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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 19 febbraio alle ore 18:44
    Cure ed amore

    Lottar mi piace
    Non si sta però in pace
    Lottar con i pensieri
    Con cose così serie

    Con i ricordi lottare
    Bei momenti desiderare
    Quelli insieme passati
    Nel cuore scolpiti

    Parole per niente
    Per quei momenti
    Dolorosi assai
    Come non mai

    Solo il tempo aiuta
    Che le pene spegne
    Tutto poi passò
    Che il tempo aiutò

    Vicino ti volevo
    Non mi buttavo giù
    Per una malinconia
    Cosi forte per te

    Non ti risparmiasti
    Vicino mi fosti
    I dolori allontanai
    Un'altra vita incominciai

    Vero amore questo
    Non solo per Cristo
    Tanto ti mancavo
    Sempre ti pensavo

    Sì...eri mia moglie
    Subito venisti
    Di me cura ti prendesti
    Amore dimostrando

    A niente pensavo
    Le tue cure desideravo
    Dove ci son cure
    C'è solo l'amore

  • 19 febbraio alle ore 18:27
    Dell'Etna amante

    Sto invecchiando
    Con 'sto tempo
    Che passa
    Che non dà scampo

    Non mi lamento
    Non son abituato
    Se a stento vado
    Sto in casa rintanato

    Son anche dolci
    Tante cose belle
    Non parlo di voci
    Neanche di caramelle

    C'è mia moglie
    C'è mia figlia
    Più belli d'ieri
    Son 'na meraviglia

    Anche l'Etna che vediamo
    Sempre là davanti
    Che conosciam da sempre
    Che da sempre siam amanti

  • 19 febbraio alle ore 17:04
    Ode al gatto

    Gli animali furono imperfetti
    lunghi di coda
    plumbei di testa
    piano piano si misero in ordine
    divennero paesaggio
    acquistarono nèi grazia volo
    il gatto
    soltanto il gatto
    apparve completo
    e orgoglioso
    nacque completamente rifinito
    cammina solo
    e sa quello che vuole.

    L'uomo
    vuole essere pesce e uccello
    il serpente vorrebbe avere ali
    il cane è un leone spaesato
    l'ingegnere vuol essere poeta
    la mosca studia per rondine
    il poeta
    cerca di imitare la mosca
    ma il gatto
    vuol solo essere gatto
    ed ogni gatto è gatto
    dai baffi alla coda
    dal fiuto al topo vivo
    dalla notte
    fino ai suoi occhi d'oro.

    Non c'è unità come la sua
    non hanno
    la luna o il fiore
    una tale coesione
    è una sola cosa
    come il sole o il topazio
    e l'elastica linea de suo corpo
    salda e sottile
    è come la linea della prua
    di una nave
    i suoi occhi gialli
    hanno lasciato una sola fessura
    per gettarvi
    le monete della notte.

    Oh piccolo
    imperatore senz'orbe
    conquistatore senza patria
    minima tigre di salotto
    nuziale sultano del cielo
    delle tegole erotiche
    il vento dell'amore
    all'aria aperta
    reclami
    quando passi e posi
    quattro piedi delicati
    sul suolo
    fiutando
    diffidando
    di ogni cosa terrestre
    perché tutto
    è immondo
    per l 'immacolato
    piede del gatto
    oh fiera indipendente
    della casa
    arrogante vestigio della notte
    neghittoso ginnastico
    ed estraneo
    profondissimo gatto
    poliziotto segreto
    delle stanze
    insegna
    di un irreperibile velluto
    probabilmente non c'è enigma
    nel tuo contegno
    forse non sei mistero
    tutti sanno di te ed appartieni
    all'abitante meno misterioso
    forse tutti si credono padroni
    proprietari parenti di gatti
    compagni colleghi
    discepoli o amici
    del proprio gatto.

    Io no
    io non sono d'accordo
    io non conosco il gatto
    so tutto
    la vita e il suo arcipelago
    il mare e la città incalcolabile
    la botanica
    il gineceo coi suoi peccati
    il per e il meno
    della matematica
    gli imbuti vulcanici del mondo
    il guscio irreale
    del coccodrillo
    la bontà ignorata del pompiere
    l'atavismo azzurro
    del sacerdote
    ma non riesco
    a decifrare un gatto
    sul suo distacco
    la ragione slitta
    numeri d'oro
    stanno nei suoi occhi.

  • 19 febbraio alle ore 14:33
    Diritti negati

    La parità tra i sessi
    è ancora un miraggio
    soprattutto sui luoghi di lavoro
    ove si manifestano
    discriminazioni ed ingiustizie
    solo gli uomini sono ancora
    ai posti di comando
    non sono bastati anni
    di contestazioni
    spero un domani
    la situazione
    possa cambiare
    in meglio.  
     

  • 19 febbraio alle ore 12:49
    My perfect friends

    A te che mi hai fatto scoprire i fiori nella landa,
    a te che mi ricordi quanto è bello ridere,
    a te che ogni volta mi tiri su di morale,
    a te che mi hai insegnato ad essere me stesso,
    a te che mi emozioni con i tuoi abbracci,
    a te che sei un diamante in mezzo agli argenti,
    a te che mi aiuti a superare tutti i miei ostacoli,
    a te che mi hai accolto nel tuo castello di vetro,
    a tutti gli altri che non ho menzionato…

    grazie!

    A voi che mi fate sempre sentire importante,
    a voi che mi apprezzate per ciò che sono,
    a voi che siete i veri amici di cui ho bisogno…

    grazie!

    Vi voglio bene, ve ne ho sempre voluto e ve ne vorrò sempre!

  • 18 febbraio alle ore 20:36
    Grappoli di realtà

    Nel fascino che non tramonta
    e con l'intelligenza che non invecchia

    illuminiamo i viali del nostro tramonto

    E non conosce confini l'amore

    nomade suo malgrado

    migrante necessario

    con la sua spontanea franchezza
    che fa divenire azzurro il cielo coperto di nuvole

    come a dire...io ci sarò sempre

    silenzioso o manifesto

    ad aiutare le labbra nel loro sorridere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 febbraio alle ore 20:34
    È domenica mattina

    Allontano dai pensieri
    gli abituali ricordi

    per viaggiare nella fantasia
    fuori dal mondo

    in trabocchetti invisibili
    di affascinanti illusioni

    E sguardi di dolcezza
    accompagnano la vista sul mare

    in questa strana consuetudine
    di starmene tutto solo

    nel mio orgoglio
    che vince ogni vergogna

    pel mio andar per fogli
    a rinnovare le mie curiosità

    nel miscuglio d'ardore
    e desiderio di vita

    preso in prestito dall'esperienza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 febbraio alle ore 20:33
    Amore senza dolcezza

    Cos'altro sono io
    se non un mucchio di ricordi dimenticati?

    Vado alla scoperta dei miti
    che hanno ispirato i miei misteri

    nel bisogno impellente d'allontanarmi
    dal mio ordine disorganizzato

    immergendomi con audacia
    nella volontà più intrepida della mia fantasia

    negli inferi più profondi della mia interiorità

    dove abitano i miei fantasmi del passato
    con i loro peccati

    e là una volta trovati

    provare il piacere di intingerli nell'acqua santa
    e assolverli senza chiedere nulla in cambio

    Ma mi accorgo di far parte

    di quella generazione disincantata
    colma di sensualità e di lascivia

    che non ha alcuna coscienza per il futuro

    e per questo incapace di camminare
    sulle proprie rovine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 febbraio alle ore 20:31
    Le stagioni del cuore

