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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 aprile 2015 alle ore 9:11
    Da Molto Lontano

     
    Sotto l’albero dei ricordi
    Tra le radici dell’anima
    Ascolto i versi del petto
     
    Forestiero di questi luoghi
    Nell’anima della mia terra
    Ricerco l’aria di casa mia.
     
    Solamente oggi ho capito
    Che i sogni riemergono
    Quando la nebbia sfuma
     
    E camminando con calma
    Dalla pianura profumata
    Verso il silenzio del bosco
     
    Per ritrovare i miei luoghi
    Sulle orme del trascorso
    Sotto lo scenario del cielo.

  • 20 aprile 2015 alle ore 22:40
    Gipsy soul/Anima gipsy

    On a boundless field of wild flowers,
    hair ruffled by the wind, 
    skin gilded by the sun,
    there she stands still.

    Misty eyes lost into the horizon
    longing for the next place to go.

    Restless and fearless 
    her free soul paws the ground,
    because hers is the whole wide world 
    while nowhere is where she belongs.

    Traduzione

    Su un campo di fiori selvaggi
    i capelli scompigliati dal vento,
    la pelle indorata dal sole,
    lei è lì immobile.

    Occhi occhi velati e persi nell'orizzonte
    bramando la prossima meta.

    Irrequieta e impavida,
    la sua anima libera scalpita,
    perchè suo è tutto il mondo,
    e a nessun dove lei appartiene.

  • 20 aprile 2015 alle ore 20:46
    La sfacciata capacità di percepire il futuro

    Antichi saperi
    a evocare disinvolture

    con l'anima tenuemente indulgente

    ma resistente alle intemperie
    originate dal dilagare costante
    degli accumulatori seriali della vita

    Ritratti passionali

    a far di Te una divergente
    a schiarire gli orrori della mente

    Tratti dominanti

    nella ricerca di Te stessa
    tra le rapide di adrenalina
    che scorrono tumultuose nelle vene

    E riuscire ancora una volta a ritrovarTi
    attivandone le consequenze morali

    nella disponibilità di offrire
    senza soggezioni nè infedeltà

    i gratuiti sentimenti
    nati dallo sposalizio del cuore con la mente
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 aprile 2015 alle ore 16:15
    Salerno

    Aperte vie
    incantevole lungomare
    lunghe passeggiate
    estasi d’ore.
     

  • 20 aprile 2015 alle ore 13:47
    L'amaro verde

    Se il rosso colora la passione
    brilla dal chiarore il bianco
    opposto al nero buio mortale.

    La gelosia abita il giallo
    viola s'addice al crudo dolore
    mentre la gioia sta nell'azzurro.

    Ogni colore richiama all'istante
    buono o cattivo un sentimento
    però speranza prende del verde
    e se delusa non cambia veste.

  • 20 aprile 2015 alle ore 12:50
    Blue Cobalto

    Inquiete sere d'amianto fanno seguito a mattine di tremori Blue Cobalto....l'Odore della Tua Pelle di Neve rinvera ogni magica quiete....poi respirarti austera....m'implora di vederti diniega...uncino indaco sprofonda nel mio dondolo che ti adombra.....

  • 20 aprile 2015 alle ore 11:20
    Cuore Randagio

     
    Giorni di vento e di sogni
    Scivolano via ad uno ad uno
     
    Giorni che soffiano a raffica
    I timidi pensieri dell’animo
     
    Un cuore solitario e vagabondo
    Che cerca e non teme padrone
     
    Cuore avido di molte tenerezze
    Danza nei dì in attesa di luce
     
    Per appagare la famelica voglia
    Di amore che spasima nelle notti.

  • 20 aprile 2015 alle ore 9:36
    Casa sul mare

    ll viaggio finisce qui:
    nelle cure meschine che dividono
    l’anima che non sa più dare un grido.
    Ora i minuti sono eguali e fissi
    come i giri di ruota della pompa.
    Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
    Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

    Il viaggio finisce a questa spiaggia
    che tentano gli assidui e lenti flussi.
    Nulla disvela se non pigri fumi
    la marina che tramano di conche
    i soffi leni: ed è raro che appaia
    nella bonaccia muta
    tra l’isole dell’aria migrabonde
    la Corsica dorsuta o la Capraia.

