username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 ottobre 2015 alle ore 16:49
    Sono stato un giovane senza frontiere

    Della mia vita
    voglio raccontarvi la storia
    che ne affonda le radici
    in avventure ricche d'emozioni
    carezzata da brezze di sentimenti
    folate di atmosfere sognanti
    a esaltare la mia interiore semplicità
    E ho aperto ogni porta del mio Essere
    a chi ha voluto accomodarsi
    al desco delle delizie che offre la vita
    donando e ricevendo l'energia positiva
    che contraddistingue gl'incanti dell'anima
    e che grazie al mio sapere
    e al piacevole modo di viverlo
    ha plasmato questa saggezza
    divenuta il male incurabile
    del quale morirò
    Di queitempi ho il piacere
    di tramandarne gli insegnamenti.

    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright

  • 31 ottobre 2015 alle ore 16:37

    Quando qualcuno ti dice che non ce la farai, non prendertela: sarà un incentivo in più per farcela. Quando qualcuno ti dice che non sei all'altezza, non arrabbiarti: sarà l'occasione per dimostrare che sei superiore. Se qualcuno ti dice che sei sbagliato, non ascoltarlo: sarà un motivo per dimostrare quanto sei sicuro di te stesso. Se qualcuno ti mette in un angolo, non aspettare: sarà il modo per far vedere che da un pezzo non accetti imposizioni. Quando qualcuno ti calpesta, guardalo in faccia: sarà il modo per fargli capire che a determinati atteggiamenti l'unica cosa che di te vedranno saranno le tue spalle! 

  • 31 ottobre 2015 alle ore 15:43
    Morte dell'amore

    Un amore mai nato,
    mai sbocciato,
    nascosto,
    represso
     
    nel mio cuore
    sopito,
    mal celato,
    ormai passato;
     
    non posso più amare 
    creatura sublime,
    nobile fiore,
    raro diamante
     
    sollevare,
    gioioso rendere,
    alleviare,
    il tuo sentire
     
    per te
    amante essere
    nel nostro apparire,
    nella nostra tristissima sorte rivivere;
     
    solo la memoria
    di ogni ora,
    insieme a te passata
    non perirà.
     
     
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 10:50
    Idillio

    Uno specchio lucente
    ritrae il bel sorriso
    che porti sul viso degli altri
     
    Uno specchio lucente
    ritrae il bel sorriso
    che un grazie giunto dal cuore
    porta sul viso
    con scolpito il tuo nome
     
    Quando doni parte di te,
    la fiamma del bene ti scalda
    e accende un universo
    dove l'idillio regna.
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 9:18
    Restami accanto

    Spesso mi sembra
    di sentirti ancora...
    Rivedo le tue mani
    ruvide ma buone
    e i tuoi occhi
    che indagavano
    il mio cuore.
     
    La tua voce poi
    non mi abbandona...
    non mi lascia mai sola.
    Nessuno più di te
    mi può comprendere-
     
    Mentre percorro mesta
    la mia strada
    chiedo a te consiglio
    e in te trovo l’affetto
    che i vivi non riescono
    più a darmi.
     
    La tua forza
    me la sento dentro
    in te mi specchio
    e, mentre la notte
    si avvicina all'alba,
    ti chiamo a voce alta...
     
    ─Padre mio
    restami accanto!
     
     

  • 30 ottobre 2015 alle ore 20:34

    Si dice che l'indifferenza uccide. Io credo che ancora di più possa uccidere "Una falsa presenza". Scoprire nei momenti peggiori di essere soli, di aver portato con sé persone sbagliate, persone che ci hanno chiamato "Amici" fino all'ultimo giorno in cui eravamo felici, spensierati e senza problemi. Quelle stesse persone che nel momento del dolore, nei giorni di difficoltà si disintegrano dentro un silenzio fatto di assenza, di menefreghismo e di un'atroce insensibilità. Questo uccide... Scoprire di essere stato solo sempre quando in realtà credevi di non esserlo. Scoprire di non aver mai conosciuto veramente chi camminava al tuo fianco. 

