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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 maggio 2015 alle ore 1:18

    Essere quello che si è veramente è la cosa più difficile che ci sia. Credetemi. A volte la tentazione di restare dentro a quel "guscio" che con estrema fatica ti sei costruito è così grande che quasi ti ci chiuderesti dentro fino a morire. Li... Al sicuro, dove nessuno può sfiorarti, dove non ti senti giudicata o stupida. In quel guscio dove non sei obbligata a spiegare molte cose. Ho sempre pensato che esistessero persone capaci di vedere oltre. Capaci di leggere paure, pensieri, idee e se pur diverse dalle proprie riuscire a capirle. Il rispetto verso i sentimenti, il modo diverso di impostare la vita, di fare delle scelte e i tempi con cui ognuno raggiunge i propri obbiettivi. Non credo sia IL TEMPO a cambiare le cose se quell'obbiettivo tu lo vuoi veramente. Non credo sia mancanza di rispetto se serve più tempo. Credo fortemente in quello che ogni giorno faccio verso gli altri, ossia cercare di "CAPIRLI". Cercare di rispettare le loro vite, i loro problemi e di comprendere i "Si" e i "No"... Di dare spazio ai "Perchè" e ai "Forse"... ma puntualmente mi trovo a dover lottare sempre nella direzione opposta... Quando è il turno mio di essere capita, di leggere oltre a un mio atteggiamento, a un mio modo.. perchè non si cerca di fare la stessa cosa. Si diventa stanchi di aprirsi, stanchi di descriversi e di spiegare che ci sono cose che alcuni riescono a raggiungere in 5 minuti e altri in più tempo... E questo non vuol dire che ci ci mette più tempo non abbia la stessa voglia dell'altro di raggiungere quello che desidera. 

  • 20 maggio 2015 alle ore 0:06
    Le tue ali

    Il tuo sogno
    e' volare...oltre
    Ti regalero' le ali

  • 19 maggio 2015 alle ore 20:44
    Tra arte e veleni

    Guardarmi negli occhi
    senza abbassare lo sguardo

    e vedere riflessi dentro di essi
    gli squarci luminosi della vita

    Non l'ho scelto Io il mio destino

    Io passionale e scorbutico

    ricaricato dalle frustrazioni

    che dico sempre quel che penso
    senza pensare il più delle volte a ciò che dico

    vivo d'istinti e d'esperienze strazianti

    il parlare di me senza pudori
     
    senza per questo

    sottrarre tempo alle gioie e alla vita 

    Analisi lucide e spietate

    tormentate ed agguerrite

    in contraddizione con il prestigio
    che vado cercando

    nell'efficacia e nella dolcezza del mio fare

    E nel coraggio d'essere sempre me stesso

    ripetermi ancora

    che questo mondo
    è il più bel posto dove stare

    e non il luogo da cui fuggire
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 19 maggio 2015 alle ore 10:18
    Deserti

    Inaridisce  l’indulgente chimera,
    ciò che mai ebbe pace
    torna a chiamarmi.
    Prego su croste di cielo
    consunte sagome
    di strade interrotte.
    Genero genti,
    creo abissi
    dubito.
    Scorie, detriti
    vaghi confronti;
    deserti senza pudore.
     

  • 18 maggio 2015 alle ore 23:31
    Devi sapere

    Poesia non è ascoltare
    chi cerca di farti smettere
    poesia non è ascoltare
    le critiche di chi mastica l’aria
    come fossero i lembi strappati dalle vesti
    di una musa che nient’altro ha da donare
    poesia non è ascoltare
    chi non sente
    non vede
    non parla
    poesia non è ascoltare
    chi discorre di responsabilità
    e non è mai stato posseduto
    poesia non è ascoltare  
    chi t’illustra con la bocca
    il confronto ma non sa nulla d’arte
    né di modi
    poesia non è mimesi di niente
     
    Poesia è visione
    poesia è dettato
    poesia è labor limae
    poesia è musica
    poesia è soggettività
    poesia è profondo sentimento
    poesia è ricerca
    poesia è rottura
    poesia è magia evocatrice
    poesia è sacralità della parola
    poesia è mistero
    poesia è valore in sé
    poesia è semplicità
    poesia è forma
    poesia è raffinatezza
    poesia è paradiso perduto
    poesia è cammino
    poesia è evoluzione
    poesia è passato
    poesia è interpretazione
    poesia è realtà del poeta
    poesia è vita
    poesia è dono
    poesia è allegoria
    poesia è veggenza
    poesia è pensiero
    poesia è ermetismo
    poesia sono
    i tuoi poeti

