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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 agosto 2015 alle ore 8:30
    Più non sente il vecchio

    Più non sente il vecchio quel  vociar
    delle mondine nell’andar alla risaia
    allegre né quei canti d’amor di passion
    e di mestizia nel volger del giorno fino
    a sera sospirati  curve con l’acqua fino
    alle ginocchia, un mondo perduto e a lui
    sì caro un mondo dove per una sola sera
    non ricorda con chi trovò d’amore un’ora
    più non sente il vecchio  ma il ricordo vive
    un pagliaio illuminato dalla luna il lamento
    nel silenzio di un cane il gracidare di  una rana
     

  • 04 agosto 2015 alle ore 23:01

    Ci sono anime cattive e lo dimostrano in mille modi. Non parlano quasi mai, quasi sempre urlano. Non si fanno mai un esame di coscienza, ma esaminano quella degli altri. Non sbagliano ma gli altri sono sempre in difetto. Hanno diritto di scegliere e di fare ciò che vogliono, ma tu devi fare come dicono loro. Ricordiamo a queste persone che non sono nessuno. Che la perfezione è altro e non si nasconde certo dietro a imposizioni, parole cattive e giudizi affrettati. Non siete gli unici ad essere "Tosti" e "Grandi"... Attenti, perché spesso chi tace, agisce con calma, non urla e mantiene stabile il suo equilibrio è molto più "Grande" di voi. La grandezza dell'anima non è una questione di età, ma di maturità ed intelligenza... E di solito la cattiveria non usa l'intelligenza, ma l'egoismo!!! 

  • 04 agosto 2015 alle ore 19:53

    Amo inconfutabilmente tutto ciò che è forza, chiarezza e determinazione....
    Schifo e compassione per il vittimismo e il "Piagnisteo" isterico di chi vuol vincere ma non ha palle per lottare. Amo me stessa,  anche se sbagliata, anche se viaggia contro corrente, amo me stessa perchè sarà amata solo da chi recepisce la mia forza e odiata da chi non ne avrà mai abbastanza per stare al mio passo. Io sono il punto fermo e la certezza di alcuni e l'obbiettivo nel mirino di altri. Io però sono anche quella che se ne frega di cosa è per chi non conta, perchè il mio tempo lo impiego solo per coloro per cui so di essere importante. Testa alta, sguardo fiero  e avanti come un treno! Guardo il binario e mai ciò che passa ai lati, mi fermo solo se è il cuore a dirmelo, perchè la convenienza la lascio agli altri. Ad esempio a quelli che mi vedranno passare e capiranno subito che per viaggiarmi a fianco il biglietto ha un prezzo che non potranno mai permettersi! 

  • 04 agosto 2015 alle ore 19:48
    SONO ARRIVATA DOPO

    Lo so, sono arrivata dopo
    sono arrivata quando tu
    non te l'aspettavi più.
    Sono arrivata tardi
    ad affondare il viso
    nei tuoi capelli grigi.
    Sono arrivata all'improvviso
    ed era estate, e tu
    tremavi sfiorando le mie mani
    incerto stupito timoroso
    che fosse una chimera.
    E invece quante cose
    abbiamo fatto insieme!
    Eppure ti ho capito dopo
    veramente
    dovevo vivere i tuoi anni
    e adesso che son  vecchia
    vecchia più di te che non sei più
    capire serve solo a me
    che cerco pace.

  • 04 agosto 2015 alle ore 19:00
    Cuori Giocati

     
     

     
     
     
    C’è un’aria strana quest’oggi
    La gente ha chiuso le finestre
    Non spira un alito di vento
    Gli alberi immobili e quieti
    Somigliano ad anime nude
    Il sole si finge artista
    Dipinge un giorno nervoso
    La luna scolpisce la notte
    E trafigge i cuori innamorati
    Ad ognuno gli regala una stella
    Inizia la partita della vita
    Che danza e avanza nell’aria,
    Come gioco del giorno appena nato
    Improvvisamente muta
    E si tinge di scuro
    Come il mio cuore.
     

