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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 marzo 2015 alle ore 21:31
    Sognare non costa nulla

    Vittima dell'idealismo

    che rende ogni mio gesto possibile

    ho l'orgoglio di far parte
    di quella schiera di uomini

    che credono ancora nell'onestà

    Mi sforzo di capire
    le ragioni di certi voltafaccia

    cercando di vedere in questi

    la volontà di combattere le violenze

    Ed elaboro il lutto dei rancori

    scrutando le facce deluse
    sia dei vincitori che dei vinti

    insieme vittime di sporchi interessi
    di menti perverse

    E continuo a far la guerra
    per raggiunger la pace

    e riscuotere il mio compenso
    nel ricordo dei posteri

  • 25 marzo 2015 alle ore 17:34
    La tua massima energia

    Stai veramente esagerando
    con quella luna storta
    ti ritroverai solo
    ad affrontare le tue ombre
    che ti inseguono tenendosi 
    aggrappati a te e continuando
    a far del male finchè avranno
    la tua massima energia

  • 25 marzo 2015 alle ore 15:24
    Fiat voluntas Dei

    Oggi non sono più il migliore amico,
    ma solo un patrigno ed un nemico.
    Così mi vedi, figlio mio, purtroppo,
    ed io piango con in gola il groppo.
    Quand'io morrò e non parlerò più,
    allora, forse, ti ricorderai di me,
    assiso dietro il tavolo sudato,
    su cui la mente mia in gioventù
    coi pensieri e con gli affanni, ahimè,
    ho per tant'anni con lena logorato.
    Or tu non comprendi, ma bontà
    c'è in me e tanto affetto,
    che mi spinge con difficoltà
    a renderti uomo e non abietto.
    Or stanco mi sento ed anche affranto,
    di tutto mi rimane un gran rimpianto.
    In me ho solo te ed un affanno
    di lasciarti in eredità un grave danno.
    Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
    in te freddezza e tanta indifferenza,
    perché non t'offro della vita una certezza,
    la cui assenza produce delinquenza.
    Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
    con cui convivo insieme con tristezza,
    perché non t'offro un posto di lavoro,
    che per l'uomo è vita e pur decoro;
    perché vien meno il soldo giornaliero,
    perché ti educo al benfar sincero,
    perché non sono compare dei compari,
    ovvero spazzola degli abiti talari;
    perché il ricatto aborro ed il compromesso,
    perché non voglio vederti genuflesso,
    perché solo il diritto pratico e t'insegno,
    che distingue l'uomo probo dall'indegno,
    dall'individuo dal fare scellerato,
    che da parassita campa indisturbato.
    Quando nascesti mi sentii più forte,
    ma poi s'affievolì questa figura,
    che non volle nuotar nel mar di fango,
    che appesta, ahimè, l'Italia a morte,
    che produce tra gli uomini frattura,
    mentr'io stanco sul mio scritto piango.
    Ricordo ancora tanti bei momenti,
    i momenti, in cui, piccolo, dormivi
    ed io nella fioca luce ti guardavo,
    vedendoti già uomo d'alti intenti.
    Un padre oggi non è più tal tra i vivi,
    se non s'ammorba nell'appestato favo,
    se non si vende ai politicanti
    ovvero al basso clero gabbasanti.

    Gino Ragusa Di Romano
    Dal mio libro - ACCENTI D'AMORE E DI SDEGNO -
    Pellegrini Editore - Cosenza 2004

  • 25 marzo 2015 alle ore 14:16
    ORIENTE ISIS E GLI ALTRI

    Avanza lento,
    spietato ed incolore,
    il tempo.
    C'è chi ancora
    vuole la guerra,
    la violenza,
    armando mani
    di sangue
    senza scrupoli, né pietà!
    Una tempesta
    di fuoco
    su innocenza
    senza peccato,
    o violentata nel suo essere
    castrando  giochi d'infanzia,
    sostituendo un cavallo di legno,
    o una bambola;
    con bombe umane, kamikaser.
    Vermi umani insozzati,
    impregnati,
    di odioso sesso criminale…
    che il vento d’oriente
    sfigura ogni possibile sorriso,
    devastando già flebile,
    ogni speranza.
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 14:08
    Il Toro nell’Arena

    Stasera vado ad uccidere
    Il toro nell’arena
    dell’Andalusia Gitana.
    Cantano stonate
    le corde del mio cuore
    struggente di curiosità
    e di dolore!
    - perché scrivo questi versi? –
    La mente avida m’incita
    vogliosa di conoscenza…
    l’orgoglio gitano
    di Pax Andalusa, trasfigura
    d’orgoglio vanitosa.
    E’ piccola e nubile
    come gentile bianca colomba,
    libera,
    profuma di mirto.
    Suono nel vento di nacchere vibranti  
    nervosi i tacchi del suo passo, sincronizzati!
     
