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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 febbraio 2016 alle ore 21:46
    E mi chiedo ancora cosa sono diventato

    Anni vissuti in compagnia
    di sofferenze e tribolazioni

    mischiate a stati d'animo euforici

    nell'esercitare l'arte
    di una lingua scintillante

    e periodi di energia creativa

    nella chiarezza di pensiero
    a sondare gli abissi dell'anima

    Lunghi e pesanti fardelli da sopportare 
    nel tumulto di quelle tempeste

    diventate gemme preziose
    a ornare la forza necessaria

    a sostenere senza timori reverenziali
    nei confronti del mondo

    i combattimenti interiori

    E continuo a conquistare medaglie diverse

    di quelle che non si mettono al collo

    ma altrettanto importanti
    nella volontà di sfuggire l'anima agli applausi

    restando lontano dal mangiare
    i frutti malati che la vita mi offre
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 23 febbraio 2016 alle ore 20:51
    canto del buongiorno

    Cade la pioggia
    Mentre io stringo
    Il pensiero di te;
    ancora non sveglio
    cerco i tuoi baci
    ed i tuoi occhi.
    23/02/2016

  • 23 febbraio 2016 alle ore 19:05

    Da qui comincio a scivolare
    lentamente fuori.
    Una rapida goccia sulle grondaie.
    C’è assai più grazia
    e generosità nell’infierire
    sui corpi stremati delle giornate
    e raccoglierne il lamento,
    la visita nel mezzo della notte,
    che nel fuggire a balzi
    le forche puntute dei vostri sguardi.
     
    E così evaporare
    nella nuvola di niente da cui viene
    uno come me: che non sa parlare.
     
    Baciami sulla fronte: starò bene.

  • 23 febbraio 2016 alle ore 14:41

    Alle persone regalate il tempo, il vostro tempo. Se tenete a qualcuno lasciate loro uno spazio importante e certo nel vostro tempo. Non fate mai di una persona quel "Qualcosa" o quel "Qualcuno" che riempie uno spazio vuoto, un tempo perso... Fate di una persona una scelta e date loro un posto sicuro al vostro fianco. Nel caso non sentite la necessità di fare questo, lasciate le persone esattamente dove sono, lasciandole libere di percorrere il loro cammino.

  • 23 febbraio 2016 alle ore 11:35
    Vento

    Sono come il vento
    Mi senti ma non mi tocchi
    sono inafferrabile
    Ti avvolgo
    ma non puoi stringermi
    ci sono sempre
    ma mi senti quando faccio rumore
    Sono dentro e fuori di te
    mi respiri e non lo sai
    Sono come brezza di mare
    e come stormire di foglie
    Se sono lieve sono serena
    Se soffio forte e mi senti ululare
    sono sofferente
    Se mi senti ridere fra gli alberi
    e fra l’erba e sulle onde increspate
    sono felice
    Comunque e ovunque ci sia il vento
    ci sono io
    Lieve come respiro
    Frizzante come spuma di onde
    Violento come un dolore
    Leggero come una carezza
    Ondeggiante come una melodia
    Sono vento
    Sono nel vento.

     

  • 23 febbraio 2016 alle ore 0:42
    Malerba

    Nel canneto limaccioso dei giorni invernali
    ho coltivato una malerba
    che s’inerpica negli interstizi
    guasta i frutti e si ristora
    nutre un’aspra fioritura.
     
    La vedo aggrapparsi al muro di casa.
     
    Lo sanno persino le pietre
    che il malanimo l’ha chiesta in sposa.

  • 22 febbraio 2016 alle ore 20:31
    Tu, uomo

    Grande narciso
    capace di vedere solamente Te stesso

    Tu uomo

    sei cresciuto con gli insegnamenti di Pinocchio
    a impersonare l'odio

    nelle sofferenze inflitte alla Tua anima

    senza curarTi mai dell'essere
    ma solo dell'avere

    e la'cercare illusioni e consolazioni

    E trasformi le sconfitte in crisi d'identità
    preferendo d'essere Nulla

    esasperando le avversità patite
    godendo nell'assurdita'
    di crederTi padrone del Tuo destino

    e felicitandoTi del Niente
    che ormai sei divenuto
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 22 febbraio 2016 alle ore 12:06
    La foglia forestiera

    Una foglia staccatasi da un albero lontano
    un dì dal vento sollevata si posò in un giardino
    gentilizio vattene via gridaron  tu che sei plebea
    quelle qui stese e cadute dalle piante blasonate
    che non diverso dal consorzio nostro umano pare
    il pesar l’altro anche nel regno del mondo vegetale
     

