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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 agosto 2015 alle ore 18:19
    Nudos

    Desatando los nudos del alma,
    desató aquellos en la garganta
    que no grita...
    Y cerrando los labios
    hace silencio gritando
    en el fondo de sí,
    su nombre,
    deletreando cada palabra
    lentamente...

  • 20 agosto 2015 alle ore 17:59
    Logico y natural

    Quererte es lógico y hasta natural,
    amarte aun mas lógico y mas natural...
    De hecho, todo, fue lógico y natural...
    ¿Perdonarte y confiar en ti...?
    Sería de una idiotez mítica...
    También esto es lógico y natural.

  • 20 agosto 2015 alle ore 17:22
    Il mondo vale

    Ti regalo
    il sorriso perlaceo della luna,
    il giallo caldo
    del bel tulipano,
    il forte odor di mare
    che dal molo sale,
    il gesto di una mano
    che afferrarti sa
    quand'è burrasca.
    Tutto per dirti
    che questo mondo vale.

  • 20 agosto 2015 alle ore 16:09
    Dove sei,Dio ?

    Obbrobriose colpe

    irridono gli attimi del non ritorno
    in cui il pianto non sente dolore

    mentre decido i criteri delle mie azioni

    senza aspettarmi nient'altro

    da questa umanità
    ormai priva di limiti

    E mi sento libero d'accettare
    anche le mie imperfezioni

    senza pormi problemi
    che non sarei capace di risolvere

    Ma la voce rauca dell'angoscia
    grida nell'anima

    a tormentarmi i giorni

    alla ricerca di una Verità sublimata

    nell'afflizione di domande
    alle quali non trovo risposte

    È mai possibile che la parola di Dio

    nella vita dell'uomo

    sia stata solo un'ipotesi
    che il mondo ha superato ?
    .
    cesaremoceo
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  • 20 agosto 2015 alle ore 11:08
    Un'Amicizia

     
     
     
    Un tramonto che danza
    Un problema morale
    È tragica origine
    Di una storia di ieri
    Al confine della realtà.
     
    Storia di fuoco
    Pianura o montagna
    Storia del cuore
    Che ci appartengono.
     
    Da Nord a Sud
    Un incendio doloso
    Malessere terreno
    Strategia dell'anima.
     
    Assurda decisione
    Moralità nel vento
    Amicizia in fumo
    Per via di una mela.
     
     

     

  • 20 agosto 2015 alle ore 8:49
    Io voglio rimanere me stesso

    Nobili sentimenti e sani principi E' là che sgorga la vita nella sua complessa essenza in cui le difficoltà e le contraddizioni si verificano si risolvono e si dissolvono E lasciamo incollati ai pensieri riserve critiche a condizionare dialettiche in perpetuo divenire e di sicuro deperimento E ci ritroviamo tutti custodi di deliri a elemosinare pezzettini di cielo nei quali inventarci stelle fosforescenti a illuminare le strade dell'esistenza incapaci di percorrerle con l'amore e la lealtà diventando così spettri di noi stessi . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 20 agosto 2015 alle ore 5:52

    La voglia di mandarvi a "Fanculo" mi è venuta un'infinità di volte! Vi ci manderei tutti: Ci manderei te; che credi di essere sempre avanti e sempre "Più" di qualcun altro... Quando invece sei terra terra e nemmeno te ne accorgi! Ci manderei te; che parli senza sapere un cazzo e non ti ascolti mai! Ci manderei te; che mi guardi dall'alto in basso senza capire che il mio punto più basso è sempre superiore al tuo punto più alto! Ci manderei te; che delle parole ne fai copioni, storie da Fotoromanzi, frasi da Film e non regali mai il lieto fine! E poi; a volte ci manderei anche me! Sì... Me! Per le volte che ho sofferto per queste persone! Per tutte le lacrime versate senza merito alcuno! Per tutti i dubbi, le ansie e le paure che avete accresciuto in me! Niente di tutto questo mi ha fermato e niente mi ha cambiato! Niente mi è stato tolto e niente mi è stato dato... Ma in me ha fatto nascere una forza indescrivibile, voi non la vedete... Ma io la sento e quindi da oggi per me potete andare tutti a "Fanculo"!

  • 20 agosto 2015 alle ore 5:38

    Io sono una fuori classe nel rompere le balle. Io se ci tengo a qualcuno non riesco a "Far finta di niente". Per me il detto: "Occhio non vede, cuore non duole" non funziona. Io guardo, vedo, elaboro e agisco. All'occorrenza ti mando anche a quel paese e in malo modo. Poche chiacchiere e meno prese per il culo... Grazie! A me piace il "Rispetto"! Lo vuoi?! Ecco... Portalo! Non lo porti... Perfetto... Non pretenderlo!

  • 20 agosto 2015 alle ore 5:37

    Ti ho amato. Ti ho amato come un bambino ama il suo giocattolo. Ti ho amato di un sentimento puro che ho lasciato crescere in me senza sbarrargli la strada. Inconsapevole del destino a cui era predestinato quel sentimento... Io ti ho amato! Ho pronunciato il tuo nome con orgoglio e l'ho scritto sulle pareti del cuore con fierezza. Ti ho dato fiducia perché nei tuoi occhi avevo visto un mondo simile al mio, fatto di poche cose... Poche sì, ma semplici e vere. Ti ho amato e ho sofferto di un dolore che non so spiegare, ma che ancora brucia. Ti ho amato si... Ma ad amarti ho sbagliato!

  • 20 agosto 2015 alle ore 3:09

    Hanno tutti un sogno tra le mani  eppure io tengo stretto il mio. Io ho un sogno molto semplice: Trovare qualcuno che mi stringa tra le braccia e mi faccia tornare  a credere che persone vere esistono. Trovare qualcuno che non teme il confronto, che se deve mandarmi a quel paese perché sbaglio lo fa e se deve amarmi con dolcezza e passione lo faccia con altrettanta sincerità. Trovare qualcuno che non si senta "In dovere" nei miei confronti, che non abbia "Scopi", ma solo la voglia di amarmi.

  • 19 agosto 2015 alle ore 22:49
    Le voci del vento

    C'è ancora tanta strada
    per arrivare al fiume,
    una valle di sogni e parole
    su onde argentate.
    Così bella da far invidia alla luna
    così sola sotto questo cielo.
    C'è ancora tanta vita
    per giungere al mare,
    senza timore di perdersi
    fra stelle pagane
    rinchiusa in un fiore
    che sboccia solo nelle tenebre.
    Le voci del vento
    danzano tra le vette,
    intorno al fuoco
    cantano le ombre.
    Sovrana è la notte;
    c'è ancora tanta strada...

  • 19 agosto 2015 alle ore 22:44
    Mi dite Voi come mi salvo ?

    Nel silenzio che accoglie l'anima

    mi rifugio all'ombra dei pensieri
    a respirare la malinconia

    Pensieri senza spazio ne tempo

    esaltati dalla nudità mentale
    espressa dalle rabbie represse

    Aghi pungenti 
    a far sanguinare il cuore

    nel dramma quotidiano
    di subire le sconfitte della vita

    e battere in quel vuoto
    dove il tutto è il nulla

    con le aspirazioni cadute 
    nelle sabbie mobili
    dell'ira dell'innocenza

    senza alcuna possibilità di salvezza

    .
    cesaremoceo
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  • 19 agosto 2015 alle ore 9:09
    appese a un filo

    un aquilone al vento
     la mano che lo trattiene
    e il tuo sorriso immenso

     appese a un filo volano
     la libertà
    e la felicità

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/08/appese-un-filo.html

  • 13 agosto 2015 alle ore 21:20
    E' l'emotività,la cosa che più trascina

    Movimenti occhiate gesti

    E' nel gioco di queste arti

    che possono essere anche
    sintomi del miglior mentire

    che si cerca di offrire
    la migliore immagine di sè

    sia come gioco che può divertire
    o come mezzo per spianarsi
    le strade della vita

    Nel coraggio delle proprie azioni
    avere la forza di guardarsi dentro

    ammettere i propri limiti

    e far venire fuori dall'anima
    adrenaliniche capacità

    a regolare i conti con la vita
    nel considerare il tempo che passa
    qualcosa di universale

    ma allo stesso modo
    tanto particolare

    da risultare diverso
    per ognuno di Noi
    .
    cesaremoceo
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  • 13 agosto 2015 alle ore 19:28
    Al mio corpo

    Solo perché ti amo e ti cerco
    verró da te ardendo,
    verró per tornare,
    come si torna alla propria casa,
    per portarti i miei frammenti
    scoperti per strada.
    Torneró perché tu sia pieno di me.
    Ci daremo sollievo,
    quello del fresco al culmine dell'arsura,
    del letto alla fine del giorno,
    e questo perché ti amo e ti cerco,
    da sempre, con inconsapevole istinto,
    su dolorosi passi di montagna,
    da cui ti ho visto, senza arrivare da te.

  • 13 agosto 2015 alle ore 8:11
    Ancor vorrei sentire

    Ancor vorrei sentir delle cicale il canto là
    del Colosso l’isola, quel folto alto gelso,
    un promontorio e  la vision  da lì  del mare,
    vorrei ancor sentir quel lor cantar diverso
    stridulo chiassoso petulante dei marini
    uccelli in volo ovver  sopra gli scogli
     dall’onde del gran mare baciati ove
    vita e poi  morte  vi trovano i merluzzi,
    ancor vorrei le voci dei bimbi delle bimbe
    dei fieri beduini sentir che la città dei Nabatei
    morta riportano alla vita nell’offrir monili
    false monete  lucenti belle pietre colorate,
    ancor vorrei sentir la voce di te compagna
    mia dell’età mia nova già passata, l’ultima
    volta fu da un balcon fiorito e spento  da allor 
    per sempre a me e alla vita fu quel sorriso
    tuo, sì vorrei sì ma dall’animo si svuotano i ricordi

  • 12 agosto 2015 alle ore 14:49
    Sparecchi i pensieri

    Sparecchio i pensieri
    Ogni tanto
    Cercando
    Frammenti
    Non vale
    Sai, tra tutte le cose
    Approfittare
    Troppo del mestiere

  • 12 agosto 2015 alle ore 10:27
    Fumo Che Gela

     
     
     
    Un cane cammina frettoloso
    Un freddo pungente
    Un colpo di tosse
    Uno starnuto
    Occhi umidi di pianto
    Dominano pensierosi dall’alto
    Sul paese offeso
    Da un fumo intenso e nero
    Che man mano si alza
    Sino a trafiggere il cielo.
    Nel tempo si sbiadisce
    E si confonde con le nuvole
    Che rabbiose piangono
    Lacrime intrise di neve
    Quasi a voler ammazzare
    La fiamma assassina
    Che frustata fuma sempre meno
    Una tregua di sfida rianima
    E riaddormenta per sempre
    Il fungo malefico
    Che come spada del dolore
    Trafigge i cuori delusi
    Simili a sentimenti femminili
    Che si placano nel futuro.
     

     

  • 12 agosto 2015 alle ore 10:13
    Donna Di Neve

     
     

     
     
     
    Fiocchi di neve nell’aria
    Han voglia di vagare
    Han fretta di adagiarsi
    E dipingere nuovi paesaggi
    Di alberi invecchiati
    Dalla barba bianca
    Ad ogni soffio di vento
    Perdono una ciocca bianca
    Che denuda la pelle verde.
    A modo loro i candidi cristalli
    Colorano la pianura
    L’auto disegna alle sue spalle
    Un binario scuro sino alla collina.
    Dall’alto penso ad una donna
    Misteriosa e fastidiosa
    Che vuol vestire di mimosa.
    Donna attaccaticcia
    Incollata alla mia pelle
    Protesa a regalare malizie
    E illusorie emozioni.
    Pretende d’essere la mia sposa
    Ignora di non essere un fiore
    Ma non sei una rosa
    Non sei la neve che si posa
    Sei semplicemente:
    Attaccaticcia
    Fastidiosa
    E maliziosa
    Sei quella neve che non riposa.

  • 11 agosto 2015 alle ore 14:08
    Sala d'attesa

    Sottraggo giorni all'esistenza
    frutto fuori stagione
    mi estinguo 
    nel bisogno di attraversare
    consumare 
    accarezzare
    prendere a morsi
    impastare le mani
    nelle cose
    nelle situazioni
    nel midollo delle persone.

    Mi ritrovo sempre
    scomoda e annoiata
    quando ormeggio
    nelle sale d'attesa della vita.
     

