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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 aprile 2015 alle ore 11:26
    Le ossa del tempo

    Spolvero foto
    in giro per le stanze,
    ma non i malumori.
    Per quelli non c'è panno
    ne palliativo che tenga.

    Ci son momenti
    che la mente 
    torna dentro il corpo
    capendo 
    che il ricordo del tuo viso
    e la tua voce
    hanno stretto nodi in gola
    impossibili da sciogliere

    Le ossa del tempo
    reggono il peso
    dei muri dell'oblio
    e il tuo ricordo
    come sale d'amore
    sulla carne viva
    ancora mi fà male.

  • 02 aprile 2015 alle ore 20:57
    Cantiche dell'anima

    Respiro sensi di gioia
    nell'aria stamane

    a far da contrasto
    a strani pensieri

    che mi ricordano
    comandamenti d'apatia

    Momenti focali della coscienza
    a germogliare sentimenti

    rinati nel buio della notte
    appena trascorsa

    Emozioni a risvegliarsi

    da sonnolenze dolorose
    che intonano note di silenzi

    nelle cantiche dell'anima

    a echeggiare impulsi
    di profondità tradite

    E combatto guerre
    esistenziali interiori

    con la volontà
    a far da scudo alle paure

    nel desiderio di una
    seppur futile vittoria
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 02 aprile 2015 alle ore 19:30
    Le lancette del tempo

    Nella Vita a tutto c'è rimedio, basta spostare le lancette del Tempo
    Avanti o indietro ... dipende da Te

  • Un attimo di silenzio che si gusta in pace.
    Un caffè con lo sguardo assorto nei pensieri
    si ascolta un sottofondo musicale... quello dl battito del cuore

  • 02 aprile 2015 alle ore 16:42
    La risposta possibile

    Cos'è la carne senza il soffio
    che l'uomo chiama anima?

    Cos'è l'uomo senza il pensiero
    che lo rende vera persona?

    Siamo quelli che cercano
    esseri in viaggio della natura:
    tutti vorremmo capire il traguardo.

     

  • 02 aprile 2015 alle ore 10:48
    L'Amore in tempo dispari

     
    Profili di multiresistenze sui nostri sogni intravitreali agognati di soppiatto....lune di fluorescenza chinolonica abbracciano avamposti di casolari anarchici....medioevo apocrifo...futuro senza interruzioni di segnale....vivere i momenti....sincronizzare l'Amore in tempo dispari....come in un qualunque martedì sera....con Te.

  • 02 aprile 2015 alle ore 4:54

    Per tutto il tempo che ho impiegato a ritrovarmi, per tutto il tempo che mi è servito per rialzarmi e per tutto il tempo che ho perso per cercarmi merito il meglio. Per la costanza che ho avuto nel non mollare, per la costanza che ho messo nel non cedere e per la costanza che ho sentito nel tener fede ai miei pensieri e valori, merito il meglio. Per le lacrime che ho lasciato scorrere di fronte ad occhi immeritevoli, per le lacrime trattenute per orgoglio e per tutte le lacrime che non ho reso, merito il meglio. Per il dolore che ho provato quando il mio cuore ha dovuto fare i conti con la menzogna, per il dolore che ho superato ogni qual volta l'anima mia andava in pezzi di fronte a gesti e parole "Ingiuste" e per tutte le volte che quel dolore da sola, ho dovuto sconfiggerlo e affrontarlo... IO MERITO IL MEGLIO!

  • 02 aprile 2015 alle ore 4:54

    Per tutto il tempo che ho impiegato a ritrovarmi, per tutto il tempo che mi è servito per rialzarmi e per tutto il tempo che ho perso per cercarmi merito il meglio. Per la costanza che ho avuto nel non mollare, per la costanza che ho messo nel non cedere e per la costanza che ho sentito nel tener fede ai miei pensieri e valori, merito il meglio. Per le lacrime che ho lasciato scorrere di fronte ad occhi immeritevoli, per le lacrime trattenute per orgoglio e per tutte le lacrime che non ho reso, merito il meglio. Per il dolore che ho provato quando il mio cuore ha dovuto fare i conti con la menzogna, per il dolore che ho superato ogni qual volta l'anima mia andava in pezzi di fronte a gesti e parole "Ingiuste" e per tutte le volte che quel dolore da sola, ho dovuto sconfiggerlo e affrontarlo... IO MERITO IL MEGLIO!

  • 01 aprile 2015 alle ore 20:40
    In fondo agli angoli dell'anima

    Spinte interiori a far nascere
    desideri di tuffi verso l'alto

    a sollecitare emozioni
    di comprensione e perdono

    e conferire aure fiabesche
    al talento che sgomenta il cuore

    Guardarmi allo specchio
    e accorgermi delle eleganze perdute

    nella mente arruffata

    nei pensieri scompigliati

    nell'espressione mista
    tra l'ascetico e il miscredente

    degli occhi che sparlano di se stessi

    E spegnermi
    in momenti di falsa ironia

    a suggellare percezioni inconsapevoli
    d'insensibilità al dolore

    nel tentativo di riemergere
    da letarghi autoimposti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 aprile 2015 alle ore 20:27
    sogni stesi al Sole ad asciugare

    piccoli balconi di periferia
    con sogni parcheggiati fuori alle intemperie ad aspettare
    anni fa li tenevi dentro casa nel salotto buono
    sul divano come ospiti d'onore i tuoi sogni

    adesso stanno fuori sul balcone a raggrinzire sotto il Sole a diradarsi sotto la pioggia
    ad esaurirsi e morire lentamente
    accompagnando il ciclo della natura e delle stagioni

    stanno lì i sogni,
    abbandonati con la tuta e le scarpe da lavoro in attesa del prossimo turno alla catena di montaggio

    che cosa è successo? e quando è successo?
    ti sei distratto un attimo ed è già autunno

    autunno…
    forse no!
    forse c’è ancora tempo
    forse è tempo di fuggire,
     forse è tempo di raccoglierli i sogni
    di portarli dentro
    forse è tempo di dare loro da mangiare e da bere
    forse è tempo di chiedere scusa ai tuoi sogni
    forse è tempo di spiegare a loro perchè li hai traditi
    forse è tempo di  prenderli per mano i tuoi sogni e di partire
    forse è tempo di tornare
    di tornare a seminare
    forse questo è il tempo
    il tempo di tornare a casa
    a casa
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/09/sogni-stesi-al-sole-ad-asciugare.html
     

  • 01 aprile 2015 alle ore 16:31
    Brunate

    Montagne innevate
    vette incantate
    lunghe camminate
    uniche domeniche
    bellissime gite.

  • 31 marzo 2015 alle ore 22:58
    La perfezione nell'imperfezione

    La nostra amicizia 
    scintilla per caso
    naturale per divertimento
    indelebile nel tempo.

    Noi che ci siamo
    sempre, anche nel silenzio dei giorni 
    quando siamo lontane.

    Noi che ascoltiamo
    possiamo parlarci senza riflettere, 
    senza giudicare o fraintendere.

    Noi che ci arrabbiamo
    possiamo litigare, discutere, urlare
    senza ripicche o drammi.

    Noi che ci divertiamo
    forse più di altri che fanno finta di farlo
    e dicono di esser sempre felici.

    Noi che sbagliamo
    ma vogliamo bene a noi stesse
    e non ce ne dimentichiamo.

    Noi che siamo egoiste
    ma pensiamo sempre e comunque
    a chi conta veramente.

    Noi che siamo instabili
    emotivamente razionali e razionalmente emotive.
    Così simili e diverse.

    E tu...
    ... che hai avuto tempo per me quando ne avevo veramente bisogno,
    ... che mi leggi dentro la tristezza e senza nemmeno farmelo capire la cancelli,
    ... che nella mia negatività sai che c'è anche positività,
    ... che aumenti la mia allegria perchè quando ridiamo per ore siamo davvero felici!

    Ma sopratutto tu...
    ... che sai cogliere la perfezione nell'imperfezione
    e la trasformi in un sorriso.

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:35
    CHI SEI TU

    IRIS VIGNOLA

    CHI SEI TU?

    Nel letto di dolore, tra spasmi e sofferenze,
    immobile e preda inerme d'un fato atroce,
    ti chiedi cos'hai fatto per meritare un simile castigo.
    In questa tua esistenza, forse hai errato troppe volte,
    oppur sei qui a scontar pene per tue vite vissute,
    in altro tempo e in altro spazio, di cui non hai ricordo.
    Una folle realtà ti vuole disarmato e senza scudo di difesa,
    affinché la vita, vile carceriera,
    ti releghi in questo corpo sì stanco e martoriato,
    privo di alcun libero arbitrio per gridare basta,
    dacché la voce manca
    e gli occhi chiusi o fissi non possono parlare.
    Muto e inerte, pari incosciente, in quel triste sudario,
    forse lo sei, o forse sei tra noi,
    presente ed impotente a farti udire,
    da noi che, limitati, non sappiamo percepire
    l'urlo straziante che irrompe in te e, lì, muore.
    Chi sei tu, adesso?
    Pensi, riflettendo la tua immagine, come in uno specchio,
    piangendo su te stesso e su quell'amara, mortale sorte.
    Ti senti affievolire come flebile fiammella sul punto di smorzarsi,
    purtuttavia, irriverente, la morte
    t'ha abbandonato fra le mani del tuo nulla esistenziale
    e non accenna ad affrancarti.
    La vita ti ha deluso e incarcerato in quest'insana spoglia,
    il cui spirito pretende d'esser libero di scegliere
    se continuar a vivere, se vita si può dire,
    o librarsi in volo per divenire anima immortale,
    in una dimensione astratta e congeniale
    ad apportar supporto ad altri in greve stato
    e a custodire chi abbisogna di conforto.
    Libero, uscito da quel corpo che tradito poi t'aveva,
    disteso in un riposo guadagnato,
    seppur pianto da chi non sa che or ora sei felice.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:34
    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA

    IRIS VIGNOLA

    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA.

    Con un sorriso vestito d'anima,...
    lasciai il mio involucro assopito,
    per levitare in alto, nel corpo mio astrale,
    onde elevarmi lassù, nel blu cobalto
    d'un cielo non fattosi ancor nero inchiostro.
    Verso le stelle, m'innalzai, in quella tarda sera,
    che stavano accendendosi, per illuminar la notte.
    Mi scrutarono in viso, con enigmatico sorriso,
    avean tessuto un magico velo, disteso fra di loro,
    nel quale i sogni imprigionare,
    lasciandone sol taluno libero di volare,
    affinché potersi realizzare.
    M'incupii, giacché i miei eran tutti prigionieri.
    Guardai le stelle, sempre più lucenti,
    che, come sfingi, apparivan misteriose.
    Lo sguardo mio trasudava parole,
    insieme a lacrime, come cristalli di sale.
    E con stupore, in quello spazio senza tempo,
    osservai i sogni miei volare,
    nel cielo fattosi ombroso, verso l'immane infinito.
    Fu allora che compresi ciò che sarebbe avvenuto,
    tant'è che quel sorriso, vestito d'anima,
    spuntò di nuovo sul mio viso, testé radioso.
    Ringraziando le stelle, discesi in tutta fretta,
    per far rivivere il corpo mio, in placida attesa,
    supino e immobile, sul letto ancor giacente, che parea sorridere, come sapesse
    del dolce incanto, accaduto in quel del cielo,
    in una notte serena e confortamte.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:33
    LA PASSIONE DI CRISTO

    IRIS VIGNOLA

    LA PASSIONE DI CRISTO

    Limpido cielo, di stelle ammantato,
    in quella gelida notte, nella quale sei nato,
    finanche, da vivida cometa, attraversato,
    onde annunciar sublime avvento,
    tra paglia, nell'angusto antro,
    in miseri panni e solo riscaldato
    dal fiato del bue e dell'asinello,
    Tu, Umile e Divino Bambinello,
    dall'eterea dimensione, proveniente,
    sull'angosciata Terra,
    per volontà del Padre Tuo Vivente.
    Regali gesti, dalle miracolose mani,
    generate per sanare e per donare
    ciò che era andato perso,
    per un destino avverso,
    da chi, nel proprio cammino, Ti ha incontrato
    ed il Tuo verbo, ha fatto suo,
    per cui, ogni peccato, gli è stato cancellato.
    Carismatiche parole, dalla Tua bocca,
    di pace, perdono,
    speranza, fratellanza,
    rivolte alla crescente folla,
    che ha barattato il cuore, in cambio del Tuo amore,
    per mezzo delle quali, mutando triste sorte,
    la vita, hai restituito,
    sconfiggendo la morte,
    su chi, di Te, la veridicità, ha recepito.
    Tu, come Buon Pastore,
    hai conquistato il cuore,
    di chi, di Te, ha compreso
    che fossi, in verità,
    il Messia tanto atteso,
    del Creatore, l'Unigenito Figlio,
    fattosi uomo e, tra i suoi simili, sceso,
    per prender su di sé,
    del mondo, diabolico peccato.
    Ed affinché ciò si avverasse,
    fosti straziato ed umiliato,
    a seguito di, con un bacio, esser tradito
    da chi, al desco Tuo, si era seduto
    ed aveva, con Te, intinto il pane consacrato,
    spezzato e dispensato,
    come Tuo Corpo, sulla Croce, immolato
    ed il vino, dal calice, bevuto,
    offerto, al pari del Tuo sangue, versato,
    per l'Eterno Patto,
    dal dorso, che lo scudiscio ha martoriato,
    dal capo, che le spine della vile corona hanno violato
    e, appresso che, durante la via,
    cadesti, sotto, della Croce, il grave peso,
    da taluni reietto e disprezzato,
    bensì, dai giusti, immensamente amato,
    dai piedi e dalle mani,
    trapassati dai sacrileghi chiodi
    e dal costato,
    dove, non ancor paghi del male compiuto,
    vigliacchi, Ti hanno altresì ferito.
    Tu, Essere Celeste,
    che, di alcun male, Ti sei macchiato
    ed hai, all'inverso, gli stolti carnefici, perdonato,
    che, all'insano ordine, hanno obbedito,
    senza capir realtà di Colui che stavano uccidendo
    e che, a Dio, l'innocente Suo Spirito, rimetteva,
    che fosse in ver chi, d'esser, predicava.
    "IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA.
    CHIUNQUE CREDERA' IN ME NON MORIRA' MAI"
    Pronunziò, avanti la sua Ascesa,
    Gesù, chiamato il Nazareno,
    o il Cristo, dell'Onnipotente, l'Unto,
    il Messia, il Salvatore...
    Comunque sia...il nostro adorato Signore,
    che, per nostro amor, ha donato la Sua vita.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:29
    A MIO PADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIO PADRE

    Non ho scritto mai, per te,...
    alcuna frase, nel corso della vita,
    giacché son vaghi i ricordi,
    avendomi lasciata ancor bambina..
    Flash, nella mia mente,
    riportano a quell'età solare
    dove i pensieri volavano leggeri,
    sull'ali bianche della spensieratezza
    di quell'infanzia che m'appariva lieta,
    in specie, nei giorni della festa,
    quando s'andava, in campagna, a passeggiare,
    con il vestito domenicale e lindo,
    tenuto in serbo tutta la settimana,
    io a cavallina, sulle tue spalle sicure,
    guardavo il mondo, trovandomi su, in alto,
    quasi vicina a toccar il cielo con la mia piccola mano.
    Anche il mio nome, rammenta il tuo ricordo,
    di quella notte che udì il mio primo pianto,
    quando cantasti l'Iris di Mascagni,
    con la tua voce che vorrei poter sentire. Padre mio amato e troppo presto perduto,
    idealizzato nel ricordo che ho nel cuore,
    son qui a scriver, per te, d'amor, parole
    dolci come le caramelle che non mancavi di portare,
    a questa piccola tua figlia, prima di dover andare
    in una vita celestiale, che ti richiamava a sé,
    a cui non ti potesti rifiutare.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:22
    SE MI VUOI

    IRIS VIGNOLA

    SE MI VUOI

    Se mi vuoi, non occorrono parole......
    Guardami...
    Non son forse il tuo sole?
    Lascia trapelare il silenzio, senza smetter di guardare,
    arrivando come un'onda che abbandona il suo mare,
    per sfiorare ed unirsi all'arenile.
    S'infrange sulla pelle che si lascia ognor lambire, lo sguardo tuo,
    raccontando, al cuore mio,
    le dolci frasi che le labbra non saprebbero esplicare.
    Scruta gli occhi che hai davanti,
    veritieri traditori dei reconditi pensieri della mente,
    penetra or ora l'anima ignuda ed indifesa,
    per carpirne gli esaltanti e inestimabili segreti,
    che conducono al portale della dimensione astratta.
    Ma ancor concreta, tua sarò,
    nella silente attesa d'una sgargiante aurora,
    che possa baciare i nostri corpi addormentati dopo l'estasi d'amore,
    ancor dapprima d'udire, vicino, il tuo respiro,
    o percepire il tocco delle mani sul mio viso.
    Nell'ovattato silenzio, s'odono i palpiti del nostro cuore
    e il tuo mi sta dicendo che mi vuoi,
    mio immenso amore.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:20
    LACRIME DI PIOGGIA

    IRIS VIGNOLA

    LACRIME DI PIOGGIA

    Scorre, scivolando sul vetro del finestrino, la pioggia,...
    formando esigui canali
    che, zigzagando, s'avviano verso il proprio destino.
    Lacrime di pioggia, scendendo giù dal cielo,
    ammantato di cinereo,
    tremolanti, si soffermano,
    riprendendo poi quel pianto naturale.
    Intrisa di tristezza per la tua lontananza, scruto
    nel mentre che le fronde, dal vento, sono scosse,
    sotto la cappa velata del mesto orizzonte,
    che non vorrebbe piangere,
    ma risplendere di sole,
    come vorrei pur io,
    se non dovessi dirti sempre addio.
     

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:18
    VITE SENZA TEMPO



    IRIS VIGNOLA

    VITE SENZA TEMPO

    Rumoreggia il silenzio,...
    nella coscienza attenta.
    Grovigli di pensieri,
    Intersecati come fili,
    tentacoli, nella mente, radicati.
    Chiazze d'oblio,
    lapsus di vita passata
    e, nel contempo,
    visi improvvisi,
    sprazzi d'eventi remoti,
    come lampi che affiorano dall'io.
    Giù nel profondo,
    scavando tra memorie antiche
    che, sapienti,
    riconducono i ricordi,
    appartenenti all'anima immortale.
    Effimere vite,
    vissute quanto un battito di ali.
    Realtá irreali,
    materia che non vale quasi niente,
    che si disgrega,
    come nuvola col vento,
    sotto l'inverecondo influsso
    d'un fuggente tempo,
    che lo spirito non teme, ma divora,
    nutrendosi di fasci d'ore e di minuti,
    onde approdar all'esistenza muta,
    in una dimensione ancora pura,
    nel suo non tempo,
    eterno ed assoluto.

