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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 marzo 2015 alle ore 21:13
    Piccola poesia di due righe

    Buonissima Pasqua a te e famiglia;
    ma senza bullismo né omofobia !!!

    Dedicata ai genitori che non accettano i propri figli perché non li ritengono "normali" o "sani" di mente. 

  • 30 marzo 2015 alle ore 14:53
    Come la prima volta

    Sipari che proteggono

    e quando si aprono

    mostrano solo una parte

    perchè di nascosto

    tuto è custodito

    tutto si sa

    magia del palcoscenico

    segreti che

    non si svelano

    timidi come bambini

    indifesi e soli

    appena

    l'ultimo faro

    spegne un sogno

    e domani pronti

    ad accenderlo di nuovo

    profumi e copioni

    mescolando applausi

    emozionandosi

    come la prima volta...

  • 30 marzo 2015 alle ore 9:44
    Un Quiz

     
     
     
    Lei
    La conosco
     
    L'ho consumata
    E non ha mai urlato il mio nome
     
    Ha determinato la notte
    A un uomo che ha donato amore
     
    Ella vive per vivere
    Lui vuole vivere
     
    Vive per gli altri
    Vive per tutti
     
    Soprattutto vive per lui
    Nel lavoro e nell'amore.

  • 30 marzo 2015 alle ore 9:42
    Corpo Di Donna

     
     
    Gioca il suo seno
    Nell’acqua di mare.
     
    Leggero il suo corpo
    Si posa sullo scoglio
    A guardare verso l’alto.
     
    Non può mancare il sole
    Con i suoi raggi lucenti
    A indorare la pelle di luna.
     
    Oggi mi piace pensare
    Che lei
    E’ un grappolo d’argento.

  • 30 marzo 2015 alle ore 9:41
    Tristezza

     
    Il giorno scivola
    Verso la sera
    La pioggia gronda
    Sulle case del paese
    Il vento fruga
    Fra i capelli
    Sulla tristezza
    Della gente
    E di quel fragile
    Fiorellino
    Che ha bisogno
    Di nuova allegria
    Ed io ho bisogno
    Di quel fiorellino
    Malinconico
    D'autunno
    Per mandare via
    La sua
    E la mia
    Tristezza.
    Tristezza ti prego
    Lasciaci vivere.

  • 30 marzo 2015 alle ore 7:12
    dove stai cercando la verità

    Dove stai cercando la libertà
    Dietro l’ombra dei tuoi passi
    Dietro il tuo sorriso triste
    Che cammina un po’ più avanti
     
    Dove stai cercando la libertà
    Sotto la tua delusione
    Di un risveglio poco limpido
    Da quel sonno pseudo ipnotico
     
    Dove stai cercando la verità
    Dentro gabbie fluorescenti
    Di chi crede d’esser giusto
    Di chi ha in testa troppe certezze
     
    Dove stai cercando la verità
    Forse l’hai già superata
    È perché tu non l’hai vista
    O perché non ci hai creduto
     
    Non stai trovando  la verità,
    Ma sei già libero di volare
    Con i tuoi dubbi, le tue paure
    Perché solo quelle sono vere
     

  • 29 marzo 2015 alle ore 18:09
    L'eco degli applausi

    Spremere seni

    di corpi maturi

    sul greto crepuscolare dei giorni

    e avventare mani

    su limoni indecisi

    alla ricerca di lacrime

    e sorgenti di estasi

    su gocce di ricordi

    che non placano la sete.

    Solleticare l'impensato

    dando un senso agli eufemismi

    mentre il torchio si fa burro

    e le labbra scivolano lente

    sulla bocca impolverata

    dalla morale e dagli affanni

    e si scioglie

    come cera

    l'ultimo lume a mezzanotte.

    Respirare come un mantra

    l'insaziabile euforia

    d'un cerino che s'accende

    e la notte rende aurora

    mentre fuori

    sulle scale

    urla il vento tra gli amplessi

    e l'orgasmo che l'assale

    non è che l'eco degli applausi.

     

  • 29 marzo 2015 alle ore 0:21
    un gelato al gusto di limone e libertà

    intraprendere una strada
     accoglierla
    inseguire una poesia
     riconoscerla 
    e coglierla
    tra i rovi e le spine sparse sul selciato
    nascosta ai bordi della via
    della via del vivere

    vivere
    vivere pienamente
    e ricordare sempre il grande sogno
    ogni giorno
    il grande sogno
    quello di andar lontano 
    lontano per le periferie del mondo 
    e vicino
    vicino al cuore dell'essere
    dell'essere umano

    e il resto
    tutto il resto verrà da sè
    oppure se ne andrà lontano da qui
    chi lo sa ma poco importa
    l'importante è intraprendere una strada 
     percorrerla fino in fondo
    e se è necessario ripercorrerla ancora e ancora
    vivere pienamente 
    andar lontano
    e poi tornare al centro del cuore dell'essere umano
    oppure al bar dell'angolo a prendere un gelato 
    al gusto di limone e libertà!
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/un-gelato-al-gusto-di-limone-e-liberta.html 

  • 28 marzo 2015 alle ore 9:00
    Cuore di Farfalla

    Leggiadra,
    in sospensione
    afferravi colori di speranza
    porporine  lucenti
    fuse in pulviscolo di stelle.
    Con regale bellezza di un volo
    sostenevi
    cuoremente
    su esili ali
    la sofferenza di tanti.
    Donavi eternità
    ad un esempio d'amore.

    (In Memoria di Martina Murziani-Onlus La Farfalla-Grosseto)

  • 27 marzo 2015 alle ore 19:31
    Turbinio

    Nel delicato turbinio 
    nei meandri dell'anima
    del pensiero
    rapisco i colori
    li stendo
    li confondo
    li rimiro
    Mi riconosco.

  • 27 marzo 2015 alle ore 12:56
    Si vive per dimenticare

    Si vive per dimenticare
    per essere certi
    di voler un'altra vita
    ma che in realtà
    non vogliamo
    e ci nascondiamo
    augurandoci di non cadere
    al sopraggiungere di pensieri
    che si accavallano scuotendo
    incertezze davvero gravose
    Si vive senza dare tempo
    al tempo, senza che le giustizie
    facciano il suo corso, ed aspettano
    di ritrovare, tempi migliori

  • 26 marzo 2015 alle ore 22:37
    maschera

    Maschera, se potessi vestirmi di una maschera ogni volta che la mia anima cambia di colore, sarei la persona più amabile di questa terra, ma invece eccomi qua, con questa espressione che a momenti fa trapelare la mia rabbia, la mia felicità, la mia delusione, la mia sorpresa, il mio dolore, il mio essere mutevole come un camaleonte… alla rovescia.. che mai si adegua a questa vita e alle vostre aspettative… per fortuna
     

  • 26 marzo 2015 alle ore 18:01
    Sono qui

    Brandelli e stracci

    anche i sogni,

    ritornano a me

    inebriata di fumo e silenzi vuoti.

    Diamante sono i pensieri.

    Torno in me la mente brilla,

    pieni i silenzi ..

    di gocce brandelli e niente.

    son qui.

  • 26 marzo 2015 alle ore 17:13
    Luna Del Sud

     
     
    Dall’alba ed oltre
    Il mare prega la luna
     
    E tra i mutevoli vestiti
    I gabbiani volano inquieti
     
    Le onde si rigenerano
    Sotto i loro respiri
     
    Respiri affannosi
    Notti inquiete
     
    Una stella ribelle
    Penetra gli abissi
     
    Eseguendo un’armonica sinfonia
    Che regala speranze al pescatore.

  • 26 marzo 2015 alle ore 14:11
    Aspettando la Pasqua

    Pasqua, sarai tu
    a disegnar foglioline
    appese ai rami
    che debolissime
    resisteranno
    ad instabili venti
    e ad inutili incontri
    Metterai tu la pace
    ricevendo fedeltà
    ed ammirazione
    per i doni che darai
    ai fratelli tuoi
    per una festa riunita
    in dolce attesa
     

  • 26 marzo 2015 alle ore 11:31
    Sei giunta a me

    Sei giunta a me
    nell'arsura d'un luglio irrequieto
    come notte che coglie l'aurora
    e al tramonto socchiude la porta.

    Sei giunta a me
    come passo che incendia il cammino
    e travolge di orme il sentiero
    che dalla terra conduce a Dio.

    Sei giunta a me
    desiderio assetato d'attesa
    nell'orgasmo di versi e parole
    io ritrovo i tuoi baci sospesi.

    Sei giunta a me
    come angelo di resurrezione
    nel tuo nome è scritto
    il senso dell'amore.

  • 26 marzo 2015 alle ore 10:07
    Notte!!!

     
     
     
    Dalla totale freddezza
    Di una notte insensata
     
    Il giorno si è levato
    Nel pieno della luce
     
    Il dì vola e tuffarsi nella notte
    Per godere la sua pura quiete
     
    E abitare la totale libertà
    Perché Lui tutto elargisce
     
    Puoi tessere quello che vuoi
    Sognare quello che desideri
     
    Vivere la vita che desideri
    E tutte le voglie della notte.

     

  • 26 marzo 2015 alle ore 10:02
    Notte Chiara

     
    Quando arriva la sera
    Mi proietto nella notte
    E da solo nel mio letto
     
    Rimugino presentimenti
    E tra le candide lenzuola
    Non mi sento più isolato.
     
    Il miei istanti si muovono
    Dentro vortici di bellezze
    Per sfamare i miei respiri

    Le notti sono ben nutrite
    E il tempo non mi manca
    Per godermi nuovi amori.
     
    Inesorabile nasce la luce
    Dissolve le mie bramosie
    Con tutto l’immaginario.

  • 26 marzo 2015 alle ore 7:54
    il viaggio è come un fiume

    il viaggio è come un fiume
    il viaggio ti dà forma
    e tu viaggiatore sei come acqua
    acqua corrente
    acqua

    Il viaggio ti mette di fronte ai tuoi limiti, alle tue frontiere mentali e fisiche

    Il viaggio riempie lo spazio tra quei limiti 
    ed i limiti di tanti nuovi compagni di viaggio desiderati

    Il viaggio chiarisce a te stesso i tuoi più reconditi sogni sentimenti e bisogni

    Il viaggio è come il letto di un fiume che segna il tuo cammino verso il mare

    il mare, l'arrivo la meta, l'inizio e la fine
    il viaggio

    e tu viaggiatore sei come acqua 
    acqua corrente 
    che segue il solco designato 
    e, ora lentamente e poi con furore e con prepotenza, scende
    scende verso il mare la metà la fine e l'inizio
    l'inizio e la fine
    il viaggio

    e tu viaggiatore come l'acqua corrente 
    che scende,
    scende e forma rapide e poi cascate 
    e quando il letto del fiume si apre ancora in una salvifica ansa,
    tu viaggiatore acqua 
    ti acquieti e aspetti
    aspetti la piena,
    la corrente nuova d'inizio primavera che prima o poi arriverà e ti porterà in pace alla meta, al mare alla fine
    e all'inizio ancora
    e ancora

    il viaggio è come un fiume
    il viaggio ti dà forma
    Il viaggio è il contenitore e
    tu viaggiatore sei acqua
    sei la sostanza, 
    sei la materia
    così fragile
    e al tempo stesso
    così sublime
    sei la materia che, prima di iniziare il cammino, nemmeno tu sai

    il viaggio è la salvezza del mondo
    il viaggio è la tua salvezza 
    e tu lo sai
    tu lo sai da sempre
    da quando hai visto per la prima volta la luce del sole
    da quando hai assaporato sulla pelle per la prima volta il suo calore
    ed hai lasciato le tue prime tracce sul selciato
    buon cammino a te viaggiatore
    buon cammino 
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/il-viaggio-e-come-un-fiume.html

  • 26 marzo 2015 alle ore 2:26

    Ciao "Tempo"...
    Ti ho visto portare via il bene e il male. Ti ho ascoltato passare in un silenzio assordante, impotente di fronte ai tuoi rintocchi. Sei stato breve nei momenti più belli e troppo lento a passare dentro i vuoti bagnati di lacrime. Ti ho visto fermarti troppo presto laddove ancora di tempo per vivere ce ne era e tanto. Ti ho preso in prestito spesso, facendoti mio per dedicarti a chi amavo  e ti ho tenuto stretto a me per non rischiare più di sprecarti invano. Ti ho amato quando anche in modo breve  ti sei colorato di emozioni  e gioie . Ti dico grazie  "Tempo" anche per le volte che ti sei fermato di fronte a me  per dirmi: "Rialzati e vai... Perché io devo passare"! 

