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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Io non credo
    non ti credo
    io non ti credo
    Occidente.
    Non credo ai tuoi 
    timori
    non credo alle tue
    lacrime
    alle tue paure,
    non ho paura io
    non ho più paura
    non ho più paura 
    della morte io
    dov'eri tu
    quando mano assassina
    uccideva Malcolm X?
    dov'eri tu
    quando Jan Palach
    e gli studenti di San Venceslao
    si davano fuoco davanti al mondo?
    dov'eri tu
    quando a Tienanmen
    morì la libertà?
    io non credo
    alle tue lacrime...
    dov'eri tu
    quando bombardavano Saigon?
    dove sei tu
    quando muore un indios
    in Amazzonia?
    quando un mapuche
    muore, solo al freddo
    ubriaco di miseria?
    quando muore un homeless
    in una strada buia
    su una panchina, vicino un binario morto
    dentro una tomba sfitta
    in un camposanto?
    Hai mai pianto per il popolo armeno?
    O per una donna tutsi
    stuprata eppoi fatta a pezzi?
    dove sei tu
    quando muore un bambino soldato
    in Congo?
    o una bambina viene mutilata
    da qualche parte ancora
    prima di diventare donna?
    Je t'accuse...
    Rispondi Occidente!
    sei complice di tutto questo!
    Dov'eri tu
    quando assassinavano
    John in una fredda sera 
    di dicembre a New York?
    Dov'eri tu
    quando Sarajevo
    era straziata e dilaniata
    dalle bombe?
    sei mai stato nei campi
    del silenzio in Cambogia?
    hai mai ascoltato le urla 
    le grida delle donne di Plaza de Mayo,
    quando chiedevano giustizia
    per i loro mariti e i loro figli?
    Hai mai visto piangere
    una donna palestinese?
    E'un pianto straziante il suo
    cerca il suo uomo
    che non rivedrà mai più!
    Io non credo
    non ti credo ora
    io non ti credo
    Occidente
    non credo alle tue lacrime
    e alle tue paure
    dove sei tu
    quando migliaia di profughi
    fuggono guerra, carestie
    e morte rapiti a tradimento
    dalle loro terre
    estirpati d'ogni cosa?
    quando bombardano nazioni
    e campi innocenti
    con le tue bombe
    costruite nelle tue fabbriche
    trasportate sulle tue navi
    che partono dalle tue basi...
    quando aerei bombardano
    alla cieca lasciando
    bambini nel terrore, e donne
    senza uomini
    vecchi senza casa, in compagnia
    solo del pianto?
    Je t'accuse...
    hai mai guardato in mezzo
    agli occhi di un migrante
    che fugge dal suo paese?
    hai mai guardato in faccia
    un uomo che ha visto
    un suo fratello scomparire
    negli abissi del mare?
    dove sei tu allora...
    dov'eri quando?
    Io non credo alle tue
    lacrime alle tue paure
    Ebola uccide ancora
    eppure non lo sai
    o fai finta di non sapere...
    Hai paura, dimmi?
    la sete la fame l'abbandono
    uccidono più di prima
    eppure non lo sai
    o fai finta di non sapere...
    hai paura, dimmi?
    non ti credo, non ti credo
    più: non posso farlo!
    hai mai acceso una candela
    per chi muore per i diritti
    altrui?
    Non ti credo, non ti credo
    se hai paura
    non ti credo più!
    Hai paura?
    io non ti credo; 
    io non ho paura,
    io non ho più paura
    io non ho più paura della morte
    sono soltanto 
    un uomo io
    appartengo alle stelle...
    Mosca non crede alle lacrime!

    Taranto, 9 marzo 2020.

  • 09 marzo alle ore 15:29
    Ho imparato...

    Ho imparato a conoscerti
    Ho capito che quando non parli
    è perché è una cosa importante
    Quando parli invece
    è perché
    non sapendo come passare il tempo
    è un parlare a vuoto

  • 09 marzo alle ore 13:29
    Il poeta

    Chi è il poeta?
    E’ quella persona
    che attraverso un’immagine
    riesce a trasmettere un messaggio
    al suo proprio lettore
    è quella persona
    che racchiude in un verso
    più  concetti e significati
    di una stessa parola
    è quella persona
    che con la fine
    della poesia
    sintetizza il significato
    principale del suo
    proprio scritto.
     

  • 09 marzo alle ore 7:23
    Continua ad accadere

    Ma quanti cieli esistono
    quanti colori
    passare e non fermarsi
    poesie fortificate tra le dita.
    A quanti cieli le distanze
    non paiono che gocce e l’aria
    continua ad accadere
    vivida e muta ꟷ a bordi di finestre
    respira sul mio viso
    da una mimosa
    e l’ombra acerba e tenera
    data all’amore, una perfetta anca
    incide il vuoto. Il vuoto non esiste.

  • 09 marzo alle ore 1:16
    Femmina

    La Terra
    - femmina del Creato-
    canta urla geme prega
    mentre impavida
    eneramente al Tutto
    sorride.

  • La fortezza

    Sentinella di una fortezza nera
    nel crepuscolo dei giorni,
    un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
    I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
    Strariparono i venti quando un angelo invisibile
    tese le mani verso la pietra malata.
    Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
    cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
    e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
    Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
    aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
    Vinto l’oblio del villaggio,
    l’incantata rosa di angustie frantumava
    e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.

    La fortaleza

    Sentinela de una fortaleza negra
    en el crepúsculo de los días,
    un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
    Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
    Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
    tendió las manos hacia la piedra enferma.
    El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
    buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana
    y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
    Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
    espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
    Vencido el olvido de la aldea,
    el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
    y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

     

  • 08 marzo alle ore 9:22
    Ho baciato un'amica

    Parabole sui tetti, cena, pochi
    quelli che in giro si attardano
    feriti a vuoto
    coi baveri alla bocca,
    i rododendri volti
    verso divinità improbabili
    con i bottoni pronti ai fiori
    il marzo che vorremmo
    primavera live.
    Ho baciato un’amica
    e non so se mi riconosce
    la pelle, 
    ora che le distanze gocciano
    riverberi di nostalgia
    dentro uno sciame estraneo
    ci ritagliamo selve di profumi
    da tenere negli argini
    con il terrore di apnee
    e sospiri a mezz’aria.
    Con avvicinamenti
    retti solo dagli occhi
    e il desiderio di gravitare alti
    guardare come un film la folla
    all’ora del vento disperdersi
    in qualche fessura, col poco possibile
    e utopie, soprattutto magnifiche.
     
     

  • 07 marzo alle ore 10:44
    Amore mio

    Chissà per quanto tempo ancora
    potrò tenere dentro il mio cuore
    il mio amore per te
    agli altri celato
    il mio amore
    per te trabocca
    dalle mie parole
    e dalle mie azioni
    ed emozioni
    nonostante la mia timidezza
    o amore alberga nel mio animo
    come il ramo di un albero
    appena nato-
     

  • 06 marzo alle ore 15:11
    La barca dei desideri

     
    Deluso dagli approdi scelti noti
    che sicuri ritenevo nel passato
    questi ultimi miei pochi desideri 
    ad una nave anonima senza nocchiero
    ho da oggi per il futuro qui imbarcato
    lasciando così all’onde  al mare al caso
    quella sua ignota a me destinazione,
    or in attesa son di questo porto
    sconosciuto con la speranza che
    tali desideri come quelli tanti
    d’allora agognati non vadan poi perduti
    o pegggio ancor dal mare soffocati
     
     

  • 06 marzo alle ore 11:19
    Nel sonno della natura

    Tutto è freddo fuori,
    il gelo ricopre ogni cosa.
    Mentre la natura ancora dorme,
    piano, piano sta cambiando qualcosa,
    è un fremito, uno scalpitìo,
    quasi un saltello,
    non so di preciso cosa sia,
    ma mi pare bello.
    Lo sento ora crescere,
    diventare ogni giorno più forte,
    sarà presto in grado di combattere,
    di sfidare persino la morte.
    Sarà un fiore, sarà una rosa,
    sarà un albero di ulivo,
    non importa,
    quello che è importante
    è solo una cosa,
    che è anche per lui
    che io vivo.

  • 06 marzo alle ore 0:14
    Nevose frali

    Neve scende
    fra frali
    di lemmi incompiuti
    Di ovattata pace
    avvolge ogni silenzio
    del cuore
    Ed è neve
    neve candida
    sul cuore.

  • 05 marzo alle ore 15:56
    Ti offro

    Ti offro
    il sillabare di parole sazianti
    e l’eco di abbracci caldi
    intrisi di silente armonia
    quando sul mio petto
    posi le tue paure
    e tutto scompare
    solo per pochi attimi
    mentre la tua spensieratezza
    fruga tre le mie inquietudini
    e la furia di un amplesso
    diventa Apologia dell’estasi.
     
    Come sono possenti i colori
    che amalgamano le tonalità del noi
    e le tue cosce sono stazioni
    di una via crucis senza chiodi né fiele.
     
    Ti offro
    le pause tra un respiro e l’altro
    Io
    che ho amato solo l’aria che respiro
    leggo in te
    le sillabe della follia
    e m’innamoro degli spazi
    che la tua assenza riempie di dolore.

  • 04 marzo alle ore 14:24
    100 volte grazie

    Grazie per esser venuta 
    al mondo
    grazie per aver gioito
    e sofferto
    ogni giorno
    grazie per aver colto
    l'attimo...
    a tutto
    tondo
    grazie alle tue
    mani
    che hanno stretto
    altre mani
    giovani e vecchie,
    di uomini e donne
    di ieri e di oggi...
    senza un perché,
    quelle senza
    domani
    grazie ai tuoi
    occhi
    che hanno osservato
    il trascorrer del tempo
    la vita e la morte
    nelle cose, delle 
    persone
    ed hanno pianto
    loro
    e sorriso
    per il brutto
    il bello e guardato
    la luna, la pioggia, il sole
    grazie alle tue 
    gambe
    che hanno camminato
    tanto anche quando
    eri stanca
    di giorno e la
    notte senza piangere
    loro, senza farsene
    vanto sorrette
    dai tuoi piedi forti
    come rocce scolpite
    nell'oro
    grazie al tuo viso
    che ha donato
    un sorriso anche quando
    eri triste e sola
    alla tua bocca
    che ha scambiato
    parole a volte 1000
    tante, a volte una sola
    che ha lasciato gioia
    dolore, regalato
    un bacio ed un'ora
    d'amore
    grazie alle tue
    braccia
    che hanno abbracciato
    il mondo
    che han sollevato
    montagne e grattacieli
    che hanno scavato
    la terra in pace
    per uomini e donne
    uccise in guerra
    grazie a te
    grazie al tuo cuore
    che ha amato
    e si è fatto amare
    grazie a te
    per aver vissuto
    ed esser andata
    via senza tornare
    grazie a te
    100 volte grazie.

    Taranto, 2 marzo 2020.

     

  • 04 marzo alle ore 11:52
    Cuore trafitto

    La mia anima
    è unita a te
    così tanto  che
    senza di te non posso
    far niente
    quando non ci sei
    sente la tua mancanza
    come vuoto bicchiere
    non lasciarmi mai
    stai accanto a me sempre
    come un ricordo
    impresso nella mia mente.
     

  • 03 marzo alle ore 23:06
    Controfigure di angeli smarriti

    Controfigure di angeli smarriti
    siamo
    quando arriva
    un abbandono.
    Svaniscono i sostegni,
    tramontano i sogni,
    ci lasciano gli incanti,
    si cela la poesia,
    si aprono gli abissi.
    Il tempo può fermarsi
    lontano da uno sguardo
    che avevamo amato,
    c'è ancora tepore
    tra queste mani
    che dichiarano la resa,
    negli occhi una storia finita
    che si finge oltrepassata,
    le nostre ali sono pesanti
    per un volo verso l'alba
    ed il vento addosso è quasi
    una fuga per dimenticarsi.

  • 03 marzo alle ore 22:16
    Febbre di neve

    Febbre di neve,
    in bufere di giorni mai avuti
    siamo condensa al vetro opaco
    predestinato inverno
    siamo odore di tracce dove
    anche il corpo si regge rampicante.
     
    Empirei,
    empirei d’istanti da non colmarsi
    siamo pelle che s’interseca e trema
    un occhiello di rosa
    nel bruno insano che sciupa la notte.

  • 03 marzo alle ore 19:45
    Vele

    In turbolenza la nave oscilla,
    spiana le vele e doma il vento;
    il marinaro fissa la rotta,
    il suono della chitarrina del mozzo dilaga in poppa,
    guarda il mare.
    È lì che navigherai.
    È lì che ti perderai. 
     

  • 03 marzo alle ore 19:42
    Nocturno

    "Le sue labbra scarlatte, coloravono il mio cuore
    e nella sua corvina essenza, era la più fiorita.
    Pareva un campo, il più cupo che ho veduto;
    eppur mi sarei tinto di lei se avessi avuto, in almeno un occasione,
    una tela nella quale disegnare il suo volto schiarito.
    E non sarebbe bastato così poco tessuto ad impremerla;
    avrei potuto fare dei miei occhi uno spettatore così illuso da creare la linea del suo volto con il sangue ed una goccia d inchiostro;
    e di lei, il nulla più vi sarebbe stato, se non il mio perire nero, di uomo perduto. "

  • 03 marzo alle ore 11:49
    Distici Crepuscolari

    Ne distinguo appena i contorni
    albeggianti di stupore.
    Strappo l’inferno del cielo
    in mille, dannate
    scintillanti verità
    mentre il silenzio
    sottintende la follia.
    La speranza è un rancido pasto!
    Coraggio uomini,
    issate le vele
    nutritevi di quegli orizzonti
    che dilaniano il giorno;
    ci è dovuta la salvezza
    ci è permesso morire
    solo se impareremo
    a non farci trovare.

  • Rapsodia in blu di acque di fiume
    nella magia di una notte di luna piena
    la scena è tutta per quel lume
    che accende gli amanti, voci di sirena
    al suono di violino sul vascello
    della dolcezza, il canto del menestrello
    è rintocco diffuso dall’eco. La vena
    dell’artista nel tocco delle piume
    del gallo rosso: Bella è la falena
    svanita, in vita solo in quel barlume.
     

  • 02 marzo alle ore 13:41
    Tra le braccia dell'oggi

     
    E son qui, col peso degli anni
    che greve al crepuscolo appare
    e lieve diventa al sorgere del sole.

    Qui - tra le braccia dell’oggi -
    conquisto le ore del declino
    in esse versando aria frizzante.

    Aprirò tutti i pori al pensiero
    di volerli riempir di frescura,
    ossigeno del nuovo sogno.
     
     
    2010
    (Poesia dedicata al poeta e scrittore Danilo Mar)
     

  • 28 febbraio alle ore 22:45
    Sotto l'ombra di quel salice

    Continuo ad essere
    sotto l'ombra di quel salice,
    in quei pomeriggi
    di respiri semplici
    con pensieri malinconici.
    Continuo a chiedere
    la Verità, l'essenza,
    continuo a vivere il destino,
    l'assenza,
    continuo il sogno
    con le lacrime,
    continua il mio amore
    a crescere.
    Sotto l'ombra di quel salice
    ho sorriso alla vita
    con un sorriso dimezzato,
    con il cuore da ferite
    già tracciato.
    Continuo ad essere ombra
    sotto l'ombra di quel salice,
    dove nascondo la mia voce,
    dove s'intravede un Dio
    con il suo cielo.

     

  • 28 febbraio alle ore 18:29
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 28 febbraio alle ore 14:41
    Divento

    Divento terra
    per conservare le tue orme,
    divento vento per cullare
    i ricordi con le lacrime
    e quelli dolci
    come un tuo ritorno.
    Divento pagina bianca
    quando cambia il tuo umore,
    divento preghiera
    davanti al dolore,
    divento strada e orizzonte
    per fuggire altrove,
    divento voce
    se non trovi tu le parole,
    divento alba,cielo e stelle
    nel tuo stesso pensiero,
    divento profonda tristezza
    senza il tuo sguardo d'amore.

     

  • 27 febbraio alle ore 18:14
    Isolamento

    E anche questo vuoto
    di scaffali mi entra in testa,
    tarlo mattiniero,
    fedele compagno di solitudine
    più scelta che imposta.
    Mi muovo appena,
    non respiro quasi
    incontrando chiunque
    e lasciandolo distante,
    semmai vicinanza
    ci sia mai stata prima.

    E' il mio habitat ideale,
    da tempo
    quasi lo aspettavo
    ed ora che ci sono dentro,
    penso alla follia
    di ritrovarmi isolato
    in un mondo spolpato
    dalla paura
    dell'incontrollabile.

    Lucido spettro
    di egoismi creati
    là fuori
    per farti fuori.