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:47
    Il Pastore Solitario

    Sin da bambino
    Nel respiro della sera
    In silenzio e da solo
    Varca sentieri di vita
     
    Laggiù dalla valle
    Sale il canto della fiumara
    Unica musica di una sera muta
    Che evapora nella notte morente
     
    E mentre filtra la prima luce
    A disegnare i colori dell'alba
    Finisce il tempo del riposo
    Anche per il branco di lupi
    Che smette di ululare alla luna
     
    E allo smorzare del suo sfolgorare
    La voce degli alberi saluta il giorno
    E pure al pastore sulla riva del fiume
    Inebriato da sogni  mai concretizzati
     
    L'uomo ferito si chiede i limiti
    Dei limiti dei suoi confini
    Delle notti vuote e senza voci
    Della malinconia e dell’angoscia
     
    Allora la sua d'imprecazione
    Sale  oltre l’interminabile
    Che lo copre con il  suo velo grigio
    Senza uno squarcio  d'azzurro
    Mentre il nuovo crepuscolo
    Ridisegnano il solito crepuscolo.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:45
    Il Pastorello, Pastore

    Solitario
    Pensieroso
    Vagabondo
    Rubato alle gioie
    Della Vita
    E regalato al dolore
    Sempre allo sbando
    Fra pianure
    Colline
    E Vallate
    In compagnia dei cani                                                                                               Le creature dal manto
    E della natura amica
    Padrone dei solo pensieri
    E dei sogni coltivati
    Tra una fermata al fiume
    E una all’ombra
    Della quercia
    Sempre in aspettativa
    Che il giorno s’addorma
    E che tarda a svegliarsi
    Per stipare ricordi sognati
    Vivi nella mente e nel cuore
    Ma le notti sono fugaci
    E svaniscono come nebbia
    Al rituale nascere dell’alba
    Che lo riconsegna alle dure
    Battaglie del nuovo giorno.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:35
    Il Pastore

     
     
    Una quercia e un pino
    Si fanno compagnia
    Un trattore nei campi
    Sassi sparsi sulla via
    A due passi un ruscello scorre lento.
    Nel prato mille colori e ricchi profumi
    Mentre io consumo un sentiero
    Che porta verso il nulla.
    Lontano, lontano dagli alberi
    Odo venire una musica di vento
    È presagio di compagnia.
    Rimango seduto
    Con i miei pensieri solitari
    Senza perdere di vista il gregge
    Che come sassi viventi
    Si specchia nei miei occhi di pioggia.
    Ad un tratto imploro preghiere al cielo.
    Silenzio!
    Silenzio!
    Miracolo!
    Arriva qualcuno!
    Corre verso di me!
    Non è un uomo!
    E' una donna!
    Apro il mio cuore
    Alla  speranza…
    Ma presto mi accorgo
    Che è solo un miraggio
    Sognato ad occhi aperti.
    Ritorno con la mente
    Alle pecore, all'ovile
    Alla mia vita di sempre.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:25
    Cammino tra le indifferenze del mondo

    Accovacciato sotto i portici dell'Esistenza
    ripenso alla genuinità dei miei pensieri
    movimenti interiori
    a dipanare emozionali percorsi dell'anima 
    e svelarsi di saperi e sapori
    Anima solitaria
    cammino tra le indifferenze del mondo
    nel rammarico di non abbisognarmi
    delle cose imparate
    E vergognarmi delle altrui tristezze 
    nel dondolare nell'altalena del destino 
    a ricordarmi chi e cosa Sono
    prima di allontanarmi dalla mia condizione
    verso il tempo che aspetta solo di portarmi via
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright

  • 30 ottobre 2015 alle ore 8:47
    La mia anima

    E ritorno ancora al presente
    a raccontare la mia anima
    a sfogliare il libro già scritto del mio Essere
    a rileggere l'improvviso
    delle decisioni irrealizzate
    e riascoltare l'eco dei pensieri
    coccolati dall'esperienza
    ricchi di memorie e ricordi
    atti d'amore verso la mia famiglia
    le mie origini il mio Prossimo
    E rendo indissolubili
    i sentimenti che mi legano al mondo
    che il tempo e le distanze
    non riescono a ledere
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright

  • 29 ottobre 2015 alle ore 21:49
    Prima che sia troppo tardi

    Partirò
    domattina all'alba
    tra i fumi di un caffè bollente
    che lascia in bocca
    l'acre gusto dell'inganno.
    Devo andare
    prima che sia troppo tardi
    prima che la rosa nel bicchiere
    sparga i suoi petali
    sulla nostra indifferenza.

    Sono stanca e forte
    e tu, non avere
    quello sguardo di resa.
    Là fuori
    c'è odore di buono,
    c'è il vento
    che mi soffierà
    aria nuova sul viso,
    c'è una traccia d'arcobaleno
    ed io...devo dar vita
    ai colori del mio disegno.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 20:57
    La lavandaia

    Una carriola lenta cigolava
    una vecchia curva lavandaia
    limpida scorreva nel fosso
    l’acqua e quell’odor di saponaria
    e di sambuco antico e di menta
    selvaggia verde e il colore poi
    lì s’accompagnava di lenzuola
    a nuovo splendor dallo splendor
    del sole rinnovate e quel sorriso
    lieto volto al cielo oggi raccolti
    fissi nella memoria dei ricordi
     

  • 29 ottobre 2015 alle ore 13:14
    La mia vita

    Mi è bastato un nome
    che nessuno voleva,
    mi è bastato inciampare
    in un mattino ubriaco
    o in un lamento del mare.
    E' servito nascere sbagliato
    per scoprirmi in vita,
    affezionato al silenzio
    della mia stessa pelle.
    Ho vissuto malgrado il vento
    che mi cercava tra i rovi
    per farmi appassire
    ed è servito perdermi
    per morire più dolcemente.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 12:39
    Ho sognato la mia penna

    Ho sognato la mia penna
    elegante e ironica
    a disegnare il tempo
    con tratti decisi
    stati d'animo a rivelare la realtà
    che aleggia intorno alla mente
    Ascetismi e armonie
    esibizionismi studiati
    a scavalcare la Verità
    Esultanze e pianti
    a disegnare affreschi e mosaici di vita
    e farne uso e abuso nei soprusi
    idee ispirate dall'imposizione del proibito
    con i sentimenti addobbati all'occorrenza
    e mescolati tra loro
    a divenire infusi alchemici
    del fascino verso l'ignoto
    E allora è inutile
    continuare a guardare
    al di là de mare
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright

  • 29 ottobre 2015 alle ore 8:26
    Rubar le stelle

    Fatto leggero in ciel vorrei volare
     lì dall’Universo più stelle poi rubare
      il nome tuo con quelle compitare
     stelle cadenti con strisce luminose
     meteoriti comete i fuochi ardenti
    loro cerchi lucenti  di costellazioni
     a quel mio scritto da contorno fare
    così che nei dì dall’imbrunire all’alba
     in eterno l’Universo quanto t'amo sappia
     

  • 28 ottobre 2015 alle ore 22:31
    Un tempo e Ora

    Armoniche erano le parole che si susseguivano un tempo, come le note di una musica accompagnata da un canto intonato da una voce limpida.
    Rochi sono i pensieri che si accavallano, offuscati dai loro simili e da se stessi. Guardano il riflesso di ciò che è stato, calano le palpebre davanti a cio che è. E la meta appare e scompare. Gli occhi si perdono in troppi sentieri.I piedi disdegnano il percorso segnato. L'anima ruggisce e si strugge. Parole urlate al vento si disperdono insensate. Il ritmo prosegue incessante, scandendo il tempo residuo che troppo velocemente scade.
    Un passo avanti. Tre indietro.
    Un ritratto sbiadito. Ed un altro, allora.
    Una goccia di pioggia confonde ancora.
    Un tempo le tasche ho svuotato. Ma non Ora.