  • 04 agosto 2015 alle ore 17:44
    "Io abito nello stupore di ogni cosa"

    Say something
    I'm giving up on You
    È vero
    io sono qui, ad aspettarti
    dall'altra parte
    della Grande Onda
    all'orizzonte
    non c'è traccia del Leone
    sulla mia spiaggia
    io mi ritrovo solo
    forse sarebbe troppo semplice
    l'ennesima scorciatoia:
    waiting for Godot
    è qualcosa che abbiamo già provato
    tante volte in questa vita
    l'Unità
    alla Vita
    i mille cocci
    vissuti come oltraggio
    è qualcosa 
    cui ci siamo
    già fatti l'abitudine
    ma rifiuto di gettar la spada
    nonostante lo Scienziato
    sia qui
    di nuovo a urlarmi
    "Tu devi
    misurare la tua vita
    con cucchiaini da caffè"
    E mi sembra che svaniscano
    in un buco nero di memorie
    i brandelli restanti
    delle anime speranti
    cambiate da uno sguardo
    e io cerco ovunque
    un buon rifugio
    che mi possa riparare
    da questo nuovo
    diluvio universale.

    E d'improvviso
    un Mondo
    però altro
    da me troppo lontano
    dove un Leone mi sussurra:
    "Nel vostro mondo
    io posseggo un altro nome
    tu dovrai imparare 
    a conoscermi con quello"
    Una dolce familiarità
    la cui origine
    - son certo -
    non ha natali
    su di questo pianeta
    ma in qualche modo sento
    lei dischiude
    una forza segreta ed incrollabile
    mentre si insinua
    come piccolo germoglio
    spuntando in un terreno vergine
    e io mi inginocchio
    al cospetto di tal seme
    perchè questa Terra
    è comunque il posto mio
    perchè ogni uomo
    qui intreccia la mia storia
    anche se tutto
    sembra volere confinarci
    come un gioco di ruolo
    il cui tavolo è il mondo
    in cui tu sei pedina giusta
    solo se hai letto
    un paio di volte almeno
    il copione di una vita
    che non vorresti mai
    aver voluto scrivere
    come a Versailles:
    dove ogni tanto passa un Re
    a ricompensarti
    con una pacca sulla spalla
    per farti ancora credere
    che il potere sia una cosa saggia
    che la libertà di un uomo
    è cosa sacra
    ma se solo suona a tempo
    con la chitarra della a-coscienza
    qui nella Reggia
    ogni messinscena è misera
    umanità che abdica
    adulazione
    arrivismo
    il crollo di ogni domanda:
    la tenebra sopra l'abisso
    ormai si estende in tutto il mondo
    e li sento già i bombardamenti
    di questa nostra personale 
    terza guerra mondiale:
    nè caccia nè trincee
    qui lo scalpo ambito
    risiede in ogni anima
    e c'è chi batte in ritirata
    attendendo un treno magico
    di corsa al binario 8 e 3/4
    un salto in un mondo immaginario
    e poi chissà
    c'è chi si arruola volontario
    sicuro di salvar l'umanità
    ma l'uomo purtroppo
    non ha il potere
    di salvar nessuno
    c'è chi scende infine
    ancora nelle catacombe
    a custodire insieme
    la propria infreddolita Verità:
    non credete a chi li accusa
    di nuovo
    come tanto tempo fa:
    "Siete visionari
    vetusti cultori
    di non-presenze magiche"
    Non credete a chi vorrebbe
    scatenar contro di loro
    il frate inquisitore del deismo:
    questa grandine di stelle
    infatti
    appartiene a questo mondo:
    non esiste più straordinario segno
    perchè quel Leone eccolo
    risiede sulla Terra
    con le sue facce multiformi:
    non assomiglia neanche un po'
    a una fantastica utopia
    non è una favola
    scritta da ubriaco
    ma vive
    qui, carne vivida
    e mantiene ancora la promessa
    che fece un giorno
    a quella bambina timida
    dalla bocca spalancata di stupore
    e quel terreno nome
    io lo sto imparando bene
    senza dover star troppo tempo
    tra libri impolverati
    a studiare in biblioteca
    la teoria del perfetto vivere
    perchè da questa vita
    io ho imparato
    che chi grida dal profondo
    squarcia luce negli abissi
    e ritrova
    tra i saliscendi sempiterni
    un non so che di nuovo
    e già vissuto.

