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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 febbraio alle ore 20:23
    Laddove il dolore

    Son fluide 
    le curve
    laddove 
    s'incava il dolore 
    Fra righe mute
    lagrima versi.

  • 18 febbraio alle ore 19:38

    Sono stata definita pazza quando mi allontanavo dalle persone senza pensarci troppo. Accusata di essere una persona che per "cavolate" metteva fine ai rapporti. Colpevole di non essermi mai interessata a tali persone o fatti. Dalla personalità ingestibile e troppo dura perché non è mia abitudine regalare finti consensi a scopo personale, ma solo ciò che penso e senza troppi giri di parole. Peccato... Che il tempo non mi abbia mai dimostrato che "Allontanarmi" da suddette persone sia stato un errore. Non ho mai dovuto dirmi "Ho sbagliato"! Soprattutto ci tengo a spiegarvi che la mia personalità non è "Ingestibile". La mia è una di quelle personalità che non plagi e non compri "lisciandola" quando ti conviene. La mia personalità è ben salda e sicura di se'... A differenza di molte altre che noto spostarsi con estrema facilità dove conviene di più! Continuate a "pensare" di sapere... Io continuerò a sorriderci su.

  • 17 febbraio alle ore 11:09
    In tre di sponde a gioia

    Vieni, ho messo da parte 
    il cielo quando pulsa
    una pausa e scende la fronte
    al rinascere
    mescola acqua di rose
    al sogno dei cancelli,
    un penetrare di lucchetti.
    Guarda, il raggio all’iride
    lo lascio entrare
    e ora siamo in tre questo languore  
    inverno, che nemmeno temo
    la macchia di mancanza
    tra gli anemoni. È solo tenerezza
    l’ombra di fianco
    sul prato del mio giorno
    minimale.

  • 16 febbraio alle ore 20:59

    Ne hai guardati di tramonti sognando ad occhi aperti. Hai ascoltato canzoni che ti raccontavano e con occhi pieni di lacrime te le imprimevi nel cuore. Hai aspettato persone che non sono mai tornate, creduto in altre che non sono mai state sincere e hai parlato con chi non ha mai avuto l'intenzione di capire. Oggi ancora guardi tramonti, non sogni, ma serenamente credi che la vita sia un dono inestimabile. Ancora ci sono canzoni che ti toccano l'anima, ma i tuoi occhi sono asciutti e limpidi perché adesso ti riempiono di carica positiva e ottimismo. Credi ancora nelle persone, ma non aspetti più nessuno perché hai imparato a distinguere chi ha voglia di capire e solo in quei casi scegli di parlare.

  • 16 febbraio alle ore 20:25
    E proseguiamo nella nostra penombra

    Camminiamo adesso

    gettando al vento i pensieri
    e insieme le nostre emozioni

    abbracciati uniti già
    sulla via del non ritorno

    fatta di silenzi e intimi ricordi
    in quel nostro andare senza fretta

    dove fruscii simili a sospiri
    accompagnano i passi strascicati

    che arrancano
    verso il loro certo destino

    E risate isteriche
    ci si fermano nella gola

    risa strozzate
    che si fanno più stridule

    a ogni passo
    che pian piano avanziamo

    mentre le labbra
    nel morso dei denti

    disegnano sui visi
    strani segni di trionfo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:23
    Grazie... Dio

    Battono amari rintocchi

    le ore
    nella profondità della notte

    e là

    vivo momenti

    in cui mi sembra d'esser rinchiuso
    dentro un brutto sogno

    a cercar il perché
    delle paure più disperate

    che mi prendono nell'anima

    E m'addormento
    in quelle ore tenebrose

    per risvegliarmi e accorgermi

    che proprio in quell'interrogarmi
    ho potuto trovare tutte le mie risposte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:22
    Il canto del cigno

    Cresciuto da solo nel via vai della vita

    ho vissuto cercando
    quel qualcosa che non ho mai avuto

    e lasciando qua e là tracce

    per ritrovare il mio cammino
    e il mio posto nel mondo

    e sentirmi anche se inutile
    forse un po' più apprezzato

    Ho vissuto la mia infanzia
    sopportando cinghiate e ceffoni

    nella guerra della mente combattuta
    contro un'ignoranza voluta

    intrighi degli uomini a convivere
    con i loro sensi di colpa inconfessati

    E oggi ancora
    chiedo in giro informazioni su di me

    per ritrovare tutti i miei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:20
    Le mie preghiere... dentro i miei silenzi

    Nei silenzi

    contenuti dentro
    la nobiltà del cuore

    lascio parlare gli occhi

    nelle visioni celestiali
    mai assenti coi loro sussulti

    a render vivo ciò che sento
    e anche quel che vorrei soffocare

    È in quei momenti
    che mi accorgo di vivere

    pur in quei silenzi
    a volte allegri e altre paurosi

    quando la mia anima

    ha bisogno di risposte
    ai tanti perché della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 17:32
    Grigio di nebbia

    Grigio di nebbia
    s’adagia sugli Iblei,
    vento di ponente
    scuote i verdi carrubi.
     
    Mi penetra dentro
    freddo d’inverno,
    il caldo dell’anima
    solo mi riscalda.
     
    Una favilla di sole
    scappa dal tramonto,
    si riflette nel cielo
    e si apre l’arcobaleno.

    (2018)

  • 16 febbraio alle ore 13:36

    Arriva un momento nella vita in cui della "Quantità" te ne freghi perché capisci l'importanza della "Qualità"!Te ne freghi di chi va perché ti concentri solo su chi resta. Arriva un momento in cui la serenità ti riempie il petto e alleggerisce lo stomaco dai "Morsi" che un tempo ti angosciavano. Non conta più il parere di chi è di passaggio, l'opinione di chi crede di sapere, ma ti basta la stima di chi vale. Hai raggiunto la maturità per capire che per stare bene basta poche cose e poche persone. Si soffre meno e molti scalini che ti facevano paura una tempo, ora li sali senza nemmeno accorgertene e vai oltre. Sorridi se ci pensi, ti guardi dietro e non ti riconosci, ma sei felice perché ora sai che non tutto merita pensiero, dolore e attenzione.

  • 15 febbraio alle ore 19:15
    Lei nei capelli d'agata

    Se ne sta immobile d’ossa
    appena un affaccio ai rumori smussati
    ogni ora rappresa nell’altra 
    sbalzi di orologi 
    in un’informe eternità di cuscini. 

    Ma è sveglia, come un sogno continuo.
    Non la tocco malgrado lo sia, 
    si romperebbe del sole sui tavoli.
    Flebile mano, flebile voce, 
    la sua cera mancata alla fiamma
    diafana, bella nei capelli d’agata 
    come graffi - ma l’hanno mancata.

    Che sia aria di assenza? Lei
    non figlia non madre 
    uguale al sempre e al mai
    al presente, speco di altrove 
    per tetti altissimi e rondini nere.
    Muta strido al pensiero di saperla 
    diversa, o di terra.

  • 15 febbraio alle ore 18:59
    Una traccia del passato

    Porto nell'armadio
    i miei scheletri
    che il tempo
    non ha rimosso,
    porto un vuoto
    che non va via
    al risveglio,
    porto un fuoco
    che potrebbe
    scaldare
    le fredde stanze
    di un letargo
    che mi ha visto
    protagonista
    senza sogni,
    senza voce,
    senza storia,
    ma con in mano
    una traccia
    del passato,
    una lettera
    strappata,
    un ricordo
    che ferisce,
    una lancia
    che d'amore
    trafigge.

  • 15 febbraio alle ore 13:22
    Qualcosa di forte

    E ti penso ancora,
    nonostante il freddo dell'inverno,
    nonostante i lunghi addii,
    nonostante la carezza del vento tra i miei capelli.
    Un pensiero fugace, ma intenso e persistente, che si intrufola nella mente come un goccia che pervade il terreno.

    E ti penso ancora,
    come il ricordo più bello,
    come la neve che scende leggera,
    come la tempesta che provoca le maree.