  • 10 agosto 2015 alle ore 22:21
    Ormai

    Ormai non si muore
    contro il nemico
    Ormai non ci sono più eroi
    che cadono in epiche battaglie
    o per nobili gesta
    Ormai si muore
    per negligenza sociale
    E aveva ragione Leopardi
    "odio questa vile prudenza
    che ci agghiaccia e ci lega
    e ci rende incapaci
    d'ogni grande azione
    riducendoci come animali
    che attendono tranquilli
    alla conservazione
    di quest'infelice vita
    senza null'altro pensiero" 
    .
    cesaremoceo
     

  • 10 agosto 2015 alle ore 22:08
    Re dell'universo

    Duro e allergico all'autorità
    vivo il piacere
    di condannarmi da solo
    nella diabolica tentazione
    di sentirmi re dell'universo
    e invece ritrovarmi coinvolto
    in relazioni prive d'amore
    e intrise d'ipocrisie
    enfasi teatrali
    colme di fervide fantasie
    E m'incammino
    verso sofferenze
    che piegano i pensieri
    alla realtà
    .
    cesaremoceo
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  • 10 agosto 2015 alle ore 21:47
    VERRAI CON ME, MIO AMOR

    Verrai con me, mio amor, là dove nasce il sole,
    ti porterò con me, sulla Via dell'Amore,
    con te, mi fermerò ad ascoltare il mare,
    perdendoci, plagiati, nell'ostentato suo splendore.
    Verrò con te, sul tuo veliero antico,
    navigheremo uniti, sui mari dell'ignoto,
    al fine di scoprirne se esista di speranza.
    Con te, io volerò, come gabbiani, in alto,
    planando ad ali stese, sulle correnti d'aria,
    ridiscendendo al rifugio d'uno scoglio sicuro.
    Ci recheremo insieme nel cielo promettente,
    cosicché baciar la luna e far man bassa di stelle,
    in modo da donarle a chi non ha più sogni
    ed è senza pretese, per cui crede soltanto all'assoluto niente.
    Ci lasceremo andare, fra le braccia dell'Amore,
    ci affideremo a lui, affinché possa capire,
    ci condurrà senz'altro dove poterci amare.
     

  • 10 agosto 2015 alle ore 21:46
    RIMEMBRO ANCOR

    Rimembro ancor, delle campane a festa, rintocchi altisonanti,
    nel coral suono, richiamante gente, vestita a nuovo,
    nel giorno del riposo,
    fra case un poco fatiscenti, ma aperte all'anime di molti,
    di ognun che avea bisogno.
    L'umile vita sapea donar ancora all'infinito,
    sapea apportar conforto allo stentar del prossimo.
    Altri tempi ed altri sentimenti, ch'appaiono scomparsi.
    Il dì di festa tanto atteso, nella contrada amata, avea sapor diverso,
    di pacche sulle spalle e di sorrisi amici,
    di abbracci e baci e solidali pianti veri.
    Gruppetti nella piazza, a ravvivar le ore mattiniere.
    Le donne affaccendate, le tavole imbandite, gremite da parenti,
    ch'amavan condividere il desco saporito.
    Pietanze prelibate, alfine e non la solita minestra giornaliera,
    facean contenti i tanti astanti, riuniti al calor della famiglia intera.
    Riunirsi, nel desio d'un comune abbraccio.
    L'indifferenza non ne faceva parte, non si sapea che fosse,
    vocabolo talmente sconosciuto e atipico,
    ancor rimpianto, nel rimembrar quel tempo.
     

  • 10 agosto 2015 alle ore 21:45
    C'E' UN GALLO, NEL POLLAIO...

    Il cielo, nero a inchiostro, palesa una sorgente,
    la notte, partoriente, si prepara a scomparire,
    senza aprir le porte al sole.
    Nel dì, di poche ore, infuria un temporale,
    i cumuli son plumbei e sono gonfi,
    rovesciano un torrente straripante,
    fors'anche un fiume in piena, senza argini alle sponde.
    C'è un gallo, nel pollaio, che s'appresta, al quotidiano buon mattino,
    a dar la sveglia al vicinato ancor dormiente,
    tuttavia quel frastuono ha turbato assai l'udito suo
    ed il lampo, ch'ha squarciato testé il bosco,
    ha ferito, col bagliore, come scheggia, il suo occhio semiaperto.
    Era lesto, ier mattina ma, stamane...è ancor presto!
    La tempesta sta investendo tutto intorno,
    son canali, nel terreno, che si formano ad oltranza,
    sarà a letto, il contadino, rannicchiato nella coltre.
    Pensa il gallo, rigirandosi, nervoso:
    "Sono desto, ma assonnato, stamattina, forse il tempo?
    Che, son matto?
    Son sicuro: tutti dormono a quest'ora,
    ché la pioggia assicura il buon dormire, col suo scroscio incentivante.
    Ed io seguo la corrente della massa, stamattina faccio festa!