    Eccoti, dunque
    tornar di nuovo a casa
    - Anima mia:
    tra le valli in fiore
    di queste montagne
    che tanto san di vita
    qui dove tutto è danza
    dalla mia baita io
    rivedo all'orizzonte
    quella amata Grande Onda
    agognata strada
    del più gran viaggio della vita.
    E non c'è bisogno
    del genio di Van Gogh
    dell'astrattismo di Kandinsky
    della gran visione di Cezanne
    dello squadrato gusto di Picasso
    perchè tutto questo è vero
    credetemi: è accaduto
    in nessun quadro
    giace immobile 
    sperando in miglior vita
    in nessun altro luogo dell'universo
    tutto è accaduto
    quando nessuno più sperava:
    diversamente da tutti i progetti pluriennali
    dei nostri economisti
    "Quand'è crisi
    è crisi
    e non si può
    salvar nessuno"
    Diversamente da tutte quelle storie
    raccontate sul mio conto
    da improvvisati scienziati della Cia
    è accaduto
    in una tiepida notte
    di questa estate gravida:
    come una Poesia
    che d'improvviso prende vita
    come una Sorpresa
    che mai misurar saprà
    l'illuminato raziocinio
    di questo nuovo mondo coraggioso
    come una voce
    unita in coro
    in questo cielo a specchio
    costellato di lampare
    come un'umana 
    ritrovata strada
    che si inerpica 
    lassù tra le speranze
    dell'Amore
    come una dolce parola
    poi cresciuta 
    e divenuta Grido
    un grido ancor più forte
    e più forte
    ancor di più:
    fino a mutare 
    in nostalgico lieto pianto
    "Lo vedi: son tornato
    anzi ci son sempre stato".

    Avrei dovuto ascoltarla
    quanto prima
    quella piccola bambina tanto saggia
    perchè la saggezza
    la misura la limpidezza dell'Amare
    e non l'erudizione
    "Forse è che non ti manca
    ancora abbastanza"
    è proprio vero:
    dovevo ritornare
    mendicante del tuo Amore
    Amore che solo
    fa esultare il cuore mio;
    dovremmo tutti
    prestare ascolto
    a quella piccola bambina vera
    accusata
    mai rilasciata
    cui nessun giudice umano
    ha osato mai 
    dar causa vinta:
    perchè è vero infatti
    credetemi
    quell'antico detto
    "Io abito
    nello stupore di ogni cosa"
    Mentre un vecchio vinile suona
    di nuovo in questa stanza
    "E tu vuoi viaggiargli insieme
    vuoi viaggiargli insieme ciecamente..."
    È vero infatti
    questa notte ancora
    come all'origine del mondo
    Tutto è riaccaduto.

  • 04 agosto 2015 alle ore 10:42
    Io,monsignore e moschiettiere

    Nel percorso impostomi in questa terra subiscono dolorose cadenze dell'anima donata al corpo a ricordare ai posteri le impronte la sciare nei cuori che ho incontrato Volgo i miei gloriosi occhi verso altri occhi gonfi di lacrime di disperazione nel loro muto pianto teso a conservare misteri e oscure veggenze E voglio apprezzare soltanto sinceri abbracci e avvolgermi in soffi d'aliti puri a rinfrescarsi dalle fatiche della vita. . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 04 agosto 2015 alle ore 9:07
    L'asino di Thugga

     
    Maestose si estendon della vecchia Thugga
    le rovine di civiltà di tempi morti antichi, qui
    si aggiran pieni di curiosità sotto il calor
    del sole di turisti stuoli, il capitolin tempio,
    al favor di Giove Giunone e Minerva eretto,
    gode tra di lor di particolar ricerca e studio,
    e poco lontan di lì in un prato di rovi di sterpaglie
    un asin sonnolento a quel vociar della curiosa
    lì vicina gente indifferente bruca tra i sassi
    a la fame lenir sua e indifferente pur par di capire 
    a quello che fu lì splendido passato come lo fu
    quel bigio suo fratello carducciano al progresso 
    verso  a quella sbuffante vaporiera che fuggia:
    che asini son il vecchio o il nuovo per loro cambia
    poco ma solo  esser dell’uomo sempre in sudditanza
     

  • 03 agosto 2015 alle ore 18:50
    Crimine

    Orrori lasci
    sugli usci
    delle porte
    che gemono
    eterni drammi
    di disperazione
    con i più efferati
    atti criminali
    in guerre convocate
    dal cielo, di donne
    uomini e bambini, messi
    a supplicare difronte
    ad ordinazioni supreme
    fra vittorie di potenze
    e massimi controlli
    esistenziali
     

  • 03 agosto 2015 alle ore 18:30
    Il viale dei tramonti

    Il viale dei tramonti
    scorge fiori appassiti
    e dal terreno li vede
    assopiti, come addormentati
    aspettando che un magico
    risveglio vada a riprendere
    ad un barbaro destino
    nei pressi di un lago
    incantato, e solitario
    nell'acqua curata
    assiduamente
     

  • 03 agosto 2015 alle ore 14:53
    evoluzione

    ti guarderò diritto negl'occhi 
    con occhi tranquilli
    e sarò umile come un ramoscello fragile 
    che non si spezza nell'uragano

    sarò leggero come una piuma 
    che supera ogni ostacolo e vola 
    vola lontano

    sono sereno
     so che un tempo avevamo artigli
    che si impigliavano nelle reti del destino
    adesso abbiamo braccia e mani
    possiamo abbracciarci 
    sappiamo abbracciarci
    non vi è ragione al mondo
     per non volersi bene
    adesso 
    e fino alla fine

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/08/evoluzione.html

    dedicata a Nelson Mandela

  • 03 agosto 2015 alle ore 14:32
    La ricca pensione

    Te lo ripetono da qualche tempo
    che sei un ricco pensionato
    oltre tre volte il minimo
    e che è da egoismo esagerato
    protestare di sentirti schiacciato
    nel diritto del corrispettivo
    ai tanti anni che hai lavorato
    i contributi sempre pagando
    per i giorni vicini al tramonto.

    Ti rinfacciano di vivere troppo
    nella crisi pesante del lavoro
    che manca o è precario
    e generi invidia al confronto
    ai giovani rubando il compenso
    per il tuo peso sull'erario
    della miseria pensoso
    dei nuovi arrivi da profugo.

    E di convincerti cercano
    come gocce sul sasso
    le prediche dal mediatico pulpito
    di affrettare il trapasso
    le spese sanitarie tagliando
    sprecate per chi è vecchio
    lasciando il mondo al più presto
    contribuendo al risparmio.

     

  • 03 agosto 2015 alle ore 12:04
    Fortuna

     
     
     
    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli
     
    In questo teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E la notte cerca l'alba
    Senza un attimo di sosta
     
    In questo mare
    Di cielo
    Di terra
    E di storie
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nel l'azzurro di una stella.

  • 03 agosto 2015 alle ore 12:04
    Ma-Donna

     
     
     
    Occhi di stelle
    Giochi di luci
    Simili a gocce
    Di rugiada
    Impregnate
    Sul corpo
    Con una chioma
    Al vento.
    Labbra colorate
    Come petali rossi
    Di rose di maggio.
    Seni di primavera
    Nelle notti feconde
    Di una luna vicina
    A onde di grano
    Che abbracciano
    Un mondo dorato.
     

     

  • 03 agosto 2015 alle ore 10:36
    IO NON SONO QUELLO CHE TU VUOI IO SIA

    su spazi di tempo

    con petali di parole

    getto ponti di emozioni

    tra luce e colore

    dove l'anima

    si dispiega come bianca vela

    e strappa il silenzio

    dalla notte dei sentimenti

    ma

    la tua storia

    assopita dall'egoismo

    si è spezzata nella bugia

    e

    l'ottemperanza è svanita:

    non sono sospeso

    in una gabbia

    a raccogliere il tuo volere

    quale pena d'amore

    nel telaio del linguaggio

    cerco un altro nome

    da udire con anima

    libera

  • 03 agosto 2015 alle ore 7:44
    Non siamo degni del Paradiso

    Al vertice della nobiltà decaduta malvagie infusioni d'animi incancreniti proiettano agli angoli delle strade e delle menti incomprensibili momenti d'apatia colmi d'asperità raccontati al mondo con suprema maestria distruttiva Avversioni ossessionanti perpe trate con insistenza irriducibile e veemente a indicare quanta infelicita' alberga nei cuori degli uomini che implorano dei di vendetta a scagliarsi contro il destino E leggere sulle facciate dei palazzi annotati fatti accaduti giorno per giorno iati di gelosie a abbeverare carciofi incoronati di spine a rimpinguare il nutrimento alle cattiverie . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso 

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:29
    SO CHE

    IRIS VIGNOLA

    SO CHE

    Entrambi immobili, come statue di cera...
    A lungo, ti osservo, disteso nel sepolcro,
    prima di venir coperto, dal sudario misericordioso
    che avvolgerà le sacre membra,
    lavate, unte e profumate,
    martoriate da meschini, spregevoli assassini
    che hanno infierito e trucidato l'Innocente Agnello
    del Padre Tuo e nostro,
    nonché far sgorgare sangue prezioso,
    dal Corpo Tuo Divino
    e, seppur umile, Maestoso,
    mentre il cielo s'incupiva e rimbombava
    e la terra tremava,
    per l'infame delitto perpetrato,
    al legno della Croce bloccato
    da ogni chiodo
    che, la trascendente carne, ha violato.
    Il pianto mio, per Te, discende copioso
    dagli occhi e dal cuore,
    che mai avrebbero voluto
    vedere te, di Dio, il Figlio predestinato
    ad un truce destino,
    al quale non ti sei ribellato,
    bensì hai accettato,
    obbediente e remissivo,
    perire, per colpe non commesse,
    per amore dell'Onnipotente,
    che, tra noi, Ti ha inviato
    per sanarci e liberarci
    dai mali dell'anima e dal peccato.
    So che, dal mondo delle tenebre, risorgerai,
    come innanzi hai asserito
    e d'abbagliante luce, ti ricoprirai,
    avanti risalire alla Tua Casa,
    dell'universo, l'etereo ed eterno dominio.
    So che ci amerai fino alla fine del tempo
    ed anche oltre
    e ci accompagnerai in ogni nostro momento.
    Gesù Redentore, nostra Via, Verità e Vita,
    nostra salvezza e nostra luce infinita.

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:27
    RISORTO

    IRIS VIGNOLA

    RISORTO

    Sei risorto, mio Signore,
    sconfiggendo la morte,
    alle cui tenebre oscure,
    lo Spirito Tuo,
    di Luce Divina, concepito,
    come profetizzato, si è sottratto.
    A Te, si è inchinata
    e, fattasi da parte,
    umile e confusa,
    Ti ha reso il giusto onore,
    spettante all'Universale Redentore
    di cui, il sacrificio, è stato immane,
    quale messaggio d'Amore e di Pace,
    verso noi, figli del Tuo Eterno Padre,
    al quale Ti sei ricongiunto,
    nella Celeste Dimensione,
    dalla quale sei stato generato,
    guardando e amando noi,
    come Tuoi fratelli,
    ai quali, ogni peccato,
    hai, con misericordia, perdonato.

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:26
    SPIRITO INQUIETO

    IRIS VIGNOLA

    SPIRITO INQUIETO

    Vento...vedo le foglie fremere, sotto l'alito tuo,
    bensì, all'udito, non percepisca sussurro,
    leggero, quasi silente
    e sulla pelle...niente...
    non sensazione di sfioramento,
    provo, del tuo lieve tormento...
    Mare...vedo, dell'onda tua, la schiuma biancastra,
    pigramente arrivare e farsi risacca,
    seppur flebile sciabordio, non oda, che l'accompagna...
    né, tantomeno, dall'acqua salata, mi sento accarezzata...
    Brivido...copioso freddo pervade lo spirito stesso,
    qui, su questa riva, da dove staccarmi, non posso...
    mentre lo sguardo s'allunga all'orizzonte ,
    dove cielo e mare paion volersi toccare...
    Intanto...ancora, sono immersa ad osservare
    questa Terra che, a lasciar, m'accingo...
    per costrizione, seguente
    al gesto mio, folle e incosciente...
    Radici profonde mi legano, tutt'ora,
    difficili, da spezzare,
    sebbene sia arrivata l'ora,
    per me, Spirito inquieto, di dover andare
    e lasciare lì, nel gelido liquido, immerso,
    il corpo mio...
    a cui, nessuno, male ognor può fare,
    in quell'acquosa tomba,
    nell'immensa profondità del mare...
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:25
    MI MANCHI

