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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 maggio 2015 alle ore 17:16
    Scoglio

    Odio quel vicolo tortuoso
    Ci separa...
    come fosse guardiano geloso
     

  • 16 maggio 2015 alle ore 7:51
    forse la vita

    quel tempo di mezzo,
    come una panchina al parco
    ad inizio primavera
    forse la vita
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/forse-la-vita.html

  • Sentieri stretti

    lungo i viali
    di rigorose prescrizioni

    che piegano le coscienze
    e fan vivere vite non scelte

    Soggiogare la conoscenza

    per rivelare a me stesso
    i sogni di quel vivere

    trasformandoli in pretese
    senza velleità

    Avere fede

    rimanendo al servizio
    della mia anima

    e farne pilastro
    per costruire la gioia

    E godere
    dopo aver provato
    sofferenze e dolori

    sentendo la stessa vita 
    dentro le vene

    negli accordi
    tra le priorità interiori

    e le fatue felicità del mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 maggio 2015 alle ore 14:58
    Ti augurerei

    Ti augurerei di vivere
    fino a cent'anni
    se solo volessi rassegnarti
    se solo ti rendessi conto
    che i limiti non si possono
    superare accettando
    di buon grado i malanni
    di una vecchiaia appesantita
    quasi tramontata
    ma che forse non sai
    per quella lucidità che va e viene
    nel tuo sistema linfatico esplosivo
    probabilmente un pochino da sempre
    che dopo è peggiorato, inventandoti
    scuse, per essere considerato
    a volte fin troppo
    anche quando conveniva
    soprassedere, e guardarti
    senza troppa ingenuità

  • 15 maggio 2015 alle ore 10:24
    Musica Della Notte

     
     
     
    Allo smorzare del chiarore
    In una silenziosità infinita,
     
    Cadenzati passi nella notte
    Inclini a fuggire dal giorno,
     
    E dalla dubbia rotta di ieri
    Per cercare migliore futuro,
     
    E girovagare verso il dopo
    Entro un’alba rossa di sole,
     
    Sfogliando pagine d’anima
    Agli angeli celesti invisibili,
     
    Viaggiando nei momenti
    Sopra i prati dello spazio,
     
    Lontano dalle speranze vuote
    Nella effervescenza luccicante.
     

     

  • 15 maggio 2015 alle ore 9:48
    Bianche roselline

    Stava un cespuglio di bianche roselline
    davanti alla porta di una casa, un ramo
    ne trassi in dì che poi posai nell'aiuola
    del mio giardin da quella casa lontano,
    ogni anno al nascer quando della tarda
    primavera delicati alla vista e al sol
    si apron delle roselline i bianco fiori
    corre il ricordo a quel cespuglio a quella
    casa e ad una figura, e su quello curva,
    che con cura cura si prende di quei fiori
    dei suoi rami è la figura cara di mia mamma
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 22:39
    Haiku

    S'erge la rosa
    oltre i fili di ferro
    Vuole libertà

  • 14 maggio 2015 alle ore 21:00
    Fermenti

    Dall'alto morale del mio esistere

    mi dimeno tra esasperanti disagi
    e singhiozzi del cuore

    ad annichilire i desideri

    meriti di acrobatiche soluzioni
    estorte all'anima
     
    a esorcizzare il mio vivere

    E celare il talento

    per ridimensionarmi
    in favore della derisione

    di uomini pervasi da ignobili fantasie

    a recitare drammi
    che esaltano il loro essere piccoli

    e dimenticando che con le sconfitte
    non si perde anche la dignità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:52
    L'Incanto Del Mare

     
     
     
    Il Mare:
     
    Il mare si esprime
    Si fa comprendere
     
    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.
     
    I Gabbiani:
     
    I compagni del mare
    Che nel primo mattino
     
    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.
     
    Il Vento:
     
    Quasi per culto
    Implora il Sole
     
    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.
     
    Le Sirene:
     
    Danzano con loro
    Temerari pescatori
     
    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.
     
    Il Mare:
     
    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:22
    Il Fascino Del Mare

     
     
     
    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori del giorno
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.
     
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 14:47
    Vietri sul Mare

    Lunga passeggiata
    tipica ceramica
    inizio costiera
    bella cittadina.
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:34
    troppo ribelle per il codice a barre

    troppo ribelle per il codice a barre
    troppo remissivo per questa società senza regole
    troppo brutto per esibirti
    troppo bello per non provarci
    troppo sciocco per non essere ingannato
    troppo svelto per non arrivare in tempo
    troppo lento per tenere il passo
    troppo mite per andare avanti
    troppo forte per non travolgerli tutti..

    e poi
    che sei abbastanza grande per consumare
    e che non sei abbastanza grande per decidere per determinare
    chi tu sia in realtà
    almeno per quel che rimane del tuo cammino sotto questi dimenticati cieli di periferia

    a volte si fa fatica a rinascere ogni giorno....
    e allora meglio non ascoltare
    non 
    ascoltare 
    fino 
    alla 
    fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/troppo-ribelle-per-il-codice-barre.html

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:18
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

     
     
    Illudersi e sperare
    Esistere per vivere
     
    La vita dell’uomo
    Nell’oscura quiete
     
    Con le luci di ieri
    Nella voglia futura
     
    Il vento si rallegra
    Con riflessi di vita
     
    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni
     
    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto
     
    Ho vissuto sogni a metà
    Dall’alba al tramonto
     
    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata
     
    A briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
     

     

  • 14 maggio 2015 alle ore 8:17
    Megaride

    Colta da un vento impetuoso,
    l’acqua sbatteva sullo scoglio tufaceo,
    lì dove l’altura si univa alla terraferma,
    prolungando la sua verdeggiante distesa.
    Piccola isola che vibrò al lieve passo di Partenope,
    dove Cimone l'amò prediligendola alle dee. 

  • 13 maggio 2015 alle ore 16:57
    Por el camino

    Subiendo en penumbra,
    en olor a bosque,
    te encontré mi alma 
    enredada en la incertidumbre de la espera,
    en la esperanza vaga de lo hecho y acabado,
    desconociendo nuestro mismo sentido del presente.
    Asi te pongo a la cara amargada
    las manos de padres y abuelos.
    Te pregunté que es el fuego que te quema adentro.
    Me dijiste " Todo, y todo me confunde ".

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:46
    Miraggi

    Quelli che vedi, sono
    sogni, sogni
    che potrebbero morire
    e rinascere al chiarore
    di un sole scricchiolante
    ad attenderti ammalandosi
    per un amore che non gli dai
    mentre ti meravigli
    se non ti senti amato
    come vorresti, in alcuni
    momenti disperati
    ridotti a brandelli
    nel tuo gelidissimo nido
    desideroso di rivederti
    per scaldarsi solo lui
    nell'egoismo più assoluto
    infischiandosene se tu
    sciogliendo ti stai
    in quel vivere male

  • 13 maggio 2015 alle ore 12:01

    Hai presente un bambino che sogna di affacciarsi al mare per la prima volta? Ecco è così che io mi sento. Amare "TE" è come amare l'immenso. sei pieno di colori meravigliosi, esattamente come il suo orizzonte durante l'alba o un meraviglioso tramonto. Sei profondo, esattamente come i suoi fondali così lontani dal pelo dell'acqua. Sei travolgente, proprio come lui durante una notte di piena tempesta. Sei calmo e confortante , come quando al mattino nel silenzio delle prime luci del giorno lui echeggia a malapena. Se non avessi scelto te e tu non avessi scelto me non avrei mai conosciuto la meravigliosa sensazione del salmastro sulla pelle. Ti Amo.

  • 13 maggio 2015 alle ore 9:37
    Voi,che non ci mettete niente di vosto...

    E pensate
    che deve essere tutto perfetto
    e che non è poi tale
    sperando sempre
    che quel tutto vada per il meglio
    tra gl'imprevisti
    che si presentano imprevisti
    E in questi pensieri
    accorgerVi di quanto ardue
    siano le scelte
    specie se accompagnate
    dallo scetticismo
    reduce dai commenti negativi
    che l'anima da al cuore
    anche se vecchio e burlone
    ma che conserva il suo spirito fine
    a divertirsi nelle feste
    dei navigatori solitari
    dei fiumi della vita
    a raccontare storie colme di dignita'
    e dignita' straripanti di storia
    Voi che non ci mettete niente di vostro...
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 13 maggio 2015 alle ore 6:37
    il tempo negato

    l'isteria intorno è palpabile 
    opprimente
    angosciante, 
    toglie il respiro
    e fa male come il morso feroce di un cane randagio

    ma così è la vita adesso, così vanno le cose
    raramente qualcuno ascolta 
    e se ascolta è cosa di un momento, un istante fragile e fugace
    per il quale ci si sente obbligati a ringraziare

    ma se così è 
    allora poco ben poco rimane alla passione e ancora meno alla compassione

    ma altro non so e nemmeno posso fare adesso
     per il momento raccolgo sogni e pensieri
    come fiori freschi a primavera
    e sia quello che deve essere 
    presso questi grigi mari in tempesta di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/il-tempo-negato.html

  • 12 maggio 2015 alle ore 21:07
    Il ritorno delle utopie

    Immaginare il ritorno alle utopie
    nella volontà di unire ancora il mondo

    Aure salvifiche assunte
    nei conflitti d'imparzialità

    onde d'ideali a determinare
    condivisioni ammantate da allori

    fioriti solo nelle promesse

    e puzzare d'utopismo
    per soddisfare esigenze d'idealismi

    nel bisogno putrefatto
    degl'immediati cambiamenti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 maggio 2015 alle ore 20:51
    Si può passare dall'Inferno al Paradiso ?

    Scissioni intrise d'incompatibilità

    a innescare insidie
    celate agli occhi del mondo

    a intimidire idee e pensieri
    nella guerra delle scelte

    colpi d'offesa tra il cuore e la testa

    Avvertire il buio dentro

    con la morte popolata
    dai fantasmi delle emozioni

    scavate senza pudore
    nelle fredde pareti dell'anima

    a trasudare odio
    e finti desideri di reinventarsi

    trascendendo dai confini del Cielo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 12 maggio 2015 alle ore 20:51
    Un altro modo

    Che sarei,
    se non vedessi il mare in una goccia,
    e in una lacrima un tormento?
    Se non vedessi in ogni vita, la natura palpitare,
    in un fiore una regina e nel vento il suo sposo,
    e se non vedessi te,
    in questo cielo segreto, disegnato tra stella e stella,
    se non mandassi la speranza a parlarti,
    che sarei ?
    Se nelle tue mani maldestre, inconsapevoli,
    non mi mettessi, io che consco la casa della mia anima
    e non temo di perdermi, ne la paura che ti divora, chi sarei?
    Non io, ma un altro, uno di quelli che dispera,
    che mette in guardia i bambini, dalla vita che li attende, 
    che nega il suo cuore mentre nella lotta lo sostiene.
    E se non credessi, che tutto questo,
    che spesso mi confonde, é la vita che matura e mi si conforma, 
    sarei lì,
    seduto lontano dalla città di Dio.

  • 12 maggio 2015 alle ore 16:27
    Ti cerco

    Parola dopo parola
    busso, testardo
    alla tua anima

  • 12 maggio 2015 alle ore 13:22
    Ero solo un ragazzo

    Ero solo un ragazzo
    A quel tempo
    ero solo un ragazzo
    giocavo alla morra
    e guardavo le stelle.
     
    Amavo la vita
    e fischiavo nel vento,
    le mani nei jeans
    e gli occhi perplessi,
    leggevo romanzi
    su vagoni di treni.
     
    Andavo veloce
    a rincorrere il vento
    pedalavo gioioso
    sulle strade del cielo,
    sedando la voglia
    tra una gonna sdrucita
    e un lembo di terra genuina.
     
    Poi venne la vita
    coi suoi pentimenti,
    inutili incontri di corpi sbiaditi,
    lacrime e sale in piccoli gesti.
     
    Adesso son uomo
    di carte e pensieri,
    di amori sanguigni in notti d’estate
    e cerco la luna
    per poter dialogare.

  • 12 maggio 2015 alle ore 11:45
    Bussa

    Bussa all'uscio del cuore
    incerto del suo rispondere
    con tocco leggero l'amore
    che il desiderio sospinge.

    Ma chiusa resta la porta
    da cassaforte blindata
    che la ruggine ha presa
    tanto da renderla sorda.

    Che fai Amorino, desisti?
    Arretri con passi tristi
    credendo vano il bussare?

    Deh, come timido sei!
    Insisti e spessi fai i picchi!
    Vedrai che infine a te s'apre.