    Tu chiedi se così tutto vanisce
    in questa poca nebbia di memorie;
    se nell’ora che torpe o nel sospiro
    del frangente si compie ogni destino.
    Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
    l’ora che passerai di là dal tempo;
    forse solo chi vuole s’infinita,
    e questo tu potrai, chissà, non io.
    Penso che per i più non sia salvezza,
    ma taluno sovverta ogni disegno,
    passi il varco, qual volle si ritrovi.
    Vorrei prima di cedere segnarti
    codesta via di fuga
    labile come nei sommossi campi
    del mare spuma o ruga.
    Ti dono anche l’avara mia speranza.
    A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
    l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

    Il cammino finisce a queste prode
    che rode la marea col moto alterno.
    Il tuo cuore vicino che non m’ode
    salpa già forse per l’eterno.

  • 20 aprile 2015 alle ore 1:39

    Sembra la notte
    e il suo respiro lento
    lenire ogni arsura
    ma non è così
    Di notte
    nel silenzio
    maggiore è l'assenza
    pesante è la sua mancanza
    La solitudine
    se pur carezza
    compassionevole
    raccoglie lacrima.

  • 20 aprile 2015 alle ore 0:13
    Graffi d’unghia sopra il cielo

    Il confuso cuore mio manda lampi intelligenti,
    al corpo e all'anima comanda
    passi certi ed efficienti
    Eppure lacrima di sangue 
    nel cavo concavo rilascia,
    come fiume pazzo inonda 
    ogni fibra e la scolora
    Porta agli occhi della mente 
    il rosso fucsia del dolore,
    lo scatena come lampi
    di razzi gialli scoppiettanti
    È sangue sparso sopra il cielo 
    graffi d'unghia sul Creato
    Ogni anfratto d'esistenza
    di dolor si strappa il viso
    Pioggia rossa allaga il mondo 
    e il confuso cuore mio
    triste e morto annaspa stanco.

  • 19 aprile 2015 alle ore 20:48
    Anche gli eroi hanno bisogno di coccole

    Raccontare la vita

    costretti a nascondersi
    sotto insignificanti bellezze
     
    a mostrare il fascino di Volte Celesti 

    e raccontare di confraternite terrene 
    leste a percorrere le strade
    aride e tortuose delle ingiustizie
     
    Contraffare la dignità

    in profonde e appassionate scontatezze
    a trasformarsi in costrizioni

    ferite e tradimenti di segreti
    destinati ad essere scoperti

    E librarsi in voli virtuali
    a esorcizzare le paure

    e rinforzare l'estinzione delle esperienze
    al richiamo delle voci dei Sommi dell'aldilà

    Annegare nella futilità delle azioni
    anche la coscienza delle afflizioni
     
    nella necessità di svincolarsi
    dalle intricate trame del destino 

    veloci a rincorrersi e intrecciarsi
    nel sereno scorrere della vita

    ritrovo ideale delle emozioni dell'anima
    ormai indifferente al dolore
    .
    cesaremoceo
    diritti risevati

  • 19 aprile 2015 alle ore 14:07
    esseri umani?

    esseri umani?
     fasce di muscoli 
    sculture di ossa
    e sangue che scorre
    il tutto raggomitolato a un grande sogno
     e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/esseri-umani.html

  • 19 aprile 2015 alle ore 9:19
    Destino

     
    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli…
     
    In tale teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E la notte cerca l'alba
    Senza un istante di respiro.
     
    In questo mare
    Di cielo e di storie
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nella luce di una stella.

  • 18 aprile 2015 alle ore 21:19
    Tra sogno e realtà

    Affascinanti momenti

    vissuti tra le braccia di Morfeo

    a rivivere trame
    colme di passioni e misteri

    Fresche scorrerie dei pensieri

    nella mente sempre pronta al confronto
    e a sfruttare i vantaggi dell'esperienza

    Evoluzioni di stile
    aggrappati alla contemporaneità
     
    che fan guardare il mondo dall'alto 

    nella consapevolezza
    che la dignità esalta il talento
    e realizza utopie

    Schegge di una storia che continua
    e assicurano meravigliosità alla vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 18 aprile 2015 alle ore 19:15
    Solitudine d'artista

