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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 giugno 2015 alle ore 10:52
    Il mio Dio e' la parola

    Protagonista bello
    e dannato del mio romanzo
    cullato da vizi e vezzi

    delizie e tormenti a ispirare la vita
    e farsi spazio nei giorni

    mieto successi

    tra i flutti imponenti di un divenire
    colmo di chiacchiericci inutili

    di parole al vento

    a far da sfondo alle emozioni
    e renderle allo stesso tempo irresistibili

    E nel dilaniarsi dei sentimenti

    varcare le porte dell'ipocrisia
    a negarne l'esistenza

    giustificando atti di coraggio poetico
    mistificandone le atrocità più immonde
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 23 giugno 2015 alle ore 7:10
    senza nome N. 2

    il cuore non lotta per stanze vuote
    sono scappati in tanti sì 
     ma di quelle stanze conserviamo ancora le chiavi

    il cuore non aspetta il bel tempo per amare
    siamo capaci di compassione in qualsiasi tempo
    sotto la pioggia e sotto il sole

    il cuore non sa la giusta direzione eppure va
    cerca una via d'uscita
    una soluzione
    perchè sa che la bolla della solitudine 
    si può far scoppiare solo dall'interno
    dall'interno e soltanto passo dopo passo 
    e così sia
    presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/06/senza-nome-n-2.html

  • 23 giugno 2015 alle ore 4:09

    Si lo so, in alcuni casi sono "Maledettamente" bastarda... Ma non è mia la colpa, tutto dipende dai modi che mi propone chi ho di fronte.
    Toccami l'anima e rispettamela e io sarò complice discreta e vera. Entrami nel cuore e prenditi cura di esso e io dell'amore che conservo ne farò terra sicura per i tuoi "Vuoti"! Lasciami credere e poi mentimi e il mio buon carattere diventerà una personalità che non conosce pietà. Feriscimi e sappi che il mio buon senso scomparirà per restituirti il favore !

  • 22 giugno 2015 alle ore 10:12
    Non sempre i sogni muoiono all'alba

    Notti eterne
    dall'incerto futuro
    senza vedere ne sentire o pensare
    Stagioni vissute
    a susseguirsi tra alti e bassi
    momenti difficili a segnare i giorni
    sballottato tra critiche e bufere
    rose spinate e fiori d'urtica
    fiamme alte di fuochi accesi
    E i sentimenti a soffrire
    e stentare a spegnere gl'incendi
    e lenire i bruciori
    Piangere
    e ricordare momenti di gioia
    a sgretolare per un attimo
    i muri innalzati dall'ira
    e restaurare le crepe dell'anima
    Con la mente
    a avere le idee chiare
    su cio' che non vuole
    per non essere
    come vorrebbe il mondo
    e il cuore a sperare
    in desideri impossibili
    e chiudersi dentro orizzonti
    che sanno di nulla

    cesaremoceo
    diritti riservati
    segnala abuso

  • 22 giugno 2015 alle ore 1:38

    Stasera ho ferito una persona... L'ho ferita e tanto.. Non vado fiera di me , ma per la prima volta nella vita ho "Usato" qualcuno per capire... Per capire cosa si provasse. No, non ne sono felice e non lo sarò mai... Nella vita si sbaglia tutti ... Chi più e chi meno... ma non si può sbagliare consapevolmente. A quel punto diventa "CATTIVERIA".  Non mi sento migliore adesso e nemmeno sollevata... Anzi! Mi sento POVERA... Povera dentro... Perchè nessuno può arricchirsi dei dolori altrui. E chi ne trae vantaggio è una persona povera che anima e cuore non ha! 

  • 21 giugno 2015 alle ore 20:40

    Sapete che a volte sono stata così lontana da non sapere nemmeno io come trovare di nuovo la strada di "Casa". Mi è servito tempo e forza, ma soprattutto coraggio. Perchè quando devi attraversare il "Buio" e non sai che cosa si nasconde in mezzo ad esso, di coraggio ne serve e tanto. E io in quel buio spesso ci sono anche caduta e giuro che a volte ho avuto la voglia di non rialzarmi, ma poi l'ho fatto. Credo che solo chi ha attraversato il "Peggio" possa sapere cosa sia lottare per il "Meglio"! E' li che si impara a non avere paura di rinunciare, di perdere o di stare ancora male , perchè nessun male sarà mai come quello passato. "Lui" ti avrà insegnato a difenderti così bene che sarai pronta ad alzare le vele prima che il mare ti possa inghiottire. "Lui" ti avrà lasciato una saggezza dentro che saprai capire ogni parola prima che la frase stessa venga terminata. E vi assicuro che anche le parole più nascoste, anche le bugie più perfette chi ha attraversato il "Peggio" saprà scorgerle ovunque. Chi ha assaggiato il BUIO non si accontenterà mai della PENOMBRA, ma lotterà sempre e resterà solo dove gode di LUCE PIENA!

  • 21 giugno 2015 alle ore 17:30
    Occhi di stelle

    Son forse i tuoi quegli occhi tristi tra la gente?
    Sei forse tu che cerchi risposte tra le stelle?
    Nei tuoi sorrisi non smetti di sognare
    e poi guardi avanti ricominciando a recitare.

  • 21 giugno 2015 alle ore 12:39
    Desiderio onirico

    Desiderei essere un colibrì
    volare rapido e col becco
    nutrirmi alle sacre sponde
    del tuo fiore nascosto e segreto.
    Vorrei assere spasmodico e
    inarrestabile, avvicinarti e
    possederti con la mia lingua
    nel momento in cui schiudi
    la tua intima e dolce delizia.

  • 21 giugno 2015 alle ore 11:17
    A Tina

     
     
    Ciao Tina!
    Luna radiosa
    Dolcezza Universale
     
    Il sole abita le sue ore
    Vivendo sul tuo mondo
    Mentre Tu Regina Luna
     
    Ornata di stelle scintillanti
    Nello splendore dei ricordi
    Nutri l’amore folgorante.
     
    Il nostro cuore desidera
    Volare nell’incantevole
    Dei tuoi momenti sereni
     
    Il tempo si è rasserenato
    In questi giorni correnti
    E implora favole serene
     
    I nostri occhi inseguono
    Fiumi di luci incantevoli
    Intrisi di lacrime di gioia.
     
    Ciao cara Tina vieni
    Ciuffo aspetta con ansia
    Per la solita passeggiata.

  • 21 giugno 2015 alle ore 11:01
    Per Tina

     
     
    Regina d’amore assoluto
    Mistura di Santa bellezza
     
    Nella tuo animo staziona
    L’angelo dal viso di luna
     
    Nel tempo e nello spazio
    Vivrai  sogni già sognati

    Il vento alita il suo concerto
    Nei giochi di luci della notte
     
    Ad un fiore roseo vermiglio
    Verso l’infinita coesistenza.
     
    Oh notte che domini su tutto
    Tracciami la strada luminosa
     
    Rendi eterni i nostri ricordi
    Sparpagliati tra milioni di stelle.

  • 21 giugno 2015 alle ore 9:39
    Il Fato

    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli…
     
    In questo teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E… La notte cerca l'alba
    Senza un istante di respiro
     
    In questo mare
    Di cielo
    Di terra
    E di storie
     
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nella luce di una stella.

  • 21 giugno 2015 alle ore 9:04
    Colori d'interni

    Gala di sole 
    suona strane corde 
    Non già non già
    il fuori gracida silenzio:
    per quegli attimi di intonaci rossi 
    galleggio nel tepore, nello stagno

    Quanto! il sospeso 
    mi dà brio di fronda 
    sotto l’ombra di cime
    nel sentire il nervo preciso
    che m’innesta, da un capo all’altro
    di un crinale d’amnio
    Ovattato cingolo delle ossa
    verso la sera 
    alleggerendo veli di paure
    per quel che non è stato 
    mentre col viola 
    cominciano le stelle

  • 20 giugno 2015 alle ore 21:27
    D'azzurro fasce

    E' scesa 
    lentamente la sera
    su finestre aperte al cielo
    Scorrono scivolano cadono 
    fasce di azzurri smerlati
    in antri caldi di case
    Lente s'avvolgono 
    - anime e menti lambiscono -
    Di nuovo colore 
    s'agghinda la vita:
    è sera.

  • 20 giugno 2015 alle ore 20:22
    Stille

    Vagano
    stille d’anima in cieli assenti
    Sangue s’allarga
    su bulbo cieco d’occhio
    Cade cellula morta
    a ingravidare terra
    Stille d’anima cadute
    È dolente
    questo momento.
     

  • 20 giugno 2015 alle ore 17:41
    Io con me stesso ci sto bene

    Forte nella fragilità
    mi raccolgo come vittima
    a creare percorsi d'emancipazione
    senza la paura
    di rapporti complicati
    nei quali do molto
    a persone superficiali
    vuote di volontà e desideri
    ma pieni del timore di sprecarsi
    nei confronti del mondo
    E parlano di sogni che angosciano
    nascondendosi dentro legami spiccioli
    che fanno della loro vita
    una meteora della miseria
    affascinata da false trasgressioni
    E io intanto
    ringrazio il tempo che scorre
    e fa diventare allegria
    i drammi che ho vissuto
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 20 giugno 2015 alle ore 9:50
    La Morte E' Dietro La Porta

    Dietro La Porta La Morte È In Agguato
     
     
     
    In questa grande voglia
    Di solitudine
    Lascio respirare il vento
    Lascio trascorrere i giorni.
     
    Consapevole che
    Nell'armonia di un sogno
    E nella vecchia tana del cuore
    Tutto può accadere.
     
    Non serve nascondersi nel buio
     
    Fra i silenzi
    Di vecchi e nuovi ricordi
    In un'alba, in un tramonto
    Non v'è scenario migliore.
     
    La morte:
    È uno scherzo impossibile
    Sta per arrivare
    Forse questa notte!
     
    C'è chi l'aspetta
    E chi la ignora
    Ma ella arriva
    A l’improvviso.

  • 20 giugno 2015 alle ore 9:47
    Il Faro

     
    C'è chi veglia
    Su di me!
    La prigione
    Il tormento
    Il patema
    Dell'avanzare
    Del tempo
    Nel mio petto
    Nel diadema
    Dei sentimenti
    Che si aggrovigliano
    Si analizzano dentro.
    La quiete dell'anima
    È nel mio dolce mare
    In una barca senza remi
    Con il mio cuore dentro
    Vuole partire per gioire
    Verso giusti itinerari.
    Forse il Faro
    Questa notte
    Mi indicherà
    La giusta rotta.
    C'è chi veglia
    Su di me!

  • 20 giugno 2015 alle ore 4:50

    E' quasi giorno... Strana la sensazione che una notte passata in bianco ti lascia dentro e sulla pelle. Sorridi, quasi stupita del fatto che non provi la minima stanchezza fisica, ma ti senti affaticata nell'anima. Senti che la vera stanchezza non l'hai nelle gambe, nella schiena o nelle braccia... Ma la senti dentro! Ecco si... Sei stanca dentro. Stanca di essere una "Portavoce" di valori e concetti che non esistono più. Sei stanca di credere che nelle persone ancora esista del buono. Stanca di cercare intelligenza dove regna solo egoismo, orgoglio e superficialità. Sei stanca anche di essere stanca ed è li che molli proprio ... E' lì che deponi le armi e dici: "Basta"! Basta crederci, basta sperare, basta vivere di parole e promesse. E' li che capisci che la prima colpevole di quella stanchezza interiore che in questo momento senti sei proprio tu. Tu che hai permesso che ti entrassero dentro, per poi sparire portandosi via pezzi di te. Tu, che hai ascoltato, capito, donato tempo, fiducia e risollevato animi per poi ritrovarti a vederli volar via felici altrove e tu ancora a guardare. Tu che hai voltato le spalle a troppa poca gente e troppo spesso a te stessa. Tu che oggi guardi quel cielo che sta schiarendo pensando che un nuovo giorno è alle porte, un nuovo giorno sta per sorgere e forse una nuova "TE" deve sorgere assieme a lui.

  • 19 giugno 2015 alle ore 20:16
    Cirri e voli

    S’alzassi la mano
    a toccare quei cirri
    dissolvere forme e colori
    vorrei
    e d’altre ne inventerei
    Quella nube 
    che bianca disegna
    quel cielo
    - in sembianza d’ariete
    aggiustata – 
    afferrerei, e su essa
    dal vento d’oriente domata 
    a guardare dall’alto l’abisso
    ridente di luce suprema
    m’involerei.

  • 19 giugno 2015 alle ore 11:23
    Ritmi di vita

    E mentre in coda aspetti
    che il traffico si snodi
    sul ritmo un po' rifletti
    che segna la tua vita
     
    Colpi di freno,
    colpi di acceleratore,
    velocità raggiunte,
    rallentamenti subiti,
    traguardi tagliati,
    deflessioni imposte
     
    Lavavetri di turno
    malamente scacciati
    senza chiederti chi,
    dietro vetri opachi,
    implorasse aiuto
    e perché
     
    Gli automobilisti
    contro cui,
    pieno di rabbia,
    ti sei scagliato,
    senza sapere
    quale dolore,
    ansia o frustrazione
    muovesse i fili
    di quelle mani al volante
     
    I pedoni distratti,
    pigri o lenti
    cui il peggio hai augurato
    senza immaginare
    quale agitazione
    li scuotesse dentro
    come un sisma
     
    Con queste riflessioni
    ed altre ancora,
    ripartirai nel traffico
    a velocità diversa,
    forse con una marcia in più
     
    A colpi di pagaia
    riporterai il tuo mezzo in porto,
    faticosamente,
    come gli altri naviganti fanno
     
    ma occhi avrai, stavolta,   
    per l'eterogeneo mondo
    che, oltre l'abitacolo,
    ben altre corse
    e ben altri affanni vive,
    più neri della pece
    dell'asfalto.
     

  • 19 giugno 2015 alle ore 9:13
    Senza speranze

    È come andare
    senza sapere dove
    sperando solo
    che si arrivi in fretta.

    Ti trascini dietro
    il peso dei pensieri
    il dolore pungente
    dei ricordi.

    Non comprendi più
    il senso delle parole
    e il perché del nostro
    quotidiano vivere...

    Non senti battere
    il tuo cuore
    inutile orpello
    senza più speranze.

    Intorno a te c'è il mondo
    e le sue grida
    che ti lancia l'ennesima sfida...
    ma tu la senti sempre più lontana.

  • 19 giugno 2015 alle ore 6:37
    Credo d'avere una cultura da marciapiede

    E sei arrivata tu Poesia nella mia vita a ridare forza alla mente stanca Con le parole a dismettere i vestiti succinti della frustrazione e finalmente andare nude per il mondo a mostrare le loro grazie Ora con il destino imposto dalle ribellioni alla monotonia dei giorni e alla vita chiusa dentro mille limitazioni inseguo ad ogni costo la mia Libertà scegliendo coraggio e ironia nella "vendita" delle idee e nel pudore intrinseco dell'intimità essere libero dall'oppressione del male e dalla durezza dei rapporti col mondo

  • 18 giugno 2015 alle ore 18:20
    Alba in barba a una sirena

    Così finisce la notte
    scendendo dal letto
    sto attento a non svegliarti
    e cerco di svegliarmi
    coi gesti sottovoce
    masticando sonno
    fino al bagno.

    Dove avrai messo il sapone?
    E l' acqua ti disturberà?

    Torno sul letto
    in cerca dei jeans
    e trovo una sirena
    piccola
    inerme
    stanca sirena
    viola
    cosce di lenzuola
    che fluttua immobile
    parlando col sonno.

    Resta un secondo
    guardami adesso
    se vuoi vedere
    un mare
    oltre quello che vedi.

  • 18 giugno 2015 alle ore 17:31
    Nel mio giardino

    Vorrei le ortensie
    a ricordare
    la pienezza della vita
     
    Vorrei le dalie
    perché schiudono
    possibilità infinite
     
    Vorrei gli iris
    perché svettanti
    incitano a toccare
    somme altezze
     
    Vorrei i salici
    per circondarmi
    di empatia pura
     
    Vorrei i glicini
    perché la vista
    trabocchi di grazia
     
    Vorrei le rose
    eterne maestre
    dell'immortale lezione
    che non c'è bellezza
    senza sofferenza.

     
     
     

  • 18 giugno 2015 alle ore 12:17
    l'uomo con la sigaretta sul balcone

    Il mondo a poco a poco si addormenta
    con parole calde di buona notte.
    Tace l'uomo con la sigaretta sul balcone
    e guarda forse la montagna, o forse guarda
    verso me che forse guardo la montagna
    o forse guardo verso lui. E piano piano
    si spegne la sigaretta, sento sbattere
    una tovaglia e il tossire di una vecchietta.
    In casa, mia sorella suona la chitarra
    e la nonna sospira nostalgia,
    mi resta in gola una poesia amara
    e la sussurro piano piano al vento,
    piango a parole tutto quello che sento.