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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 29 aprile 2015 alle ore 11:11
    Autunno

    C'è che il sole non arroventa più i sensi,
     piove.
    Il cuore è umido, amore che non sento, il rosso d'ottobre dilava il verde,
    prologo di legna, di vino, di neve.
    C'è che un po' del tuo pallore riemerge, distinto, tra le mie rughe, il mattino;
    il mio ghigno tronfio scruta avvizzito la diuturna noia,
    piove.
    C'è che teneramente mi volgo indietro e sovrappongo l'ebano al biondo, il castagno al rame, l'azzurro al verde....
    e continua a piovere, così, metodicamente a piovere..... sui miei sogni intirizziti.
    Pestiamo l'uva per il nuovo vino, così brindo ai nuovi colori!
    Un urlo immane esplode roco dal cuore stretto.......
    E fuori piove
     
     
    04/10/2000
     
    Stefano Diotallevi

     

  • 29 aprile 2015 alle ore 11:01
    A Giulia

    Quando sarai grande
    ricorda di accendere la stufa
     per scaldare i tuoi sogni.
    L’incendio dei boschi, in autunno,
    il gelo nel cuore,
    il bianco d’inverno,
    il sole d’estate,
    il vento la notte…
    tutti insieme, abbacinanti
    a scolpirti le rughe sul viso.
    Ricordati di non odiare
    anche quando sarai carponi
    e avranno deriso il tuo amore.
    Prendi fiato
    e gonfia il torace solo di sana umiltà…
    sì, quella che fende le offese
    e dispiega il tappeto di nuovi sogni puliti.
    Quel punto all’orizzonte
    ti apparirà più nitido e i marosi crescenti
    ti innalzeranno sopra tutte le accuse
    che non senti di meritare.
    Avrai notti d’asfalto e mattini fradici di pianto
    quando sentirai che tutto l’amore dato
    proverà ad ucciderti…
    Sto vivendo per esserci,
    quel  giorno
    ci sarò, lo giuro,
    e le mie lacrime di oggi
    saranno il tuo sorriso ritrovato.
    Governo la vecchia stufa di ghisa
    all’ombra di un sole che non sa più scaldarmi.
    Livido e solo… ti aspetto,
    figlia mia.
     
     
    Montefortino (AP) 20/11/2005
     
     
    Stefano Diotallevi

  • 29 aprile 2015 alle ore 8:44
    L'Angolo Buio

     
    Cara Signora Libertà :
     
    Seduto nei colori dell’anima
    In un silenzio da nevicata
    Dall’alba sino al tramonto
    Me ne starei sotto gli ulivi
    Sino alla fine dei suoni
    Culla sicura delle cicale
    Danza tra le chiome
    La solita musica del vento
    Ed io l’ascolto pensando a te
    In questa magia del tempo
    Che ci unisce e ci separa
    Quante nuvole ci vorrebbero
    Per oscurare questo insieme
    In attesa del risveglio dell’esistere
    Per placare questa ribellione
    Attonito mi sveglio nel surreale
    Ed un tuono mi ricorda:
    “ Che Tu non esisti “.
    Potresti esistere con mille volti
    Per infinita magia
    Tutta per noi.

  • 29 aprile 2015 alle ore 7:31
    è come se

    è come se
    è come se due fiumi, uno in secca e uno in piena s'incontrassero
    è come se due cuori uno in secca è uno in piena si scontrassero
    il cuore in piena va perchè deve andare perchè non può farne a meno
    semplicemente perchè vuole una vita da vivere
    un letto dove riposare le sue acque tribolanti
    un mare a cui arrivare....

    il cuore in secca sta così nel mare della vita e non sa più dove andare
    non sa più come vivere e perchè 
    forse vorrebbe risalire la corrente ma non sa e non vuole ascoltare
    il rumore tumultuso, il pianto straziante il grido di aiuto
    il segno di pace che l'altro cuore nel suo tumultuoso andare porta con sè

    è come se
    è come se due fiumi s'incontrassero
    è come se due cuori si scontrassero
    eppure
    eppure
    della stessa acqua
    dello stesso fango
    dello stesso sangue
    noi tutti siamo
    noi tutti 
    siamo...

    è come se 
    il mondo finisse qui

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fr/2015/04/e-come-se.html

  • 29 aprile 2015 alle ore 4:56
    Buongiorno, Sole mio!

    Ti cercai nel buio
    d'una notte scura
    senza luna alcuna.

    Ti trovai quand'era
    quasi l'alba;
    e nel tuo riflesso,
    pure la Luna che,
    chissà perché,
    da me s'era nascosta.

    Da allora sei diventato
    il mio Sole; e lei,
    la Luna, quella ch'oggi
    mi fa compagnia
    mentre ti aspetto per
    abbracciarti e dirti:
    Buongiorno, Sole mio!

    Dedica: A te, Sole mio, che mi scalda il cuore e schiarisce l'aura che mi rigenera energia.

  • 28 aprile 2015 alle ore 21:34
    Meno male che ci siete Voi,anime belle

    E mi ritrovo ogni volta da solo
    con la psiche martoriata

    nel bisogno intenso che m'assale
    di condividere le passioni

    segnali di narcisismo
    misti a momenti d'umiltà

    nei quali annunciare
    la sincerità dei miei limiti e dubbi

    Voi
    rifugio di speranza
    costruito dentro l'Anima

    a placare le turbolenze affettive
    di un'infanzia sconosciuta

    trascuratamente trascorsa
    tra strade e postriboli

    nell'esistenza scandita
    dai travagliati rapporti

    intrattenuti con me stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 28 aprile 2015 alle ore 17:55
    Il Tempo Gioca

    Attimo per attimo
    Il tempo dona
    Il tempo toglie
     
    C’è chi riceve
    C’è chi perde
    Chi gode e chi si danna
     
    I giorni
    Gli anni
    L’esistenza è un attimo
     
    Nello stesso istante:
     
    Si nasce
    Si vive
    Si muore.
     
    E’ la vita!

  • Stravolgo le tappe della vita
    fotocopiando l'anima

    nel gioco continuo
    di ricomposizione dei sentimenti

    E ignoro il mio destino

    fronteggiando la malvagità
    di peccatori nascosti al cuore

    simulacri d'ipocrisie
    a detestarsi per molto poco

    e odiarsi per ancor meno

    Costretto a fare da preda
    e reincarnarmi in cupe alleanze

    invento muse e amanti

    necessarie evasioni
    di crisi d'identità

    a consolidare la coscienza dell'Essere

    e riposare la mente
    cicondandola di delicati pensieri

    nella prospettiva di una realtà
    che somigli ai sogni

    nell'eterno conflitto
    tra percezioni e illusioni

    sempre in guerra con l'ossessione
    di esprimere la loro urgenza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 27 aprile 2015 alle ore 20:14

    L'amore non è qualcosa che fa male, l'amore deve far gioire, rendere sereni non angosciati. L'amore malato non è amore... Gli occhi parlano ... quando si dice che essi sono lo specchio dell'anima è vero... Puoi sorridere ma se il tuo sguardo è spento qualcosa non va... Il vero amore gli occhi li fa brillare! W l'amore, quello che completa il tuo mondo senza cancellarne il resto.

  • 27 aprile 2015 alle ore 9:58
    responsabile al miglioramento continuo

    un cuore che batte
    un cuore che ascolta
    che ride e che piange 
    che accoglie chi tace
    perche è debole e fragile

    un cuore che batte
     che tende la mano a chi è solo è non esce 
    e  ascolta il silenzio che scorre 
    come acqua gelida
    sulla sua pelle fragile

    un cuore che batte
     la ricerca è in corso
    la posizione è la seguente
    responsabile al miglioramento continuo
    questi di seguito i requisiti minimi

    un cuore che batte
    un cuore che ascolta
    che ride e che piange 
    che accoglie chi tace
    perche è debole e fragile

     la ricerca è in corso
    la posizione è a tempo indeterminato
    fino a che il nostro fragile e precario tempo sarà
    noi tutti qui adesso
    presso queste dimenticati suburbi del mondo
     responsabili al miglioramento continuo
    astenersi perditempo
    e così sia
    presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo  
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/responsabile-al-miglioramento-continuo.html

  • 26 aprile 2015 alle ore 23:56
    Spruzzi di vita vera

    Ho sempre affrontato
    la vita a pugni chiusi

    e ora la imbratto
    con i colori dell'arcobaleno

    nell'orgoglio di riunire i sentimenti
    e rispettare il mio Essere

    E scrivo parole
    irrimediabilmente intrecciate tra loro

    frutto dei miei accadimenti

    immergendomi nelle
    metafore della vita

    incomparabili versi

    che si susseguono
    nell'amarezza dell'Anima

    dove giorni senza domani

    restano in eterna attesa
    di concedere quel pò che basta

    e divenire

    nella fragranza dei gesti giornalieri

    spruzzi di vita vera

    emozioni non ragionate

    col desiderio di lasciare
    il meglio di me
    al futuro del mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 26 aprile 2015 alle ore 22:19
    Scuotono le menti

    Scuotono le menti
    messaggi che mettono
    difronte all'evidenza
    mentre leggi ogni singola
    parola, più della voce
    più dei rumori, sparsi
    nell'aria od ovunque ci si trova
    Sono quelli che si imprimono
    nel cervello, nell'anima e nel cuore
    che inseguono schiacciandoti
    contro i muri, e dicono chi sei
    come sei caduta in basso
    nel tuo squallido squallore
    di stradoni che affrontare dovrai
    con i peccati fastidiosi e inferni
    duraturi
     

  • 26 aprile 2015 alle ore 18:46
    Io Lo Scoglio E La Sirena

     
     
     
    Seduto sullo scoglio
    Osservo le onde ribelli
    Agitate come pensieri
    Desiderosi di sognarti
    Silenziosa e sdraiata
    Sul letto del mare.
    Angelo mio:
    Rallegrata
    Redenta
    Giocherellona
    Affondi, riemergi
    Per gabbare il mio vestito
    Di divina purezza
    E futuro compagno.
    Bella sirena sogna e vivi
    Nel tuo mondo incantato.
     

  • 26 aprile 2015 alle ore 9:30
    Mi Sono Perduto

     
     
    In una sera d’estate
    Nel silenzio dei suoni
    Tra i palpiti delle stelle
    Il chiarore della luna
    Rubati dalle nuvole
    Mi sono perduto nel passato.
     
    Al focolare della vecchia casa
    Con una bottiglia di vino rosso
    Mi sono ubriacato di solitudine
    E del solo fruscio del vento
    Mi parlava di storie lontane
    Che riaffioravano nella mente.
     
    Rammento quel rude sentiero
    Tracciato dai miei passi incerti
    Sino al ruscello sotto la collina
    Dove nascevano e morivano
    Sogni e speranze di gioventù
    Mentre la fiamma danzava
     
    E bruciava l’alone di silenzio
    Che nutriva un amore sofferto
    Oh mio adorato  silenzio !
    Perché non nutri la mia vita?
    Perché mi hai segnato la notte?
    Perché non mi segni la mia luna?
     

  • 26 aprile 2015 alle ore 9:00
    Desenzano

    Nelle acque del molo
    ti distendi allungato
    nuovo viso
    nuovo amico.
     

  • 25 aprile 2015 alle ore 22:36
    La voce dei poeti

    Ho sentito il respiro
    le voci, il canto
    il dolore e la gioia
    attraverso parole
    di giovani attori.
    La meraviglia di poeti
    che non abbiamo conosciuto
    La bellezza nei loro versi
    la rabbia per ingiuste ferite
    la speranza di incontrare anime libere
    L' attore era il poeta
    che non muore mai.
     

  • 25 aprile 2015 alle ore 14:13
    Pensa ai ritorni

    Pensa ai ritorni
    che possono avverarsi
    ed ai silenzi che esprimono
    gioia ma possono mutare
    quando il blu si trasforma
    in nero, infittendosi, avvolgendo
    la luna come un mantello
    oscuro senza pentimento
    dietro a facciate false
    che riemergono appena
    e servono a far tremare
    la terra, immersa dalle frane
    dei bei tempi andati
     

  • 25 aprile 2015 alle ore 11:26
    Il giardino delle malattie infettive

    Portami in un'osteria di un borgo antico francese...Parlandomi d'Amore e  di Valaciclovir....come in un'allucinazione ipnagogica debordante in una notte trascorsa al giardino delle malattie infettive a fissare i Tuoi Occhi Fanali....

  • 25 aprile 2015 alle ore 9:04
    promessa

    che la rabbia non sia più rabbia
    che la paura non sia più paura
    che il dolore non sia più dolore
    no!
    non è dato a noi
    no

    solo la speranza
    solo la speranza
    solo la speranza
    e la nostra promessa
    di vivere un giorno ancora
    respiro dopo respiro
    lacrima dopo lacrima
    sorriso dopo sorriso
    mano nella mano
    e sia quello che deve essere
    sotto questo cielo grigio di periferia
    e così sia

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/promessa.html

  • 25 aprile 2015 alle ore 9:03
    Il Mondo Piange

     
    Le lacrime di quest’oggi
    Sono simili a quelle di ieri
    Uguali a quelle di domani
     
    Sono lacrime limpide-torbide
    Che si miscelano alle acque
    Chiaro-scuro del mio mare
     
    Sono lacrime musiciste
    E si perdono nel frastuono
    Che respira il dì e la notte.
     
    Il mio cuore prodigo
    Semina amore puro
    Ma raccoglie dolore.
     
    Lo so nessuno vive per scelta
    O per invocare la sua morte
    Ma il mondo vive la sua fine.