    IRIS VIGNOLA

    MI MANCHI

    Respiro a fondo, scrutando il cielo,
    che, allo sguardo mio sognante,
    or ora appare tessuto nero,
    un manto vellutato,
    trapuntato d'energie pulsanti,
    preziosi brillanti,
    che l'intarsiano di scie luminescenti,
    gettato su,
    a coprir la terrestre volta,
    quasi sinuosa signora,
    andata, al cielo, in leggiadra sposa.
    Nel mentre, penso che mi manchi.
    Nella sua fase attuale,
    com'essa ama quando si degna d'apparire,
    di radiosa luce, abbellita,
    per dare il tocco finale,
    al quadro sublime, quasi irreale,
    del cosmo che, una mostra, ha allestito,
    risplende l'argentea luna
    in questa notte,
    d'agognata pace ammantata,
    che, intensamente, mi sta prendendo,
    rilassando la mente,
    fino ad attenuare il dolore presente,
    dal momento che mi manchi.
    Smetti mio cuore...
    Smetti di urlare...
    La muta voce fai tacere,
    nella magia dello splendore che hai davanti...
    Ma intanto, penso che mi manchi.

     

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:21
    LA DANZA DEI FILI

    IRIS VIGNOLA

    LA DANZA DEI FILI, UNO STRABILIANTE SPETTACOLO TEATRALE IN CUI SI UNISCONO LE ARTI DELLA DANZA, DELLA PITTURA, DELLA SCULTURA, DELLA MUSICA, DEL CANTO, CON FILI ETEREI D'UNIONE COSMICA.

    ALL'AMICA ALESSANDRA, CON AFFETTO. (Realizzatrice del progetto e regista) 

    A MIA FIGLIA  EMMANUELLE, CON AMORE (Coreografa dei balletti e fondatrice e Direttrice dell'Accademia La Maison de la Danse di La Spezia)

    LA DANZA DEI FILI

    S'apre il sipario sul concerto di suoni,
    i riflettori rincorrono fantasmagoriche figure che sbucano dall'ombra,
    una ad una, nella coreografica sequenza costruita.
    Quadri qua e là appesi, dai policromatici colori,
    di fili intarsiati nelle tele, quasi pregiati tessuti
    atti a coronare il senso dell'unione,
    inequivocabile cosmica concezione.
    Simbolici fili, nella scenografica danza
    che assembla l'arte in tutta la sua essenza,
    venerata e d'ogni forma plasmata.
    Veri valori per i posteri a venire.
    Volti nascosti da strabilianti maschere forgiate nella cartapesta,
    corpi coperti da simboliche vesti, rappresentanti gli opposti
    e, nel contempo, l'eterno, inscindibile vincolo,
    della materia e dell'antimateria,
    della carne e dello spirito.
    Vita e morte, così diverse,
    seppure conseguenti e indivisibili.
    Fili, fluenti e trasparenti,
    unenti tutto ciò che ruota intorno a noi,
    in quello spazio che ci è stato dato,
    empito da un artefice geniale.
    Danza dei fili, creata da chi ha saputo usare il cuore,
    a richiamar coscienza e a prender consapevolezza,
    straordinaria e incomparabile danza singolare
    inneggiante alla vita e all'amore.

     

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:14
    BRIVIDI D'AMORE

    IRIS VIGNOLA

    BRIVIDI D'AMORE

    Lascio cader la veste troppo usata
    dell'indifferenza, da troppo tempo acquisita.
    Nuda la pelle, al chiarore delle stelle,
    offro il mio corpo al cielo,
    sottraendogli il lunare manto bagnato d'argento,
    col quale potermi coprire,
    nel mentre invoco il perdono
    alla donna che ero,
    colei ch'era nata per amare,
    prima di lasciarsi, dentro, morire.
    Rifiutar l'amore non ha alcun senso,
    l'aver sofferto non giustifica questo,
    l'ho capito solamente adesso.
    Ed or mi trovo qui a fare pace con me stessa,
    a togliermi di dosso questa veste d'apatia
    che mi andava troppo stretta,
    percepire il canto del mistero,
    udir le melodiose note di un'arpa celestiale,
    suonata da un Angelo dalle dita affusolate,
    traente, dalle corde, una musica soave che rapisce il cuore.
    E piangere di gioia, mentre nasce il mio sorriso,
    immaginar quel che può essere il Paradiso
    e riscoprirsi a provare brividi intensi ed improvvisi.
    Brividi d'amore che salgono e percorrono la pelle,
    sensazione d'esser nata a nuova vita,
    d'essere amata e di voler di nuovo amare,
    sotto quel cielo trapuntato di stelle
    ed inondato di fulgida luce lunare.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:12
    Sospiro d'eterno, sussurro d'immenso...