  • 18 maggio 2015 alle ore 21:08
    I boccioli dell'amore

    Affezionato al ruolo di uomo qualunque

    continuo a sopportare il calvario
    di smascherare le ipocrisie dell'anima

    nel suo consueto gusto
    per le provocazioni al cuore

    e gestirne pulsazioni e sentimenti
    in favore delle emozioni

    E rispetto i patti non scritti
    incisi nell'interiorità dello Spirito

    a liberare le imposizioni del destino
    e le sue arroganti pretese

    e ridare il suo mordente alla vita
     
    meraviglioso e coinvolgente

    a far crescere i boccioli dell'amore
    nei giardini del vivere sui quali
    si distende il mio tempo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 18 maggio 2015 alle ore 10:02
    un nuovo giorno di silenzio e di felicità

    ho nostalgia di una canzone che non ho mai cantato
    eppure 

    ho nostalgia del suono di uno strumento che non so
    eppure 

    ho nostalgia di una lezione che non ho mai insegnato a nessuno
    eppure 

    ho nostalgia di un sole che non mi ha mai scaldato il viso
    eppure

    eppure io so per certo che sono nato tante volte sotto questo cielo di contrabbando
    e di quel miracolo ancora conservo e accarezzo le note,
    il suono segreto
    delle giuste parole 
    e il calore 
    buono
    che 
    ancora mi fa sperare in un nuovo giorno
    di  silenzio e di felicità
    sotto questo dimenticato cielo di periferia
     e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/un-nuovo-giorno-di-silenzio-e-di.html

  • 17 maggio 2015 alle ore 20:57
    Strappi di patti tra realtà e sentimenti

    Mettere le emozioni dentro i fiati

    e respirarceli addosso
    nei nostri giorni di meraviglie

    piacevoli ricordi 
    di momenti spasmodici

    a evitare che la vita precipitasse
    nel fondo oscuro dell'unicità

    E metterci in fila davanti ai sogni

    col nostro amore ad accenderli

    e ritornare sempre l'uno all'altra
    nei viaggi dentro le passioni

    luoghi di grande suggestioni
    a intersecare inquietudini e valori

    tra poesie senza età
    e pensieri sconosciuti

    a scavalcare i confini della mente
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 17 maggio 2015 alle ore 12:50
    Incubo numero 0

    Trovarsi lì nell'angolo, 

    dove il buio ed il vuoto

    sono la culla delle fobie.

    Ginocchia abbracciate

    mento pogiato nell'angolo,

    sorridere con gli occhi sgranati 

    pupille dilatate contro i flash.

    Corse istantanee di gechi impazziti

    colori di acido e puzza di paraffina, 

    queste sono le mie risate

    che si stagliano contro il soffitto

    e le pareti imbottite di questa cripta.

    Mi manca il respiro,

    ma il suono esce

    da un incavo di paura 

    dal colore multiforme

    aldilà del terrore.

  • 17 maggio 2015 alle ore 12:50
    Stato emotivo VIII

    Come bandiera senza vento
    resto fermo, nessuna possibilità di
    cambiare forma e pensiero.
    Nulla muta dentro di me,
    tutto muta fuori velocemente,
    destino destinato alla sconfitta sul nascere.
    Andare, venire…
    Forse meglio sparire.

  • 16 maggio 2015 alle ore 21:09
    Tra ricami di luci e ombre

    Rivendicare
    serie obiezioni alla coscienza

    e comunicarle ragioni
    di ulteriori patimenti

    spingendola a balzi nel futuro

    a vivere la prima linea
    della guerra della vita

    Accettare il crollo
    del proprio mondo interiore
     
    e sfidare depressioni e speranze
    nel tramonto del pensiero

    nemici invisibili

    incubi sempre pronti
    a invadere i terreni dell'anima

    e scatenare sindromi autoflagellanti

    nel richiamo abusivo alla giovinezza

    Sensazioni crudeli

    improvvise immense voragini
    di non senso e di angosce

    a far comprendere
    il valore profondo dell'agire

    e difendere il diritto inalienabile alla felicità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:10
    A casa mia

    So che esiste una musica calda,
    che mi scivola nelle arterie,
    che mi porta a mangiare nella polvere di una Tasca in collina
    o ad Alfama nelle piazze di giugno.
    Che c'entro con questo freddo che mi segue,
    con l'altura e la distanza?
    Sono uno di quelli che porta le perle e le conchiglie nei capelli
    e beve vino ma non per scaldarsi,
    e socchiude gli occhi agli ultimi raggi di tramonto,
    e suda camicie stando fermo nello scirocco umido e salato.
    Sono uno di quelli che cerca un cuore a cui cantare canzoni,
    visi da accarezzare, orecchie a cui sussurrare "mio bene",
    notti di veglia corallo per vedere l'alba.
    sono uno di quelli, uno dei tanti.

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:06
    La vita

    Non sono parole
    non son rime 
    e nemmen'orlate strofe
    vergate su righe ondose
    E' quadro astratto 
    che si tinge e si rischiara
    piange e soffre e si strazia
    e all'ultimo nuovo colore
    si stupisce ancora, e ride
    E' la vita
    quadro di parlante tela.

  • 16 maggio 2015 alle ore 17:16
    Scoglio

    Odio quel vicolo tortuoso
    Ci separa...
    come fosse guardiano geloso
     

  • 16 maggio 2015 alle ore 7:51
    forse la vita

    quel tempo di mezzo,
    come una panchina al parco
    ad inizio primavera
    forse la vita
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/forse-la-vita.html

  • Sentieri stretti

    lungo i viali
    di rigorose prescrizioni

    che piegano le coscienze
    e fan vivere vite non scelte

    Soggiogare la conoscenza

    per rivelare a me stesso
    i sogni di quel vivere

    trasformandoli in pretese
    senza velleità

    Avere fede

    rimanendo al servizio
    della mia anima

    e farne pilastro
    per costruire la gioia

    E godere
    dopo aver provato
    sofferenze e dolori

    sentendo la stessa vita 
    dentro le vene

    negli accordi
    tra le priorità interiori

    e le fatue felicità del mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 maggio 2015 alle ore 14:58
    Ti augurerei

    Ti augurerei di vivere
    fino a cent'anni
    se solo volessi rassegnarti
    se solo ti rendessi conto
    che i limiti non si possono
    superare accettando
    di buon grado i malanni
    di una vecchiaia appesantita
    quasi tramontata
    ma che forse non sai
    per quella lucidità che va e viene
    nel tuo sistema linfatico esplosivo
    probabilmente un pochino da sempre
    che dopo è peggiorato, inventandoti
    scuse, per essere considerato
    a volte fin troppo
    anche quando conveniva
    soprassedere, e guardarti
    senza troppa ingenuità

  • 15 maggio 2015 alle ore 10:24
    Musica Della Notte

     
     
     
    Allo smorzare del chiarore
    In una silenziosità infinita,
     
    Cadenzati passi nella notte
    Inclini a fuggire dal giorno,
     
    E dalla dubbia rotta di ieri
    Per cercare migliore futuro,
     
    E girovagare verso il dopo
    Entro un’alba rossa di sole,
     
    Sfogliando pagine d’anima
    Agli angeli celesti invisibili,
     
    Viaggiando nei momenti
    Sopra i prati dello spazio,
     
    Lontano dalle speranze vuote
    Nella effervescenza luccicante.
     

     

  • 15 maggio 2015 alle ore 9:48
    Bianche roselline

    Stava un cespuglio di bianche roselline
    davanti alla porta di una casa, un ramo
    ne trassi in dì che poi posai nell'aiuola
    del mio giardin da quella casa lontano,
    ogni anno al nascer quando della tarda
    primavera delicati alla vista e al sol
    si apron delle roselline i bianco fiori
    corre il ricordo a quel cespuglio a quella
    casa e ad una figura, e su quello curva,
    che con cura cura si prende di quei fiori
    dei suoi rami è la figura cara di mia mamma
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 22:39
    Haiku

    S'erge la rosa
    oltre i fili di ferro
    Vuole libertà

  • 14 maggio 2015 alle ore 21:00
    Fermenti

    Dall'alto morale del mio esistere

    mi dimeno tra esasperanti disagi
    e singhiozzi del cuore

    ad annichilire i desideri

    meriti di acrobatiche soluzioni
    estorte all'anima
     
    a esorcizzare il mio vivere

    E celare il talento

    per ridimensionarmi
    in favore della derisione

    di uomini pervasi da ignobili fantasie

    a recitare drammi
    che esaltano il loro essere piccoli

    e dimenticando che con le sconfitte
    non si perde anche la dignità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:52
    L'Incanto Del Mare

     
     
     
    Il Mare:
     
    Il mare si esprime
    Si fa comprendere
     
    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.
     
    I Gabbiani:
     
    I compagni del mare
    Che nel primo mattino
     
    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.
     
    Il Vento:
     
    Quasi per culto
    Implora il Sole
     
    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.
     
    Le Sirene:
     
    Danzano con loro
    Temerari pescatori
     
    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.
     
    Il Mare:
     
    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 14 maggio 2015 alle ore 17:22
    Il Fascino Del Mare

     
     
     
    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori del giorno
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.
     
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 14:47
    Vietri sul Mare

    Lunga passeggiata
    tipica ceramica
    inizio costiera
    bella cittadina.
     

  • 14 maggio 2015 alle ore 9:34
    troppo ribelle per il codice a barre

    troppo ribelle per il codice a barre
    troppo remissivo per questa società senza regole
    troppo brutto per esibirti
    troppo bello per non provarci
    troppo sciocco per non essere ingannato
    troppo svelto per non arrivare in tempo
    troppo lento per tenere il passo
    troppo mite per andare avanti
    troppo forte per non travolgerli tutti..

    e poi
    che sei abbastanza grande per consumare
    e che non sei abbastanza grande per decidere per determinare
    chi tu sia in realtà
    almeno per quel che rimane del tuo cammino sotto questi dimenticati cieli di periferia

    a volte si fa fatica a rinascere ogni giorno....
    e allora meglio non ascoltare
    non 
    ascoltare 
    fino 
    alla 
    fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/05/troppo-ribelle-per-il-codice-barre.html