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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 04 febbraio alle ore 9:16
    Casa antica

    Scendo per le strade serpentine
    con abiti gemmati di grandine.
    Un’elegia vibra nella pelle, di notte,
    e la luna è calda lassù.
    Fra dolmen abbattuti cerco il cippo del Padre.
    Nel cippo c’è l’iscrizione cifrata,
    il sigillo per il cammino del ritorno.
    Salgo tra lapislazzuli di nuvoli,
    verso le porte della casa antica,
    al Re felice e alla Madre saggia.
    Arrivo e porto il Tuo Libro.

    Fogliame deperito nelle vie della passione.

    Casa antigua

    Desciendo por las calles tortuosas
    con un vestido emperlado de escarcha.
    Una elegía vibra en la piel,
    es de noche,
    y la luna arde, allá arriba.
    Por los dólmenes derruídos busco el cipo del Padre
    en el cipo hay una inscripción cifrada,
    el sigilo para el camino del retorno.
    Subo entre lapislázulis de nubes,
    hacia las puertas de la casa antigua,
    al Rey feliz y a la Madre sabia.
    Llego y traigo Tu Libro.

    Hojarasca descolorida en las aceras de la pasión.

  • 04 febbraio alle ore 4:29

    A volte la paura può fermarti... è solo paura.
    A volte la rabbia può manovrarti, ma sei tu al comando.
    A volte il dolore può spegnerti, ma tu sei luce...
    Continua a camminare...
    Ci sono emozioni che ancora vale la pena vivere,
    Esperienze che ancora ti aspettano.
    La vita che ancora stringi tra le mani.
    A volte le lacrime non ti permettono di vedere oltre, ma ce ne sono di cose da guardare.
    A volte la mente si annebbia, ma tu lasciala libera e torna a volare.
    Niente è finito...
    E' solo un nuovo inizio.
    Raduna l'essenziale e riprendi il cammino.
    Approderai altrove, forse lontano...
    E magari troverai quel posto che cercavi.

  • 04 febbraio alle ore 0:19
    Lacrima non fu concessa

    Lacrima
    non mi fu concessa
    per dar'asilo
    a dolore e gioia
    Fu caverna secca
    -esilio di sorgente
    -tormento scelto
    ...
    Lacrima
    non mi fu concessa
    -olio ed acqua
    sacramentali-
    non aprirono canali
    Lacrima non mi fu concessa
    ...
    Andai per anse
    di rudi terre
    in grasso humus
    affondate
    E affondai
    Andai per saette
    -febbricitante
    cielo delirante-
    E illuminai
    Andai bruco
    -del grasso gelso ventre-
    fui lì seta per il petto
    Oh sì lo fui!
    Andai centro
    del buio e del fuoco e del vento
    ...
    Ma lacrima
    non mi fu concessa
    Che desse ragione
    a ogni mia emozione
    Non ci fu pace
    Non ci fu lacrima
    Mai
    mi fu concessa lacrima.

  • 03 febbraio alle ore 20:22
    Ancora

    E tu mi chiedi ancora, ma ancora non è abbastanza
    Per quello che vuoi tu, o forse per quello che so dare io
    Non è abbastanza per te quello che ci lega,
    non è abbastanza quello che ci piace
    non è mai abbastanza, perché non ti accontenti
     
    e tu mi chiedi ancora, e io mi immergo nel tuo profumo
    di fiori e di terra, di equilibri trasparenti come l’aria
    e di parole scritte e non dette o sussurrate
    tra il sudore della nostra pelle, incollata l’una all’altra
    e la tua risata forte che riempie il cuore e l’anima
     
    e tu mi chiedi ancora, ma ancora è troppo per me
    perché io amo il silenzio che accoglie i miei pensieri
    e li dipinge su pareti in bianco e nero
    mentre tu ami il rumore che te li disperde
    come si disperde la polvere in una giornata di vento
     
    e tu mi chiedi ancora, ma ancora non è abbastanza
    come non sono abbastanza le parole che vorrei dire
    come non è abbastanza il tempo che ci vorrà per dimenticare
    perché non sono capace di cancellare con il tempo
    le emozioni che hai saputo darmi…

  • 03 febbraio alle ore 20:00

    Ho scritto molte cose.
    Ho parlato di me, di chi avevo vicino e di cosa attorno a me accadeva. Ho parlato di persone incontrate, alcune "Bianche" e altre decisamente "Nere". Ho parlato di quello che hanno lasciato in me gli avvenimenti, le parole e i gesti. Ho espresso pensieri che gli atteggiamenti altrui suscitavano in me. Ho dato libero sfogo al dolore, alla rabbia e a quel vuoto che a volte mi ha accompagnata. Malgrado questo, ci saranno sempre alcune cose di me di cui non parlerò mai. Come ogni anima sospesa in un mondo che spesso non sente suo e non la rispecchia, nascondo anch'io i miei segreti. Mi vedono come la roccia, ma in pochi sanno che dietro quella roccia apparente si nasconde una persona che non racconta più ciò che sogna. Mi vedono come la guerriera, ma quasi nessuno ha compreso che dietro la mia armatura c'è una semplice donna che aspetta solo qualcuno che combatta a fianco a lei e le faccia dichiarare per un po' di tempo quella "Resa" che da tanto aspetta. Mi vedono piena di coraggio, ma il coraggio parte dalla paura, il coraggio è solo la volontà di tentare e di rischiare e io lo faccio nascondendo la paura che in me suscita. Se pensate che io sia una persona che non ha bisogno di nessuno avete sbagliato tutto... Vorrei avere qualcuno che invece sappia vedere in me le cose più fragili e se ne prenda cura... Con un abbraccio, una carezza e un po' di verità. Non ho bisogno di chi mi dice quanto io sia speciale, quanto sia forte e coraggiosa. Quanto io sappia essere una buona amica e una bella persona. Ho bisogno di qualcuno che riapra quelle porte ormai chiuse da tempo. Che faccia tornare a respirare la dolcezza che si è mascherata di durezza. Che possa farmi esprimere ancora i miei sogni attraverso un semplice mano nella mano. Ho bisogno di qualcuno con cui piangere e non qualcuno da consolare. Qualcuno con cui potermi emozionare fino alle lacrime e non qualcuno da cui dovermi difendere mostrando durezza e nascondendo le lacrime. Ho bisogno di ridere e di essere motivo del sorriso di qualcuno. Come donna e come persona io non sono solo coraggio, forza e durezza... Sono anche tutto ciò che non mostro più. Quel "Tutto" che aspetta solo la persona giusta per mostrarsi ancora e senza paura.

  • 03 febbraio alle ore 18:55
    Ho frequentato

     Ho frequentato l’amabile luogo dell' amore,
    la sua trepida sala d' attesa.

    Ho fatto la fila 
    sfogliando una rivista.

    Sono stata cordiale col tuo bacio. 
    Ho respirato la brezza del tuo profumo. 

    Mi sono aggiustata una ciocca di capelli
    nello specchio dei tuoi occhi. 

    Ho aspettato  che la notte
    si ubriacasse di luna.

  • 03 febbraio alle ore 14:13
    Cercando

    Abbracciata al vento sono in questo fluire deserto
    senza confini della mia anima a decodificarne il senso
    la vita stessa, il connubio cielo e terra
    Il morire del sogno.
    L'altrove di te nello spazio infinito senza
    suono nè rumore, presenza che mai in me
    si disgrega.

    Anche il cielo stasera sibila tra le siepi
    appanna il vetro, ignora il mio turbamento
    più denso il distacco, più fitto il mistero
    a scrivere l'essenza di vivere a fondo.
    Sino a dove esiste il cosmo, sino a dove
    il confine della mente tra le sfere...
    Sarà un morire senza risposte,
    eppure tu ritorni a me senza rumore

  • 03 febbraio alle ore 13:24
    Sei Tornata

    Rotola la luna sul dorso della collina
    Sale e scende un po' ubriaca,un po' allegra.
    Un segreto d'amore l'accompagna:
    sei tornata!
    La vetrata aperta l'aria fresca
    Il plenilunio un biancore
    profumato di fiori
    E immagino già i tuoi grandi occhi azzurri
    Guardarmi coraggiosi e preoccupati
    sulla porta timida mi saluti

  • 03 febbraio alle ore 13:10
    La neve

    Ogni suono è ovattato
    il silenzio del mondo
    arrivato, piccoli cristalli
    dell'atmosfera.

    La neve scende a falde
    copre tutto
    senti l'aria che frigge.

    Tornano,vedi ,ricomposte visioni,
    la neve,i bei tramonti
    un'antica rima mescolata
    alla vita.

  • 03 febbraio alle ore 13:07
    Amore

    Lascia che mi stenda accanto a te, che il tempo rinunci al suo vorticoso incedere
    e silenziosi attimi di pura irrealtà scivolino sulla pelle,
    carezzevoli come piume.
    Lascia che i miei occhi si chiudano.