    Sospiro d'eterno, sussurro d'immenso...
    S''immerge lo sguardo, perdendosi
    nel perpetuo, ancestrale movimento.
    Immobilitá statica avvinghia le membra divenute gesso,
    parvenza d'una statua in attesa d'esser smossa,
    come foglia immobile sul ramo
    ch'attende un alito di vento,
    al fin di divenir fremente
    e riprender l'energia vitale.
    Frotte di stelle, nascenti ogni notte,
    barlumi che s'accendono nell'ombra,
    come fiammelle tremule
    che non si smorzano nel buio.
    Spicchio di luna pallido,
    baciato dal sole, nel sacrale silenzio,
    nel suo calare imperituro, che la sottrae alla vista,
    per poi farla riapparir, timidamente,
    crescente, fino al rotondo plenilunio,
    al pieno del suo massimo splendore.
    Assorbe, lo spirito, tale capolavoro.
    Innegabile delirio,
    in cui precipita la mente,
    onde comprendere l'ignoto.
    Atavico timore ch'attrae a sé, innegabilmente,
    d'un'inimmaginabile immensitá, dal sapore sconvolgente.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:10
    L'ALTRA

    IRIS VIGNOLA

    L'ALTRA

    Peccato generato dal tuo io, solo e sofferente,
    a cui è mancata quella parte della mela appagante la vita.
    Bieco fato maledetto, che ha giocato con te stesso,
    raggirandoti ed offrendoti una vita alternativa,
    una scelta dal sapor di libero arbitrio, forse imposta,
    a cui ti sei concesso erroneamente,
    sottraendoti colei, per te, creata, l'alter ego femminile,
    a giudizio del tuo cuore e della mente.
    Spirito in simbiosi assoluta, lungamente atteso
    e al fine arrivato, a saziar la completezza che mai c'è stata.
    Nascosta nel sito della tua anima in fervore,
    forse la tua condanna infernale, se poco vale amare,
    or relegata nel tuo solo paradiso.
    La donna che avrebbe dovuto appartenerti, per diritto esistenziale,
    quella che avresti tua voluto e amato per la vita.
    Vite parallele, sconosciute alle altrui coscienze,
    che, ad un tratto del cammino, vanno a scindere il connubio preesistente,
    finendo a intersecarsi con l'altra opposta,
    per unirsi finalmente, come probabilmente era scritto, dall'inizio.
    Il destino vile si è stancato di giocare,
    dà l'idea di volersi riscattare.
    Che sia un demone oppur Dio, non sai asserire,
    ma di certo sai che non intendi rinunciare ancora all'altra,
    che sa leggere il tuo cuore e la tua mente,
    che ti è entrata dentro l'anima, come mai alcuna prima.
    Come pure hai fatto tu, per farti amare,
    da lei che ti appartiene adesso e resta lì, paziente, ad aspettar col cuore in mano,
    che tu spezzi le catene del passato, liberando il tuo presente,
    acciocché renderti giustizia per un viver trascinato ed insensato
    maturando la coscienza del diritto ad essere felice.

  • 02 agosto 2015 alle ore 18:08
    TEMPO DEL SILENZIO

    IRIS VIGNOLA

    TEMPO DEL SILENZIO

    L'orologio sta indicando il trascorrere del tempo del silenzio,
    ticchettio impietoso del secondo, che vuol essere martirio.
    Il delirio dell'addio!
    Quanto male, defraudandomi di te!
    Sabotati, i sogni miei, frantumati ora sono come bolle di sapone.
    Sono a terra!
    Odio il fiore che hai lasciato sul balcone,
    odio quell'odore sensuale e amaro che hai lasciato sul lenzuolo.
    Odio te che sei fuggito...e odio me che ancor ti voglio...
    Odio me perché ti amo e vorrei fosse il contrario.
    L'orologio sta indicando il trascorrere del tempo del tormento,
    che s'incrocia con il battito del cuore.
    Sono sola...
    Tutte l'ore mi ritrovan disperata, senza amore
    e vorrei divenir maga per fermare quello scorrere oltraggioso,
    dacché farlo camminar ora a ritroso,
    fino a farti ritornare...e distrugger l'orologio.