    Ti penso ancora,
    perché sei qualcosa di forte da ricordare

  • 15 febbraio alle ore 12:15

    Ne ho visti di atteggiamenti e ne ho ascoltate di ragioni. Sono sempre arrivata in fondo rimettendoci tempo, pazienza e umore. Ottenendo soltanto la consapevolezza che alcune "Presenze" mi colorano negativamente le giornate. Pensate pure che sia una persona cattiva, non mi interessa. Io credo di essere una persona che sa riconoscere atteggiamenti e modi e di conseguenza capire chi ha di fronte. Ci sono frasi che nel momento in cui vengono pronunciate, automaticamente fanno chiudere  quella porta che da l'accesso  alla mia vita,  mettendo un muro indistruttibile tra la mia persona e loro. Non ci sto più ad aspettare dietro i "Vediamo"... "Aspettiamo"... "Magari capisce"! No mi dispiace. Ho imparato a scegliere, ad essere una persona estremamente decisa nelle sue posizioni e se scegliere significa dover rinunciare a qualcosa, rinuncio, senza problemi, perché la mia serenità passa avanti a tutto e perché ho capito che proseguire e non rinunciare mi porterebbe la perdita di qualcosa di ben più grande. Non mi pento e non mi volto mai indietro. Non ho più voglia di arrabbiarmi, di tacere, di soccombere. Non so fingere, non sono ipocrita, per questo non so  dividere il mio tempo con chi non mi piace e non ha capito niente di me. L'ipocrisia a me fa scattare l'embolo, niente mi schifa di più. Non porto rancore, semplicemente scelgo e non trascino, consapevole che ognuno è libero di essere ciò che vuole. Io non sono perfetta, ma ci tengo a ricordarvi  che nessuno lo è...!

  • 15 febbraio alle ore 11:31
    Futuri

    Ed avrai i mirtilli
    stesi all'ombra delle mie mani
    e letti ricamati d'essenze
    nate da timidi amori.

    Avrai i miei profumi
    ed il balsamo del mare vecchio
    i miei occhi scivolare
    sui tuoi ribelli silenzi.

    Sarai dono e respiro
    d'un tempo che ha da venire
    passo passo con piedi di gomma
    e soffici luci riscoperte.

    Avrai il cammino ed ogni colore
    il rumore della pioggia privata
    ed un guerriero mercenario tornato
    dopo la guerra ed il deserto.

    Raffaele di Ianni

  • 14 febbraio alle ore 21:13
    La forza della senilità

    Rievoco spesso il mio passato

    senza violenze di risentimento
    e con la fermezza dei miei propositi

    nel piacere di non lasciare al mondo
    tracce di effusioni patetiche

    E scivolano ormai sulla mia vitiliggine
    i tormenti imposti dal mio tirare a campare

    che per lungo tempo m'ha sballottato
    in balìa dei flutti impetuosi dell"esasperazione

    Ora nella mia vetusta'

    ho raggiunto il mio porto

    l'attracco sicuro alle mie àncore dorate

    dolci catene al collo
    che danno pregio all'età che incede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 21:12
    Di cosa potremo vantarci?

    "Voglio l’essenza,
    la mia anima ha fretta…e paura"

    E ritorneremo
    nel catino dei nostri canti

    in nenie lamentose
    d'un futuro ch'e' già trascorso

    e ora breve risalto avrà

    nel sentir la propria fama
    perdersi nella fame

    E non ci sarà vanto per alcuno
    a poter dire "questo l'ho fatto io".
     

  • 14 febbraio alle ore 21:10
    Questa terra non è più mia

    Tediato da mille illusioni e promesse

    pensieri selvaggi s'intrufolano

    di ritorno dai giorni trascorsi
    sulla soglia di questo vivere infame

    E si muovono senza meta

    simili a ombre di nuvole sparse
    rischiarate solo dal buio delle notti

    aggirandosi dispersi
    tra le stanze dell'anima inerme

    a rintanarsi nei suoi angoli oscuri
    e respirare l'odore del loro sentire

    mentre io madido delle mie paure
    barcollo muovendo i passi a fatica

    E arranco per gli scoscesi pendii del mio sapere
    inginocchiato nei solchi dei miei sospiri

    tra gl'incanti

    che costringono il cuore a battere piano

    e la bocca a esser sempre pronta
    a proferir parole di vergogna

    E scoppio a ridere

    con la lingua a penzoloni e gli occhi strabuzzati

    al pensiero che diverremo tutti ladri

    a rubarci l'un l'altro
    finanche la fede in cui crediamo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Ed è proprio all'alba