  • 24 aprile 2015 alle ore 23:51
    Amante del gelo

    Sento nell'aria

    scosse dai traballanti destini
    dell'umanità angosciata

    solo belle parole
    a mascherare unioni malate

    Rimango a guardare

    attonito e silente

    la vita che passa

    aspirando sempre
    alla giustezza del mio operare

    Nella pace dei miei ardori
    torno indietro nel tempo

    con i ricordi a incidere
    sul mio Essere
    e sulle mie brame

    attratto da lugubri pensieri

    a compiere furti
    ai danni del cuore

    e concretizzarmi in
    arroganze morbose dell'anima

    a creare asperità e conflitti

    nell'intento di conquistarne
    l'ascendenza e l'attenzione

    Soffrire e sfuggire
    relazioni clandestine anonime

    emozioni d'istinti voluttuosi
    tra i sentimenti e le malvagità della vita

    nel via vai di pensieri persi

    in labirinti surreali
    a intricarsi tra nebbie letali

    E dar valore a quei silenzi

    nel divenire dei giorni

    giustiziati dalla deriva
    delle crisi interiori

    finendo per diventare
    amante del gelo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 24 aprile 2015 alle ore 22:07

    Ho sempre pensato che se fai del bene ricevi del bene , ma la vita mi ha insegnato che non sempre è così. Credo che non si deve comunque imparare a far del male, ma si deve imparare a difendersi e se per farlo è necessario tirar fuori la cattiveria allora è bene farlo. Credo che ognuno di noi abbia un lato buono e uno cattivo. io ho scelto di far prevalere il "Buono", ma ho anche imparato a mostrarlo, donarlo e regalarlo solo a chi è meritevole di riceverlo e di vederlo. Il resto del mondo non è cosa che mi compete o che mi appartiene. A chi vive lasciando prevalere il lato "Cattivo" di se, credendo di distruggere il "Buono" che c'è negli altri spero che abbia abbastanza intelligenza per capire, che anche il buono sa essere cattivo... E spesso più di un cattivo vero. Io ho scelto di dare e di togliere, di amare o ignorare a seconda di chi ho di fronte, ma soprattutto ho scelto di essere "CERTEZZA" per chi amo e il "NIENTE" per chi per ME non esiste. 

  • 24 aprile 2015 alle ore 21:53
    Alda Merini

    Pensando al senso profondo della poesia,
    alla dolcezza
    alla malinconia,
    al dolore e alla felicità di comporre versi,
    provo ad immaginare una porta che si apre
    una casa che mi accoglie
    sorridendo tra l’odore acre di una sigaretta
    e il frusciare di fogli bianchi da riempire
    con la bellezza di un nome.
    Quella porta, quella casa, quel nome
    Alda Merini.
    Immagino una vita vissuta in pieno
    con tutte le tonalità e le sfumature possibili,
    con la consapevolezza di esserci e darsi
    con una finestra spalancata sul bene
    e il sapore di fogli bianchi da incidere con lo stupore di un nome.
    Quella vita, quella consapevolezza, quel nome 
    Alda Merini.
    Nessun titolo di coda, parole senza confini
    fanno rotta verso un mare di poesia.
    Le vele sono rime
    il vento mi spinge a largo
    per trovare il giusto equilibrio
    tra pace e tempesta.
    Getto l’ancora in queste acque 
    mi faccio cullare dalle onde del tramonto,
    vedo isole che mi accarezzano la pelle.
    La notte avanza e il faro dalla scogliera porta in salvo il mio cuore.
    Quelle onde, quelle isole, quel faro… 
    Alda Merini.

     

  • 24 aprile 2015 alle ore 19:09
    XVIII

    Onde
    che raccolgono
    echi di sole
    non hanno suono
     
    solo il tuo suono
     
    che è sempre stato
    sole
    per stare con te
    per sempre

  • 24 aprile 2015 alle ore 18:45
    Con altro nome

    Assaporando piano i miei passi,
    esperienze muscolari su terra ferma,
    ho sentito la pancia, il vuoto, i denti scoppiare,
    la rabbia, la gioia e altre fiamme, 
    salire al volto, alla schiena e alla lingua,
    diffondersi sotto la pelle e pervadermi i nervi,
    come elettricità e brivido; 
    oppure ritornare nell'oscurità senza aver avuto un nome.
    Ho mia madre e mio padre,
    che m'hanno messo nel sangue il mare e il viaggio,
    mobile e impermanente,
    inevitabilmente, il riflesso del mio sentire;
    e m'hanno vestito con abiti caldi e difformi dai miei sorrisi e dai miei pianti,
    che pur son diventati grandi,
    riconoscendosi di nuovo, dopo mille anni,
    ritornando nei gesti con altro nome.