  • 25 marzo 2015 alle ore 21:31
    Sognare non costa nulla

    Vittima dell'idealismo

    che rende ogni mio gesto possibile

    ho l'orgoglio di far parte
    di quella schiera di uomini

    che credono ancora nell'onestà

    Mi sforzo di capire
    le ragioni di certi voltafaccia

    cercando di vedere in questi

    la volontà di combattere le violenze

    Ed elaboro il lutto dei rancori

    scrutando le facce deluse
    sia dei vincitori che dei vinti

    insieme vittime di sporchi interessi
    di menti perverse

    E continuo a far la guerra
    per raggiunger la pace

    e riscuotere il mio compenso
    nel ricordo dei posteri

  • 25 marzo 2015 alle ore 17:34
    La tua massima energia

    Stai veramente esagerando
    con quella luna storta
    ti ritroverai solo
    ad affrontare le tue ombre
    che ti inseguono tenendosi 
    aggrappati a te e continuando
    a far del male finchè avranno
    la tua massima energia

  • 25 marzo 2015 alle ore 15:24
    Fiat voluntas Dei

    Oggi non sono più il migliore amico,
    ma solo un patrigno ed un nemico.
    Così mi vedi, figlio mio, purtroppo,
    ed io piango con in gola il groppo.
    Quand'io morrò e non parlerò più,
    allora, forse, ti ricorderai di me,
    assiso dietro il tavolo sudato,
    su cui la mente mia in gioventù
    coi pensieri e con gli affanni, ahimè,
    ho per tant'anni con lena logorato.
    Or tu non comprendi, ma bontà
    c'è in me e tanto affetto,
    che mi spinge con difficoltà
    a renderti uomo e non abietto.
    Or stanco mi sento ed anche affranto,
    di tutto mi rimane un gran rimpianto.
    In me ho solo te ed un affanno
    di lasciarti in eredità un grave danno.
    Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
    in te freddezza e tanta indifferenza,
    perché non t'offro della vita una certezza,
    la cui assenza produce delinquenza.
    Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
    con cui convivo insieme con tristezza,
    perché non t'offro un posto di lavoro,
    che per l'uomo è vita e pur decoro;
    perché vien meno il soldo giornaliero,
    perché ti educo al benfar sincero,
    perché non sono compare dei compari,
    ovvero spazzola degli abiti talari;
    perché il ricatto aborro ed il compromesso,
    perché non voglio vederti genuflesso,
    perché solo il diritto pratico e t'insegno,
    che distingue l'uomo probo dall'indegno,
    dall'individuo dal fare scellerato,
    che da parassita campa indisturbato.
    Quando nascesti mi sentii più forte,
    ma poi s'affievolì questa figura,
    che non volle nuotar nel mar di fango,
    che appesta, ahimè, l'Italia a morte,
    che produce tra gli uomini frattura,
    mentr'io stanco sul mio scritto piango.
    Ricordo ancora tanti bei momenti,
    i momenti, in cui, piccolo, dormivi
    ed io nella fioca luce ti guardavo,
    vedendoti già uomo d'alti intenti.
    Un padre oggi non è più tal tra i vivi,
    se non s'ammorba nell'appestato favo,
    se non si vende ai politicanti
    ovvero al basso clero gabbasanti.

    Gino Ragusa Di Romano
    Dal mio libro - ACCENTI D'AMORE E DI SDEGNO -
    Pellegrini Editore - Cosenza 2004

  • 25 marzo 2015 alle ore 14:16
    ORIENTE ISIS E GLI ALTRI

    Avanza lento,
    spietato ed incolore,
    il tempo.
    C'è chi ancora
    vuole la guerra,
    la violenza,
    armando mani
    di sangue
    senza scrupoli, né pietà!
    Una tempesta
    di fuoco
    su innocenza
    senza peccato,
    o violentata nel suo essere
    castrando  giochi d'infanzia,
    sostituendo un cavallo di legno,
    o una bambola;
    con bombe umane, kamikaser.
    Vermi umani insozzati,
    impregnati,
    di odioso sesso criminale…
    che il vento d’oriente
    sfigura ogni possibile sorriso,
    devastando già flebile,
    ogni speranza.
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 14:08
    Il Toro nell’Arena

    Stasera vado ad uccidere
    Il toro nell’arena
    dell’Andalusia Gitana.
    Cantano stonate
    le corde del mio cuore
    struggente di curiosità
    e di dolore!
    - perché scrivo questi versi? –
    La mente avida m’incita
    vogliosa di conoscenza…
    l’orgoglio gitano
    di Pax Andalusa, trasfigura
    d’orgoglio vanitosa.
    E’ piccola e nubile
    come gentile bianca colomba,
    libera,
    profuma di mirto.
    Suono nel vento di nacchere vibranti  
    nervosi i tacchi del suo passo, sincronizzati!
     
    Più giù il cuore mio
    ribelle sanguina
    come una chitarra scordata
    alla quale mancano
    Le chiavi;
    per accordarla!