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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 settembre 2015 alle ore 20:01
    EPPUR TI VOLLI

    Fantomatica fantasia,
    nel vederti e pensarti mio.
    Mi sentivo già circuita dalle braccia tue.
    Assaporavo, sulle labbra, un bacio ardente,
    astrusa sensazione,
    atta a travisare la realtà fatale,
    onde fuggir da solitudine opprimente.
    Niente, intorno.
    Non eri l'uomo mio!
    Neppure ti sfiorava la certezza ch'esistessi,
    in qualche posto!
    Trascendentale, era l'attesa che t'accorgessi
    dell'esistenza mia.
    Ma dubbia alquanto!
    Eppur ti volli!
    Ti volli, a discapito di tutto!
    Il mio destino, percepivo, che tu fossi,
    in quel subcosciente ch'appare mai cosciente,
    inconsapevole del potere proprio, occulto.
    M'avrebbe ingannato, anziché rivelar arcano,
    se non avessi osato,
    se carpito, dalla mente, non avessi un non so che.
    Il sesto senso?
    Ma osai, l'unica volta, probabilmente!
    Venni a te!
    E poi t'amai, 
    mio uomo della sorte,
    venisti a me come l'ape sul fiore,
    come rugiada sul petalo assetato,
    come farfalla, attirata dal colore.
    L'amor cantò il suo cantico sublime.
    Mio dolce presagio della mente,
    scrittore del mio cuore,
    dov'hai impresso il tuo nome.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:58
    PER SEMPRE, FU DETTO, UN TEMPO

    Strano incontro,
    d'ermetici presagi, foriero,
    d'un taglio netto, l'arduo fautore,
    a sigillar la fine d'un amore per la vita.
    Alla deriva, tutto il resto.
    Inneggi alfin sfuggir a scheletri nascosti,
    ch'han, l'esistenza tua, dannato.
    “Per sempre”, fu detto, un tempo.
    Fuggevole “per sempre”, annientato dalle colpe.
    Bieco dileggio.
    Girone dell'inferno.
    Malevole la sorte, t'ha assoggettata.
    L'avresti rifiutata, infausta prigioniera.
    Gioie.
    Dolori... sì superiori.
    L'arbitrio è libero, ma non la forza.
    Per altri, non per te stessa, è stata usata.
    Rinunci...
    Al nulla...rassegnata.
    Destino gretto, s'è ravveduto, nel tuo sperare.
    In un solo momento...avviene il tutto.
    Dei dì trascorsi, appare scoglio spigoloso
    e impenitente
    ch'abbia a scontrarsi con l'infrangersi dell'onda d'un risveglio.
    Disgrego esasperato.
    Coraggio d'una scelta,
    nell'affrancarsi dal peso d'una croce.
    Tal fu passato, a gravar su spalle delicate.
    Interezza d'una mente fiera e ardita, 
    ch'ha mutato il suo tragitto, 
    nel conoscer il valore di se stessa.
    D'un uomo, certezza d'un amore.
    Magia dell'avvenire.
    Percepir l'amore per la vita, ancora e ancora.
    Strana è codesta, ch'ha a percuoterti sovente.
    Mai sa domarti,
    se, nel pensiero, sei vincente.
    Mai s'affondarti, se d'evitar l'onda furiosa,
    scorrendo sul crinale, t'appresti ad ingegnarti.
    Maestra di piegar, ma non ti spezza,
    se l'amor proprio si fa indomito e sagace.
    Urla, la mente, ch'è in te la forza innata.
    S'ha da esser usata e non impropriamente.
    Ricompor le ceneri e rinascer, mai s'attarda.
    S'adagia, la tenacia, fra le mani.
    S'ha d'essere colta, con saviezza e astuzia,
    all'uopo del tornar a viver con maggior destrezza.
     

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:54
    ALBORE D'AUTUNNO

    All'albore d'autunno, sovviene il mio pensiero.
    Fragranza della terra, che l'acqua impregna,
    profumo e sapor di caldarrosta,
    olezzo esilarante di mosto testé ultimato.
    Colore intenso, sì caldo e sobrio,
    s'è alimentato, tra le piante, il morir d'estate,
    sovvengono a cader, mute foglie ingiallite,
    formando un manto, di cui, il terreno si sta coprendo.
    Il rosso, in cui lo sguardo s'é perduto, sospende il fiato,
    dello spettacolo suadente s'aggrada il cuore,
    cos'inclemente, impazza il vento, su fronde seminude
    e sulle foglie morte, spesso e mesto tappeto freddo.
    Scorre, il torrente rigoglioso, nel bosco ombroso,
    cantando e gorgheggiando, nel trasportar le acque
    che giocano, tra i sassi, a zampillare,
    di cui s'é alimentato, dapprima secco ed assetato.
    Uccelli canterini, col loro canto, salutano l'autunno,
    nell'emigrar a soleggiate terre,
    cercate per evader dal rigore,
    nell'attesa di tornare a costruire un nido nuovo. 

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:53
    FOLLIE D'AMANTI, DALL'ETERNO SAPORE

    Evanescente, quel letto sospeso fra le stelle,
    ricoperto dal riverbero lunare.
    Trapunta impreziosita da diamanti.
    Etereo talamo per due amanti.
    Gemiti prolungati, nel scindersi in sospiri.
    Sussurri, che non guastino il silenzio della notte,
    fin'a divenir corali, nel cantico stellare.
    Un cantico d'amore.
    Un cantico di gioia, che s'elevi al firmamento.
    Discese e risalite, d'avvallamenti ignudi.
    Palpita, il cuore, con forza ardita e ritrovata.
    I semi del piacere han dato i frutti e ci han sorpresi.
    Noi, disillusi di non poter amare,
    tasselli con cui il fato gioca a puzzle molto spesso.
    Tepore, le membra attorcigliate,
    connubio indissoluto come petalo col fiore.
    Com'edera, al muro, abbarbicata, se no muore.
    Cotanto ardore, nelle nostre brame.
    Sterpaglia d'apatia ha preso fuoco,
    nel crepitio ancestrale del fuoco dell'amore.
    Sei qui...nel tuo sospiro nasce il mio respiro...
    Carezze lievi, baci appassionati.
    Due cuori uniti, vite che si son cercate.
    Follie d'amanti, dall'eterno sapore.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:50
    FRAMMENTI DI RICORDI

    Echi del passato rimbombano nel silenzio,
    frammenti di ricordi,
    racchiusi tra asticelle di legno stinte,
    dietro un vetro sottile e trasparente,
    che lascia trasparir sorrisi o sguardi cupi.
    Cornici trafitte da chiodi,
    su vecchie immagini talvolta scolorite,
    dove s'è fermato il tempo.
    Passato che ritorna a travolgere il presente,
    inchiodato nel pensiero,
    porzioni di momenti felici,
    rimpianti accantonati ai confini bui della mente,
    rimorsi abbandonati in quel passato, per dare ancora un senso al vivere.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:48
    AMOR RUBATO AL TEMPO E AL CASO

    Rigagnoli d'umore, scrosciano.
    Letto d'un fiume in piena,
    acque straripanti, senz'argini e barriere.
    Spiaggia al tramonto,
    mare che s'increspa al divenir dell'onda.
    Fresca oasi dei miei deserti assolati,
    dove mi posso dissetare.
    Costante desiderio delle mie notti insonni,
    per non sentirmi smarrita e sola.
    Lenzuola umide d'amore,
    distese sulle stelle,
    ad asciugare al riverbero di luna.
    Infuocato, il sangue irrora la carne fattasi rovente,
    preda accondiscendente del potere dell'amore.
    Amor che, a grandi lettere, imprime il suo marchio
    indelebile sul cuore.
    Amor sovrano, che tutto vuole e prende, senza inganno.
    e sa donare, a piena mano.
    Amor rubato al tempo e al caso,
    come pensiero che pecca d'innocenza.
    Chiede clemenza per esser nato.
    Implora grazia per esistere tutt'ora.
     

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:23
    Quando si fa notte

    Quando si fa notte
    l’apparire s’addormenta
    stremato nelle tastiere
    di lettere solitarie.
    Lassù, le luci delle stelle
    festeggiano la verità
    del creato
    e il sole dell’alba inganna
    il risveglio del perpetuo
    errore.

  • 23 settembre 2015 alle ore 18:48
    Il Signore dell’Ascolto

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    Letteratura
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    Ministero della pubblica istruzione
    Istruzione e Cultura
    Poetessa e Scrittrice
    Conoscenti
    Torna indietroDire

    che il Signore dell’Ascolto,

    fosse lì,

    in attesa del momento

    in cui il pensiero buio

    cadeva dentro un tonfo

    e, nel suono muto e dilatato

    costruiva il mio silenzio,

    freddo e doloroso.

    Dire

    che il Signore dell’Ascolto,

    fosse lì,

    a rubarlo, quel momento:

    un pensiero di nero colorato,

    nell’angoscia del dolore,

    alimentato.

    Dire

    che il Signore dell’Ascolto,

    ha ascoltato

    quell’attimo di angoscia

    e l’ ha rubato e fermato,

    nel mio Tempo…

    Il Signore dell’Ascolto,

    non è preparato

    a capire che l’Umano, 

    quando è triste sa creare

    da un nulla un gran dolore.

    Il Signore dell’Ascolto,

    lui, non ha capito

    che il mio era un momento

    e che da solo

    doveva cadere nel vento,

    non ha capito

    e quel momento ha fermato

    e me lo ha reso immantinente,

    con mani forti e sicure l’ ha fissato

    e segnato nel mio Tempo.

    Sono Umana

    e non sapevo

    che il desìo triste e stanco,

    colorato dal dolore

    rimanesse fisso, eterno.

    Il Signore dell’Ascolto,

    ha ascoltato

    quel singhiozzo desolato

    che puniva me e il Creato,

    l’ ha bloccato e disegnato

    nello spazio della Vita

    che incornicia la mia Tela

    ed ora s’è voltato

    ad ascoltare altri pensieri

    ed il mio, quello nuovo,

    più non vede.

    da "Il mondo di A in volo" ed. 2005

     

  • 23 settembre 2015 alle ore 14:31

    I rapporti non nascono perfetti. La stima e la fiducia non sono "Opzioni" acquistabili. I rapporti si fanno con volontà e costanza. Sia in amore che in amicizia non si "Rincorre" al massimo si "Corre" e in due. Non si prega perché l'amore o il bene non sono una speranza Divina, ma devono essere una certezza! Non si chiede l'amore... Si deve essere scelti esattamente con la stessa intensità in cui si sceglie. L'amore per sopravvivere ha bisogno di amore, laddove non lo trova anche quello più grande muore per rinascere a sua volta in un altro cuore.

  • 23 settembre 2015 alle ore 13:51
    Koh Phangan

    La mente persa nel vuoto intorno
    nell’invito al rumoroso mare
    s’appella all’essenza più vera
    e la materna mano a salvarti.
     
    Equilibri di corpi danzanti
    atmosfere senza aria e senza sguardi
    correva conoscenza ed ansia
    vivace anelito a strappare veli.
     
    Cosi le mani incontravano le mani
    e gli occhi nuovi e bagnati
    spingevano fuori vecchie radici
    fino a smarrire ancore e porti.
     
    E ritrovare il sole era bello,
    la diversa voce dell’onda,
    un mondo intero che s’inchina,
    la notte e la sua orchestra
    finalmente l’animo capace
    di ascoltarla.

    Raffaele di Ianni.

  • 23 settembre 2015 alle ore 11:35
    Volo Nel tempo

     
     
    Spunta il mattino
    Sull’alba di brina
     
    Incerto e smarrito
    Con tanto stupore
     
    L’anima vagabonda
    Cammino per i campi. 
     
    Tra una odissea e una pausa
    Ormeggio in sogni nascosti
     
    Nel rompere il peregrinare
    Ritrovo una calma esistenza.

  • 23 settembre 2015 alle ore 8:08
    Primavera è giunta

     
    Anche  il rosso mattone il color ravviva che
    scende  della pioggia marzolina un gocciolio
    lì vicin riabbraccia  dal lungo viaggio stanco
    un rondon  l’amico vecchio cornicione di primule
    e di viole  laggiù si veste un angolo nascosto
    del giardino e al ciel timidamente  apre i pigri
    suoi sonnolenti  mille fiori gialli l’umile  forsizia
    dal vento poi smosse alzate le protettive foglie
    al tepor dell’invitante sole  il riccio si ridesta 
    del pesco tutta vedi  la brocca che di rosei bei 
    fior s’adorna  nell’aria  il dolce suon di una lontan
    campana sussurrare pare: sì è giunta primavera!
     

  • 22 settembre 2015 alle ore 23:29

    Troppo facile dire che "Uomini veri" non ce ne sono più... Come se di "Vere Donne" ce ne fossero ancora in abbondanza! Molti uomini avranno perso i valori, la voglia di corteggiare, il gusto di amare una sola donna... Ma molte donne non sanno più cosa sia la dignità, il buon senso e la serietà! Uomini superficiali, ma altrettante donne facili e leggere! Questo è il mondo di oggi, dove in pochi si salvano che siano uomini o donne non conta...Ci che manca è la serietà e i valori! 

  • 22 settembre 2015 alle ore 21:13

    Scusami! Scusami se non sono all'altezza dei tuoi "Raffinati" modi "Lecca culo". Scusami, se non so fare tanti giri di parole per spiegarti perché non mi piaci, ma sai... Io sono un libro aperto e basta guardarmi per capire il disgusto che mi susciti. Scusami, se non so fingere relazioni, simpatie e amicizie! Sai, sono solo una "Poveretta" che fa del rispetto per se stessa l'ingrediente principale dei suoi rapporti! Scusami, se alle tue parole rispondo con un volgare  "Vaffaculo", ma lo preferisco alle tue scuse del Cazzo! Scusami se sono schietta, diretta e ho una sola faccia, ma fare l'attrice non è una mia ambizione!

  • 22 settembre 2015 alle ore 21:00
    Sono un uomo qualunque

    Nella normalità tormentata

    costruita dalla natura
    sulla fragilità nascosta dalle illusioni

    create apposta da un umorismo
    che copre il prendermi sul serio

    vivo la realtà del sopravvissuto
    col volto oscuro dei sogni

    a ricordarmi che la mia età
    può avere ancora significati diversi

    E vado silenzioso e con passo deciso
    incontro al mio destino

    dentro la desolazione
    che pochi riescono a cogliere

    tenendomi stretto i segreti
    che nessuno conosce

    e sopratutto continuando a credere
    che quel che di buono faccio

    da uomo qualunque

    certamente mi tornerà indietro
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 22 settembre 2015 alle ore 21:00

    Non mi stupiscano le persone che fanno del male, ma coloro che continuano a perseverare nel permetterglielo. Non mi stupisce la bugia, ma la serenità con cui alcune persone ci vivono a fianco. Non mi schifa la malignità della gente cattiva e falsa, ma la capacità di perdonare che possiede chi subisce. Non resto perplessa di fronte a chi "Non è" ma dice di "Essere" ma non condivido chi per "Convenienza" gli stringe la mano!

  • 22 settembre 2015 alle ore 16:42
    Tutto fermo

    A volte spingi a vuoto
    e ciò che produci
    è solo un moto…
     
    senza conseguenze
    senza frutti succosi da spolpare
     
    solo pezzi di terra da spostare
    con zoccoli da cavallo legato
    che scalpita per uscir dallo steccato
     
    Come criceto ingabbiato
    che l'aria muove
    girando all'infinito
    per un viaggio che lo lascia
    vuoto e inebetito
     
    Vento mitigatore,
    lenisci col tuo soffio
    l'affanno della sfrenata corsa
    che anima pensieri vivi
    di vite morte..
     

  • 22 settembre 2015 alle ore 15:13

    Non mi è mai importato niente dell'opinione delle persone sul mio conto, figuriamoci se può fermarmi il loro giudizio. Non sono la "Perfezione", ma sicuramente sono assai superiore a chi seduto su un trono auto concesso mi osserva. Datemi retta, guardate meno me, la mia vita e i miei cazzi privati e cominciate ad occuparvi dei vostri. Così potrete rendervi conto che avete un gran da fare ... E soprattutto che impegnandovi troppo per far "Scendere" gli altri... In realtà VOI non avete mai cominciato a "Salire"!

