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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 giugno 2015 alle ore 9:04
    Colori d'interni

    Gala di sole 
    suona strane corde 
    Non già non già
    il fuori gracida silenzio:
    per quegli attimi di intonaci rossi 
    galleggio nel tepore, nello stagno

    Quanto! il sospeso 
    mi dà brio di fronda 
    sotto l’ombra di cime
    nel sentire il nervo preciso
    che m’innesta, da un capo all’altro
    di un crinale d’amnio
    Ovattato cingolo delle ossa
    verso la sera 
    alleggerendo veli di paure
    per quel che non è stato 
    mentre col viola 
    cominciano le stelle

  • 20 giugno 2015 alle ore 21:27
    D'azzurro fasce

    E' scesa 
    lentamente la sera
    su finestre aperte al cielo
    Scorrono scivolano cadono 
    fasce di azzurri smerlati
    in antri caldi di case
    Lente s'avvolgono 
    - anime e menti lambiscono -
    Di nuovo colore 
    s'agghinda la vita:
    è sera.

  • 20 giugno 2015 alle ore 20:22
    Stille

    Vagano
    stille d’anima in cieli assenti
    Sangue s’allarga
    su bulbo cieco d’occhio
    Cade cellula morta
    a ingravidare terra
    Stille d’anima cadute
    È dolente
    questo momento.
     

  • 20 giugno 2015 alle ore 17:41
    Io con me stesso ci sto bene

    Forte nella fragilità
    mi raccolgo come vittima
    a creare percorsi d'emancipazione
    senza la paura
    di rapporti complicati
    nei quali do molto
    a persone superficiali
    vuote di volontà e desideri
    ma pieni del timore di sprecarsi
    nei confronti del mondo
    E parlano di sogni che angosciano
    nascondendosi dentro legami spiccioli
    che fanno della loro vita
    una meteora della miseria
    affascinata da false trasgressioni
    E io intanto
    ringrazio il tempo che scorre
    e fa diventare allegria
    i drammi che ho vissuto
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 20 giugno 2015 alle ore 9:50
    La Morte E' Dietro La Porta

    Dietro La Porta La Morte È In Agguato
     
     
     
    In questa grande voglia
    Di solitudine
    Lascio respirare il vento
    Lascio trascorrere i giorni.
     
    Consapevole che
    Nell'armonia di un sogno
    E nella vecchia tana del cuore
    Tutto può accadere.
     
    Non serve nascondersi nel buio
     
    Fra i silenzi
    Di vecchi e nuovi ricordi
    In un'alba, in un tramonto
    Non v'è scenario migliore.
     
    La morte:
    È uno scherzo impossibile
    Sta per arrivare
    Forse questa notte!
     
    C'è chi l'aspetta
    E chi la ignora
    Ma ella arriva
    A l’improvviso.

  • 20 giugno 2015 alle ore 9:47
    Il Faro

     
    C'è chi veglia
    Su di me!
    La prigione
    Il tormento
    Il patema
    Dell'avanzare
    Del tempo
    Nel mio petto
    Nel diadema
    Dei sentimenti
    Che si aggrovigliano
    Si analizzano dentro.
    La quiete dell'anima
    È nel mio dolce mare
    In una barca senza remi
    Con il mio cuore dentro
    Vuole partire per gioire
    Verso giusti itinerari.
    Forse il Faro
    Questa notte
    Mi indicherà
    La giusta rotta.
    C'è chi veglia
    Su di me!

