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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 febbraio alle ore 12:00
    Bugie

    Ho spostato il mio pensiero altrove.
    Ho parlato ad altri, fingendo che fossi tu.
    Tu non ascolterai più i miei silenzi.
    Altre orecchie sentiranno le mie parole.
    Altri occhi vedranno i miei sguardi.
    Altre labbra sentiranno i miei baci.
    Perché non è più possibile amare l'impossibile.
    Perché fa troppo male fingere di star bene.
    Ho mentito a me stessa, immaginando fossi tu...
    C'è solo un modo per far guarire  il cuore...guardare altrove...

  • 07 febbraio alle ore 15:25
    E compresi il mare

    E compresi il mare,
    quando lontano dalla riva
    ascoltai le parole nascoste
    nella voce delle onde,
    dicevano di perdonare
    l'ostinazione del cuore,
    di lasciarlo libero
    anche di ferirsi e sbagliare
    e silenziosamente vivere
    nei respiri dell'amore
    che il sogno moltiplica,
    inchinando tutti i fantasmi
    e le altre forze,
    a volte anche la morte.

  • Col viso annoiato pizzicato dal freddo di questo scarnito meriggio vado in cerca d'umili allegrie nel coraggio di dare un senso al mio andare ridotto a parole d'inchiostro scritte a descriver col cuore "lo stupendo fluir della vita come onde o come tempeste di mare a donar momenti di burrasca o di piatta calma in cui la mia anima si specchia e si fonde in continuo mutamento nella nostalgia di momenti perduti" a viver il mondo e le sue contingenze pur stemperate da desideri e riluttanze E mi considero un gran fortunato d'avere Voi che leggete e rileggete i miei versi donandovi in lusinghieri giudizi e andando di vostro oltre le porte che trovate sbarrate . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati I versi scritti in "inciso" sono di Gianfranca del Pennino

  • 07 febbraio alle ore 12:06
    Profumo di nulla

    C'è qualcosa di distante nella mia mente stamani ricordi speranze desideri illusioni certificate che s'addentrano fin dentro l'anima nella coscienza di non aver potuto mai essere ciò per cui sono nate In me in questo mio passeggiar mattutino i passi del mio andare sentono questa sensazione di distacco nel subbuglio del cuore nel suo bum bum che si accentua E proseguo scivolando lentamente nell'ignavia che già degradata e travagliata riposa negli occhi che incontro . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 07 febbraio alle ore 12:05
    Astrattismi

    Tengo rinchiusi nei cassetti remoti della mente i miei scritti dove racconto intriso di pace astrattismi e sogni e anche il Purgatorio che raccoglie a mo di smistamento nel calvario per l'Inferno o nell'estasi per il Paradiso tutto ciò che mi passa per la mente nella fragilità senza confini che riesco a esprimere nei miei giorni E mi vien di chieder perdono alla vita per averle ritornato quasi nulla nel mio divorante istinto d'egoismo in cambio dei piaceri che essa ha donato alla versione più giovane di me . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Leggere brezze brividi da sconforto penetrante e freddo nell'anima indolenzita fanno da contrappasso al caldo degli occhi avvampati di rabbia sotto il pulsar delle tempie Ti guardo mare e vedo Manuel nel suo nuotare che non è più nelle sensazioni d'impotenza che scuotono i miei nervi in questa sorta d'inverno che prende i contorni d'una mesta tristezza relegandomi ai margini del mio pensare lasciandomi senza emozioni a credere che forse il mio tempo non ne ha il bisogno .

    esare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 07 febbraio alle ore 0:20
    Sei tornato ieri

    Sei tornato ieri
    in un pensiero inaspettato,
    mi eri di fianco
    con la tua sciarpa,
    mentre ti allacciavi le scarpe
    per poi percorrere una strada
    lontana dalla mia,
    ma sei tornato lungo il viale
    dei ricordi
    e di immagini costruite
    con il sale delle lacrime.
    Sei tornato ieri
    con il tuo cielo negli occhi:
    torna ad essere ancora
    l'angelo che mi chiedeva
    il cuore e la voce,
    torna a tessere ancora poesia
    con fili infiammati d'amore
    e stupore.
    Sei tornato ieri,
    ma oggi è dolore,
    aspettando la realtà
    per continuare a vedere
    quel cielo nei tuoi occhi.

  • 05 febbraio alle ore 22:51
    Cercavo di non amarti

    Cercavo sogni nelle tue parole,
    mentre mi ferivo
    dentro i silenzi.
    Cercavo i tuoi occhi
    quando ti voltavi,
    cercavo di dimenticarti,
    mentre faticavo
    a non emozionarmi
    davanti al tuo ricordo.
    Cercavo di essere forte,
    ma trovai tutte
    le mie debolezze
    dentro un intreccio di mani,
    cercavo di non amarti,
    ma trovai il cuore
    che aveva già deciso.

  • 05 febbraio alle ore 22:04
    Stretta luce

    Germoglia 
    dal velo della notte
    la nostra vita
    Si infuoca l'alba
    la bocca canta alle costellazioni
    La Terra gira nel cuore
    come un'arancia rossa
    nella densa scatola del buio
    Tutto intero ti ho visto 
    feritoia della luce
    spina perfetta
    negli angoli della mia carne
    rarefatta

  • 05 febbraio alle ore 21:21
    Chiedo un armistizio alla vita

    Pensieri a dare impulsi al buio dei capisaldi del vivere esposti a qualsiasi intemperia Dar luce ai patti con il cuore e farli apparire necessari e urgenti E arrivo così ardente anima a conclusioni sofferte clandestine senza consistenze d'amore a svolgere il loro ruolo d'innocente malafede ostili alla mia passione . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 febbraio alle ore 17:41
    Un tuffo a mare a gennaio

    Sei andato a tramontare lì,
    dove tutto ebbe inizio.
    Dove non ero nessuno
    ma mi sentivo un re,
    dove la città era mia
    senza saperne il perché.

    Ora ti guardo da lontano,
    come chi ricorda l'estate d'inverno,
    come una canzone fuori stagione,
    come un groppo infondo al cuore.

    Mi assale senza avviso
    ma con dolcezza,
    tenerezza degli anni che non ci sono più.
    Giri infiniti su un motorino,
    belle chiacchiere senza senso,
    baci lunghi quanto l'attesa di un treno in ritardo.

    Assolto, dal destino che mi si è rivelato.
    Ero un bambino e mi sono svegliato
    grande e diverso.
    Disperso tra mille pensieri
    ma con lo stesso sguardo di ieri.
    Perché comunque vada,
    ci sarà sempre amore sulla mia strada.
    Ci sarà sempre un figlio da accarezzare,
    una spalla sulla quale riposare,
    un sorriso per chi è con me,
    un volo di gabbiano e un tuffo a mare a gennaio.

    Febbraio è vivo ora,
    è giunta la mia ora,
    il buio non mi spaventa più,
    il freddo mi tiene compagnia
    e la felicità mista a nostalgia
    è quella di prima.

  • 05 febbraio alle ore 9:47
    Intanto il cuore rimane qua

    Tempi spietati di disperazione segnano il destino portando attraenze immobili nell'anima disboscata Calanti feritoie generate dalla natura matrigna fascicoli immortali la cui memoria s'è persa nel vivere spettrali che parlano delle gioie dei dolori a donare alla mente il piacere cinico della vita franata nei migliori ricordi ora intrisi di paura . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 febbraio alle ore 9:46
    Amo il mio tiranno

    Soffre il cuore per le ferite di tante battaglie sanguina mesto nel dolore dei battiti non più convinti di viver la vita stanco delle carezze mai ricevute e logorato dagli sforzi mal ripagati Spento muto stordito annullato scandisce d'inerzia il suo tempo nel torpore che insinua la rassegnazione piuma leggera a sfiorare la vita che s'avvia all'estasi dormiente E chissà forse ne potrebbe esser contento a chiuder d'euforia i disincanti vissuti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Desttierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Quando vedo i tuoi occhi stanchi
    Che rifiutano l’eco di un sorriso
    Quando ascolto la tua bocca muta
    Che più non apparecchia l’aria di parole
    Mi chiedo quale sia il senso di un corpo a metà
    Imprigionato in una mente intera
    Incapace di sfogliare i vecchi album di figurine
    Inetto ad affrontare un semplice passo
    Fugace al sibilo di un singolo fono
    Nel disperato appello di un urlo che muore in gola
    Ancor prima di nascere.
     
    E non posso che stringerti la mano
    Abbracciare la tua fronte candida
     
    Tu
     
    Che ora sei fragile
    Come un silenzio di cartapesta
    Sei il volto umano di mio padre
    Nel sudario delle mie lacrime.

  • 04 febbraio alle ore 13:46
    Brividi

     
    Silenzio inverecondo regna
    in questo micro tempo vincitore.
     
    Ora che i brividi giungono al cuore
    come se la felicità non fosse mai esistita,
    io, dietro i vetri della mia finestra,
    vado sfaldando i resti dell’attesa.
     
    E mi abbraccio, quasi innamorato
    di ciò che non riesco a dimostrare,
    dell’aria ingenua che mi ha pervaso
    da quando bimbo credevo nelle fate.
     
    Mi porto al collo un lembo di coperta
    ma non del gelo tutta è la colpa.
     
    Sono brividi d’insana solitudine
    che spossa e spossa più dei ghiacci,
    che spoglia la mia anima indifesa
    e la trafigge senza che sangue n’esca.
     
    Mi coprirò, aspetterò la dolce luna
    ma questa notte alle abusive stelle
    intimerò di togliersi dal campo.
    Non ho la voglia di legittimarle…
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
     

  • 04 febbraio alle ore 9:50
    Oggi

    Oggi sembra ma così non è un giorno diverso In questo mattino nuvole senza alcuna solarità avvolgono d'ovatta gli spazi in tenui ombre di veli Io me ne vado ciondolando con il mio Noel ascoltando pian pianino il risveglio nelle case nei segnali di luci accese che danno un colore diverso al guardar dei miei occhi E anche oggi come ogni giorno aspetto le mie speranze forse perchè l'anima mia ha imparato più a sperare che a vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 febbraio alle ore 20:42
    Ore 02.40

    Ore delle mie notti che siete rifugio dei miei pensieri molo d'approdo dei tormenti che intridono il vuoto dei giorni c'accolgon d'abbracci i pianti raccolti A voi immolo il mio tempo la solitudine e le sue passioni sballottate nell'anima da bufere d'interioritá che smuovuon le lacrime e dominano su riflessioni e bivacchi in giorni di pena nei quali cerco il ritiro in me stesso e dove mi perdo dentro la mia esistenza E piango attimi dell'anima che giurai già una volta di non ripetere più nel loro comandare alla mente la ribellione suprema e imporle il ricordo di un'ombra che ritorna ad un tempo a un'adolescenza di mosche schiacciate sotto naso emozioni regolarmente irregolari a rappresentare il mio essere imboscato in quell'ombra senza alcuna riconoscenza al mio vissuto . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 febbraio alle ore 20:40
    Se potete,perdonatemi del ritardo

    E rigrazio d'avere in me quella forte spiritualità che mi viene dai musei della vita luoghi ideali dove m'intrigo di grande energia posti speciali dove mi raccolgo a calarmi nello sguardo lungo e profondo della mia natura d'uomo là chiedo con tenacia e dolcezza le mie grazie a Dio suggellando così la nostra empatia e sprezzando ogni sentimento di paura E parlo della sinfonia ancora stonata dei miei scritti che vorrebbe tempi dilatati per arrivare a Voi intonata ma che sarà suonata quando i demoni dell'inchiostro si redimeranno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 febbraio alle ore 20:39
    È domenica

    Sullo sfondo bellissimo del mio lungomare assaporo tranquillo la soave dolcezza del mio non cercar compagnia Quell'immenso piacere d'aver tutto per me l'orgoglio del mio esilio a attenuare le mie inquietudini e donarmi la cosciente paranoia di poter esser ua uomo normale Là lascio a briglie sciolte la mia immaginazione riconoscendomi nel piacere d'apprezzare la bellezza dell'unico fiore raro verde e profumato germogliato tra le dune del mio arido deserto speciale perchè nato per non appassire dove le delicate farfalle del vivere si posano a suggerne il nettare E io stupito da piaceri e sospiri con gocce d'amore lo innaffio . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 febbraio alle ore 20:38
    L'affannoso respiro dei giorni

    Placide onde rumoreggiano immerse nel loro soffice rotolarsi meraviglia di profonda visione ai miei occhi spiaciuti risuonanti tremule di bianco e d'azzurro a infrangersi in mille gocce sulla sabbia e trasportando nella loro risacca il piacere di tornar a esser ancora mare Così sono i miei pensieri nostalgie struggenti di ricordi privi di vita con l'anima schiumosa di afflizioni continue in giorni vissuti come fosser della tragedie a albeggiare in allegria e tramontare nella tristezza . Cesare Moceo

  • 03 febbraio alle ore 17:40
    Orizzonte di qua

    sei quella che arrossita
    getta gli occhi altrove
    e fa sorgere soli sul viso

    togli le parole a chi
    chiede in punta di piedi
    sporgendosi dal respiro

    poi torni a guardare
    l’orizzonte di qua
    senza morire

  • 03 febbraio alle ore 12:16
    Porte blindate

    Lacera l’indifferenza
    nell’assenza di un sole
    ormai dimentico…
    si blindano le porte.

    ***Al di fuori di tante porte, oggi…tanti muri!***

  • 02 febbraio alle ore 22:45
    Zucchero filato

    Arranco fra luci al neon e buchi neri.
    I polmoni rendono miele dal fiele.
    La carne vuol prendere il volo,
    salire negli abissi senza tempo e nello spazio in vibrazione.
    Intreccio una trama di zucchero filato,
    in attesa sulla mia sedia a dondolo.
    Le luci abbaglianti infilzano con lame di fuoco gli occhi degli amanti.
    Grido.
    Esce solo altro zucchero filato.

  • 02 febbraio alle ore 21:06
    Rapidi lembi di cielo... scorrono

    È così bella la poesia ispirata dal mio andare con lo sguardo rivolto al mare dove gli occhi non imputridiscono per qualche rima che non vien baciata e non si offende o piange Mi siedo dove posso e scrivo parole che parlano in essa del futuro di quel che di essa potrà rimanere nei sentimenti sinceri emanati nelle emozioni intense che donano ansia alle passioni impossibili dalla nostalgia di ciò che non è stato al rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere al tormento di non essere altro se non quello che nel nostro tramonto adesso noi siamo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 21:04
    Qui nacque

    Suoni in dissonanza col mio sentire vorrebbero accompagnare l'essenza dei miei pensieri nel suo voler rimanere cristallizzato nel tempo Tra qualche secolo ciò che in me oggi è incomprensibile grazie ai miei scritti crocevia dei miei abbandoni fulcro del mio godere potrà essere compreso E resto nel buio della mia interiorità a vivere delle piccole cose di ogni giorno piccole realtà a restituirmi la meraviglia e lo stupore per ogni attimo vissuto con la sola luce del domani a risplendere fulgente . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati