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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 aprile 2015 alle ore 19:08
    Giunchiglie

    Vagavo solo come una nuvola
    che galleggia in alto, oltre valli e colline,
    quando all’improvviso ho visto una folla,
    una moltitudine di giunchiglie dorate,
    accanto al lago, sotto gli alberi,
    svolazzare e danzare nella brezza.

    Continue come stelle che splendono
    e scintillano sulla via lattea,
    si stendevano in una linea infinita
    lungo il margine di una baia.
    Ne vidi diecimila a colpo d’occhio
    che scuotevano le teste in una danza vivace.

    Le onde ballavano al loro fianco ma loro
    superavano le scintillanti onde in allegria.
    Un poeta non poteva che essere felice
    in una compagnia così gioconda
    io le fissavo sempre di più ma pensavo poco
    alla ricchezza che quello spettacolo mi aveva portato

    perché spesso, quando sto sdraiato sul mio giaciglio
    distratto o pensoso,
    loro lampeggiano su quell’occhio introspettivo
    che è la beatitudine della solitudine
    allora il mio cuore si riempie di piacere
    e danza con le giunchiglie.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:08
    L'arcobaleno

    Il mio cuore esulta quando ammiro
    un arcobaleno nel cielo:
    così è stato quando la mia vita è cominciata;
    così è adesso che sono un uomo.
    Che sia così quando invecchierò,
    o lasciatemi morire!
    Il Bambino è Padre dell'Uomo:
    vorrei che i miei giorni fossero
    legati l'uno all'altro dall'affetto naturale.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:06
    Fantasma di felicità, lei

    Fantasma di felicità, lei,
    che prima mi illuminò gli occhi;
    apparizione stupenda, mandata
    a far bello un istante.
    I suoi occhi come stelle del crepuscolo,
    come l'imbrunire i suoi capelli,
    e quanto la circonda è tratto
    dal maggio e dall'alba radiosa;
    figura che danza, immagine giocosa,
    per tormentare, sbigottire, sedurre.
    L'ho vista da vicino,
    spirito sì, ma donna ancora!
    Con in casa movimenti lievi e liberi,
    e un incedere di candore e libertà;
    i lineamenti, un'armonia
    di dolci ricordi e tenere promesse;
    creatura splendida e buona,
    nutrimento alla natura umana,
    per pene passeggere, ingenui inganni,
    rimbrotti o lodi, amore e baci, lacrime e sorrisi.
    E ora vedo con occhi sereni
    il pulsare del congegno,
    essere che spira aneliti pensosi,
    tra vita e morte pellegrina;
    di salda ragione, volontà temprata,
    pazienza chiaroveggente, fortezza e talento;
    donna perfetta, nobildonna concepita,
    per ammaestrare, consolare, comandare:
    eppur sempre spirito fulgente,
    in un alone di luce angelica.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:05
    C'era un ragazzo


    C'era un ragazzo: voi lo conoscevate bene, balze
    e isole di Winander! Sovente,
    a sera, quando le stelle avevano da poco iniziato
    il loro viaggio lungo il confine delle colline,
    all'alba o al tramonto, soleva starsene da solo
    sotto gli alberi, o presso il corrusco lago,
    e lì, con le dita intrecciate e giungendo
    le palme le portava alla bocca,
    e soffiava, come in uno strumento,
    facendo il verso ai silenti gufi
    in attesa che gli rispondessero. E le loro urla
    si diffondevano nella valle acquitrinosa, e ancora urla,
    in risposta al suo richiamo, con tremolanti risonanze,
    gridi prolungati, e stridi, alti echi che, viepiù,
    si replicavano: una scena selvaggia di tripudio
    e di giocondo frastuono. Capitava che pause
    di profondo silenzio irridevano alla sua destrezza,
    e, allora, in quel silenzio, mentre tendeva l'orecchio
    all'ascolto, con un lieve fremito di mite stupore
    irrompeva, a volte, nel suo cuore la voce dei torrenti
    montani, e lo scenario che gli occhi percepivano
    si insinuava inaspettatamente nella sua mente
    con tutte le solenni immagini, le rupi,
    i boschi, e quel cielo incerto che si adagia
    nel seno dell'immobile lago.
    Vaghi sono i boschi e ameno il posto,
    la valle dove è nato: il cimitero è sospeso
    sul declivio sovrastante la scuola del villaggio,
    e passando di là, lungo la riva,
    di sera, presso la sua tomba
    ho sostato, credo, una buona mezz'ora
    in silenzio – poiché morì all'età di dieci anni.

