Nuovi lunghi silenzi
    Sulle ombre del buio
    Il vento parla di noi.

  • 26 settembre 2015 alle ore 17:38

    Una Vera Donna non finisce mai di imparare. E' proprio questo suo "Non sentirsi mai arrivata" a renderla meravigliosa. Continuerà a  sbagliare e a far tesoro dei nuovi errori, ma non persevera nei vecchi. Continuerà a cadere e non le mancherà mai la forza di rialzarsi, ma non cadrà mai nello stesso punto del suo cammino. Continuerà ad amare e innamorarsi e a soffrire, ma non consegnerà più il cuore nelle mani che già l'hanno tradito. Continuerà a donare se stessa, a non risparmiarsi mai per chi merita, ma non svenderà mai il suo tempo dove è sprecato. Per questo non è facile "Raggiungerle", perché quando pensi di averle in pugno, loro avranno già imparato nuove cose e saranno già oltre. Certe Donne sono per pochi Uomini ... E ho detto UOMINI.

  • 26 settembre 2015 alle ore 17:14

    Credo nelle persone che hanno il coraggio di dire quello che pensano nel bene e nel male. In quelle a cui non gli importa niente di nascondersi, mostrando al mondo anche il peggio di loro. Credo nelle persone che vivono anche per se stesse, ma sempre se lo fanno nel rispetto degli altri. Credo nelle persone vere, veraci, che non hanno "Piani", ma solo spontaneità. Credo che i "Copioni" prima o poi cadono esattamente come il "Sipario" del palco sul quale vengono recitati. 

  • 26 settembre 2015 alle ore 10:42
    Lettera Ad Un Amico

     
     
     
    Un tramonto
    A passo di danza
    Un problema morale
    È l'origine tragica
    Della nostra storia
    Al confine della realtà.
    Storie di montagna!
    Storie di pianura!
    Storie del cuore!
    Da Nord a Sud
    Un incendio doloso
    Malessere terreno
    Assurda realtà
    Di moralità perduta.
     
     

  • 26 settembre 2015 alle ore 9:27
    soluzione per parole stagnanti n. 1

    soluzione per parole stagnanti
    silenzio
    e poi 
    lasciarle scivolare come acqua
    le parole

    silenzio
    e non pensare mai più che è troppo tardi, che il danno è fatto

    silenzio
    e inspirare annusare assaporare l'aria
    spalancare gli occhi e sorridere
    ad ogni nuovo compagno di viaggio

    silenzio
    soluzione per parole stagnanti
    tutto il resto è effimera e presuntuosa esposizione, rappresentazione
    fragile cornice dell'immagine sbiadita di un sogno di crescita illimitata
    silenzio

    silenzio
    ognuno è come pensa e riesce ad essere in quel preciso istante
    ed in silenzio senza parole stagnanti
    ma con la voce del cuore, riesce a raccontare

    silenzio e poi un sorriso
    senza certificazione senza omologazione senza approvazione 
    senza abilitazione
    senza autorizzazione

    silenzio 
    soluzione per parole stagnanti
    e così sarà una fine
    senza fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/09/soluzione-per-parole-stagnanti.html
     

  • 25 settembre 2015 alle ore 23:38
    Divertissement – 2

    Osserva bene quello
    che vedi e poi raccontacelo.
    Sei hai la cataratta,
    mi raccomando, guarisci.
    Se guardi la televisione
    e leggi i giornali ti è anche concesso
    omologarti sui social.
    Se cammini a testa bassa
    puoi scrivere solo dei tombini.
    Se leggi il passato,
    quel passato è il tuo presente.
    Se osservi la natura
    sei sulla buona strada.
    Se proprio vuoi poetare
    girati dall’altra parte
    e dimentica di essere
    come gli altri.

  • 25 settembre 2015 alle ore 21:06

    Non ci saranno più parole di conforto per te. Non ci sarà più tempo per ascoltare e cercare di capire. Non sarai più tra le priorità e nemmeno tra le persone che hanno un posto importante nella mia vita. Chi delude decade agli occhi di chi riceve e incassa la delusione e mentre raccoglie i cocci e riprende a camminare saprà lasciarti dietro sé... E mentre tu ad ogni passo sarai sempre più lontano/a chi ti ha lasciato andare sarà sempre più forte e fiero della sua scelta.

  • 25 settembre 2015 alle ore 19:56
    respiro

    nello stringere il pugno
    catturi quel respiro
    appena espirato.
    Aprendo la mano
    liberi la vita
    e ti senti un dio.

  • 25 settembre 2015 alle ore 19:55
    Una casa, una piccola storia

    La casa prende vita,
    all’improvviso si anima,
    una donna e gatti dappertutto
    si muovono in cucina,
    le stanze come quartieri
    vivono di piccole
    cose, l’aroma di un caffè
    o il ronzio di uno spazzolino
    elettrico o una radiolina
    con il volume a manetta.
    Pensava a quando
    era ancora sfitta, bisognosa
    di restauri, malata di crepe
    alle pareti, assetata senza
    un bagno, con i vetri chiusi.
    Sarebbe un giorno morta,
    il cemento di qualità scadente
    non l’avrebbe certo salvata,
    trascurata da chi talvolta
    la visitava frettolosamente
    per poi scappare via
    come un amante da intervallo
    impiegatizio. Ora era felice,
    quella donna con i suoi gatti
    l’amava, la puliva due volte
    alla settimana e anche quando
    era assente la voce del televisore
    lasciato acceso per sbadatezza
    le teneva compagnia e questo bastava.