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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 marzo 2015 alle ore 7:48
    Il canto dell'acqua

    Scese la sera
    vestita di canto
    ed acqua sulle spalle

    (le tue)

    Ad occhi chiusi
    (i miei)
    sentii la tua voce
    oltre la porta
    piovermi lenta
    sulle labbra
    a fiocchi di piacere.

    Seguii il tuo canto
    e quando li riaprii
    mi eri distesa accanto
    vestita solo d'amore
    e di sorrisi.

  • 22 marzo 2015 alle ore 22:08
    Oro blu

    Fluisci, zampilli,
    trovi apparente quiete,
    ma in qualunque tua forma,
    resti sempre vita.

    Dea trasparente,
    non però in ogni luogo
    della cara sostanza
    fai largo dono.

    Scialo non si faccia
    del nettare prezioso
    che sgorga abbondante
    per un uomo mentre ad un altro,
    ritroso, si nega.

    Se, sordi all’appello,
    sulla via di Damasco non siamo,
    il pianeta abbraccia la sete,
    per soccombere poi, piano piano.

    Allora, dea della vita,
    la tua trasparenza smette la sua diafana veste
    e preferisce a questa un manto nero.

  • 22 marzo 2015 alle ore 21:07
    Non voglio niente di diverso di ciò che ho

    Voli di sarcasmo
    a rabbonire battaglie solitarie

    dichiarate in tempi
    incredibilmente lontani

    e ripercorsi oggi

    nell'ansia dei momenti d'incertezza

    e nelle arrampicate trionfanti di occasioni
    che si appropriano della volontà 

    Movimenti d'opinione della mente
    a muoversi nei miasmi dell'ardimento

    vigori emotivi sempre pronti
    a divenire eredi di martìri

    E commuovermi della tristezza
    che violenta il cuore

    nella vita tranquilla
    che avevano sognato
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 22 marzo 2015 alle ore 13:17
    Haiku

    Stelo tremante
    è fiore tra le spine
    Anima inquieta

  • 22 marzo 2015 alle ore 12:38

    In passato ho camminato tanto vicino a persone sbagliate; e quando me ne sono resa conto la maggior parte delle volte era troppo tardi. Troppo tardi per non soffrire, per non sentire la delusione e l'amarezza di non aver capito chi avessi di fronte. Troppo tardi per non domandarsi "Perché"!? Se ti meritavi o no quello che ti era stato fatto. E' li, in quel preciso momento, dopo l'ennesima delusione che scelsi di camminare da sola. Anche il cammino in solitudine portava dolore... Non era facile quando sei abituato ad avere una mano che ti sorregge. Purtroppo quando la maggior parte delle mani che ti hanno sorretta successivamente ti hanno anche pugnalata, capisci che meglio soli che con "Traditori" vicino. Proprio sostenendo questo cammino in solitudine, sono arrivata a camminare serena e fiera anche da sola. A quel punto ero pronta! Pronta per scegliere chi tenermi vicino e chi allontanare... Io non avevo più bisogno di nessuno, bastavo a me stessa. Ho smesso di odiare, di provare rancore e rabbia e ho cominciato ad amare, a difendere e a dare priorità al mio sorriso. Ho capito che il tempo perso ad odiare è tempo sprecato. Ho preferito dare valore al tempo e dimenticare gli incontri sbagliati, le persone meschine e finti amici , le finte presenze e i finti ti voglio bene. Ho scelto di amarmi e di conseguenza ho anche scelto chi fosse meritevole di amare me, di godere del mio tempo e della mia compagnia. 

  • 21 marzo 2015 alle ore 23:29
    nell'osteria dei miei sogni di periferia

    che cosa dovrei aspettare ?

    perché dovrei rimanere ?

     continuerò a vagabondare come un commesso viaggiatore

    presso tutte le periferie e i confini di questo mondo

    e nel mio tempo libero in attesa, in coda in aeroporti e stazioni

     tra un veicolo e l'altro

     scriverò

     per trasportare la mente lontano nello spazio e nel tempo

    d'altra parte non ho più molto da dire, da risolvere o da vendere

    cercherò di salvare la mia anima, salvare me stesso

    o almeno sorseggiare un buon bicchiere di vino rosso

     seduto in bilico su 
    uno sgabello comodo

    nell'osteria dei miei sogni di periferia 
    e così sia

     Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/che-cosa-dovrei-aspettare-perche-dovrei.html

  • 21 marzo 2015 alle ore 21:38
    La mia fragilità

    Scrivere della vita

    donando al mondo
    i miei sogni

    e la voglia di far conoscere
    le meraviglie del cuore

    E navigo sempre
    in acque sconosciute

    non sapendo mai
    se approdare su spiagge di libertà

    o su scogliere di leggerezza
    dell'anima inquieta

    tra onde di speranze accantonate

    che si scontrano
    sugli opposti fronti delle disparità

    e momenti di false felicità
    su stabilità interiori presunte

    E godere delle emozioni
    senza illusioni

    a esaltare la mia fragilità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 21 marzo 2015 alle ore 18:32
    L'urlo

    Veniva dalla montagna
    l'urlo interminabile
    della dolente frana
    con le piante trascinate
    nell'abisso dall'onda
    insieme a case e strade.

    Si rifletteva nelle grida
    di pianto straziate disumane
    rimbalzava nella paralisi d'aria
    l'apocalissi del povero paese
    nelle crude immagini di cronaca
    fino al sipario buio della notte.

  • 21 marzo 2015 alle ore 16:58

    Accanirsi contro qualcosa o qualcuno non porta a niente. L'accanimento è solo un autolesionismo ... Vivere nella serenità, cercando di respirare sorrisi, allegria e compagnie piacevoli è la miglior strada che si possa intraprendere. Sarà questo il motivo per cui da un po di tempo non ho più tempo, orecchi e sguardi verso chi si accanisce senza una reale ragione su di me, sulla mia vita e su ciò che mi circonda. Scelgo di guardare oltre, far finta di non vedere, ma senza soffrire... Se vuoi dare una risposta valida all'ignoranza e alla cattiveria non esistono risposte migliore del silenzio e dell'indifferenza. E non esiste arma più grande contro esse che non sia la tua FELICITA'!

  • 21 marzo 2015 alle ore 13:02
    Che fare?

    Scrivere poesie
    il foglio davanti
    come al pittore la tela
    le parole prese a colori
    vestite di musica
    e in cornici di fiori
    serene
    com'è impossibile a vita.

  • 21 marzo 2015 alle ore 11:20
    La Primavera

     
     
    Oggi è primavera
    È tutta un'armonia
    Di colori e di suoni.
    Volano già uccellini
    E le prime rondini
    Aspettano le ultime.
    La pianura
    La collina
    Di botto
    Si sono rinverdite
    Presto l'erba dell'estate
    Coprirà quella di Aprile
    In attesa di indorarsi.
    Sotto gli occhi del sole
    Il mare cambia vestito
    Indossa quello calmo
    Cristallino della festa.
    La pianura e la collina
    Già in abito della gioia
    A braccia protese
    Echeggiano la calma
    E la gioia per il futuro
    In giro si respira l'aria
    Del Buono Auspicio.

  • 21 marzo 2015 alle ore 10:43
    Il Sapore Del Mare

     
    La spuma del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.

  • 20 marzo 2015 alle ore 21:38
    Sono nato per essere solo

    Schiaffeggiare i moli
    dei porti dell'amore
    con le emozioni
    a inerpicarsi
    lungo gli alberi maestri
    di barche ormeggiate
    al largo dell'anima
    E dondolarsi
    tra le onde dei sentimenti
    sognando colombe bianche
    appollaiate
    sui fili spinati della vita
    a scandire l'universo del tempo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 marzo 2015 alle ore 12:00
    Ninfea

    Elegante ninfea
    attraversata dal sole,
    giaci sull'acqua
    come sovrana
    adagiata su un trono di foglie
    che, agili mani,
    in una magica danza
    si aprono
    il cui palco è lo stagno.
     
    In un lento corteo
    fatto di grazia,
    i cigni a te si stringono,
    guardie reali
    del pregiato tesoro
    che il buon profumo spande.
     
    L'uomo osserva,
    e l'invidia incalza
    per l'assenza
    della solidale unione
    nel "suo" stagno.
     

  • 20 marzo 2015 alle ore 0:21
    giù la maschera

    l'età in cui non riesci più a fare lo scatto giusto per superare l'ostacolo,
    puoi soltanto andarci a sbattere contro senza paura di farti male e senza paura del giudizio generale

    l'età in cui i più intorno sanno che cosa aspettarsi da te e ti chiedono esattamente quello che sai fare 
    e non altre mille cose confuse dalla loro pigrizia e brama di potere

    l'età dell'innocenza nell'essere finalmente la persona che ti senti di esere dentro
    senza paura di temere ritorsioni

    l'età della tranquillità
    tanto poco basta
    per vivere felici adesso e qua
    almeno per una volta soltanto, per un fragile istante fino al nostro incontro con l'eternità
    oppure fino al prossimo caffè aperto
    dove gustare un gelato al limone e correre via
    in un'afosa giornata di mezz'estate di periferia
    giù la maschera!
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/giu-la-maschera.html

  • 19 marzo 2015 alle ore 21:33
    Dozzinalità

    Sgaiattolare dalla vita
    fingendo di non accorgersi dei malcontenti 

    Apprezzare vacue chiacchere da bar
    di uomini intrisi d'orgogli e rancori

    invischiati a rovistare tra le disgrazie

    e assumere atteggiamenti
    perennemente meditabondi

    E oscillare tra il peso
    di metastasi del pensiero

    e l'ambiguità di odi rancorosi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 19 marzo 2015 alle ore 16:03
    concetti

    gioca pure con i concetti,
    sempre gli stessi: il tempo e la natura,
    la vita e la morte, il vecchio
    e il bambino, la pace e la guerra,
    l’amore e la solitudine. ora mischiali:
    il bambino e la guerra, il vecchio e il tempo,
    la vita e l’amore, la morte e la solitudine,
    la natura e la pace.  e poi rimischiali
    e rimischiali ancora come in un mazzo di carte.
    il jolly ti sorride beffardo, il concetto
    appartiene ai sinonimi. ritenta
    con un mazzo truccato e senza il jolly.
     

  • 19 marzo 2015 alle ore 4:15
    Il sepolcro del re

    Male
    Scavo
    Una fossa dove sentirmi al sicuro
    Protetto e non voglio più vedere sorrisi
    E non voglio più ascoltare perchè voglio solo
    Male
    Raccolgo la terra attorno
    Una corazza di terra bagnata
    Voglio buio siderale per continuare a farmi
    Male
    Dove nessuno potrà trovarmi
    Dove nessuno potrà vedermi
    Salvarmi dal 
    Male
    Devo annegare 
    Guardavo il sole poi strizzavo gli occhi per vedere le luci.
    Figure fluttuanti.Erano sinceri,erano veri,erano amici.
    Avevo capito,per questo a mezzogiorno in punto uscivo sul balcone.
    Per guardare il sole.La vera natura delle cose.
    Non ho fatto altro che "essere"assecondando la mia natura
    Cambio forma e sostanza.
    Noi siamo ogni cosa che può essere definita
    Siamo l'impossibile
    Io.Tu.Noi.

  • 19 marzo 2015 alle ore 0:26

    Mi hai insegnato che tutto si può fare. Mi hai sorretta quando le mie gambe erano stanche e mi hai insegnato non una ma mille volte a camminare. Mi hai indicato la strada e sei venuto a prendermi ogni volta la smarrivo. Mi hai ricondotta a casa tra le tue braccia ogni volta che mi trovavo persa in chissà quale problema o pensiero. Hai alzato le tue braccia in segno di resa di fronte alla mia testardaggine, alla mia voglia di lottare e di andare fino in fondo! Ad ogni costo... Anche a costo di rimetterci. Per poi abbassarle e dire :"Brava! ce l'hai fatta"! Hai ascoltato poche parole, ma hai comunque saputo capirmi... Sempre.. Anche nei silenzi. Odiavi le mie lacrime e ti allontanavi ogni volta che stavano per scendere. Ho pensato fosse disinteresse, ma crescendo ho capito che ti facevano troppo male. Sai BABBO, sono poche le certezze nella vita e io ad averti vicino sono fortunata. Ad averti ancora con me, malgrado i problemi e la tua malattia mi sento fortunata. Ti amo BABBO... <3 (Buona Festa del papà a Papà Franco... Mio padre).

  • 18 marzo 2015 alle ore 21:00
    La guerra fuori la porta

    Indossare la dignità
    come fosse una livrea
     
    senza perdere la memoria
    degli errori volontari commessi

    racchiusi nei capienti scrigni
    di questa vita

    stanca di esaltare l'angoscia
    e rendere eterno il dolore

    Briciole di sentimenti dell'orrore
    segnate dal panico

    forze che lacerano nella carne
    a ricambiare il bisogno d'amore con le stragi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 18 marzo 2015 alle ore 20:48
    domani parleranno d'altro

    la bufera fuori
    e un sorriso dentro
    un oasi di pace al riparo dal vento di quest'inverno 
    senza fine

    eppure 
    la fine ad un passo 
    ed in quel singolo passo contemplare l'immenso
    l'età, il tempo dell'essere umano in cui ti rendi conto che il tuo piede perfettamente poggia nell'orma antica lasciata da chi è arrivato prima di te
     ed il passo di chi continuerà il cammino
    trova casa ed al tempo stesso forza per andar lontano

    lontano
    la bufera fuori
    e un sorriso dentro
    un oasi di pace al riparo dal vento di quest'inverno senza fine
    e domani?

    domani parleranno d'altro
    io per il momento null'altro so fare
    mi fermo qua a contemplare l'infinito
    nel silenzio 
    e in questo piccolo e fragile passo
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/domani-parleranno-daltro.html

  • 18 marzo 2015 alle ore 20:18
    Disgusto

    Vi osservo ogni giorno,
    poveri dandy sulle loro torri,
    arroccati nella superiorita morale
    ed estetica che credete di avere.
    Sciocchi, la torre che vi ospita
    non è d’avorio ma di merda.
    Mi fate e mi faccio ribrezzo
    al pensiero che ero uno di voi.

  • 18 marzo 2015 alle ore 20:17
    Ti amo

    Mi perdo tra Sogno e verità
    Poiché entrambi Sono racchiusi
    Nei tuoi occhi Inutile diviene
    Il freddo suono Poiché le parole
    Sono un limite Alla bellezza
    Che racchiudi Nella tua anima.
     

  • 18 marzo 2015 alle ore 17:02
    Haiku

    S' aprono i versi
    Gioiose gocce di luce
    E' primavera
     

  • 18 marzo 2015 alle ore 14:44
    Sardegna

    Acque  cristalline
    sabbie finissime
    incontenibili gioie
    unico mese.