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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 maggio 2015 alle ore 18:22
    Luce infinita

    Guardo il cielo stellato in una sera buia ma colma di Luce Infinita, rimango incantato ad  osservare le stelle che non sono mai uguali ma che brillano tutte della stessa luce, quella più lucente e' la mia scelta da te per rendermi tuo, poi c'e' ne un'altra poco piu' in alto a destra e quasi di fronte alla mia...e' la tua, brillante più che mai e io seppur in un mondo diverso ho un nodo in gola perche' ti guardo e ti guardo ancora mio dolce amore, vorrei poter piangere di gioia ma qui il caldo dell'amore non esiste e le mie lacrime scendono ma non si vedono...fa freddo ma la tua luce mi riscalda e la mia ti da amore, tanto amore, e con il mio respiro l'aria fredda della notte si fa piu' calda...mi piace la notte, mi avvolge, misteriosa , complice, odorosa, qui siamo insieme, soli ma con milioni di occhi che ci guardano e osservano quel che facciamo, ma qui le stelle non sono pettegole e non parlano, anzi guardano e gioiscono. Quanti profumi in questo buio eterno...il profumo dell'erba bagnata dalla brina, i profumi dei fiori che respirano, Il profumo della zagara, della ginestra e tutti che inebriano i pensieri fin dentro l'anima. Dalla Terra ormai lontana si ode il canto degli uccelli notturni, il cuculo,  il gufetto, e tanti altri uccelli che cantano in coro mentre ci guardano da lontano. Come sei bella notte mia, io ti ho sempre amato sia quando vivevo in Terra e adesso ancor di piu' che mi trovo in questo Creato, tu inviti all'amore e avvolgi gli amanti in uno spettacolare abbraccio. Notte portami il mio amore ti prego per un solo attimo fa che Lei possa guardare qui insieme a me quella stellina che brilla lassu', fa che con la leggerezza di una piuma io possa scrivere li in alto nel cielo stellato il suo nome, amore mio è il suo nome. Amore mio immenso.

  • 02 maggio 2015 alle ore 18:11
    Gli occhi lo specchio dell'anima

    I MIEI OCCHI, FISSI NELLO SPECCHIO ALLA RICERCA DI UNA VERITA' CHE NON SAPRO' MAI, UGUALMENTE MI SOFFERMO NELLO SGUARDO E COMPRENDO DI ESSERE ANCORA ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE FUGGE VIA DA ME. I MIEI SFORZI SONO VANI, LE MIE MANI RESE FRAGILI DA UN TEMPO RIMASTO FERMO NEL PASSATO, IL MIO AMORE ASSOPITO IN UN CUORE QUASI SPENTO E DI CERTO FERITO E MOLTO
    INDEBOLITO.

  • 02 maggio 2015 alle ore 18:03
    Fuori dalla mente

    La caoticita' di questa nostra vita imperfetta ci obbliga ad uccidere seppur senza volerlo fare, eppure accade che per colpa della mente affollata da pensieri deleteri e spesso insulsi si commettono inconsapevoli omicidi che molto spesso trascinano in suicidi i pensieri della mente, questa nostra mente affolata da mille e mille cose e che molto spesso sono niente. L'aberrante confusione che ogni giorno vive in noi sconvolge il nostro Essere e ci fa ripiombare all'inizio della formazione dell'essere umano quando ancora nessuno gioiva o si prendeva per mano e quando si viveva per istinto e privi d'amore e di sguardi e di attenzione...questa assurda caoticita' di questa mostruosa tecnologia sta uccidendo ogni cosa e sembra che nessuno ormai abbia pace o riposa. Le macchine, gli aerei, le navi, le armi e miliardi di giochi di morte che insegnano tutto fuorche' l'amore per la vita, e tutto questo per rendere ogni cosa piu' facile, ma spesso, molto spesso piu' facile anche a morire. il nostro cervello e' saturo di pensieri e di impegni quotidiani e dentro la nostra mente avviene una lite continua al fine di crearsi un po' di spazio per formulare e capire e qualche volta per riuscire a  fuggire, cosi' accade che ci si dimentica di un qualcosa che a volte non ha senso perche' privo di importanza...un accendino, il telefono o le chiavi di casa o il ricordo di un qualcosa, cosi' quando entriamo in confusione non ci rendiamo conto che e' proprio la morte a prendersi gioco di noi, quasi a volerci dire che abbiamo cercato di fare e strafare e che e' giunto il momento di pagare, e lei d'un tratto ci presenta il conto fatto di lacrime amare e di pensieri che la nostra mente non potra' piu' dimenticare e questo perche' ci siamo resi colpevoli di tutto e amorevoli di niente, come rubare il respiro ad un figlio troppo piccolo e indifeso che soccombe perche' privo d'attenzione e di vero amore...