    Più giù il cuore mio
    ribelle sanguina
    come una chitarra scordata
    alla quale mancano
    Le chiavi;
    per accordarla!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:53
    Isole Eolie

    Verde mare
    vulcaniche isole
    incuriosito visitare
    esperienza irripetibile.
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:45
    Gli specchi di Cordoba

    Filari di cipressi,
    di melograni, uva,
    di aranci dolci-amari sotto il miraggio solare,
    della Sierra Morena,
    dio di un cielo azzurro
    come il manto della Vergine Maria!
     
    Lenta e dolce melodia di specchi
    del fiume Guadalquivir,
    che riflette la Mezquita
    rimandandoti quadri di colori
    irraggianti e caldi dell Andalusia
    verso Granada!
     
    Cullano le acque del fiume
    amorosamente lente,
    e lunghe
    dissetando la pianura
    come una madre che allatta il suo bimbo
    tenuto nell’acque del suo ventre
    fertile e rigoglioso
    di un amore infinito.
    Magia di specchi Cordoba
    vanitosa e solare
    come Narciso!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:41
    Analisi ininterrotte

    Come stocchi di spade
    s’odono nel vento
    invisibili, in una nebbia latente
    che sconfina
    un passato remoto e presente
    togliendoti i sogni,
    un divenire senza tempo
    di realtà amara
    trucida, corrotta e violenta.
    Lunghe analisi nel dormiveglia
    di un sole malato oh,
    di vestali umane,
    grigie, sradicate e violentate…
     
    Con amore
    mi offro al mondo,
    urlando il mio sgomento
    in un susseguirsi
    di messaggi poetici,
     con pennellate di colore,
    che restano evasi,
    che nessuno ascolta.
     
    Ritorna il natale,
    come ritorna il dolore in tutto il mio essere
    come un morso di una vipera
    che innesta il suo veleno:
    solo un attimo di speranza,
    una preghiera, sempre la stessa, poi,
    sempre più nera
    avanza la nebbia con le vesti da regina!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:35
    UN AREM D’INDIFFERENZA

     Impallidisco tremando
    quando la fiamma dell’impotenza
    in me divampa,
    come scudisciate sulla viva carne
    avvilita e tesa,
    nella dilagante corruzione
    sociale e politica, della mia epoca!
    Lacrime di spilli
    incidono nella carne viva
    sferzando nelle ferite
    il malvagio veleno,
    nell’ indifferenza melensa!
    Nazioni denudate,
    innocenza violentata,
    dallo schifo della pedofilia!
     
    Son mani tremende, cervelli di rovo
    dentro guerre intestine
    di un sistema devastante!
     
    Tra pianure infinite rigogliose
    il dio nero domina senz’ anima e,
    l’emiro nel sole di fuoco
    ha olezzo di sangue, di morte oh!
    Con la faccia celeste,
    un mostruoso-uomo…
    vestito da prete!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 12:49
    Carezza

    E scende la notte
    su palpebre schiuse
    dal giorno confuse
    E scende la notte
    su lampi di vita scordati
    Lascia la coda a lembo amoroso 
    di fulgido pianto
    Scende la notte
    e giorno e sogni carezza. 
    Da "Salti nella vita" by annamaria vezio 2015

  • 25 marzo 2015 alle ore 9:42
    Amare

     
    Profumi di fiori nel prato
    Lambiti di brezza marina
     
    Nel cuore cercati orizzonti
    Con i faro guida tranquilla 

    Nel buio che protegge le fife 
    E l’insaziabilità delle voglie
     
    Nel quotidiano vivere la luce
    Gesti semplici… L’Amare.

    Scaccia meditazioni distratte
    Con nuovi propositi futuri.

  • 25 marzo 2015 alle ore 3:36
    Qui

    Questa è la mia condizione
    Vivo qui io.In questa miniera di carbone.
    Scavo.Con le mani e senza bere
    Come se,se l'istante dopo fossi certo di aprire un varco verso l'eternità.
    E scavo veloce,sempre più veloce.Da quando sono finito qui non ho smesso un secondo di scavare
    Non mi sono mai fermato nemmeno per guardarmi le mani.
    Io mi nutro di questo.
    Sopravvivo per scavare.Non posso farne a meno.
    Io vivo qui.In questo buco nero.
    Queste sono le mie regole.
    Scavare
    Scavare
    Scavare
    Il mio scopo?
    Morire consapevole

  • 25 marzo 2015 alle ore 0:57
    poco più di niente

    poco più di niente in vera pelle siamo
    siamo increspature di ombra e di luce
    sulla linea dello spazio e del tempo

     siamo poco più di niente
    un granello di polvere nel vento
    trascorriamo qualche attimo infinito
     a rimirar le stelle e lo spazio immenso
    immenso

    immenso lo spazio e le stelle sotto questo cielo grigio e spento di periferia
    dove vaghiamo e passiamo giorni e notti immersi nella foschia
    la foschia che ci protegge dalla tempesta di passioni 
    la foschia che ci avvolge e difende dal dolore e dal male
    dalla pena, dalla fame e dalla sete
    la sete di sogni 
    e dagli schiaffi
    gli schiaffi della vita
    la vita

    poco più di niente
    la vita
    assaporarla in carne viva , in vera pelle
    e se questo rigo digitato potesse uscire da questo schermo
     e cantare
     la nostra pelle risuonerebbe come un rullo di tamburi nella savana
    un canto nuovo
    eppure sempre uguale sempre lo stesso
    adesso 
    come allora
    una preghiera
    un soffio di vita
    come migliaia di anni fa
    e ancora

    la vita
    oltre e nonostante tutto
    oltre la tempesta
    poco più di niente
    e così sia

    Marco Bo
    Marco Bohttp://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/poco-piu-di-niente.html

  • 24 marzo 2015 alle ore 21:16
    Colpevoli silenzi

    Io che poeta non sono

    ma nella magnificenza 
    della poesia vivo

    subisco l'insegnamento della vita

    d'attribuire all'immoralità
    il più alto valore del vivere 

    con la pena di conservarmi

    nella desolazione delle ritorsioni
    di chi riconosce solo nel proprio potere
    la più giusta etica 

    insaporita di paroline dolci
    e atteggiamenti mielosi

    E nel banchettare della mente

    ascolto
     
    colpevolmente silente 

    la voce dell'anima che piange
    i lamenti di conflitti interiori 

    nella ricerca continua dei motivi
    per chiedere perdono ai sogni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 24 marzo 2015 alle ore 20:56
    Doni

    Quando fummo creati
    Ci fu dato sperare.

  • 24 marzo 2015 alle ore 18:20
    Fatalità

     
     
    La giornata di oggi
    Ha tanti ieri sul dorso!
     
    Una voce fortissima
    Mormora nell’aria
     
    Ostinata e sovrana
    Monitrice e precisa
     
    Solitaria mi dice:
     
    Mi duole il morire
    Meno il mio vivere.
     
    Al riparo nell’ombra
    Del vero e del falso
     
    Negli altri e con lei
    Superbia e orgoglio
     
    Segnano e disegnano
    Tragitto e traguardi
     
    Ovvero la rotta felice
    L’approdo a un sogno
     
    Ma sogno e realtà
    Sono a servizio
    Di Chi Governa la vita
     
    Pensando e tacendo
    Alla sua restituzione
    Dopo l’ultimo respiro.

  • 24 marzo 2015 alle ore 18:18
    Soliloquio

     
     
    Nella casa dell'anima
    La fanciulla di luna
    Con le ali del vento
    Ascolta la voce fioca
    Del primo mattino.
    La zingara misteriosa
    Dai gesti antichi
    Ed un filo di memoria
    Respira l'aria leggera
    Della sua adolescenza.
    Il suo sguardo intenso
    Proiettato verso l'ignoto
    Alla spasmodica ricerca
    Di un universo da sogni.
    Ma a sud del suo mondo
    Non gli sorride nessuno
    Ed il fruscio del canneto
    Si è fatto ululato da lupo
    E la luna non canta più
    La sua dolce nenia.
    Ora per lei è solo
    Un noioso soliloquio. 

  • 24 marzo 2015 alle ore 10:56
    Il Fato

     
     
     
    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli…
     
    In questo teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E… la notte cerca l'alba
    Senza un istante di respiro
     
    In questo mare
    Di cielo
    Di terra
    E di storie
     
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nella luce di una stella.
     

     

  • 23 marzo 2015 alle ore 21:21
    Le virtù del dilettantismo

    Desiderare di farsi conoscere

    senza avere un'idea
    sul proprio destino

    e vivere smanioso

    ad aggirare le minacce
    al cuore innamorato della vita

    rime leggiadre a echeggiare
    nell'adolescenza giovanile sprecata

    E mitigare i dolori dell'amare
    con pregustazioni erotiche

    segnali propri dell'amore

    effetti terapeutici significativi

    rimedi adatti a disintossicare
    dalla prigionia di tutti i giorni 

    e rompere l'assedio di astratti pensieri
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 23 marzo 2015 alle ore 18:19
    riflessi circensi

    Una mattina di Marzo mi recai in posta dopo aver preso prima un caffè al bar
    e poi capovolsi specchiandomi le immagini degli accadimenti. Mi ritrovai a testa
    in giù in un doppio ufficio postale dopo aver sorseggiato un caffè doppio in un
    doppio bar ed elevando all’ennesima potenza questo gioco di riflessi circensi
    tanti me facevano la fila in posta, tanti me gustavano la tazzina di caffè. Ero
    divertito dallo specchio dell’ego che si trastullava su anonimi sconosciuti quasi
    volesse impossessarsi di tutte le loro vite. Bastava solo la mia, la somma non
    avrebbe mai raggiunto il capolinea del tempo, i binari erano stati sostituiti dalle
    veloci rotaie e Italo era solo uno dei tanti nomi comuni, uno dei tanti avventori
    di un qualsiasi ufficio postale o di un qualsiasi bar.

  • 23 marzo 2015 alle ore 17:59
    Restano tre cose

    Di tutto restano tre cose:
    la certezza
    che stiamo sempre iniziando,
    la certezza
    che abbiamo bisogno di continuare,
    la certezza
    che saremo interrotti prima di finire.
    Pertanto, dobbiamo fare:
    dell’interruzione,
    un nuovo cammino,
    della caduta,
    un passo di danza,
    della paura,
    una scala,
    del sogno,
    un ponte,
    del bisogno,
    un incontro.

  • 23 marzo 2015 alle ore 7:48
    Il canto dell'acqua

    Scese la sera
    vestita di canto
    ed acqua sulle spalle

    (le tue)

    Ad occhi chiusi
    (i miei)
    sentii la tua voce
    oltre la porta
    piovermi lenta
    sulle labbra
    a fiocchi di piacere.

    Seguii il tuo canto
    e quando li riaprii
    mi eri distesa accanto
    vestita solo d'amore
    e di sorrisi.

  • 22 marzo 2015 alle ore 22:08
    Oro blu

    Fluisci, zampilli,
    trovi apparente quiete,
    ma in qualunque tua forma,
    resti sempre vita.

    Dea trasparente,
    non però in ogni luogo
    della cara sostanza
    fai largo dono.

    Scialo non si faccia
    del nettare prezioso
    che sgorga abbondante
    per un uomo mentre ad un altro,
    ritroso, si nega.

    Se, sordi all’appello,
    sulla via di Damasco non siamo,
    il pianeta abbraccia la sete,
    per soccombere poi, piano piano.

    Allora, dea della vita,
    la tua trasparenza smette la sua diafana veste
    e preferisce a questa un manto nero.

  • 22 marzo 2015 alle ore 21:07
    Non voglio niente di diverso di ciò che ho

    Voli di sarcasmo
    a rabbonire battaglie solitarie

    dichiarate in tempi
    incredibilmente lontani

    e ripercorsi oggi

    nell'ansia dei momenti d'incertezza

    e nelle arrampicate trionfanti di occasioni
    che si appropriano della volontà 

    Movimenti d'opinione della mente
    a muoversi nei miasmi dell'ardimento

    vigori emotivi sempre pronti
    a divenire eredi di martìri

    E commuovermi della tristezza
    che violenta il cuore

    nella vita tranquilla
    che avevano sognato
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 22 marzo 2015 alle ore 13:17
    Haiku

    Stelo tremante
    è fiore tra le spine
    Anima inquieta