  • 22 settembre 2015 alle ore 9:33
    Un Volo

     
     
     
    Domina nella brughiera
    Il gigante solitario
    E ai suoi piedi
    La sete del conoscere
    Inizia la scalata
    Sino alla vetta
    Là dove governa
    L’immenso orizzonte
    E non mi basta
    Vorrei penetrare l'anima
    Palpare oltre la vita
    Ma fra un pensiero l’altro
    Osservo e vedo una foglia
    Navigare l'infinito
    Per perdersi nel vuoto
    Mi viene voglia di volare
    Ma come un aliante in avaria
    Giù a picco alla deriva
    Ho capito che
    Vicino alla morte
    Si ama di più
    E intensamente.
     

  • 21 settembre 2015 alle ore 21:58
    Salvate Voi il mondo,io non ci sono riuscito

    Avariati pensieri
    gocciolano alchimie malsane

    sotto le palpebre esauste del divenire

    Gemiti stanchi
    avari d'emozioni

    sfiorano le labbra distratte

    a sussurrarmi che
    il mio tempo è passato

    e ricordarmi d'aver spento
    il fuoco dell'intesa col mondo

    E non mi resta che
    l'anima ridotta a essenza di vita

    a conservarne ancora
    flebili lingue accese
    e preservarle al futuro

    nel desiderio di poter riaccendere
    la volontà degli uomini

    ridotta ormai in tizzoni
    anneriti dall'odio
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
     

  • 21 settembre 2015 alle ore 21:01
    Settembre

    Nella mente mia
    un’altra vita
    di ricordi piena;
     
    come di mare spuma
    tra l’onda
    sbattuta;
     
    tramortita,
    scossa,
    dal vento smossa;
     
    alta,
    ingrossata,
    increspata;
     
    così l’immagine sua
    blocca,
    circonda la mia memoria;
     
    in tal guisa
    vive l’anima mia
    prostrata chiede di esser liberata.
     
     
     

  • 21 settembre 2015 alle ore 20:14

    Se nella vita vuoi avanzare, impara a camminare sulla tua strada senza guardare troppo quella degli altri! Se nella vita vuoi essere qualcuno che "Vale" impara l'uso dei fatti e non abusare delle parole. Se vuoi essere stimato, sii meritevole di quella stima senza distruggere quella delle persone che incontri! Le persone "Migliori" non sono quelle perfette e impeccabili... Ma quelle fatte di errori, paure, cadute, ferite e dolori alternati a gioie, traguardi e valori! 

  • 21 settembre 2015 alle ore 18:53
    divertissement -1

    La gente deve sempre credere a qualcosa.
    Alla pioggia che prima o poi arriverà,
    alle prossime vacanze a Jesolo,
    al principe azzurro oramai un vecchio rospo
    con la dentiera,
    alla fortuna di chi gioca al lotto è un gran merlotto,
    al linciaggio mediatico di chicchessia,
    al tonno rio mare insaporito
    con mercurio da tenere in frigo,
    al pensiero di andare in chiesa la domenica
    senza mai entrarci, al “quando c’era lui”
    si stava meglio, ai poeti istituzionalizzati
    scipiti bidelli di partito,
    all’inutilità della Clerici
    o ai plastici di Vespa.
    A una certezza non si rassegna:
    un giorno tutto questo cesserà
    ( si muore ogni tanto … )
    e potrà finalmente riposare
    in pace.

  • 21 settembre 2015 alle ore 10:03
    Grazie E Via

     
     
     
    Se la memoria non m'inganna
    Ricordo che
    Nel bisogno cercavi aiuto
     
    Eri una foglia secca al vento
    Ed io rinverdivo le tue speranze
    Con il mio aiuto fecondo.
     
    È proprio vero
    Amor tuo è amor mio
     
    Segreti
    Speranze
     
    Storie comuni
    Danno sollievo
     
    Sei rinata e andata via
    Di noi nulla è rimasto
    Nemmeno l'amicizia.
     

  • 21 settembre 2015 alle ore 9:36
    Attimi

    Il cielo imperlano
    rami di malinconia
    poi il mare.