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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 giugno 2015 alle ore 14:40
    Volo

    Dal ciel di rossi folli
    infocate l'ali
    nel vol dibatte
    Al suol si schianta
    e fracassato il ventre
    l’anima sua raccoglie
    e nei color li fonde.

  • 29 giugno 2015 alle ore 0:31
    Cicatrici

    Sapresti carezzare la linea 

    delle mie cicatrici? 
    E sulla loro via
    intersecata dai nodi
    di sutura
    troveresti la cellula 
    che di te è intrisa? 
    Dimmi, ti riconosceresti 
    tra la linea e i nodi?

     

  • 28 giugno 2015 alle ore 22:56

    Chi ama  davvero non ce la fa a fare finta di niente mentre tutto scorre. Chi ama veramente chiude ogni porta e non lascia più filtrare niente. Chi ama davvero si affida alla sua forza, al tempo e al silenzio e lascia che essi portino via il dolore. Chi ama davvero non sarà mai una comparsa tra le tante nella vita di chi ama. Chi veramente ama accetta solo il ruolo da protagonista... In alternativa rinuncia alla parte per cercare nuovi stimoli per scrivere un nuovo libro fatto di nuove pagine, nuove emozioni e nuove storie.

  • 28 giugno 2015 alle ore 21:10
    Anima dannata

    Credere minacciato dall'incredulità
    e subito pronto a non credere

    anche se minacciato dai dubbi

    E mi ricordo di quando
    scambiavo parole d'amore
    con me stesso

    e mi mandavo baci
    con i palmi delle mani

    recapiti espressi affidati ai soffi

    a esaltarne l'ineluttabilità

    Atteggiamenti scaturiti
    dall'ostilità al mondo

    sofferenze divenute compagne stabili
    di sentimenti sottaciuti

    a sfociare in stati d'animo
    talvolta euforici

    a sondare gli abissi
    e nutrire le vertigini nei pensieri

    E continuo ancora oggi

    a pormi domande alle quali
    non so dar risposte

    E così me ne torno inerme
    a passeggiare nei sogni...
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
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  • 28 giugno 2015 alle ore 20:25
    Hasse

    Non porto buone parole per te, angelo nero; mi son cibata della mia speranza troppo a lungo benché, misero stolto qual sono, ho potuto rivederla ancora sul fondo di un’anima che sembrava morta da tempo.
    Sei venuto con la pace in un palmo ed una freccia nell’altro; pronto a tender benevolenza e poi, nel silenzio atroce degl’occhi che non vedono, alle mie spalle piantasti una freccia; l’ennesima.
    Il sobbalzo del mio cuore in una triste verità che tutt’ora celo a chi attenta con misericordia e passione ciò che di me resta e aleggia in questo petto depredato e straziato di ogni buon sentimento che possa solo infinitamente avvicinarsi a quel qualcosa che si chiama amore; l’inganno asettico dell’essere spregevole che mostri.
    Spinto dal tuo malsano dolore per chi con m’è non ha legame alcuno se non le tue maledette labbra addietro abbandonate, venir svelto svelto e quatto tra le mie più intime segrete con dolci parole un ennesima volta ancora.
    Quanto odio dovrò continuare a provare ogni qualvolta che attenti al mio cuore per poi ritirarti senza ritegno o pudore verso costui che dicesti di amare e poi che uccidi con tutto te stesso?
    Nel tuo vil inganno i miei occhi non mentivano; se solo potessi dar ascolto un secondo soltanto a quello che porto ormai da troppo tempo, dovrei ucciderti senza esitare nemmeno per un secondo.
    Allora prendo gli unici brandelli di quel che fui accanto a te e stavolta li getterò in pasto a Cerbero, che ne divorerà pezzo per pezzo fino a sparire.
    E se mai tenterai ancora di varcare la soglia del mio cielo, scalfirò nei tuoi palmi il buio più nero e puro veleno.
    Vi sarà l’aberrazione dal principio roseo dell’amore alla morte indiscussa del tuo nome.

    E piango adirato sulle mie stesse parole; mordendomi la lingua, non voglio altro dolore.

  • 28 giugno 2015 alle ore 20:08

    Arrivi al punto in cui tutto ciò che puoi sentire, vedere e capire non basta più. Arrivi al punto in cui ciò che vuoi quasi lo pretendi! Ecco che ti svegli, che ti ribelli e dai voce a te stesso/a. Ecco che mandi a quel paese tutto e tutti perché sei stanco/a e esausto/a!  Ecco che vuoi qualcuno che pensi a te nello stesso modo in cui tu pensi a lui. Vuoi vedere l'euforia nei suoi sorrisi, la dolcezza nei suoi gesti e il desiderio nei suoi occhi. Vuoi sentire che gli appartieni, le sue mani che cercano le tue  anche tra milioni di mani e le sue braccia stringerti con la stessa gioia e intensità della prima volta e con la forza di chi lo fa per l'ultima. Ecco che capisci che niente è meritato se non ricambiato. Qualunque sia il motivo...  Capisci che non si può continuare ad amare chi si allontana, chi se ne va, chi ci lascia li ad aspettare... Capisci che si deve amare chi ci cerca, chi ci dimostra, chi ci tiene vivi e accesi facendo in modo che noi non ci allontaniamo da loro. Si deve amare chi è felice di amarci e di averci! Ecco che prendersi cura di qualcuno acquista valore perché c'è qualcuno che si prende cura di noi. Ecco che capisci che solo in quei casi  L'AMORE  può essere chiamato tale, capisci che solo li può nascere... vivere e difficilmente morire.

  • 28 giugno 2015 alle ore 0:35

    Della mia vita ne faccio cosa voglio. Giudizio e opinione altrui per me non conta. Vivo per me stessa, seguo il mio istinto e il mio sesto senso. Non sono stupida ne "Piccola" da credere ancora a Babbo Natale! Sono Donna! Una di quelle che sa cosa vuole, una di quelle che cammina dritta e sicura sulle sue gambe anche quando dentro è andata in pezzi! Lascio alle mezze donne le cose scontate e i passatempi momentanei. Io di giocare ho smesso da un pezzo, oggi da DONNA completa quale sono ho occhi per vedere, orecchie per sentire, testa per ragionare e cuore per amare... E dato che tutto mi funziona perfettamente non fatemi passare da fessa... Perché ho anche una bocca... Lei sa baciare, consolare, spiegare, sorridere e anche mandare a fanculo chi merita! 

  • 27 giugno 2015 alle ore 21:37
    Sousse

    Mostrano il volto dell'assassino
    con brevi note biografiche.

    Una faccia comune di ragazzo
    fornito di elevata istruzione.

    Della strage hai visto un filmato
    con spari, grida e vittime.

    Com'è successo t'informano
    il mitra nell'ombrellone
    e l'incredibile attacco
    a turisti d'esotico mare.

    Il terrorista è annientato
    giace al suolo il cadavere
    con distesa accanto l'arma.

    E' la notizia del giorno
    su cui il mondo s'interroga
    incerto in tanta paura.

     

  • 27 giugno 2015 alle ore 8:20
    non morire amore

     amore non si muore
    per una giacca fuori moda

    amore non si muore
    per un sorriso o una smorfia

     amore non si muore
    per una faccia sbagliata

    amore non si muore
    per un cambio di stagione

      amore non si muore
    se non sai la parte

    amore amore amore 
    un dente di leone in un prato

    amore amore amore 
    un alito di vento e voli via

     amore amore amore 
    non fartelo raccontare
    non morire amore 
    per sentito dire

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/06/non-morire-amore.html

  • 27 giugno 2015 alle ore 5:38

    Viva la vita! 
    Viva la vita cazzo! 
    Viva l'energia che ci trascina via, dentro un'emozione, 
    dentro una paura e anche dentro un dolore. 
    Perché qualsiasi sia il sentimento sempre vita è... 
    Ricordatevelo quando pensate di essere "Morti dentro" ... 
    Perché anche se pieni di dolore, se quel dolore lo sentite 
    è perché siete VIVI!

  • 27 giugno 2015 alle ore 5:38

    Esserci sempre... Esserci per tutti...
    AH! CHE UTOPIA!!!
    Sarebbe più corretto dire che ci siamo per chi decidiamo di esserci. Che ci siamo quando decidiamo di esserci. C'è chi c'è per chi e cosa gli conviene e per chi dovrebbe non c'è mai! C'è chi c'è solo per se stesso e per chi c'è stato per lui è sempre assente. Poi ci sono quelli come me... Quelli come me ci sono per chi merita, per chi c'è stato, ma soprattutto per chi sul treno della vita ha preso un posto in prima classe, senza comprarsi la mia FIDUCIA, ma GUADAGNANDOSELA NEL TEMPO CON SACRIFICO E CON COSTANZA! 

  • 27 giugno 2015 alle ore 5:37

    "Buongiorno"...
    Una parola fin troppo semplice che non rispecchierà mai la grande importanza che ha... Riempie gli occhi di luce nuova al nascere del nuovo giorno... Riempie il cuore degli innamorati di nuove emozioni... Poi ci sono quei Buongiorno a cui hai voglia di rispondere: "Buongiorno... Un cazz"!

  • 26 giugno 2015 alle ore 21:35
    Scarabocchi d'ogni giorno

    Uomini

    a burlarsi con false adulazioni

    capaci solo di apporre
    superlativi alle cattiverie

    e esaltarsi di dispregiativi

    a nascondere le malefatte

    vivendo con noncuranza e imbrogli

    Incredulo e appagato della mia realtà

    m'ingarbuglio in ricordi d'onestà
    e quiete dell'anima

    bruciori di sangue versato

    spilli pungenti che infilzano il cervello

    con l'intenzione di preservarli
    alla decadenza dei sentimenti

    e custodirli gelosamente
    tra i tormenti della fierezza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 26 giugno 2015 alle ore 19:21
    Momento

    Chissà, ho pensato di dire al signore
    che forse ho peccato,
    che in giro per il mondo un sogno ho trovato,
    che scriver le onde del mare salato
    è uguale all'odor del mosto bagnato;
    che il vento del nord spinge i galeoni
    verso mete del tutto sontuose e minori;
    che i bimbi perduti son figli di tutti
    e che il mio cuor, deluso, non si tocchi.

    Credevo che l'amore fosse il signore,
    ma nel mio petto nemmeno un muscol si muove.
    Col miglio su un dito ed il momento appassito,
    per le via di casa, mi butto, stordito.

    A chi ascolta la mia filastrocca,
    ho gl'occhi chiusi, ossi di seppia;
    il mercante venuto dal mare,
    inventa nodi da amare;
    e la stella più alta del cielo,
    scende giù in terra,
    triste davvero.

  • 26 giugno 2015 alle ore 17:48

    Io di certezze ci vivo. Con loro ci pianifico il domani. Di loro ci faccio cuscino e materasso per dormire. Non ho coperte se non fatte di verità. Il mio cielo è un cielo fatto di stelle chiamate Fiducia. Io non vivo di prepotenze, di rivincite e nemmeno di vendette. Vivo di acqua che scorre libera, a volte fredda altre volte temperata. Vivo di pioggia che ho imparato a lasciar scorrere sulle mie spalle in alcuni casi e in altri a lasciarla trapelare sotto gli abiti, fino alla pelle, fino alle ossa e anche fino all'anima se necessario. Non Guardare la mia strada,ma guarda altrove se non è sotto il mio stesso cielo che vuoi camminare.

  • 26 giugno 2015 alle ore 16:30
    Dentro il tempo

     
    Fortemente aggrappata
    alla lancetta dell’orologio
    cerco di fermare
    il passare del tempo
    Ho bisogno di limitare
    la sua corsa stressante
    di avere qualche istante:
    una pausa fra un respiro
    e il passaggio dell’aria
    Ho bisogno di pensare
    e per farlo, annullare
    lo spazio troppo corto
    che opprime il mio petto
    nell’ora che scandisce
    e mi dice “è tutto fatto”
    Non ho ancora fatto niente
    Le mie braccia
    stringo al petto
    le unghie
    infilo nelle carni
    e se il sangue sgorga ancora
    ho bluffato qualche ora
    L’ ho fermata nel mio corpo
    dilatata dentro me
    e nel rosso suo calore
    cancello ogni momento
    di attese e di rinunce
    e ne invento ancora nuovi
    per fiorire dentro il tempo.
     

  • 26 giugno 2015 alle ore 15:35
    senza nome n. 3

    scioglieresti il dubbio che hai in testa 
    senza posare gli occhi sul tuo cuore?
    e il voler raccontare chi tu credi di essere sotto questo cielo sotto questo sole
    lo lasceresti in mano di uno sconosciuto?

    sarebbe come inviare una sonda nello spazio  alla ricerca di vita, senza messaggio alcuno 

    no 
    non si può sub-appaltare il nostro essere ad una applicazione,
     ad un programma chiuso
    a codici o algoritmi,
    no

    la vita vera conosce solo il ritmo del cuore
     e del nostro ritmo vitale
    la vita vera è una scelta da fare giorno dopo giorno
     passo dopo passo senza intermediario
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/06/senza-nome-n-3.html

  • 26 giugno 2015 alle ore 14:04

    E' il non sapere niente dell'amore a fare in modo che alcuni lo promettano come se non fosse niente. E' il non conoscerne il valore a far si che molti lo confondano con l'emozione del momento, l'eccitazione dell'attimo o con la strada giusta alla cessazione della loro misera solitudine. Purtroppo l'amore è qualcosa di molto più complesso, complicato e grande che in pochi possono permettersi di conoscere.  E a quelli che non lo conoscono, vi prego... Evitate di parlarne, di prometterlo o di nominarlo. Perché a pagare le vostre mancanze e la vostra ignoranza in materia saranno solo dei "Cuori" che hanno già conosciuto l'amore nel suo lato peggiore... Quello della delusione.

  • 26 giugno 2015 alle ore 12:39

    Parlate, parlate pure... Quante cazzate dite! Sempre e solo cazzate! Paroloni di cui il significato vi è inesistente, il concetto poi della parola stessa nemmeno se vi impegnate a fondo potreste capirlo. Vi piace semplicemente usarle... Del resto i paraculi per arrivare ai loro sporchi scopi usano mezzi squallidi e poveri esattamente come loro. Siete Il "peggio" che nella vita si possa incontrare, ma del resto al "Peggio" non ci si abitua mai e quindi ci sarà sempre il coglione o la cogliona di turno che ci crede. A volte siete proprio bravi/e sia nel tirare la fregatura sia nello sparire appena ottenuto il giochino tanto ambito. Un applauso a queste persone.

  • 25 giugno 2015 alle ore 21:58
    Scampoli di fine stagione

    Resto giorno per giorno
    avvinghiato all'anima

    cosparso ancora
    di giovanili ideali

    a vestirmi di folgoranti passioni

    sogni ancorati al passato
    a rinfrescare la memoria

    E mi ritrovo infuocato
    in ogni attimo dei miei malesseri

    con il Diavolo a non dar tregua

    e corrermi incontro
    sempre con fare accattivante

    Così passo i tardi pomeriggi
    dei miei pensieri

    illuminato da una luna
    con i raggi di luce assenti

    a dar una mano
    ai lampioni spenti

    disseminati lungo la strada
    che porta lontano dalla vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
     

  • 25 giugno 2015 alle ore 14:05

    Viviamo in un mondo di merda... Ma non è il mondo a fare paura, ma la "Gente" che ne prende parte come fosse un palcoscenico. Alcuni di loro restano sul palco ogni istante, altri si siedono dietro le quinte aspettando in silenzio non si sa che cosa, alcuni continuano a vagarci attorno senza meta... Povere anime, poca decisione, poche palle e coraggio. Troppo finto perbenismo, troppo opportunismo e falsità. La vera rovina di quei pochi che ancora "CREDONO NEL DOMANI"!

  • 25 giugno 2015 alle ore 1:42

    VAFFANCULO!!!
    Perché tanto c'è sempre un vaffanculo da regalare. Un vaffanculo piazzato come una bomba a mano dietro una cazzo di porta. Un vaffanculo di quelli eterni, di quelli che cacci fuori senza urlare ma tutti d'un fiato. Partano dallo stomaco, ma nascono nel cuore... Per questo quando escono sono sempre "MALEDETTAMENTE SINCERI"!

  • 24 giugno 2015 alle ore 21:21
    Eredità ricevute

    Disagi a infondere convinzioni di declini di sentimenti e svuotamento dell'animaEmozioni che lasciano qualcosa alla miseria che lambiscono e da essa rifocillarsi e rinfrancarsi nel silenzio senza chieder nulla ma rubandosi l'anima E chi la perde quasi a non accorgersene come non l'avesse mai avuta E chiedere aiuto all'esperienza come a una madre che soccorre il proprio figlio e gli lascia il ricordo bello di una strada che non smetterà mai di percorrere . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 24 giugno 2015 alle ore 0:17
    Se mi appari

    Se mi appari

    in uno schizzo dissacrante di follia

    come spermatozoo impazzito

    d'un consumato attimo

    di loquace gestualità nell'amplesso

    ti chiedo

    perché sia il silenzio

    a riempire esauste pagine

    d'un libro in disuso

    e una copertina smunta

    come sesso avvizzito

    che più non ride.

    Se mi appari

    nell'oralità di labbra astratte

    e cosce affamate di carne

    mentre scegli la pelle stantia

    d'un profumo raffermo

    che ha rimosso il vizio

    ti chiedo

    perché sanno di te

    quelle lenzuola ora sospese

    tra polveri e origami

    in attesa di sentenza.

    Se mi appari

    come vampata di marea

    che s'è arenata scoglio

    a pochi passi dalla riva

    mi chiedo

    perché io non trovi pace

    in risacca alcuna

    ma l'unico sollievo

    sia per me l'idea del vento.

     

  • 23 giugno 2015 alle ore 22:09
    Un mondo di cartone

    La mente cullata
    dalle onde dolciamare del sapere
    emozioni oltre l'intenso
    metamorfosi dissacranti
    concetti infantili pervasi
    dalle debolezze partorite dalla fantasia
    a suggellare confidenze
    con questo mondo di cartone
    pronto ad afflosciarsi alle prime lacrime
    E mi sorregge il desiderio
    di guardare in faccia il dolore
    sentire i suoi urli silenziosi
    a sussurrare la vita
    e dissetareilcuore

    cesaremoceo
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