  • 20 giugno 2015 alle ore 4:50

    E' quasi giorno... Strana la sensazione che una notte passata in bianco ti lascia dentro e sulla pelle. Sorridi, quasi stupita del fatto che non provi la minima stanchezza fisica, ma ti senti affaticata nell'anima. Senti che la vera stanchezza non l'hai nelle gambe, nella schiena o nelle braccia... Ma la senti dentro! Ecco si... Sei stanca dentro. Stanca di essere una "Portavoce" di valori e concetti che non esistono più. Sei stanca di credere che nelle persone ancora esista del buono. Stanca di cercare intelligenza dove regna solo egoismo, orgoglio e superficialità. Sei stanca anche di essere stanca ed è li che molli proprio ... E' lì che deponi le armi e dici: "Basta"! Basta crederci, basta sperare, basta vivere di parole e promesse. E' li che capisci che la prima colpevole di quella stanchezza interiore che in questo momento senti sei proprio tu. Tu che hai permesso che ti entrassero dentro, per poi sparire portandosi via pezzi di te. Tu, che hai ascoltato, capito, donato tempo, fiducia e risollevato animi per poi ritrovarti a vederli volar via felici altrove e tu ancora a guardare. Tu che hai voltato le spalle a troppa poca gente e troppo spesso a te stessa. Tu che oggi guardi quel cielo che sta schiarendo pensando che un nuovo giorno è alle porte, un nuovo giorno sta per sorgere e forse una nuova "TE" deve sorgere assieme a lui.

  • 19 giugno 2015 alle ore 20:16
    Cirri e voli

    S’alzassi la mano
    a toccare quei cirri
    dissolvere forme e colori
    vorrei
    e d’altre ne inventerei
    Quella nube 
    che bianca disegna
    quel cielo
    - in sembianza d’ariete
    aggiustata – 
    afferrerei, e su essa
    dal vento d’oriente domata 
    a guardare dall’alto l’abisso
    ridente di luce suprema
    m’involerei.

  • 19 giugno 2015 alle ore 11:23
    Ritmi di vita

    E mentre in coda aspetti
    che il traffico si snodi
    sul ritmo un po' rifletti
    che segna la tua vita
     
    Colpi di freno,
    colpi di acceleratore,
    velocità raggiunte,
    rallentamenti subiti,
    traguardi tagliati,
    deflessioni imposte
     
    Lavavetri di turno
    malamente scacciati
    senza chiederti chi,
    dietro vetri opachi,
    implorasse aiuto
    e perché
     
    Gli automobilisti
    contro cui,
    pieno di rabbia,
    ti sei scagliato,
    senza sapere
    quale dolore,
    ansia o frustrazione
    muovesse i fili
    di quelle mani al volante
     
    I pedoni distratti,
    pigri o lenti
    cui il peggio hai augurato
    senza immaginare
    quale agitazione
    li scuotesse dentro
    come un sisma
     
    Con queste riflessioni
    ed altre ancora,
    ripartirai nel traffico
    a velocità diversa,
    forse con una marcia in più
     
    A colpi di pagaia
    riporterai il tuo mezzo in porto,
    faticosamente,
    come gli altri naviganti fanno
     
    ma occhi avrai, stavolta,   
    per l'eterogeneo mondo
    che, oltre l'abitacolo,
    ben altre corse
    e ben altri affanni vive,
    più neri della pece
    dell'asfalto.
     

  • 19 giugno 2015 alle ore 9:13
    Senza speranze

    È come andare
    senza sapere dove
    sperando solo
    che si arrivi in fretta.

    Ti trascini dietro
    il peso dei pensieri
    il dolore pungente
    dei ricordi.

    Non comprendi più
    il senso delle parole
    e il perché del nostro
    quotidiano vivere...

    Non senti battere
    il tuo cuore
    inutile orpello
    senza più speranze.

    Intorno a te c'è il mondo
    e le sue grida
    che ti lancia l'ennesima sfida...
    ma tu la senti sempre più lontana.

  • 19 giugno 2015 alle ore 6:37
    Credo d'avere una cultura da marciapiede

    E sei arrivata tu Poesia nella mia vita a ridare forza alla mente stanca Con le parole a dismettere i vestiti succinti della frustrazione e finalmente andare nude per il mondo a mostrare le loro grazie Ora con il destino imposto dalle ribellioni alla monotonia dei giorni e alla vita chiusa dentro mille limitazioni inseguo ad ogni costo la mia Libertà scegliendo coraggio e ironia nella "vendita" delle idee e nel pudore intrinseco dell'intimità essere libero dall'oppressione del male e dalla durezza dei rapporti col mondo

  • 18 giugno 2015 alle ore 18:20
    Alba in barba a una sirena

    Così finisce la notte
    scendendo dal letto
    sto attento a non svegliarti
    e cerco di svegliarmi
    coi gesti sottovoce
    masticando sonno
    fino al bagno.

    Dove avrai messo il sapone?
    E l' acqua ti disturberà?

    Torno sul letto
    in cerca dei jeans
    e trovo una sirena
    piccola
    inerme
    stanca sirena
    viola
    cosce di lenzuola
    che fluttua immobile
    parlando col sonno.

    Resta un secondo
    guardami adesso
    se vuoi vedere
    un mare
    oltre quello che vedi.

  • 18 giugno 2015 alle ore 17:31
    Nel mio giardino

    Vorrei le ortensie
    a ricordare
    la pienezza della vita
     
    Vorrei le dalie
    perché schiudono
    possibilità infinite
     
    Vorrei gli iris
    perché svettanti
    incitano a toccare
    somme altezze
     
    Vorrei i salici
    per circondarmi
    di empatia pura
     
    Vorrei i glicini
    perché la vista
    trabocchi di grazia
     
    Vorrei le rose
    eterne maestre
    dell'immortale lezione
    che non c'è bellezza
    senza sofferenza.

     
     
     

  • 18 giugno 2015 alle ore 12:17
    l'uomo con la sigaretta sul balcone

    Il mondo a poco a poco si addormenta
    con parole calde di buona notte.
    Tace l'uomo con la sigaretta sul balcone
    e guarda forse la montagna, o forse guarda
    verso me che forse guardo la montagna
    o forse guardo verso lui. E piano piano
    si spegne la sigaretta, sento sbattere
    una tovaglia e il tossire di una vecchietta.
    In casa, mia sorella suona la chitarra
    e la nonna sospira nostalgia,
    mi resta in gola una poesia amara
    e la sussurro piano piano al vento,
    piango a parole tutto quello che sento.

  • 18 giugno 2015 alle ore 12:14
    Mio

    Sei così Bella che anche il più maledetto dei poeti non troverebbe versi degni per descriverti....nemmeno soffiando alla luna la rugiada muliebre dei tuoi occhi di cigno....

  • 18 giugno 2015 alle ore 12:12
    senza confini

    Se potessi costruirmi una casa,
    in questo mondo dove non ne ho,
    metterei qualche ruota ai suoi piedi
    e radici infinite dentro, senza confini.

    Il padre dei miei figli sarebbe come me,
    disposto a baciarmi anche nel sudore,
    a sporcarsi di terra come un verme,
    ma ricco, ricco marcio di parole.

    Uno che legge libri con le unghie sporche,
    che non si lecchi le dita nella fame,
    ma i miei seni nelle notti stanche,
    uno che trova passione nel dolore.

    Niente ruote ai piedi dei miei figli,
    solo pesi ancorati a terra
    e per i sogni della sera:
    un paio d'ali.

    Che abbiano sempre un posto nella nostra casa
    e che la casa un posto non lo trovi mai,
    so cos'è averne una ferma e lontana
    che resta, ma sparisce quando te ne vai. 

  • 18 giugno 2015 alle ore 9:11
    Frontiere

    Scorci di luce
    inattesi
    imprevisti vagano
    per questo inferno.
    Acque di oblio
    lacrime, grida senza vita.
    Ho sognato un bimbo
    che non piangeva,
    libero di sbagliare.
    Un vago ricordo di dio
    sarà il mio domani.
    Un principio senza senno
    una casa dove annoiarsi,
    il canto dei gabbiani.
    Scorza di luce in attesa...
    gli abissi sono il mio approdo.

  • 18 giugno 2015 alle ore 1:03
    Labbra su labbra

    Labbra su labbra,
    fuori dal tempo
    e dal display.
    L'amore è il faro,
    l'approdo finale,
    la meta. 
    Siamo statue di cera
    ferme in eterno
    sulle rive di un bacio.
    Via dalla sabbia,
    via dalla rabbia,
    labbra su labbra. 