    E dire
    che non son mai stato
    un rivoluzionario
    eppure anche stasera
    il boia ha già eseguito
    per bene tutta la condanna
    l'ermetismo è l'unico
    alfabeto che conosco
    forse io son capace solo
    di comunicare in versi
    forse io parlo
    soltanto con me stesso
    quella parola timida
    che un bel giorno fiero
    io lanciai all'attacco
    Figlia mia, eccoti:
    io ti vedo ritornare
    tra le braccia mie piangendo
    come per paura
    per un coraggio ancor mancante
    piccola mia, lo so
    quel dileggio
    e quello sconcerto
    quelle accuse di stranezza
    no, non ti abbatteranno,
    puoi starne certa;
    ma io leggo nei tuoi occhi
    anche un terribile sospetto
    una gran disillusione
    come se il mondo tutt'a un tratto
    si fosse colorato
    di un bianco grande vuoto
    e fosse ritornato al mondo primitivo
    desolato:
    il principato del selvaggio;
    io conosco quel sospetto:
    come di chi si porta avanti
    avanti e ancora avanti 
    nel cammino
    di chi conosce il suo destino
    l'andare sempre più verso se stesso
    e non trovar nessuno
    nessuna traccia
    nessun grembo materno
    che ti possa accogliere
    un'anima cara
    che ti accudisca e ami;
    come di chi si trova muto
    l'unico al mondo
    a parlare
    con uno sconosciuto
    linguaggio universale
    perchè la morte
    non strappa dalla vita le parole
    ma tappa le orecchie
    di chi non vuol sentirle.

    Il tuo è però sospetto
    di chi torna
    dopo un grande e lungo viaggio
    senza aver solcato veramente
    neanche per un solo attimo
    le porte della propria anima
    sospetto
    di chi getta
    una veloce occhiata
    là, fuori
    e poi si gode
    la meritata quieta vita
    tra le vette della sua fortezza
    quella fortezza ben munita
    che in tanti anni
    mattone su mattone
    ha cinto la mia anima.

    Figlia mia,
    io ti accolgo:
    sarò con te per il momento
    ancora per un po'
    ma presto viene il giorno
    in cui non seguirò i tuoi passi
    lassù fino alla Contea
    viene il giorno
    in cui lo prenderai
    quel sentiero che ti ho indicato
    e che si affaccia qui,
    davanti a questa nostra amata casa:
    io pregherò per te
    accompagnandoti all'imbocco
    ma sarai tu
    a dover trovar
    la Strada:
    allora tu dovrai
    aprir le braccia di fiducia
    perchè l'amore conosce
    tante vie
    e forse non sarai più
    Sola.

  • 18 aprile 2015 alle ore 12:00
    L'orgasmo è una solenne perghiera

    L'orgasmo mi conduce a Dio

    in ogni gemito c'è preghiera

    una voce che dona salmi al cielo

    e rinnova le promesse battesimali.

    Non rinnego il Golgota

    ma la vita è uno scenario d'amplessi

    un rosario cantato a squarciagola

    che non perde il proprio eco tra gli abissi.

    Il sesso è la parola di Dio

    troppo spesso pronunciata sottovoce

    un Vangelo tramandato nei secoli

    il più sublime messaggio di pace.

    La poesia non è blasfemia

    la poesia non è ipocrisia

    è il giogo della falsa morale

    che rende prigionieri del nulla.

    Giunga a te, o Dio

    la mia solenne preghiera

    non una litania di circostanza

    ma un orgasmo che si congiunge con l'Amen.

  • 18 aprile 2015 alle ore 8:57
    Attimi Di Esistenza

     
    Al calare del giorno
    Si accende il silenzio
     
    E le riflessioni nel buio
    Dialogano con la luna
     
    Sono le memorie del cuore
    Che fioriscono nella notte
     
    Nel giardino delle stelle
    Che si nutre d’infinito.
     
    Il petto con il cielo in pugno
    E gli sguardi sull’universo
     
    Beve sorsi di vita inconsueta
    E briciole di bagliori sublimi
     
    Per fuggire dagli attimi
    Nell’illusione del tempo.

