username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 18 marzo 2015 alle ore 20:18
    Disgusto

    Vi osservo ogni giorno,
    poveri dandy sulle loro torri,
    arroccati nella superiorita morale
    ed estetica che credete di avere.
    Sciocchi, la torre che vi ospita
    non è d’avorio ma di merda.
    Mi fate e mi faccio ribrezzo
    al pensiero che ero uno di voi.

  • 18 marzo 2015 alle ore 20:17
    Ti amo

    Mi perdo tra Sogno e verità
    Poiché entrambi Sono racchiusi
    Nei tuoi occhi Inutile diviene
    Il freddo suono Poiché le parole
    Sono un limite Alla bellezza
    Che racchiudi Nella tua anima.
     

  • 18 marzo 2015 alle ore 17:02
    Haiku

    S' aprono i versi
    Gioiose gocce di luce
    E' primavera
     

  • 18 marzo 2015 alle ore 14:44
    Sardegna

    Acque  cristalline
    sabbie finissime
    incontenibili gioie
    unico mese.

  • 18 marzo 2015 alle ore 13:42
    Le scarpe in mano

    Poesia 
    indossavano i tuoi passi
    mentre piano scendevi le scale
    con le scarpe in mano. 
    Ed io 
    che avevo gli occhi
    ancora incagliati 
    in un sublime canto
    mi fermai 
    ad osservare 
    il tuo incedere regale
    con la voglia
    dentro al petto
    di appiccicarti al muro
    e rubare le tue labbra. 

  • 17 marzo 2015 alle ore 21:49
    Suoni di ali spezzate

    Celebrare feste
    di allegri pensieri

    nelle notti trascorse
    seduto sul ciglio
    del torrente dei desideri

    nell'anelito di partecipare
    al gioco variopinto delle emozioni

    e nell'intento di recuperare
    la pace dei sensi

    E sognare orizzonti lontani

    perso tra i ricordi del passato

    con la coscienza a ballare
    le danze della fatica

    nel girotondo
    dei timori reverenziali alla vita 

    con spiragli d'affanno

    che smorzano l'entusiasmo
    e cullano tra le onde dei tormenti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 17 marzo 2015 alle ore 19:19
    Goccia

    Dopo lo schianto
    frantumata scossa
    ritorno integrità di goccia
    corposa risalgo 
    la nervatura dei miei precipizi
    dalla terra verso il cielo
    cerco pace
    in quella parte d'azzurro
    dove sbatte ancora luce

  • 16 marzo 2015 alle ore 23:45
    Stravaganze ossigenate

    Aspetto l'ultimo scampolo della sera
    per parlare liberaMente a me stesso

    Manifestarmi con sostanziale abilità
    le emozioni raccolte nel vissuto dei giorni
     
    e trasformarle in stravaganze ossigenate

    circondate dalle percussioni assortite
    di sforzi mai frivoli

    e consapevoli delle ingiustizie patite

    E non temere vendette e ritorsioni

    dall'anima sazia di sensibilità etiche

    inzuppate di equivoci
    alimentati da false testimonianze morali

    pronte sempre a dire la loro
    nello smarrimento della connessione col mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 marzo 2015 alle ore 23:28
    Manuale D(i)struzione

    Incontralo 
    Un essere umano 
    Straordinario 
    Che trovi divertente qualsiasi cosa
    Gli giri intorno

    E che sia contagioso col suo ridere
    Incontralo
    Stringigli la mano
    E prova a restare serio
    Scorbutico
    Chiuso a doppia mandata come
    Una cassaforte vecchia e triste

    Guarda un bambino 
    E prova a non stupirti 
    Davanti ad una goccia di pioggia
    Che cade
    Un giocattolo rotto
    E riaggiustato

    Una caduta da ginocchia sbucciate
    E prova a non sentire il calore di due mani 
    che ti afferrano
    Riportandoti a casa

    Prova a chiamare casa
    Qualche volta
    Non un luogo
    Ma una folla di gente 
    Col naso per aria

    A non arrossire
    Pensando a quanto sia stupido
    Lasciarti inaridire dal poco

    Guarda l’amore della tua vita
    Passare sotto il tuo naso
    Godi nel  vederla incamminarsi 
    senza speranza
    Mentre vagabonda
    E lotta senza perdere mai
    Un briciolo di forza
    E bellezza

    Scruta da chirurgo il suo cuore
     lo spirito
    Ridipingici il marcio
    Che forse è scritto 
    Solo nei tuoi occhi

    Distruggerai
    Etichetterai
    Solo perché non 
    Conosci

    Allora prova a sentirti 
    Ancora vivo
    Mentre un dolore passato
    Diviene il tuo unico
    Metro di giudizio
    Per un presente
    Già avvelenato

  • 16 marzo 2015 alle ore 15:06
    Perle

    Sconosciuta la tua goccia
    di rugiada, giovane di mattino
    a rigare lesta l'animo delicato
    che sovente trema e s'abbraccia.

