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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 maggio alle ore 22:22
    Haiku

    È rosso il cielo
    Il sole l'accarezza 
    Sempre al tramonto

  • 09 maggio alle ore 14:44
    Coalescenza

    Sai com’è,
    quel suonare insolito
    del cuore
    migrato in altro petto…
    ascolta l’ancestrale
    contrappunto
    e legaci il respiro
    senza regole
    Mai conosciuta
    più quieta sommossa
    sangue che cerca sangue
    migrano gocce
    da una vita all’altra
    vanno e ritornano
    senza averne abbastanza.
    E quale stupore...
    dai profondi tagli
    non si rimane esangui
    Chi non vorrebbe sciogliersi
    di un intimo travaso...
     

  •  
    Il Sentiero del vento

                                                  Un vento lieve udii che mi cercava
                                                     dentro quiete foreste
                                                  Un vento lieve vidi e mi cercava
                                                     e dentro boschi oscuri
                                                 e su acque silenziose, notte e giorno,
                                                            cercando il vento lieve.
                                                                    Ezra Pound
    Il sentiero del libro, ali nere che portano strie di luce,
    per fondare le calligrafi  degli enigmi.
    Terra bianca dove il vento gioca con gli alfabeti
     
    Occhio fermo e vasto.
    Stupore nel firmamento i santi caduti,
    la catena dei libri aurei,
    onda armonica nella notte delle fonti.
     
    Entra nell'ignoto avido
    c’è un’isola senza padrone
    e non dimenticar il canto.
    Nei disegni degli uccelli,
    nel centro delle danze,
    il mio canto troverai.

  • 08 maggio alle ore 23:21
    Alle correnti

    Mi ci vedo a incamerare aquiloni
    come attimi di uccelli tramortiti di grida
     
    muovere segni radiosi da gelate,
    da ceppi d’inverno.
     
    Strappare la radice a una canzone
    nata nel petto,
    lanciarla più in là del vicinato.
     
    Cos’è in fondo una porta?
    non è legno pronto a fiorire?
     
    Mi studio percorsi a matita, disegno
    un viraggio proprio lì, sopra la cima.
    Dall’altra parte, ricordo
    costruivano nidi
    gli amori mai finiti.
     
    Quelli sospesi alle correnti
    per leggerezza.
     

  • 08 maggio alle ore 21:02
    Desiderio e passione

    Desiderio e passione

    M'impongo l'autarchia nello scrivere
    vagando tra mosaici di ricordi
    intessuti nella carestia dei pensieri
    espressi dalla povertà del mio dire
    ristretto alla futilità delle intenzioni
    E virgulti in tardiva giovinezza
    s'accettano mettendosi seduti
    al tavolo della mia senilità
    e acconciandosi con fiducia
    alla saggezza dell'età
    preservata agli sgomenti
    a stringere in un tutt'uno il passato e l'avvenire
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 maggio alle ore 21:01
    Clausure

    Confuso
    dentro il ciclo continuo
    della mia storia personale
    indebolito
    dal pensar sempre al domani
    concedo alla vita
    questi ultimi camei
    ancor nella freschezza
    dei pensieri più chiassosi
    alla ricerca del mio "vello d'oro"
    E cammino
    in questa penombra misteriosa
    con la volontà di commuovere
    Voi e me stesso
    per qualche altra unica
    e bella poesia
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:59
    Sofferenze di un fiume in piena

    Algide parole
    a prima vista inarrivabili

    si lasciano andare

    aldilà del cono dorato
    del loro significare

    a proporsi insulse

    egoistico medicamento
    ai malesseri del mio vivere

    nel tentativo di guarirli

    E nell'ansia di quell'attesa

    donano al mio cuore
    nostalgie e malinconie

    abbracci sganciati
    dalla realtà che mi circonda
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:57
    Sgangherati morti viventi

    Giornate fredde

    in cui la primavera
    simula l'inverno

    in una sorta d'invidia
    che impone alle anime

    d'occuparsi senza parlarne
    del loro vetusto passato

    in quest'oggi che ci tiene legati

    stretti al "nulla"

    facendoci disperdere
    con esibizioni e feste

    nel tempo che fu

    a evocare vanamente
    nell'ingenuo che siamo

    ciò ch'è ormai perduto
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:55
    A Cesare da Amelio

    grazie a Amelio Ferrari e all'amministrazione di "Musicalità e Espressioni dell'Anima" per la stima concessami...addirittura una lirica dedicata a me...

    Cesare grazie di vero cuore, credimi e non è retorica siamo profondamente onorati del tuo essere qui con noi ! Il tuo poetare è infinito come lo sei tu...namastè e grazie di vero cuore per tutto !La lirica e il vissuto

    In questo correre
    della vita,
    ci son
    pericoli
    che non si vedono,
    ma solcano
    freddi
    ed
    innevati
    sentimenti!

    Scaldano
    il mio cuore
    i tuoi versi,
    e
    nel leggerli
    sboccia
    il fior
    dell’anima!

    M’affascina
    il tuo poetare
    e
    il tuo profondo sentir!

    Trattengo,
    in me,
    le tue lezioni
    di vita
    e
    tesoro ne faccio!

    Inseguendo
    il tuo verseggiar,
    affondo
    la penna della poesia
    nell’inchiostro
    del dolor
    e
    lo trasformo
    nella gioia
    dell’amar!

    In fede
    @amaelioferrari
    dedicata a Cesare Moceo
     

  • 08 maggio alle ore 20:51
    Sotto tutela

    Scrivo

    i miei continui esordi
    di ragazzo inquieto

    recluso tra le pareti insicure
    delle emozioni provate

    E vivo
    in quel mio spazio limitato

    con il cuore messo in catene

    a battere astruso
    alla ricerca di nuove passioni

    tra scorribande sinuose
    sulle orme dell'anima
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:48
    Intimo ritegno

    Guardo nei libri
    come scoprire la Verità

    incosciente miserevole

    della mia cosciente
    sindrome del confronto

    Dire piuttosto che fare

    a disinvolger i gesti
    alla cui esistenza si rivolgon

    dolenti

    i desideri del mondo

    Emozioni d'attrazione
    a intendere e volere

    ciò che nasconde il vivere

    concedendosi capricciose
    a malvagità e stravaganze

    e tessendo tormenti
    senza alcun intimo ritegno
    ad ogni fil di pensiero

    E credere di poter donare
    in parole leggibili ad alte voci

    i dialoghi dispersi
    nei drammi d'ognuno

    la cui sostanza

    potrà esser "sentita"
    soltanto in sogni e utopie
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:46
    Se fossi poeta

    S'inerpica tortuoso
    il mio Essere
    dentro l'anima repressa
    silenti i passi
    battono i ritmi dei desideri
    avvinghiati al destino
    Ah! se fossi Poeta
    godrei ancor più
    della mia sofferenza
    allora si che potrei forse meritar
    il donar piacere agli amici
    di leggermi nel ventre di casa mia
    Ma son soltanto Cesare Moceo
    e il mio dir
    cantato dall'onde del mare
    l'ascolteranno felici
    sol tortorelle e gabbiani
    mentre triste
    mi cullo d'ardor lacrimato
    perchè purtroppo...
    laggiù... lontano...
    a Roma a Firenze a Milano
    mi han "relegato"
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti

  • 08 maggio alle ore 20:44
    Holter

    Vado con l'interiorità feconda
    sottobraccio alle emozioni

    in giro
    tra i pensieri tristi e fuori luogo

    alla conquista della mia versatilità

    e in questo volermi donare al mondo

    non riesco ancora a domare
    il mio spirito guerriero

    Coronarie ribelli m'accompagnano

    in quell'andare e nel mio fare

    a impormi prove di sforzo
    nel piacere d'avvicinarmi alla meta

    presente negli occhi
    nel mio cuore malato

    e nella luce morbida del mio vivere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:42
    Un tempo,il mio tempo

    Mosaici di belle parole
    danno forza
    a lacrime cosparse
    tra le ceneri dell'età e della mente
    e le smaniose abitudini
    che in essa mi tormentano
    E finito il tempo in cui amavo
    i fiori delle mie camicie
    le zampe d'elefante dei miei pantaloni
    o la sedia dell'Unico a mezzanotte
    Ora mi nutro
    accontentandomi di frugali cene
    di leggeri sonni
    e dell'inchiostro che mi scorre nelle vene
    D'allora mi son rimasti solo
    gli amori dentro il cuore
    e la libertà di sempre
    che ancora spicca il volo
    dalle mie umili origini
    a non farmi rimanere
    solo il riflesso del mio nome
    e accende ogni giorno di felicità
    il mio tempo

    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    © ®Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:40
    Ho incontrato un amico

    Non ho più cuori
    dove ficcarmi

    si lamenta
    la freccia scagliata da Cupido

    "Il mio andar è divenuto
    una corsa ad ostacoli
    a scansare odi e tradimenti"

    Spira bufere
    di finte passioni

    Io scirocco

    adducendo forte
    ogni emozione

    al cuore dolente

    mentre la mente gode
    sorretta dalla ragione

    e l'anima percossa
    sopporta acuti affanni

    con le sue lacrime
    a scorrer invano

    E le notti

    quando alle ore
    arse dal di già scorso

    la luna
    il fresco estivo infonde

    mormora d'azzurro

    il mare

    scintillando tra le grevi onde

    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 08 maggio alle ore 20:38
    "E guardo il mondo da un oblò"

    Vivere
    intrisi d'encomiabili equilibri
    dentro pensieri
    l'uno escluso dall'altro
    nella stranezza che
    ognuno contiene una sua verità
    a godere
    del non esser in accordo tra loro
    e compiacersi
    d'apparire in bella mostra
    anzichè esprimere al mondo
    silenti
    le proprie ragioni interiori
    E non solletica alcuna mente
    fare l'esplorazione interiore
    di quei pensieri
    nell'illusione d'inoltrarsi alla vita
    senza che la vita ne divenga cultura
    facendo dell'oblìo cibo quotidiano
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 20:35
    I sospiri dell'anima

    Sento nell'interiorita'

    d'essere divenuto
    terreno fertile

    per le liti d'onore
    tra il cuore e la mente

    a contendersi il coraggio
    d'ogni pensiero

    E l'anima parca

    in disparte
    all'ombra di se stessa

    ...sospira
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati
     

  • 08 maggio alle ore 18:59
    Tu che ne sai

    Tu che ne sai
    delle mie pietre azzurre
    sul davanzale
    e di tutti i parlanti sassi
    raccolti sulla rena
    Tu che ne sai
    dei canti aguzzi
    che il mar m’impose
    e delle carezze
    di sua sabbia nelle vene
    Tu che ne sai
    dei miei tormenti
    e dell’onde che l’han lambiti
    Tu che ne sai
    dei miei giorni lunghi
    abbarbicati ad anni
    Che ne sai
    del mio morir e nascere
    in guscio vuoto di conchiglia
    - d’onda amara abbandonato -
    su grezza rena in attesa
    ch’io mi raccogliessi
    Tu che ne sai
    dei marosi
    e delle brame d’onda
    che m’han plasmata e fatta donna
    Tu che ne sai
    amor che vieni
    amor ch’ora vai.

  • 08 maggio alle ore 16:35
    Domani

     
     
    Domani,
    appena il giorno mi si concederà,
    di buona lena svestirò il futuro
    e piano, senza arrecargli danno,
    gli sottrarrò ventiquattrore solo.
     
    Domani,
    quando alla notte mi riconsegnerò,
    nella capiente e trasparente coppa
    con cura verserò quanto accaduto
    e agiterò la soluzione del passato.
     
    In controluce,
    osserverò effervescenze e posa,
    sospiri che tentano la via di fuga,
    errori sedimentati in via definitiva
    e, dell’amore, molecole impazzite.
     
    Mi addormenterò
    al ciao di due tre stelle amiche,
    ne asseconderò amnesie e scintille
    e al sorgere della mia alba muta
    mi immetterò sulla scia del tempo.
     
     
     
     
     
     
     
    *
    - Anno di stesura 2005
    - Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 - Pref. di A.Ambrosoli)
    - Antologia Versi Diversi X Ed.
     
     
     
     
     
     
     

  • 07 maggio alle ore 23:18
    L'albero del fico

    Accanto l’orto, v’è un albero di fico
    che s’erge forte e severo
    e stende insieme le sue braccia,
    rigogliose di foglie palmate,
    per udire tutte le storie,
    nate all’ombra d’una breve sera.
    Come un solitario guerriero antico,
    egli scruta un po’ il mondo,
    dal cortile sino all’Espero
    e tende all’età dura, senza più alcun timore
    della tempesta che sfreccia
    o della corteccia che si sgretola.
    Coi suoi frutti zuccherosi
    e l’ampio collo di legno,
    egli dipinge l’Estate
    del suo regno un po’ ammiccante.
    Mentre tra i rami si posa
    la rugiada del mattino che segue,
    egli offre l'avvenire
    d’un sapore pendente di viola,
    per accogliere l’uomo
    che sotto le sue fronde, le membra già nasconde.

  • 07 maggio alle ore 17:35
    Ai bordi di un lunedì

    Oggi è un'altra aria
     
    si cantano da soli arpeggi di metafore
    appesi al ramo
     
    Resto fuori dai ronzii del sole
    d'ombra proteggo l'idea
     
    fermo quest'istante
    nel fotogramma di un respiro
     
    E aspetto che sia voce

  • 06 maggio alle ore 21:12
    Frammento 31

    Ho assaggiato il cibo degli dèi

    È riemerso in me il profumo seducente
    della tua nuda femminilità

    Inebriante

  • 06 maggio alle ore 17:18
    Equilibri di sabbia

    La luce ha equilibri di sabbia
    scolpisce dardi
    dall’oro scuro del fogliame,
    sbuffi di braci
    sorreggono paradisi
    di alieni a sentinella.
     
    Ci attraversano, sono tremori
    in assestamento col destino
    -tracce e contaminazioni  
     
    oppure un velo che fluttua piano
    prosciugando memorie
    di un guizzo-polvere
    già anima di stella.     

  • 06 maggio alle ore 9:49
    Indimenticabile

    Qual indicibile segreto…
    l’ animo mi lusinga!
    Quel sogno, sai, d’ancor poterti
    dormire affianco.

    Ma ancor di più la brama
    di quei caldi risvegli,
    complici, avvinghiati …
    quale indimenticabile realtà,  sarebbe.

    Luciano Capaldo

    ***Inutile sostituire chi è indimenticabile***

  • 05 maggio alle ore 18:11
    Perchè cercate...

    Perchè cercate tra i morti la vivente?
    La morte non esiste.
    Ella vive tra noi.
    Presenza in spirito,
    tutto scruta e sorveglia.
    Tanfo insopportabile
    di cadavere, non conosce.
    Profumo intenso e irresistibile
    emana il suo corpo.
    Il martirio non spezza le sue reni.
    Il bastone
    non le piega le gambe.
    Eterna vita
    in una fede costante..