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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 luglio 2015 alle ore 9:36
    La bimba e il nonno

     
    Sta la bimba prossima ai sei mesi
    sulle ginocchia del vecchio nonno
    dapprima sorpresa un poco titubante
    poi sorride e si rasserena op op giù
    su e giù  muove le  gambe il nonno
    e a quell’ op op del cavallino accenna
    con voce roca di quel ricordo vecchio
    della canzone le parole ride la bimba
    dimentica il nonno i tristi suoi pensieri

     

  • 20 luglio 2015 alle ore 0:18
    apettare per sempre

    parlare
    per non dire niente di particolare
    una chiacchiera così
     senza pretese
    di quelle senza inizio ne fine
    quelle conversazioni di mezza estate
    un ciao come stai da panchine
     della piazza del paese

    quelle conversazioni
    che si dimenticano subito
    ma  che tornano da sole giorno dopo giorno come il vento
    come un'eco antica che arriva dall'orizzonte
    dal bosco in cima alla collina
    dalla valle in fondo alla campagna

    una conversazione come una vigna
    le parole acini d'uva pieni di sole e di zucchero
    il canto che segue il ciclo delle stagioni
    e poi la vendemmia come risposta
    una piccola risposta
    un senso
    un piccolo traguardo

    io non ho fretta
    posso aspettare
    ed ascoltare per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/aspettare-per-sempre.html

  • 19 luglio 2015 alle ore 21:15
    ***

    Ma come?...
    ma io credevo!...
    Ma io l'ho fatto solo per dare un piccolo "Pitch!"...
    per sdondollare un poco la co... La cosa!...
    Come certo molti di voi faranno
    o si saranno divertiti a fare
    con la Casina delle api del fratellino
    o della sorellina... e subito!...
    Ma come?...
    E giù mallopponi di roccia
    e gavettoni d'acqua... ch'è una roba!
    Con tutto quello sconquassamento sbarababam!
    che io mica me l'aspettavo!
    Ma come!?!?!...
    Credevo di ravvivare un po' la cosa!...
    Anche quando ho dato quella spintarella
    per suggerire a tutti quei tizi con le medaglie
    (e anche a quelli senza medaglie)
    che qualche scaramuccia
    e qualche battagliuzza avrebbero
    ravvivato un po' la...
    Io l'ho fatto per.
    Ma come? (!)
    Io credevo!... Una spintarella soltanto!
    Tanto per ravvivare un po' la... Il... (!)
    Ma io tutto questo sconquassamento di sbarababam-montagne
    di sbarabaquash-mari
    di sbarababoom-saltoperaria
    mica me lo aspettavo proprio!
    Per me era soltanto una pensata!...
    Un'ideuzza!...
    (Ermanno Bartoli - "Il colpetto".  Maggio 2015)
     
     

  • 19 luglio 2015 alle ore 20:25

    Le storie importanti non sono sempre e solo quelle che durano una vita. Le storie importanti sono quelle dove non si compromette solo il cuore. Gli amori importanti sono quelli che resistono nel tempo anche quando il "Tuo tempo e il suo" non si incrociano mai. Gli amori non sono storie importanti, almeno non sempre... Gli amori sono amori, sono storie, sono tempo trascorso assieme, attimi condivisi... ma quelli veri spesso restano nel cuore e nella mente, restano scritti nell'anima anche senza tutto questo. 

  • 19 luglio 2015 alle ore 9:56
    La Fata Del Bosco

    La Fata Del Bosco 
     
     
     
    Era scritto negli astriChe una spiga di grano
    Nascesse nel deserto!
     
    Lei veniva nel bosco
    Da una terra lontana
    E quando passeggiava
     
    Bastava uno sguardo
    E l’odore del suo corpo
    A far vivere gli attimi.
     
    Disegnava nuvole vaganti
    E le sue orme si perdevano
    Nella monotonia dei pensieri.
     
    Lei viveva nel bosco,
    Di giorno alla finestra
    Civettava con la sua chioma
     
    E la sera girava per le strade
    Per sentirsi padrona di tutti
    Nutrendo fantasie maligne.
     
    Ma una domenica di maggio
    Solo fiori di bosco alla finestra
    La casa vuota e lo stupore del paese.
     

     

  • 18 luglio 2015 alle ore 17:27
    non è tempo di portare a casa

    non è tempo di portare a casa
    non è tempo di portare a casa
    è tempo di lasciare tutto lì sulla strada

    è tempo di dimenticare tutto
    le cose e le zavorre
    fardelli che fanno male al cuore

    è tempo di lasciare tutto 
    che forse a qualcuno ancora servirà

    ora lo so, se non apro le mani adesso 
    rimarrò per la mia breve e fugace illusione di sempre
     con un pugno di nulla da contemplare la sera prima di dormire

     un vuoto a perdere
    un granello di sabbia nella clessidra della vita
     e del tempo perso nel nulla

    no, non è più tempo di portare a casa 
    non lo è mai stato

    quello che si riporta a casa marcirà sotto la pioggia e seccherà al sole

    quello che si lascia per strada diventerà una sacra semina per tutti 
    e porterà buoni frutti per tutta la vita

    quello che si lascia sulla strada della vita ritornerà 
    ancora
    e per sempre

    e così sia

    .............................................................

    chi al momento di partire ha dato tutto sè stesso 
    sulle strade della vita, 
    ritornerà per sempre

    chi lascia tutto, 
    abbraccia l'eternità

    Marco Bo
    dedicata a Madiba

    grazie Madiba

    Nelson Rolihlahla Mandela
    18 luglio 1918,
    5 dicembre 2013
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-e-tempo-di-portare-casa.html

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:11
    LA TRISTEZZA D'OGGI

    Lasciarci, hai detto.
    L'ho pensato anch'io.
    Ma proprio mentre lo dicevi
    quanto mi era cara la tua voce!
    Come, come non sentirla più!
    Come non vedere più i tuoi occhi
    frugare nelle nostalgie lontane
    dei tempi dell'amore pazzo
    privo di coscienza e di futuro!
    Come non sentire le tue mani
    accarezzarmi il viso
    segnate di stanchezza,
    dolci di malinconia presente,
    rassicuranti e consapevoli
    di non temere più niente.
    Lasciarci, hai detto.
    No, amore mio.
    La tristezza d'oggi
    l'ho pagata anch'io.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:09
    LA TUA OMBRA

    Quando il fumo
    nero del tempo
    ti nasconderà
    all'anima mia distrutta,
    quando i tratti
    del tuo viso amato
    saranno di
    fitta nebbia dolente,
    quando la memoria
    del tutto consunta
    invano vorrà
    ricostruire le tue mani,
    la tua ombra e
    la mia ombra, insieme,
    vagheranno.
    Mute di ricordi.
    Mute di dolcezza.
    Mute di passati rancori.
    Incapaci di dividersi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:08
    ANCORA INSIEME

    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.
    Nei misteriosi anfratti
    di anime complici.
    Nei sensi assuefatti
    a cara abitudine.
    Nell'ira crudele
    impetuosa del tempo.
    Spiati, inseguiti
    da vaghi fantasmi,
    lacrime lievi 
    verso il soffitto,
    mentre di notte
    le mani si stringono.
    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:06
    L'APPUNTAMENTO

    E' il segno che lascia
    un dolore acuto
    quel fiato corto
    che mi fa aspettare.
    L'angoscia di un sospiro
    non voluto
    che nel vento sibila 
    il tuo nome.
    Spilli mi pungono
    il viso e il petto.
    Suda tra le mani
    il giornale sgualcito,
    mentre m'illudo
    che non hai potuto.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:05
    IO E TE

    Io e te siamo soli
    nella casa sul colle.
    Io e te siamo soli
    nella città vorticosa.
    Prigionieri di ombre,
    pesanti di date,
    poveri involucri
    di incalzanti memorie.
    Io e te siam custodi
    di dolce tristezza
    che chiamano amore.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:04
    L'ultima goccia

    L'ultima goccia di vita,
    di speranza,
    annega in mare…
    sfavillante specchio
    che rigurgita promesse,
    e di preghiere inonda
    le più ampie sponde.

    Perfido sordo,
    pozzo dei desideri appare,
    ma si tramuta in un abisso nero,
    una voragine che inghiotte
    cuore e sogni.

    Non è così che deve andare…
    né per chi solo vuole
    migliorare la sua vita,
    né per chi la sfida raccoglie
    per un più mite avvenire
    della famiglia,
    con il prezioso carico di prole.

    Un lugubre viaggio diventa,
    dove onde sadiche,
    strappando a una vita d'inferno,
    promettono subdole il paradiso
    e morte fuori infliggono
    a chi per sempre parte,
    e morte dentro infliggono
    a chi ancora resta.

    Possa il domani
    riservare non una cassa
    ma una casa e un diverso destino,
    che dell'umanità veda il trionfo.

    Possano le asprezze
    del passato cammino
    lasciare spazio a eventi
    che pur non ripagando
    di quanto ormai si è perso
    infondano di nuovo
    un avido amore per la vita,
    lo stesso lavato via in un istante.
     
     

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:04
    ORA LO SO

    Era quell'ansia, la felicità,
    l'attesa di te di cui soffrivo
    perchè tardavi a tornare.
    Era il dolore, la felicità,
    di quelle nostre liti
    inutili e violente.
    Era il tormento, la felicità,
    di quando ti voltavi
    gurdando un'altra donna.
    Eri tu, la felicità;
    tu, debole e confuso.
    Ora lo so, che non ti ho più.

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:57
    TI VOGLIO BENE

    "Ti voglio bene"  non l'ho detto abbastanza.
    Troppa timidezza può far male,
    può gelare le parole sulle labbra
    e trasformare amore in sofferenza.
    Proprio tu me l'hai insegnato
    ch'è difficile mostrare i sentimenti,
    ma ch'è impossibile che possano sfuggire
    a un cuore attento, a un'anima vibrante.
    La mia anima corre senza meta
    in attesa di consolazione,
    in cerca di un segno corrisposto,
    confusa, sofferente e sola.
    La osservo mentre va lontano
    e non ho la forza di correre con lei,
    ma con lo sguardo la seguo finchè posso
    sperando inutilmente che ti riporti indietro.
    Ma poi penso: tu vorrai tornare?
    La risposta è semplice, veloce.
    No, tu ormai sei libero da tutto,
    niente ti costringe, nulla t'imprigiona,
    perchè mai voler tornare?
    Dove sei tu l'amore è universale
    e non conosce timidezza.
    Dove sei tu non ci sono limiti,
    nessuno si sente giudicato.
    Dove sei tu non c'è l'affanno
    e niente ti potrà mai più ferire.
    Ma...dove sei tu forse non c'è nulla,
    però di certo non c'è più dolore.
    Allora perchè voler tornare?

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:55
    Natale

    Profumo di resina di pini marittimi
    davanti casa, lungo la via.
    Sapore di gesti così lontani
    ma così vivi nella memoria.
    Piccoli angeli vestiti di bianco
    all'altare portano i doni
    nella Messa di mezzanotte.
    Magre gambe di bimbe assonnate,
    viola di freddo sotto la veste,
    intirizzite minuscole mani
    che offrono ampolle piene di vino.
    Odore di cera, eco di canti
    nella grande gelida chiesa,
    la gente che pensa al brodo caldo
    più tardi a casa vicino alla stufa.
    Si dia inizio a mille sorrisi,
    comincia la festa un'altra volta.
    La festa lunga tutta la vita,
    disseminata di assenze, di lutti
     di storie troncate in un respiro:
    ieri persone oggi fantasmi,
    oggi persone domani fantasmi.
    Alziamo il calice contro la sorte,
    contro l'angoscia che assale di sera
    quando il sonno non vuole arrivare;
    contro l'attesa dell'ultimo atto,
    protagonisti di quel copione
    di cui tutti sappiamo  il finale.
    Ma si dia inizio a mille sorrisi,
    si danzi, si canti fino all'aurora,
    comincia la festa un'altra volta:
    anche quest anno è di nuovo Natale.

  • 18 luglio 2015 alle ore 9:41
    La Mia Canzone

     
    Occhi che guardano
    Per non essere visti
     
    Ti amerò sogno mio
    Non ti dimenticherò
     
    Amore quieto sempre vivo
    Solitario nella mia anima
     
    Canterò la mia canzone
    Sapendo che ti piacerà
     
    Dalle tue lacrime capirò
    Per quando potrò averti
     
     
    Sarai una pietra  miliare
    L’incendio del mio cuore.

  • 17 luglio 2015 alle ore 18:22
    Stelle

    Brillio di stelle:
    - carezza per la mente -
    scivola sulle palpebre
    e abbraccia l'anima.

     

  • 17 luglio 2015 alle ore 10:28
    Il mio pane quotidiano

    Perdonare differenze culturali dolcemente autoritarie e tollerare liti soavemente furibonde nel desiderio ristabilire rapporti intimi con l'umanità comunicando il mio credo interiore fatto di amore e disponibilità Rimanere immune dai contagi delle malvagità del mondo e esaltare difetti e pregi nel fascino nascosto della timidezza momenti dentro cui non so più se essere come gli altri o accantonare scorte d'emozioni improvvise ed essere solamente se stessi E consumarsi nella semplicità di far entrare sempre qualcuno nella propria anima senza perdersi in molteplici sfumature d'odi e sconfinare nelle fobie Questo è il mio pane quotidiano . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 16 luglio 2015 alle ore 18:24
    accento straniero sulla punta della lingua

    Hai parole straniere sulla punta della lingua.
    Ho accento straniero nel tuo mondo solitario.
    Ci entro piano, in punta di piedi,
    ma ho pelle impaziente sulla punta delle dita.
    Hai cornici tristi appese alle pareti
    ed io ci dipingo dentro una tristezza mia
    fatta di malinconie oscene, da censurare
    e prati lontani, accoglienti e verdi
    nei quali vorrei fare l'amore.
    Un giorno di questi ti farò ascoltare
    una musica di rumori lontani
    suonata da alberi anziani e foglie cadenti.
    Un giorno ti chiederò di lasciarmi entrare,
    ma non saprò farlo in punta di piedi.
    Ho pelle impaziente sulla punta delle dita,
    ho parole impazienti di trovare casa,
    ho un accento straniero da buttare via.

  • 15 luglio 2015 alle ore 18:06
    Favola Del Cuore

     
     
    Vi voglio raccontare una storia
    Una storiella fatta di attimi
    Con le parole della notte
    E la ragione dell'anima.
     
    Passeggiando nel tempo
    Sotto la cupola del silenzio
    Lungo i sentieri delle stelle
    E con la Signora della notte.
     
    Sono entrato nella casa antica
    Quella della mia adolescenza
    Immutata, fatiscente più d'allora
    Dove ho consumato le mie estati.
     
    Essa giace sulla riva del silenzio
    Ed il Sole antico del quartiere
    In quei luoghi, un tempo della vita
    Ha smesso di riscaldare le case.
     
    Questa è una storia vera e vissuta
    E' il luogo del mio confine dall'ora
    Ed ora il gelso dei giochi non c'è più
    Rose e gerani della gioia sono appassiti.
     
    Scrutando dalla porta divelta dal tempo
    Alla ricerca di utili certezze, ormai svanite
    E nemmeno quel raggio di sole ti permette
    Di scrutare e carpire i segreti nascosti.
     
    Niente più luce e nemmeno il tempo vive
    Nemmeno luce e buio scandiscono le ore
    Manca la vita di sempre e del quartiere
    In quel luogo scoccano solo lacrime di cera.
     

  • 15 luglio 2015 alle ore 10:22
    Ricordo di Milano

    Nel cuore della mia città
    fuori ad una chiesa
    venni incontro alla mia amata
    per una romantica passeggiata
    di quel giorno solo una piccola traccia. 
     
     

  • 15 luglio 2015 alle ore 10:04
    Milano via Pietro Crespi

     
    Vi era un tempo una bottega
    al dieci in questa via, vi era
    un’insegna,  rossa la scritta,
    “Macelleria”, qualunque fosse
    il tempo o buona o avversa
    la stagione , quale poi lo stare
    di salute, né febbre né di schiena
    mali e dolori seppur spesso
    presenti  a far d’impedimenti,
    mio padre con agil man veloce
    ogni mattina la sua pesante cler
     v’alzava come  tutti i dì nel primo
    pomeriggio fuor che nei  giorni
    di mercato  che a quel far mia
    madre  da sola s’arrangiava,
    poi in piedi al banco a tagliar
     carne, più spesso magri i giorni
    di consumo che quelli la cassa
    a rallegrare, ci si accontentava,
    diversa la  bottega,  cambiata
    oggi  quell’insegna, due assi
     stanno a fare mi pare da chiusura,
     sarà il sogno di un vecchio oggi
     come il bimbo  d’un tempo ritornato?
     che lì ancor mi sembra di vedere
    due care a me figure care una cler
    che s’alza  e si serra e  ancor s’alza,
    due visi poi  sempre allegri sorridenti,
    quanta per anni fatta per il mio ben
    da voi fatica e per mia sorella presto 
    al mondo nel fiore della vita tolta cui
     oggi dolce nel sonno le fate compagnia
    amati  suoi  miei nostri amati genitori
     
     

  • 15 luglio 2015 alle ore 7:51
    statistiche

    come stanno le persone?
    basterebbe leggere 
     quello che non scrivono
    tra le righe

    come stanno le persone?
    si è forse mai visto un topo che fa il gatto?
    non è detto che non sia possibile

    come stanno le persone?
    no no, non disturba affatto
    non mi interessa l'offerta ma
    dica
    dica pure

    come stanno le persone?
    sono in corso verifiche

    come stanno le persone?
    aperto un procedimento contro ignoti

    come stanno le persone?
    non puoi mancare alla festa
    non lasciarti sfuggire quest'occasione

    come stanno le persone?
    statistiche
    statistiche

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/statistiche.html

  • 14 luglio 2015 alle ore 20:22
    Parlano le Nuvole, parlano

    Le Nuvole parlano 
    lanciano epiteti veloci
    nel loro scorrere e scindersi
    in frange di dita impazzite
    su note al Tempo arroccate
    Cantano e poi piangono
    Non si vergognano 
    del mutato
    repentino umore
    Ridono nel narrare dogmi 
    di antica appartenenza
    E per gli stessi
    inuditi anfratti di sapienza
    si suicidano
    In follia di pioggia amara 
    arie acide scagliano
    Ad orecchi umani
    l’approccio tentano
    Parlano le Nuvole 
    parlano.

  • 13 luglio 2015 alle ore 23:35
    umani

     un sentiero 
    per andar lontano
    un fuoco
    dove trovar riparo 
    e cuori che battono 
    nei piedi che camminano
    esseri
     umani

     Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/umani.html