    Che siano i tuoi ad aver cura del mio abbandono,
    dell'ombra sottile che le ciglia
    proiettano sulle guance bambine.

    E non aver paura di accarezzarmi,
    di sfiorare la curva del collo per scostarne i capelli:
    il tuo tocco scioglierà ogni timore, in un brivido.

  • 03 febbraio alle ore 13:06
    La voce del mare

    Uscivamo certi pomeriggi
    andando a cercare
    con le mani nella sabbia
    ciottoli e conchiglie
    mi dicevi,
    "sei buffa!"
    e a me piaceva.
    Non c'era mai nessuno
    vicino al mare,
    solo il vento.

    Andavamo lì
    per stare insieme
    ti dicevo,
    "andiamo via,
    c'è troppo vento";
    ti chinavi,
    prendevi una conchiglia
    e mi dicevi
    "fermati, e ascolta*
    la voce del mare
    e dei nostri sogni".

  • 03 febbraio alle ore 13:05
    Disequilibrio

    Biglia la gravità
    mi è amica
    e mi dà vita
    a rotolare;

    io sul piano inclinato
    dell'esistenza
    cerco con difficoltà
    l'equilibrio di sopravvivenza

    Ma un incontrollato
    abbrivio
    vince la mia sofferta resistenza

  • 03 febbraio alle ore 13:04
    Pregiudizio

    Quello che si dice
    degli altri
    nei luoghi comuni
    agli angoli delle strade
    può non interessare
    o aprire ferite profonde
    come il letto di un fiume

  • 03 febbraio alle ore 12:26
    Sentimenti e sogni

    Lungo è il sentiero

    che conduce all’orizzonte

    della serenità

    tanto invocata…

     

    dove ogni cosa

    è profumata quiete,

    esaltante  leggerezza…

     

    dove un arco

    di sublimati colori

    congiunge sentimenti e sogni…

    dove la mente

    si libera dal corpo

    e in esso ridiscende

    per insufflare vita.

  • 02 febbraio alle ore 20:50
    Io e Te... da soli

    Non basteranno mai
    tutti i baci che ci daremo
    per confortarci e aiutarci
    nella nostra solitudine
    Saremo l'uno per l'altra
    teneri badanti
    con i nostri cuori
    traboccanti d'antichi sentimenti
    E rideremo
    e converseremo con allegria
    ricordando il tempo passato
    nel nostro accorgerci di quanto
    avremo ancora da raccontarci
    E continueremo a sognare
    in una sorta di felicità celestiale
    rapiti dal canto delle allodole
    in immensi cieli azzurri
    dove luminose nuvole bianche
    ci attenderanno ansiose di cullarci
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:48
    4 marzo 2018

    Molluschi

    apparecchiati con piselli appassiti
    in saluti amichevoli

    a racimolare consensi

    scheggiati lentamente

    abbarbicati all'erosione del tempo

    bagnati dai fiumi dell'oblìo e da lampi

    che ne pongono fine ai trionfi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:46
    Sensi

    Svuotato e fragile

    a volte mi lascio andare
    a attimi di commozione

    che mi prendono l'anima

    nel godimento di una felicità
    mai provata prima

    E mi esalto al mio destino

    a cui chiedo la forza
    per capirmi in quei momenti

    e di trattare il mio futuro
    con la stessa serietà del mio Essere

    ma che il più delle volte invece
    fa di testa sua

    a impormi di capire d'esser nato
    per accettarlo così come viene

    pur nella sua volontà

    di farmi superare veloce
    i tormenti del vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:45
    Piccole stelle... brillano

    Il mio sorriso storto e scialbo

    a vagare senza meta...
    tra le angosce nascoste

    e regalato al mondo
    nell'impotenza dei gesti

    E nella loro disperazione

    gli occhi strabuzzati

    vecchi compagni
    del viso e dell'adolescenza

    inchiodati nell'anima smorta
    senza più alcuna speranza

    a chiedermi il perché di quello sguardo
    di dolorosa compassione

    E domandarmi

    trasportato dalla fantasia
    e da irriverenti ironie

    cosa ne sarà di loro

    della loro infelicità

    celata tra le rughe insoddisfatte
    e le smorfie di sarcasmo

    E vivere così
    sempre a recitare nella commedia della vita

    allegria di frivolo successo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:43
    Il nostro amore per il mare

    (a Lidia Gabriella Giorgianni
    Cefalù 01/02/2018 ore 09/50)

    Giorni trascorsi
    restando fermo
    immobile senza scopo
    a guardare il mare
    a conservare muto
    il dominio della volontà
    e della ragione
    a ricredermi e distrarmi
    in pensieri di necessità
    che mi affretto a spegnere
    con tutto ciò
    che incontra il mio sguardo
    in quest'orizzonte
    E continuo così inchinato
    allo scorrere del tempo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:41
    Amori e torture

    Si lamentano i passi

    appartenuti ad un tempo
    al vissuto di un uomo

    celebrato per l'importanza
    del suo andare veloce

    Ora invece quei passi
    son divenuti pesanti

    costretti come sono
    a sopportar dissesti e lamenti

    e i pianti di un corpo
    cui immaginava ben altra fine

    E resta distinto
    da meritar mille elogi

    a tener lontana
    qualsiasi infamia

    al piacer del lavoro
    per cui si struggeva

    che ai posteri resterà
    d'eterno ricordo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 20:39
    A Voi che avete il pregio di essere posteri

    Emozioni forti vivrete
    a resistere e districarsi nel tempo
    e consolidarsi in sempre accese passioni.
    Avventurarsi e vivere alla giornata
    nell'anarchismo senza futuro
    porta a un pieno solo di parole e gesti vuoti
    a preludere a fallimenti e vane velleità.
    Gesti folli e disperati
    manifestati nelle forme più acute
    nella povertà del vissuto di costrizioni
    di oneste persone
    a arrendersi stremati alla vita
    e perdere i loro giuramenti
    alla fedeltà alle passioni
    e vanno in prestito d'orgoglio
    nelle ossessioni nostalgiche
    che avvolgono l'anima
    e decidono di vivere
    uccidendo se stessi e gli altri
    lasciando in eredità
    solo brividi di pazzie.

  • 02 febbraio alle ore 20:38
    Sonata per amore cannibale

    Sotto le vesti
    di un Dio distorto
    le spire
    delittuose
    di un lupo
    uscito dal branco

    Nel vento
    che addenta 
    l'incalzante
    rivolta

    Si leva 
    un canto
    che arrugginisce
    la condanna
    d'aver girato
    le spalle
    al fuoco

    Guardami adesso
    lasciare
    fiori esangui 
    nel cielo
    del tuo destino

    Ho ucciso 
    amore cannibale
    e questo demone
    grandioso

    mi libera
    per sempre

    mutando 
    il ghigno 
    sardonico

    In melodia

    ho ucciso amore cannibale
    intrecciando parole

    Riscrivendo altri
    mondi possibili
     

  • 02 febbraio alle ore 20:37
    Arriverà il mio congedo

    Arrossisco ancora di piacere

    nella mia condizione
    di presenza onoraria

    in questa vita che non mi da quasi
    più alcun diritto di dire la mia

    Scema la mia età

    nella penombra fumosa
    del gorgoglìo degli attimi

    con gli anni a guizzare
    di fretta contagiosa alla luce dei giorni

    saltellando felici
    nello scorrere del tempo

    e litigando di brutto
    con le albe e i tramonti

    fino a arrendersi

    inghiottiti dal loro stesso fiato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio alle ore 19:27
    Adesso

    E adesso che ho indossato il giorno
     vado dal lustrascarpe a lucidarmi i passi. 
     Avrò cura di spegnere l’ allodola che ho in petto. 
     Sempre devo badare 
     a vestire in modo corretto,
     a non sporcare l’ abito dell’ occasione,
     quella che dio mi nega.
     Intanto i miei vestiti a fiori appassiscono,
     i vestiti dell’ amore sono in terapia,
     i vestiti dell’ infanzia non vogliono crescere.
     Non trovo il mio abito frugale,
     quello di ogni giorno.
     Ho solo l’orma del crudo mio vestito 
     e un pensiero rapace 
     che lo indossa.

  • 02 febbraio alle ore 9:58
    Notte di Natale

     
    Un palazzo patrizio bifore
    una finestra illuminata
     gioiosa lì ride una bimba
    bionda: quell’albero i regali,
    per la demolizione dirimpetto
    pronto un caseggiato vecchio,
    una finestra un vetro rotto
    rischiara la stanza una candela
    e da lì a guardar s’affaccia
    una bella bimba bruna il nulla
    la circonda, da lì quell’opulenza
    vede e un sospiro forte nasce
    poi si spegne che lì volando
    un pettiroso qual dono una
    bacca rossa lì depone, di ilex
    un ramo su quei neri capelli,
    il suo regalo, porta una capinera
    che nel giorno di Natale bandita
    in ogni dove  è dei bimbi la tristezza!