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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 31 maggio 2015 alle ore 9:27
    Prima Dell'Ultima Fuga

     
     
    Il cielo sorridente
    Sulla natura in fiore
    Giardino del mondo.
     
    Sotto il sole e le stelle
    Lascia i tuoi sogni
    E i giorni più belli
     
    Lascia andare il tempo
    Cerca nuovi pensieri
    Avrai fresche vedute
     
    Vedrai volare nel vento
    Il tesoro dei tuoi desideri
    Senza navigare l’universo.
     

     

  • 30 maggio 2015 alle ore 20:57
    La paura di perdermi

    Figlio dell'opportunismo
    lasciato in eredità dal passato

    sono marito padre e nonno
    vittima Io stesso

    dopo aver speso
    buona parte della mia vita
    a costruire sogni

    Spinto dalla mia brillante gioventù

    a credermi leone tra leoni

    e pensare di diventar qualcuno
    solo a esser temuto

    mi ritrovo ora

    nella certezza della mia vulnerabilità

    dentro oligarchie senza sentimenti

    a vivere con costante insicurezza
    nella paura di perdermi

    e divenire un'anima inutile
    tra le ombre della vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 30 maggio 2015 alle ore 18:26
    A Tina

     
    Ciao Tina!
    Luna radiosa
    Dolcezza Universale
     
    Il sole abita le sue ore
    Vivendo sul tuo mondo
    Mentre Tu Regina Luna
     
    Ornata di stelle scintillanti
    Nello splendore dei ricordi
    Nutri l’amore folgorante.
     
    Il nostro cuore desidera
    Volare nell’incantevole
    Dei tuoi momenti sereni
     
    Il tempo si è rasserenato
    In questi giorni correnti
    E implora favole serene
     
    I nostri occhi inseguono
    Fiumi di luci incantevoli
    Intrisi di lacrime di gioia.
     
    Ciao cara Tina vieni
    Ciuffo aspetta con ansia
    Per la solita passeggiata.

  • 30 maggio 2015 alle ore 8:18
    Troppe - A-

    Troppe-A- Avvilito come un avocado avvizzito su un arbusto africano in un angolo dell'Angola, mi avventurai, nel mese di Aprile appena arrivato, in un angusta apertura di un arcano antro, abitazione abituale di un aborigeno delle Andamane con l'artrosi all'anca ed un'asma aspecifica e asintomatica. All'alba, poi, mi alzai dall'amaca e salii sull'autobus che andava ad Alessandria da un apicoltore dell'Abissinia abbruttito dall'antrace e con enormi attributi anatomici Il quale, affranto per l'affronto di un suo antagonista che gli aveva subaffittato arnie e alveari, si era alquanto attapirato sfogando con me la sua acredine più astiosa, arrivando perfino ad arruolare alcuni autotrasportatori albanesi per attuare un autodafe' nei confronti dell'avversario. Alla fine mi allontanai con l'alibi di un allenamento di aerobica e, allargate le anche, mi abbandonai all'angelica armonia dell'adagio di Albinoni. Ale' !!

  • 29 maggio 2015 alle ore 21:12
    I miei viaggi della speranza

    Agisco sempre in favore
    della mia coscienza morale

    senza cercare di fuggire da me stesso

    Costretto a elemosinare nuove forze
    alla bontà dei sentimenti

    intraprendo viaggi della speranza
    nell'interiorità dell'anima

    pregandola di mediare
    tra il Cielo e la terra

    tra lo splendore della dignità
    e il buio delle contraddizioni

    E sentirmi libero

    pur senza misconoscere le imperfezioni

    e soprattutto senza attibuirle
    alla durezza della mente

    o alla cattiveria del cuore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 maggio 2015 alle ore 20:50
    Ora che non sei più qui

    Ora che non ti posso più vedere
    dimmi almeno dove sei,
    indicami, nelle geografie del cielo,
    qual è il tuo angolo  sereno
    potrò così rivolgerti lo sguardo
    e raccontarti di me.
     
    Ora che non posso più posare un bacio
    sulla tua guancia morbida
    dimmi, ti prego,
    quale raggio di sole a te conduce,
    vi poserò le mie lacrime
    e tu  le asciugherai.
     
    Ora che non ti posso più toccare
    dimmi almeno
    dov’è quella nuvola color pervinca
    ove posi il capo la sera
    così che io ti possa incontrare nei mie sogni
    e fluttuare con te fra le stelle.