  • 17 giugno 2015 alle ore 16:25
    senza nome n.1

    dire dell'amore e calpestare la terra 
    cantare e scrivere la bella e la bestia
     
    esporre il sentimento nudo
    oppure nasconderlo sotto i veli del ricordi e dei sogni
     
    un passo avanti e due indietro
    affondare le mani nella terra a cui apparteniamo

    poiché per quanto ne sappiamo
    il nostro destino
    è del tutto compreso
    in quella frazione di tempo e di spazio

    nascere, alzare la testa
    respirare l'alba e il tramonto
    e poi inabissarci  ancora tra le zolle del campo

    ma come farà a sapere chi è nato tra asfalto e cemento

    a riconoscere il profumo
    l'odore della polvere
    il ciclo della luna
    la semina e il raccolto
    il ciclo delle stagioni
    e il sole
    e una goccia di sudore che scende sul viso?
     
    come farà a sapere chi è nato tra asfalto e cemento e sotto cieli di aria condizionata?
     
    dire dell'amore e calpestare la terra
    cantare e scrivere la bella e la bestia

    esporre il sentimento nudo
    oppure nasconderlo sotto i veli del ricordi e dei sogni

     
    un passo avanti e due indietro
    chissà
    chissà 
    se 
    e a chi servirà
     
    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/06/senza-nome-1.html

  • 17 giugno 2015 alle ore 15:05
    Torino

    Antica città
    nuova dolcezza
    vecchia amicizia
    insolita passeggiata.
     
     

  • 17 giugno 2015 alle ore 12:30
    segmenti vacui di realtà alternata

    segmenti vacui di realta' alternata...
    significato contorto di psiche amante,
    prefigura stati anomali di coscienza.
    tu, origine, significante da cui trassi forza...
    assurgi in posizione eccelsa,
    solo per mia volontà.
    pertanto sottraggo, per potenziare me,
    di liquido vitale,
    che tu individui come scoria radioattiva da espellere...
     

  • 17 giugno 2015 alle ore 11:15
    In Memoria Della Dolcissima Tina

    Sotto un cielo in fiamme
    Che riscalda una notte
     
    La farfalla della morte
    Vola nel vivere infinito
     
    Lei si veste di tranquillità
    Negli attimi che si fissano
     
    Nel sorriso della prima luce
    Lascia l’incredulo sconcerto
     
    Come un batuffolo di neve
    Morso dall’onda del mare
     
    Nel rumore muto della mente
    Alita la nuvola pura nel cosmo
     
    Lei siede in alto nel cielo Divino
    Per elargire preghiere al mondo
     
    Ella gioisce nell’alone dell’amore
    Ci abbraccia con un cuore nuovo
     
    Vive una nuova esistenza senza tempo
    E vuole vederci luminosi cuore a cuore.   

  • 16 giugno 2015 alle ore 18:01
    In bilico tra cielo e terra

    Recuperare l'anima perduta
    e restar dentro i limiti
    del giusto pudore morale
    a raccontare al mondo i miei Inferni
    nei dialoghi con la quotidianità
    E revisionare le eccelse idee
    di pace e amore
    nella faticosa ricerca 
    di rintracciare lo spirito di logicità
    che li lega alle indissolubili conseguenze
    che danno alla mia vita
    nel cammino verso me stesso
    col passo diverso
    che mi ammalia e distingue
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 giugno 2015 alle ore 17:58
    Tra fango e gloria

    Tonitruante quanto basta

    m'immergo in pigli ambiziosi
    con i quali affrontare
    il mare delle avversità

    E affido il desiderio d'amare

    ai sentimenti salvati
    dalle tempeste della vita

    e banchettare tra quelle viscere

    a raccontare delle emozioni
    annegate in quei flutti

    ma sopravvissute all'immortalità

    perché toccate
    dalla sorte della morte

    e obbligate a respirare questo mondo
    di nevrotiche follie e dubbie moralità 

    E prigioniero dei rimpianti
    subisco pene per colpe non commesse
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 giugno 2015 alle ore 11:10
    Finestra slavata

    Sentimi entrami aspirami inodorami argana arborea finestra slavata.....lavagna fucina di sentori irrorami albori gracili di rana invischiata....amami quel che puoi come un vento di madrigale che la stella che sei rifulgerà in ogni mio viaggio astrale....