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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 aprile 2015 alle ore 9:36
    Casa sul mare

    ll viaggio finisce qui:
    nelle cure meschine che dividono
    l’anima che non sa più dare un grido.
    Ora i minuti sono eguali e fissi
    come i giri di ruota della pompa.
    Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
    Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

    Il viaggio finisce a questa spiaggia
    che tentano gli assidui e lenti flussi.
    Nulla disvela se non pigri fumi
    la marina che tramano di conche
    i soffi leni: ed è raro che appaia
    nella bonaccia muta
    tra l’isole dell’aria migrabonde
    la Corsica dorsuta o la Capraia.

    Tu chiedi se così tutto vanisce
    in questa poca nebbia di memorie;
    se nell’ora che torpe o nel sospiro
    del frangente si compie ogni destino.
    Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
    l’ora che passerai di là dal tempo;
    forse solo chi vuole s’infinita,
    e questo tu potrai, chissà, non io.
    Penso che per i più non sia salvezza,
    ma taluno sovverta ogni disegno,
    passi il varco, qual volle si ritrovi.
    Vorrei prima di cedere segnarti
    codesta via di fuga
    labile come nei sommossi campi
    del mare spuma o ruga.
    Ti dono anche l’avara mia speranza.
    A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
    l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

    Il cammino finisce a queste prode
    che rode la marea col moto alterno.
    Il tuo cuore vicino che non m’ode
    salpa già forse per l’eterno.

  • 20 aprile 2015 alle ore 1:39

    Sembra la notte
    e il suo respiro lento
    lenire ogni arsura
    ma non è così
    Di notte
    nel silenzio
    maggiore è l'assenza
    pesante è la sua mancanza
    La solitudine
    se pur carezza
    compassionevole
    raccoglie lacrima.

  • 20 aprile 2015 alle ore 0:13
    Graffi d’unghia sopra il cielo

    Il confuso cuore mio manda lampi intelligenti,
    al corpo e all'anima comanda
    passi certi ed efficienti
    Eppure lacrima di sangue 
    nel cavo concavo rilascia,
    come fiume pazzo inonda 
    ogni fibra e la scolora
    Porta agli occhi della mente 
    il rosso fucsia del dolore,
    lo scatena come lampi
    di razzi gialli scoppiettanti
    È sangue sparso sopra il cielo 
    graffi d'unghia sul Creato
    Ogni anfratto d'esistenza
    di dolor si strappa il viso
    Pioggia rossa allaga il mondo 
    e il confuso cuore mio
    triste e morto annaspa stanco.

  • 19 aprile 2015 alle ore 20:48
    Anche gli eroi hanno bisogno di coccole

    Raccontare la vita

    costretti a nascondersi
    sotto insignificanti bellezze
     
    a mostrare il fascino di Volte Celesti 

    e raccontare di confraternite terrene 
    leste a percorrere le strade
    aride e tortuose delle ingiustizie
     
    Contraffare la dignità

    in profonde e appassionate scontatezze
    a trasformarsi in costrizioni

    ferite e tradimenti di segreti
    destinati ad essere scoperti

    E librarsi in voli virtuali
    a esorcizzare le paure

    e rinforzare l'estinzione delle esperienze
    al richiamo delle voci dei Sommi dell'aldilà

    Annegare nella futilità delle azioni
    anche la coscienza delle afflizioni
     
    nella necessità di svincolarsi
    dalle intricate trame del destino 

    veloci a rincorrersi e intrecciarsi
    nel sereno scorrere della vita

    ritrovo ideale delle emozioni dell'anima
    ormai indifferente al dolore
    .
    cesaremoceo
    diritti risevati

  • 19 aprile 2015 alle ore 14:07
    esseri umani?

    esseri umani?
     fasce di muscoli 
    sculture di ossa
    e sangue che scorre
    il tutto raggomitolato a un grande sogno
     e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/esseri-umani.html

  • 19 aprile 2015 alle ore 9:19
    Destino

     
    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli…
     
    In tale teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E la notte cerca l'alba
    Senza un istante di respiro.
     
    In questo mare
    Di cielo e di storie
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nella luce di una stella.

  • 18 aprile 2015 alle ore 21:19
    Tra sogno e realtà

    Affascinanti momenti

    vissuti tra le braccia di Morfeo

    a rivivere trame
    colme di passioni e misteri

    Fresche scorrerie dei pensieri

    nella mente sempre pronta al confronto
    e a sfruttare i vantaggi dell'esperienza

    Evoluzioni di stile
    aggrappati alla contemporaneità
     
    che fan guardare il mondo dall'alto 

    nella consapevolezza
    che la dignità esalta il talento
    e realizza utopie

    Schegge di una storia che continua
    e assicurano meravigliosità alla vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 18 aprile 2015 alle ore 19:15
    Solitudine d'artista

    E dire
    che non son mai stato
    un rivoluzionario
    eppure anche stasera
    il boia ha già eseguito
    per bene tutta la condanna
    l'ermetismo è l'unico
    alfabeto che conosco
    forse io son capace solo
    di comunicare in versi
    forse io parlo
    soltanto con me stesso
    quella parola timida
    che un bel giorno fiero
    io lanciai all'attacco
    Figlia mia, eccoti:
    io ti vedo ritornare
    tra le braccia mie piangendo
    come per paura
    per un coraggio ancor mancante
    piccola mia, lo so
    quel dileggio
    e quello sconcerto
    quelle accuse di stranezza
    no, non ti abbatteranno,
    puoi starne certa;
    ma io leggo nei tuoi occhi
    anche un terribile sospetto
    una gran disillusione
    come se il mondo tutt'a un tratto
    si fosse colorato
    di un bianco grande vuoto
    e fosse ritornato al mondo primitivo
    desolato:
    il principato del selvaggio;
    io conosco quel sospetto:
    come di chi si porta avanti
    avanti e ancora avanti 
    nel cammino
    di chi conosce il suo destino
    l'andare sempre più verso se stesso
    e non trovar nessuno
    nessuna traccia
    nessun grembo materno
    che ti possa accogliere
    un'anima cara
    che ti accudisca e ami;
    come di chi si trova muto
    l'unico al mondo
    a parlare
    con uno sconosciuto
    linguaggio universale
    perchè la morte
    non strappa dalla vita le parole
    ma tappa le orecchie
    di chi non vuol sentirle.

    Il tuo è però sospetto
    di chi torna
    dopo un grande e lungo viaggio
    senza aver solcato veramente
    neanche per un solo attimo
    le porte della propria anima
    sospetto
    di chi getta
    una veloce occhiata
    là, fuori
    e poi si gode
    la meritata quieta vita
    tra le vette della sua fortezza
    quella fortezza ben munita
    che in tanti anni
    mattone su mattone
    ha cinto la mia anima.

    Figlia mia,
    io ti accolgo:
    sarò con te per il momento
    ancora per un po'
    ma presto viene il giorno
    in cui non seguirò i tuoi passi
    lassù fino alla Contea
    viene il giorno
    in cui lo prenderai
    quel sentiero che ti ho indicato
    e che si affaccia qui,
    davanti a questa nostra amata casa:
    io pregherò per te
    accompagnandoti all'imbocco
    ma sarai tu
    a dover trovar
    la Strada:
    allora tu dovrai
    aprir le braccia di fiducia
    perchè l'amore conosce
    tante vie
    e forse non sarai più
    Sola.

  • 18 aprile 2015 alle ore 12:00
    L'orgasmo è una solenne perghiera

    L'orgasmo mi conduce a Dio

    in ogni gemito c'è preghiera

    una voce che dona salmi al cielo

    e rinnova le promesse battesimali.

    Non rinnego il Golgota

    ma la vita è uno scenario d'amplessi

    un rosario cantato a squarciagola

    che non perde il proprio eco tra gli abissi.

    Il sesso è la parola di Dio

    troppo spesso pronunciata sottovoce

    un Vangelo tramandato nei secoli

    il più sublime messaggio di pace.

    La poesia non è blasfemia

    la poesia non è ipocrisia

    è il giogo della falsa morale

    che rende prigionieri del nulla.

    Giunga a te, o Dio

    la mia solenne preghiera

    non una litania di circostanza

    ma un orgasmo che si congiunge con l'Amen.

  • 18 aprile 2015 alle ore 8:57
    Attimi Di Esistenza

     
    Al calare del giorno
    Si accende il silenzio
     
    E le riflessioni nel buio
    Dialogano con la luna
     
    Sono le memorie del cuore
    Che fioriscono nella notte
     
    Nel giardino delle stelle
    Che si nutre d’infinito.
     