  • 22 febbraio 2016 alle ore 9:16
    haiku n. 132 (foglia nel vento)

    foglia nel vento -
    istanti di libertà
    prima del sonno

  • 22 febbraio 2016 alle ore 7:42
    Visibilio | poesia erotica

    Quando lui
    mi guarda,
    sorrido;

    Quando lui
    s'avvicina,
    tremo;

    Quando lui
    m'abbraccia,
    volo;

    Quando lui
    mi bacia,
    m'eccito;

    Quando lui
    mi possiede,
    svengo;

    Quando lui
    se ne va,
    muoio;

    Quando lui
    si riaffiora,
    rivivo.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 23:58
    Dimentichiamo,amici miei,il frutto settembrino...

    Dimentichiamo amici
    il frutto settembrino
    e che sia lieta la vita
    finchè in Noi regna la Speranza

    Ancorato saldamente alla mia finitezza
    traggo forza dalle debolezze

    nelle visioni scaturite
    dalla penna caustica e provocatoria

    a pormi il problema del futuro
    voltando lo sguardo
    verso l'ossessione del passato

    Con le radici ben piantate
    nella mia natura

    escludo armonie prestabilite

    vecchie arsenali dell'anima
    senza macchia e senza paura

    a esaltare le teorie del complotto

    marche di conformità di un destino
    che si diverte a essere se stesso
    sotto la forma d'altro

    Rapido fugge il tempo...
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 21 febbraio 2016 alle ore 22:45
    in altre parole

     tornare a dar da mangiare ai cigni

    prima che sia troppo tardi
    prima che i figli siano grandi
    prima che i sogni diventino stagni

    in altre parole
    vivere
    non sopravvivere

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/in-altre-parole.html

  • 21 febbraio 2016 alle ore 22:05

    Alla parola "Amicizia" io do un valore. Non sono quattro chiacchiere, una birra o due caffè in mia compagnia a fare di me una tua "Amica"! Con me serve onestà, sincerità, coerenza e rispetto. Nessuno che vive di invidia e cattiveria farà mai parte della mia cerchia di amicizie. Una cerchia che in molti hanno provato a sfaldare, peccato... Tempo perso, perché quando confermo un amico o un'amica è per sempre. Solo io scelgo quando chiudere e non sceglierò certo solo perché mi viene IMPOSTO! Non sono una personalità che si svende per convenienza, anzi sono una di quelle personalità pronte a perdere tutto pur di difendere qualcuno che ama e che definisce "AMICO"!

  • 21 febbraio 2016 alle ore 21:09

    A tutti quelli presi dai loro isterismi, dai loro complessi, frustrazioni e convinzioni chiediamo gentilmente di rilassarsi... Lo so, non è facile accettare che a "NOI" di ciò che pensate, che fate, che dite non ce ne frega niente... Però credetemi continuare a "Sperare" troppe volte fa solo male... "Accettare" a volte è la soluzione migliore... Pensateci!

  • 21 febbraio 2016 alle ore 20:26
    Cenere d'inverno

    Cenere d’inverno
     
    Quale cenere d’inverno
    nasconde pallida brace,
    sì nei pensieri serali
    covano scintille silenti.
     
    Nel meriggio della vita,
    quando pensare a ieri
    mi viene facile e solerte,
    fugaci sono i desideri.
     
     
     
    22.02.2016
     
     

  • 21 febbraio 2016 alle ore 19:11

    Incontrarsi non è una cosa semplice... Incontrarsi dentro intendo. Puoi conoscerti, frequentarti e non "Incontrarti" mai. A volte basta poco e in alcuni casi non basta una vita. Ma incontrare te, incontrarti sotto ogni aspetto è stata la cosa più bella che potesse capitarmi. Conoscerti piano, scoprire le tue debolezze e i tuoi punti di forza, i tuoi pregi e i tuoi difetti e capire che avevi molto da donare. Incontrarsi veramente è qualcosa che va oltre l'amarsi.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 19:03
    Limbo

    La vita è un limbo del non fatto.
    “Cara, mi passi il sale per favore?”
    Manca sempre qualche ingrediente,
    anche la polvere sbuffa fuori
    dal posacenere.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 18:56

    Il tempo giova a tutto. Ristabilisce i rapporti veri e lascia finalmente andare quelli falsi. Ritrova i sorrisi persi e ferma le lacrime che ci hanno fatto compagnia per molte notti. Ti ricorda il valore della serenità e quanto poco rende la malinconia e la tristezza. Fa scoprire mondi nuovi perché capisci che nei "Vecchi" non vale la pena tornare.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 16:08
    Povero Hellowin!

    L’anima pesante di un viandante con la voglia pazza di volar via, via da ogni luogo; sparire, cambiarsi i connotati, non essere raggiungibile e contattabile da nessuno; Hellowin.
    L’amara consapevolezza dell’unirsi al nulla e fare del nulla la propria aria; quanto tedioso inganno aleggia negl’occhi di chi, per troppo, s’è perso e invaso si ritrova costretto, poi, a fuggir oltre mari infiniti di gente per cercar il sé stesso perduto.
    L’increspare del mare in torbido tumulto è ceco nel muoversi per il sol sentire e impetuoso è il silenzio di schiamazzi marini che fingono di annegar al largo orizzonte paonazzo di rossore!
    Hellowin, scappa! Fuggi! Navighi in un mare che non è il tuo, finirai per divenir matto!
    Allora imbarcati in altre strade sterrate da nuovi tramonti, in cerca di valli e monti!
    Dove il mare risiede nel petto e non nelle mani intrise di dispetto.
    Non fermar le onde dei germogli spenti, prolifera l’ardore del cuore fino alla morte del tuo redentore!
    Non costringer l’anima in pena a posarsi su granelli di cera dove forse, nel passato fervore, probabilmente si spense una candela.
    Grida alto il tuo tormento sul viso di questo impavido sgomento; troppe ne hai vedute e troppe ne hai toccate ed ora basta a tutto questo vento che per nulla tace!
    Il tuo mostro scuote la testa, scalpita nel fuoco pronto a brandir la spada della pazzia più tenace!
    Azzittisci il vento, domane il suono; bacia le nuvole e vola di nuovo!

  • 21 febbraio 2016 alle ore 12:55
    Follia...

    Quell'attimo di follia
    che ti travolge i sensi.
    Torpore dell'anima.
    Attimo di delizia.
    Un sospiro fuggente
    si aggroviglia indisturbato
    tra due menti affini.
    La pace del piacere...
    che tocca il cuore.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 11:45
    Scia d'amore

    Tu, astro nascente 
    che ti fai strada nell'universo
    fermati un attimo a pensare...
    tu che non sei figlio di questo pianeta
    ma figlio del cielo
    lascia una scia d'amore
    perché gli altri 
    possano conservare
    il ricordo più bello di te.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 10:10
    Cerco invano

    Cerco tra valli  monti e innevate creste
    un lago solitario dove lì lasciar i tristi
    miei pensieri e poi con lui da tal peso
     tanto opprimente  al viver mio sgravato
    respirar della solitudine quel sapore suo
    ma il mio girar è invano che sol si sa
    nel fantasticar dei sogni si potrà trovare
     

  • 20 febbraio 2016 alle ore 23:54
    L'intimità della vita

    Corazzato dall'elevatezza dei miei principi
    mi rendo inoffensivo tra i temibili
    nella volontà di raggiungere
    la pace dello spirito
    vestendolo a festa dalla convinzione
    che e meglio lasciarsi morire
    che lasciarsi odiare e temere
    E sentirmi come un sole spento
    prigioniero di nuvole cariche di pioggia
    nell'imperturbabilità del cielo
    delle albe invernali 
    E imprimo alla quotidianità
    un'idea di eternità
    nella forzatura di vivere la vita
    penetrandola nella sua intimità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 20 febbraio 2016 alle ore 23:10
    Serata d'amore

    Amarti con l'anima
    sconvolge il corpo.
    E si scambiano reciprocamente
    il piacere.
    Fino a fondersi

  • 20 febbraio 2016 alle ore 19:11
    La spiritualità non ha età

    Incartapecorito-apro fronti di rifiuto-coinvolti nell'ostracismo dei sensi-a dissolvere legami sessuali divenuti obsoleti - e mobilitare emozioni ancora pure e vergini-contro l'anima sverginata-scostumata e sgualdrina-punto d'incontro dei vizi e d'immoralita'-E inneggio al piacere- di sentirmi ancora un uomo nuovo-marmorizzato nella mia purezza d'acciaio-temprato nell'integrita'-a ergermi a paladino - contro degenerazioni- poco costose emolto efficaci-E mi violento-immergendomi nelle tradizioni-dell'ordine del mondo-stabilito nella notte dei tempi-senza farmi coinvolgere-da esistenze seduttrici-e rispettando senza alcuna acrimonia-le volontà dettate dalla Provvidenza Divina-. - cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright