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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 febbraio 2015 alle ore 21:33

    Ritengo troppo fondamentale quel qualcosa che si chiama "Rispetto". Lo ritengo fondamentale in ogni cosa che faccio, in ogni persona che incontro, in ogni posto in cui vado e in ogni confronto che tengo con gli altri! Credo esso sia la "Base" di una persona! Credo che esso permetta di dimostrare che sai cosa siano: "Educazione, valori e intelligenza"! Mi "Incazzo" terribilmente laddove non lo trovo! Vado in bestia quando mi viene negato e allo stesso tempo viene preteso! E' per questo che da molto tempo, non ascolto più, non perdo tempo ne parole con chi non lo conosce, ma alzo le mani, mi arrendo e me ne vado! Del resto....... Di armi contro la stupidità ancora non ne hanno inventate!

  • 09 febbraio 2015 alle ore 18:31
    Angusto serpente

    Fogli bianchi

    stesi silenziosi affranti

    muti

    Muta è la mente

    fra pensieri stanchi

    Particole pazze

    paranoie nei ventri

    - vite galleggianti -

    Che accade a questa gente

    che morde se stessa

    - angusto serpente –

    rivolta il proprio sangue

    ne sputa quando langue

    Così ama così odia

    così se stessa mangia

    E nel terror di vita sua sprecata

    all’altra gente grida: ingrata!

    Ché se cieco

    il dolor è di se stessi

    ogni onda d’amor

    l’ego malato stressa.

     

     

  • 09 febbraio 2015 alle ore 10:27
    La Morte Insegue La Vita

    Un cielo Infinito
    Circoscritto nei miei occhi
    Mentre nuvole simili a fumo
    Camminano e velano la luna
    Dando voce ai miei pensieri
    Che vivono la vita mutevole
    Si vive con il debito con Dio
    Conosco come dovrò pagare
    È segnato in un mio sogno
    Disegnato nei miei ricordi
    Di un sogno ricorrente
    E molto familiare
    L'ho rivelato a molti
    È una predizione
    Non sarà una sorpresa
    Avvererà come da copione.
    :
    Niente fiori
    Poca gente
    Un masso
    Sulla mia terra bruna
    Allora sarò schiavo
    Dei vermi padroni
    La mia anima libera
    Randagia nell'universo
    Dalla morte… L'inizio. 

  • 08 febbraio 2015 alle ore 20:50
    I piaceri della vita

    Nel voler bene che è più forte
    di qualsiasi proposito d'abbandono
    rimango ancora ad apprezzare
    i piaceri della vita
    passioni sprigionate 
    ispirate alle virtù
    e alla dote dei sentimenti
    Assecondare le imperfezioni dell'anima
    privilegio primordiale 
    a trastullare di emozioni lo Spirito
    e regalarsi seduzioni
    in cui gli eccessi sono taciuti
    e il piacere esaltato
    carezze passionali
    di angeli che cercano sorrisi
    combinazioni perfette
    distese su letti di rose
    nella fusione di cuori
    che s'incontrano a metà strada
    tra il caldo dell'anima
    e il freddo della ragione
    giochi eccitanti
    nel susseguirsi dei segreti
    consevati dal tempo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 08 febbraio 2015 alle ore 15:28
    quanto spazio rimane alla libertà?

    quanto spazio rimane alla libertà?
    forse poco forse nulla chissà
    forse soltanto una zolla di terra
    nascosta tra le crepe  e il  cemento

    ed io rimango qua in silenzio e ti penso
    e penso
     a tutto il tempo trascorso insieme
    e penso che tutto il resto ed anche quello che rimane disperso tra le zolle del campo, tra l'asfalto e il cemento
    è soltanto rumore di fondo
    e nulla più

    è soltanto spazio e tempo regalato all'oblio
    e allora io resto qui e ti accompagno
    ti prendo sotto braccio ti stringo la mano
    ti dico ti amo

    quanto spazio rimane alla libertà non so, 
    forse soltanto questi due secondi appena trascorsi sul quadrante della storia,
    quelle due parole
    che rendono una vita intera
    degna di essere vissuta
    presso questi svincoli di periferia

    quanto spazio rimane alla libertà?
    forse poco forse nulla chissà
    una zolla di terra 
    e se così deve essere, che sia!
    perchè noi siamo già liberi dentro  e 
    lontano lontano 
    presso questi sentieri abbandonati di periferia 
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/quanto-spazio-rimane-alla-liberta.html

  • 08 febbraio 2015 alle ore 15:26
    Domenica senza parole

    idozie ci accomunano dalla fede che illumina l'intelligenza.
    il non senso d'amore di ragione l'espressione a manca d'esserci stato.
    perdono tutti e chiedo a tutti domenica è ora: senza parole!

  • 08 febbraio 2015 alle ore 10:54
    La porta

    Bussano alla porta
    infuriano gelo e tormenta
    fuori del calore di casa
    che il picchiare desidera.

    L'entrata tieni sbarrata
    un tempo subito aperta
    alle novità che accoglieva
    ora respinte dalla paura.

    E' un effetto della violenza
    dell'insicurezza in ascesa
    che per te chiami prudenza.

    Bussano alla porta
    e la mano va alla maniglia
    per garantirsi ch'è chiusa.

  • 08 febbraio 2015 alle ore 2:10

    Abbiamo riso e scherzato in questi giorni sul giorno di S.Valentino. Abbiamo ironizzato su questo 14 Febbraio. A prescindere da tutti gli scherzi, le battute o altro, non posso negare che a me personalmente questo giorno potrebbe anche piacere. Dico potrebbe per il semplice motivo che non lo vedo impostato in un canone di situazioni, sentimenti e valori giusti. Vorrei che oltre che un 14 Febbraio, ci fossero più sentimenti veri e sani. Più valori nei rapporti e più rispetto. Vorrei vedere persone che si amano in modo sano e non squallido. Vorrei ritrovare le vecchie abitudini ormai estinte: Gli inviti classici, l'imbarazzo di una dichiarazione, più certezze e meno convenienze. Vorrei rivedere guance che arrossiscono, occhi che luccicano, labbra che tremano. Vorrei vedere volti emozionarsi nel sentirsi sfiorare una mano. Vorrei vedere persone che si piacciono, ma nel timore di dirselo continuano ad osservarsi. Vorrei ritrovare i vecchi sistemi, dove cercavi anche ore il modo di contattare qualcuno e mentre lo facevi l'interesse cresceva. Oggi vedo solo accomodarsi, passare da un amore all'altro come nulla fosse. Vedo persone dichiararsi capaci di amare, di sapere cosa sia un amore vero, una storia vera e il rispetto, ma cadere poi nella banalità dell'ipocrisia come il resto del mondo. Scoprire bugie, pugnalate alle spalle e capire di aver vissuto del tempo con qualcuno che era opposto a ciò che credevi fosse. Qualcuno che era tutto  ciò che mai avresti scelto e voluto per te. Vorrei vedere persone che si amano semplicemente per quello che sono senza pretendersi diversi. Vorrei vedere amore vero, amore che se anche poi finisce non può trovare un nuovo inizio con nuove persone dopo pochi giorni. Vorrei vedere non solo volti puliti e facce ben tenute, ma anime sane e sincere. Vorrei vedere un mondo diverso, dove anche un semplice 14 Febbraio troverebbe il suo senso. Ho troppa leggerezza intorno a me, troppa superficialità. Parliamo tutti d'amore, ma quanti sanno davvero cosa significhi: "Amare"?!  Pochi, pochissimi credetemi. Siamo tutti bravi a sminuire la capacità altrui di amare, pensando di essere migliori... Credetemi ognuno ama a modo suo, ma ci sono anche persone che amano sul momento dove conviene. Persone che amano perché altro non hanno da fare. Persone che per ogni nuova emozione  pronunciano parole d'amore di cui non conoscono nemmeno il significato. Persone che ti tengono vicino perché sei una "Garanzia" per qualcosa che sul momento conviene. Amori riciclati, tutti uguali, fatti delle stesse emozioni, parole e sentimenti. Amori illusi, finti e materiali. Cazzo! Possibile non esistano più persone davvero amanti del semplice amore?! Quello che ti fa restare vicino a qualcuno solo ed esclusivamente perché è "LUI" o perché è "LEI"!? Senza guardare cosa abbia di diverso dagli altri, cosa abbia in più o in meno... Ipocrisia di un mondo ormai poco sano non mi piaci! Comunque malgrado la mia riflessione, malgrado il fatto che milioni di persone come me stentano ormai a crederci, io dico che all'amore ancora credo. E se pur ormai poche sono le persone che nel petto lo portano in modo vero e sincero... Auguro a loro di trattenerlo il più a lungo possibile. Auguro invece a tutti quelli che non hanno un amore, di trovarlo, ma consiglio loro di non accontentarsi mai, di non aver mai paura di dire "Basta" laddove amore non trovano. Auguro a quelli come me che anche se da soli hanno la loro stabilità, il loro equilibrio e la loro sicurezza di non fermare mai un cammino che avete cominciato il giorno in cui avete pronunciato il vostro primo "Addio"! Da quell'addio, parte il cammino verso quel qualcosa che state cercando e che pur di trovarlo non vi fa mancare la forza di lasciare dietro di voi persone , fatti e storie... Senza rimpiangerle. Questo semplicemente perchè state andando verso ciò che davvero vi merita, ciò che davvero desiderate e ciò che darà a voi lo stesso valore che voi darete ad lui/lei!

  • 07 febbraio 2015 alle ore 20:55
    Acerbo oblìo

    Anime ignobili

    si mescolano nello sforzo 
    di nutrire il mondo

    nel fiuto di raschiarne il fondo

    e accendere gl'istinti
    che fanno fuggire dal dolore
    e alterano i sentimenti

    Aberranti ordini partono dall'intimo
    a screditare pregi e virtù

    con tambureggianti dialoghi

    nello scoppiettante duello
    tra il bene e il male

    Ripugnanti rituali a costruire
    trame di fittizi sentimenti

    compressi da contaffratte emozioni

    con l'intento d'intenerire il cuore
    e candeggiarsi l'anima 
    con miserabili linguaggi

    garbugli infernali
    di bellezze interiori perdute

    nell'immane tentativo dell'uomo
    di annientare se stesso

    E in questo quadro

    nella certezza d'esser
    umiliato dal Cielo

    mi sento degno discendente di Davide

    che combatte ancora
    contro degni i discendenti di Golia
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 07 febbraio 2015 alle ore 20:35
    Musica

    Musica scivola
    fra le frange 
    ed un lembo di vita
    s'increspa fra i righi 
    ed espande armonia. 

  • 07 febbraio 2015 alle ore 15:54
    un vecchio errore

    un vecchio errore

    un sogno si sabbia e di sale

    una vita per andare lontano

    un fragile istante per tornare

    un vecchio errore

    non riconoscere il primo dolore

     non sapere se fuori fa freddo o c'è il sole

    se al prossimo incrocio ci aspetterà il male o il bene

    un vecchio errore

    e mille piccole impercettibili deviazioni 

    che danno forma e sostanza al nostro fragile e precario essere qui adesso

    un vecchio errore

    e non voler pagare la cauzione

    perchè in fondo che male abbiamo potuto fare?

    quale la nostra colpa se non provare ad essere per un momento vivi! 

    imperfetti ma felici e sereni sotto questo cielo, sotto questo sole

    felici e sereni

    respirare 

    ancora

    fino a domani 

    presso queste dimenticate e scoscese periferie del mondo 

    un vecchio errore

    una deviazione

    la vita 

    adesso 

    così 

    com'è

    e nulla più

    e tutto qui

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/un-vecchio-errore.html

  • 07 febbraio 2015 alle ore 12:25

    Io... DONNA, mi appartengo. Io come donna non sono di nessun altro oltre che di me stessa. Io , Donna non ho padroni e nemmeno "Capi". Io, ho una mia personalità, un mio pensiero e una mia anima. Ho il diritto di scegliere chi essere. Il diritto di credere in ciò che sento giusto. Nessuno ha il diritto di mettere a tacere tutto questo, perchè io possa anche minimamente "Assomigliare" a ciò che secondo loro è il "Giusto"! Non offendermi se non sono quello che vuoi, sono solo me stessa. Non insultarmi se non seguo le tue idee, ma continuo a lottare per le mie. Non uccidermi se non sento di restarti vicino, ma sento che è giusto andarmene. Io, DONNA mi rifiuto di avere padroni dell'anima... Solo IO sono PADRONA di me stessa, dei miei pensieri e della mia personalità!

  • 07 febbraio 2015 alle ore 12:04

    La vera forza nelle persone non sta nella potenza delle braccia, nelle parole offensive, nei pensieri subdoli e nelle macchinazioni effettuate alle spalle. Certe azioni poi crollano, decadono e vanno perse e distrutte dimostrando solo una forza illusoria fatta di altezzosità e convinzione. La vera forza è quella che metti nel farcela, con le tue gambe e le tue capacità. E' quella certezza di chi si è senza sentire mai il bisogno di sentirsi dire: "Sei Grande"! La vera forza è quella che parte dal cuore, quella che ti permette di essere una persona "Pulita" e "Vera"al 100 % !

  • 06 febbraio 2015 alle ore 20:24
    Vi racconto il mio ventre

    Rivelare e affidare i pensieri
    sentimenti profondi del mio animo

    al mondo che ha bisogno d'esser curato

    e metterli al centro del via vai tra me e Voi
    nel piacere di rinunciare alla libertà

    Insofferente e irrequieto
    rimango in balìa dei silenzi

    a regalare continue versioni di me

    raccontando smarrimenti e solitudine
    del mio cadere nei vortici della tristezza

    e in quei gorghi subire esegesi provocatorie
    penose esortazioni dai risvolti inattesi

    E ritorno sulle orme
    già impresse del mio passato

    a raccontare il mio ventre

    quella parte di me
    che agli altri passa inosservata

    e fa emergere tutte le verità nascoste
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 06 febbraio 2015 alle ore 20:05
    Senza titolo

    Inciderò il tuo nome 

    sul fondo della mia gola,

    cosicchè l'anima uscendo

    saprà cosa urlare.

    Marchierò con la tua imago

    lo specchio della mia retina,

    che lo spirito sappia 

    qual'é la tua forma.

    Tra i denti e sotto le unghie

    lascerò la tua pelle e il sapore,

    perchè la morte non possa

    togliermi il piacere della caccia.

    La mia mente sarà lama 

    il tuo corpo sarà fodero,

    se l'inferno è la non consolazione

    sarò esule in un Elba di vendetta.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 20:03
    Solitario

    Vivendo i giorni
    attendendo qualcosa,
    l' amore è  una fiamma
    che si può estinguere,
    e questo è
    ciò che è accaduto a me.
    Non provo più
    passione e dolcezza,
    ne un fremito ad un tua carezza,
    perché cara
    sono vuoto ormai.
    Tutto ciò che
    provavo guardandoti
    mi ha bruciato
    svuotandomi,
    ed ora che te ne vai
    sono pieno di cenere senza di te.
    Ora voltati e spera di non dover tornare,
    perché più nulla non potrai trovare,
    continuerò ad essere ciò che sono,
    un uomo di polvere.
    Ora voltati e spera di non dover tornare,
    perché non credo che tu riuscirai a trovare,
    i mie occhi colmi d' odio nell' ombra,
    sono un solitario.
    Chiunque tu conoscessi
    ora è morto,
    ed una farfalla nera
    dalle ceneri del suo cuore è nata.
    Volerà lontano,
    senza nessuno,
    ma sopratutto
    senza te!!!
    Sono un solitario,
    sono un solitario.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:46
    Non ho più che lo stento d'una vita

    Non ho più che lo stento d'una vita
    che sta passando, e perduto il suo fiore
    mette spine e non foglie, e a malapena
    respira. Eppure, senza acredine.
    C'è quell'amore nascosto, in me,
    quanto più miserevole pudico,
    quel sentore di terra, che resiste,
    come nei campi spogli: una ricchezza
    creata, non mia, inestinguibile.
    Nemmeno più coltivabile, forse, ma vera
    esistenza; così come pare sperduta
    nel cosmo, con la sua gravità, le sue leggi,
    il suo magnetismo morente, che lo Spirito
    non dimentica, anzi numera.
    Non guardatemi, che son vecchio,
    ma nel mio mutismo pietroso ascoltate
    come gorgheggia , com'è fiero l'amore.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:45
    Le rondini

    Le rondini, bei cerchi della vita,
    intatti e non vissuti,
    senza che il tempo azzurro li soverchi,
    son tempi in cui non vige una misura
    sommersi dentro un suono di campane
    che li innalza e li abbassa,
    che forano e trapassano,
    per ritornare fertili di vita
    e privi di ricordi, a l'onda antica.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:42
    Un dolce pomeriggio d'inverno

    Un dolce pomeriggio d'inverno, dolce
    perché la luna non era più che una cosa
    immutabile, non alba né tramonto,
    i miei pensieri svanirono come molte
    farfalle, nei giardini pieni di rose
    che vivono di là, fuori del mondo.

    Come povere farfalle, come quelle
    semplici di primavera che sugli orti
    volano innumerevoli gialle e bianche,
    ecco se ne andavan via leggiere e belle,
    ecco inseguivano i miei occhi assorti,
    sempre più in alto volavano mai stanche.

    Tutte le forme diventavan farfalle
    intanto, non c'era più una cosa ferma
    intorno a me, una tremolante luce
    d'un altro mondo invadeva quella valle
    dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
    cantava l'angelo che a Te mi conduce.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:31
    La Pasqua dei poveri

    Forse per noi che non abbiam pane,
    forse più bella è la tua Santa Pasqua,
    o Gesù nostro, e la tua mite frasca
    si spande, oliva, nelle stanze quadre.

    Povero il cielo e povere le stanze,
    Sabato Santo, il tuo chiaror ci abbaglia,
    e il nostro cuore fa una lenta maglia
    col cielo, che ne abbraccia le speranze.

    Semplice vita, alle nostre dimande
    tu ci rispondi: Su, coraggio, andate!
    Noi t'ubbidiamo; e questa povertà
    non ha bisogno più d'altre vivande.

    Noi siamo tanti quanti alla campagna
    sono gli uccelli sulle mosse piante,
    cui sembra ancor che le parole sante
    giungan col vento e l'acqua che li bagna.

    A noi non visti, nelle grige stanze,
    miriadi in mezzo alla città che fuma,
    Sabato Santo, la tua luce illumina
    solo le mani, unica festa, stanche.

    A noi la pace che verrà, operosa
    già dentro il cuore e sulla mano sta,
    che ti prepara, o Pasqua, e che non ha
    che il solo pane per farti festosa.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:25
    Della solitudine

    Io non ho bisogno
    che di te, solitudine;
    alta, solenne, immortale,
    dove più nulla è sogno.

    In questo deserto
    attendo l'implacabile
    venuta d'un'acqua viva
    perché mi faccia a me certo.

    Se trionfa il sole
    o la luna impassibile
    il loro lume fluisce
    come vuole nel mio cuore.

    E godo la terra
    bruna, e l'indistruttibile
    certezza delle sue cose
    già nel mio cuore si serra:

    e intendo che vita
    è questa, e profondissima
    luce irraggio sotto i cieli
    colmi di pietà infinita.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:23
    Ciò che occorre è un uomo

    Ciò che occorre è un uomo
    non occorre la saggezza,
    ciò che occorre è un uomo
    in spirito e verità;
    non un paese, non le cose
    ciò che occorre è un uomo
    un passo sicuro
    e tanto salda la mano che porge,
    che tutti possano afferrarla
    e camminare liberi e salvarsi.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:14

    Si può sopportare i difetti di chi ci vive a fianco, imparando quasi ad amarli. Si può sottovalutare la nostra personalità, pensando che non cambieremo mai in niente di ciò che ci appartiene, ma poi senza rendercene conto andremo in contro a chi abbiamo vicino, smussandoci e diventando malleabili alle esigenze dell'altro. In tutto questo puoi metterci amore, ragione, volontà oppure incoscienza... Ma non puoi diventare un'altra persona. Cambiarci nell'anima è qualcosa di impossibile. Ucciderci dentro per chi?! Per qualcuno che ci vuole diversi da ciò che siamo?! Rinunciamo a quel qualcuno, ma non a noi stessi. Ribelliamoci a questa pretesa perché essere se stessi è un diritto di tutti. Tenete alti i vostri valori e il vostro "Essere" e comunicate pure a chi avete vicino, di cercarsi qualcun altro. Se è cambiarvi che vuole non è voi che vuole. Fatelo, fatelo sempre e senza paura. Le persone se pur diverse riescono ad incastrarsi e a fondersi... Le persone che pretendono che l'altro cambi non troveranno mai un punto d'incontro ma solo punti di scontro.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 16:54

    Ci sono persone che parlano... Parlano e alla fine non dicono molto. Convinti di essere sempre nel giusto e nella ragione. Il loro pensiero non è un'opinione, ma legge. Poi ci sono quelle come me, ossia quelle persone che non sentono il bisogno di parlare, ma restano in silenzio. Amano il silenzio perché il loro pensiero, il loro punto di vista è così saldo e ben definito che non hanno il bisogno che gli altri lo approvino. Quelle persone come me, seguono il loro pensiero e posso assicurarvi che il loro silenzio è più vero, più forte e ha più valore di tante inutili parole pronunciate dai primi sopra descritti.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 11:28
    Nessun gatto ama più circolare

    Riservo assoluto silenzio anche i gatti sanno amare; per amore o...per favore?
    Non amo tanto circolare la gatta si nasconde nelle vie di periferia.
    Avverto e prometto dissenso di parola preconcetto di spirito imperfetto.
    Nessun gatto ama circolare: perché e' nella neve l'acqua si bagna!