    Il petto con il cielo in pugno
    E gli sguardi sull’universo
     
    Beve sorsi di vita inconsueta
    E briciole di bagliori sublimi
     
    Per fuggire dagli attimi
    Nell’illusione del tempo.

  • 17 aprile 2015 alle ore 21:19
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

     

  • 17 aprile 2015 alle ore 20:37
    Lo spirito ribelle della mia coscienza

    Nel mio pensare aposteriori

    vado a intuire il mio credere
    nel coraggio e nel lavoro

    E scoprire le emozioni
    di venditore di emblemi

    baci senza nostalgia
    intrisi di malinconia

    a interpretare le loro danze

    nelle creatività valorizzate
    dagli estremismi sociali
    delle visioni del mondo

    Sfogliare assieme le grandi pagine
    delle rivoluzioni morali

    e respirare profumi d'amore
    in menti lampeggianti di Tricolori

    a scalare montagne
    dedicate a Venere feconda

    e renderle maestose
    nel rapporto irreversibile
    tra il cuore e l'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 19:18
    Lieta novella

    Torna il sole,
    con il volto
    di una vita che si forma.
     
    Il suo calore spande,
    e infonde
    nelle intorpidite menti
    vigore e animo.
     
    Campi sviliti,
    ingrigiti dalla penuria delle messi,
    ora biondeggiano fieri,
    e in un lungo,
    speranzoso sorriso,
    aprono le porte al mondo.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:53
    Visioni senza età

    Visioni senza età
    Dipano ragnatele
    nel profondo del mio cuore,
    cantilenando
    orecchiabili canzoni
    per assopire l’inutile visione
    che ho di te.
    Io non ti cerco,
    per le strade, nella notte,
    come facevo un tempo
    col fiato grosso in gola,
    il sangue che scorreva all’inpazzata.
    Ero un fiume in piena
    quando la tua pelle
    combaciava nettamente con la mia
    e il tuo odore
    penetrava gli anfratti più sottili
     del mio esistere.
    Ora sei via,
    libero atomo nel cielo,
    felice nella tua distrazione
    di donna solitaria
    e senza età.

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:49
    Corpo Graffiato

    Alla luce della luna,
    fredda la tua mano bruna.
    E come un vampiro 
    il mio sangue hai leccato,
    che tu hai procurato.
    Sono una donna con il corpo graffiato,
    quanto ho gridato
    al tuo sporco corpo sudato.
    Il canto di un corvo sopra il mio volto,
    e il sorriso
    mi hai tolto.
    Autore  Elena Maneo©
    Tutti i diritti riservati, 2015
    Vietata la riproduzione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo,
    senza il permesso scritto dei titolari del copyright.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 13:48
    Filo Spinato

    Da un filo spinato
    sei tormentata
    Percossa dalla paura,
    per quell'assurda tortura.
    Le baracche di un triste colore
    abbattono il tuo cuore.
    Non c'è amore
    né un granello di calore.
    Ti chiedi dov'è finito il tuo Signore,
    perché credi a quella cosa di valore.
    La vita.
    Autore  Elena Maneo©
    Tutti i diritti riservati, 2015
    Vietata la riproduzione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo,
    senza il permesso scritto dei titolari del copyright.
     

  • 17 aprile 2015 alle ore 9:33
    Il Pianto Della Paura

     
     
     
    Nel tempo che non è tempo
    Nella luce che non è luce
    Nel buio che non è buio
     
    Il cielo del tramonto
    Apre l’uscio alla calma
    Per donarci la serenità
     
    Cavolo che tristezza
    L’uomo ha perduto il senno
    Pare l’ultima notte di quiete
     
    L’attimo pare si sia fermato
    Il vento ha smesso di soffiare
    Eppure tutta la vita si muove
     
    L’universo oltraggiato
    Ha perduto la pazienza
    E si è fatto minaccioso
     
    Meno male che
    Il mare che prega per noi
    E il Divino grazia noialtri.
     
     

  • 16 aprile 2015 alle ore 21:31
    Res Publica

    Il futuro oggi non esiste,
    nemmeno tra cent'anni.
    Mi chiedi di immaginarlo,
    per essere certo che io sia ignaro abbastanza,
    abbastanza sazio,
    ed abbia fiducia nel tempo irreale,
    o Patria!
    Io mi fido dell'uomo presente,
    della sua speranza e del genio, della sua ira;
    io sono sveglio, oggi,
    ed in questa tiepida mattina,
    che sento e respiro,
    mi accorgo,
    che allatti i tuoi figli col veleno della corruzione ,
    e i tuoi baci da arpia,
    ci stracciano un oncia di carne bambina,
    dal braccio che usiamo per difenderci in volto,
    una per ogni speranza che nasce.
    Il domani in cui mi mandi è troppo lontano,
    troppo diverso da noi,
    innamorati della vita, presente.

  • 16 aprile 2015 alle ore 20:56
    Ribollenti pulsazioni

    Sogno mondi incantati

    dove sfidarsi per raggiungere
    traguardi di veri eroi 

    e intanto m'echeggiano nella mente

    grida sovrumane a possedere i pensieri

    Anime infestate da inquietanti presenze

    imposture pentite in cerca di redenzione

    ad assumere continue nuove identità
    a lottare contro se stesse

    E cerco soffrente
    il dialogo tra Luci e Tenebre

    dentro lo sguardo pietoso della Fede
    e nei volti confusi del mondo

    con la Speranza sempre viva

    d'incarnarMi in gesti d'amore
    e di commozione fatati

    che il tempo non sfregi nè intacchi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 aprile 2015 alle ore 13:07
    Sospiri

    Tremano le mie mani allo sfiorar le gote tue,
    un tremito d’amore percuote il mio animo,
    tutto si compie, tutto è amore,
    il mio per te.

  • 16 aprile 2015 alle ore 11:45
    Ti sento ancora

    Ti sento ancora stretta al mio petto
    come un rampicante al tronco di un olmo
    provato dagli anni
    ma forte della saggezza antica dei maestri
    che portano la lampada dietro di sé
    e vanno sicuri nel buio.
     
    Tra i segni del ritorno ti cerco e spio,
    nei raggi ricurvi di un sole sconosciuto
    tra le gemme timide del melo a primavera 
    o nell’ultima foglia ribelle alle ventate,
    un indizio, una traccia. 

    Ma è muto l’orizzonte.
    Resta la solitudine di un deserto 
    popolato di assenze.

  • 16 aprile 2015 alle ore 10:18
    La sera si racconta

    La sera si racconta
    con le sue solite vedute
    distratte che indignandosi
    riapre pagine di memorie
    scorrevoli al chiaro delle lune
    condannate ad assistere
    tristi pensieri che si coricano
    a volte litigando o rassettando
    cocci caduti

  • 16 aprile 2015 alle ore 8:47
    L'Amore Vero

     
    L’amore vero  cavalca
    Un bianco cavallo
    Lungo la scia d’argento
    Dipinta nell’aurora lucente
    Da una lumaca messaggera
    Prima di celarsi nel guscio
    Come il cuore di donna
    Dai sentimenti ardenti.

  • 16 aprile 2015 alle ore 6:36
    poesia del tutto

    poesia del tutto
    non andrò da nessuna parte
    anzi se posso non partirò
    e comunque non porterò niente con me
    non vedrò nessuno
    e se riesco farò finta di non sentire
    e poi se proprio insistono 
    i detentori della presunta ragione
    allora fingerò 
    fingerò di non capire

    perchè il segreto è
     non fare
    non muoversi 
    non guardarsi indietro
    non sperare
    non pretendere
    non voler battere il ferro finchè è caldo
    non cavalcare l'onda
    semmai passare sotto la sua cresta
    e continuare così 
    fino a che il nostro fragile e precario sempre sarà
    forse così nessuno si accorgerà
    che la vita vera ha avuto luogo qui
     in silenzio

    che la felicità
    passa, 
    sì passa e va
    nello spazio e nel tempo
    del tutto compreso in un solo sì 
    sì 
    tutto il resto è poco o nulla
    e forse ancora meno
    poesia del tutto....
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/poesia-del-tutto.html

  • 15 aprile 2015 alle ore 21:24
    Ai re

    Ai re
    che dileggiano la poesia
    con frasi di circostanza,
    ai sovrani
    che sporcano i mari
    pisciando vergogna.
    Agli dei
    che giocano al perdono
    mischiando le carte.
    Ai prìncipi
    che dimenticano le favole.
    Il trono, un tuono
    da trincee scavate
    con le ossa.
    Dentro chiese
    consacrate alla rivolta
    abbiate cura dei vostri nomi,
    si fa strada
    l'eco della verità.