  • 02 maggio 2015 alle ore 17:53
    Oltre l'orizzonte io vivrò ancora

    LACRIME DAL CIELO POESIE DI GIANNILIMOLI

    Vorrei vivere un'altra vita per dare quel che non ho mai dato. Corro da quando sono nato e mi accorgo di rimanere sempre fermo nello stesso posto e di non aver visto nulla se non strade e palazzi, mari e monti, macchine e aerei, sempre le stesse cose e sempre non lontane da me. Il tempo dannatamente veloce mi ha tolto con forza la vita e soltanto adesso mi accorgo di non aver visto nulla...il resto del mondo e' fuori dall'orizzonte e io per pigrizia non sono andato mai oltre il limite dei miei pensieri e dei miei desideri, forse per stupidita' o per ipocrisia e stoltezza. Il mondo pullula di gente che vive e di gente che muore, di gente felice e di gente che soffre, di gente che va' e di gente che viene e io sempre fermo nello stesso posto senza capire ne vedere quel che accade oltre l'orizzonte. Un giorno non lontano vorrei poter dare qualcosa di me a chi e' venuto al mondo per vivere e non puo' farlo perche' destinato a morire ancor prima di gioire...avrei potuto dare a chi non ha e non l'ho fatto per colpa di una perenne assente volonta'...avrei potuto dare un sorriso e una carezza di speranza, avrei potuto dare e fare qualcosa a chi non vive ma soffre e muore in un giorno soltanto...avrei potuto se avessi voluto oltrepassare quell'orizzonte che quasi tocco con la mia mano ma nella mia mente sembra lontano...ora non mi resta che attendere e quando la mia ora sara' giunta, io ci saro' ancora perche' i miei occhi vedranno e le mie mani toccheranno e la mia voce accarezzera' chi chiede soltanto un po' di pieta'...i miei organi daranno la vita e io da qualche parte sorridero' della certezza che per qualcuno non e' ancora finita.

  • 02 maggio 2015 alle ore 15:18
    Tra sacro e profano

    Ho masturbato il vento

    in un giorno acre di preghiera

    in cui le foglie sgranavano i rosai

    e le intenzioni adescavano l'attesa

    sui gradini

    riverberi di veli spezzati

    attendevano promesse mai sbocciate

    e labbra discinte in sacrestie disadorne.

    Ho adulato il seno

    di tramonti che son rimasti giorni

    e di palpebre socchiuse

    ho ammaliato occhi

    di Tecla

    son divenuto allievo e mentore

    ed ho donato a Dio

    il cantico della mia lussuria.

  • 02 maggio 2015 alle ore 9:13
    Storia D'Oltre Tempo

     
    Nella vecchia casa dei miei
    Si respira la voce del cuore
     
    C’è la stanza dell’anima
    Nell’enigma del cuore
     
    Apro la porta dei sogni
    E odo le voci del silenzio
     
    I pensieri senza voce
    Respirano alla finestra
     
    É la storia di due anime
    Nel canto della memoria
     
    Di due vite senza tempo
    Negli attimi dell’infinito.

  • 02 maggio 2015 alle ore 9:12
    La Natura Aspetta

     
    Il vecchio… pensieroso
    Col bastone e stanco di vivere
    Gira per i viali del giardino
     
    In questo clima violento
    Le farfalle sono stufe di volare
    Per colpa dei respiri dell’uomo.
     
    Il cane dietro al cancello
    Abbaia al serpente
    Che muore tra i fiori
     
    Dalle mani protese
    La rana scivola e si perde
    Nel vecchio stagno del prato
     
    La casa natia, abbandonata
    É asilo sicuro e duraturo
    Per gli uccelli bisognosi.
     
