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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 novembre alle ore 20:31
    Mentre fuori é autunno

    L'odore della tua pelle, al risveglio.
    Il silenzio della casa alla domenica mattina.
    Universo ovattato, di te e di me.
    Dei nostri corpi allacciati, nell'intimità della stanza.
    Labbra che si posano alle labbra,
    a cercar baci, silenzi, e...

    È autunno, fuori.
    Caldi i colori delle foglie dipinte.
    Ornati d'oro e rubino, i rami bruni
    s'intrecciano all'azzurro del cielo.

    Delle nostre voci, ai vetri della cucina.
    Mi prendi in braccio e mi fai girare,
    sorrido al soffitto, le mie mani sul tuo viso.

    L'autunno, fuori.
    Nei viali vestiti a festa al primo freddo,
    di sciarpe colorate, giacche strette al petto,
    occhi che si cercano.

    Delle nostre risa, quando gioco a nascondermi
    e tu, complice,
    vieni a cercarmi.

    Dei tuoi occhi che si fondono a miei
    mentre fuori
    è autunno.

  • 17 novembre alle ore 20:28
    Nel giardino dei melograni

    È mite il vento stamani tra le foglie dei melograni. Anche oggi, lei è tornata coi suoi vissuti capelli per riposare all'ombra di sé. E si mette all'ascolto del silenzio che ogni tanto il ritornello del calabrone allieta. Come l'umida terra sotto ai suoi piedi, sotto al muschio, il suo corpo sgualcito e avido di tepore risucchia un tiepido raggio che filtra distorto tra i rami. Ciondola sul suo torpore una melagrana ferita che un passero balordo beccò, assomiglia ad un cuore spezzato che stilla piano la sua cocente passione. Scrigno violato che non sa più difendere il purpureo tesoro dall'insidia dell'ape. Lei è lì da una vita muore ad ogni alba, rinasce ad ogni tramonto. Neppure ricorda se fu per gioco o per amore che scelse di essere zolla tra zolle di quel vermiglio giardino

  • 17 novembre alle ore 18:30
    Quel sogno vivo

    Sul confine di un giorno
    d'autunno,
    giunge il mio sguardo
    sfumato dal ricordo
    di ciò che ero,
    quando nel mio diario
    scrivevo di quel sogno vivo,
    che adesso nel silenzio
    e tra le stelle
    ho impresso e reso sacro.

  • 17 novembre alle ore 15:48
    Posso

    Le faccio,
    sì le faccio le cazzate,
    anche quando non vorrei,
    perché vivo di guai
    e il vuoto mi assale sempre
    a riempirli
    a riempirmi.
    Posso restare ore
    steso così a terra
    sulla tangenziale
    al centro
    a sentire il brivido delle gomme
    che si schiantano per non schiantarti,
    posso restare ore
    a fissare le persone
    passarmi addosso
    senza parlare
    senza sputare
    per lo schifo
    che mi assale,
    posso farne di grosse
    più grosse che forse
    ci rimango secco,
    ma poi il gioco finisce
    e mi resta il vuoto
    che non apprezzo,
    mi resta quella linea
    accennata di sorriso
    distesa lungo tutti
    i baratri che ho visto
    e che hai visto
    senza salvarmi.

  • 16 novembre alle ore 21:05
    Frammento

    I tuoi pensieri
    Il fascino misterioso
    delle mie notti insonni

    Quando
    di soppiatto
    penetro nella tua anima

    Deliziosa!

  • 15 novembre alle ore 18:12
    Sopore

    Il pensiero s'addormenta
    sotto la coltre
    del lento scendere del tempo
    Un suono alla finestra
    invano tenta
    di entrare dentr’al cuore
    - di smuover sabbie massi e pietre -
    ch'han coperto ogni colore
    ogni attimo e sospiro
    Anche il corpo
    è un faro spento
    Non c’è linfa
    non c’è scorrere
    in quest’anima ferita
    Come statua sullo scoglio
    guardo inerte la mia vita
    Il mare si lamenta
    tenta
    una carezza e poi un’offesa
    ma la statua fissa resta
    Non c’è sole né intemperie
    non c’è mare e non c’è suono
    che risvegli il mio sopore.

  • 15 novembre alle ore 15:48
    Si nascondono le stelle

    Si nascondono le stelle
    dentro le assenze,
    fra i silenzi di un abbandono,
    dietro le ombre
    che, a volte, si presentano
    negli occhi e nel cuore.
    Si nascondono le stelle
    per lasciare posto
    agli affanni da levigare,
    per farci capire
    che nei nostri cieli
    arrivano anche le nebbie,
    ma loro le stelle
    torneranno sulle nostre vite
    e ci saranno nuovi sguardi sapienti
    sulla gioia e sul dolore.

  • 15 novembre alle ore 11:08
    Alla casa del povero,ognuno ha ragione

    (Ore 08.30,guardando il mare,struggendomi al pensiero di quante anime nasconde) Raro e sfuggente è il dolore rinchiuso fuori nel cercar il Nulla, a sfogar l'incapacità d'amare in silenzi pur trasformati in attestati di stima; proprio come se, partecipe di quel dolore,ti cercassi, faticosamente senza ritrovarti nel tuo mare calmo, tra i tuoi fuochi ormai spenti. E non dici più alcuna parola nè senti ancor le briciole sotto i denti quando del pan raffermo vivi la sfortuna dei giorni . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 15 novembre alle ore 0:17
    Un acro di cortili ciechi

    Visi che strisciano come teatri
    misteriosi oltre il sonoro
    ignavi da bocche sfatte,
    dinieghi di sorrisi
    sotto il cappello di cilestro
    spento ꟷ e sono vedove
    quelle assuefatte al logorio
    dell’ora, perduto l’utero di gioia.
    Diritte, e tali i cecchini
    che sembrano aspettare i Tartari
    nel camuffare mote
    di solitudine.
    E l’alba è un acro di cortili ciechi
    l’alba non abita
    non irradia, piange sui muri.
    Avesse nelle mani uno scalpello
    e un’epoca di rosa
    dietro la tela
    avesse un altro quadro
    di alberi, e non fortezze.

  • 13 novembre alle ore 21:24
    Frammento

    L'insostenibile solitudine
    di un sogno

    L'hai spezzato!

  • 12 novembre alle ore 12:02
    Ovunque siamo

    Ovunque siamo
    non siamo fermi, mai.
    Ci portiamo un viaggio dentro,
    da sempre;
    ne ricordiamo l'odore,
    ne sentiamo il fremito. 
    È il desiderio di continuarlo
    a portarci, tutte le volte,
    lontano,
    pur rimanendo
    qui ed ora.

  • 11 novembre alle ore 19:44
    Sui tetti delle case

    Sui tetti delle case
    io mi fermo a guardare il mondo
    e da lì tutto sembra più chiaro,
    tutto ha il sapore
    di un viaggio infinito,
    di una bellezza appoggiata
    all'orizzonte,
    oltrepassandolo;
    tutto mi riporta al mio essere,
    a quella parte che si era smarrita
    con la prima ferita,
    a quella parte dimenticata
    che si fa viva
    quando la vita mi stupisce,
    per fino quando guardo
    cadere la pioggia
    ed un pensiero
    si fa respiro e voce
    in una canzone
    cantata per essere felice.

  • 10 novembre alle ore 19:30
    L'amore continua

    L'amore continua
    dentro un silenzio coltivato
    con le mani strette ad altre mani,
    ma può procedere ed esistere
    anche a mani vuote,
    consumate dall'assenza,
    l'amore è una forza inspiegabile,
    una magia che si frappone
    alla realtà,
    una poesia che si posa
    sulla bocca e negli occhi,
    un fuoco trovato sotto la neve,
    una rinascita sulla pelle
    e dentro l'anima.
    L'amore continua
    se ti riconosci nei suoi brividi
    e se lo vedi ovunque,
    ad ogni passo giusto
    e anche in quello sbagliato,
    l'amore continua
    se ti attraversa dalle luci dell'alba
    alla notte più scura
    e misteriosa.

     

  • 10 novembre alle ore 14:11
    Giorni randagi

    Si rincorrono
    lungo la strada.
    Mi annusano, mi ringhiano
    mi girano intorno,
    mi lasciano solo
    sotto la pioggia.
    Scodinzolano, mi leccano
    mi accompagnano verso sera.
    Queste stagioni
    questi miei giorni;
    randagi per vocazione
    dannati senza ragione

  • 09 novembre alle ore 12:20
    Solo?

     
    Solo, in una notte orfana del tempo,
    solo il fruscio dei più bei ricordi,
    saprei pur sempre dedicar me stesso
    e quanto ancor di me rimane, al mare.

    Quante stelle chiamerei a raccolta…
    per prime, quelle in cui spesso m’imbatto
    al primo mio voltarmi in alto
    quando quaggiù stanco è lo sguardo.
    .
    Solo, invischiato nelle lunghe ombre 
    delle colline inginocchiate a riva,
    nulla avrei di che dividere con altri
    se non, poi, il raccontar l’evento. 

    Solo, anche se a farmi compagnia
    di onde e onde ci fosse il bacio,
    di linea d’orizzonte la presenza
    e di sirene ridestate il suono.
    .
    Quante cose potrei dire, solo…
    a un lombrico in lotta con la sabbia,
    a una barca che a salpar m’invita,
    a un amore celato chissà dove.

    Solo, in una notte orfana del tempo,
    solo il fruscio di certi nuovi sogni,
    saprei pur sempre dedicar me stesso,
    e quanto ancor di me rimane, al mare.
    .
    Solo?
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2009
     

  • 09 novembre alle ore 12:08
    Pomeriggi d'inverno

    Dovremmo portarci più spesso
    dove i sentieri hanno accanto o difronte
    il sole, mentre è al tramonto;
    o sostare lungo i torrenti,
    dove lasciar andar via i pensieri
    nel loro limpido scorrere.

     

     

  • 08 novembre alle ore 22:08
    Continua questo mio sogno

    Cantami le rime
    che hai trovato per te
    sotto il cuscino,
    le avevo nascoste
    per raccontarti un sogno segreto,
    in cui tornano sempre
    nuove primavere dopo aver visto
    cadere insieme la neve,
    per spiegarti
    che tu puoi continuarlo
    con la luce dei tuoi occhi,
    con la memoria che hai negli occhi,
    con la forza di parole dette
    dalla voce del tuo cuore,
    dove si posano anche le ombre
    delle notti indifese,
    penitenti e senza lune,
    dove la religione desidera esistere
    e guardare le tracce di Dio,
    dove si segue un vento
    che allontana il dolore,
    e tu , amore, continua
    questo mio sogno
    che stasera ho confessato.

     

  • 08 novembre alle ore 20:06
    Novembre

    Sono versi scritti a matita
    spariranno... prima o poi! 
    Senza retaggi,
    manca di nastri ad ornamento. 
    Una lirica  autunnale
    che solca questo ambìto
    e aureo cielo novembrino 
    C'è lentezza nello spirare delle foglie
    e la terra le accoglie sbiadite 
    Fra laconici e talvolta austeri
    si alternano i pomeriggi ai tramonti. 
    Si trascinano i giorni che ti calpestano dentro
    ma sprazzi di bellezza
    riaccendono amore e speranza. 
    In questa altra  estate 
    sorridono i morti. 
    Cominceranno le piogge.

    Luciano Capaldo

  • 08 novembre alle ore 19:42
    Perdona

    Perdona perdona perdona
    Perdona te stesso
    Per quel Sì detto in fretta
    Per quel No‘ sì sofferto
    Per quel Mai
    mai onorato
    Per quel domani che vivrai
    Per quel domani che non vorrai.

  • Chi tanto ha dato e poco ricevuto
    giorn'arriva, alfin arriva quello ch'é del
    riflusso: in cui corrente [cortese] riporta 
    a riva ciocché s'é preso e quel che si è
    perduto.

    Taranto, 16 marzo 2015.

  • 08 novembre alle ore 11:29
    Controcorrente

    Come un vulcano, la mia testa
    Affolla di pensieri…
    Tutte le emozioni, le gioie, i dolori…
    Imprigionati,dentro di me
    Scalpitano per uscire
    La paura mi prende la mano
    Mi sento tirare

    Vado controcorrente...

    I miei occhi
    Dallo sguardo insicuro e
    Perso nel vuoto
    Si vestono di sorrisi e di lacrime...
    Le mie braccia si aprono
    Lasciando liberi i miei pensieri
    Come farfalle...
    Dalla mia bocca
    Un sibillio delicato
    Canta parole poetiche...
    Il mio cuore… Lui…
    Il mio maestro d’emozioni

    Vado controcorrente...

     

  • 07 novembre alle ore 23:32
    Rimani a pensarmi

    Prima di ritrovarti
    fra le pareti della tua stanza,
    questa sera affacciati
    alla finestra
    e guarda il cielo
    che ti sovrasta,
    ho lasciato per te
    un pensiero d'amore
    fra le stelle
    e tu, se vuoi,
    afferralo e legalo
    anche al tuo dolore,
    rimani a pensarmi
    fino a quando sembrerà
    di camminare insieme,
    di guardare l'orizzonte insieme,
    fino a quando voleremo insieme
    con lo stesso paio d'ali,
    fino a quando al realtà
    ci renderà vicini.

  • 06 novembre alle ore 18:43
    Sono...

    Sono

    quello strappo di pagina

    -sull’ultime righe -

    di rughe impigliate

    Sono

    scacchiera di parole

    - d’amaro aceto crocifisse -

    Sono

    il piacere ingrato

    - lacrime nel ventre -

    Sono

    - coda di sole

    macchia che s’allenta-

    In te

    - cauta -

    s’addormenta.

  • 06 novembre alle ore 18:41
    Benedicenti cime

    Cime rosse squarciano il cielo

    stamane

    Unghie di vita graffiano l’anima

    -Ciclopi si svegliano-

    Offron carezza al giorno nuovo

    Incoscienti dei rossi fluidi che apron i cieli

    -sbadiglian sereni-

    Eos vincente corre

    su sua biglia incendiata

    È un giorno nuovo:

    su cime rosse benedicente ride.

  • 05 novembre alle ore 21:26
    Come quando

    Il cielo trasforma
    i nostri sguardi,
    li addolcisce,
    li fa trasparenti
    come l'amore,
    come il tempo dedicato
    a chi si vuol bene,
    come quando
    ti addormenti la notte
    ricordando una poesia
    scritta per quegli occhi,
    rimasti a fare luce
    dentro tutti i tuoi mutevoli labirinti,
    come quando un giorno
    è arrivato a mani nude
    un sogno
    e a voce bassa
    ti ha chiamato,
    mentre avevi lasciato
    le tue speranze chinate
    in un pianto.