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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 giugno 2015 alle ore 0:53
    Vita tu hai

    Vita hai voluto
    nel bene e nel male 
    prodigi per me
    Di terra e radici
    il mio corpo hai strappato
    e marchiando i miei pori
    mostrarmi hai voluto
    le tue viscere oscure 
    Sulla pelle hai spalmato
    l'humus molliccio
    eppur cieli m'hai dato
    stupefacenti e puliti
    M' ha donato corolle 
    di velluto e di polline 
    da carezzare 
    e sanguinanti ferite
    da medicare
    M' hai obbligata 
    ad oliare 
    ogn' ossa e ogni cuore
    e sulle mani hai posato
    profumi ed unguenti 
    dai millenni venire
    per altri corpi 
    spalmare e lenire.

  • 01 giugno 2015 alle ore 20:55
    Colpi di mano

    Segnato da spiccate esuberanze

    e diverso per aspettative
    nel presente e nel futuro

    vivo inconsapevoli momenti
    a sentirmi nudo davanti al mondo

    a rappresentare il mio vivere
    nella sua più cruda realtà

    in un desiderio esistenziale d'eccezione

    che non conosce regole

    con il destino a prendere forza
    da questi sentimenti

    e realizzarsi nel piacere della dignità

    E nel coraggio di esternare
    questa mia dirompente personalità

    provo a vivere la vita

    senza nascondermi
    dietro l'esperienza inutile
    di istintive simpatie
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 giugno 2015 alle ore 12:23
    Mattina

    Apro gli occhi 
    e apro le finestre
    e tutto ciò di cui ho bisogno 
    mi è a portata di mano:
    sole, tempo e spremuta d'arancia. 

    da 
    "Un seme di luce" 
    Lietocolle, 2013

  • 31 maggio 2015 alle ore 20:55
    Per favore,preservatemi dalle menzogne

    A te tempo
    che inesorabile scorri tra i giorni

    e bruci nelle mie vene
    come raffiche di fuoco

    affido le ore
    che corrodono il mio fare

    Tu

    che avvolgi le mie notti
    e mi colori i sogni

    nella gioia che sia io stesso a coltivarli

    fa che la mia poesia 
    divenga cosi forte
    da non essere repressa

    innaffiami di nuova linfa il cuore

    affinchè possa eccitare la vanità

    creare nuovi percorsi
    d'accoglienza all'anima

    e far vibrare ancora
    le corde dei sentimenti

    nel vento triste che accompagna
    dolcemente i miei versi

    verso l'uscita da tutte le scene
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 31 maggio 2015 alle ore 17:32
    Avrei scritto di nespole a maggio

    Sembra uno scherzo allineare sguardi 
    su soglie di luce, se a un tratto 
    sfioccano dintorni
    e la scena si fa verticale

    farfalle, stazionate su scure cortecce
    non hanno memoria di legami con marzo
    quando anche noi si mimava 
    la gioia pazza del vento

  • 31 maggio 2015 alle ore 10:21
    il tuo nome

    dimmi qual'è il tuo nome, 
    ma sappi che lo dimenticherò
    e ricorderò solo i tuoi occhi, il tuo profumo
    dimmi da dove vieni,
    ma sappi che ricorderò solo il tuo passo
    il tuo muoverti leggera
    dimmi che vuoi restare
    ma ricorderò solo le tue gocce di sudore,
    il tuo respiro sul mio petto

  • 31 maggio 2015 alle ore 9:51
    la forza di una donna

    Sei forte come una barca alla deriva
    Come un fiume che sommerge una collina
    Come una bandiera che sventola arrogante
    Sei forte come un cardine ben oliato
    Come il gioco di una gatta innamorata
    Come fuoco di paglia che brucia e non riscalda
    Sei forte, come l’aria che ti avvolge
    Come la passione che ti sconvolge
    Come silenzio che a poco a poco ti assorbe
    Sei forte, come parole senza un senso
    Come attimi stravolti di un amplesso
    E poi, ti addormenti e mi racconti,
    con il tuo sonno, quanto sia frenetica la tua vita

  • 31 maggio 2015 alle ore 9:39
    cornici

    Cornici all’interno di quadri,
    e forti sembianze di crescenti tumuli di carte volanti
    Insegnami a ridurre le mie espressioni di colore, a comprimerle in essenziali cronometri che misurano non il tempo ma il mio respiro
    Aiutami a leggere in questi sbuffi di profumi e colori
    Quello che realmente sono, o quello che appaio in quello specchio,
    dentro a quelle cornici

  • 31 maggio 2015 alle ore 9:27
    Prima Dell'Ultima Fuga

     
     
    Il cielo sorridente
    Sulla natura in fiore
    Giardino del mondo.
     
    Sotto il sole e le stelle
    Lascia i tuoi sogni
    E i giorni più belli
     
    Lascia andare il tempo
    Cerca nuovi pensieri
    Avrai fresche vedute
     
    Vedrai volare nel vento
    Il tesoro dei tuoi desideri
    Senza navigare l’universo.
     

     

  • 30 maggio 2015 alle ore 20:57
    La paura di perdermi

    Figlio dell'opportunismo
    lasciato in eredità dal passato

    sono marito padre e nonno
    vittima Io stesso

    dopo aver speso
    buona parte della mia vita
    a costruire sogni

    Spinto dalla mia brillante gioventù

    a credermi leone tra leoni

    e pensare di diventar qualcuno
    solo a esser temuto

    mi ritrovo ora

    nella certezza della mia vulnerabilità

    dentro oligarchie senza sentimenti

    a vivere con costante insicurezza
    nella paura di perdermi

    e divenire un'anima inutile
    tra le ombre della vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 30 maggio 2015 alle ore 18:26
    A Tina

     
    Ciao Tina!
    Luna radiosa
    Dolcezza Universale
     
    Il sole abita le sue ore
    Vivendo sul tuo mondo
    Mentre Tu Regina Luna
     
    Ornata di stelle scintillanti
    Nello splendore dei ricordi
    Nutri l’amore folgorante.
     
    Il nostro cuore desidera
    Volare nell’incantevole
    Dei tuoi momenti sereni
     
    Il tempo si è rasserenato
    In questi giorni correnti
    E implora favole serene
     
    I nostri occhi inseguono
    Fiumi di luci incantevoli
    Intrisi di lacrime di gioia.
     
    Ciao cara Tina vieni
    Ciuffo aspetta con ansia
    Per la solita passeggiata.

  • 30 maggio 2015 alle ore 8:18
    Troppe - A-

    Troppe-A- Avvilito come un avocado avvizzito su un arbusto africano in un angolo dell'Angola, mi avventurai, nel mese di Aprile appena arrivato, in un angusta apertura di un arcano antro, abitazione abituale di un aborigeno delle Andamane con l'artrosi all'anca ed un'asma aspecifica e asintomatica. All'alba, poi, mi alzai dall'amaca e salii sull'autobus che andava ad Alessandria da un apicoltore dell'Abissinia abbruttito dall'antrace e con enormi attributi anatomici Il quale, affranto per l'affronto di un suo antagonista che gli aveva subaffittato arnie e alveari, si era alquanto attapirato sfogando con me la sua acredine più astiosa, arrivando perfino ad arruolare alcuni autotrasportatori albanesi per attuare un autodafe' nei confronti dell'avversario. Alla fine mi allontanai con l'alibi di un allenamento di aerobica e, allargate le anche, mi abbandonai all'angelica armonia dell'adagio di Albinoni. Ale' !!

  • 29 maggio 2015 alle ore 21:12
    I miei viaggi della speranza

    Agisco sempre in favore
    della mia coscienza morale

    senza cercare di fuggire da me stesso

    Costretto a elemosinare nuove forze
    alla bontà dei sentimenti

    intraprendo viaggi della speranza
    nell'interiorità dell'anima

    pregandola di mediare
    tra il Cielo e la terra

    tra lo splendore della dignità
    e il buio delle contraddizioni

    E sentirmi libero

    pur senza misconoscere le imperfezioni

    e soprattutto senza attibuirle
    alla durezza della mente

    o alla cattiveria del cuore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 maggio 2015 alle ore 20:50
    Ora che non sei più qui

    Ora che non ti posso più vedere
    dimmi almeno dove sei,
    indicami, nelle geografie del cielo,
    qual è il tuo angolo  sereno
    potrò così rivolgerti lo sguardo
    e raccontarti di me.
     
    Ora che non posso più posare un bacio
    sulla tua guancia morbida
    dimmi, ti prego,
    quale raggio di sole a te conduce,
    vi poserò le mie lacrime
    e tu  le asciugherai.
     
    Ora che non ti posso più toccare
    dimmi almeno
    dov’è quella nuvola color pervinca
    ove posi il capo la sera
    così che io ti possa incontrare nei mie sogni
    e fluttuare con te fra le stelle.

  • 29 maggio 2015 alle ore 17:23
    la nostra vita è così piccola

    la nostra vita è così piccola 

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia

    la nostra vita è così piccola che in un batter d'occhi si può vedere
    sulla zolla di terra dove alla fine della giornata
      l'ultimo raggio di sole sorride e va a cadere

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia

    se ti volti indietro la puoi incontrare
    nel cortile dove bambino andavi a giocare
    la tua prima palla di stracci, la bicicletta in bilico sul tombino
    il tuo migliore amico che ti insegue vicino
    la nostra vita è così piccola
    e come un vecchio pagliaccio gioca a nascondino

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia
    in autunno
     e poi 
    di nuovo primavera

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/la-nostra-vita-e-cosi-piccola.html

  • 29 maggio 2015 alle ore 11:20
    Ombre Nella Luce

     
     
     
    Penso e ripenso
    Ad un tempo passato
     
    Ricordo la quiete di allora
    E la voragine viva nel cuore
     
    Annego la mia malinconia
    Dentro la rotta del dolore.
     