  • 29 maggio 2015 alle ore 17:23
    la nostra vita è così piccola

    la nostra vita è così piccola 

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia

    la nostra vita è così piccola che in un batter d'occhi si può vedere
    sulla zolla di terra dove alla fine della giornata
      l'ultimo raggio di sole sorride e va a cadere

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia

    se ti volti indietro la puoi incontrare
    nel cortile dove bambino andavi a giocare
    la tua prima palla di stracci, la bicicletta in bilico sul tombino
    il tuo migliore amico che ti insegue vicino
    la nostra vita è così piccola
    e come un vecchio pagliaccio gioca a nascondino

    la nostra vita è così piccola
    radice tronco ramo e foglia
    in autunno
     e poi 
    di nuovo primavera

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/la-nostra-vita-e-cosi-piccola.html

  • 29 maggio 2015 alle ore 11:20
    Ombre Nella Luce

     
     
     
    Penso e ripenso
    Ad un tempo passato
     
    Ricordo la quiete di allora
    E la voragine viva nel cuore
     
    Annego la mia malinconia
    Dentro la rotta del dolore.
     
    In questo angolo di vita
    Coltivo la mia solitudine
     
    Tace il rumore della folla
    Con altri cieli negli occhi
     
    Rispetto la vita di oggi
    Accetto il vivere altrui
     
    Ma rivoglio la calma smarrita
    E ricamare nuovi sorsi di luce.
     
     

  • 29 maggio 2015 alle ore 9:52
    Molo

    sentà sul molo

    scriver dela mia zita'

    xe storie che sbatocia

    tuto quel che xe passà

    e nel missiot

    robe vien a gala

    come fussi 'desso

    come un refolo de fantasia

    sentà su un scagno

    de matina bonora sul mar

    prima che tachi el remitur

    ogni storia nassi

    e dopo el neverin

    riva el seren

    ogni ragio ciapa color

    el triestin sogna

    e se inamora de l'amor...

  • 29 maggio 2015 alle ore 9:50
    Perché?

    Nessuna guerra
    nessUna poesia
    nessun racconto
    potranno mai eguagliare
    la vita vissuta
    di chi ha rischiato
    di chi ha combattuto
    di chi non è più tornato
    le parole aiutano
    a ricordare
    a non dimenticare
    ma noi umilmente
    possiamo solo immaginare
    atrocità del passato
    vissute solo nei racconti
    di visi dallo sguardo svuotato
    lo stesso vuoto
    che in molti hanno aTtraversato
    come schegge impazzite
    che di rosso colore ornarono
    e solo il silenzio sa
    come fosse una liberazione
    lacrime come fantasmi
    mai asciugheranno cuori infranti
    nessuna guerra spiega...

  • 28 maggio 2015 alle ore 20:41
    La fossa comune degli uomini dimenticati

    Si potrebbe lasciar parlare i morti

    liberando la fantasia
    dagli infarti della rassegnazione

    e renderli immortali
    nel loro vivere dentro la morte

    E recitare la commedia della solitudine

    facendola divenire nutrimento dell'anima
    all'insaputa del mondo
     
    avvolta dal silenzio più assoluto
    tra sonni e veglie

    lucidità e deliri

    Esuberi di poteri sovrannaturali
    a esaltare i dolori

    e sfiorare l'essenza del mistero

    nella guerra che il destino
    ha impedito loro di vincere
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 28 maggio 2015 alle ore 19:20
    L'immacolata piovra

    Mi sento un polipo
    messo alla gogna,
    mi han detto polipo
    senza cicogna,
    gridano polipo
    ebola e rogna,
    urlano polipo,
    merda di fogna,
    a morte il polipo,
    porta scalogna,
    gonfiamo il polipo
    come zampogna, 
    mi han detto polipo,
    brutta carogna, 
    sbraitano polipo
    finta vergogna.
    Schiavo di un polipo
    sotto a chi sogna.
    Mi han detto polipo...
    ...ma è una menzogna.

  • Redimersi
    riabilitarsi
    e finalmente rivivere

    in quest'Umanità piagata
    da folli deliri d'onnipotenza

    E svegliarsi dal letargo

    dopo aver volutamente smarrito
    la memoria delle crudeltà del mondo

    divenendo noi stessi
    testimoni di vera vita vissuta

    e imortalare il tutto nell'Intimo

    senza pensare al veder
    sgretolare le speranze

    in questa società marcia

    dedita a infamie e cattiverie

    a far la spola tra le sponde
    di cuori ormai senz'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 27 maggio 2015 alle ore 20:28
    Furore

    Sotto un arco
    le tue orme stendi
    poco dopo scompari
    peccato non averti più scorto.
     
     

  • 27 maggio 2015 alle ore 9:10
    Ciliege

    Lisce, tonde,
    turgide palline
    di rosso fiamma
    ad arte rivestite.
     
    Alberi chiomati
    illuminate
    con mille lampi
    d’oro e di rubino.
     
    Le mamme grate
    guardano felici...
     
    A due a due
    o a mazzi
    le bimbe fan campane
    di orecchini
     
    mentre di noccioli e grida
    fan battaglie
    eserciti di monelli
    divertiti.
     

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:36
    Stelle

    Stelle
    stelle che riesco a vedere
    che dal buio intravedo 
    dalle palpebre chiuse
    stelle che sono parole 
    buttate su per il cielo
    stelle che cadono 
    senza rumore 
    in iridescenti sorrisi
    stelle che accendono sogni 
    e stelle che li accompagnano
    stelle che accarezzano l'anima 
    e dall'anima 
    suggono bellezza
    Stelle.

  • 26 maggio 2015 alle ore 22:10
    Cieli

    La mano dal cielo
    ferrosa discende
    in morsa s'atteggia
    Senza indugio afferra
    stupite anime
    d'amor confuse.

    Da Rugiada sulla quercia ed. 2014

  • 26 maggio 2015 alle ore 19:44

    Avrei immaginato giorni diversi e sensazioni diverse. Avrei desiderato sorrisi e alchimia. Avrei dovuto ricordarmi che dire "Ci credo" porta solo ed esclusivamente merda, ma malgrado alti e bassi, rabbia e incazzature, paure e lacrime in fondo ancora ci credi. E la cosa peggiore è che non credi nel "Lieto fine" di questa lunga storia, ma credi il COLUI che dall'altra parte, ovunque sia ha condiviso con te quel "Ce la Faremo"!

  • 26 maggio 2015 alle ore 13:42
    Piacevoli armonie

    Piacermi e accettarmi
    così come sono

    con i miei limiti e i miei difetti

    nella viva speranza
    d'essere attratto sempre dalla vita

    anche senza saperne ancora il perché

    Vivere trastullandomi
    tra il cuore e l'anima

    rendendoli impermeabili ai conflitti

    a quei viaggi turbolenti
    fatti nella convinzione
    di sapere il tutto

    ma purtroppo solo quello

    Paradossali viatici

    pagine disadorne
    ad arrancare tra i sensi

    e animarsi tra le voglie

    nella volontà di resistenza
    a momenti d'impotenza

    E offrire a tutti tanto
    senza chiedere nulla in cambio

    se non poter morire per i miei sogni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 26 maggio 2015 alle ore 9:58
    Ombre Danzanti

     
     
     
    Le stagioni del cuore
    Affidate ai pianeti
     
    E nel genere umano
    L’arcobaleno dei sogni
     
    Il meglio del trascorso
    Nei palpiti della notte
     
    Con sprazzi di bene
    E schegge d’amore
     
    È arrivato il tempo
    Del mai più buio
     
    Sulle foglie morte
    Delle ombre danzanti
     
    La nostalgia di albe nuove
    Sulla riva dell’isola.
     

     

  • 26 maggio 2015 alle ore 8:16
    "BOTTO'", PAPA'!

    La finestra è la stessa
    e un cielo d’ovatta si sbriciola lento
    oggi come allora.
    “Bottò! Papà”
    erano bottoni bianchi senza peso
    e il vento giocava con loro
    e le braccia di mio padre
    la mia sedia
    col naso sul vetro.
    Lo stesso silenzio candido,
    lo stesso stupore…
    “Bottò! Papà”
    bottoni bianchi, impazziti e lenti
    che danzano a milioni su un oceano di ricordi…
    Bianchi, grandi, piccoli e tutti quanti
    bottoni candidi, nuovi, mai visti…
    e la bocca spalancata, come l’infisso,
    all’improvviso…

     la mano aperta di mio padre
    a coglierne uno…
    bianco…
    d’acqua in men che non si dica.
    “Bottò! Papà”
    e che cadano ancora inverni candidi
    a seppellire l’asfalto logoro
    e tutti i piccoli pensieri scuri…
    ogni anno più adulti.
    “Bottò! Papà”
    un sorriso tenero e un bacio bianco
    come la neve.

    28/02/2005

    Stefano Diotallevi
     

  • 26 maggio 2015 alle ore 8:13
    SORRISI

    Avessi la forza di rendervi l’emozione dei sorrisi,
    avrei imparato a catturare le nuvole, il sole tra esse, il verde, le onde del mare e quel fuoco ocra, giallo e rosso che incendia i miei boschi alla fine di ottobre.
    Il sorriso di una donna in amore
    è come l’acqua di torrente nel deserto,
    come la pioggia all’inferno.
    Di tutto quanto posseggo farei falò così da avere solo la pallida sensazione del calore emanato dalle labbra delle donne, quando sorridono.
    Perché sorridono con gli zigomi, alti, grevi, rotondi, arrossati. Perché attorno hanno i capelli a cadere sparsi, o cortissimi a donare luce agli occhi verdi come i fiumi, azzurri di mare o neri come il limbo in cui precipitiamo quando non ci fissano.
    Così amo e maledico le donne e, in special modo, i sorrisi delle donne perché con loro esse si porgono lievi e infallibili, e ci annunciano il tempo dell’amore, della pelle, degli odori. Quegli odori che, indelebili, ci portiamo a spasso per il mondo a far finta di non aver mai annusato.
    I sorrisi delle donne sono bellissime lacrime che lavano le rughe, autentici lampi che illuminano un vivere fatto di misere penombre.
    Quando le nebbie si addenseranno io vi chiamerò
    e avrò ancora un cielo blu da porre a sfondo delle tue labbra,
    morbide e truci… come l’amore.

    10/11/2001 Stefano Diotallevi
     

  • 26 maggio 2015 alle ore 8:12
    SEI BELLA

    Sei bella,
    quando il sole inonda la stanza e ti avvolge la schiena,
    sul seno, rivolta, con l’inchiostro dei capelli sul cuscino.
    Bella,
    con le calze nere, solo quelle,
    china sulla stufa, rotonda e snella.
    Sei bella, da morirne,
    quando spengo il fuoco negli occhi di fiume
    e distendi le gambe
    e cingi le mie,
    quando infilzo la spada
    e placo i deliri sul cuore…
    Sei bella… ma non è amore.

    16/03/2003
     
      Stefano Diotallevi
     

  • 26 maggio 2015 alle ore 1:36

    L'ultima volta che ho visto il "Buio" pensavo di non farcela e quando ne sono uscita mi sono resa conto che il peggio invece ancora doveva venire. Lo avevo di fronte proprio in quel momento... Dovevo accettarmi! Non è stato facile accettare i cambiamenti che quel dolore aveva portato dentro me. Io, dolce, affettuosa e buona ero diventata dura, spietata e senza mezzi termini. Io fiduciosa verso il prossimo ero adesso diffidente e schiva verso chiunque si avvicinasse a me. Ecco... Oggi che mi trovo di nuovo a soffrire dello stesso dolore, mentre ci navigo dentro, cercando di non affogare per trovare la strada giusta e risalire la riva penso a quel giorno. A quel giorno in cui di nuovo in piedi mi guarderò dentro e allo specchio e vedrò la nuova ME! Già so che non mi piacerà e non so perché, ma questa volta so che cambierò in peggio. Non ho scelta posso solo dirmi "Addio" e andare incontro ad una nuova Donna sicuramente ancora più dura e schiva . Una Donna ancor più chiusa e mai più "Malleabile" perché adesso sa che LEI è decisamente "TROPPO" per chiunque viva con i concetti di questi tempi bastardi che non mi appartengono! 

  • 26 maggio 2015 alle ore 0:45

    Sono così incazzata con il mondo e con la vita che se avessi un fucile in mano la prima a cui sparerei è proprio me stessa. SI! Per essere stata così stupida, per aver giurato a me stessa che non lo avrei permesso mai più. "Ora so cosa sia morire" ... Mi dicevo... beh non ho imparato un cazzo!!! Ho solo imparato che l'amore ha un prezzo troppo alto per me. Adesso che mi manca anche la forza per respirare voglio solo cercare anche a tastoni, anche strisciando quella cazzo di porta che mi porta di nuovo fuori da l'incubo. Voglio riattraversare quel dolore, quel corridoio pieno di lacrime e se pur rischiando di affogarci dentro ne uscirò vincente anche questa volta. Io rinascerò ancora... Diversa , ancora una volta diversa, ma rinascerò. Lo farò per me stessa, per le persone che contano e che meritano e per quel qualcuno che ancora aspetta ME... Me che solo sento il bisogno di abbracci sinceri e di amore vero e io lo troverò. E quando sarà sorriderò pensando che chi mi ha persa mi ha solo dato la possibilità di stringere tra le braccia quella felicità che in quel momento avrò dentro.