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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 aprile 2015 alle ore 23:28
    Il coraggio della diversità

    Cieli grigi
    umanità in rovina
    esecuzioni sommarie

    non è un futuro bello
    quello che mi aspetta

    Cuori spezzati di uomini
    destinati al mistero

    a mostrare il dolore e restare chiusi
    nel sentire dei propri pensieri

    a vivere sulla pelle
    della loro anima infetta

    derisa e venduta dalla vita
    per pochi sarcasmi

    mentre io cerco strade diverse

    anche lastricate d'illusioni

    dove solo il bene vince
    e mi lascia qualcosa da imparare
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 aprile 2015 alle ore 19:47
    Maratea

    Limpido mare
    sui muri istoriate formelle
    inebrianti musiche
    piacevoli melodie.
     
     

  • 12 aprile 2015 alle ore 7:56
    Il nostro cuore sa di felicità

    il momento preciso della felicità io lo conosco!

    è in quel raggio di Sole che attraversa la piazza piena di bambini che giocano a pallone
    una porta la scalinata del municipio  e l'altra porta la scalinata quella della chiesa

    è all'incrocio della piazzetta dove le nostre madri, dopo averci lasciato a scuola con un bacio, 
     si salutano con la borsa della spesa in mano davanti alla bottega del paese 
    mentre dall'altra parte della strada qualcuno con il vestito della festa aspetta la corriera per andare in città
    forse per una visita dal dottore forse al mercato chissà

    è in quella risata dei nostri padri  davanti al bar della piazza dopo una giornata di duro lavoro
     con la tuta blu ancora addosso
     la cappellina in testa e il fango delle vigne sugli stivali

    è nella corsa trafelata giù per le colline quella volta che ci hanno visto sull'albero a mangiare le albicocche  mature
    quelle più dolci quelle più buone

    è nella nostra traversata della valle tra Castagnole e Refrancore quell'anno che d'inverno la neve ci aveva accompagnato per settimane  e settimane 
    e noi camminavamo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo alla collina, 
    eravamo stanchi morti quel giorno, 
    avevamo fame e freddo e forse un po' paura, 
    ma eravamo felici insieme 
    amici noi bambini e bambine, eravamo i Re e le Regine nel regno immaginario delle nostre colline

    sì,
    il momento preciso della felicità io lo conosco,
     l'ho vissuto  l'ho assaggiato e poi ne ho mangiato un bel pezzo
    insieme ai miei amici

    e adesso? 
    adesso presso queste periferie del mondo è il tempo dei fantasmi, 
    la piazza è vuota, davanti al bar sono in pochi ormai a ridere al dolce vento dell'estate ,
     la bottega del paese è chiusa 
    e la corriera che va in città forse non passa più.....

    eppure quell'albero di albicocche è ancora là 
    eppure il ruscello in fondo alla valle è ancora là

    forse ci incontreremo un giorno tutti quanti i vivi e i morti e faremo una festa insieme, canteremo e balleremo con la musica della banda del paese

    e mangeremo le albicocche più buone
     quelle più buone quelle più mature
     e poi scivoleremo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo la collina
    ancora e ancora

    ancora
    perchè noi la felicità la conosciamo 
    la felicità è viva in tutti noi, 
    i vivi e i morti, i sani ed i malati
     i corpi ed i cuori pulsanti ed i fantasmi 

    la felicità è viva
    la felicità è viva in noi per sempre
    il nostro cuore cammina avanti a  noi 
    il nostro cuore sa di felicità

    e così sia
     così 
    sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/il-nostro-cuore-sa-la-felicita.html

    dedicato alla terra a cui appartengo a Cesare Pavese, al mio paese agli amici ai miei cari a tutti i grandi e i bambini che, nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale, continuano a conservare la rivoluzione nel cuore!

  • 11 aprile 2015 alle ore 17:10
    Solita Routine

     
     
    Un brivido
    Mi sfiora la pelle
    Quando esili pensieri
    In un alba colorata
    Emigrano lontano
    Fra nuvole rossicce
    Che accarezzano
    Quel sogno
    Radicato nell'anima
    Prima di svanire
    Nell’aurora avanzata
    Come neve al sole.
    Quel sogno materializzabile
    Stregato nelle notti di luna
    E partorire con l’ultima stella
    Per un nuovo mattino
    E nella luce dei giorni nuovi. 

  • 11 aprile 2015 alle ore 13:45
    Mi verdad (La mia verità)

    Hoy es tiempo de ser.
    Firmemente estoy, a la frontera tumultuosa, 
    a veces calma.
    Entrego toda mi voz verdadera
    para conseguir una alegria pura, 
    una tristeza sencilla, 
    un corazon abierto,
    cuerpo suelto y confiado,
    todo lo autentico de mi.
    Hoy es el tiempo de ser.

  • 11 aprile 2015 alle ore 10:34
    Emozioni sognate

    Sogno un volo di dorati uccelli nella luce fresca dell’alba
    liberi di bramare il cielo,
    le nuvole, il vento, i primi raggi di sole
    e il mio sogno trova la sua realtà,
    un brivido scivola inarrestabile lungo la mia anima,
    osservo il sole che sorge immerso in taciturni desideri,
    il tuo sguardo m’imprigiona
    il tuo amore colma il mio vuoto,
    le tue braccia m’avvolgono tra stelle candide e luminose
    mi rifletto nella tua essenza
    e nel silenzio della notte,
    m’immergo nel tuo sguardo vitale,
    dolce rifugio delle mie emozioni,
    impaziente aspetterò che il sole alto si levi
    e allora, consegnerò i miei sogni al vento
    lasciandoli annegare nel tuo respiro.

  • 11 aprile 2015 alle ore 8:17
    locomotiva

    quanto tempo ho e quanto manca all'arrivo?
    sono passeggero oppure sono io al comando ?
    sono solo 
    io
     o sono solo 
    in compagnia del mondo?

     non ho risposte precise adesso
    ascolto chi c’è da ascoltare,
     dico le mie parole
     e porto avanti un passo alla volta il mio pezzo di mondo
    prossima stazione
    speranza

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/locomotiva.html

  • 10 aprile 2015 alle ore 21:13
    Il mio bisogno di Te

    Colori pastello forme eleganti

    disegnano il Tuo Essere

    e sembrano appartenere ai miei occhi
    che avidi d'amore

    incontrano la Tua semplicità
    e ne restano affascinati

    Passeggiare nel Tuo cuore
    aperto e accogliente

    ricoperto di passioni
    e colmo d'illusioni

    Dialogare tra sentieri di sentimenti
    a rigenerarsi dentro

    e proporre sapori inconfondibili d'emozioni
    a infondere sicurezze e tranquillità

    nella fierezza appagante che ci estranea
    dalla patologia della normalità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • Emozioni forti
    a resistere e districarsi nel tempo

    e consolidarsi in sempre vive passioni

    Avventurarsi e vivere alla giornata
    nell'anarchismo senza futuro

    pieno solo di parole e gesti vuoti
    a preludere a fallimenti e vane velleità

    Gesti folli e disperati
    manifestati nelle forme più acute

    nella povertà del vissuto di costrizioni 
    di oneste persone

    che si arrendono stremati alla vita

    negando i loro giuramenti
    alla fedeltà alle passioni
     
    che vanno in prestito d'orgoglio

    nelle ossessioni nostalgiche
    che avvolgono la loro anima

    e decidono di morire
    uccidendo se stessi e gli altri

    lasciando in eredità
    solo brividi di pazzie
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 10 aprile 2015 alle ore 17:40
    Genesi Di Una notte

     
     
    Genesi
    Di una notte diversa
    Ma diversa davvero!
     
    Prodiga di sogni
    E di desideri nascosti
    Crisma d'animo turbato

    Come faccio a respirare
    In questa notte di lupi
    E dei figli della luna?

  • 10 aprile 2015 alle ore 16:40
    Ti ascolto parlare

    Suggo 
    da ogni lemma il suono
    per immergermi cado
    in caleidoscopio d'emozioni
    libera mi lascio travolgere.

  • 10 aprile 2015 alle ore 13:53
    Lacrime di silenzio

    Sono bugiardi certi momenti                        
    che in garza sterile si celano
    In sputi d'onda anomala
    si schiantano
    Di beffa mascherano il presente
    e a te stesso incompreso
    il silenzio piangi.

  • 10 aprile 2015 alle ore 11:34
    Sorriso a 7 Punte

    Nuvola Partigiana Romantica Fiancheggiatrice....Sorriso a 7 Punte sulle Tue Lune disgiunte....Giochi di Bianco su Guerre di Pianto...Raggi sodici penetrano i Miei Liquidi Amniotici....nel sorgere del Sole Gioisco di Stupore....