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:12
    IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

    IRIS VIGNOLA

    Il silenzio degli innocenti

    Silenzio, nella verde valle ridente,...
    in cui la natura,
    in quell'aurora radiosa,
    è ancora, nel sonno, assopita.
    Echi improvvisi la invadono,
    poi disperdendosi,
    nell'ossigenante aria,
    testè fattasi frizzante.
    Echi di urla strazianti,
    di belati stridenti,
    contrastanti nel perfetto scenario
    del giorno nascente.
    Echi di sofferenza,
    occhi saturi di doloroso languore,
    delle vittime designate, tenere carni al macello,
    brutalmente trascinate.
    Sangue, dissacrante,
    colora la terra di purpureo rosso
    e l'odore di morte prevarica,
    ad oltranza,
    dei fiori, la fragranza.
    Poi torna il silenzio,
    a regnare con clemenza,
    donando, della pace,
    solamente la parvenza,
    nella valle, tutt'intorno.
    Il silenzio di creature innocenti.
    Il silenzio delle vittime dell'uomo

  • 31 marzo 2015 alle ore 17:07
    SCARPETTE ROSSE

    IRIS VIGNOLA

    SCARPETTE ROSSE

    Leggiadra all'apparir, sovvieni, al pari di dolce farfalla,...
    volteggiante nell'aria tiepida di primavera in fiore.
    Son ali colorate, le tue scarpette rosse,
    di lucente raso create, nastrate alle caviglie,
    come, da tempi immemori, son solite far le ballerine.
    Punte gessate, su cui spiccare il volo,
    acciocché farti ammirare, tentando di scordar dolore e ansia,
    roteando, aggraziata, in vorticose pirouettes infinite,
    esile trottola, nell'armoniosa danza,
    ritmata al cadenzar d'una soave melodia,
    nell'attitude, nel fouetté, nel pas de chat,
    nel coup de pied, nel developpé, nell'arabesque,
    le tue movenze fluidamente delicate trasudano energia
    e fan di te poesia, sublime libellula danzante,
    sposata al sacrificio, senza alcun indugio,
    a cui ti doni con passione e dedizione,
    per tornare ad esser ancora e ancora notturna falena,
    attirata dall'aura iridescente della scena,
    nell'istante supremo d'apertura del sipario,
    quando, ad occhi chiusi, trai un respiro più profondo,
    per balzare dalle quinte e volare su quel palco,
    avvolta in altrui vesti, d'organza e di paiettes,
    giacché narrar le storie, con la tua suggestiva danza,
    preludio, fulcro, epilogo del cantico d'amore.

  • 31 marzo 2015 alle ore 0:46
    Il tuo sapore

    Ho scoperto
    qual'è il tuo sapore.
    Sai di scroscio di note
    e presenza notturna.
    L'ho scoperto l'altra notte
    mentre ero prigioniero
    tra le tue gambe
    e in fondo ai tuoi occhi.
    Lo avevo ancora in bocca
    mentre il mio sorriso
    si affacciava al bordo 
    della tazzina 
    al mattino seguente,
    retrogusto di ricordo d'amore
    che nemmeno il caffè
    ha cancellato.

  • 30 marzo 2015 alle ore 21:13
    Piccola poesia di due righe

    Buonissima Pasqua a te e famiglia;
    ma senza bullismo né omofobia !!!

    Dedicata ai genitori che non accettano i propri figli perché non li ritengono "normali" o "sani" di mente. 

  • 30 marzo 2015 alle ore 14:53
    Come la prima volta

    Sipari che proteggono

    e quando si aprono

    mostrano solo una parte

    perchè di nascosto

    tuto è custodito

    tutto si sa

    magia del palcoscenico

    segreti che

    non si svelano

    timidi come bambini

    indifesi e soli

    appena

    l'ultimo faro

    spegne un sogno

    e domani pronti

    ad accenderlo di nuovo

    profumi e copioni

    mescolando applausi

    emozionandosi

    come la prima volta...

  • 30 marzo 2015 alle ore 9:44
    Un Quiz

     
     
     
    Lei
    La conosco
     
    L'ho consumata
    E non ha mai urlato il mio nome
     
    Ha determinato la notte
    A un uomo che ha donato amore
     
    Ella vive per vivere
    Lui vuole vivere
     
    Vive per gli altri
    Vive per tutti
     
    Soprattutto vive per lui
    Nel lavoro e nell'amore.