    Medito

    e rifletto oggi sul perché Dio
    mi ha dato questa possibilità

    di sentimi uomo

    col suo regalo senza interesse

    di farmi padre marito nonno
    e di essere così divenuto

    attimo testimoniale
    su cui si districano tutti i miei giorni

    prateria sterminata ove

    nella semina dei miei sentimenti

    guarisco i mali oscuri delle mie intemperanze

    i miei nulla dentro l'inferno

    E allora nel mio pensare che
    "ogni essere ha per sua natura un vizio"

    di colpo si trasfigura il vivere

    la luce degli occhi mi diventa più viva
    e i volti del mio mondo

    mi sembrano tutti pieni di gioia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 febbraio alle ore 20:29
    I viali della vita

    Costretto a convivere
    con le mie doti e i miei difetti

    racconto i miei incubi

    nel passar la vita a domandarmi
    se son un vigliacco oppure no

    Nella mia storia costruita
    grazie ai miei conflitti interiori

    mi vedo volontariamente esiliato
    nelle mie questioni morali

    dove mi limito a sorridermi
    e sentire l'odore della mia decomposizione

    per far muovere il mio tempo
    nel divenire del mio idealismo

    divenuto nel frattempo
    un male ereditario

    E così le mie figlie

    mie degne eredi

    sono nate peggio di me
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 febbraio alle ore 20:23
    Laddove il dolore

    Son fluide 
    le curve
    laddove 
    s'incava il dolore 
    Fra righe mute
    lagrima versi.

  • 18 febbraio alle ore 19:38

    Sono stata definita pazza quando mi allontanavo dalle persone senza pensarci troppo. Accusata di essere una persona che per "cavolate" metteva fine ai rapporti. Colpevole di non essermi mai interessata a tali persone o fatti. Dalla personalità ingestibile e troppo dura perché non è mia abitudine regalare finti consensi a scopo personale, ma solo ciò che penso e senza troppi giri di parole. Peccato... Che il tempo non mi abbia mai dimostrato che "Allontanarmi" da suddette persone sia stato un errore. Non ho mai dovuto dirmi "Ho sbagliato"! Soprattutto ci tengo a spiegarvi che la mia personalità non è "Ingestibile". La mia è una di quelle personalità che non plagi e non compri "lisciandola" quando ti conviene. La mia personalità è ben salda e sicura di se'... A differenza di molte altre che noto spostarsi con estrema facilità dove conviene di più! Continuate a "pensare" di sapere... Io continuerò a sorriderci su.

  • 17 febbraio alle ore 11:09
    In tre di sponde a gioia

    Vieni, ho messo da parte 
    il cielo quando pulsa
    una pausa e scende la fronte
    al rinascere
    mescola acqua di rose
    al sogno dei cancelli,
    un penetrare di lucchetti.
    Guarda, il raggio all’iride
    lo lascio entrare
    e ora siamo in tre questo languore  
    inverno, che nemmeno temo
    la macchia di mancanza
    tra gli anemoni. È solo tenerezza
    l’ombra di fianco
    sul prato del mio giorno
    minimale.

  • 16 febbraio alle ore 20:59

    Ne hai guardati di tramonti sognando ad occhi aperti. Hai ascoltato canzoni che ti raccontavano e con occhi pieni di lacrime te le imprimevi nel cuore. Hai aspettato persone che non sono mai tornate, creduto in altre che non sono mai state sincere e hai parlato con chi non ha mai avuto l'intenzione di capire. Oggi ancora guardi tramonti, non sogni, ma serenamente credi che la vita sia un dono inestimabile. Ancora ci sono canzoni che ti toccano l'anima, ma i tuoi occhi sono asciutti e limpidi perché adesso ti riempiono di carica positiva e ottimismo. Credi ancora nelle persone, ma non aspetti più nessuno perché hai imparato a distinguere chi ha voglia di capire e solo in quei casi scegli di parlare.

  • 16 febbraio alle ore 20:25
    E proseguiamo nella nostra penombra

    Camminiamo adesso

    gettando al vento i pensieri
    e insieme le nostre emozioni

    abbracciati uniti già
    sulla via del non ritorno

    fatta di silenzi e intimi ricordi
    in quel nostro andare senza fretta

    dove fruscii simili a sospiri
    accompagnano i passi strascicati

    che arrancano
    verso il loro certo destino

    E risate isteriche
    ci si fermano nella gola

    risa strozzate
    che si fanno più stridule

    a ogni passo
    che pian piano avanziamo

    mentre le labbra
    nel morso dei denti

    disegnano sui visi
    strani segni di trionfo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:23
    Grazie... Dio

    Battono amari rintocchi

    le ore
    nella profondità della notte

    e là

    vivo momenti

    in cui mi sembra d'esser rinchiuso
    dentro un brutto sogno

    a cercar il perché
    delle paure più disperate

    che mi prendono nell'anima

    E m'addormento
    in quelle ore tenebrose

    per risvegliarmi e accorgermi

    che proprio in quell'interrogarmi
    ho potuto trovare tutte le mie risposte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:22
    Il canto del cigno

    Cresciuto da solo nel via vai della vita

    ho vissuto cercando
    quel qualcosa che non ho mai avuto

    e lasciando qua e là tracce

    per ritrovare il mio cammino
    e il mio posto nel mondo

    e sentirmi anche se inutile
    forse un po' più apprezzato

    Ho vissuto la mia infanzia
    sopportando cinghiate e ceffoni

    nella guerra della mente combattuta
    contro un'ignoranza voluta

    intrighi degli uomini a convivere
    con i loro sensi di colpa inconfessati

    E oggi ancora
    chiedo in giro informazioni su di me

    per ritrovare tutti i miei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 20:20
    Le mie preghiere... dentro i miei silenzi

    Nei silenzi

    contenuti dentro
    la nobiltà del cuore

    lascio parlare gli occhi

    nelle visioni celestiali
    mai assenti coi loro sussulti

    a render vivo ciò che sento
    e anche quel che vorrei soffocare

    È in quei momenti
    che mi accorgo di vivere

    pur in quei silenzi
    a volte allegri e altre paurosi

    quando la mia anima

    ha bisogno di risposte
    ai tanti perché della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 17:32
    Grigio di nebbia

    Grigio di nebbia
    s’adagia sugli Iblei,
    vento di ponente
    scuote i verdi carrubi.
     
    Mi penetra dentro
    freddo d’inverno,
    il caldo dell’anima
    solo mi riscalda.
     
    Una favilla di sole
    scappa dal tramonto,
    si riflette nel cielo
    e si apre l’arcobaleno.

    (2018)

  • 16 febbraio alle ore 13:36

    Arriva un momento nella vita in cui della "Quantità" te ne freghi perché capisci l'importanza della "Qualità"!Te ne freghi di chi va perché ti concentri solo su chi resta. Arriva un momento in cui la serenità ti riempie il petto e alleggerisce lo stomaco dai "Morsi" che un tempo ti angosciavano. Non conta più il parere di chi è di passaggio, l'opinione di chi crede di sapere, ma ti basta la stima di chi vale. Hai raggiunto la maturità per capire che per stare bene basta poche cose e poche persone. Si soffre meno e molti scalini che ti facevano paura una tempo, ora li sali senza nemmeno accorgertene e vai oltre. Sorridi se ci pensi, ti guardi dietro e non ti riconosci, ma sei felice perché ora sai che non tutto merita pensiero, dolore e attenzione.

  • 15 febbraio alle ore 19:15
    Lei nei capelli d'agata

    Se ne sta immobile d’ossa
    appena un affaccio ai rumori smussati
    ogni ora rappresa nell’altra 
    sbalzi di orologi 
    in un’informe eternità di cuscini. 

    Ma è sveglia, come un sogno continuo.
    Non la tocco malgrado lo sia, 
    si romperebbe del sole sui tavoli.
    Flebile mano, flebile voce, 
    la sua cera mancata alla fiamma
    diafana, bella nei capelli d’agata 
    come graffi - ma l’hanno mancata.

    Che sia aria di assenza? Lei
    non figlia non madre 
    uguale al sempre e al mai
    al presente, speco di altrove 
    per tetti altissimi e rondini nere.
    Muta strido al pensiero di saperla 
    diversa, o di terra.

  • 15 febbraio alle ore 18:59
    Una traccia del passato

    Porto nell'armadio
    i miei scheletri
    che il tempo
    non ha rimosso,
    porto un vuoto
    che non va via
    al risveglio,
    porto un fuoco
    che potrebbe
    scaldare
    le fredde stanze
    di un letargo
    che mi ha visto
    protagonista
    senza sogni,
    senza voce,
    senza storia,
    ma con in mano
    una traccia
    del passato,
    una lettera
    strappata,
    un ricordo
    che ferisce,
    una lancia
    che d'amore
    trafigge.

  • 15 febbraio alle ore 13:22
    Qualcosa di forte

    E ti penso ancora,
    nonostante il freddo dell'inverno,
    nonostante i lunghi addii,
    nonostante la carezza del vento tra i miei capelli.
    Un pensiero fugace, ma intenso e persistente, che si intrufola nella mente come un goccia che pervade il terreno.

    E ti penso ancora,
    come il ricordo più bello,
    come la neve che scende leggera,
    come la tempesta che provoca le maree.

    Ti penso ancora,
    perché sei qualcosa di forte da ricordare

  • 15 febbraio alle ore 12:15

    Ne ho visti di atteggiamenti e ne ho ascoltate di ragioni. Sono sempre arrivata in fondo rimettendoci tempo, pazienza e umore. Ottenendo soltanto la consapevolezza che alcune "Presenze" mi colorano negativamente le giornate. Pensate pure che sia una persona cattiva, non mi interessa. Io credo di essere una persona che sa riconoscere atteggiamenti e modi e di conseguenza capire chi ha di fronte. Ci sono frasi che nel momento in cui vengono pronunciate, automaticamente fanno chiudere  quella porta che da l'accesso  alla mia vita,  mettendo un muro indistruttibile tra la mia persona e loro. Non ci sto più ad aspettare dietro i "Vediamo"... "Aspettiamo"... "Magari capisce"! No mi dispiace. Ho imparato a scegliere, ad essere una persona estremamente decisa nelle sue posizioni e se scegliere significa dover rinunciare a qualcosa, rinuncio, senza problemi, perché la mia serenità passa avanti a tutto e perché ho capito che proseguire e non rinunciare mi porterebbe la perdita di qualcosa di ben più grande. Non mi pento e non mi volto mai indietro. Non ho più voglia di arrabbiarmi, di tacere, di soccombere. Non so fingere, non sono ipocrita, per questo non so  dividere il mio tempo con chi non mi piace e non ha capito niente di me. L'ipocrisia a me fa scattare l'embolo, niente mi schifa di più. Non porto rancore, semplicemente scelgo e non trascino, consapevole che ognuno è libero di essere ciò che vuole. Io non sono perfetta, ma ci tengo a ricordarvi  che nessuno lo è...!

  • 15 febbraio alle ore 11:31
    Futuri

    Ed avrai i mirtilli
    stesi all'ombra delle mie mani
    e letti ricamati d'essenze
    nate da timidi amori.

    Avrai i miei profumi
    ed il balsamo del mare vecchio
    i miei occhi scivolare
    sui tuoi ribelli silenzi.

    Sarai dono e respiro
    d'un tempo che ha da venire
    passo passo con piedi di gomma
    e soffici luci riscoperte.

    Avrai il cammino ed ogni colore
    il rumore della pioggia privata
    ed un guerriero mercenario tornato
    dopo la guerra ed il deserto.

    Raffaele di Ianni