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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 febbraio 2015 alle ore 15:20

    Si dice che il cuore non ascolta la ragione... Io invece vi dico che si può arrivare ad ascoltare la ragione, ad essere persone veramente adulte e capaci di guardare in faccia l'evidenza. Si può smettere di negarla a se stessi, tanto ciò che è certezza prima o poi spazza via ogni illusione. Quindi perché tacere, fare finta di non capire, di non vedere ?! Ascoltatela quella maledetta testa che avete... Le vostre sensazioni e seguitele!

  • Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale 
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. 
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. 
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono 
    le coincidenze, le prenotazioni, 
    le trappole, gli scorni di chi crede 
    che la realtà sia quella che si vede. 

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio 
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. 
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due 
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, 
    erano le tue. 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 9:52
    Nel Cuore

     
    Nel sole
    La mia gioia
     
    Nelle nuvole
    Vagano mille storie
     
    Nella luna
    I miei sogni
     
    E nel cuore
    L’amore.

  • 01 febbraio 2015 alle ore 21:16
    Affamato di vita

    Intellettuale spiantato

    passeggio dentro la mia creatività
    accompagnato da fasci di rose rosse

    a stimolare il sostegno reciproco 
    tra il cuore e le emozioni

    E riparto dalle macerie dell'anima

    imponendo ai sentimenti di ritrovarsi 
    per vincere gli smarrimenti

    col fermento dell'interiorità

    a calamitare piaceri e godimenti
    spumeggianti e fascinosi

    adatti a far vivere al meglio
    l'autunno della vita

    e nel creptìo di quei desideri

    adattare la mente
    ai cambiamenti del corpo

    conservando l'ardore
    con il quale andare
    al di là della stessa vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 febbraio 2015 alle ore 20:11
    Rivedo - da "Donna" ed. 2012 -

    Rivedo la stanza
    e noi due
    - ombre bianche di luce 
    sospese -
    nei pensieri caldi
    Rivedo il bisogno
    di noi due:
    fondersi anima e corpo
    Raggi di sole le nostre braccia
    - si allargano -
    la nostra enfasi avvolgono
    Diventa oro liquido
    il nostro incontro
    E’ oro quel che ora vedo
    lontana anni, da te,

    rivedo.

     

  • 01 febbraio 2015 alle ore 19:52

    Le donne come me non sorridono a chiunque, ma possono ridere di tutto. Non amano chiunque e non si fanno amare da chiunque, ma lasciano anche se amano se non sono amate abbastanza. Le donne come me hanno un cuore vero. Un cuore duro e fragile allo stesso tempo. Non lo risparmiano, ma nemmeno lo sprecano. Non hanno paura di donarlo, ma nemmeno di riprenderselo. Le donne come me non sanno cosa sia "Accontentarsi" e spesso si pensa che per renderle felici e sorde davanti al mondo serva fare i grandi uomini, i gesti plateali e le grandi promesse. Provate invece a riempirle la giornata di piccolissime attenzioni, di piccolissimi particolari... Di quei particolari che non costano niente, quelli che non si comprano, ma che partano dal cuore. Forse è proprio questo il difficile... A troppe poche persone è rimasta la capacità di usare il cuore. Allora quando una di quelle donne vi lascia e sorridendo se ne va senza rimpianti, non datele la colpa... Ma assumetevi la vostra responsabilità... Forse lei ha preteso troppo?! Mah.... Forse invece per lei, dato che erano cose semplicissime pensa che siate voi ad essere "Incapaci" di donare.

  • 01 febbraio 2015 alle ore 18:38

    E' strana la vita, scegli di prendere una strada... Quella stessa strada la quale improvvisamente ti accorgi essere completamente sbagliata. Scegli di tornare indietro , lo fai senza il minimo ripensamento e senza lacrime. Non piangi, non soffri perchè quello che hai visto e sentito ha offeso talmente a fondo la tua intelligenza che ti permette di andartene con il sorriso, con il cuore in pace e la serenità di chi fa la cosa più giusta. Dopo poche ore ecco che ti accorgi, che qualcuno che si era allontanato da te per non soffrire, in realtà mai aveva smesso di pensarti... E senza il minimo dubbio, senza la minima paura torna dicendoti che dal cuore non ti ha mai tolta. Ecco che capisci: capisci che chi ha cuore le cose belle le tiene dentro, anche a costo di soffrire, le protegge e non le lascia andare. Chi cuore non ha avrà sempre una strada a due breve e la condanna di una lunga e penosa strada in solitudine. Io sono fiera di essere tra quelle persone che le cose belle e meritevoli le trattiene... Le altre le lascia alla loro strada e senza il minimo rimpianto. 

  • 01 febbraio 2015 alle ore 17:09
    Come foglie secche

    Come foglie secche
    in letargo sul terriccio annerito
    dalle piogge uggiose,...
    i tuoi alteri pensieri
    ora giacciono inerti, sfiniti
    dall' assillante superbia

  • Guardando
    dall’alto della valle
    in una luminosa mattina di febbraio
    ho ricevuto
    il bacio del sole.
     
    L’ho sentito caldo sulla pelle,
    liquido e leggero
    di nebbia notturna e galaverna.
     
    Saliva l’eco ovattato
    del fondovalle
    fino ad agganciare i raggi d’oro,
    lassù sospesi come ragnatele
    che invisibili
    avvolgono il mondo.
     
    E io dall’alto
     
    -baluardo di pensieri
    tavolozza di colori-
     
    ho ridipinto il giorno
    di nuova luce,
    con occhi di cielo in un volo turchino.
     
     

  • 01 febbraio 2015 alle ore 10:18
    Il Buio Può Essere Amico

    Rubato alle insidie del giorno
    Respiro la luce di una stella
    Per vagare nella quiete di un sogno.
     
    Illuminato dall’amore del Signore
    La vita è una favola a colori, e
    Fa nascere la magia delle sensazioni.
     
    Dobbiamo sapere cara gente!
    Che nella luce di una stella
    La dolcezza della vita è di rito.

  • 01 febbraio 2015 alle ore 8:59
    vediamo tutto sappiamo tutto

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
    ogni piccolo angolo è illuminato
    da luci fari riflettori, pozzanghere di luce lanciate qua e là

    tutto è illuminato nudo
    e squarciato di fronte ai nostri occhi fragili
    occhi fragili e vecchi di millenni

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
     stringiamo stretti nodi intorno al cuore e all'anima
    e poi parliamo di
    amore amore amore....

    vediamo tutto
    sappiamo tutto
    siamo bravi
    seguiamo istruzioni
    codici prenotazioni reclami
    e connessioni virtuali.....

    forse sarebbe meglio non vedere
    non sapere 
    e sperare 
    sperare
    presso questi grigi cieli di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/vediamo-tutto-sappiamo-tutto.html

  • 31 gennaio 2015 alle ore 20:56
    Nel mio Paradiso piove sempre più spesso

    "Il gusto piacevole del vivere
    non sta nel sapore della vita
    ma nella coscienza
    con cui la si affronta"(cesmo)

    Nell'incisività dei più intimi pensieri

    impregnati di stinti ricordi
    che accentuano le sfumature della vita 

    utopie e apatie della coscienza 

    mi carico del mio vissuto

    per affrontare il riflesso
    triste e solitario delle mie azioni

    in specchi in cui rifrange sempre

    l'immagine di un letto disfatto
    a ritrarre l'avvicinarsi veloce del futuro

    E mi ritrovo ormai 
    con l'anima inaridita

    a non assorbire più 
    le ubriacature delle emozioni

    e con i sentimenti a dilatarsi o restringersi
    per assecondare quel che resta del cuore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 31 gennaio 2015 alle ore 20:34

    Caro cuore, non è che non sai più amare. Hai solo smesso di credere nell'amore a senso unico. Hai smesso di rincorrere l'impossibile e chi non vuole farsi trovare. Hai capito che restare non sempre aiuta. Caro cuore tu sai ancora amare e sai amare in un modo più completo e vero. Sai amare meglio perché adesso sai che in amore “Volere è potere” non esiste, perché a volere si deve essere in due. Lo sai fare meglio perché adesso sai che la prima persona che deve aver cura di te è proprio quella che ti porta nel suo petto.