  • 10 aprile 2015 alle ore 11:29
    Sfortuna

    Attendi invano
    seguendo azioni
    già decise
    a non stenderti un tappeto
    provvisto di buone promesse
    intenzioni meravigliose
    per il tuo avvenire che si prospetta
    insicuro e molto diffidente
    fra mattine, ed infinite serate
    perse tra inghippi di una storia
    partita male e buttata come un sacco
    inesistente, nella pattumiera dimenticata

  • 09 aprile 2015 alle ore 20:50
    Il mio amore

    Amore mio...

    ancora così ti chiamo,tra sogni perduti

    e lacrime di sale di speranze svanite e di promesse bruciate.

    Eri perfetto!Eri tu!

    Ogni piccola sfumatura del nostro amore,rendeva unica anche me.

     

    Ci sporcavamo insieme..

    del mio essere buffa e di noi,dei nostri viaggi,di gelati sciolti al sole..

    di fotografie scattate all'infinito della felicità.

    Nel nostro libro colmo di questo amore,ce ne erano altri di viaggi da fare insieme!

    Ma il percorso più bello l'hai lasciato al via,

    così le strade che io percorrerò non avranno orme dei tuoi passi.

     

    Era solo mio questo amore..

    te ne sei andato incurante con parole al vento,

    senza neanche un ultimo sguardo.Nel vuoto!

    Niente occhi dentro gli occhi.Niente!

    Vile,bugiardo senz'anima,

    che la mia si è sgretolata al gelo di questo inverno.

     

    Mi sporcherò da sola.Forse..

    ma non del nostro libro lasciato in bianco

    che non merita altre righe di te,non più.

    Farò il viaggio  per altri lidi,con nuovi soli e nuove luci.

    Scriverò pagine che brucerò di emozioni e vita..

    verso un amore nuovo,di fotografie e ricordi,di magia e percorsi.

    Un libro.

    Tutto mio.

  • 09 aprile 2015 alle ore 16:26
    Senryu- "Alle Vittime di Milano"

    Stille di sangue
    sulle solenni toghe
    Dolore immane

  • 09 aprile 2015 alle ore 13:29
    Dammi la mano

    Dammi la mano e danzeremo.
    Dammi la mano e mi amerai
    come un solo fior saremo
    come un solo fiore e niente più.
    Lo stesso verso canteremo
    allo stesso passo danzerai.
    Come una spiga onduleremo
    come una spiga e niente più.
    Ti chiami rosa e io speranza
    ma il tuo nome dimenticherai
    perchè saremo una danza
    sulla collina e niente più.

  • 09 aprile 2015 alle ore 13:27
    L'amore che tace

    Se ti odiassi, il mio odio ti darei
    con le parole, rotondo e sicuro;
    ma ti amo e il mio amore non si affida
    a questa lingua umana, così oscura!

    Tu lo vorresti mutato in un grido,
    e vien così dal fondo che ha disfatto
    la sua ardente fiumana, sfinito
    prima ancora della gola e del petto.

    Io sono come uno stagno ricolmo
    ed a te sembro una sorgente inerte,
    per questo mio silenzio tormentoso
    più atroce che entrare nella morte!

  • 09 aprile 2015 alle ore 13:24
    Desolazione

    La bruma spessa, eterna, affinché dimentichi dove
    mi ha gettato il mare nella sua onda di salamoia.
    La terra nella quale venni non ha primavera:
    ha la sua notte lunga che quale madre mi nasconde.
    Il vento fa alla mia casa la sua ronda di singhiozzi
    e di urlo, e spezza, come un cristallo, il mio grido.
    E nella pianura bianca, di orizzonte infinito,
    guardo morire immensi occasi dolorosi.
    Chi potrà chiamare colei che sin qui è venuta
    se più lontano di lei solo andarono i morti?
    Tanto solo loro contemplano un mare tacito e rigido
    crescere tra le sue braccia e le braccia amate!
    Le navi le cui vele biancheggiano nel porto
    vengono da terre in cui non ci sono quelli che sono miei;
    i loro uomini dagli occhi chiari non conoscono i miei fiumi
    e recano frutti pallidi, senza la luce dei miei orti.
    E l’interrogazione che sale alla mia gola
    al vederli passare, mi riscende, vinta:
    parlano strane lingue e non la commossa
    lingua che in terre d’oro la mia povera madre canta.

  • 09 aprile 2015 alle ore 12:16
    Volare

    Fin da bambino
    ho sognato di volare
    tante volte, tenue sopra i tetti,
    tra ardite creste
    e distese pacate,
    ho sognato di volare
    su spiagge sconosciute
    e oceani azzurri,
    quanto, quanto, quanto,
    ho camminato sulle viedelle mie sconfitte,
    dei miei tormenti
    tra nugoli confusi
    e attimi di luce.
    Frammenti di ghiaia
    e un esile gabbiano
    dal becco acutoerano le sole amicizie
    di una coscienza intorpidita.
    Adesso ho imparato a volare
    come una rondine,
    da un embrice all’altro
    e poi spuntar tra antichi squarci
    e giovani gemme,
    leggero e colmo di fiducia
    elevo l’anima
    al domani che verrà.

  • 09 aprile 2015 alle ore 11:59
    Amo!

    Io amo!
     
    Amo
    La compagna solitudine
    Che si consuma
    Fra quattro mura
    E dura la luce di
    Un frammento di stella.
    Amo
    L’amore vero
    Che come una pioggia di stelle
    Ti bagna di luna
    Ti asciuga di sole.
    Amo
    L’amica solitudine
    Che nel riposo solitario
    Ti ciba nell’animo.
    Amo
    L’amore puro
    Di una donna dorata
    Dal cuore vermiglio.
    Amo
    Il papavero rosso
    In un campo di grano
    La farfalla variopinta
    Che mi fa volare in alto
    sempre più in alto.
     
    Io amo!

  • 08 aprile 2015 alle ore 21:13
    L'amore addosso

    Era notte, 
    era sale,
    era miele,
    era fiele
    contrasto dolce amaro
    di baci presi,
    di baci resi,
    di baci arresi.
    La passione esondava
    mentre issavo bandiera bianca
    vinto sul fondo dei tuoi occhi 
    e sulla tua pelle nuda
    impazzava 
    il buio mare delle mie mani.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:08
    Giunchiglie

    Vagavo solo come una nuvola
    che galleggia in alto, oltre valli e colline,
    quando all’improvviso ho visto una folla,
    una moltitudine di giunchiglie dorate,
    accanto al lago, sotto gli alberi,
    svolazzare e danzare nella brezza.

    Continue come stelle che splendono
    e scintillano sulla via lattea,
    si stendevano in una linea infinita
    lungo il margine di una baia.
    Ne vidi diecimila a colpo d’occhio
    che scuotevano le teste in una danza vivace.

    Le onde ballavano al loro fianco ma loro
    superavano le scintillanti onde in allegria.
    Un poeta non poteva che essere felice
    in una compagnia così gioconda
    io le fissavo sempre di più ma pensavo poco
    alla ricchezza che quello spettacolo mi aveva portato

    perché spesso, quando sto sdraiato sul mio giaciglio
    distratto o pensoso,
    loro lampeggiano su quell’occhio introspettivo
    che è la beatitudine della solitudine
    allora il mio cuore si riempie di piacere
    e danza con le giunchiglie.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:08
    L'arcobaleno

    Il mio cuore esulta quando ammiro
    un arcobaleno nel cielo:
    così è stato quando la mia vita è cominciata;
    così è adesso che sono un uomo.
    Che sia così quando invecchierò,
    o lasciatemi morire!
    Il Bambino è Padre dell'Uomo:
    vorrei che i miei giorni fossero
    legati l'uno all'altro dall'affetto naturale.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:06
    Fantasma di felicità, lei

    Fantasma di felicità, lei,
    che prima mi illuminò gli occhi;
    apparizione stupenda, mandata
    a far bello un istante.
    I suoi occhi come stelle del crepuscolo,
    come l'imbrunire i suoi capelli,
    e quanto la circonda è tratto
    dal maggio e dall'alba radiosa;
    figura che danza, immagine giocosa,
    per tormentare, sbigottire, sedurre.
    L'ho vista da vicino,
    spirito sì, ma donna ancora!
    Con in casa movimenti lievi e liberi,
    e un incedere di candore e libertà;
    i lineamenti, un'armonia
    di dolci ricordi e tenere promesse;
    creatura splendida e buona,
    nutrimento alla natura umana,
    per pene passeggere, ingenui inganni,
    rimbrotti o lodi, amore e baci, lacrime e sorrisi.
    E ora vedo con occhi sereni
    il pulsare del congegno,
    essere che spira aneliti pensosi,
    tra vita e morte pellegrina;
    di salda ragione, volontà temprata,
    pazienza chiaroveggente, fortezza e talento;
    donna perfetta, nobildonna concepita,
    per ammaestrare, consolare, comandare:
    eppur sempre spirito fulgente,
    in un alone di luce angelica.