    Lì vicino sotto la luna pallida
    Bambini giocano con i vapori
    Che muoiono al sole nascente
     
    Guardano i fuochi d’artificio
    Mentre penetrano la notte
    Ed una stella ferita cade
     
    L’uomo violenta la natura
    Ed io voglio fortemente
    Un mondo migliore.

  • 02 maggio 2015 alle ore 1:55

    Me ne frego di quella parte di mondo che ha sempre un dito puntato contro qualcosa o qualcuno. Io preferisco camminare verso quella parte che porge le mani in avanti solo per aiutare gli altri. Me ne frego di quella parte di mondo che usa la sua dialettica per offendere o sminuire qualcuno con eleganza. Io amo confrontarmi con quella parte di mondo che se ti deve dire che sei un "Testa di cazzo" e mandarti a "Fanculo" te lo dice senza ricamarci sopra!

  • 01 maggio 2015 alle ore 18:51
    La Storia Infinita

    È primavera inoltrata
    Ma siamo in pieno inverno
    Perché il tempo appare fermo
     
    I giorni transitano veloci
    I mesi volano mossi dal vento
    Gli anni si perdono nel nulla
     
    Gli alberi dominano i luoghi
    E sono sempre allo stesso posto
    Immobili e sembrano senza età
     
    Il fiume scorre lento e veloce
    Non ha il tempo per fermarsi
    Sia esso in secca che in piena
     
    Bagna le quattro stagioni
    Sempre uguali e diverse
    Con i loro assurde cadenze
     
    Sono simili al tempo mutevole
    Che non ha la forza di fermare
    La sincronia magica dell’esistere.
     
    É la strada della vita
    Che parte dal nulla
    Ed arriva ovunque.

  • 01 maggio 2015 alle ore 18:44
    La Guerra Dei Giovani

    La Guerra Dei Giovani
     
     
    La strada infuocata
    Dal caldo di luglio
    Corre verso la scuola
    Per l' ultima prova.
    Lungo la pianura
    A petto di donna
    Dal grano mietuto
    Giganteggiano
    Sui numerosi seni
    Alberi rigogliosi
    E solitari
    Di pero selvatico.
    Nella mia mente già il domani
    Con le giovani amicizie divise
    Come quegli alberi
    Per vivere da soli
    Il nuovo futuro.
    Gioventù bruciate
    Arsa nei giorni
    Felini e frettolosi
    Volano via fra pensieri e paure
    Che ti seguono e ti inseguono
    Simili a ombre scolpite dal sole
    Arrendevoli solo
    Tra sogno e sogni
    Inconscio e sub
    Felici di respirare
    Il candore degli angeli
    Quelle creature celesti
    Befana della speranza
    Nell'unico intento
    Di farti aprire la strada
    A corse e gomitate.
    La giusta strada
    La retta via
    Della nuova vita
    Che bussa alle porte
    Del proprio futuro.

  • 01 maggio 2015 alle ore 17:49
    Ali confuse da: Dissolvenze ed. 2015

    In quei giorni nefasti
    d’amore al dolore confuso:
    inerpicati voli di angeli
    fra rami d’inverno spinosi
    in refusi di cielo annebbiati
    In quei giorni nefasti
    l’amore il dolore confuse:
    embrioni di ali di angelo
    a cieli annebbiati protesi. 

  • 01 maggio 2015 alle ore 14:50
    Monza

    Grande giardino
    regale villa
    museo d’antica storia
    visita bella
    indelebile ricordo.
     

  • 01 maggio 2015 alle ore 13:40
    Alzheimer

    Seppelisci bellezze che nell'oscurità
    si incendiano, li lasci ad un mondo
    incredulo imbarazzato da bravate
    improvvise che feriscono
    come coltelli appuntiti e spade
    affilate pronte a mirare chiunque
    ti passi davanti, ignaro
    di una reazione o di una brutta offesa
    scagliandogliele contro, senza comprendere
    il danno che fai, quali impronte lascerai
    al tuo desolato tramonto
    inconsciamente respirato
     

  • 01 maggio 2015 alle ore 11:22
    Anima

    Viole d'aurora...le tue lentiggini dipinte dalla bora....imprimono d'incanto in un unico gorghìglio il mio meraviglio.....soffia lieve il tuo profumo sacrale di ebano e marzapane....rivolta il mio sogno all'inverso....beandomi di Te...Anima del mio Universo....

  • 01 maggio 2015 alle ore 9:58
    Storia Di Dentro

     
     
    L’attimo di un respiro
    Nella danza delle lucciole
     
    Nulla capita per caso
    Nella grotta dei sogni
     
    Pure i pensieri disordinati
    Mutano in momenti di cielo
     
    Quando all’imbrunire
    Odi voci che nutrono
     
    E sulle ali del vento
    Il vulcano del cuore
     
    Sfiora colori in volo
    Che parlano di Lui.

  • 30 aprile 2015 alle ore 22:13
    Quanto mi rassomigli, madre

    Quanto mi rassomigli
    e quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Ti guardo come facevi tu
    quand’io piccina, giacevo nella culla
    addormentata.
    Ritornano d’allor voci lontane,
    frammenti, ricordi,
    sapori, odor di latte …
    Ed oggi s’invertono  le cure,
    da figlia quasi madre ti sono.
    La ninna nanna ti vorrei cantare,
    ma non oso …
    Osservo la tua testa bianca,
    il volto dolce,
    benché invecchiato e stanco.
    E quasi impercettibili io vedo
    le stesse mie movenze nel tuo sonno
    e i tratti del tuo viso, come i miei …
    Quanto mi rassomigli
    e  quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Dormi, e come bimba appari,
    ma quando ti risvegli
    ritorni ad esser madre
    ed è  così che voglio,
    così mi rassicuri.
    Raccogli la tua voce
    e poi mi  raccomandi,
    chiedi per te preghiere,
    per quell’ultimo viaggio,
    che possa esser sereno,
    se il Signore chiamarti a sé volesse,
    o  perché forza Lui donar ti possa
    per  procedere ancora
    nel tuo cammino qui, su questa terra.
     

  • 30 aprile 2015 alle ore 22:11
    Faccio solo ciò che devo fare

    Mi domando molte volte
    se ho la mente abbastanza libera

    per capire quel che succede
    in questa manigolda società 

    Sentire crescente e fremente

    l'esigenza di trovar giustizia 
    e pace nel cuore

    e cercare luci a brillare in eterno

    lucciole nell'oscurità di silenzi

    che diventano inferni
    delle notti che albeggiano
    alle luci dei tramonti

    lealtà senza veli
    bellissime e lievi

    a dipanare sogni di filantropia

    E recupero azioni
    affondate nella negligenza

    e frantumatesi contro
    le insurrezioni dell'anima
     
    e rimettermi solo al giudizio di Dio
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 30 aprile 2015 alle ore 22:10
    Era calmo il lago quel giorno

    Era calmo il lago quel giorno
    mi tenevi per mano
    e guardavamo le montagne attorno,
    ancor bianche di neve a primavera,
    brillare come argento sotto il sole
    e all’orizzonte l’oro.
    Anatre indifferenti lasciando scie lucenti
    sull’acqua scivolavan gaie
    e due cigni eleganti procedendo  uniti,
    costeggiavan la riva in lieve sciabordio dell’acque.
     
    E’ calmo il lago quest’oggi,
    come allora ...
    Mi tornano i pensieri dal ricordo e le parole
    sussurrate appena,
    i baci e le carezze, le immagini di noi,
    mi torna il tuo profumo,
    ma tu non ci sei più a stringermi la mano.
    Con gli occhi del mio cuore ti rivedo
    e abbraccio con lo sguardo il paradiso
    grata per quell’amore di cui vivo
    che ancora mi regali di lassù.
     

  • 30 aprile 2015 alle ore 21:18

    Ricordatevi sempre che nessuno vale quanto "Voi", ma nessuno è da meno. Per tanto è giusto difendersi, non dimenticarsi mai di se stessi, ma questo non vi deve portare a calpestare, deludere o ferire gli altri. Una buona stima di se stessi parte dal rispetto verso gli altri. L'amore per se stessi nasce dall'amore per il prossimo. Solo laddove si viene calpestati si può alzare voce e muri... ma MAI dove ci torna comodo solo per pararci il culo o sentirci "GRANDI"!

  • 30 aprile 2015 alle ore 20:55

    Chi son io che scrivo
    cancello e rileggo
    poi lascio la penna
    mi sdraio nel divano
    mi accoccolo e  leggo.
    Sono un’opera incompleta,
    un progetto bloccato
    una statua senza un braccio
    non un capolavoro...
    un abbozzo e nient'altro.
    Vorrei essere opera
    completa di forza...
    piena di coraggio
    anche e non soltanto
    per chi mi sta al fianco.
    Svegliarmi una mattina
    che corro fiera e me ne vanto
    è il sogno ricorrente
    delle mie notti in bianco.
    Sono così, incompleta...
    ma chi non lo è un pochino?
    Per questo mi accontento
    e non prego l’Artista
    di rimettersi al banco
    e perfezionarmi
    con l’attrezzo più adatto.

  • 30 aprile 2015 alle ore 20:22
    Pensaci!

    Guadagnano in tanti
    se vai in depressione
    dagli strizzacervelli
    agli addetti alle medicine.

    Ti incoraggiano in tanti
    in questa occasione
    contando che ci resti
    per terapie costose.

    Allora su, pensaci,
    lascia l'ira montare
    e ritorna fra i sani!

  • 30 aprile 2015 alle ore 12:33
    Trento ( occhi grandi )

    Nei vetri dei tuoi occhi grandi,
    mi sono sentito felice.
    Desidero abbracciarti,
    placido e pieno come l'Adige azzurro.
    Scorrerei sulle guance, il collo e la schiena,
    sfocerei in baci,
    implacabile come il vento della montagna
    odor di foresta,
    forte, abbastanza da scacciare
    la paura di un inganno tra noi.
    Dalle labbra ti berrei,
    avido e senza tregua,
    divorato infinitamente,
    in quell'istante di vivo presente.

  • 30 aprile 2015 alle ore 8:50
    Bella La Natura

     
    L’azzurro del mare
    Muore tra gli scogli
    E vive oltre la riva
     
    L’erba colora i pascoli
    Ornando pianure e monti
    Per sbiadirsi all’orizzonte
     
    Laddove le cime innevate
    Si nascondono solo a metà
    E sbiadiscono oltre la sera.
     
    Fenomenale l’universo
    Ricco di prati e pascoli
    Boschi, fauna e macchie
     
    Con straripi, pianure, valli 
    Ricoperti di grano maturo 
    Vigneti, uliveti e campagne.
     
    Intanto l’anima urla gioiosa
    Verso l’armonia del Creato
    Enigma perenne per l’uomo.

  • 29 aprile 2015 alle ore 21:32
    L'importanza della follia

    Paure che avvolgono
    nel terrore d'aver paura

    Vergogne che avvolgono
    nel terrore d'aver vergogna

    Fallimenti che avvolgono
    nel terrore d'aver fallito

    Sfogliare l'agenda delle paure
    in questi anni che sembrano secoli

    disagi invisibili di stati d'animo
    a lievitare depressioni senza emozioni

    disperazioni diffuse
    di sofferenze senza speranze

    E nella necessità di rinnovamenti
    a superare resistenze culturali

    rimani Tu

    a non capire l'importanza della follia

    a cercare di diventare piccolo piccolo
    agli occhi del mondo

    e risucchiarti in te stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 aprile 2015 alle ore 21:02
    La lussuria del dolore

    E sogno d'aiutare mercenari pentiti
    orfani di emozioni e di sentimenti

    nel loro piangere in silenzio

    e aspettare che le lacrime
    si asciughino da sole

    Ritrovarmi a chiedere aiuto al cuore

    in spericolate gare clandestine
    a coinvolgere il passato

    e lottare e oppormi
    alle rappresaglie dell'anima

    facendo continui nodi ai giorni
    per ricordarmi di esistere

    nello scontro impari
    con le certezze del mio specchio

    ...e godere della lussuria del dolore
    .
    cesaremoceo
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