    Per essa le mie mani imparano
    il conforto, e la voce giace
    nei bui nascosti luoghi nostri
    dove forte regna l'intima volontà.

    Goccia di rugiada e scrigno
    dell'oro che regola il mio essere
    che sulle onde sonore dei tuoi sguardi
    apprende l'armonia e la passione.

    Lontane perle di trasparente sconforto!

    Che qui vive la vetta d'una comprensione
    che più d'un cuore in tempesta odiato
    sintonizza il suo sorriso all'amore.
     

  • 16 marzo 2015 alle ore 13:40
    Il Saluto Di Marìe A Ernèst

    Ernèst, ovunque tu sia, ora, in questo momento o domani, nei giorni a venire, che possano le mie parole giungere alla tua chitarra come vento primaverile; dove fiori sbocciano tra le corde del ricordo in cui tu, con la musica nel cuore, hai colto un pugno di niente.

    Non si è che miseri parentesi lasciate al caso o al destino e se un giorno, lontano o vicino, dovessero per chissà quale motivo incrociarsi i nostri sguardi, sarà senz'altro più leggero questo perdersi infinito.

    Possa la tua musica deliziare il cuore di qualche altra bella fanciulla che con l'affetto alla vita abbracci la tua perchè di certo, non è nessuna intenzione mia e preferisco volar nel cosmo dei pianeti più tosto che unir la mia prosa alla tua. 

    Amico Ernèst, ti ho lasciato nel brutto di un ricordo sul ciglio di una strada senza poter donare un meraviglioso saluto; ma se tu ceco resti alle mie parole e così sazio di te stesso perdendo la consapevolezza che, in fondo, non mi hai mai ascoltata, allora che triste saluto sia lasciandosi in chissà quali tue convinzioni, varcando la porta senza mai voler più varcarla ancora.

    Oggi il cielo è triste e forse anch'io con lui; con il rammarico nel cuore di essermi donata in modo sicuramente amaro ma, pur sempre, con il cuore.

    Arrivederci, Marie.

  • 16 marzo 2015 alle ore 12:30
    Dimmi bambino

    Dimmi bambino
    Chi turba il tuo tempo?
    …quel livido fumoso sul braccio …
    dimmi bambino
    chi disturba il tuo tempo?
    Mi guardi con l’occhio socchiuso 
    lo vedo il tuo tremulo sguardo
    - Dimmi bambino – 
    Chi disturba il tuo tempo?
    Non parola né suono 
    trema sul labbro
    Dimmi bambino
    chi disturba il tuo tempo?
    Mi guardi m’innesti
    nel grande pantano
    mi mostri 
    con posa assai mesta
    mi porti per mano
    E io vado laddove 
    lasciasti la voce
    bruciasti lo sguardo
    perdesti la tempra
    Insieme affondiamo 
    nel bigio fumoso
    a piangere invano
    Vieni bambino 
    vieni a cadere
    nel mio abbraccio potente
    Ora e mai più,
    mai più nessuno
    disturba il tuo tempo.

  • 16 marzo 2015 alle ore 10:23
    Prima Dell'Ultima Fuga

     
    Il cielo sorridente
    Sulla natura in fiore
    Giardino del mondo.
     
    Sotto il sole e le stelle
    Lascia i tuoi sogni
    E i giorni più belli
     
    Lascia andare il tempo
    Cerca nuovi pensieri
    Avrai fresche vedute
     
    Vedrai volare nel vento
    Il tesoro dei tuoi desideri
    Senza navigare l’universo.

  • 16 marzo 2015 alle ore 10:21
    La Morte Insegue La Vita

    Un cielo Infinito
    Circoscritto nei miei occhi
    Mentre nuvole simili a fumo
    Camminano e velano la luna
    Dando voce ai miei pensieri
    Che vivono la vita mutevole
    Si vive con il debito con Dio
    Conosco come dovrò pagare
    È segnato in un mio sogno
    Disegnato nei  miei ricordi
    Di un sogno ricorrente
    E molto familiare
    L'ho rivelato a molti
    È una predizione
    Non sarà una sorpresa
    Avvererà come da copione.
    :
    Niente fiori
    Poca gente
    Un masso
    Sulla mia terra bruna
    Allora sarò in Paradiso
    La mia anima libera
    Randagia nell'universo.
     
    Dalla morte… L'inizio!

  • 16 marzo 2015 alle ore 10:18
    Il Mio Cagnolino Luna

     
     
     
    Ti cerco
    Ti trovo
    Ti guardo
    Non ti trovo
    Ti ritrovo
    Cagnolino
    Che randa
    Battezzato
    " LUNA "
    Ti perdi
    Nella boscaglia di ombre
    La dove regna il silenzio.
     
    Ti perdi dietro la montagna.
     
    Ti perdi con il sole della sera.
     
    E pensare che Tu " LUNA "
    Dipingi un'ombra mobile
    E solo chi non teme la tua luce
    Riesce a capire il tuo sguardo
    Proiettato lontano a tessere bontà.
     
    Ave " LUNA "
    Ti cerco
    Ti guardo
    Ti trovo
    Ti ritrovo
    Nell'aurora
    Nei tramonti
    Sei l'amico mio
    L'amico di tutti
    Mordi e fuggi la tua casa
    Ma goditi la mia campagna.
     

     

  • 16 marzo 2015 alle ore 9:53
    poesia con la matita in bocca

    presso queste periferie
    molti, per tutta la vita
    hanno ben poco da dire

    meglio non bussare alla porta chiusa a chiave
     meglio restare fuori al freddo ad ascoltare
    con attenzione
    il buon suono del silenzio che c'è

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/poesia-con-la-matita-in-bocca.html

  • 16 marzo 2015 alle ore 4:09

    E' sommersa la nostra "Ragione". Sommersa dal "Cuore". Noi siamo fatti di lacrime che lasciano impronte indelebili sul pavimento di un "Mondo" che in pochi riescono a vedere. E' annebbiata la nostra "Ragione". Annebbiata dal miele che le emozioni ci lasciano assaporare. Noi... Siamo fatti di quella corteccia che nasconde una "Linfa" chiamata "Anima vera". E' per questo che spesso anche la nostra "Fiducia nel prossimo" si annebbia. Perché tale Linfa viene troppo spesso assaporata scalfendo la corteccia con menzogne e falsità. E' qui che la nostra "Buona Fede" si immerge irrimediabilmente nel mare della DIFFIDENZA!

  • 16 marzo 2015 alle ore 3:44

    Immobili si resta di fronte all'incapacità di comportarsi in modo corretto di alcune persone. Disarmante il comportamento presuntuoso, convinto e superbo di alcuni elementi. Hanno molto da imparare, ma esternano l'assurda presunzione di saper "Insegnare"! Purtroppo chi non riesce a vedere i suoi limiti e difetti... Vigliaccamente non  sarà mai in grado nemmeno di capire l'effetto negativo che  hanno sugli altri. Per questo quando vengono allontanati tendono a dare colpe e responsabilità solo ed esclusivamente a chi "Intelligentemente " li ha MOLLATI!

  • 16 marzo 2015 alle ore 3:09

    E' facilissimo lasciarsi trasportare da emozioni e sentimenti. Resta difficile ragionare ed essere razionali, quando da essi ci facciamo comandare. Ricordiamo però che determinati segnali che la ragione concede non vanno sempre trascurati, ignorati o lasciati inascoltati. Spesso essi, hanno molta più ragione e obbiettività del cuore.

  • 16 marzo 2015 alle ore 0:22

    Sfogliando i miei pensieri scorgo attimi di infinita dolcezza e fragilità. Attimi che spesso nascondiamo dietro una durezza ed una forza scontata e prevedibile. Non è sempre buona cosa resistere ad ogni costo, a volte lasciarsi andare e abbandonarsi in un abbraccio aiuta. Così oggi... Per la prima volta in vita mia, me ne sono fregata di tutti i concetti, delle cose giuste o sbagliate e ho aperto il cuore. Ho aperto il cuore a qualcuno e per la prima volta ho saputo farlo in modo completo. Fermo immobile mi ha vista arrabbiarmi sfogando la mia rabbia, piangere e dar voce alla fragilità... Per restare in silenzio di fronte all'impotenza che prova chi non sa più cosa sia giusto o sbagliato. Quell'impotenza di chi non sa più se è giusto fingersi forti quando si è deboli o mostrare dolcezza e fragilità anche nei momenti di forza. Non ho avuto risposte  a parole, ma l'abbraccio ricevuto dopo, mi ha dato tutte le risposte che cercavo. In quell'abbraccio ho riaperto milioni di lati "Umani" che credevo dimenticati e ho capito che quello che sono voglio essere. Ho capito dal sorriso di chi ha accolto il mio "IO" che sono la cosa più rara che oggi possa capitare... Perché SONO SEMPLICEMENTE UNA PERSONA "VERA"! 

