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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 febbraio alle ore 14:41
    Frammento

    Una goccia di poesia
    appaga l'anima
    E la feconda

  • 24 febbraio alle ore 11:23
    Cose nuove

    Cose nuove
    germogliano davanti al mare,
    come fiori che sbocciano sulle dune
    per il vento,
    gocce d'acqua
    e granelli di sabbia
    o forse anche
    come un antico racconto greco
    ci tramanda.

  • 24 febbraio alle ore 9:23
    Del regno della polvere

    Poi pubblica una foto
    e cita un altro verso,
    macchia di nuvole un lato
    del cielo terso, col pennello
    rosso, gli zigomi in stallo,
    gli occhi di corallo, il vibrato
    del canto, l’universo
    conosciuto e quello ignoto
     
    del regno della polvere
    al confine del tramonto
    che inverte la corrente
    della memoria: ferma la gara
    degli stenti, l’acqua chiara
    è storia, sia di torrente
    o di mare, nel racconto
    degli assenti da assolvere
     
    allo scadere della clausura.
    E abiura le veglie notturne,
    la catalessi del cuore, il suono
    dei cancelli in chiusura, le faglie
    della coscienza e le scaglie
    di dolore acuto. C’è un cono
    di luce in ogni abisso, lanterne
    illuminate all’alba di ogni fioritura.
     
     
     

  • 24 febbraio alle ore 9:22
    La figlia minore dell’emozione

     
    Sono stato la cima e sarò il burrone
    ma non un punto esclamativo
    in fondo ai tuoi versi o l’interrogazione
    della tua domanda di grazia. Finirò
    i miei giorni con un sonno leggero
    e se c’è un grido soffocato spero
    che sia stato bruciato in un falò
    d’agosto. Puoi chiamarlo gelo o aquilone,
    il significato non cambia, io sono vivo
    e tu sei terra smossa a ogni canzone.
     
    Ho messo l’apostrofo tra due pareti
    per separare il colore dalla calce,
    l’alba è stata qui ma non s’è fermata
    per colazione, ogni illazione al riguardo
    è falsa, il sole ha ringraziato con un raggio
    più caldo e due biglietti omaggio
    per il concerto rock di un gruppo sardo.
    Sostengono tutti che tu sia andata in gita,
    ma se in ogni canto c’è un timbro di voce,
    sarà una melodia tzigana a rapire i poeti.
     
    E’ di una fiction cubana che parliamo?
    Quando gli sembrò di capire che lei non l’amava,
    decise di giocarsi il due di picche, l’ultimo
    rimasto nel mazzo di carte truccato.
    Barò-dicono- per necessità, la redenzione
    avvenne alla domenica di Pasqua del secolo
    vecchio. E ora che nel vicolo del molo
    è passata la figlia minore dell’emozione
    diretta a ovest del paradiso, il prelato
    calvo con l’auto in panne ha scelto l’attimo
    perfetto per parlarle: e se allora non lo capiva
    in latino ora comprenderebbe anche in cinese “ti amo”.
     

  • 23 febbraio alle ore 21:32
    Segreti

    Quei segreti nei nostri occhi
    vivono nella pioggia dell'anima,
    lacrime stanche cadute
    nella solitudine,
    lacrime per irrigare in silenzio
    il nostro campo di girasoli
    illuminati anche dalla luce
    della luna.
    Segreti che restano segreti,
    segreti che in lacrime si sciolgono
    e forse si dimenticano,
    segreti d'amore,
    segreti di dolore.

     

  • 23 febbraio alle ore 18:57
    La canzone sei tu.

    Ti ricordi la prima volta…
    Cullati dentro l’incoscienza di mille dilemmi,
    ci siamo scambiati l’odore della nostra pelle,
    non c’era una canzone,
    eravamo strumenti stonati in cerca di calore.
     
    Un filo invisibile annodò il tempo,
    legando la fine all’inizio,
    l’innesto sbocciò e l’anima divenne una…
    Il chiarore illumino i baci,
    in quell’istante rosse diventarono le tue labbra.
     
    Fatto il pieno di vita,
    lentamente l’autobus riprende il suo cammino,
    le gocce della tua sorgente daranno vitalità,
    quando io racconterò la tua assenza…
    Finalmente potrò cantare questa storia.
     
    Ti ricordi la prima volta…
    Ora la sua canzone sei tu.

  • 23 febbraio alle ore 15:19
    Il guerriero

    La guerra e' alle porte
    e questa terra
    e' gia' piena di croci.
    Piena di albe morenti
    sul greto del fiume.
    Oltre la collina le mie dita
    catturano un piccolo sole
    mentre gli eroi se ne tornano a casa.
    Non mi cercare, ho pianto troppe partenze
    fingendomi ancora in vita.
    Resto e combatto, ancora.
    Un giorno, non ricordo quale,
    riposero' anch' io tra i girasoli
    finalmente in pace, indifeso
    libero da tutta questa rabbia

  • 23 febbraio alle ore 13:11
    Novilunio

    Cosi nasce la fresca uva
    che linfa inonda
    dal sussurro della terra
    nella fresca notte lavorata.

    Al pari queste mani
    periferia estranea del mio ego
    circondano il nuovo mondo
    lo nutrono di gioia
    e aroma di vittorie.

    I vecchi passi sconfitti ridacchiano
    ampi solchi d'un ardente sentiero
    ora soltanto falene e nuovi occhi 
    corona d'un tempo e premio allo spirito

    Poichè una parte del cuore invoca
    orpelli e gioielli, regali
    sinonimi di canti d'amore
    che a fiumi ribollenti escono
    da dolci vibrazioni in armonia.

    Raffaele Prem Kranti Vartan di Ianni

  • 22 febbraio alle ore 23:39
    Bacche rosse

    Baci senza memoria
    ritornano sulle labbra
    come bacche rosse
    non rinunciate
     
    Abbiamo allevato il ramo
    di vaghe corolle e pollini
    da staccare alle spine
     
    Vitamine a lento rilascio:
    la vita, dei suoi sapori,
    sa come appagarsi

  • 22 febbraio alle ore 19:07
    Avrò

    Avrò il cuore per il cielo,
    avró il corpo disteso al sole,
    avró non so... un mal d’amore!

    Avrò un mare e un ombrellone
    dove nascondere il mio rossore.
    E poi avrò un sogno tra la sabbia
    e la gente ignara,
    tra castelli fatti di parole
    e occhi attenti ma distratti,
    ma ciò che conta
    è che avrò un bel malincuore
    che orgogliosamente ondeggerà nell’oceano
    di questa estate tra coralli,
    conghiglie, stelle marine,
    e dei camaleonti nell’anima
    a farmi compagnia in riva al mare,
    mentre la vela del destino
    va lontano
    dove l’orizzonte fa l’amore
    col celeste immenso
    riflesso nei tuoi occhi innocenti.
    Avrò, avrò e ancora avrò tutto questo
    in quel tuffo nella mia vita,
    ove ogni emozione
    avrà solo il tuo bel nome
    scolpito nel mio destino
    per restarci in perpetuo.
    Avrò con te,
    solo se tu avrai con me
    neve nel ciel d’agosto
    a sorprenderci d’incanto irreale
    nella stagione della felice libertà
    che ci sospinge più in là
    via dalla realtà.
    Avrò ad occhi chiusi,
    io libera nel cuore
    viaggiando con ardore
    sognando con stupore,
    e tutto questo nella sottopelle mia
    che bramante
    sotto al sorriso del sol che mi scalda
    e poi ancora ne avrò cuore e amore,
    e sarà meraviglioso!

  • 22 febbraio alle ore 18:27
    Ah! La Vita

    Io,
    Tu,
    Tutto
    Contro tutti!
    Personalmente
    Preferisco
    Aggirare
    L'ostacolo
    Per evitare
    Questioni
    Di forza
    Con intelligenza.

  • 22 febbraio alle ore 18:18
    Alba D'Autunno

    Alba di primavera
    Con pochi sorrisi
     
    Alba d'autunno
    In un raggio di luce
     
    Fra nuvole in cielo
    Penetrano il mare
     
    Il tempo si ferma
    In un attimo
     
    Muore nel buio
    In un'alba d'inverno
     
    Volano gabbiani felici
    Fra nebbia e fiocchi di neve
     
    Sopra un mare che urla
    Una quiete in arrivo.

  • 22 febbraio alle ore 18:16
    Ai Miei Genitori

    Ho sempre giocato
    Con le stelle
    Senza capire i loro segnali
    Siete lontani
    Pur sempre vicini.
     
    Loro hanno una cosa mia
    Nella cassaforte delle luci
    Ed io non ho la chiave.
     
    Segnali!
    Tregue!
     
    Troppe le emozioni
    Nei giorni corti
    Nei giorni lunghi.
     
    Vorrei quella chiave!
     
