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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 luglio 2015 alle ore 20:22
    Parlano le Nuvole, parlano

    Le Nuvole parlano 
    lanciano epiteti veloci
    nel loro scorrere e scindersi
    in frange di dita impazzite
    su note al Tempo arroccate
    Cantano e poi piangono
    Non si vergognano 
    del mutato
    repentino umore
    Ridono nel narrare dogmi 
    di antica appartenenza
    E per gli stessi
    inuditi anfratti di sapienza
    si suicidano
    In follia di pioggia amara 
    arie acide scagliano
    Ad orecchi umani
    l’approccio tentano
    Parlano le Nuvole 
    parlano.

  • 13 luglio 2015 alle ore 23:35
    umani

     un sentiero 
    per andar lontano
    un fuoco
    dove trovar riparo 
    e cuori che battono 
    nei piedi che camminano
    esseri
     umani

     Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/umani.html

  • 13 luglio 2015 alle ore 22:45
    Mi sento

    Mi sento imperfetto

    nel tempo

    e nel modo

    un verbo coniugato al passato

    d'un oblio che ridonda

    in un eco in disuso.

    Mi sento in difetto

    in gesti e parole

    un soldato votato al silenzio

    e pistole di lacrime

    in cieli appannati

    e stelle depresse.

    Dove sono gli amanti e le lucciole?

    Forse sono soltanto incantesimi

    asserviti all'eloquenza di Zeus?

    Dove sei traboccante Venere

    che risvegli in un bacio un Monet?

    Mi sento astratto

    in scenari di solitudine

    ove il grigio masturba il sole

    e la notte si chiava la morte

    come schiava sodomita

    che più non afferra l'alba.

    Mi sento giogo

    carnefice e plagio

    prigioniero di sguardi sterili

    e passi isolati

    senza percezione di sé

    in distonia di direzioni.

     

  • 13 luglio 2015 alle ore 21:26
    Angeli feriti

    Come navi che nel loro lento viaggio
    percorrono la stessa rotta

    solcando l'una la scia dell'altra

    incontrando tempeste improvvise
    che le spingono verso approdi diversi

    Noi puliti e innocenti

    sopportiamo sottili
    e gelide provocazioni

    di chi pregusta il piacere
    d'annullare tutte le dolcezze

    e renderci distanti

    a far finta che tutto
    sia come prima

    e invece

    confermare una serenità
    che è sempre più

    Noi angeli

    anche se feriti

    a firmare cambiali
    per il loro inferno

    scoperture d'emozioni
    a costruire la certezza di un futuro

    anche lui sempre più
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 13 luglio 2015 alle ore 18:46
    Cliffhanger

    Ci sono i vecchi 
    e i miei occhi appannati
    Esposti all'impietoso 
    inferno dell'arsura
    Orizzonti lontani
    Qualche stella spezzata
    Ci sono sentimenti
    abbandonati 
    Sulle spiagge 
    dell'io
    Il vuoto è il tempo
    Che premedito
    un'uscita di scena
    che è altro da me
    Silenziosa 
    e senza ringraziamenti
    Un colpo di scena 
    Lo sparo all'indifferenza
    Così me ne andrò nel mondo
    come i vecchi saggi
    accettano l'inaccettabile

    La vita sarà vita 
    anche senza abbracci 
    che trattengono 

    La mia vita
    sarà libera
    da tutto ciò
    che m'aspetto

  • 13 luglio 2015 alle ore 17:28
    FILASTROCCA BUFFA

    Specchio specchio delle mie brame
    posso mangiare pane e salame?
    -Mia principessa sconsiderata,
    ma non lo vedi che sei ingrassata?
    -Caro specchio, non esser pedante,
    per una volta sii accomodante.
    Lo sai bene che mi fa gola
    una pagnotta col gorgonzola,
    e poi anche seduta stante
    una lasagna accattivante,
    e dopo un fritto bello dorato,
     formaggi salse e cioccolato.
    -Mia principessa, ma che stai dicendo?
    Che ne sarà del principe Armando
    che ora per te sta spasimando?
    Se tu t'ingrassi senza ritegno
    non ti offrirà mai più il suo regno.
    -Specchio mio caro, non darti pena,
    se il caro principe mi avrà ripudiata
    ai miei cuochi ordinerò una gran cena
    e mi farò una bella mangiata.
    Seduta a tavola ben imbandita
    ritroverò ognor l'allegria della vita.
    E poi col vino della mia botte
    accenderò il languor della notte.
    -Mia principessa rimarrai sola
    in compagnia della tua gola!
    -Amico specchio, non correr tanto,
    ad ogni uomo non sfugge l'incanto
    di donna gioiosa udire il canto,
    che a pranzo e cena gli fa compagnia
    senza sapere la dieta che sia.
    Qualunque uomo, d'osteria o di castello
    non vuol portare di donna un fardello,
    con ella s'aspetta di ridere assai......
    e che non gli rompa la scatole mai.
    Per cui caro specchio delle mie brame
    mi appresto a mangiare pane e salame
    e la più felice son io del reame.

  • 13 luglio 2015 alle ore 13:59
    FILASTROCCA DELLA BUONANOTTE

    Notte splendente di luna e di stelle
    affida al vento le note più belle.
    Stringe al petto il suo bimbo la mamma
    e sussurra lenta la ninna nanna.
    Il cagnolino accucciato vicino
    e sopra il letto dorme il gattino.
    Ed ecco arriva il sonno leggero,
    il bimbo sogna, e gli par tutto vero.
    Par vero che al Mondo sian tutti contenti
    e non ci siano più contendenti,
    chè sparìte son l'armi dai continenti.
    Par vero che regni la convivenza
    fatta di pace, amicizia, pazienza.
    Par vero che tutti adesso sian pronti
    a darsi amore in grande abbondanza
    senza star sempre a farsi dei conti.
    Par vero che i Regni della Natura
    sian tutti amati in eguale misura.
    Notte splendente di luna e di stelle
    affida al vento le note più belle.
    Fa' ch'esse vadan come magiche fate
    e volino dentro gli umani cervelli,
    e con le loro voci incantate
    li rendano buoni leali e più belli.
    Sicchè sarà vero ciò che par vero
    nel sogno innocente di un bimbo dormiente,
    che non avremo al Mondo nemici
    ma occhi ridenti di bimbi felici.

  • 13 luglio 2015 alle ore 11:19
    Natura Amica

     
     
    Amica mia!
     
    La natura è nostra
    Le sue meraviglie
    Le tante lusinghe
    Vivono in noi.
     
    Segna la via del bene
    Apre la pista dell’animo
    Ci accompagna ovunque
    È il nostro miglior dono
     
    Lei è l’anima del creato
    Basta saperla rispettare
    Nelle sue insite evoluzioni
    Per non farla incapricciare.
     
    Amica nostra!

