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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 novembre alle ore 12:34
    Due fruscoli di pane

     
    Volata è stamani una capinera
    sulle foglie del nespolo
    in giardino e col becco fruga
    in cerca di un insetto, delusa
    poi in alto alza il suo capino,
    tra l’erba pallida che perso ha
    il verde colore della primavera
    buca il terreno un nero merlo
    vana la ricerca di un sotterraneo
    verme e le gialle zampette verso
    altro luogo muove, anche un passero
    saltella nel giardino che per lui
    pur la fame il grido alza ma se avara
    oggi è la natura come spesso avvien
    in questi giorni soccorso una man
    da la mia che qui e là lancia svelta
    due freschi gustosi fruscoli di pane 
     
     

  • Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse mani
    che mi accompagnano
    dacchè nacqui, un dì:
    quelle mani!

    Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse
    che hanno stretto
    tante mani, ne hanno
    toccato altre
    che hanno accarezzato 
    tanti volti, il 
    tuo volto: quelle mani!

    Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse
    che mai sono state
    incatenate
    nè mai insanguinate;
    ma hanno conosciuto il dolore
    quello degli uomini,
    hanno asgiugato lagrime
    dagli occhi di molti (uomini)
    e placato il dolore sul tuo
    volto umano, hanno asciugato dalle
    lagrime il tuo viso
    ridandogli gioia
    ed a volte pur flebile
    un sorriso: quelle mani...
    sì, proprio queste mani!

    Taranto, 25 maggio 2016.

  • 28 novembre alle ore 15:08
    Sospinto il sole

    sospinto il sole-anelito non ruga
    quegli acini di voglia in braccio al vento
    turgido il miele che profuma colli
    di ardore e gerle traboccanti attese
     

  • 28 novembre alle ore 12:04
    Io e la selvatica calla

     
    La selvatica calla dopo il lungo
    sotterraneo sonno torna a veder
    la luce, prima un sottil germoglio
    un esplosione poi di larghe belle
    verdi foglie in attesa nel tempo,
    ai primi dell’estate, alla vista
    offrir il bianco fiore e la pannochia
    rossa, pur io infreddolito e prigione
    dell’inverno qual spento fiore
    la lieta stagion quando lo zefiro
    gentil pian sospira pazientemente
    attendo e nell’attesa penso ancor
    vedrà la luce il fior della vecchiaia mia?
     

  • 28 novembre alle ore 10:04
    E scrivo

    E scrivo Giorni di pioggia insistente insinuano nella mente sentimenti angosciati e tristi rannicchiati negli angoli dell'anima dove i tormenti gridano al megafono degli avvilimenti E combatto questa battaglia personale conquistando e bonificando attimo dopo attimo la padronanza della mia interioritá contaminata di auto-disprezzo nel recitare astratte meditazioni e dipingendo con gli occhi immagini di vita E leggo...e scrivo . Cesare Moceo poeta [email protected] Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:33
    Anime nelle notti

    Le notti impertinenti e silenti pullulano di anime solitarie ritratti sfocati dell’albe nascenti e tramonti morenti imbacuccati di sensibilità e d'amore Generazioni antiche e moderne immerse in strani modi di vita di sensazioni cercate in carezze donate da mani tremule e senza sonno E ci ritroviamo sui social cosí senza dir nulla sentendoci nel cuore orgogliosi del nostro andare nella celestialita’ della vita anche a piangere per noi stessi se ne capita il caso Perché siamo così anime povere felici di vivere felici d’esserci incontrate . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:32
    Le impazienze dell'anima

    Odo senza sentirne i dolori le impazienze dell'anima e mi sembra che esse nella loro miserabile essenza non facciano parte del peggio di me Vivo nella mia miseria d'uomo mantenendomi inutile in tutte le ore a scriver inane amenitá nei fogli dei giorni sapendo ogni cosa di me e del mio povero dire nell'abisso d'incognite da dove provengo E saró nel domani ancora povera cosa nella vacua speranza di lasciare al futuro quel poco che basta alla vostra ricchezza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:31
    Veglio

