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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 febbraio 2016 alle ore 15:11
    [Senza titolo]

    Ho riordinato i libri
    sopra il mensolone
    nel cassetto ci ho messo
    le fotografie e nel ripiano 
                                         in alto

    quelle che non voglio vedere
    nemmeno per sbaglio
    né per debolezza
    dove non ci arrivo, dove serve la scala
    dove l’occhio non vede
    che la polvere cala
                                 lentamente

    in sospensione
    sul ripiano, sul cassetto,
    sopra il mensolone.

  • 29 febbraio 2016 alle ore 11:27
    un ricordo nudo che scappa

    e tu mi chiedi perché io mi alzo sempre presto
    perché voglio disegnare con matita e acquerello un ricordo nudo che scappa

    mi servirà a non dimenticare  quando sarò troppo stanco per ricordare

    un ricordo nudo che si guarda allo specchio e poi scappa
    come in quel dipinto che ho visto quando ero piccolo
    quando ancora non capivo il senso delle parole

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/un-ricordo-nudo-che-scappa.html

  • 29 febbraio 2016 alle ore 9:57
    La Sfida Con Il Mare E' Una Partita Perduta

     
     
    Nubi incerte
    Dall’andare stanco
    Hanno offuscato il cielo
    Da limpido e soleggiato
    Si è fatto minaccioso
     
    Il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    Frusta le onde
    Il mare si agita
    E perde la memoria
     
    Nulla perdona
    Alle sfide dell’uomo
    Mai domo
    Sempre agguerrito
    E mai padrone vincente.
     
     
    Cit. “ L’Uomo contro la Natura vince la battaglia, ma perde sempre la guerra. “La Sfida

  • 29 febbraio 2016
    Haiku

    Mare d'inverno
    Tempesta di passioni
    Vibra la terra

    Agata Di Dio e Filippo Minacapilli

  • 28 febbraio 2016 alle ore 23:53
    Pensieri sulle curve

    I pensieri
    non si rincorrono
    Si appoggiano
    su onde di lune
    e si palesano
    seguendo tempi
    di luce e di ombra
    Così tornano:
    sulla curva di una luna.

  • 28 febbraio 2016 alle ore 22:55
    Il fondamento ultimo della mia realtà

    Parla strano la felicità

    con i suoi accenti bislacchi
    a sposare i teneri bisogni
    del mio essere Uomo

    Stralunato ad arrampicarmi
    su scale di vetro

    scivolo nel vuoto della tenacia
    a cadere su prati di fiordalisi in fiore

    frammenti culturali
    a raggiunger gl'intenti

    ascoltare lo Spirito
    che abita nel cuore

    e imparare ad amare

    E sogno facce d'uomini
    in corpi d'uccelli

    arpie allappanti scie di sangue
    come fossero profumi di zagara

    ansie che m'assalgono

    con i pensieri indignati
    a sbattere contro i muri di gomma
    costruiti dalle emozioni

    mondi interiori fanciulleschi

    sedimentati col passare degli anni
    e divenute metafore

    nelle quali raccontare la vita
    E mi chiedo ancora

    quale possa essere
    il fondamento ultimo essenziale
    e veramente infinito della mia realtà
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 28 febbraio 2016 alle ore 22:46
    Poesia

    Mentre sfioravo
    le sue labbra
    le chiesi,
    di parlami della tua poesia.
    Lei mi abbracciò...
    non disse una sola parola

  • 28 febbraio 2016 alle ore 13:10
    L'amore...

    L'amore non fa silenzio.
    L'amore esplode anche quando è muto.
    Ti dà il coraggio.
    Ti toglie i dubbi.
    Ti riempie gli istanti.
    Se non fa questo, non è amore.

  • 28 febbraio 2016 alle ore 10:26
    La soitudine dei numeri primi retrocessi

    Manifestanti di giovine età

    traboccanti di cultura nella temerarieta'
    di filosofeggiare col mondo

    a godere di quell'intimo piacere
    trafitto da emozioni morali
    dal volto scuro e tenebroso

    a veder transitare la loro storia

    cieca e cinica

    vissuta tra voglie illecite per niente etiche
    a sfociare in egoismi ridotti sul lastrico

    Anime rimaste sole

    tra birre e canne
    speranze fallite e certezze frantumate

    A rintanarsi nei luoghi del non senso

    a rivivere viaggi della memoria
    violentata dai ricordi

    e dagli attimi di vita
    che avevano costellato la loro esistenza

    luoghi dove chi entra

    vive la sua solitudine diversa

    assieme a altre solitudini
    nella solidarietà tra numeri primi retrocessi

    e rimasti soli a cantare senza spettatori
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 28 febbraio 2016 alle ore 9:48
    Simile A Un Lupo Selvaggio

     
     
    Delicati profumi
    Nel cuore della notte
     
    Mentre un uomo austero
     
    Giacca sulla spalla
    Ombrello a tracollo
    Bastone nella mano
     
    Grida alla luna
    I suoi ultimi passi
    E tutto ciò non mi è strano.
     
     
    Cit. “ Il viaggio nella notte è svanito nella stazione della luce “

  • 28 febbraio 2016 alle ore 8:50
    Anima...

    Tu hai visto la mia anima...
    e ci hai giocato...
    Dentro, tutte le porte erano aperte...
    le stanze vuote...
    Aleggiavano sogni...lieti...ribelli...preziosi
    Solo chi aveva gli occhi nel cuore poteva vederli...
    Ma i sogni erano per pochi...
    e l'anima vagava solitaria...indefinita...sospesa...
    Tu hai visto la mia anima...
    E ci hai giocato...

  • 27 febbraio 2016 alle ore 21:22
    Donna, tu

    Sei tu la più bella
    nella tua anima,
    sempre contenta,
    sempre lieta,
    unica nuvola
    in celeste volta;
     
    a dea simile
    non comprendo le violenze,
    le angherie,
    le ripicche,
    contro di te,
    anima sublime
     
    il mio animo
    d’amor pieno
    non può tollerare,
    non può permettere,
    queste ipocrisie,
    queste ignominie
     
    la prima regola
    rispettare la donna
    comprenderla,
    assecondarla,
    accettarla
    come donazione divina.
     
     

  • 27 febbraio 2016 alle ore 18:06
    All'amante morta

    Ti vedo e non ti vedo, nei meandri
    dei miei ricordi sei ormai evanescente.
    Eppure, nonostante il tuo riflesso si
    fa fioco nello specchio dei miei neuroni,
    l’oltretomba non può trattenere il verde
    dei tuoi occhi o la lacrima dei miei.
    Spero che dopo questa vita ci sia
    qualcosa solo per tornare a baciarti,
    a scambiarci dolore, saliva e anima
    in un eterno avere sedici anni.

    02/09/2014

  • 27 febbraio 2016 alle ore 16:53
    Mare di speranza

    Grani di felicità
    vorrei donare
    a chi dure battaglie
    deve affrontare
     
    Calma e vigore insieme
    vorrei regalare
    che risollevino gli animi
    per pungolar l'istinto
    di altre incipienti primavere
     
    Vorrei che Ottimismo
    squarciasse l'oscura cortina
    che ora tutto avviluppa
     
    E la sciogliesse
    in un caldo mare di speranza

  • 27 febbraio 2016 alle ore 11:02
    Ricordi nel vento

    I profumi dei fiori
    son tutti diversi
    ed ognuno di loro
    ricorda qualcosa
    un giorno...
    un momento...
    un bacio nel vento.

  • 27 febbraio 2016 alle ore 9:43
    Una Sconfitta Cercata

     
    Nella vita!
     
    Non ho mai barato
    Per fare sempre del bene
    Ed ho ricevuto del male
     
    Ho incontrato satana
    Con la valigia in mano
    Voleva portarmi con se
     
    In piena confusione
    Nella stazione della vita
    Ho cercato Dio tra la gente.
     
    Cit. “ Nella vita le lotte finiscono sempre con una sconfitta a metà, in attesa di
    Quella definitiva.”

  • 27 febbraio 2016 alle ore 0:51
    Non manca niente

    Son messo all’angolo
    dalla tua bocca
    imprigionato
    in un recinto d’aria.
    Tra le nostre labbra spira
    una corrente di petali rossi
    nello spazio di un bacio.

  • 26 febbraio 2016 alle ore 23:56
    Dio,perchè ci hai fatto così ?

    "Nè la pietà nè i lamenti nei pianti
    dovranno evocare il mio nome"

    Nel mio sguardo alla vita
    un pò stranito e malinconico

    avvolto dal pensare

    che la ricchezza della mente
    non svanisce assieme al corpo

    sgombero il campo
    da ignobili cangurate

    subissato da fantasmi
    di morti viventi

    che potreste essere Voi

    con le vostre adolescenze violate
    dall'infedeltà alla natura umana

    pesanti angosce di chi
    non riconosce più le sue radici

    Gesta e azioni a produrre disastri

    piaghe divenute infette
    a sollevare i veli dell'omertà e dei silenzi

    sempre pronti a nascondere e minimizzare

    atteggiamenti e stili di vita
    di uomini privi di saggezze

    nella realtà che ognuno vuole e può essere
    a perseguire le proprie convenienze

    superando la difficoltà interiore
    di sentirsi diversi 

    illusiva concezione di vita

    e essere visti volteggiare nell'aria
    senza concedersi agli sguardi del mondo

    nell'abbandonarsi facilmente
    all'entusiasmo del "bambino che c'è in Loro"
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 26 febbraio 2016 alle ore 14:22
    biografia non ufficiale

    rumori tra le crepe
    semplici suoni
    distorsioni

    ascolta
    riguarda noi
    ingenue contorsioni sociali

    curiamoci un po'

    perché le sofferenze della vita non serviranno a niente
    quando la vita sarà più

    lamenti attraverso la foschia
    semplici miracoli mascherati da miraggi
    rumori tra le crepe

    curiamoci un po'
    perché siamo la salvezza l'uno dell'altro

    salvezza

    le nostre vite
    nodi di tenerezza
    sotto questo cielo

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/biografia-non-ufficiale.html