  • 13 luglio 2015 alle ore 3:23

    Sono cresciuta tra piccolissimi concetti, fatti di una povertà materiale che in se portava grandissimi valori. Li ho tenuti con me, sulla pelle, nel cuore e nell'anima. Ho fatto di loro concetti e modi di vivere per me stessa. Ci ho costruito rapporti umani e affettivi. Li ho trasmessi a chi mi ha camminato a fianco. Ho appreso del nuovo e del buono da loro in cambio. La mia esperienza, il mio bagaglio è fatto di lacrime, di emozioni, di vittorie e di sconfitte. Il mio percorso non è stato facile. Con l'esperienza di oggi ne vedo di cose che non mi piacciono attorno a me. Le ascolto anche e ne resto delusa. Crescendo speri sempre che tutto ciò che di bello e vero hai mantenuto serva a qualcosa. Speri che l'onestà, la sincerità e i sentimenti sinceri siano ripagati. Però poi impari... Impari che un rapporto umano è più le volte che ti delude di quelle che ti ricambia. Impari che un cuore che si mette in gioco non sempre è difeso e protetto, ma spesso viene fatto a pezzi . Impari che l'onestà non ha un prezzo se non quello di farti sentire "stupido" e a volte "sbagliato". Impari che essere Donne con dei valori oggi farà di te quella che resta indietro... E vedrai passare avanti: bugiarde, gatte morte e zoccole. Quasi niente di ciò che era un tempo il "MEGLIO" viene premiato... Anzi, spesso viene calpestato. Imparando tutto questo capirai: Capirai che credere in qualcuno e poi aprire gli occhi fa male. Capirai che non tutti gli occhi sono lo specchio dell'anima. Capirai che la stima e la fiducia sono difficili da donare, facili da perdere ma serve tempo per digerire la delusione. Capirai che ci sarà sempre qualcuno a cui non importerà nulla dei tuoi dolori, delle tue cicatrici e lacrime precedenti se è una nuova medaglia che vuole appendere alla sua giacca da valoroso soldato. Capirai che sarai "Tutto" fin quando torna bene a loro e diventerai "Niente" in un solo istante solo perché adesso è questo ciò che gli fa comodo. Capirai che mentre tu sei pronta a dare spiegazioni delle tue scelte, ci sarà chi ti lascerà in un silenzio assordante. E non gli importerà di quanti "Perché" tu possa avere. Capirai che le persone degne di godere dei valori che porti dentro da una vita saranno sempre più rare. Capendo questo, avrai voglia di cambiare. Avrai voglia di smettere di essere buono, di essere comprensivo e disponibile. Avrai voglia di blindare il cuore e imparare anche tu a giocare. Avrai voglia di cominciare a fare in modo che siano gli altri a farsi domande e a non trovare risposte. Avrai voglia di vedere qualcuno piangere per te una volta tanto solo perché sei stanco di piangere per gli altri. Quando ti verranno queste voglie fermati e ascoltati: leggiti dentro e pensa se davvero vale la pena cambiare. Se davvero vale la pena diventare anche in minima parte come coloro che fino ad oggi ti hanno solo fatto "Schifo". Chiediti se ne vale la pena che qualcuno onesto come te pensi di te ciò che tu pensi di determinate persone. E soprattutto pensa se ne vale davvero la pena che per "Certe persone" tu debba mollare valori e ciò che sei: TE STESSO! Io ho imparato, capito e ho avuto anche voglia di cambiare quando mi sono arrabbiata. Mi sono arrabbiata così tanto a volte con me stessa che davvero ho avuto paura di non ritrovarmi più. Però poi sono tornata ed ero ancora IO! E sapete perché??!! Semplicemente perché un cuore e un animo ricchi di valori, possono soffrire e quasi morire, ma conosceranno sempre l'importanza del RISPETTO VERSO GLI ALTRI, L'IMPORTANZA DELLA VERITA' E CONOSCENDO IL DOLORE CAUSATO DA UN CUORE CHE SI SPEZZA AVRANNO SEMPRE CURA DEL CUORE DEGLI ALTRI!!!

  • 12 luglio 2015 alle ore 13:59

    Poi ti stanchi di non essere mai "Abbastanza". Di sentirti sbagliata, di essere quella che resta in panchina. Ti stanchi di essere quel qualcosa che viene sempre dopo qualcos'altro o quel qualcuno che viene sempre dopo qualcun altro. Cominciamo a pensare che su quella panchina ci dicono  o ci portano con atteggiamenti e varie a sederci... Ma siamo noi che decidiamo di farlo. Iniziamo a non farlo, a voltarci e andarcene. A cercare un altro "Campo" in questo mondo dove ci venga dato quel posto che meritiamo, dove si gioca una partita ad armi pari, senza aspettare che qualcuno sbagli un rigore, oppure che commetta un fallo e venga espulso così che tu possa entrare "In gioco". Ricordati che se a te è toccata la panchina, anche laddove avrai la possibilità di entrare in gioco sei e resterai sempre "La seconda scelta".

  • 12 luglio 2015 alle ore 13:32

    Non servono le parole a quelle come me.Le Donne come me non si accontentano di una parola gentile, di un complimento o di un minuto del tuo tempo.  I "Rimasugli" del tuo tempo lo lasciano alle altre e gli regalano anche quelli che vorresti dedicare a lei. Quelle come me hanno carattere, intelligenza e coraggio per voltarti le spalle e ferirti con silenzi che nemmeno hai mai sentito. Hanno un orgoglio che non uccide i rapporti, ma che salva se stesse da coloro che l'unica cosa che saprebbero fare è calpestare la loro dignità e giocare con quel sentimento che portano nel cuore. 

  • 12 luglio 2015 alle ore 10:43
    Signore,Ti prego,dammi tempo

    Fugace chiasso di gente allegra

    vedo frecciare
    sulle candide piste della vita

    Tramonti

    che nei giorni si spostano più in là
    ad arrancare negli anni

    Languido e privo forze
     ma pervaso ancora da ardenti desideri

    anche se scherniti e umiliati

    assorbo ceffoni ben assestati

    a dar continuo fiato agl'inchiostri
     
    e far fiorire emozioni mature
    da acerbi sentimenti

    E lascio che il mondo
    parli e sparli a piacere 

    nel suo inventare
    imbrogli con punteruoli ricurvi

    appellativi abbelliti con fronzoli
    da lingue biforcute sempre pronte

    a finanziare trame
    di romanzi da collezione

    vuoti e senza alcun spessore
     
    infondere asperità e odi negli animi
    e disputare nei cuori
    insistenze irriducibili e veementi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 11 luglio 2015 alle ore 12:01
    Da Una Giornata Scialba

     
     
     
     
    Oggi è…:
     
    Una giornata un po’ così
    Dall'espressione incerta
    Uggiosa e fastidiosa.
     
    Per affogare l'ozio noioso
    Via a consumare il tempo
    Per i vicoli della natura.
     
    La strada verso il mare
    Una distesa di girasoli
    Alimentano sensazioni.
     
    La creatività di una nuvola
    L'incanto di un tramonto
    Suscita dentro segreti velati.
     
    I ricordi si fanno coloriti
    Quell'unica nuvola nel cielo
    Regala nuovi modelli di vita.
     
    Oggi è…:
    Una bella giornata da vivere.
     

     

  • 11 luglio 2015 alle ore 0:14

    Libera da tutto ciò che è "Ordine" e "Precisione". Io che sono solo un grandissimo "Casino" che parte da dentro. Io che nella mia confusione so trovare tutto ciò di cui ho bisogno. Io che non perdo mai niente nemmeno quando perdo la parte migliore di me. Io che so sempre dove cercare le emozioni giuste, i gesti giusti e le parole giuste ... Perché quando le hai nell'anima e nel cuore non conta quanto in profondità siano. Non conta quanta polvere tu ci abbia fatto scivolare sopra. Nel momento del bisogno loro troveranno te nello stesso modo in cui tu ritroverai loro.

  • 11 luglio 2015 alle ore 0:12

    Piango come una bambina quando mi arrabbio e rido allo stesso modo quando gioisco. Non sono niente in mezzo alla gente, ma sono l'essenziale quando da sola faccio i conti con me stessa. Sono debole di fronte a 10 uomini, ma sono forte quando mi sento libera di scegliere "Chi e cosa" essere. Sono antipatica per quelli che camminano programmando i loro passi, ma sono la complicità piena di chi dei suoi passi ne fa solo un modo per andare avanti a testa alta e con forza!

  • 11 luglio 2015 alle ore 0:11

    Ci vuole una forza enorme a volte per guardare avanti. Ci vuole un coraggio bestiale porco cane a fare delle scelte! Ma io non sono mai stata tra quelli che hanno paura del dolore... E se fa male non importa. Io amo essere me stessa così tanto, mi amo in modo smisurato e mi stimo così tanto che è giusto che per coerenza e rispetto io lasci gli altri liberi di poter essere se stessi allo stesso identico modo in cui pretendo di esserlo io. Posso condividere o meno atteggiamenti, pensieri e modi, ma se voglio bene davvero a qualcuno lo accetto com'è e diverso non sarebbe lo stesso ... Perché non sarebbe lui.

  • 11 luglio 2015 alle ore 0:10

    L'uomo non deve piangere mai... CAZZATE! L'uomo se ha un cuore, se viene deluso o ferito piange e come... Le reazioni, il dolore dell'anima non sono diverse da quelle dell'universo femminile. Hanno lo stesso metro di valutazione, lo stesso orgoglio,la stessa rabbia, lo stesso sapore e quando arrivano e spaccano dentro fanno male e la lacrima è solo un modo per farle uscire.

  • 11 luglio 2015 alle ore 0:06

    Se arrivasse la fine del mondo vorrei avere il tempo di percorrere a tutta velocità l'ultimo tratto della mia vita. Avrei voglia di vedere vicino a chi sono seduto, chi ha visto i miei capelli imbiancare poco alla volta e vedere se nei miei occhi c'è la completezza e la fierezza di chi ha raggiunto il suo "Posto" ... La tristezza, il vuoto e la rassegnazione di chi ha sbagliato tutto ... Oppure il rimpianto di chi ha aspettato senza far niente "Un momento giusto" che non è mai arrivato perché non hai mai fatto niente perché arrivasse.

  • 10 luglio 2015 alle ore 23:09
    Senza titolo IV

    Ci scrutano, ci svelano,
    stan fermi sulla soglia
    ma non entrano, attendono.
    Ci ascoltano, ci spiano,
    con dita esili penetrano
    la mente e scostano le tende.
    Son fantasmi i rimorsi,
    alcuni più nitidi e giovani
    altri vecchi e spenti pensieri,
    tornano a tormentarci e
    a tenerci rabbiosa compagnia
    nelle fredde notti in bianco.

  • 10 luglio 2015 alle ore 12:07
    Dispari

    Mi sveglia il profumo del giorno
    di cui non sarai protagonista
    s'aggrappa alle narici
    l'odore del caffè.
    Calda di coperte
    tocco la tua mancanza
    con la mano, cammina
    lungo il territorio di letto
    assediato dalla forma piatta
    dell'assenza.

    Il sole divide la stanza
    stesa dalla parte dell'ombra
    guardo soldati di bottiglie vuote
    sono stata questo ieri sera:
    guerra alcolica di emotività e ricordi.

    Scalza di certezze
    mi alzo confusa e minore
    giro il caffè al contrario
    gira la ruota penso
    anche in una vita bloccata.

    Fuori il brulicare della gente m'ingoia
    livida di sonno passeggio
    stordita nell'umore
    mi lascio travolgere
    dalla velocità dell'esistenza:
    rossetti rossi, barbe lunghe, hipster,
    clochard, sorrisi di circostanza,
    circostanze senza sorrisi, omosessuali,
    transessuali, cuori immigrati, chiese,
    braccia tatuate, smartphone, discoteche,
    la pelle scura, i sudori freddi, gravidanze,
    la rabbia del mare, le sigarette spente,
    l'onda rossa dei semafori, il silenzio al centro.

    Il cielo ferito di nero sanguina dubbi.

    Spolmonando speranze, fumo, titubanze
    sono un calzino spaiato
    senza il mio opposto
    vado al cinema da sola
    stringendo in tasca due biglietti.

  • 10 luglio 2015 alle ore 10:36
    Sogni...sogni...sogni

    Scorre inclemente il tempo senza curarsi delle nostalgie Piacevole e divertente forse graffiante e provocatorio purtroppo mi rifugio nel l'ironia che non risparmia neppure me stesso a installare distese di filo spinato per difendere la parte più morbida dei giochi d'artificio dell'anima E scagionare le emozioni dalle colpe non commesse virtù personali bagagli pesanti da sopportare dissolte in veli di fumo a dimostrare trame trasparenti E se avessimo tutti un po' d'umiltà forse saremmo quasi perfetti... . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 09 luglio 2015 alle ore 22:11
    Ci sarò, e sarò sempre me stesso

    Mi son scritto una poesia
    per star bene sulla via,
    quella strada che mi porta
    alla riva storta.
    Quel luogo dove mia nonna
    si alzava la gonna
    e lavava i panni
    per la gente del paese.

    Mi son scritto una poesia
    perché ora
    sto vivendo la felicità
    e me la godo finché ci sta.

    Tra storie e canzoni,
    Maria Salvador e Santiago del Cile,
    quante ginocchia mi sbucciai
    sull'asfalto del cortile.

    Vi saluto bella gente
    e non fate finta di niente.
    Questa mattina piangevo
    e stasera bevo
    per una vita che nasce,
    perché son già con te
    e sarò con te per sempre.

  • 09 luglio 2015 alle ore 14:57
    era il muro del silenzio

    era il muro del silenzio
    qualcuno l'aveva costruito nella notte
    a volte nella notte i pensieri  
     non trovano il giusto cammino
    per tornare a casa

    il cammino era tutto da inventare 
     nessuno aveva preso il coraggio per la mano
    e il coraggio lasciato fuori alle intemperie
     si era prosciugato del tutto

    e adesso?
    adesso non restava che sperare in una salvifica stagione delle piogge
     che inondasse ancora queste aride terre nelle periferie del mondo

    una pioggia salvifica a ricordarci 
    che è meglio abbattere il muro adesso
     perchè oggi siamo 
    domani chissà

    meglio guardarsi negli occhi e sorridersi adesso 
    e fino alla fine
    fino
    alla 
    fine

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/era-il-muro-del-silenzio.html

  • 09 luglio 2015 alle ore 10:32
    Cuori senza frontiere

    Ascoltare il cuore capirne il linguaggio dei battiti e dare un per sempre ai giorni d'allegria che riempiono il futuro Iniettarsi dosi di gioia Volando tra le stelle a ironizzare sulle realtà sospese nella fantasia e raccontare di vibranti e colorate sfumature d'emozioni immerse nell'entusiasmo e nelle passioni fregandosene del l'irriverenza del gioco degli equivoci . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 08 luglio 2015 alle ore 14:59
    Genova

    Mia fanciullezza
    antichi ricordi
    tristi e lieti
    ormai lontani
    confusa memoria.