    In questo angolo di vita
    Coltivo la mia solitudine
     
    Tace il rumore della folla
    Con altri cieli negli occhi
     
    Rispetto la vita di oggi
    Accetto il vivere altrui
     
    Ma rivoglio la calma smarrita
    E ricamare nuovi sorsi di luce.
     
     

  • 29 maggio 2015 alle ore 9:52
    Molo

    sentà sul molo

    scriver dela mia zita'

    xe storie che sbatocia

    tuto quel che xe passà

    e nel missiot

    robe vien a gala

    come fussi 'desso

    come un refolo de fantasia

    sentà su un scagno

    de matina bonora sul mar

    prima che tachi el remitur

    ogni storia nassi

    e dopo el neverin

    riva el seren

    ogni ragio ciapa color

    el triestin sogna

    e se inamora de l'amor...

  • 29 maggio 2015 alle ore 9:50
    Perché?

    Nessuna guerra
    nessUna poesia
    nessun racconto
    potranno mai eguagliare
    la vita vissuta
    di chi ha rischiato
    di chi ha combattuto
    di chi non è più tornato
    le parole aiutano
    a ricordare
    a non dimenticare
    ma noi umilmente
    possiamo solo immaginare
    atrocità del passato
    vissute solo nei racconti
    di visi dallo sguardo svuotato
    lo stesso vuoto
    che in molti hanno aTtraversato
    come schegge impazzite
    che di rosso colore ornarono
    e solo il silenzio sa
    come fosse una liberazione
    lacrime come fantasmi
    mai asciugheranno cuori infranti
    nessuna guerra spiega...

  • 28 maggio 2015 alle ore 20:41
    La fossa comune degli uomini dimenticati

    Si potrebbe lasciar parlare i morti

    liberando la fantasia
    dagli infarti della rassegnazione

    e renderli immortali
    nel loro vivere dentro la morte

    E recitare la commedia della solitudine

    facendola divenire nutrimento dell'anima
    all'insaputa del mondo
     
    avvolta dal silenzio più assoluto
    tra sonni e veglie

    lucidità e deliri

    Esuberi di poteri sovrannaturali
    a esaltare i dolori

    e sfiorare l'essenza del mistero

    nella guerra che il destino
    ha impedito loro di vincere
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 28 maggio 2015 alle ore 19:20
    L'immacolata piovra

    Mi sento un polipo
    messo alla gogna,
    mi han detto polipo
    senza cicogna,
    gridano polipo
    ebola e rogna,
    urlano polipo,
    merda di fogna,
    a morte il polipo,
    porta scalogna,
    gonfiamo il polipo
    come zampogna, 
    mi han detto polipo,
    brutta carogna, 
    sbraitano polipo
    finta vergogna.
    Schiavo di un polipo
    sotto a chi sogna.
    Mi han detto polipo...
    ...ma è una menzogna.

  • Redimersi
    riabilitarsi
    e finalmente rivivere

    in quest'Umanità piagata
    da folli deliri d'onnipotenza

    E svegliarsi dal letargo

    dopo aver volutamente smarrito
    la memoria delle crudeltà del mondo

    divenendo noi stessi
    testimoni di vera vita vissuta

    e imortalare il tutto nell'Intimo

    senza pensare al veder
    sgretolare le speranze

    in questa società marcia

    dedita a infamie e cattiverie

    a far la spola tra le sponde
    di cuori ormai senz'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 27 maggio 2015 alle ore 20:28
    Furore

    Sotto un arco
    le tue orme stendi
    poco dopo scompari
    peccato non averti più scorto.
     
     

  • 27 maggio 2015 alle ore 9:10
    Ciliege

    Lisce, tonde,
    turgide palline
    di rosso fiamma
    ad arte rivestite.
     
    Alberi chiomati
    illuminate
    con mille lampi
    d’oro e di rubino.
     
    Le mamme grate
    guardano felici...
     
    A due a due
    o a mazzi
    le bimbe fan campane
    di orecchini
     
    mentre di noccioli e grida
    fan battaglie
    eserciti di monelli
    divertiti.
     

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:36
    Stelle

    Stelle
    stelle che riesco a vedere
    che dal buio intravedo 
    dalle palpebre chiuse
    stelle che sono parole 
    buttate su per il cielo
    stelle che cadono 
    senza rumore 
    in iridescenti sorrisi
    stelle che accendono sogni 
    e stelle che li accompagnano
    stelle che accarezzano l'anima 
    e dall'anima 
    suggono bellezza
    Stelle.

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:10
    Cieli

    La mano dal cielo
    ferrosa discende
    in morsa s'atteggia
    Senza indugio afferra
    stupite anime
    d'amor confuse.

    Da Rugiada sulla quercia ed. 2014