  • 17 aprile 2015 alle ore 21:19
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

     

  • 17 aprile 2015 alle ore 20:37
    Lo spirito ribelle della mia coscienza

    Nel mio pensare aposteriori

    vado a intuire il mio credere
    nel coraggio e nel lavoro

    E scoprire le emozioni
    di venditore di emblemi

    baci senza nostalgia
    intrisi di malinconia

    a interpretare le loro danze

    nelle creatività valorizzate
    dagli estremismi sociali
    delle visioni del mondo

    Sfogliare assieme le grandi pagine
    delle rivoluzioni morali

    e respirare profumi d'amore
    in menti lampeggianti di Tricolori

    a scalare montagne
    dedicate a Venere feconda

    e renderle maestose
    nel rapporto irreversibile
    tra il cuore e l'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 19:18
    Lieta novella

    Torna il sole,
    con il volto
    di una vita che si forma.
     
    Il suo calore spande,
    e infonde
    nelle intorpidite menti
    vigore e animo.
     
    Campi sviliti,
    ingrigiti dalla penuria delle messi,
    ora biondeggiano fieri,
    e in un lungo,
    speranzoso sorriso,
    aprono le porte al mondo.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:53
    Visioni senza età

    Visioni senza età
    Dipano ragnatele
    nel profondo del mio cuore,
    cantilenando
    orecchiabili canzoni
    per assopire l’inutile visione
    che ho di te.
    Io non ti cerco,
    per le strade, nella notte,
    come facevo un tempo
    col fiato grosso in gola,
    il sangue che scorreva all’inpazzata.
    Ero un fiume in piena
    quando la tua pelle
    combaciava nettamente con la mia
    e il tuo odore
    penetrava gli anfratti più sottili
     del mio esistere.
    Ora sei via,
    libero atomo nel cielo,
    felice nella tua distrazione
    di donna solitaria
    e senza età.

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:49
    Corpo Graffiato

    Alla luce della luna,
    fredda la tua mano bruna.
    E come un vampiro 
    il mio sangue hai leccato,
    che tu hai procurato.
    Sono una donna con il corpo graffiato,
    quanto ho gridato
    al tuo sporco corpo sudato.
    Il canto di un corvo sopra il mio volto,
    e il sorriso
    mi hai tolto.
    Autore  Elena Maneo©
    Tutti i diritti riservati, 2015
    Vietata la riproduzione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo,
    senza il permesso scritto dei titolari del copyright.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:48
    Filo Spinato

    Da un filo spinato
    sei tormentata
    Percossa dalla paura,
    per quell'assurda tortura.
    Le baracche di un triste colore
    abbattono il tuo cuore.
    Non c'è amore
    né un granello di calore.
    Ti chiedi dov'è finito il tuo Signore,
    perché credi a quella cosa di valore.
    La vita.
    Autore  Elena Maneo©
    Tutti i diritti riservati, 2015
    Vietata la riproduzione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo,
    senza il permesso scritto dei titolari del copyright.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 9:33
    Il Pianto Della Paura

     
     
     
    Nel tempo che non è tempo
    Nella luce che non è luce
    Nel buio che non è buio
     
    Il cielo del tramonto
    Apre l’uscio alla calma
    Per donarci la serenità
     
    Cavolo che tristezza
    L’uomo ha perduto il senno
    Pare l’ultima notte di quiete
     
    L’attimo pare si sia fermato
    Il vento ha smesso di soffiare
    Eppure tutta la vita si muove
     
    L’universo oltraggiato
    Ha perduto la pazienza
    E si è fatto minaccioso
     
    Meno male che
    Il mare che prega per noi
    E il Divino grazia noialtri.
     
     

  • 16 aprile 2015 alle ore 21:31
    Res Publica

    Il futuro oggi non esiste,
    nemmeno tra cent'anni.
    Mi chiedi di immaginarlo,
    per essere certo che io sia ignaro abbastanza,
    abbastanza sazio,
    ed abbia fiducia nel tempo irreale,
    o Patria!
    Io mi fido dell'uomo presente,
    della sua speranza e del genio, della sua ira;
    io sono sveglio, oggi,
    ed in questa tiepida mattina,
    che sento e respiro,
    mi accorgo,
    che allatti i tuoi figli col veleno della corruzione ,
    e i tuoi baci da arpia,
    ci stracciano un oncia di carne bambina,
    dal braccio che usiamo per difenderci in volto,
    una per ogni speranza che nasce.
    Il domani in cui mi mandi è troppo lontano,
    troppo diverso da noi,
    innamorati della vita, presente.