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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 01 maggio alle ore 19:53
    SottoSopra

    A malapena galleggiare
    poco acquatica
    forse nel segno zodiacale
    idealmente palombaro
    dell'intimo sentire.

  • 01 maggio alle ore 19:12
    Nel tuo specchio

    Nel tuo specchio
    esiste un frammento
    del mio sguardo,
    ti guardo
    mentre dal mondo ti nascondi,
    ti guardo
    prima che ti addormenti,
    ti guardo
    e so che te ne accorgi,
    mi fai spazio nei tuoi sogni
    e insieme restiamo
    a costruire immagini,
    a dedicarci poesie nel colore
    dei crepuscoli.
    Nel tuo specchio
    cerchi i miei occhi,
    che da lontano ti parlano
    e verità d'amore dicono.

     

  • 01 maggio alle ore 19:11
    Una solitudine di segreti

    Una solitudine di segreti
    s'incarna nei miei giorni,
    torno a dormire con il cielo,
    che copre i miei profondi segni
    di una nostalgia
    lasciata libera di essere,
    libera di tessere silenzi,
    pensieri e lacrime.
    Sono diventata una trama fitta
    di memorie d'amore,
    sono la radice dell'albero piegato
    che ha perso le sue foglie,
    sono inerme dentro
    il mio stesso fuoco,
    lascio al vento una preghiera
    per il mio abbandonato canto.

  • 01 maggio alle ore 19:10
    Fiaccole accese

    Sui miei sbagli
    fiaccole accese,
    per ricordare
    che li ho commessi
    con le fiamme del cuore.
    D'amore mi brucio,
    muto il mio volo arriverà
    nel deserto,
    dove lì il tempo che è rimasto
    è senza memoria,
    aprirò il mio sguardo
    sull'orizzonte dell'ignoto,
    sarò divisa tra la terra e il cielo,
    mi perderò nel mio errare,
    perché perduta già sono.

  • 01 maggio alle ore 19:09
    C'era una volta un cantore

    C'era una volta un cantore
    che non sapeva più cantare,
    il suo dono smarrito
    lo faceva dannare.
    Non riusciva più a cantare,
    ma riusciva ancora ad amare,
    ma, ormai, era nel silenzio
    e aveva racchiuso il suo amore
    nello sguardo
    e quando cercava di liberarlo,
    poteva solo farlo col pianto.
    Il suo amore era profondo,
    ma troppo nascosto
    e quando fu scoperto
    dalla sua dama amata,
    riacquistò il suo canto
    e per lei, ogni sera, cantò d'amore,
    fino al suo ultimo battito di cuore.

  • 01 maggio alle ore 19:07
    Il nostro tempo avveniva

    Sovrani i giorni
    in cui dimenticavo il dolore
    che portavo,
    sovrano l'amore per te
    che nei miei occhi si accendeva,
    taceva la sorte
    che sempre si opponeva
    e le parole diventavano orme
    di un sentiero segreto,
    affiancato da alberi mossi
    dal nostro spirito nostalgico,
    il nostro tempo avveniva
    e prezioso si è rivelato.
    La sera scende sul tuo ricordo
    e mi consola il pianto.

  • 01 maggio alle ore 19:06
    Eravamo nel vento

    Eravamo nel vento,
    senza più traccia,
    senza un lamento.
    Tutto era silenzioso,
    tutto il nostro amore
    era dentro di noi,
    con un dolore addormentato
    e solo noi lo sapevamo,
    eravamo in ascolto
    di un qualcosa
    che proveniva dal cielo,
    eravamo noi davanti
    al nostro stesso mistero.
    La vita dimenticava i sogni,
    noi i sogni li scrivevamo
    per ricordarli
    e diventavano vita
    nei nostri sguardi,
    soltanto noi li vedevamo
    e forse qualche angelo
    ci è stato testimone.

  • Lo sconosciuto
     
    Qualcuno s’offende e lavora nel sottosuolo, nelle fenditure delle caverne.
    Qualcuno decreta e dice no.
    Qualcuno impone la legge segreta.
    Si smuovono le acque profonde e le rocce burlone.
    Si posano le isole,
    e la carne, con la sua gravezza e il suo istinto taciturno,
    mentre le sue voci di stella guidano le aquile annottate.
    Si colora il pietrame.
    Qualcuno possiede una bussola silente e i numeri dell’orologio.
    Qualcuno possiede il sí e il no e l’adesso
    nell’universo di cartone screziato.
    Sempre c’e qualcuno che non dimentica,
    che pesa, misura e numera.
    Sempre qualcuno si sorprende e guarda quieto,
    indovina e sogna come la colomba del vecchio ulivo.
    E sogna il sogno dei tuoi occhi rigati d’oro.
     
    In questa terra di passi affrettati
    …di segrete voci sconosciute fra foglie fuggiasche.

    ¿Quién es?
     
    Alguien trabaja en el subsuelo, entre las grietas de las cavernas,
    alguien decreta y dice no.
    Alguien impone la ley secreta.
    Se mueven las rocas burlonas y las aguas profundas.
    Se posan las islas.
    Y la carne con su gravedad y su instinto enajenado,
    mientras sus voces de estrella guían las àguilas anochecidas.
    Se colorean los guijarros.
    Alguien posee una brújula silente y los números del reloj.
    Alguien posee el sí y el no y el ahora
    en el universo de cartón hendido.
    Siempre hay alguien que no se olvida,
    que pesa, mide y numerifica.
    Siempre alguien se asombra,
    adivina y sueña como la paloma grisàsea del viejo olivo,
    y sueña el sueño de tus ojos manchados de oro.
     
    En esta tierra de pasos apresurados,
    …de secretas voces desconocidas entre hojas huidizas...

     
     
     
     
     
     
     
     

     
     
     
     
     
     

  • 01 maggio alle ore 18:34
    Filosofia Del Vivere

    Gioca.
     
    Una luna nervosa
    Tende le mani
    Ad un giorno sereno
    Che nasce inaspettato
    Mentre il venticello della collina
    Domina il caldo e ristora la vita
    Di chi lavora la terra
    Di chi fatica il vivere.
    Giunge la sera
    La luna si arrossisce
    Il sole s'arrabbia
    Le nuvole si elettrizzano
    La vita si bagna di sudore.
    Giocano
    Gli eventi che si ripetono
    Sulla quotidianità
    Con passo laborioso.
    Questa è la filosofia del
    Vincere chi sdrammatizza
    Chi non gioca con gli attimi
    Il premio è il non morire
    Il vento spazza via le nubi
    Ed impedisce al grigio
    Di colorare la grande volta
    Il viso rotondo dorato
    Trionfa e sorride nel tempo
    Bacia la vita che cammina
    E sui cani che scappano
    Dal frastuono del progresso
    E dal buio della notte
    Che è calma per tutti.

  • 01 maggio alle ore 18:31
    La Guerra Dei Giovani

     
    La strada infuocata
    Dal caldo di luglio
    Corre verso la scuola
    Per l'ultima prova.
    Lungo la pianura
    A petto di donna
    Dal grano mietuto
    Giganteggiano
    Sui numerosi seni
    Alberi rigogliosi  
    E solitari
    Di pero selvatico.
    Nella mia mente
    Già il domani
    Con le giovani amicizie
    Prossime a dividersi
    Come quegli alberi
    Che vivono solitari
    Il nuovo futuro.
    Gioventù bruciata
    Arsa nei giorni felini
    E frettolosi
    Giovani che si disgregano
    Fra ansie e paure
    Come ombre al sole
    Futuro arrendevole
    Tra sogno e irrealtà
    Inconscio e sub
    Felici di respirare
    Il candore degli angeli
    Creature celesti
    Con l'unico intento
    Della nuova vita
    Che bussa alle porte.
    Di aprire la strada
    A corse e gomitate.
    La giusta strada
    La retta via.

  • 01 maggio alle ore 14:09
    IL BALLO DELLE CENTO SPERANZE

    Respirando il tempo duro
    che via via inzuppa di finito
    la galassia delle cose andate,
    il colore del futuro è da inventare.
     
    Nella macina degli errori
    che mai avrei voluto fare,
    verso i sospiri del cuore distratto
    e salvo i sorrisi degli amori.
     
    Chissà per quanto tempo ancora
    il ballo delle cento speranze infuria
    quando troppa folla si assicura
    lungo le vie colme di presente!
     
    Quanto bisogno c’è di sognare?
    Sono falò di spiaggia abbandonata
    che fuma frammenti e lento li disperde.
    Sono solo, nonostante il mare.
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2006
     

  • 30 aprile alle ore 15:27
    Ciò Che Serve

    Ciò che serve Non servono tante parole tra noi, sarebbero sprecate e buttate nel vento! Noi, non abbiamo bisogno di futilità ma di sola essenza per stravolgerci di passione, non abbiamo bisogno di guardarci negli occhi per riscoprirci innamorati, ma abbiamo bisogno solo di esplorarci per conquistare ogni angolo di pelle nascosta ai nostri occhi ogni volta, sempre, in maniera diversa. Noi, non abbiamo bisogno di giurarci amore eterno, ma solo di vivere momenti intensi. Non abbiamo bisogno che di noi stessi nel completarci in quella parte mancante, dove i nostri cuori disperatamente anelano pienezza nell'aversi senza riserve! Noi, non abbiamo bisogno di illusioni per nutrire il nostro cuore, ma solo della nostra vita che ci porta dove non programmiamo. Non abbiamo bisogno di essere sulla sulla luna e confonderci tra le stelle per sentirci delle celebrità, poiché siamo noi magia, e ne abbiamo bisogno, bisogno per alimentare incessantemente la nostra vita di solo amore che ci unisce e ci completa, come il plasma nel corpo!

  • 30 aprile alle ore 9:53
    Relitto

    Accanto a me giace
    il pallore disperso del cielo
    nel muto richiamo del vento.
    E’ di chi resta,
    di chi scampa al naufragio
    l’aspro suolo che vacilla,
    l’assiepata solitudine di veglie
    strappate alla sera.
    In questa notte a venire
    trovo riparo,
    nel farmi bastare il passato
    prima d’esser divorato
    dal silenzio.

  • 29 aprile alle ore 19:32
    Usi E Costumi

     
    Io.
    Ho un sogno segreto
    nel cuore infantile
    a tutti sconosciuto.
     
    Io.
    Respiro gli attimi
    che il tempo consuma
    come parole taciute
    d'anonime mani
    all'uomo di oggi.
     
    Io.
    Sono sicuro…
    Verrà il tempo
    dello stupore totale
    e le cose perdute
    nell'armonia dei ricordi
    saranno certezze
    di usi e costumi
    ormai scordati.
     
    Io.
    L'ultima stella
    vicino alla luna
    che rincorre la notte.
     
    Io.
    Sogno.

  • 29 aprile alle ore 13:06
    Lo Diceva Mio Nonno

     
    Lo diceva mio nonno:
     
    Uccide più la lingua
    Che una spada affilata;
    Per chi se lo merita buttati nel fuoco.
     
    Lo diceva mia nonna:
     
    Non ti fidare dei taciturni
    La loro superba viaggia sulla groppa
    E pur non avendo le pecore e vende la lana.
     
    Lo diceva mio padre:
     
    Chi guarda lontano cade vicino
    Come un mercante senza soldi
    Gode, si affligge e poi muore.
     
    Lo diceva mia madre:
     
    Non salire in cielo senza scala
    Il Signore non ti aiuta
    Hai perso i buoi e cerchi le corna.
     
    Io dico:
     
    Macchia più un cattivo pensiero
    Che un calamaio d’inchiostro nero
    E chi sa fingere vince sempre.

  • 28 aprile alle ore 18:54
    Culto E Magia Della Rugiada

     
    La rugiada assomiglia
    Alle lacrime del Cielo
     
    In simbiosi e adagiata
    Sui prati e sui pascoli
     
    Fecondatrice d’Armonia
    E donatrice di Bellezza
     
    Partorisce la Vita
    Con i suoi Flussi Benefici
     
    È l’Eterno Mistero
    Dal magico Culto
     
    Capace di Lenire Ferite
    Del Corpo e dell’Anima
     
    Capace di Proteggere
    Da Creature Maligne
     
    Dai Demoni
    E dagli Elfi.
     
    È un Toccasana
    Per Problemi Esistenziali.

