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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 maggio 2015 alle ore 12:50
    Incubo numero 0

    Trovarsi lì nell'angolo, 

    dove il buio ed il vuoto

    sono la culla delle fobie.

    Ginocchia abbracciate

    mento pogiato nell'angolo,

    sorridere con gli occhi sgranati 

    pupille dilatate contro i flash.

    Corse istantanee di gechi impazziti

    colori di acido e puzza di paraffina, 

    queste sono le mie risate

    che si stagliano contro il soffitto

    e le pareti imbottite di questa cripta.

    Mi manca il respiro,

    ma il suono esce

    da un incavo di paura 

    dal colore multiforme

    aldilà del terrore.

  • 17 maggio 2015 alle ore 12:50
    Stato emotivo VIII

    Come bandiera senza vento
    resto fermo, nessuna possibilità di
    cambiare forma e pensiero.
    Nulla muta dentro di me,
    tutto muta fuori velocemente,
    destino destinato alla sconfitta sul nascere.
    Andare, venire…
    Forse meglio sparire.

  • 16 maggio 2015 alle ore 21:09
    Tra ricami di luci e ombre

    Rivendicare
    serie obiezioni alla coscienza

    e comunicarle ragioni
    di ulteriori patimenti

    spingendola a balzi nel futuro

    a vivere la prima linea
    della guerra della vita

    Accettare il crollo
    del proprio mondo interiore
     
    e sfidare depressioni e speranze
    nel tramonto del pensiero

    nemici invisibili

    incubi sempre pronti
    a invadere i terreni dell'anima

    e scatenare sindromi autoflagellanti

    nel richiamo abusivo alla giovinezza

    Sensazioni crudeli

    improvvise immense voragini
    di non senso e di angosce

    a far comprendere
    il valore profondo dell'agire

    e difendere il diritto inalienabile alla felicità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:10
    A casa mia

    So che esiste una musica calda,
    che mi scivola nelle arterie,
    che mi porta a mangiare nella polvere di una Tasca in collina
    o ad Alfama nelle piazze di giugno.
    Che c'entro con questo freddo che mi segue,
    con l'altura e la distanza?
    Sono uno di quelli che porta le perle e le conchiglie nei capelli
    e beve vino ma non per scaldarsi,
    e socchiude gli occhi agli ultimi raggi di tramonto,
    e suda camicie stando fermo nello scirocco umido e salato.
    Sono uno di quelli che cerca un cuore a cui cantare canzoni,
    visi da accarezzare, orecchie a cui sussurrare "mio bene",
    notti di veglia corallo per vedere l'alba.
    sono uno di quelli, uno dei tanti.

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:06
    La vita

    Non sono parole
    non son rime 
    e nemmen'orlate strofe
    vergate su righe ondose
    E' quadro astratto 
    che si tinge e si rischiara
    piange e soffre e si strazia
    e all'ultimo nuovo colore
    si stupisce ancora, e ride
    E' la vita
    quadro di parlante tela.

  • 16 maggio 2015 alle ore 17:16
    Scoglio

    Odio quel vicolo tortuoso
    Ci separa...
    come fosse guardiano geloso
     

  • 16 maggio 2015 alle ore 14:49
    Lontano nacque la tempesta

    Stringesti la mano nell'invisibile cuore
    lontano nacque la tempesta
    s'infranse l'onda sradicando 
    ogni certezza nella radice salde di vita 
    ebbe un deflusso marino 
    negli occhi lacrima s'abbandonò lungo gli oceani 
    divenendo lui stesso naufrago

    Benatti Graziella ©
    @ 13 Maggio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 16 maggio 2015 alle ore 14:49
    Nel tuo volto

    Non importa chi sei 
    o quello che non sei
    perché tu sei luce
    che emana la tua anima
    si fiero di quello che sei 
    nessuno può giudicare la tua vita.
    Vivila intensamente e serenamente
    nel vento l’aria scivola nei cieli
    si ali per decollare sorvolando 
    le altitudini della vita.
    Tocca un fiore 
    negli giardini sbocciati
    raccoglilo nel rispetto che emana il suo splendore
    e fanne la tua aurora.