  • 15 marzo 2015 alle ore 21:16
    Inesorabili ossessività

    Paesaggi di vallate
    coltivate a emozioni nauseabonde
    e immerse nelle ombre del dissenso
    Variabili che astraggono dalla realtà
    nell'ossessione di ritorsioni
    innaturali della libertà
    insidiata dall'ambizione
    di menti perennemente in penombra
    pronte a dare addosso alla vita 
    E inventarsi vissuti interiori
    in situazioni chiaroscurate 
    a nascondere i moti dell'anima
    umiliarne lo spirito
    e alimentare il fuoco
    che arde nel loro senno
    .
    cesaremoceo
    diritti risevati

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:20
    ANIME

    IRIS VIGNOLA

    ANIME

    L'anima,

    come scintilla di luce,

    esplode nel corpo,

    non visibile agli occhi,

    non tangibile al tocco,

    seppure il suo impulso

    governi ogni singolo,

    umano cosmo,

    che abiti

    l'immenso universo,

    nel quale

    luci ed ombre si alternano,

    in strabilianti giochi,

    di cui ci è dato,

    solamente, immaginare.

    E, tra luci,

    di accecante luminosità,

    come spiragli,

    conducenti

    al divino Regno

    e ombre,

    corvini buchi d'inchiostro,

    come tenebrosi varchi,

    sfocianti

    nell'infernale dimensione,

    brillanti infinità di anime,

    pulsanti Esseri

    di lucente energia,

    vagando,

    si confondono

    tra le miriadi di stelle,

    sulle quali risiedono.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:19
    AMORE

    IRIS VIGNOLA

    AMORE

    Non so chi tu sia,

    né da dove provenga,

    ma so solamente

    che l'anima mia,

    per te, condannata,

    si è , da adesso,

    eternamente persa...

    Angelo o demone...

    nel mio sogno,

    sei apparso,

    da cui m'hai sottratto,

    per condurmi lontano,

    nel tuo mondo velato.

    Come quella di un Dio,

    la tua beltà,

    a te, mi ha attratta...

    Con un bacio infuocato,

    hai scaldato il mio cuore,

    sul quale, or ora ardente,

    hai impresso il tuo nome...

    ...Amore...

    con il mio sangue,

    al tuo, mischiato,

    giacché sia tua...

    da questa notte...

    per sempre...

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:18
    ANIMA RIBELLE

    IRIS VIGNOLA

    ANIMA RIBELLE

    Subbuglio in Paradiso,...
    all'albore del tempo,
    caos, che ha intriso l'etere divino,
    nell'istante dell'occulto tradimento.
    Tracotante serpente, di sè, empio,
    dall'angelico aspetto sincero;
    da follia, preso, nel credersi il Dio Vero.
    Portatore di luce, il suo nome,
    malefico sobillatore del complotto audace,
    trascinatore d'angeli corrotti,
    nella celeste dimora,
    dove regnava, sublime, la pace.
    Angelo dissoluto, anima ribelle,
    forte di rabbiosa presunzione,
    per cui sottratto della luce,
    dall'Assoluto Padre,
    ch'egli non ha inteso amare,
    altresì, volutamente, ha rinnegato.
    Angelo caduto, Lucifero,
    condannato a lasciar, sì presto,
    il Paradiso.
    Angelo derelitto,
    indi sconfitto e calato nel baratro infernale,
    a comandare demoni in eterno,
    tra rosse fiamme e dannate anime nere,
    al pari dell'ali sue,
    dapprima candide ed eteree.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:13
    A MIA MADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIA MADRE

    Sei qui davanti a me.

    Vedo il tuo viso stanco

    memore di una bellezza ormai sfiorita;

    le Tue labbra un po' sottili, appena curve

    in un impercettibile sorriso;

    i Tuoi occhi verdi

    segnati da una vita dura e difficile:

    la guerra, la fame, la povertà,

    la perdita di una figlia,

    un marito che non ti ha resa felice

    e ti ha lasciata vedova troppo presto

    con tre figli e tante preoccupazioni.

    Ed io,

    nella mia stupidità giovanile,

    sempre pronta alla ribellione,

    sempre dura e prepotente.

    Quante volte ho visto il Tuo viso

    bagnarsi di lacrime,

    per colpa mia.

    Solo adesso capisco il tuo dolore,

    ora che sono due volte madre,

    ora che è troppo tardi.

    “Mamma, perdonami”

    vorrei dirti dal più profondo del cuore.

    Ma non posso farlo.

    Posso solo piangere

    davanti ad una piccola foto

    sopra un tumulo

    e sperare intensamente

    che esista un aldilà

    dal quale Tu mi abbia già perdonata.