  • 26 febbraio 2016 alle ore 11:45
    Pioveva a Roma

    “ Roma è una cosa a parte; si spiega con un tramonto e si capisce con una carezza”.
    Quante volte me l’hai detto… Pioveva  e me lo trovai scritto in fondo all’anima, carne viva di un’incomprensibile mattino.Non dovevi partire! Le botticelle in fila per un turista, il tramonto sulle spalle di un Santo. L'inverno sta tornando si dispera lungo il Tevere. Crolla la sera al respiro della tua assenza, sei lontano mai straniero, come nido violato un sorriso si è perso nel vento.  "Roma non ha pretese. Non le importa del cielo, non teme le offese”. Mi fu detto ma pioveva ancora e ancora voglio vivere la vita come capriccio di bambini. Solo conciamo queste righe sottopelle, solo sogno di ritrovarti presto in piedi su quella strada o in pace su quella panchina da dove si vedeva casa.
     

  • 26 febbraio 2016 alle ore 9:58
    Il Messaggio Dell'Ultima Stella

     
     
    La mente astuta
    Ha gli occhi di ladro
     
    Secoli  silenziosi
    Per capire il silenzio
     
    Il messaggio è
    Nell’ultima stella
     
    Che si perde nella luce
    Di una delle tante sere
     
    È la natura prodiga
    Di giorni e notti morenti
     
    Profili di vita giovanile
    Senza un degno futuro
     
    Vita da lupo selvaggio
    E l’arte di arrangiarsi.
     
     
    Cit. “ La sfida con la Natura è una partita perduta “

  • 26 febbraio 2016 alle ore 9:55
    Danza Di Una Donna Tra Realtà E Finzione

     
    Nuda!
     
    Donna misteriosa
    Come uno spettro
     
    Appari nella luce
    Scompari nel buio
     
    Di una finestra
    Di un balcone
     
    Confondi l’altrui esistenza
    Lasciando vagare l’immaginazione.
     
     
    Cit. “ Un pugno di sabbia è svanito nel nulla “
     

  • Avrei voluto chiamarti amore

    ma ho scordato il tuo nome.

    Ricordo però bene le tue labbra

    che spaziavano dalle radici al cielo.

    Ricordo il tuo profumo

    euforia che alimentava la mia pelle

    eccitando i sensi sino allo stremo

    di masturbanti attimi di gaudente utopia.

    Ricordo i tuoi capezzoli giocosi

    ticchettare al ritmo dell'oblio

    e poi sedurre il tempo

    sino a rapirne il battito.

    Ricordo anche il precipizio delle incomprensioni

    fare a pugni con la precarietà della lontananza

    e le suppliche angosciate

    affinchè l'equilibrio non cadesse nel tranello

    d'una gelosia corrotta

    dal peccato originale.

    Mi sono rotto il cazzo

    di te, di me, di noi

    anche se t'amo più di prima

    e l'indifferenza mi consuma.

    Ti avrei urlato "Vaffanculo"

    se solo ricordassi il tuo nome

    e mille volte ancora

    avrei preteso le tue labbra.

    Avrei voluto chiamarti amore

    ma ho scordato il tuo nome.

    Forse è meglio così

    perchè il nulla non può svanire.

     

  • 25 febbraio 2016 alle ore 23:10
    Il buio dinanzi la siepe

    Come una farfalla
    infilzata mentre ancora vive

    scopro i riflessi della sottomissione
    ai vuoti della mente

    e subire nel tempo

    emozioni a esprimersi
    molto più modestamente

    nell'assalto alle diligenze delle passioni

    Maturare voglie e desideri
    ad aggiungersi a utopie frammentate

    personalizzate in mittenti
    con la chemio in tasca

    e destinatari con la vita in dipartita

    privati della possibilità
    di teneri ritorni ai loro cuori soffrenti

    E piango consapevoli rischi

    a evocare immagini
    di chi va verso la propria fine

    allietato dalle musiche
    di sentimenti stonati

    E pretendere da me stesso

    di diventare un altro

    dimenticare il mio corpo e le mie idee
    e sognare di essere in un'altra dimensione

    libero dalla schiavitù
    di quelle intimità perverse
    .
    cesaremoceo
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    Copyright

  • 25 febbraio 2016 alle ore 23:05
    Fondali

    Tornava sovente
    sotto gli occhi della luna
    a sedere lungo la riva
    della sua solitudine
    e come brezza
    con le mani increspava
    scure acque quiete
    quasi a cercare
    un non so che di raggiungibile.

    Scendeva incauta
    tra i suoi fondali
    poichè altro non erano
    che il fondo del gusto del suo dolore
    per poi riemergere
    con la voglia di sentire
    il cielo sulla pelle.