  • 08 aprile 2015 alle ore 19:02
    Siamo sette

    Vidi una cara contadinella,
    ch’aveva ott’anni,
    come mi disse, 
    bionda ricciuta, bella, assai bella
    con le due grandi pupille fisse.

    Presso il cancello stava. Ed io: “Figlia, 
    quanti tra bimbi, siete, e bimbette?”
    chiesi. Con atto di meraviglia, 
    ella rispose: “Quanti, noi? Sette”.

    “E dove sono? Di', se ti pare”,
    le dissi, ed ella mi disse: “Ma...
    noi siamo sette: due sono in mare:
    altri due sono nella città;

    altri due sono nel camposanto,
    il fratellino, la sorellina:
    in quella casa che c’è daccanto,
    io stò, con mamma, loro vicina”.

    “Tu dici, o bimba, due sono in mare, 
    altri due sono nella città;
    e siete sette. Questo mi pare, 
    è un conto, bimba mia, che non và”.

    “Sette tra bimbe” diceva in tanto, 
    “E maschi, siamo. Due son qui presso
    in un cantuccio del camposanto:
    nel camposanto, sotto il cipresso”.

    “Ma tu ti movi, tu corri: è vero?
    tu canti, ruzzi, hai fame, hai sete:
    se quei due sono nel cimitero,
    cara bambina, cinque voi siete”.

    “Verde” rispose “ verde è il lor posto:
    lo può vedere, lì, se le preme:
    da casa in dieci passi discosto: 
    mi siedo in terra, sotto il cipresso
    con loro, e loro conto le fole.

    E spesso, quando la sera è bella,
    e quando è l’aria dolce e serena, 
    io là mi porto la mia scodella,
    e là con loro fò la mia cena.

    Prima a morire fu Nina: a letto 
    tra sé gemendo, sette più dì.
    Poi, l’ha guarita Dio benedetto;
    ed ecco allora ch’ella partì.

    Nel camposanto così fu messa, 
    e quando l’erba non era molle, 
    io col mio Nino vicino ad esso, 
    mi divertivo sulle sue zolle.

    Poi quando cadde la neve, e bello
    sarebbe stato correre, tanto;
    dové partire pure il fratello, 
    ed ecco che ora le stà daccanto”.

    “E quanti dunque siete ora voi
    se quei due sono nel paradiso?”
    “Sette” rispose: “Sette siamo noi!”
    meravigliando tutta nel viso.

    “Ma sono morti quei due! Ma sono 
    lassù! Son anime, anime elette!”
    “Che!” ripeteva sempre un tono:
    “No, sette siamo. No, siamo sette”.

  • 08 aprile 2015 alle ore 10:48
    Testa Alta, Via Maestra

     fare una cosa per volta
    che tanto la vita è una sola
    una
    sola
     e scorre 
    un secondo alla volta
    sul quadrante della storia
    della piccola e della grande storia 

    rispondere con un sorriso al silenzio
    rispondere
     perchè siamo
    soltanto perchè 
    siamo
    e non pretendere nulla in cambio

    fare o non fare?
    non so
    nessuno sa 
    io so che 
    possiamo celebrare la vita
    io so che
    possiamo creare
     non solo eseguire 
    camminando  
    a Testa Alta presso la Via Maestra
    in questa Città della vita vera
    di periferia
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/testa-alta-via-maestra.html