    Benatti Graziella ©
    @ 27 Marzo 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 16 maggio 2015 alle ore 14:47
    Nelle tue labbra

    Sfiorami ora che la beltà fiorisce 
    all’ombra della luna,
    nel vento si schiuse 
    l’integro suo splendore.
    Sfiora i soavi petali 
    al candore della notte 
    le tue labbra saranno le mie venature
    nei rivoli scivoleranno 
    nella purezza di un nucleo d’amore.
    Soggiogami nei tuoi fremiti
    … ora toccami.

    Benatti Graziella ©
    @ 29 Marzo 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 16 maggio 2015 alle ore 7:51
    forse la vita

    quel tempo di mezzo,
    come una panchina al parco
    ad inizio primavera
    forse la vita
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/forse-la-vita.html

  • Sentieri stretti

    lungo i viali
    di rigorose prescrizioni

    che piegano le coscienze
    e fan vivere vite non scelte

    Soggiogare la conoscenza

    per rivelare a me stesso
    i sogni di quel vivere

    trasformandoli in pretese
    senza velleità

    Avere fede

    rimanendo al servizio
    della mia anima

    e farne pilastro
    per costruire la gioia

    E godere
    dopo aver provato
    sofferenze e dolori

    sentendo la stessa vita 
    dentro le vene

    negli accordi
    tra le priorità interiori

    e le fatue felicità del mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 maggio 2015 alle ore 14:58
    Ti augurerei

    Ti augurerei di vivere
    fino a cent'anni
    se solo volessi rassegnarti
    se solo ti rendessi conto
    che i limiti non si possono
    superare accettando
    di buon grado i malanni
    di una vecchiaia appesantita
    quasi tramontata
    ma che forse non sai
    per quella lucidità che va e viene
    nel tuo sistema linfatico esplosivo
    probabilmente un pochino da sempre
    che dopo è peggiorato, inventandoti
    scuse, per essere considerato
    a volte fin troppo
    anche quando conveniva
    soprassedere, e guardarti
    senza troppa ingenuità

  • 15 maggio 2015 alle ore 10:24
    Musica Della Notte

     
     
     
    Allo smorzare del chiarore
    In una silenziosità infinita,
     
    Cadenzati passi nella notte
    Inclini a fuggire dal giorno,
     
    E dalla dubbia rotta di ieri
    Per cercare migliore futuro,
     
    E girovagare verso il dopo
    Entro un’alba rossa di sole,
     
    Sfogliando pagine d’anima
    Agli angeli celesti invisibili,
     
    Viaggiando nei momenti
    Sopra i prati dello spazio,
     
    Lontano dalle speranze vuote
    Nella effervescenza luccicante.
     

     

  • 15 maggio 2015 alle ore 9:48
    Bianche roselline

    Stava un cespuglio di bianche roselline
    davanti alla porta di una casa, un ramo
    ne trassi in dì che poi posai nell'aiuola
    del mio giardin da quella casa lontano,
    ogni anno al nascer quando della tarda
    primavera delicati alla vista e al sol
    si apron delle roselline i bianco fiori
    corre il ricordo a quel cespuglio a quella
    casa e ad una figura, e su quello curva,
    che con cura cura si prende di quei fiori
    dei suoi rami è la figura cara di mia mamma
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 22:39
    Haiku

    S'erge la rosa
    oltre i fili di ferro
    Vuole libertà

  • 14 maggio 2015 alle ore 21:00
    Fermenti

    Dall'alto morale del mio esistere

    mi dimeno tra esasperanti disagi
    e singhiozzi del cuore

    ad annichilire i desideri

    meriti di acrobatiche soluzioni
    estorte all'anima
     
    a esorcizzare il mio vivere

    E celare il talento

    per ridimensionarmi
    in favore della derisione

    di uomini pervasi da ignobili fantasie

    a recitare drammi
    che esaltano il loro essere piccoli

    e dimenticando che con le sconfitte
    non si perde anche la dignità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:52
    L'Incanto Del Mare

     
     
     
    Il Mare:
     
    Il mare si esprime
    Si fa comprendere
     
    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.
     
    I Gabbiani:
     
    I compagni del mare
    Che nel primo mattino
     
    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.
     
    Il Vento:
     
    Quasi per culto
    Implora il Sole
     
    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.
     
    Le Sirene:
     
    Danzano con loro
    Temerari pescatori
     
    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.
     
    Il Mare:
     
    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:22
    Il Fascino Del Mare

     
     
     
    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori del giorno
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.
     
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 14:47
    Vietri sul Mare

    Lunga passeggiata
    tipica ceramica
    inizio costiera
    bella cittadina.
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:34
    troppo ribelle per il codice a barre

    troppo ribelle per il codice a barre
    troppo remissivo per questa società senza regole
    troppo brutto per esibirti
    troppo bello per non provarci
    troppo sciocco per non essere ingannato
    troppo svelto per non arrivare in tempo
    troppo lento per tenere il passo
    troppo mite per andare avanti
    troppo forte per non travolgerli tutti..

    e poi
    che sei abbastanza grande per consumare
    e che non sei abbastanza grande per decidere per determinare
    chi tu sia in realtà
    almeno per quel che rimane del tuo cammino sotto questi dimenticati cieli di periferia

    a volte si fa fatica a rinascere ogni giorno....
    e allora meglio non ascoltare
    non 
    ascoltare 
    fino 
    alla 
    fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/troppo-ribelle-per-il-codice-barre.html

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:18
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

     
     
    Illudersi e sperare
    Esistere per vivere
     
    La vita dell’uomo
    Nell’oscura quiete
     
    Con le luci di ieri
    Nella voglia futura
     
    Il vento si rallegra
    Con riflessi di vita
     
    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni
     
    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto
     
    Ho vissuto sogni a metà
    Dall’alba al tramonto
     
    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata
     
    A briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
     

     

  • 14 maggio 2015 alle ore 8:17
    Megaride

    Colta da un vento impetuoso,
    l’acqua sbatteva sullo scoglio tufaceo,
    lì dove l’altura si univa alla terraferma,
    prolungando la sua verdeggiante distesa.
    Piccola isola che vibrò al lieve passo di Partenope,
    dove Cimone l'amò prediligendola alle dee. 

  • 13 maggio 2015 alle ore 16:57
    Por el camino

    Subiendo en penumbra,
    en olor a bosque,
    te encontré mi alma 
    enredada en la incertidumbre de la espera,
    en la esperanza vaga de lo hecho y acabado,
    desconociendo nuestro mismo sentido del presente.
    Asi te pongo a la cara amargada
    las manos de padres y abuelos.
    Te pregunté que es el fuego que te quema adentro.
    Me dijiste " Todo, y todo me confunde ".

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:46
    Miraggi

    Quelli che vedi, sono
    sogni, sogni
    che potrebbero morire
    e rinascere al chiarore
    di un sole scricchiolante
    ad attenderti ammalandosi
    per un amore che non gli dai
    mentre ti meravigli
    se non ti senti amato
    come vorresti, in alcuni
    momenti disperati
    ridotti a brandelli
    nel tuo gelidissimo nido
    desideroso di rivederti
    per scaldarsi solo lui
    nell'egoismo più assoluto
    infischiandosene se tu
    sciogliendo ti stai
    in quel vivere male

  • 13 maggio 2015 alle ore 12:01

    Hai presente un bambino che sogna di affacciarsi al mare per la prima volta? Ecco è così che io mi sento. Amare "TE" è come amare l'immenso. sei pieno di colori meravigliosi, esattamente come il suo orizzonte durante l'alba o un meraviglioso tramonto. Sei profondo, esattamente come i suoi fondali così lontani dal pelo dell'acqua. Sei travolgente, proprio come lui durante una notte di piena tempesta. Sei calmo e confortante , come quando al mattino nel silenzio delle prime luci del giorno lui echeggia a malapena. Se non avessi scelto te e tu non avessi scelto me non avrei mai conosciuto la meravigliosa sensazione del salmastro sulla pelle. Ti Amo.