    che si risvegliano le emozioni
    e rivivon le turbe dell'anima

    Calmo è il mattino

    e pregno di pioggia di barriti
    e di esuberanti criniere

    stormiscono nel silenzio gli alberi
    rimpetto al mare

    al dolce suono delle sue onde

    applaudite dagli incanti
    della luna che sfuma

    E io resto qua

    accovacciato tra le nebbie dei miei pensieri
    a sdegnarmi delle mie colpe

    e se qualcuno vorrà stupirsi
    dei miei fuochi spenti

    sappia che per molto tempo

    le mie lacrime
    han bagnato il mio cammino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 14 febbraio alle ore 21:05
    Io, che volevo una vita semplice

    Ardono fioche
    le fiamme perpetue

    fra le brine fredde
    di questo mesto inverno

    nel transitar dell'anima
    tra le fitte tenebre della terra

    avvolta

    in corone di spine
    e slanci di rimpianti

    ricchi di illusoria socialità
    e poveri di sacrificio

    in questo futuro
    che lascia agli uomini

    solo il tempo
    d'inutili sguardi all'orizzonte

    Nel silenzio d'attorno

    sento il dolore del mondo
    assurgere a padre delle follie

    e tutto

    al passar degli anni

    vive nella consuetudine
    di far divenire certi dolori

    pane quotidiano

    E m'immergo nella desolazione

    per sentire nel mio profondo
    qualche sintomo di pace

    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 21:03
    I caldi raggi del mio sole

    Piove
    e io ignaro del disordine del cielo
    rendo pretesti al mio sfogo
    nei rimpianti del passato
    ormai dissolto
    e della sua eredità
    di solitudine e giorni austeri
    nel filo della vita
    che ancor ci unisce
    e che niente mai potrà spezzare
    E scelgo sempre
    di prender per mano la mia vita
    di sentirmi in ogni attimo
    felicemente parte di essa
    calpestando ancora
    i passi già fatti
    e continuando a volare sopra le nuvole
    tra i caldi raggi del mio sole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 20:57
    Io... sono pronto

    Ombre livide
    di vecchi scarponi malandati

    reclinano le sagome consunte
    sul mio giaciglio

    E sento il sonno dell'attesa
    fluttuare in me

    nelle esequie dei ricordi già dispersi

    mentre rivoli di freddo

    sembrano prendere
    slancio e voce

    a farsi largo
    tra svaniti sguardi

    E là corone di spine
    adornano di strazio

    il mio sepolcro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 20:54
    La forza dell'autostima

    Nel mio peregrinare tra i sogni

    mi ritrovo da solo
    a vagare tra i sentieri della speranza

    e varcare i confini delle emozioni occulte
    intime e sfarzose e forse a volte cupe

    Frivolezze inseguite
    a scoprire il mondo incantato

    distratto e svogliato
    dell'equilibrio indipendente

    nel film della mia vita

    variegato e coinvolgente
    e forse anche libero e incompiuto

    Viali del tramonto

    labirintici corridoi della coscienza
    attraversati con la voglia di riciclarsi

    nel viaggio in cui tutti
    partiamo "soliti" e torniamo "nuovi"
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 19:39
    Dove c'è un prato

    La terra al piede nudo
    presta mollezza e ghiaccio e zolle
    e dalla pressa scruto
    la polvere che esplode
    e cerca il vuoto
    come un nido.
    Sfioro dell’erba
    accanto a un fiore giallo su un tombino
    in respiro di fogna. Sbatte
    lo spigolo la palma
    e il sangue si raggruma.
    Chiodi sulle strisce
    e vetri acuminati
    sbuffi da mille suole, calci
    sul tendine affilato.
    Al rosso
    alzo lo sguardo in fondo
    e passo
    dove c’è un prato.

  • 14 febbraio alle ore 17:56
    Ossa di luna

    Sei cielo sopra il campo
    io arbusto d'artemisia
    sazio di vento, rido
    l'aratro che m'estirpa
    finché cadenza un soffio.
    Copri di notte un filamento
    d'ossa di luna.