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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 gennaio 2015 alle ore 21:25
    Orizzonti di quiete

    Stramberie diffuse

    a certificare l'accettazione
    di un infame destino

    azzardi di compiacimenti

    dettagli essenziali

    per uomini solitari
    intenti a rileggersi l'anima

    nell'imperiosa vocazione
    alle violenze sofferenze
    illusioni e speranze

    E porgere l'altra guancia
    anche quando le guance son finite

    con i pensieri frantumati
    da volgarità e arroganze 

    nell'umile desiderio di scrutare 
    possibili orizzonti di quiete
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 05 gennaio 2015 alle ore 21:25
    Innaffiare la siepe

    Repertori seduttivi
    a far dei sentimenti
    la migliore arma
    a disposizione
    Sentire la pelle riscaldarsi
    dentro emozioni devastanti
    di dolci carezze contrastate
    E coccolare i corpi
    distesi a godersi la pigrizia
    silloge d'indolenze asessuate
    sfogliata con garbo e amore
    e sperimentata in spazi 
    di utopiche dimensioni
    a far emergere
    ricchezze e fragilità 
    sotto la spinta delle passioni
    fino a farla divenire
    ragioni di vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 05 gennaio 2015 alle ore 20:50
    Giorni che inseguono i giorni

    Procedo con passi incerti
    lungo i sentieri dei sogni

    a intimorire sincronie d'intenti
    conquistate con affanno

    e sgomentare probabilità di successo

    Sospiri mozzafiato

    a incrementare voglie delle quali
    non s'intravvedono gli effetti 

    buone solo a accatastare
    oggetti del desiderio

    e far traballare i miei già deboli pensieri

    nel flusso incessante
    di drammatici travolgenti sentimenti

    Con l'alternarsi veloce delle emozioni 
    a rivoluzionare i riflessi del cuore

    e stagliarsi nelle pareti dell'anima
    al chiarore della luce straordinaria dell'amore
     
    vado avanti nella consuetudine
    delle pene d'ogni giorno

    confessando a me stesso
    tutte le verità nascoste

    con la paura di sprecarle
    col passare dei giorni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 05 gennaio 2015 alle ore 19:52
    Voli audaci | poesia breve

    Tra un volo audace e l'altro,
    ogni tanto mi capita di perdere
    alcune piume delle mie ali.

    Ma questo non mi fa paura,
    lo sto tuttora facendo e lo farò
    ancora fino all'ultima piuma.

     

  • 05 gennaio 2015 alle ore 18:00
    Ombre Nella Luce

     
     
     
    Le stagioni del cuore
    Affidate ai pianeti
     
    E il genere umano
    Ai colori dei sogni
     
    Il meglio del trascorso
    È nei palpiti della notte
     
    Con sprazzi di salute
    E schegge di amore
     
    È arrivato il tempo
    Del mai più tristezza.
     
    Sulle foglie morte
    Le ombre danzanti
     
    Ma albe novelle
    Sulla riva dell’isola.
     

     

  • 05 gennaio 2015 alle ore 12:08
    Lei

    Lei
     
     
     
    Giochi di luci a l’orizzonte
    Esplosioni di stelle nella notte
    E nel buio cavalca una cometa
    Un viso di luna vestita di stelle:
     
    Si fa luce
    Si fa voce
    Si fa lei.
     
    Il vento suona e canta
     
    Al calare dell’oscurità
    Nella calma che regna
     
    Mi succede di penetrare
    Quel misterioso silenzio
     
    E nel tempo immobile
    Che domina sovrano
     
    Quei ricordi da ignorare
    Sparpagliati tra le stelle
     
    Quelle storie di vento
    Che non volano via
     
    Oh notte che domini su tutti
    Tracciami il sentiero di luce.
     
     

     

  • 05 gennaio 2015 alle ore 12:02
    Politicanti

    Trambusto licenzioso
    sconquasso esagerato
    vocio ventoso
    turpiloquio insensato
    condimenti di spudoratezza sfrontata
    generano mostriciattoli
    abili obbrobri di mala umanità
    che han cresta d’ignoranza
    coperta da peli d’arroganza
    e di saccente falsità
    fan miracoli per sé
    e lasciano l’etnia nella scarsità.

  • 05 gennaio 2015 alle ore 11:17
    Li Valori

    Si quell'arbero, co' le fronne ar vento
    t'ariccontasse... de la vita annàta
    der  soriso, dell'aria spenzierata
    che m'arubbò coll'ombra der momento...
     
    Ma er tempo s'annisconne (er paravento)
    tra li ricordi de 'na scampagnata
    la voja de dipigne 'na giornata
    e la pupa da svezzà , l'allattamento
     
    te bruci tutto quanto ma ce credi
    a li valori che t'hanno 'nsegnato
    vai avanti, arzanno su la testa
     
    sercianno strade che nun sempre vedi...
    e co li piedi ignudi sur bagnato
    co' l'anima prezziosa e sempre onesta!

  • 05 gennaio 2015 alle ore 9:43
    se la nostra vera casa

    se l'incontro è la nostra meta, la nostra vera casa
    per arrivarci
    non si può camminare su ponti bruciati
    bisogna costruirne dei nuovi

    che poi difficile non è costruirne dei nuovi
    difficile è riconoscere che i vecchi ponti non ci sono più e che molta acqua è passata sotto
    senza attendere il nostro saluto il nostro perdono il nostro grido di aiuto

    se l'incontro è la nostra meta, la nostra vera casa
    per arrivarci è necessario mettersi in cammino
    è necessario costruire l'incontro tutto intorno a noi
     e così sia 
    presso questi dimenticati ponti di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/se-la-nostra-vera-casa.html

  • 05 gennaio 2015 alle ore 8:29
    La Befana Sfrattata 2015

    'Na vecchina mo gira all'impazzata
    cià li dorcetti pe' li regazzini
    segue la via de li sampietrini
    scènne da la scopa tutta 'ncacchiata
     
    la strada tutt'antratto è sgarupata
    li serci so' ammucchiati, poverini
    Trastevere scoperchia li tombini
    la vecchia, co' la veste rattoppata
     
    cià prescia d'arivà e fa' la bbona
    cià 'na missione cià, e cosa strana
    soride: sta' a penzà a Piazza Navona...
     
    Er cinque de gennaro so' emozioni...
    ma lì c'è er luna parche e gran burriana
    e Roma nun cià più le tradizzioni.

  • 04 gennaio 2015 alle ore 23:26
    Squarci di fiamme

    Tra le ombre lunghe dell'inverno,
    bagliori di guerre combattute
    tra inganno e diplomazia,
    mentre nuove parole
    gettano luce nelle tenebre.
    Il vulcano che è in noi
    sarà un pericolo costante
    per qualsiasi rigoglioso giardino,
    mentre nuove nascite
    generano speranza negli uomini.
    Tra squarci di fiamme,
    arriva la buia notte
    tra un letto e una soffice nube,
    mentre un nuovo fiume incandescente
    tocca il profondo dell'anima.

  • 04 gennaio 2015 alle ore 21:40
    Finestre del passato ancora aperte

    Gocce di stimmate
    continuano a battere sui vetri
    di ante ancora aperte
    e a bagnare i veli stesi sulla nostagia
    Mi affaccio a quelle finestre
    dove antichi e agghiaccianti ricordi
    ritornano ad accertare
    reciproche accuse tra il cuore e l'anima
    e contrastare slanci deformatori
    di sentimenti pronti sempre all'attacco
    con baratti d'emozioni
    legittimati a cercare fiducia e futuro
    Sguardi incerti di visioni sognate
    ignare di insidie e ostacoli
    nelle quali rivivere la mia storia
    Verità dove il tempo
    sembra essersi fermato
    a emanare l'odore acre
    della morte interiore 
    a ricordarmi le mie tragedie
    E trovare propositi d'amore
    a tintinnare il cuore
    nella volontà di sceglier
    la pace contro la guerra
    e per dono trovare il perdono
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 04 gennaio 2015 alle ore 10:15
    L'Uomo Nasce Bambino

     
     
     
    Il giorno nasce
    E spunta il sole
     
    La sera giunge
    E avanza la luna
     
    Le stelle luccicano
    E abitano nel cielo
     
    Ogni stella è lucente
    È una persona pura
     
    Il tempo cammina, e
    Le stelle svaniscono.
     

     

  • 04 gennaio 2015 alle ore 9:21
    In silenzio verrei

    In silenzio,
    tu distesa nel sonno, 
    verrei senza indugio da te
    Accarezzerei il tuo viso 
    e ti sussurrerei
    quanto tu mi sei cara.
    Sfiorerei leggermente
    le tue labbra tinte di rosa
    con le mie solcate
    da desiderio d' amore
    Sorriderei al tuo sguardo
    sorpreso di gioia
    e abbracciandoti
    avvolgerei la tua anima
    in una trama di sogni
    intrecciati con sete pregiate
     

  • 04 gennaio 2015 alle ore 8:19
    grazie a te

    ciao 
    dico grazie a te e penso al domani
    ciao dico grazie a te e vado avanti
    ciao dico grazie a te
    io e te che percorriamo una rotonda di periferia sempre la stessa
    e poi prendiamo la prima o la seconda uscita che sia
    e lentamente ci muoviamo dal parcheggio della vita sulla via
    ci salutiamo e continuiamo il nostro cammino
    vicino vicino e poi lontano

    lontano lontano ma poi
    poi torniamo
    perchè noi siamo amici
    e allora dico 
    grazie a te 
    dico grazie a te
     e penso al domani
     dico grazie a te
     e vado avanti
     grazie a te
    e grazie a noi 
    noi che sappiamo che sono stati anni difficili presso questi svincoli di periferia
    eppure viviamo e ci doniamo al mondo così come siamo e continuiamo il nostro cammino
    e ci regaliamo un sorriso e poi diciamo grazie 
    grazie ancora oltre e nonostante tutto 

    noi che prima o poi ci incontreremo ancora presso questo parcheggio di periferia
    oppure in mezzo alla folla di un centro commerciale moderna cattedrale
    tra preghiere di saldi e sconti di fine stagione a non finire
    e noi guarderemo le vetrine 
    e parleremo di un sogno tropicale
     e di piedi nudi sulla sabbia
    e di un sogno di pace impastato di luce di sole di pioggia e di acqua di mare
    e poi sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia 
    io per il momento null'altro so fare
    se non dire
    grazie a te
    e così sia

     ciao 
    dico grazie a te
     e penso al domani
    ciao dico grazie a te 
    e vado avanti
    ciao dico grazie a te e a noi due
    noi che percorriamo questa rotonda sempre la stessa
    noi che voleremo via un giorno ma poi ritorneremo, rinasceremo ancora e per sempre nella nostra amicizia
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/01/grazie-te.html

  • 03 gennaio 2015 alle ore 23:05
    Istinti incandescenti

    Emozioni a compensare
    fallimenti dei sentimenti
    Pensieri morbosi
    nei quali sprofondare
    assieme a ricordi
    dal sapore dolceamaro
    Dolci carezze
    a contrastare con le passioni
    Tradimenti formativi a svanire
    tra i caldi fremiti della libidine
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 03 gennaio 2015 alle ore 20:05
    Rancide moralità

    Messaggi d'illusorie affettuosità

    sacche invisibili colme degli avanzi
    di emozioni sperperate in fretta

    a manifestare il falso piacere
    d'accettarsi nelle differenze

    invidie che il tempo implacabilmente

    fa salire alla mente
    a interferire con i sentimenti

    discordanze che valgono un mondo

    nell'immaginario di uomini e donne
    che esprimono desideri di diversità

    con gli effluvi del cuore
    azzannato dai lupi della discordia

    Catacombali adulazioni dell'inconscio

    a preannunciare tempeste d'inquietudini
    di sentimenti sconfinati in impulsive reazioni

    a esaltarne i vizi e ridicolizzarne le virtù
    .
    cesaremoceo
    .
    diritti riservati

  • 03 gennaio 2015 alle ore 19:39
    Sera Della Luna

     
     
    La sera
    Vestita di scuro
    Prodiga e luccicante
    È un miracolo Divino
     
    Puntuale
    Danza e avanza
    Colei che tutto dona
    E nulla chiede
     
    Oh sera
    Ti aspettavo
    Per scaldare
    I nostri cuori
     
    Mai ti sognavo si venere
    E mi domando e chiedo
    Perché di tanto in tanto
    Ti celi nelle vesti del buio.
     
    Cara amica luna
    Sai cosa ti chiedo
    Facciamo un patto
    Regaliamo solo sorrisi
     
    Bella mia
    Devi sapere che lassù
    Ho parlato con Lui
    E sai cosa mi ha detto:
     
    Da quando
    Ho creato l’universo
    Quelle mie creature
    Non sono mai appagate.
     
    Non vogliono migliorare il modo.
     

     

  • 03 gennaio 2015 alle ore 17:19
    Lascia il tuo ricordo ai miei versi

    Lascia il tuo ricordo ai miei versi 
    e ne farò pura luce sbocciante.
    Lascialo pure solo 
    (non avrà paura) 
    tra i muschi del bosco
    profumati di terra autunnale 
    o dietro i muri dei sobborghi grigi di fumo
    o sui rami dell’olmo
    che non temono la pioggia
    e si credono alberi.

    Lascia il tuo ricordo tra le foglie
    quando fuggono a sciami a novembre
    e si fingono aironi dalle ali possenti
    nel pallido albore dell’alba
    o nel fuoco acceso dei tramonti.

    Lascia pure il tuo ricordo sicuro
    nel recinto quieto del mio orto
    dove il passato non soffre il tempo
    e si corica pacato nel circolo perfetto dell’eterno.

  • 03 gennaio 2015 alle ore 13:02
    ACCUNSULATO'...

    In tanti mi perdoneranno,
    ma m'aggio fatto n'arrabbiata,
    ma n'arrabiata...
    che chiu che arrabiata...
    pareva na chjùrma e creditori
    che da sei mesi no e pavav',
    mma cche dicco, creditori?
    Peggio... suocere incacchiate
    di femmene tradite...
    nu Vesuvio... n'eccatombe!
    Nun avivo e penn'
    c'eran solo i rigatonn',
    ma cche' ce ne fotte!
    L'aggio messo l'uóglio e trapitto
    l'aglio picirill' al punto giusto,
    nu pocc' e pinnerollo
    per darle il suo colore,
    n'atto e creasielli,
    nu squagliett' e due pipilli,
    per farlo bello forte.
    Aggio scuolatt' a pasta al punto
    che mi piace.. bene al dente...
    E nel mentre...
    ho mess' a fuorn' due sardelle
    ripiene d'aglio, tozza grattat'
    e petrusinu fin' fin',
    n'amminuculu e sale,
    diéce minuti e fuoco',
    e cca maronn' ci'accompagn'.
    Nu litro e vino bbuono,
    due coppe, 'nna per me
    n'atta per gli assenti,
    nu tozz e pane 'e casa,
    a me piace la scarpett'.
    Na' cannèla bella accesa
    per farmi compagnia.
    Ho mangiatt'
    co' cocchiàro
    tanto cchi mi vede?
    Ma, e' lo dicco per davvero
    m'aggio accunsulato'.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 22:39
    Brucia l'anima

    Vorrei cancellare le tue parole,
    infide intrise di veleno
    hanno bruciato la mia pelle,
    corroso fino arrivare nella profondità
    di un muro invalicabile 
    eretto da anni di violenza.
    Tu,
    mi hai bruciato negli inferi
    continuando ad affondare ogni fendente
    di parole infuocate.
    Tu, che esisti
    ma che non esisti nel mio cuore,
    hai cementato la mia tomba
    il freddo mi attanaglia 
    nei giardini silenti,
    un fiore cristallizzato 
    in una tomba vuota.

    Benatti Graziella © 
    @ 24 Dicembre 2014
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 22:29
    Clochard (anime silenti)

    Segrego ogni attimo 
    ogni supplica
    che ornava le tue mani.

    Ignaro cieco s’incammina
    sui viali del tramonto.

    Seduto sulla panchina 
    l’anima ascolta
    il vento fruscia tra foglie ingiallite,
    nell’aggrappare la speranza
    nell’ultimo appiglio
    prima di prendere il volo.

    Nubi contornano l’orizzonte
    il buio silenzioso avanza
    di neve s’abbandona
    posandosi ora
    sulla sua panchina vuota.

    Benatti Graziella © 
    @ 01 Gennaio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 18:28
    Fino alla fine

    Fino alla fine
    Tra le nostre rovine
    Sarà il male a parlare
    Sarai tu, uomo,
    A decidere la nostra sorte.

    Fino alla fine
    Tra le nostre rovine
    Qualsiasi cosa accada
    Sarà il male a decidere
    Sarai tu, uomo, 
    A parlare per esso.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 16:54
    Sarò solo una poesia

    Sarò solo una poesia
    nell'azzurro
    dove solo il vento mi vedrà
    e da là ti parlerò
    ti dirò quanto ho ascoltato
    la mia verità, perchè possa
    tu comprendere
    che bisogna accettare
    anche se male farà
    ma non come la menzogna
    che lentamente sfinisce
    e per sempre morirà

  • 02 gennaio 2015 alle ore 14:54
    Il trapezio

    Silenzio...
    ti sorreggi alla barra
    colle gambe piegate
    gli occhi puntati sui miei
    oscilli, non hai paura
    Manca la rete
    vibrano le corde
    a ritmo crescente
    Sorrido, affinità d' intesa
    è il rischio
    lascio la presa
    mi lancio nel vuoto
    Tendo le mani
    fisso le tue
    allunghi le braccia
    io inarco la schiena
    tu apri le dita ad artiglio
    devi afferrarmi
    Silenzio assordante
    tra poco saremo abbracciati
    ansimanti e in trionfo
    Ma, se manchi la presa,
    oscillerai, oscillerai...
    senza di me!