  • 28 aprile alle ore 15:40
    Passo a due

    Danzano i vestiti
    intreccio complice
    di sguardi rapiti
    sorrisi loquaci
    all'orecchio del cuore.
    La musica segue
    i disegni corporei
    di due vecchi innamorati.

  • 28 aprile alle ore 10:16
    Tentativi

     
    Corre.
    La buona idea
    di chi libera il giardino
    dalle foglie morte,
    corre.

    Vola.
    Il buon seme
    che tra i superstiti
    ho raccolto chino,
    vola.

    Cantano.
    Le mie ragioni
    dentro un cielo
    che nessuno guarda,
    cantano.

    Rimbalza.
    Tutto nell’indifferenza
    rimbalza e torna a me,
    pietrificato.
     
     
     
    -
    (2005)
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)
     

  • 27 aprile alle ore 22:30
    Ricordanza

    Ti ho amata già
    In un tempo e in un luogo
    assai lontani

    S'apre il ricordo
    ad ogni tua parola
    ad ogni tuo sguardo

    Quando sei turbata
    Quando sei sorridente

    Se osassi dirtelo
    diresti ch'io sono folle

    Ma
    la vera follia è
    non poterne parlare

  • Sei il primo pensiero
    della giornata,
    riesci anche ad essere l'ultimo,
    con la poesia che hai dentro
    mi porti lontano,
    attraversi quei ponti
    che uniscono il cielo reale
    con un cielo immaginario,
    ti nascondo nel fuoco
    delle vene sotto pelle
    fino a diventare stelle,
    che portano segreti e luci
    nella mia profonda notte,
    sei la voce dolce
    che lascia il vento tra i rami,
    quando l'autunno si appoggia
    alla terra e dentro una malinconia
    si guarda, si sogna, si ama.
     

  • 27 aprile alle ore 14:19
    In sella ad un cavallo bianco

     
     
    In sella ad un cavallo bianco
    mi avviai dall’alba verso il giorno
    per poi, oltrepassate le colline,
    con un inchino salutar quegli anni,
    gli stessi che ora chiamo giovinezza
    e che allora non avean nome.
     
    Scendendo di gran fretta a valle,
    a lungo mi fermai nei verdi angoli,
    poi cercai il mare e sazio di emozioni
    mi abbandonai al suo perenne abbraccio.
     
    In seguito, odorai di uomo
    e mi tuffai nei fiumi dell’amore.
    Conobbi pure i duri labirinti
    a prima vista di città qualunque
    solo che quelli eran del Meridione
    così che mi inventai nuovo Teseo.
     
    Intanto che la vita andava avanti,
    che i chilometri me li bevevo tutti
    tra gli insistenti sguardi al mio futuro
    e le carezze del passato prepotente,
    ahimè ho smarrito il filo portentoso
    e quel cavallo non l’ho più trovato.
     
     
    *
    2008
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)
     
     
     
     
     
     
     

  • 27 aprile alle ore 13:39
    Affetti

    Affetti coccolati
    Silenziosamente nel buio
    Intensi nei sogni
    Che cavalcano le notti
    Nella luce
    Con frammenti di stelle.

  • 27 aprile alle ore 13:27
    Cariosside

     
    È novembre!
     
    Cariossidi dorate
    Appena seminate
    Dormono nel freddo letto.
     
    Han sete
    Han bevuto.
     
    Ubriache d'acqua
    Si gonfiano
    Dilatano la crosta rullata
    Aspettano il sole.
     
    Arriva il caldo dal cielo
    E l'embrione partorisce
    Radici
    Stelo
    E foglioline.
     
    Il caldo avanza
    E la piantina danza
    Cresce e matura
    Maturano i chicchi di grano.
     
    Questo è:
     
    "Il ciclo della vita.”

  • 27 aprile alle ore 8:17
    Di morte si vive

    Qual è l’ultima parola?
    Quella che stride
    quella che genera
    il cedimento
    che sgretola i muri.
    Umanità!
    Totale, senza premesse
    senza compromessi.
    Ora hai paura ma poi?
    Capisci quello che dice la morte,
    capisci quelli che di morte si vive
    ma la verità è…che resta tutto uguale;
    eppure il vaccino contro la fame
    c’è già!

  • 26 aprile alle ore 19:39
    Frammento

    I poeti
    non parlano d'amore
    I poeti amano