  • 31 gennaio 2015 alle ore 18:40

    Sentirsi "GRANDI": Avere sempre la convinzione di essere nel giusto. Pensare che una forza fisica possa superare una forza mentale. Essere convinti di non sbagliare mai. Pensare di saper insegnare tutto e non aver bisogno di imparare niente. Pretendere e non rendersi conto mai che non stiamo dando un cazzo. Essere "GRANDI": Essere sicuri di se con la certezza che non siamo impeccabili e perfetti. Dare senza pensare troppo se riceveremo altrettanto. Insegnare quello che si sa e imparare da chi ne sa più di noi. Riconoscere i propri limiti e i propri difetti. Sapere che per distruggere a volte basta un semplice silenzio, senza la necessità di alzare le mani.

  • 31 gennaio 2015 alle ore 18:01
    Come libro che ha trovato il suo autore

    Ho cercato mille modi per non chiamarti

    e le parole son rimaste mute

    come pensiline alla fermata del tram

    sotto la pioggia

    in attesa d'un tempo sospeso

    e di lacrime asciutte.

    Ho studiato mille nodi per trattenerti

    ma ogni laccio è divenuto cenere

    come fermaglio tra labbra lascive

    che cadono sulla notte

    e note grevi

    su spartiti di limoni acerbi.

    Ho respirato il profumo dei tuoi orgasmi

    tra lenzuola diventate opache

    nell'indolenza delle mie allitterazioni

    e sarcasmi d'autore

    come piaghe aperte

    quando il mio cuore è orfano di te.

    Ho scritto il tuo nome a chiare lettere

    sulle pareti della mia anima

    innamorandomi del loro eco

    e dell'armonia delle tue pagine

    come libro che ha trovato il suo autore

    nell'immortalità di ogni attimo vissuto insieme.

     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 16:06
    per costruirsi una vita

    per costruirsi una vita
    ci vuole una vita intera
    per demolirla è sufficiente un solo secondo
    un pensiero ramingo uno sciagurato sogno di finito ed effimero
    sotto questo precario cielo di periferia

    per costruirsi una vita ci vuole tutto il cammino e al tempo stesso ogni singolo passo
    e la felicità se arriva è soltanto un lieve soffio di vento,
    è la pace che senti quando si scioglie la neve a fine inverno 

    ma è solo un attimo fuggente
     ed è già tempo di riprendere il cammino verso l'incrocio con il possibile, all'incontro con la nostra rosa dei venti

    per costruirsi una vita 
    è necessario prima o poi, in qualsiasi momento del cammino,
    almeno per una volta avere un pensiero un desiderio un sogno di infinito
    presso questo nostro quotidiano e precario sempre
    sotto questi grigi cieli di periferia
    e che così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/per-costruirsi-una-vita.html

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:35
    Insieme

    Mai gelida mano ci separi
    mai vento del nord
    né saette
    né bieco cielo nero cadente.
    Mare si plachi accolgano
    gioiose sue onde materne
    sogno ansia mani tremanti
    avidi corpi ansanti.
    E dunque tu
    non volare
    su me posa tue labbra corallo
    tua bocca
    a mio orecchio giocoso
    come rosea conchiglia
    tacendo ascolterò
    canto del mare
    inno di verdeggianti vette
    lieve tremula voce
    musica di cuore amante.
    Abbraccia stringi
    forte stringi e porgi
    a denti imploranti
    seno dolce fragrante
    ove lasciare segni lucenti
    di cocente notte
    d’eterna passione.
    Amore vissuto
    in aureo fondo
    ove fuoco divora
    in cieco flash di tempo
    a te me lega sempre
    schiavo libero in cielo
    beato.

     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:33
    Quel momento

    Fermati sull’uscio ferma e guarda
    ossa sanguigne
    fiamma come erba porpora su mio viso
    fame strazia mio cuore
    di seno odore di luna
    liquoroso ventre
    docili gambe
    distesa terra ove giocosamente vago
    bagno arse mie labbra.
    Prima che niveo letto
    di piuma abbracci aureo corpo
    e latte e miele inondi mia bocca
    lascia che dica una parola
    una parola sola
    grondante del tormento
    di impeto dolce e forte
    perché Amore è spada
    trafora e ammazza
    è paradiso e inferno
    luce e buio
    giorno e notte
    è luna e sole
    acceca e illumina.
    Lascia che rubi un tuo sorriso
    a tue labbra di fragola
    una mano tremante tra i tuoi capelli
    e un bacio
    un bacio eterno
    eterno amore.
    Perché sei tu questo per me
    grandine salina e zucchero
    colpo a ferire e infinita carezza.
    Potessi strappare un pezzo al cielo
    portarlo accanto a te
    in quel momento!
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:32
    I miei occhi chiusi

    I miei occhi chiusi vedono
    acre dolore e lacrime
    pioggia infernale
    di fiamme arcigne
    da impaziente frettoloso cielo.
    E qui io sono
    qui io rendo conto
    di errori trascorsi riposti
    in ingiallite bare imprigionati
    su barcollanti vecchi scaffali
    e castigo non temo
    se soffio di carezze
    dolce aroma di stelle
    tra stanchi capelli bianchi
    ora vaga.
    I miei occhi chiusi vedono
    sentiero irto cisposo
    e mute croci bianche
    e triste corteo d’oscillanti ombre
    deserto amore
    sonoro silenzio
    lungo riposo e pace.
    I miei occhi chiusi non vedono
    e temo e piango
    tue labbra né bacio
    né sorriso né pianto
    né scroscio di vita né scorcio d’anima languente.
    Accompagnato da urlo
    di rapace vento degli anni
    oscurata visione
    di tuo volto amato
    solo mi involo.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:31
    Sei bella

    Emergi da mare esultante
    carnale riflesso di luna
    carezze di candida spuma
    sussultanti onde beate
    tra leccornie di altere gambe
    qui su sabbia ospitale m‘appari
    inebriante accecante bellezza.
    E sole è ora tua ombra
    e occhi silenziosi tuoi raggi
    t’amo e guardo ansioso fremente
    corro volo catturo mia vita
    profumo d’amorosa vendemmia.
    Non vestiti tra braccia ora stringo
    altro nome mai darò ad amore
    che non sia fiamma liquido fuoco
    inesorabile fatale vita morte
    su letto lastricato di voglie e viole
    con te danzerò
    eterno insaziato folle ballo
    in incauti equilibri forti slanci
    urla baci sospiri
    confusi convulsi tronchi
    rantoli d’amore
    pronto a immolarsi.
    Dolce è soffrire
    raccolto atteso piacere
    offerto in umida coppa
    di palmo di mano tua tesa
    in attesa distese
    deliranti inquiete
    urlanti tue curve.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:30
    Un bacio solo

    In riva a mare
    ritto e muto ora fuggo
    e erte montagne d‟acqua
    minaccioso latrato di mare ascolto e taccio.
    Sole marcito in corrucciato cielo
    in rampante follia d’astri nascosti
    amari sapori di mare di sale
    e profumo
    di tenere tue labbra e dolce bacio
    vedo e rimpiango
    e fisso negli occhi guardo
    cielo che uccide
    dardi roventi di violenta luce
    e vento soffia
    folate d’ombre aguzze
    contro esile mio petto.
    Resisto e lotto
    e lacere memorie e tombe ambrate
    passato che non torna e tu lontana
    tutto ora incombe a me davanti.
    Torna
    stringi mie mani un solo istante
    torna sorreggi aiuto porgi
    mentre ti chiedo perché
    perché guardando vado onde irate?
    perché urla rabbiose odo da cielo?
    Io lotto e vedo
    sorriso tuo migrare negli occhi miei
    e poggio labbra su arrossate guance
    ove si specchia luce improvvisa
    e chiedo e invoco e voglio
    prima che cielo m’avvinca
    commiato di sole e di mia Luna.
    Tu.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:28
    Notti d'amore

    Discesa veloce da cielo
    rechi odore di complice luna
    promessa di notte d’amore
    sommesso canto
    di rosee labbra dischiuse
    in cui s’annega lo sguardo mio smarrito.
    Perso muto ora soggiaccio
    a dolce incanto di fatati occhi fatali
    su alte vette galoppa mio cuore
    ove cielo si nutre di candida spuma
    nuvola panna ombra di fuggente giorno
    e tu tra trepide mie braccia
    tu mia vita mio respiro amore mio
    tuo sguardo visita doma
    tambureggiante cuore
    frastuono di zoccoli in esitante testa
    mano errante smarrita.
    Sorseggio tuoi sospiri
    avido inebrio sensi miei selvaggi
    di carezze e suoni
    profumo di seno di cuore
    in te rincorro segreti nascosti
    in coppa
    di rosso lenzuolo di rosa.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:27
    Tu, mia Luna

    E vago ora smarrito
    nel buio bosco del cielo
    oro e ghirlande cerco
    e germogli di sogni
    fiocchi di luce
    per te io ora colgo
    dolci occhi ridenti
    dolce sorriso
    dolci labbra amorose.
    Tra grappoli di nuvole e stelle ardenti
    e colori odori amori
    pianta cresciuta in cielo sei
    nutri mio ardore
    tu, mia Luna
    mio Sole, Respiro, mia Vita
    amoroso sussurro di lento canto
    per silenzioso amante
    Luna luce che acceca sei
    distesa.
    Vola mia mano
    vola e si posa
    su labbra tue dorate
    vola su sentieri color latte
    e fiume di miele fluente
    ove inebriato annego e muoio.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:26
    Futura

    Cadono le stelle nel tuo grembo
    come foglie vive
    con un sospiro e un battito
    e l‟infinita pianta che ti partorì
    generò nuova luna
    e a te donò i suoi occhi
    labbra sorriso e luce
    frutto ambito conteso
    sottratto al cielo
    per me
    e da me solitario
    custodito e baciato.
    E da allora luce sempre è la notte
    sempre così fu
    ricordi?
    non ora, no
    ora non più
    folle ora sono
    se levo gli occhi e guardo gli occhi tuoi
    ove celi una lacrima tremante
    e leggo il tuo e il mio dolore
    perché so e sai
    perché pronto sono a volare
    là ove destino attende
    e ora, d’un tratto, i miei occhi sono muti
    urla rauco mio cuore
    l’invincibile crudeltà della natura.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:25
    Perdersi

    Il mio cuore piange
    lacrime solitarie
    su deserta rupe campestre
    mentre lontana guarda
    ombra ondeggiante
    vaneggiante sogno d’amore
    smarriti baci abbracci
    d’anelanti corpi.
    E ora?
    Fosco buio di sotterraneo anfratto
    colma ora i miei occhi
    se t’allontani ancora
    se ancora luccichio non vedo
    d’occhi sereni
    se tua guancia sottrai a mani mie tremanti
    e se deluso amore dilania
    mia testa reclina. Eterna notte io vivo
    dispersa è luce
    tua voce e dolce suono
    di tuo respiro.
    Bacio sassi e terra mordo mie mani
    non il tuo corpo caldo
    né seno speziato
    o profumo di docili labbra
    pietà e aiuto imploro urlo
    ritorna
    mai più smarrirò
    odorose tracce d’amorosi abbracci
    astri incandescenti
    ultima mia stella
    ultimo sospiro.
    Ma dimmi, cosa faccio io
    ora
    in rinsecchito orto
    tra germogli di sogni svaniti
    o in riva a furibondo mare
    ove mie mani scavano
    sdrucciolevole sabbia
    acque fuggenti
    ove si specchia
    ombra di mia luna lontana?
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.