  • 28 ottobre 2015 alle ore 10:53
    Amo

     
    Io amo.
     
    Amo
    La compagna solitudine
    Che si consuma fra quattro mura
    E dura la luce di un frammento di stella.
     
    Amo
    L’amore vero
    Che come una pioggia di stelle
    Ti bagna di luna
    Ti asciuga di sole.
     
    Amo
    L’amica solitudine
    Che nel riposo solitario
    Ti ciba nell’animo.
     
    Amo
    L’amore puro
    Di una donna dorata
    Dal cuore vermiglio.
     
    Amo
    Il papavero rosso
    In un campo di grano
    La farfalla variopinta
    Che mi fa volare in alto
    Sempre più in alto.
     
    Io amo.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 21:13
    Vado ad attendermi di là

    Pervertito dai fulmini di patetiche
    filosofie senili che stormiscono al vento

    barcollo nel terrore di sbagliare tutto
    e non saper più camminare da solo

    Con l'orgoglio a far da palo alle paure
    e i torti subiti legati alle dita

    insisto in offerte poetiche
    quasi prive di voce

    a ricevere e donare le emozioni
    e i pensieri più diversi al mondo

    buoni a lenire bruciori dell'anima
    figli di fuochi mai spenti

    a chi la vita lascia cerini accesi
    nelle mani che la sostengono

    E vado ad attendermi di là
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright
     

  • 27 ottobre 2015 alle ore 20:42

    Non reagisco di fronte a chi con gesti e modi forti tenta di dimostrare di essere più forte. La forza a volte sta proprio nel non farsi trascinare in assurdi giochi di parole gettate al vento! La vera forza a volte è quella che ti guida dalla parte opposta a chi puntandoti il dito contro tenta il tutto e per tutto di attirare la tua attenzione. La vera forza sta in una "Coscienza pulita" che ti permette di sorridere di fronte all'ipocrisia di chi si finge "Genio del Sapere"!

  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 16:57
    Realtà Lucane

     
     
     
     
     
    In questa nostra terra
    Il tempo è troppo lungo
    La vita è troppo dura
     
    L’identità del nostro essere
    È nel lavoro degli uomini
    Nell’opera delle loro mani
     
    Si vive con i frutti della terra
    Nella luce dell’esempio
    Ci si nutre di speranze
     
    Dalla sofferenza nasce la forza
    La sorgente della gioia
    Dimora dentro la fede
     
    Con Lei e con Lui
    Svaniscono rimorsi e tristezza
    Inizia il cammino della salvezza.
     
     

  • 27 ottobre 2015 alle ore 14:12

    Ho provato per te ogni sentimento possibile: amore, odio, rabbia, schifo, pena... Dietro tutti i tuoi difetti, dentro tutti i tuoi pregi ti ho amato e odiato quasi fino a renderti l'unico "Elemento" essenziale per continuare a vivere. Ho fatto tutto questo senza riuscire mai ad arrivare a l'unico sentimento che mi avrebbe davvero salvata: "L'indifferenza"! Oggi cammino da sola, sulle mie gambe e ogni giorno sono più forte, più distante da quei sentimenti. La rabbia diminuisce, lo schifo e la compassione svanisce... L'amore si trasforma in un affetto che giusto o sbagliato che sia, rimane immutato nel mio cuore.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 13:43
    Il viaggio nuovo

    (Ho troppi chilometri
    ammucchiati sul groppone
    e scorie da scacciare
    dalla pelle).

    Confido sempre
    nell’elemento acqua
    specie se carica
    delle atmosfere dei tuoi baci
    che leniscono
    e alcalinizzano il futuro.
    La notte ci sorprenderà abbracciati
    e sarà doccia d’amore
    sulla nuova strada.

    (Lavami via
    quest’ansia
    incagliata ai pori
    loia di tempi
    sovrapposti ad altri tempi
    e prendimi la mano
    verso altri tempi ancora).