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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 giugno alle ore 19:22
    SE DIVERRAI LUCE INFINITA

    SE DIVERRAI LUCE INFINITA
     
     
    Se questo silenzio avesse
    parole, non ci sarebbe inciso
    ai muri della metropoli
    il dubbio del nostro amore,
    al risveglio non troverei
    pavimenti vacillanti,
    i passi andrebbero leggeri
    come di giugno il vento.
    In te amore
    si dissolverebbe la cupezza
    se insieme muovessimo il mare
    se scalassimo la montagna
    del sorriso, se non mi negassi
    i caldi abbracci
    che percorrevano le nostre vene
    in fuoco d’artificio.
    Se diverrai luce infinita
    abbaglierai tutta l’anima mia
    impetuose le nostre finestre
    si spalancheranno
    al cristallino riverbero
    del mattino.
    *
     (Grazia Finocchiaro)
     
     

  • 06 giugno alle ore 19:19
    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA

    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA
    (Souvenir d’amore)
     
     Colmai valigia d'acqua
    di mare, fragrante di zagare
    e limoni, mi trepidò l'animo
    come bambina
    quando sciolsi l'intreccio
    dalle mani di madre,
    la pelle saturai di solleone
    i passi amalgamai di salsedine,
    perché non fosse solo nudo ricordo.
     
    Ingoiai bocconi di vento
    - ossigeno di ristoro -
    alle mie spalle si poggiò il sole
    fedele guida perenne per tutti
    i miei giorni, raccolsi
    una manciata di respiri mattutini
    - lievito per il mio vivere -
    nelle tasche sole e grano
    per irraggiare il mio cammino.
     
    D'acqua mi rinfrescai la gola
    alla sorgente che sgorga ancora
    come nelle notti
    che mi custodiva il sonno
    nella casa atavica lì vicino.
     
    Uno sguardo dall'oblò
    della memoria, dello zampillare
    scintille d'argento
    sono limpide parole
     
     (Grazia Finocchiaro)
     
     
     

  • 06 giugno alle ore 7:37
    in Viaggio

    Sii sempre la meta del tuo viaggio
    e del viaggio
    assaporane l'essenza
    le assenze lungo il sentiero.
    Governa i passi ma
    lascia sempre correre
    libero lo sguardo.
    Alimenta i giorni del cammino
    con il grano della curiosità
    e dissetati con le piogge della solitudine.
    Sentirai parlare di te 
    dal vento del mattino,
    ti guiderà la saggezza del crepuscolo.
    Sii sempre la ragione del tuo viaggio
    e nessuna strada mai
    sarà stata inutile.

  • 05 giugno alle ore 15:39
    Matite

    Matite
    che parlano di libe­rtà...
    Lasciano il segno

  • 05 giugno alle ore 15:03
    Lei

    Porta sempre con sé
    come l’ombra sul pavimento
    segni d’adolescenza,
    il gusto di mandorle crude
    di un primo bacio che sembrò nel vuoto,
    postumi di cosa non sognò
    e un principio di lacrima nel caffè
    evaporata a gioia

    Non è possibile e lo è:
    quella finestra poggiata al nulla 
    non si può chiudere
    siccome muri intorno non ne ha
    né cardini né scuri 
    e sbatte ugualmente 
    vento o non vento

    tante volte pensa ad una soglia
    tra il finito e l’ancóra,
    e che il coagulo anima- corpo 
    aria nell’aria
    sia lì per sciogliersi
    finalmente

  • 05 giugno alle ore 13:47
    Atlas

    Sulle spalle
    Il peso del cielo
    Mentre di notte
    Splende esercito di luci
    Dissipando Morfeo
    L'ira del primo
    Tra tutti gli dei
    Mi avvicina al gene
    Di Crono Saturnino
    Scolpisco i muscoli
    Per visione universale
    di dolore
    Ripiegandomi sul fusto
    Sono albero d'equilibrio
    Alla donna di vetro
    Dirigo la freccia
    E ogni spina
    Al suo fianco
    Sia allora 
    messaggio d'ascesa
    Che il corpo trafitto
    da aghi sottili
    Sia piuma
    e poi danza
    Al timone
    Del vascello
    della tua vita
    Sia solido
    Compimento del fato
    Ai tuoi piedi il grano
    Di madre terra
    Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 13:47
    Atlas

    Sulle spalle Il peso del cielo Mentre di notte Splende esercito di luci Dissipando Morfeo L'ira del primo Tra tutti gli dei Mi avvicina al gene Di Crono Saturnino Scolpisco i muscoli Per visione universale di dolore Ripegandomi sul fusto Sono albero d'equilibrio Alla donna di vetro Dirigo la freccia E ogni spina Al suo fianco Sia messaggio d'ascesa Che il corpo trafitto da aghi sottili Sia piuma e poi danza Al timone Del vascello della tua vita Sia solido Compimento del fato Ai tuoi piedi il grano Di madre terra Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 13:46
    Atlas

    Sulle spalle Il peso del cielo Mentre di notte Splende esercito di luci Dissipando Morfeo L'ira del primo Tra tutti gli dei Mi avvicina al gene Di Crono Saturnino Scolpisco i muscoli Per visione universale di dolore Ripegandomi sul fusto Sono albero d'equilibrio Alla donna di vetro Dirigo la freccia E ogni spina Al suo fianco Sia messaggio d'ascesa Che il corpo trafitto da aghi sottili Sia piuma e poi danza Al timone Del vascello della tua vita Sia solido Compimento del fato Ai tuoi piedi il grano Di madre terra Sul tuo capo Il soffio di Dio

  • 05 giugno alle ore 10:19
    Diniego di Pietro Coloso - barcaiolo -

    Stanco di lungo e faticoso andare,
    mancante del nutrir di qualsivoglia,
    maggiore sempre più è in Lui la voglia
    l’altra sponda di mar tosto toccare.
     
    Pronta su l’onde è già per veleggiare,
    barca, che ‘n sé assai legna convoglia,
    ch’attendon di Messina, a  l’altra soglia,
    l’operai già pronti  per trasbordare.
     
    S’accosta, allor, Francesco al capitano:
    dacci fratello posto sul tuo legno,
    alfine che di Dio solviam disegno.
     
    Se di denaro mi farete pegno,
    posto  avrete pure su questo legno,
    e san vi poserò su l’altro piano.
     
    Manco teniamo un becco di quattrino,
    e non possiamo dar manco un carlino,
    mostra  fratello, mostra  carità
    che, certo, ‘l buon Dio di te avrà pietà.
     
    Solamente i soldi io conosco invero,
    e all’infuori di essi mai accendo cero.
    Il Frate, non turbato, indi, si scosta
    e poco dopo dà muta risposta.
     
     
     

  • 04 giugno alle ore 21:16
    Il miglior offerente

    E mi giudico
    senza alcuna indulgenza
    o momenti di privilegio
    nel ritmo del mio vivere
    a cui non mi sottraggo
    E mi diventan inutili
    gli attimi d'intimita'
    vissuti con i miei pensieri
    quelle emotivita' perdute
    nello squallore dei vecchi inganni
    ricevuti in eredita'
    e che vorrei vendere
    al miglior offerente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Tanto...quando sara'

    avremo tutti
    la stessa sentenza

    che siam stati d'anima
    o di disanima

    che siam stati di cuore
    o di perfidia

    che siam stati in coscienza
    o d'incoscienza

    che siam stati poetici
    o antipoetici

    sarem tutti la'

    abbracciati a Lei

    giudice supremo senza giudizio
    e d'egual giudizio

    a esser per Lei divenuti
    perdita di tempo

    E non aspettiamoci
    alcun dopo

    tanto non lo sapremo
    ne' ci saremo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • (per la serie...siam tutti professori)

    Nulla e' fuori di me

    dentro ho il mio mondo
    nel mio appartenermi ad altro verbo

    E mi conduco
    a estreme necessita'

    ridurmi al mio minimo

    nella caparbieta'
    di voler scoprire a tutti i costi

    il vero nòcciolo del cose
    e del loro significato

    E mi salvo

    imponendomi
    l'astrattezza delle mie scelte

    che nasconde quelle verita'
    che non han bisogno d'essere rivelate

    né d'essere esibite al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 21:12
    Saluti...di buongiorno

    Pensieri vestiti di rosso

    dall'aria costosa

    scuoton la mente
    e accendono i desideri

    E mi sento intrappolato
    nel mio angolo di vita

    imbarazzato

    seduto goffamente
    davanti agli occhi del mondo

    accoccolato con le ginocchia
    che mi arrivano al mento

    a sognare d'esservi accanto

    e abbracciarvi

    e stringervi

    e baciarvi avidamente

    nella lussuria smaliziata e sincera
    che ci unisce
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 21:09
    La mia migliore compagnia

    Faccio fatica
    a trovare il mio posto

    in questo mondo ostile

    nella faticosita' di questo vivere

    che subisce tormenti e difficolta'
    nel contribuire al mio se'

    nell'immenso mio desiderio
    di essere presente a me stesso

    alla mia contemporaneita'

    alla speranza mai svanita

    che l'arte potesse divenire
    quel qualcosa attraverso cui

    poter esprimere il mio essere

    E resto rintanato
    nel mio silenzio interiore

    senza averne timore

    anzi facendolo assurgere
    a mia migliore compagnia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 giugno alle ore 12:22
    Nascondersi

    Voglio diventare dura,
    coprire con una coltre nera tutti i miei sentimenti.
    Nascondere ogni dettaglio,
    ogni sfaccettatura del mio cuore.
    Celare ciò che provo,
    ogni mia emozione,
    ogni parola d'amore.
    Perché chi riesce a mentire su ciò che sente,
    ha la consapevolezza di non poter essere giudicato, deriso o frainteso sui propri sentimenti.
    Anche se, chi ama davvero, non potrà mai fingere di essere ciò che non è.

  • 04 giugno alle ore 12:21
    Guarirò

    Un giorno guariró da questo amore così difficile.
    Riuscirò di nuovo a liberare le mie ali, adesso così strettamente legate a qualcosa di impossibile.
    Guariró dal dolore, dal rimpianto, dalla profonda delusione di questo amore senza speranza.
    Libereró il mio cuore dal tormento e dall'angoscia.
    Guarderò di nuovo, con occhi diversi, il tepore del vento, la magia di un tramonto, la profondità del mare.
    Tutte cose semplici e naturali, ma che, il mio cuore prigioniero, non ricorda più.

  • 03 giugno alle ore 20:42
    Lo scrigno della vita

    Accetto di buon grado
    gli attimi ripetitivi dei miei giorni
    e il convincermi senza speranza
    dell'inutilita' dei miei dubbi
    che capestrano la mia solitudine
    e la sua inesperienza
    E vorrei restarne distante
    e nascondere al mondo
    i contrasti mutevoli del mio vivere
    nel bisogno interiore
    che a intermittenza mi pervade
    di sfuggire la realtà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 20:39
    Il vuoto intorno(1975)

    Resisto
    a alienazioni della mente
    relegando i pensieri
    in atteggiamenti disillusi
    non rassegnati alla visione
    del vuoto di valori
    ormai dominati
    da disperazione e sconforto
    E resto rinchiuso
    nel mio fortino di puntigli
    nella difesa di quel nulla
    e del mio solitarismo
    che son rimasti gli unici
    compagni del mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 20:38
    Le mie mani

    Parlo sempre con le mie mani
    raccomandando loro
    dolcezza eleganza grazia
    e pudiche carezze
    senza ambizione di ricompensa
    ne' pagamenti rateali
    di felicita' imposta
    E rimanere pulite
    anche quando accennano
    a saluti di commiato
    nelle fatiche che hanno sopportato
    nelle leggende che hanno costruito
    a parziale risarcimento
    delle piaghe patite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 20:37
    Per un ti amo..

    Per tutti i miei ti amo che
    non hanno ricevuto una tua risposta, ho imparato a  comprendere la pazienza di quelli a cui io non ho mai risposto.

    Per un mio ti amo  a cui  hai risposto con un ti voglio bene,
    ne corrisponde uno tanto doloroso quanto il prezzo di un ti amo,
    a cui io non ho mai dato la minima importanza.

    Per tutti quei sentimenti mai corrisposti,
    né condivisi,
    o derisi,
    lasciati in un angolo a struggersi, feriti per una parola attesa e mai detta, 
    si avrà sempre la speranza di raggiungere  un amore che unisce e non che divide.

  • 03 giugno alle ore 20:36
    La carnalita' dei pensieri

    Metto
    nelle mie parole
    il gusto ancor per me intenso
    per la vita
    e il ripudio per tutto cio'
    che si maschera
    di vivaci malvagita'
    e sotto cui si celano
    imbrogli e falsita'
    abilmente nascosti
    dietro scene sensuali
    alle quali partecipo
    con la mia estraneita'
    E rimango
    a disposizione della vita stessa
    nei miei sentimenti d'inferiorita'
    e nei miei sudori
    con cui regalo al mondo
    la carnalita' dei pensieri
    @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 20:34
    E m'accorgo...

    E m'accorgo
    di vivere i giorni
    a rider da solo
    con i pensieri
    a infonder nel sangue
    vizi e errori
    e trovar compagnia
    in desideri
    imbarazzati di volere
    penetrati tra le dita
    a confessare
    sublimazioni senza valore
    Sofferenze e piaceri
    di lieti e leciti illeciti
    a immaginare orizzonti mitici
    e sensi d'immobilita'
    stupefatte d'eternita' e di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 giugno alle ore 20:33
    La forza dei desideri

    Rivivo la vita
    in miraggi e colori

    nell'intimo incontro
    con raggi d'amore

    che nell'aurora dei giorni

    riscaldano i miei freddi pensieri
    nelle albe dell'anima

    E passo le ore
    sulle angosce del mondo

    abbracciato fedele
    al borbottío del cuore

    con la vena dei baci
    a pulsare feroce

    a pensare nell'Io
    d'aver ancor tanto da fare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 9:48
    Sbocci nel grano

    Dormi
    sotto le falde della tua notte
    dormi come il buio
    come se i riflessi
    fossero di altri specchi
     
    Dormi come fossi un ricordo
    una scia drappeggiata
    un lungo sogno
    sotto le piume
     
    Dormi l'immobilità
    finché qualcuno veglia su te
    senza toccarti il pensiero
     
    Dormi
    fino ai bronzei calici
    del mattino
    fino alle pervinche
    fino agli uccelli
     
    Dopo chiudi le ombre
    e vivi uno spazio dorato
     
    Non sei
    né prima né dopo
     
    perché sbocci nel grano
    e geli nella neve
     
     
     

  • 02 giugno alle ore 18:09
    Di facce, di ardesie

    Non gli servono porte
    è un immenso vociare questo corpo
     
    ricorda luoghi, suoni
    moti perpetui. Popoloso
    di facce, di ardesie
    talvolta si allontana dall’incuria dell’uomo
     
    gli dona un sorriso che commuove
    ma in penombra si confonde
    con la lama, dolce, del silenzio.