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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 marzo 2015 alle ore 13:45
    Gli specchi di Cordoba

    Filari di cipressi,
    di melograni, uva,
    di aranci dolci-amari sotto il miraggio solare,
    della Sierra Morena,
    dio di un cielo azzurro
    come il manto della Vergine Maria!
     
    Lenta e dolce melodia di specchi
    del fiume Guadalquivir,
    che riflette la Mezquita
    rimandandoti quadri di colori
    irraggianti e caldi dell Andalusia
    verso Granada!
     
    Cullano le acque del fiume
    amorosamente lente,
    e lunghe
    dissetando la pianura
    come una madre che allatta il suo bimbo
    tenuto nell’acque del suo ventre
    fertile e rigoglioso
    di un amore infinito.
    Magia di specchi Cordoba
    vanitosa e solare
    come Narciso!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:41
    Analisi ininterrotte

    Come stocchi di spade
    s’odono nel vento
    invisibili, in una nebbia latente
    che sconfina
    un passato remoto e presente
    togliendoti i sogni,
    un divenire senza tempo
    di realtà amara
    trucida, corrotta e violenta.
    Lunghe analisi nel dormiveglia
    di un sole malato oh,
    di vestali umane,
    grigie, sradicate e violentate…
     
    Con amore
    mi offro al mondo,
    urlando il mio sgomento
    in un susseguirsi
    di messaggi poetici,
     con pennellate di colore,
    che restano evasi,
    che nessuno ascolta.
     
    Ritorna il natale,
    come ritorna il dolore in tutto il mio essere
    come un morso di una vipera
    che innesta il suo veleno:
    solo un attimo di speranza,
    una preghiera, sempre la stessa, poi,
    sempre più nera
    avanza la nebbia con le vesti da regina!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 13:35
    UN AREM D’INDIFFERENZA

     Impallidisco tremando
    quando la fiamma dell’impotenza
    in me divampa,
    come scudisciate sulla viva carne
    avvilita e tesa,
    nella dilagante corruzione
    sociale e politica, della mia epoca!
    Lacrime di spilli
    incidono nella carne viva
    sferzando nelle ferite
    il malvagio veleno,
    nell’ indifferenza melensa!
    Nazioni denudate,
    innocenza violentata,
    dallo schifo della pedofilia!
     
    Son mani tremende, cervelli di rovo
    dentro guerre intestine
    di un sistema devastante!
     
    Tra pianure infinite rigogliose
    il dio nero domina senz’ anima e,
    l’emiro nel sole di fuoco
    ha olezzo di sangue, di morte oh!
    Con la faccia celeste,
    un mostruoso-uomo…
    vestito da prete!
     

  • 25 marzo 2015 alle ore 12:49
    Carezza

    E scende la notte
    su palpebre schiuse
    dal giorno confuse
    E scende la notte
    su lampi di vita scordati
    Lascia la coda a lembo amoroso 
    di fulgido pianto
    Scende la notte
    e giorno e sogni carezza. 
    Da "Salti nella vita" by annamaria vezio 2015

  • 25 marzo 2015 alle ore 9:42
    Amare

     
    Profumi di fiori nel prato
    Lambiti di brezza marina
     
    Nel cuore cercati orizzonti
    Con i faro guida tranquilla 

    Nel buio che protegge le fife 
    E l’insaziabilità delle voglie
     
    Nel quotidiano vivere la luce
    Gesti semplici… L’Amare.

    Scaccia meditazioni distratte
    Con nuovi propositi futuri.

  • 25 marzo 2015 alle ore 3:36
    Qui

    Questa è la mia condizione
    Vivo qui io.In questa miniera di carbone.
    Scavo.Con le mani e senza bere
    Come se,se l'istante dopo fossi certo di aprire un varco verso l'eternità.
    E scavo veloce,sempre più veloce.Da quando sono finito qui non ho smesso un secondo di scavare
    Non mi sono mai fermato nemmeno per guardarmi le mani.
    Io mi nutro di questo.
    Sopravvivo per scavare.Non posso farne a meno.
    Io vivo qui.In questo buco nero.
    Queste sono le mie regole.
    Scavare
    Scavare
    Scavare
    Il mio scopo?
    Morire consapevole

  • 25 marzo 2015 alle ore 0:57
    poco più di niente

    poco più di niente in vera pelle siamo
    siamo increspature di ombra e di luce
    sulla linea dello spazio e del tempo

     siamo poco più di niente
    un granello di polvere nel vento
    trascorriamo qualche attimo infinito
     a rimirar le stelle e lo spazio immenso
    immenso

    immenso lo spazio e le stelle sotto questo cielo grigio e spento di periferia
    dove vaghiamo e passiamo giorni e notti immersi nella foschia
    la foschia che ci protegge dalla tempesta di passioni 
    la foschia che ci avvolge e difende dal dolore e dal male
    dalla pena, dalla fame e dalla sete
    la sete di sogni 
    e dagli schiaffi
    gli schiaffi della vita
    la vita

    poco più di niente
    la vita
    assaporarla in carne viva , in vera pelle
    e se questo rigo digitato potesse uscire da questo schermo
     e cantare
     la nostra pelle risuonerebbe come un rullo di tamburi nella savana
    un canto nuovo
    eppure sempre uguale sempre lo stesso
    adesso 
    come allora
    una preghiera
    un soffio di vita
    come migliaia di anni fa
    e ancora

    la vita
    oltre e nonostante tutto
    oltre la tempesta
    poco più di niente
    e così sia

    Marco Bo
    Marco Bohttp://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/poco-piu-di-niente.html

  • 24 marzo 2015 alle ore 21:16
    Colpevoli silenzi

    Io che poeta non sono

    ma nella magnificenza 
    della poesia vivo

    subisco l'insegnamento della vita

    d'attribuire all'immoralità
    il più alto valore del vivere 

    con la pena di conservarmi

    nella desolazione delle ritorsioni
    di chi riconosce solo nel proprio potere
    la più giusta etica 

    insaporita di paroline dolci
    e atteggiamenti mielosi

    E nel banchettare della mente

    ascolto
     
    colpevolmente silente 

    la voce dell'anima che piange
    i lamenti di conflitti interiori 

    nella ricerca continua dei motivi
    per chiedere perdono ai sogni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 24 marzo 2015 alle ore 20:56
    Doni

    Quando fummo creati
    Ci fu dato sperare.

  • 24 marzo 2015 alle ore 18:20
    Fatalità

     
     
    La giornata di oggi
    Ha tanti ieri sul dorso!
     
    Una voce fortissima
    Mormora nell’aria
     
    Ostinata e sovrana
    Monitrice e precisa
     
    Solitaria mi dice:
     
    Mi duole il morire
    Meno il mio vivere.
     
    Al riparo nell’ombra
    Del vero e del falso
     
    Negli altri e con lei
    Superbia e orgoglio
     
    Segnano e disegnano
    Tragitto e traguardi
     
    Ovvero la rotta felice
    L’approdo a un sogno
     
    Ma sogno e realtà
    Sono a servizio
    Di Chi Governa la vita
     
    Pensando e tacendo
    Alla sua restituzione
    Dopo l’ultimo respiro.

  • 24 marzo 2015 alle ore 18:18
    Soliloquio

     
     
    Nella casa dell'anima
    La fanciulla di luna
    Con le ali del vento
    Ascolta la voce fioca
    Del primo mattino.
    La zingara misteriosa
    Dai gesti antichi
    Ed un filo di memoria
    Respira l'aria leggera
    Della sua adolescenza.
    Il suo sguardo intenso
    Proiettato verso l'ignoto
    Alla spasmodica ricerca
    Di un universo da sogni.
    Ma a sud del suo mondo
    Non gli sorride nessuno
    Ed il fruscio del canneto
    Si è fatto ululato da lupo
    E la luna non canta più
    La sua dolce nenia.
    Ora per lei è solo
    Un noioso soliloquio. 

  • 24 marzo 2015 alle ore 10:56
    Il Fato

     
     
     
    Danza il mare
    Sotto l'azzurro
    E le luci delle stelle
    Mentre mamma luna
    Domina i suoi movimenti
    E non solo con quelli…
     
    In questo teatro cosmico
    L'aurora cerca la notte
    E… la notte cerca l'alba
    Senza un istante di respiro
     
    In questo mare
    Di cielo
    Di terra
    E di storie
     
    Vi sono luci ed ombre
    Cuori abbandonati
    Cuori che cercano
    Diamanti e smeraldi
    Nella luce di una stella.
     

     

  • 23 marzo 2015 alle ore 21:21
    Le virtù del dilettantismo

    Desiderare di farsi conoscere

    senza avere un'idea
    sul proprio destino

    e vivere smanioso

    ad aggirare le minacce
    al cuore innamorato della vita

    rime leggiadre a echeggiare
    nell'adolescenza giovanile sprecata

    E mitigare i dolori dell'amare
    con pregustazioni erotiche

    segnali propri dell'amore

    effetti terapeutici significativi

    rimedi adatti a disintossicare
    dalla prigionia di tutti i giorni 

    e rompere l'assedio di astratti pensieri
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 23 marzo 2015 alle ore 18:19
    riflessi circensi

    Una mattina di Marzo mi recai in posta dopo aver preso prima un caffè al bar
    e poi capovolsi specchiandomi le immagini degli accadimenti. Mi ritrovai a testa
    in giù in un doppio ufficio postale dopo aver sorseggiato un caffè doppio in un
    doppio bar ed elevando all’ennesima potenza questo gioco di riflessi circensi
    tanti me facevano la fila in posta, tanti me gustavano la tazzina di caffè. Ero
    divertito dallo specchio dell’ego che si trastullava su anonimi sconosciuti quasi
    volesse impossessarsi di tutte le loro vite. Bastava solo la mia, la somma non
    avrebbe mai raggiunto il capolinea del tempo, i binari erano stati sostituiti dalle
    veloci rotaie e Italo era solo uno dei tanti nomi comuni, uno dei tanti avventori
    di un qualsiasi ufficio postale o di un qualsiasi bar.

  • 23 marzo 2015 alle ore 17:59
    Restano tre cose

    Di tutto restano tre cose:
    la certezza
    che stiamo sempre iniziando,
    la certezza
    che abbiamo bisogno di continuare,
    la certezza
    che saremo interrotti prima di finire.
    Pertanto, dobbiamo fare:
    dell’interruzione,
    un nuovo cammino,
    della caduta,
    un passo di danza,
    della paura,
    una scala,
    del sogno,
    un ponte,
    del bisogno,
    un incontro.

  • 23 marzo 2015 alle ore 7:48
    Il canto dell'acqua

    Scese la sera
    vestita di canto
    ed acqua sulle spalle

    (le tue)

    Ad occhi chiusi
    (i miei)
    sentii la tua voce
    oltre la porta
    piovermi lenta
    sulle labbra
    a fiocchi di piacere.

    Seguii il tuo canto
    e quando li riaprii
    mi eri distesa accanto
    vestita solo d'amore
    e di sorrisi.

  • 22 marzo 2015 alle ore 22:08
    Oro blu

    Fluisci, zampilli,
    trovi apparente quiete,
    ma in qualunque tua forma,
    resti sempre vita.

    Dea trasparente,
    non però in ogni luogo
    della cara sostanza
    fai largo dono.

    Scialo non si faccia
    del nettare prezioso
    che sgorga abbondante
    per un uomo mentre ad un altro,
    ritroso, si nega.

    Se, sordi all’appello,
    sulla via di Damasco non siamo,
    il pianeta abbraccia la sete,
    per soccombere poi, piano piano.

    Allora, dea della vita,
    la tua trasparenza smette la sua diafana veste
    e preferisce a questa un manto nero.

  • 22 marzo 2015 alle ore 21:07
    Non voglio niente di diverso di ciò che ho

    Voli di sarcasmo
    a rabbonire battaglie solitarie

    dichiarate in tempi
    incredibilmente lontani

    e ripercorsi oggi

    nell'ansia dei momenti d'incertezza

    e nelle arrampicate trionfanti di occasioni
    che si appropriano della volontà 

    Movimenti d'opinione della mente
    a muoversi nei miasmi dell'ardimento

    vigori emotivi sempre pronti
    a divenire eredi di martìri

    E commuovermi della tristezza
    che violenta il cuore

    nella vita tranquilla
    che avevano sognato
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 22 marzo 2015 alle ore 13:17
    Haiku

    Stelo tremante
    è fiore tra le spine
    Anima inquieta

  • 22 marzo 2015 alle ore 12:38

    In passato ho camminato tanto vicino a persone sbagliate; e quando me ne sono resa conto la maggior parte delle volte era troppo tardi. Troppo tardi per non soffrire, per non sentire la delusione e l'amarezza di non aver capito chi avessi di fronte. Troppo tardi per non domandarsi "Perché"!? Se ti meritavi o no quello che ti era stato fatto. E' li, in quel preciso momento, dopo l'ennesima delusione che scelsi di camminare da sola. Anche il cammino in solitudine portava dolore... Non era facile quando sei abituato ad avere una mano che ti sorregge. Purtroppo quando la maggior parte delle mani che ti hanno sorretta successivamente ti hanno anche pugnalata, capisci che meglio soli che con "Traditori" vicino. Proprio sostenendo questo cammino in solitudine, sono arrivata a camminare serena e fiera anche da sola. A quel punto ero pronta! Pronta per scegliere chi tenermi vicino e chi allontanare... Io non avevo più bisogno di nessuno, bastavo a me stessa. Ho smesso di odiare, di provare rancore e rabbia e ho cominciato ad amare, a difendere e a dare priorità al mio sorriso. Ho capito che il tempo perso ad odiare è tempo sprecato. Ho preferito dare valore al tempo e dimenticare gli incontri sbagliati, le persone meschine e finti amici , le finte presenze e i finti ti voglio bene. Ho scelto di amarmi e di conseguenza ho anche scelto chi fosse meritevole di amare me, di godere del mio tempo e della mia compagnia. 

  • 21 marzo 2015 alle ore 23:29
    nell'osteria dei miei sogni di periferia

    che cosa dovrei aspettare ?

    perché dovrei rimanere ?

     continuerò a vagabondare come un commesso viaggiatore

    presso tutte le periferie e i confini di questo mondo

    e nel mio tempo libero in attesa, in coda in aeroporti e stazioni

     tra un veicolo e l'altro

     scriverò

     per trasportare la mente lontano nello spazio e nel tempo

    d'altra parte non ho più molto da dire, da risolvere o da vendere

    cercherò di salvare la mia anima, salvare me stesso

    o almeno sorseggiare un buon bicchiere di vino rosso

     seduto in bilico su 
    uno sgabello comodo

    nell'osteria dei miei sogni di periferia 
    e così sia

     Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/che-cosa-dovrei-aspettare-perche-dovrei.html

  • 21 marzo 2015 alle ore 21:38
    La mia fragilità

    Scrivere della vita

    donando al mondo
    i miei sogni

    e la voglia di far conoscere
    le meraviglie del cuore

    E navigo sempre
    in acque sconosciute

    non sapendo mai
    se approdare su spiagge di libertà

    o su scogliere di leggerezza
    dell'anima inquieta

    tra onde di speranze accantonate

    che si scontrano
    sugli opposti fronti delle disparità

    e momenti di false felicità
    su stabilità interiori presunte

    E godere delle emozioni
    senza illusioni

    a esaltare la mia fragilità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 21 marzo 2015 alle ore 18:32
    L'urlo

    Veniva dalla montagna
    l'urlo interminabile
    della dolente frana
    con le piante trascinate
    nell'abisso dall'onda
    insieme a case e strade.

    Si rifletteva nelle grida
    di pianto straziate disumane
    rimbalzava nella paralisi d'aria
    l'apocalissi del povero paese
    nelle crude immagini di cronaca
    fino al sipario buio della notte.

  • 21 marzo 2015 alle ore 16:58

    Accanirsi contro qualcosa o qualcuno non porta a niente. L'accanimento è solo un autolesionismo ... Vivere nella serenità, cercando di respirare sorrisi, allegria e compagnie piacevoli è la miglior strada che si possa intraprendere. Sarà questo il motivo per cui da un po di tempo non ho più tempo, orecchi e sguardi verso chi si accanisce senza una reale ragione su di me, sulla mia vita e su ciò che mi circonda. Scelgo di guardare oltre, far finta di non vedere, ma senza soffrire... Se vuoi dare una risposta valida all'ignoranza e alla cattiveria non esistono risposte migliore del silenzio e dell'indifferenza. E non esiste arma più grande contro esse che non sia la tua FELICITA'!

  • 21 marzo 2015 alle ore 13:02
    Che fare?

    Scrivere poesie
    il foglio davanti
    come al pittore la tela
    le parole prese a colori
    vestite di musica
    e in cornici di fiori
    serene
    com'è impossibile a vita.