    Resto sveglio fino all'alba vivendo ogni notte come se fosse l'ultima fino a star ancora stranito il giorno seguente per colpa della bizzarra guerriglia che vivono il cuore l'anima e la mente ognun a tirar per la propria ragione Nell'impossibilitá della felicitá in queste notti d'assurdo vivo storie di vita e d'angosce accanto a epici personaggi inventati che m'aiutano a conquistare certi spazi nel mio vivere indigesti alla fantasia e al pensare nella loro cecitá di simboli che significano la Veritá nella realtá distorta E ringrazio le onde del mare e il loro canto che mi fa compagnia . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:30
    Il mio leggere

    Nella solitudine che amo isola meravigliosa sulla quale si arenano i giorni sfruttati dal desiderio del sapere a scoprire i tesori nascosti del dire e del fare siedo al mio solito posto su una panchina davanti casa mia all'ombra d'un amico pitosforo impavido baluardo contro le nuvole nere che attanaglian la mente nella tenerezza che emana il suo sentimento d'amore alla vita E tra un saluto d'affetto e una foto fraterna a immortalare attimi di nostalgia canaglia che nel prossimo futuro verrá a ricordarmi i momenti dell'oggi resto avvinto al piacere d'impulso che il mio legger regala alle dolci emozioni dei sogni dell'anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:29
    Al mattino, appena sveglio, io, cosí...

    Guardo assorto dalla mia stanza silente il sole che sorge al di lá della rocca ore lente e vuote m'aspettano nel tutto sempre uguale che si erge più nitido che mai davanti ai miei occhi giá al primo mattino Il mio nutrimento la mia colazione son i respiri di vita e i sorsi di pace mentre si staglian davanti in quel vedere i bianchi contorni dell'anima stanca immediata dell'angoscia di quella nuova quiete che mi disegna sul viso i contorni delle grandi occasioni nel pensare fin d'ora a stasera al tramonto del sole che fará divenir poesia i miei versi coi suoi raggi dorati . Cesare Moceo poeta destrierodoc Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre alle ore 9:28
    Il valore di un cuore

    Esploro tutti i meandri della mia arte per svegliarmi dal mio ebetismo e ridare all'anima tutte le veritá che la potessero permeare d'una ragione per ogni speranza E mi costringo figlio dei fiori a nascere e morire in questa necessitá come sempre mi succede senza essere secondo a nessuno a voler salvare la dignitá di sentirmi figlio del mio mondo e in quell'autocoscienza rivoluzionare i pensieri a esternar dalla mia interioritá i piú alti messaggi d'amore per i cuori dei giusti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 27 novembre alle ore 22:38
    Nelle solitarie notti

    Nelle solitarie notti
    a te penso,
    dolce amore
    in quelle illuni
    notti
    penso a te,
    luce di rugiada
    che illumini
    discreta
    i miei pensieri
    e ogni volta
    che ti vedo,
    che ti sogno,
    che mi appari
    con i tuoi vestiti di ciliegia
    ed i tuoi occhi
    grandi scintillanti
    le mie notti
    si popolano
    di mistero
    e tutto
    riprendo
    a navigare
    nel mio infinito
    mare.

    Taranto, 27 novembre 2018.

  • Pomeriggio d’autunno tempo incerto
    alberi spogli a dar luce sul parco
    il poco sole ostacol  non vi trova:
    scivoli dondoli altalene e rotante
    una giostrina vi giocano i bimbi
    alcuni son stranieri mia nipote
    con lor contenta e gioiosa corre
    e in questo correre e giocare ecco
    calpestan  foglie lì morte cadute
    nel parco Teresio Olivelli in quel
    di Casorate Primo, sì corrono giocano
    di quel nome ignari, vide Teresio
    altri giochi correr altro in Hersbruck
    altre foglie calpestate, giovani
    verdi foglie non dal vento scosse
    ma dall’alber della vita tolte e là
    cadute in truculenti bestial giochi
    da viltà vile e da folle umana insana
    crudeltà  e di quelle la  vita dando
    si occupò raccolse e a se con amore trasse
     
     
    Teresio Olivelli (Bellagio 1916-Hersbruck 1945)
    Martire-Patriota-Beato
    Deportato morì nel Lager di Hersbruck a seguito di vessazioni e percosse a causa della sua fede religiosa e dell’abnegazione caritavole con cui si volgeva verso gli altri detenuti.
     
     
     

  • 26 novembre alle ore 20:53
    Insidioso

    Il vento di scirocco
    ha decapitato
    gemme preziose

    Impetuoso come l'invidia

  • 26 novembre alle ore 15:15
    La sera

    La sera
    Al fato della sera… io m’affido,
    e copre, impassibilmente, città e persone,
    ogni lividezza cura, ogni parola soverchia scaccia ,
    lo strappo di un giorno avverso si ricuce e luce dona
    ad ogni comprensiva diurna incomprensione.
    Sereno allora mi consegno al suo insindacabile giudizio,
    traboccante d’essa i miei polmoni,
    e, mentre s’abbuiano i nostri volti
    brillano invece gli occhi… i tuoi.
    L’amor mi giudica.


    ***Ogni sera la mia età cresce… ma solo di un po’.***

  • 26 novembre alle ore 13:55
    Gioia irrefrenabile

    Momenti dolorosi
    Parte integrante
    Della mia vita

    Nello stesso tempo
    L'amore per te
    Preziosissimo

    Lenendo esso
    Giorni tristissimi
    Di dolore fortissimo

    Sei pensiero fisso
    Entratomi nel cuore
    Posto solo per te

    Nessun'altra donna
    Nella mia vita
    Sola e unica

    Come unica
    La gioia irrefrenabile
    Nello stare con te

  • 26 novembre alle ore 11:48
    Uomini, soltanto uomini

    Uomini, soltanto uomini
    siam solo e soltanto uomini.

    Uomini, uomini
    impronta lasciam ad ogni passo
    ma siamo soltanto uomini.

    Uomini, uomini
    ci sentiam a volte (un) Dio
    ma siamo soltanto uomini
    e ci sembriam infinito
    ma piccoli assai siamo: come uomini.

    Uomini, uomini:
    e nulla piu'!

    Taranto, 14 settembre 2016.

  • 26 novembre alle ore 9:55
    Vorrei chiedere scusa al mio cuore

    In passato
    ho distribuito il mio cuore
    a chiunque fosse disposto
    a mostrare delle attenzioni.
    Come un cucciolo stupido
    con la lingua a penzoloni, saltando.
    Me l’hanno restituito ogni volta.
    Malconcio, sporco o logorato.
    Me l’hanno restituito
    con un sorriso pieno di gratitudine
    a volte con un fuggevole grazie.
    Ora dopo tutti questi anni
    lo guardo e mi spaventa così tanto.
    Come un polmone di un fumatore,
    serve al suo scopo
    e mi tiene in vita.
    Mi chiedo quando si stuferà di me.

  • 25 novembre alle ore 18:03
    Un libro scritto a metá

    Racconto sottovoce al mio mare i malesseri nel mio parlar all'anima e al volgersi dell’onde che rotolano esauste nel loro destino compiuto riconoscendovi i tormenti che in essa si celano senza condivider col mondo le afflizioni o farne portare ad altri il peso Nel mio pensar la vita dura e triste m'abbraccio onda dopo onda agl'intervalli dei sogni mesto tra le creste a far d'ogni ricordo un fiore immergendo il mio imbrunire al fondo di questo spettacolo stravagante ma non troppo dove mi distraggo e mi ritrovo nuotando nell'intimitá delle rime nel timore di lasciare in bianco queste ultime pagine di vita E confesso di vivere dentro al mio Essere tempi ancor più antichi di questi nella paura incombente di lasciare il mio libro e la sua sostanza scritto a metá

  • 25 novembre alle ore 18:01
    L'eco dell'incoscienza

    Guardo davanti ai miei occhi immobile con la testa fra le mani a rigirare le parole del mio pensare un foglio bianco colmo d'assenze quasi senz'anima e mi sembra d'esser con esso accomunati d'un medesimo destino astratti tutti e due nel mistero della lentezza dell'esistere Lui in attesa di riempirsi le righe di parole a aspettare me indolente fermo nell'ozio di svuotarmi di quelle parole intrise d'incoscienze eco dell'oppressione di voci interiori che si dispiegano innalzandosi bandiere al vento nell'umiliazione d'un'ingloriosa gloria . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre alle ore 17:59
    Tu,maledetto uomo

    Flutti di detriti di sentimenti invadono il cuore in pensieri arredati di povertá mentale che si nascondono dentro la loro stessa miseria E risate isteriche prendono forma da questi obbrobri tra le labbra screpolate dei visi bruciati di stridule arie disegnate da strani respiri di trionfo Uomini che buttano addosso a innocenti amori i peccati delle loro nere anime . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre alle ore 17:58
    La meraviglia negli occhi

    A volte in mattini come questo di roseo orizzonte mi vien d'impeto tralasciare le mie letture e abbandonare i capricci che la causalitá del vivere pone alla mente rimettendo il mio godere alla coscienza umbratile dell'inerzia E mi sforzo in quest'impegno ad accettarmi in tutti i miei difetti e non son pochi e appianare così l'equilibrio della mia interioritá nell'abbandonarmi al desiderio di contar una per una le mie pecore e donare all'anima la sua pace . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre alle ore 17:57
    Il mio sentire estremo

    Vorrei aver nell'anima la metá dell'ardir dei miei pensieri e combatter il mio arrivar alla sera sedotto dalla mia bontá con i desideri spogliati della loro gloria a rivelar il mio carattere dopo averne subito l'oppressione empiendo di fallimenti le mie ore e d'illusioni i miei giorni e l'ascetismo del mio scrivere E mi sento un po' matto come le persone migliori a godere del vento che infuria e del ticchettío della pioggia che batte sui vetri Lá mi pervade la sensazione di potermi esprimere senza pensar di smettere di fare arte e sentirmi felicemente coinvolto in quella bellezza e in quel privilegio . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre alle ore 17:55
    Vecchio

    Con i ricordi a riecheggiare nella sonoritá del passato mi consegno ostaggio al destino dopo aver attraversato la vita senza che qualcuno abbia ancora risposto alle mie domande Prendo il vivere con scherno nei vuoti con i silenzi attorno dei muti orti solitari imposti dall'anima coltivati nel mio apparire impeccabile pronto a risolvere paralisi di dita e di messa in gioco d'imprudenze nella volontá di farne icone di vita E confesso di sentirmi vecchio nelle figure di basso profilo che a volte risaltano dal mio fare nonostante la libertá del pensare e il passeggiare della dignitá tra le praterie immense del Cielo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre alle ore 17:54
    Il mio poetare, la mia quiete

    Guardo e scrivo e dico del mio dar d'attenzione a ció che ogni volta mi smentisce lasciando alla mente logorata dal partorir pensieri solo sconforto tormento e domande senza risposte come se questi fossero i sintomi di una mia malattia Orsú forza non abbiate timore fate a gara a chi per primo senza aver titoli di diagnosi mi accusa d'essere infermo nel mio Paradiso o in quest'Inferno E ringrazio te mare che ogni giorno purghi il mio vivere nel venirmi incontro con le tue onde sormontate di creste bianche a galoppare a fianco del mio pensare verso la quiete serva del nostro comun destino . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati