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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:25
    AH AH AH AH

    la consuetudine rattrista
    il cupo riprendere
    un immacolato
    comperato tradimento.
    aiutatemi
    tra i biscotti
    che ho sempre creduto
    promesse
    sparse
    fra i minuti.
    tra pareti in bilico
    nella bruciante 'ndrangheta
    di quelli che spartiscono
    nelle devote incompiute
    fiabe
    sull'orlo
    di chissà quali meduse.
    e qui il sipario chiude.
    osservo la catena
    che non scende
    servo di un gabbiano
    senza mare.
    bevo ginseng
    ombra cinese.
    se cercano me.
    sono quello là.
    quello che scrive
    le poesie.
    ah ah ah ah

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:20
    SBAGLIATE

    stanno massacrando
    un'idea sbagliata.
    eliminando
    il suo finale.
    nell'invisibile
    predisposto ingresso
    posato sul rimpasto
    del cervello.
    stanno affossando
    i dieci comandamenti
    nell'aria stanca
    di burberi affidamenti.
    in una molteplice
    lussuria anticlericale
    recuperata
    dalle passioni
    inedite.
    castrate
    sull'anziana erba
    aspettata e intimorita
    sbarrata con la solitudine
    della vita.
    ma scomparsa
    è l'alchimia
    dentro quei sogni usati
    nelle insonni
    congelate facce
    di ahimè rubate
    idee.
    sbagliate.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 22:51
    La Canzone D'Amore Di Ernèst

    L’amore è ben altra storia!
    Cantava Ernèst seduto sui gradini della chiesa,
    bello e impavido come il sole,
    con la chitarra ed il suo ingenuo ardore.
    L’amore concede occhi nuovi,
    occhi belli come i tuoi;
    l’amore dona e toglie.
    L’amore, l’amore.
     
    Lacrime di seta
    su pioggia infinita,
    e suonano le dita,
    come erbe in collina.
     
    Cantava Ernèst,
    guardando una donna laggiù;
    semplice e pulita,
    la sua donna l’ha svestita.
    L’amore, l’amore.
     
    Gridava alto suonando,
    l’amore è ben altra cosa!
    l’amore è amore
    come abito di rose in fioritura lieta.
     
    Si accinge Ernèst a depredar la sua sposa,
    ma canta, canta ancora,
    lei non è la sua aurora.
     
    Così Ernèst andò per la sera,
    sul molo vi scorse una luce fioca.
    Cantava, cantava Ernèst
    lungo il viale del molo in piena.
     
    Troverà la sua musa?
    di dolce amore soffrirà per la vita?
     
    L’amore è ben altra storia!
    Cantava Ernèst seduto sui gradini della chiesa,
    bello ed impavido come il sole,
    con la chitarra ed il suo ingenuo ardore.
    L’amore concede occhi nuovi,
    occhi belli come i tuoi;
    L’amore dona e toglie.
    L’amore, l’amore.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 21:00
    povere e fragili parole

    è già mattino là fuori 
    poggio un piede a terra 
    cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    apro la porta 
    e comincio a viaggiare
    lontano 
    lontano verso non so dove

    il sole è ancora basso sulla linea dell'orizzonte,
    e non vuole uscire
    sento sulle mie spalle cadere un peso enorme
    sono i mille incroci del possibile che mi lacerano il cuore
    e che scorrono in corpo come sangue nelle vene

    camminerò questo nuovo giorno
     come un solitario cane randagio nelle periferie
    e mille volte inciamperò 
    cercando un tratto di strada senza buche e senza interruzioni

     ma non è dato ai vagabondi come noi presso queste scoscese vie
     di camminare in tranquillità e pace e così sia
    no,

    qui si procede a vista e si spera nel sole 
    che illumini questi versi, questi canti di dolore
    perchè a volte il poco che resta è solo questo
     eppure 
    la fede è grande, la speranza, ultima a vivere ed a morire, ci sostiene ancora e nonostante tutto
    e queste povere e fragili parole 
    a volte sembra che abbiamo il potere di curare
    di curare

    e così si fa sera ancora 
    ed io torno a casa da te 
    poggio un piede a terra
     cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    chiudo la porta
     e comincio ancora viaggiare
    lontano  
    lontano nel tuo cuore

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/povere-e-fragili-parole.html

  • 13 febbraio 2015 alle ore 20:58
    Respirarti ancora

    In questa alba invernale
    che mi tiene prigioniero

    dell'insensibilità taciturna del cielo 

    a sentirmi quasi come un sole spento

    mi rigiro tra le lenzuola disseminate
    delle punte aguzze dei supplizi

    vessato a pensare a percorsi
    illuminati dalla luce grigia dell'indifferenza

    trabocchetti che si aprono sul nulla
    a nutrire le mie inquietudini

    E nella lungimiranza di capire
    che la discordia è la conferma dell'amore

    riempio quei tormenti con la passione

    smanioso di rifugiarmi nel desiderio
    di respirarti ancora

    e in esso 

    esaltare l'immenso bisogno d'amarti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 13 febbraio 2015 alle ore 17:19
    La Notte Di Oggi

    All'uscita del mattino
    Alzando gli occhi al cielo
    Ho notato uno strano rosseggiare
    Su questo luogo dell'antico dolore.
     
    L'insolito vestito variopinto
    Incuriosisce la gente del paese
    E nei loro occhi profondi
    Si legge paura del tormento
     
    Uno smarrimento totale!
     
    Scende poi la sera
    E a poco a poco nell'attesa
    Si rattristano i pensieri
    Su questo inquieto paese
     
    A chi mai potrò raccontare
    Queste emozioni nella notte
    Pervase dal vento di scirocco
    Uggiosa e fuori dal normale?
     
    Nel buio piove neve marrone
    Per suggestionare ogni mente
    Opprime visi e cuori palpitanti
    Bruciando  speranze d'esistenza

     
    In questa notte di oggi
    Con il passare delle ore
    Il timore si è fatto paura reale
    Nel pensare ai giorni futuri.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 15:11
    Cuore innamorato, per tutti coloro che amano

    Bello è questo sentimento,
    forse puro,
    lo conservo come un fiore
    tra le pagine di un diario,
    lo accarezzo come fosse
    seta o raggi di sole,
    lo respiro nella sua essenza riposta.
     
    Egli mi offrirà
    porpore e trine
    per abbellire
    il cuore.
     
     Dal libro  “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
     
     

  • 13 febbraio 2015 alle ore 11:17

    Un uomo è quello che ti rassicura senza offendere.

    E' quello che dimostra senza troppe parole importanti.

    E' quella figura di sicurezza . Non solo sicurezza fisica, ma quella sicurezza che lascia la sensazione di aver dato l'anima e il cuore in mano a chi saprà averne giusta premura.

    E' quella persona che anche se è di sesso maschile si commuove, si emoziona e a volte piange... Perché le emozioni non hanno sesso!!!

    E' la roccia che non deve necessariamente essere sempre forte, può anche sgretolarsi in apparenza ed è per questo che a volte ha bisogno di avere vicino una di quelle figure chiamate: "Donna".

    Non sa essere borioso ne altezzoso, l'uomo... Il vero uomo non mostra superiorità, non ne ha bisogno perché il VERO uomo lo è!

    Sa restare senza farsi sentire e senza far pesare la sua presenza e sa andarsene con classe senza sprecare parole.

    Non è perfetto, ma pieno di difetti esattamente come la donna, sa riconoscere i suoi limiti e ammettere i suoi sbagli. Il vero uomo è umile non superbo!

    Tutti coloro che credono di essere migliori e perfetti... Quelli che di "Uomo duro" hanno solo la convinzione non sono uomini, ma scarti di una categoria che non troverà mai una collocazione vicino ad una vera Donna. Il vero uomo ama...  Lui semplicemente ama la sua donna per quello che è... E nella sua semplicità mostra sentimenti veri e autentici che hanno più valore di tante belle parole mai dimostrate. Quei sentimenti che dedica solo ad una donna, quei sentimenti che le completano l'anima... Perché donne lo si è principalmente nell'anima. Il vero uomo si confronta, ascolta e aiuta... E se trova la giusta angolazione con una creatura femminile ...E' COMPLETO!!!

     

  • 12 febbraio 2015 alle ore 23:47
    rifugiato

    tu schernisci io tremo
    tu provochi io temo
    tu parli, io in silenzio affondo, annego
    in questo mare nostro della disperazione e morte
    tu cerchi inesistenti differenze 
    tu coltivi la discriminazione nel campo dell’esistenza
    io saldo le crepe
    tu mastichi procedure, sistemi metodi
    regolamenti e decreti che segnano con il fuoco
    con il marchio clandestino!
    io accarezzo il cuore
    io cerco un segno di pace
    dopo giorni e notti sotto cieli neri
    alla deriva senza speranza in questi dimenticati mari
    dopo incubi di morte e di bombardamenti  
    e tu carichi ancora la tua arma
    e tu usi e getti uomini donne e bambini alla deriva
    uomini donne e bambini dalle periferie del mondo
    io sogno di vivere per un momento
    io sogno di poter riposare libero
    io sogno rispetto 
    per me per te e per i nostri figli,
    e un solo sospiro
    libero
    adesso
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/rifugiato.html

  • 12 febbraio 2015 alle ore 22:32
    Alte fiamme divampano

    Come un gabbiano ferito

    che vola smarrito nel cielo
    colmo di nuvole nere

    volteggio a raccontare
    la mia perdita e il mio abbandono

    nella ricerca ansiosa di arcobaleni di sogni

    che possano trasformare in lacrime di gioia
    i miei eterni pianti

    E mi vengono incontro

    insoliti fantasmi
    a lottare contro il vento

    che vanno ancora una volta
    verso i loro tramonti

    E il cuore brucia...
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 febbraio 2015 alle ore 21:16
    Ho anch'io il diritto ad aver paura

    Con la paura a rimbombare
    nel vuoto dei pensieri

    consumati dai ricordi
    e traboccanti dei desideri irrealizzati

    me ne vado ramingo
    con i passi appesantiti dai patimenti

    tra prati di crisantemi in fiore

    con l'angoscia a prendermi l'anima

    e sigillare i tormenti

    E dentro di essi muore il mio giorno
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 febbraio 2015 alle ore 20:32

    Una vera Donna è donna principalmente nell'anima, che ella indossi un jeans, un pigiama o abiti di alta femminilità è comunque donna!!! L'uomo che dice il contrario è il primo a non essere uomo, ma a guardare solo cosa vede in apparenza... E' un uomo per cui conta solo il "fare bella figura" tra la gente... Ma non si rende conto della "figura di merda" che fa lui stesso mostrando quanto "PICCOLO" sia.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 17:48
    Danzerò con te

    Sapremo danzare
    sulle ferite sanguinanti
    insieme volteggieremo 
    nel cielo terso 
    unendo le dita 
    saranno radici forti 
    ed un balzò farai nell’azzurro.

    Danzerò sulle diversità
    nei colori dell’arcobaleno 
    adagiandoti sulle ali.

    Danzeremo nei prati di girasoli
    lungo il sole di noi
    che volteggia nel vento.

    Tendenderò la mano 
    affinche le tue sfioreranno il cielo 
    tu angelo senza ali.

    Nel sorriso un arcobaleno,
    toccherai, 
    tinteggia ora la mia vita.

    Benatti Graziella © 
    @ 25 Gennaio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 17:47
    Nei inverni campi (Giornata della Memoria)

    Non v’è cagione
    per alleviar la prigione
    che nei tuoi occhi albera.
    Di terrore funesto
    si cibano le mie viscere
    nelle tue orme 
    posate su neve nera.
    Incroci di corpi
    nei fossati ancora fertili
    si son disseminati
    lungo le arterie venose dei mie congiunti.
    Possa vedere ancora l’alba 
    atroce fuoco incandescente
    illuminare l’orrore che fu fatto.
    Possa ancor parlare i vostri visi
    per non dimenticare.
    Il silenzio sovrasta l’ingratitudine
    che noi figli dei figli poniamo.
    Non sentiamo l’urlo che le anime
    ancora vaganti nelle camere a gas 
    agitano il vento,
    non vogliamo usare quel cammino
    che i nostri avi fecero a piedi scalzi
    nella melma o nel rigido inverno.
    Noi siamo rimasti ciechi
    nella nostra storia
    sui cortili innevati un alito di vento 
    sussurra l’orrore atroce
    che visse in me. 

    Benatti Graziella © 
    @ 27 Gennaio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 17:46
    All’ombra della Magnolia

    Non credermi 
    non credere alle mie parole
    fuggi via dal terrore 
    che risuona nelle note del cuore.

    Si io sono malefico
    nelle tramutate parole 
    di miele si son bevute.

    Non presumere 
    il fato dei miei giorni
    dove tu non sai quale essere sia.

    No il fiorire della magnolia
    non sarò mai lì
    a guardar le tue mani accarezzar 
    le limpide acque che scorrono 
    nel letto del fiume mio.

    Ti disseterai nei calice della vita
    ed io chi sarò al cospetto 
    tuo animo.

    Polvere mi feci
    e polvere sarà il vento
    dinanzi ad un salice piangente 
    lacrime si son bagnate nel cielo.

    Benatti Graziella © 
    @ 30 Gennaio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 16:46
    Codici

    Leggi scritte
    non scritte
    incasellate in un codice
    Accettato, ma non genetico.
     
    Provo, seguo, interpreto,
    inciampo e cado.
    Mi rialzo. Corro.
    Ora sto scappando.
    Mi rintano nel labirinto
    della mente, e lì mi perdo.
    Seguo le leggi, ma non la vita.
     

  • 12 febbraio 2015 alle ore 16:36
    Ricerca Grottesca

    C'è qualcosa che manca
    la ricetta è incompleta
    l'ingrediente è segreto
    nessuno lo cerca.

    Come ossessione di una ricerca,
    di un granello di sabbia
    nella spiaggia in cui ti immergi,
    lo vuoi raccogliere
    tenere per te
    far vedere a tutti
    la meraviglia che è lì
    davanti ad occhi
    che sbagliano a osservare
    usando lenti di illusioni.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 15:50
    haiku n. 131 (scende la neve)

    scende la neve -
    sulla sedia a dondolo
    il nonno legge

  • 12 febbraio 2015 alle ore 14:17

    La prima luna;
    solo il mio respiro.
    L’inverno è un giuramento.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 9:38
    La Campagnola

     
    È l’alba!
     
    La campagnola
    Solca il tratturo
    Verso i campi
    Di grano maturo
    Per la mietitura
     
    Alla sera vive nell’aia
    Più tardi dopo la cena
    Riposa e si addormenta
    Il domani si avvicina
    E la fatica continuerà
     
    Il granaio è stracolmo
    Il tempo passa veloce
    Le notti si susseguono
    Il nuovo buio è calato
    Dormiamo insieme
     
    La notte è stellata
    L’alba è alle porte
    Doniamoci l’amore
    Riprende il lavoro
    Tra sogni e attese.

  • 11 febbraio 2015 alle ore 22:29

    Quando si diventa adulti non si pensa più alle favole e alle belle parole. Quando si diventa adulti si pensa ad essere sereni, ben equilibrati e al sicuro. Quando diventi una persona matura, cosa che non va di pari passo necessariamente con l'età, cambiano i modi di pensare, di relazionarsi e di agire. Non si resta più ad aspettare che qualcuno cambi, che qualcuno si decida a darci ciò di cui abbiamo bisogno. Quando si diventa persone mature, uomini maturi e donne mature si guarda i fatti, le certezze e la tranquillità. I bei momenti, le cose romantiche ci piaceranno ancora, ma non ci basteranno se non avranno di fondo e di base sentimenti, costanza e serietà. Quando invece non si cresce, si resta li a guardare ciò che non accadrà mai. Convincendoci che va bene anche così com'è... Anche se non è ciò che vogliamo. Quando si diventa adulti si sa cosa sia l'amore e i sentimenti veri, quando si resta bambini e stupidi, ogni nuova emozione sarà amore vero, l'amore della vita, la persona giusta e poco conta se poi feriremo quella persona. Quando si diventa adulti non si gioca con le persone, con le parole e con i cuori, perchè con essi... Credetemi, neanche i bambini ci giocano. Quando si diventa adulti, per dimostrare di essere persone valide e mature dobbiamo avere di base quel qualcosa chiamato SERIETA'! Dobbiamo essere sinceri e corretti. E dobbiamo dimostrare di conoscere il significato di quelle belle parole che spesso per renderci "Grandi" pronunciamo. Quando si diventa adulti e sicuri di se chi vive con questi concetti e modi opposti ai nostri non potrà mai far parte della nostra vita, del nostro cammino e tanto meno potrà mai restare a lungo nel nostro cuore. Il cuore delle persone serie è un cuore di un valore inestimabile, che per certi "Elementi spazzatura" è decisamente TROPPO!

  • 11 febbraio 2015 alle ore 22:25
    Brucio

    Me ne infischio
    del complemento oggetto,
    perché ho sete del verbo,
    del freddo che sento,
    di un giorno che è morto
    e non tornerà più.

    Ho bisogno,
    ho bisogno,
    ho un bisogno assoluto
    di non esser più muto
    di spogliarmi sulla neve
    e di essere quell'uomo
    che non teme
    il gelo d'inverno
    o il caldo d'agosto.

    Le emozioni che non conosco
    son pronto a scoprirle,
    tanto niente m'ammazza,
    e le febbri di ieri
    son coccole di fragole,
    son fette di vita,
    spruzzi frizzanti di quello che sono.

    Ho bisogno,
    ho bisogno,
    ho bisogno di sentir freddo
    per cedere ancora
    al fuoco che ho dentro.
    Io forte lo sento,
    lo sento e ti sento
    fuori
    e dentro di me.

  • 11 febbraio 2015 alle ore 21:27
    Mi accorgo che ogni oggi è sempre come ogni ieri

    Pericolosamente incontrollate
    a percuotere la rete

    dita di mani sporche di vizi

    a distribuire speranze

    e tramutarle in mali
    da cui non si guarisce 

    Percorrere corridoi bui
    con i passi incerti della solitudine

    angoli d'inferno immaginati
    nei quali rintanarsi e poetare ...

    Poetare per curare l'inconscio

    contagiato dalle incomprensioni
    e da dalle diversità
     
    E non riuscirci...

    E  aspettare la fine 
    per abbracciare l'eternità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 11 febbraio 2015 alle ore 17:52
    Nutrirsi Dentro

     
     
     

     
     
     
    Si apre la porta del cielo
    Con il primo viso del sole
    Inizia il mio fiducioso tragitto
    Con un solo pensiero nella testa
    Viaggiare e andare via, lontano
    Oppure volare fra le nuvole.
     
    Navigare in un bicchiere di vino
    Alla ricerca del cibo dell’anima
    E nutrirsi senza svuotarsi dentro.
     
    Libero nell’aria come un gabbiano
    Padrone delle valli come un’aquila
    Volando tra i fiori come una farfalla
    Che fugge dai rumori poco familiari
    E cerca conforto nella tranquillità.
     
    Sogno, spasimo ed ancora fantastico
    Di evadere nelle notti dalle polemiche
    Degustando il sapore delle gioie reali
    Dissetandomi nell’immenso universo.

  • 11 febbraio 2015 alle ore 9:17
    Neve Sul Paese

     
     

     
     
     
    Neve ai monti
    E neve alla collina
    Neve sul Divino
    E su Don Bosco.
     
    Neve a sera
    Neve rosa
    Si posa sul paese.
     
    Fiocchi candidi e vaporosi
    Dietro un sole che riposa
    Neve di bufera a primavera
    Che non sia quella nera…
     
    Neve amica sul paese.