    Perdonatemi!
    Donatemi!
    Pregate!
    Beneditemi!
     
    Mi manca il tempo dei sogni.

  • 22 febbraio alle ore 14:52
    Sto attraversando una strada

    Sto attraversando una strada
    col sole d'inverno,
    un sole giovane
    bacia la silenziosa terra
    e le mie spalle
    su cui gravano memorie,
    desideri lasciati a metà,
    emozioni celate dentro canti
    cantati a bocca chiusa,
    ultime parole ribelli
    che parlano agli specchi
    nelle stanze dalle mille crepe
    da cui si vede il mare,
    dove naufragano i riflessi
    della mia identità,
    dove ogni onda mi ricorda
    il perpetuo amore,
    il sogno di un eterno andare.

  • 22 febbraio alle ore 13:14
    Adesso

     
    La spiaggia è stanca di sabbia e basta,
    di aspettare che qualcuno la raggiunga,
    che la calpesti fino al limite dell’onda
    e la rimuova dentro un cerchio d’orme.
     
    La stessa cosa, il mare.
    In questo inverno uguale agli altri,
    sbadiglia a nuvole indecenti
    e si raccoglie a miglior fortuna.
     
    Adesso chiamo primavera
    e le dirò che arrivi esagerata,
    scortata dalle rondini migliori,
    bagnata d’acqua di colonia antica.
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2004

  • 22 febbraio alle ore 12:58
    Adriatico

    Chiazze sparse nella macchia
    Annaffiate da un mare
    Che vive e che dorme
    Con i ricolmi sogni
    Nei miei occhi chiari
    Mentre si calano nell'azzurro
    E lontano infinito dei giorni
    Che scivolano sull'onda che naviga
    E si perdono lontano
    Nel mare degli anni
    E nel ciclone del tempo
    Per annegare con i miei sentimenti.
    Alberi sparsi come sogni nel verde
    Tigli ribelli in riga irti e slanciati
    Abbracciati stretti
    Come coppie di ballerini
    Che danzano al vento.
    Ora giganti buoni
    Con le loro folti braccia
    Si cingono e si baciano.
    Ora giganti cattivi litigiosi
    Come mostri preistorici.
    E mentre sfidano il cielo
    Nella calma d'agosto
    Dispettosi impediscono ai miei occhi
    Di vedere l’amore in concerto
    Dal sapore profano oltre la siepe.

  • 21 febbraio alle ore 22:33
    Rendimi l'ombra un riposo

    Non far divenire cenere le mie parole,
    portale al mare senza più il loro dolore,
    rendi possibile l'amore che si ricuce
    tra la luna e le nostre anime immortali,
    mentre suona lontano un violino,
    mentre salto gli inganni
    dentro mille specchi,
    ritrovando la verità di un pensiero
    dentro un calice di vino.
    Rendimi l'ombra un riposo
    e non una realtà ferita e muta.

     

  • 21 febbraio alle ore 13:37
    Mi sembra di esser

    Mi sembra di esser
    andata via lontano,
    mi sembra
    di aver visto insieme
    tutti gli astri del cielo
    e di averne scoperto
    il loro mistero,
    mi sembra di essermi
    ricongiunta al grande
    spirito universale,
    guardando semplicemente
    un fiore sbocciare
    o un tramonto che scende
    sulla tua casa
    o guardarti dormire
    dopo averti parlato d'amore.
    Sembra di esser lontano
    dal perimetro delle mie orme,
    sembra di aver dimenticato
    perfino il mio nome.

  • 21 febbraio alle ore 13:36
    Siamo fatti di momenti

    Momenti in cui si emerge
    dall'ombra,
    momenti in cui si ritorna
    nell'ombra.
    Siamo fatti di momenti,
    di attimi mutevoli di pensieri eterni,
    siamo fatti di parole
    che cadono nei silenzi,
    raccogliamo sogni
    per sentire cantare la vita
    con tutti i suoi sforzi.

  • 21 febbraio alle ore 12:29
    Di qua terrò questi miei giorni

     

     
     
     
    Dammi una fune
    per legare al palo
    il passato ed il futuro,
    stretti stretti fino a imprigionarli.

    Farò infiniti giri attorno,
    finalmente sveglio,
    e aspetterò le piogge pulenti
    coprendo solo amori e sogni.

    Di qua terrò questi miei giorni
    ancora in piedi e quasi orme.
    Ne coglierò le ore eccellenti
    e le custodirò nel retro dei miei anni.

    Se non succederà,
    allora dammi una lama
    che sciolga e punisca
    la mia smania di vivere.
     
     
    *
    Anno 1978
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Prefazione Angela Ambrosoli)
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 21 febbraio alle ore 9:14
    La caduta

    Nell'abisso di un attimo
    posi il mio sguardo
    era nero
    era bianco
    quell'attimo rosso era
    freddo caldo
    senza riguardo
    alcuno
    verso il mio sguardo...
    capii
    che quell'abisso
    non era l'abisso
    di un attimo
    ma l'attimo
    caduto nell'abisso
    che non vuol più
    tornare

    Taranto, 17 febbraio 2021
     

  • 20 febbraio alle ore 22:46
    Come il vento

    Pietra su pietra costruimmo

    l’amore che si perde al vento.

    Perché sai è questo l’amore!

    Non ha casa, ma risiede.

    Non ha tempo, ma trascorre.

    Non invecchia e pure vive.

    Non ha inizio e non ha fine.

  • 20 febbraio alle ore 12:49
    Pulsione d'amore

    Leggiadro amor, come una bella rosa sbocci nell'anima con incantevole zelo celeste, e il suo olezzo conquista i miei pensieri catturati dal nocciolo della tua essenza, volto del vero amore! Oh, sentimento fiorito attraverso le tue mute parole tradotte in deliziose trepidazioni puro balsamo di dolci versi che ne tempo, ne col fato avizziranno mai sfumandosi nelle fredde folate della vita. Invadi nel mio intimo con soave calda carezza, toccando il mio essere più nascosto, e sii meravigliosa pioggia di emozioni al chiarore del nostro amore nell'oceano della palpitante voluttà, ebrezza nel bel vortice colmo di sussulti spasimanti trascritti dai nostri baci, circoscritti da veementi brividi celebrati dal nostro irrefutable legame, ove ogni effusione d'amore dolce dono di rinascita ci dona, soggiocati dal suo eterno paradiso nel limbo del nostro peculiare amore, siglillando risoluzione per la nostra vicendevole cura, e intrecciando in un unico sentiero le nostre vite in un unico sentimento. L'amore!

  • 20 febbraio alle ore 10:38
    Al paradiso dei mendicanti d’amore

    E’ stato uno strano risveglio,
    nel labirinto dei pensieri del giorno
    c’è una gemma sconosciuta nel menù
    in vendita al mercato del giglio,
    il bianco nello stemma e lo scrigno
    delle emozioni ancora in blu.

    Eppure eri ancora tu a guidarmi
    nelle vie di una città senza dolore,
    i solchi del destino a sfidarmi,
    col vento che disperde l’odore
    di foglie e fiori informi.
     
    Credi d’aver visto ancora l’umano:
    una grotta col cartello "affittasi
    solo agli amanti col raffreddore”,
    e la fila delle anime al settimo piano
    del paradiso dei mendicanti d'amore
    in vana attesa della prossima estasi.

    E di un film dove alla morte si sopravvive
    e l’eterno è una scelta personale,
    o solo il confine di risposte elusive
    nei sogni confusi di una notte boreale,
    vere come un gioco d'ombre sul fianco
    della montagna nella notte senza stelle
    o come un danzatore di flamenco
    nella terra dei draghi e delle caravelle.

    Non abbiamo capito- interrogo il quaderno-
    cosa c'è da sapere di più di questa gabbia,
    se non che siamo stati un freddo inverno,
    un arcobaleno che filtra tra la nebbia
    una luce spettrale, un suono sordo
    un temporale senza lampi d’argento
    e una canzone finita a metà accordo.
     

  • 19 febbraio alle ore 20:28
    Ti Amo

    Ti Amo Ti amo e basta. Ti amo per i brividi che mi attraversano il cuore, ti amo come non mai ti amo per le parole d'amore che teneramente mi sussurri in penombra sul ciglio dei nostri sogni. Ti amo, per le mani che baci con trepidazione mentre mi giuri amore eterno in ginocchio come un principe azzurro, ai piedi della sua amata principessa. Ti amo, per tutte quelle volte nella quale il mio corpo perso nel tuo, raggiunge l'universo mai inventato prima. Ti amo, tanto, quando i tuoi occhi profondi come il bene chiusi vedono in segreto i miei ammirandoli amandoli, quando ti guardo implorandoti lodi di pura inaudita sensualità. Ti amo, ti amo, e ti amo ancora, ogniqualvolta che ti amo e per sempre unicamente come la prima volta, perché io, ti amo e basta!