  • 07 aprile 2015 alle ore 21:24
    Nella solitudine che turba e conquista

    Silenzi indisturbati

    a far credere in sonni tranquilli
    ma senza sogni 

    e far compiere vani viaggi allo Spirito
    sull'onda dei pensieri

    Metafore di falsi aiuti
    a far razzia di emozioni

    e ossessionare sotto mentite spoglie

    i desideri che spadroneggiano
    nelle candide praterie dell'anima
     
    scatenando rabbie incontrollate

    nelle guerre sanguinose
    tra il cuore e la mente

    E poi accorgersi
    che è troppo tardi per pentirsi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 07 aprile 2015 alle ore 20:45
    La cavalletta

    Non è il volare, in me stesso racchiudo l'unico miracolo che conta.
    Non la bellezza, l'unicità della mia forma e del mio pensiero sono la condanna.
    Lo spirito ed il corpo sono ugualmente mortali.

  • 07 aprile 2015 alle ore 19:18
    Volti di te

    Sembrava la luna
    il tuo viso agognato
    Colava il suo velo
    su sguardi d’oro colato
    Al giorno gli occhi riapro
    e di te resta l’azzurro
    nel seno infilzato.
     

  • 07 aprile 2015 alle ore 18:54
    Praia a Mare

    Menti vaganti
    andati anni
    giocosi periodi
    divertenti lassi
    di tempi immemorabili.
     

  • 07 aprile 2015 alle ore 17:35
    La Morte Insegue La Vita

     
    Guardo il cielo Infinito
    Circoscritto nei miei occhi
    Mentre nuvole simili a fumo
    Camminano velando la luna
    Dando voce ai miei pensieri
    Che vivono la vita mutevole
    Si risiede in debito con Dio
    So già come dovrò pagare
    L’ho vissuto in un mio sogno
    Disegnato nei  miei ricordi
    In una visione ricorrente
    E molto familiare
    L'ho rivelato a molti
    È una predizione
    Non sarà una sorpresa
    Si avvererà come da copione.
    :
    Niente fiori
    Poca gente
    Un masso
    Sulla mia terra bruna
    Allora sarò in Paradiso
    La mia anima volerà
    Randagia nell'universo.      RIVISTA

  • 07 aprile 2015 alle ore 17:31
    La Morte E' Dietro La Porta

    In questa grande voglia
    Di solitudine
    Lascio respirare il vento
    Lascio trascorrere i giorni.
     
    Consapevole che
    Nell'armonia di un sogno
    E nella vecchia tana del cuore
    Tutto può accadere.
     
    Non serve nascondersi nel buio
     
    Fra i silenzi
    Di vecchi e nuovi ricordi
    In un'alba, in un tramonto
    Non v'è scenario migliore.
     
    La morte:
    È uno scherzo impossibile
    Sta per arrivare
    Forse questa notte!
     
    C'è chi l'aspetta
    E chi la ignora
    Ma ella arriva
    All’improvviso.

  • 07 aprile 2015 alle ore 15:32
    infinito e definitivo

     come in autunno una goccia di rugiada cade su una foglia
    e in essa scompare per sempre

    così è il mio amore per te
    infinito e definitivo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/04/infinito-e-definitivo.html

  • 07 aprile 2015 alle ore 12:04
    Gioia liquida

    Gioia liquida che incarni i miei colori...odora i miei tremori...treponemi inverecondi gorgheggian vagabondi....nell'aura altera della tua felce mistera....

  • 06 aprile 2015 alle ore 21:27
    Je suis Nairobi

    Je suis Nairobi

    et le vent souffle fort

    mes embrasse s'accrochent à tes mains

    et nos yeux sont des aquilons

    qui vont faire l'amour avec le ciel

    pendant que la neige tombe

    comme une vol des oiseaux

    qui n'ont plus de direction

    e la vie c'est parti

    comme une lumière sans lumiére

    parce que la fin est venu

    pour le coeur d'un jeune homme

    pour le coeur d'une jeune fille

    tué par la main de la folie

    tué par le feu d'un diable noir

    qui n'a pas le courage de montrer son visage.

    Io sono Nairobi

    nel mio sguardo imprimo il tuo volto

    e un sorriso strappato al petto

    come aria che inghiotte il respiro

    della notte che acceca l'attimo

    mentre l'inverno divora il cielo

    come uccello senza stagioni

    in balia d'un fato avverso

    cui rimane strozzato in gola

    l'urlo dolce della preghiera.

    I'm Nairobi

    and my soul flies in the wind

    as a word without frontiers

    as a word that means love

    peace and respect

    What's my name?

    What's your name?

    Gimme five

    and claps your hands with my hands.

    You are Nairobi

    I'm Nairobi

    We are Nairobi.

    All the people are Nairobi.

     

  • 06 aprile 2015 alle ore 21:02
    Gli artigli del buio

    Nel buio che non svela ma nasconde

    nè lampade nè luci
    esaltano le mie emozioni

    L'oscurità copre i miei sensi
     nel tintinnare dei pensieri

    al sapore dolce
    dell'evocazione dei ricordi

    E ne riscopro segreti e meraviglie

    a evolvere verso la paura costante
    di perdere gli equilibri

    con l'anima sballottata
    tra scalpori e immotalità

    ad agire sotto copertura
    nella vertiginosa ascesa delle passioni 

    E allora nell'incertezza mista
    ad orgoglio e rassegnazione

    e con la compilcità dei silenzi

    mi affido alle illusioni

    a viverle come necessità
    per apprezzare i veri valori della vita

    E mi lascio trasportare dalle follie
    per trovare i rimedi alle malinconie

    in un giga di contrasti
    a scarmigliare l'anima

    con voglie ancora pungenti
    a far botte tra loro

    e allietare il mio cuore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 06 aprile 2015 alle ore 19:00
    Bambini abbandonati

    Gli angeli non volano 
    e non posseggono le ali
    sono indifesi 
    e non mormorano parole
    hanno due occhi dolci 
    che chiedono amore
    un sorriso eterno e un mare 
    di lacrime da versare
    gli angeli ci prendono il cuore 
    anche quando non sono nostri 
    e li vediamo abbandonati 
    come cani al freddo e al sole.

  • 06 aprile 2015 alle ore 13:50

    Alcuni dicono di me che sono "Pessima", che sono una persona cattiva e che non so cosa siano i valori. Beh... Ognuno ha il suo concetto di cattiveria o di valori e sinceramente avete ragione perché il mio di concetto è lontano anni luce dal vostro. Se  esser "Buona" significa leccare il culo, stare sedute vicino alla convenienza e avere come migliore amica la verità; allora sono "cattiva"! Se non conoscere i valori significa non tener conto dei pensieri, sentimenti e idee altrui ma solo di ciò che riguarda se stessi allora avete ragione sono privata della conoscenza dei valori. Ma che dirvi se non che in questo caso sono felice e fiera di essere "cattiva" e "Priva di valori"! 

  • 04 aprile 2015 alle ore 21:40
    Sono libero dentro le mie mura

    Cammino senza meta
    dentro questa primavera

    che finalmente s'annuncia
    e porta piacevoli scompigli

    a farmi ritrovare nel mio vivere

    conservarmi per ciò che valgo
    e donarmi a chiunque

    nel desiderio che nulla di me
    venga sprecato
     
    Turbamenti a fortificare i sentimenti
    e divenire morbidi abbracci tra dolci pensieri

    germogli d'emotività a svettare
    tra le ramificazioni dell'anima

    alla ricerca del calore dell'amore

    profumi lievi tra luci di sogni
    colmi di suggestioni e misteri

    a esaltare passioni e battiti di gioie

    E riscoprire ciò che già conosco

    nel piacere di concedere ai sogni
    l'incombenza di risolvere le mie crisi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 04 aprile 2015 alle ore 10:43
    la mancanza

    non cercare di colmare la mancanza
    ma cammina al suo incontro, 
    cercala al quotidiano incrocio tra 
    il così deve essere e il così può essere

    e poi 
    non cercare le parti che mancano  per completare il puzzle, 
    ma contemplali quegli spazi vuoti, abbracciali e gioisci con essi

    non cercare il pezzo perfettamente confezionato che possa inserirsi in quello spazio vuoto, 
    no 

    forse il segreto per raggiungere il frammento di felicità  a noi assegnato sotto questo cielo, sotto questo sole
    è semplicemente continuare a camminare 
    camminare  con la consapevolezza che non basteremo mai a noi stessi  e nemmeno a tutti i nostri compagni di viaggio desiderati

    eppure insistere e camminare verso il ritorno a casa

    casa, rifugio per un momento
    sotto questo cielo, sotto questo sole
    vivere
    mano nella mano con la nostra mancanza
    con quel vuoto immenso dentro di noi che ci commuove ancora 
    adesso
    come migliaia di anni fa

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/la-mancanza.html

  • 04 aprile 2015 alle ore 9:49
    Bambolina

    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina!
    Nel Tempo
    Nell'Immenso
    Mordi l'Anima
    E nulla più.
    Come sei buona
    Come sei bella
    Mordi l'anima
    E voli via!
    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina!
    Sei una fiamma
    Sei sempre viva
    Solo per me!
    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina!
    In questo tempio dorato
    Con la luna alta nel cielo
    Respiri dentro il mio petto
    Ed io solo ad ascoltare!
    Come sei buona
    Bambolina mia!
    Come sei bella
    Bambolina mia.

  • 03 aprile 2015 alle ore 23:22
    Pensieri II

    Immagini di foglie
    portate via dal vento,
    che le getta nelle fiamme
    e le fa volare via, lente.
    Foglie che bruciano lente
    e lasciano dietro di se
    una scia densa e scura,
    come torbido incenso.
    Pensieri che si obnubilano
    in un vortice infinito 
    e tenero, alla distruzione
    del sé votati, ad un cambio
    di stagione, inizia un nuovo ciclo.

  • 03 aprile 2015 alle ore 23:21
    Stato emotivo VI

    Ho dei buchi nel cervello
    dove vivono vermi che
    divorano i sogni, le speranze, le ambizioni.
    Ho dei buchi che si allargano
    nel cervello e dentro vi precipitano
    i miei ricordi felici, i vostri baci.
    Che senso avrebbe andare avanti?
    Che senso avrebbe tornare indietro?
    Tutto si annulla e sparisce,
    tutto verrà divorato.

  • 03 aprile 2015 alle ore 21:34
    invocazione della sera

    diamo tempo al tempo 
    silenzio al silenzio 
    respiro al respiro 
    e preghiere all'immenso

    diamo tempo al tempo 
    silenzio al silenzio 
    respiro al respiro 
    e preghiere all'immenso

    e intanto scende la sera
    ancora
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/invocazione-la-sera.html

  • 03 aprile 2015 alle ore 20:11
    Il mio rifugio è nei sogni

    Subisco il mio passo pesante

    andando ansante
    a piangere e lamentarmi
    come un'anima in pena

    tra l'incertezza del futuro
    e la voglia di brillare a nuova vita

    E credere fermamente
    nel mio spirito e nelle mie ambizioni

    con i pensieri irritati
    ad assorbire emozioni e preoccupazioni

    Rubare baci al tempo

    affettuosi e appassionati
    a interpretare l'emotività dell'anima

    nell'orgoglio della dignità delle azioni

    Sussurri sospirati

    magiche primavere incantate

    da trascorrere a cercare
    passaggi segreti dell'anima

    anfratti affascinanti
    ad affiorare alla corte dell'amore

    Emozioni speciali

    stelle nervose
    a far tacere i sentimenti

    a farsi largo tra incomprensioni e tensioni

    liberare i desideri
    e alleggerire i pensieri
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati