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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 gennaio 2015 alle ore 23:05
    Istinti incandescenti

    Emozioni a compensare
    fallimenti dei sentimenti
    Pensieri morbosi
    nei quali sprofondare
    assieme a ricordi
    dal sapore dolceamaro
    Dolci carezze
    a contrastare con le passioni
    Tradimenti formativi a svanire
    tra i caldi fremiti della libidine
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 03 gennaio 2015 alle ore 20:05
    Rancide moralità

    Messaggi d'illusorie affettuosità

    sacche invisibili colme degli avanzi
    di emozioni sperperate in fretta

    a manifestare il falso piacere
    d'accettarsi nelle differenze

    invidie che il tempo implacabilmente

    fa salire alla mente
    a interferire con i sentimenti

    discordanze che valgono un mondo

    nell'immaginario di uomini e donne
    che esprimono desideri di diversità

    con gli effluvi del cuore
    azzannato dai lupi della discordia

    Catacombali adulazioni dell'inconscio

    a preannunciare tempeste d'inquietudini
    di sentimenti sconfinati in impulsive reazioni

    a esaltarne i vizi e ridicolizzarne le virtù
    .
    cesaremoceo
    .
    diritti riservati

  • 03 gennaio 2015 alle ore 19:39
    Sera Della Luna

     
     
    La sera
    Vestita di scuro
    Prodiga e luccicante
    È un miracolo Divino
     
    Puntuale
    Danza e avanza
    Colei che tutto dona
    E nulla chiede
     
    Oh sera
    Ti aspettavo
    Per scaldare
    I nostri cuori
     
    Mai ti sognavo si venere
    E mi domando e chiedo
    Perché di tanto in tanto
    Ti celi nelle vesti del buio.
     
    Cara amica luna
    Sai cosa ti chiedo
    Facciamo un patto
    Regaliamo solo sorrisi
     
    Bella mia
    Devi sapere che lassù
    Ho parlato con Lui
    E sai cosa mi ha detto:
     
    Da quando
    Ho creato l’universo
    Quelle mie creature
    Non sono mai appagate.
     
    Non vogliono migliorare il modo.
     

     

  • 03 gennaio 2015 alle ore 17:19
    Lascia il tuo ricordo ai miei versi

    Lascia il tuo ricordo ai miei versi 
    e ne farò pura luce sbocciante.
    Lascialo pure solo 
    (non avrà paura) 
    tra i muschi del bosco
    profumati di terra autunnale 
    o dietro i muri dei sobborghi grigi di fumo
    o sui rami dell’olmo
    che non temono la pioggia
    e si credono alberi.

    Lascia il tuo ricordo tra le foglie
    quando fuggono a sciami a novembre
    e si fingono aironi dalle ali possenti
    nel pallido albore dell’alba
    o nel fuoco acceso dei tramonti.

    Lascia pure il tuo ricordo sicuro
    nel recinto quieto del mio orto
    dove il passato non soffre il tempo
    e si corica pacato nel circolo perfetto dell’eterno.

  • 03 gennaio 2015 alle ore 13:02
    ACCUNSULATO'...

    In tanti mi perdoneranno,
    ma m'aggio fatto n'arrabbiata,
    ma n'arrabiata...
    che chiu che arrabiata...
    pareva na chjùrma e creditori
    che da sei mesi no e pavav',
    mma cche dicco, creditori?
    Peggio... suocere incacchiate
    di femmene tradite...
    nu Vesuvio... n'eccatombe!
    Nun avivo e penn'
    c'eran solo i rigatonn',
    ma cche' ce ne fotte!
    L'aggio messo l'uóglio e trapitto
    l'aglio picirill' al punto giusto,
    nu pocc' e pinnerollo
    per darle il suo colore,
    n'atto e creasielli,
    nu squagliett' e due pipilli,
    per farlo bello forte.
    Aggio scuolatt' a pasta al punto
    che mi piace.. bene al dente...
    E nel mentre...
    ho mess' a fuorn' due sardelle
    ripiene d'aglio, tozza grattat'
    e petrusinu fin' fin',
    n'amminuculu e sale,
    diéce minuti e fuoco',
    e cca maronn' ci'accompagn'.
    Nu litro e vino bbuono,
    due coppe, 'nna per me
    n'atta per gli assenti,
    nu tozz e pane 'e casa,
    a me piace la scarpett'.
    Na' cannèla bella accesa
    per farmi compagnia.
    Ho mangiatt'
    co' cocchiàro
    tanto cchi mi vede?
    Ma, e' lo dicco per davvero
    m'aggio accunsulato'.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 22:39
    Brucia l'anima

    Vorrei cancellare le tue parole,
    infide intrise di veleno
    hanno bruciato la mia pelle,
    corroso fino arrivare nella profondità
    di un muro invalicabile 
    eretto da anni di violenza.
    Tu,
    mi hai bruciato negli inferi
    continuando ad affondare ogni fendente
    di parole infuocate.
    Tu, che esisti
    ma che non esisti nel mio cuore,
    hai cementato la mia tomba
    il freddo mi attanaglia 
    nei giardini silenti,
    un fiore cristallizzato 
    in una tomba vuota.

    Benatti Graziella © 
    @ 24 Dicembre 2014
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 22:29
    Clochard (anime silenti)

    Segrego ogni attimo 
    ogni supplica
    che ornava le tue mani.

    Ignaro cieco s’incammina
    sui viali del tramonto.

    Seduto sulla panchina 
    l’anima ascolta
    il vento fruscia tra foglie ingiallite,
    nell’aggrappare la speranza
    nell’ultimo appiglio
    prima di prendere il volo.

    Nubi contornano l’orizzonte
    il buio silenzioso avanza
    di neve s’abbandona
    posandosi ora
    sulla sua panchina vuota.

    Benatti Graziella © 
    @ 01 Gennaio 2015
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 18:28
    Fino alla fine

    Fino alla fine
    Tra le nostre rovine
    Sarà il male a parlare
    Sarai tu, uomo,
    A decidere la nostra sorte.

    Fino alla fine
    Tra le nostre rovine
    Qualsiasi cosa accada
    Sarà il male a decidere
    Sarai tu, uomo, 
    A parlare per esso.

  • 02 gennaio 2015 alle ore 16:54
    Sarò solo una poesia

    Sarò solo una poesia
    nell'azzurro
    dove solo il vento mi vedrà
    e da là ti parlerò
    ti dirò quanto ho ascoltato
    la mia verità, perchè possa
    tu comprendere
    che bisogna accettare
    anche se male farà
    ma non come la menzogna
    che lentamente sfinisce
    e per sempre morirà

  • 02 gennaio 2015 alle ore 14:54
    Il trapezio

    Silenzio...
    ti sorreggi alla barra
    colle gambe piegate
    gli occhi puntati sui miei
    oscilli, non hai paura
    Manca la rete
    vibrano le corde
    a ritmo crescente
    Sorrido, affinità d' intesa
    è il rischio
    lascio la presa
    mi lancio nel vuoto
    Tendo le mani
    fisso le tue
    allunghi le braccia
    io inarco la schiena
    tu apri le dita ad artiglio
    devi afferrarmi
    Silenzio assordante
    tra poco saremo abbracciati
    ansimanti e in trionfo
    Ma, se manchi la presa,
    oscillerai, oscillerai...
    senza di me!
     

  • 02 gennaio 2015 alle ore 11:54
    Sogno D'Amore

     
    Mamma mia!
    Dio mio!
    Luce vera
    Nella notte muta
    Gocce di pioggia
    Donate dal cielo
    Baciate dal sole
    Svaniscono nell’acqua
    Nel rumore del silenzio
    E negli schizzi del mare
    Che frullano gli scogli
    Sul lido della speranza
    L’uomo sordo e solitario
    Brama sogni veritieri, e
    Ruba le voglie all’amore
    Alla visione di una donna
    Dal corpo nudo e perfetto
    E cercato dagli sguardi
    Nel tempo folle della vita
    Anni su anni della follia
    Che volano e tacciono
    La sua speranza
    Che possa essere veramente
    Un sigillo di un amore padrone
    Grande
    Grande
    Come la sua
    Anima. 

  • 02 gennaio 2015 alle ore 11:49
    Bagliori Senza Tempo

     
    In un giorno
    In un mese
    In un anno
     
    Sempre:
     
    Cerco la luce
    Della notte
     
    Il sole mi spia
    Dalla sua finestra
     
    Penetra in silenzio
    I nostri sentimenti
     
    I pensieri viaggiano
    È bagliori senza tempo. 

  • 02 gennaio 2015 alle ore 8:07
    troppo spesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • 02 gennaio 2015 alle ore 1:50
    Vele e dimore

    Dimmi che non sono tuoi questi occhi Dimmi che né una né mille altre volte mi perderò in loro. Chiudili quando mi sarai vicino o voltatati altrove. Perché in queste verdi dimore ho paura di perdermi. Perché in queste ambrate vele ho paura di ritrovare un significato uguale al mio. Allora se devi guardarmi fa' che non siano dimora o paga il prezzo ch'io ti guardi.

  • 01 gennaio 2015 alle ore 20:57
    Compatibilità confermate

    Parole prima sommesse
    poi urlate a suggellare l'amore

    con le carezze a rinnovare i segreti

    e fremiti sfrenati
    a scorrere dagli occhi al cuore

    a raccogliere le speranze

    sfuggendo inutili sensi di colpa
    dei nostri cuori storditi 

    desueti a sorrisi mesti
    e sguardi velati di malinconia

    E esaltare la nostra libertà
    traboccante di concessioni

    con i sentimenti a combattere guerre

    frutto della passione delle nostre anime
    ormai senza controllo 

    senza saccheggiare il cuore 

    E continuare a sollazzarci
    nel piacere di non voler uscire
    da quella perversa sudditanza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 gennaio 2015 alle ore 17:31
    L'attesa

    Ogni giorno all'alba
    seduto sull'erba 
    coperta di bianca rugiada
    aspetto di scorgere il tuo viso
    nel mentre all'orizzonte
    sorge il sole
     

  • 31 dicembre 2014 alle ore 20:22

    La tua libertà la toverai così allora,
    ritirandoti un istante dal mondo,
    e tornando in scena con un abito di vera pelle,
    la tua.

  • 31 dicembre 2014 alle ore 10:23
    Sapere senza conoscere

    Oggi ho molto imparato.
    Ricordo tutto o quasi.
    Ora so risolvere tanti problemi.
    Ho capito il nesso tra sapere e soluzione.
    Mi sento forte, pronto.
    Soddisfatto,in strada, corro, volo.
    Imprevisto un sorriso giovane allegro mi colpisce
    si stampa sulle pupille distratte.
    Un corpo leggero provocante
    invita il desiderio a destarsi .
    Un tremore, vibro all'incontro inatteso.
    Non ho studiato questo problema.
    Passo avanti , bocciato.
    Non ho risolto il quesito dei quesiti
    non ho risposto alla domanda :
    chi sono ?

  • cosa vorranno tutti quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    e non sai come risalire
     non sai come tornare su 
    e non riesci a più fermarti
    e non sai più come fare
    ci fosse almeno un vigile del cuore ad avvisare i viaggianti

    "lungo il percorso ci sono esseri umani
    prestare attenzione!"

    cosa vorranno tutti gli altri non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    e tu per il momento null'altro sai fare
    sai soltanto volare via con la tua poesia
    poesia poesia poesia
    che poi cosa vuoi che sia?
    forse è soltanto l'urgenza della vita che vola via!
    poesia poesia poesia
    cantare il caldo durante l'inverno
    e rimpiangere il freddo che non c'è più sotto cieli di aria condizionata in periferia

    cosa vorranno tutti  quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è
    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    ma forse alla fine e in fondo 
    il vero miraggio è voler risalire
    forse l'importante è rimanere in bilico sul bordo di una zolla di terra in mezzo al campo, in mezzo alla via
    e sia quello che deve essere presso questo grigio sentiero di periferia
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/esseri-umani-lungo-il-percorso-prestare.html

  • 30 dicembre 2014 alle ore 22:19
    Sogno di Natale

    Venne la notte
    quella gelida notte
    che si riveste ancora
    di uno splendore trepido
    e di un candore antico
    perchè di nuovo a noi
    è giunto il lieto annuncio
    ed io mi scopro
    qui, uomo moderno
    al freddo 
    rimirare il firmamento
    a chiedermi "di tutto questo
    l'origine è un bambino?"

    Cammino insieme
    ad un uomo di Neanderthal
    - lui forse lo intuisce,
    non sa mica di idealista -
    e fumo un'altra sigaretta
    ripensando ancora
    a questo senso Eterno
    Incommensurabile
    d'Immenso
    che riveste in fasce
    quel bambino lì indifeso
    "Ma il Natale
    la sua vera Essenza
    in fondo mi sai dire
    che cos'è?"
    "È una grande tradizione!"
    Sussulta a me parlando
    con la sua sapienza innata
    l'ennesimo filosofo metropolitano
    "Il panettone, la sangria
    il tombolone, e la famiglia
    tutta riunita fra grande allegria!"
    Interviene un po' distinto
    un tedesco con un gran barbone
    "Bando al sentimento,
    non c'è Natale nè cenone
    quando la festa vera
    è solo per il padrone"
    E mentre l'inviato del tg
    cerca affannato
    il senso del Natale
    tra i banchi degli strilli
    poi crede di trovarlo
    tra regali, shopping
    e chissà cos'altro
    una voce timida
    di un prete di campagna
    là in fondo, trascurato
    "Avrei una cosa qui, da dire
    se me lo permettete:
    il Natale per me
    è la memoria del presente"
    E Giorgio Gaber
    lì nel mezzo
    tra una chitarra e l'altra
    in un coraggioso
    slancio interessato
    irrompe:
    "Siete tutti così,
    voi preti:
    sulla vostra bocca
    tutto sembra così semplice
    ma non mi hai ancora
    parlato di Gesù:
    per me il Natale
    è solo il compleanno
    di un grande uomo vero
    un profeta casomai
    che ci ha saputo ricordare 
    slancio e bellezza
    di questa nostra vita"
    Io assistivo
    stupito del fervore
    che un argomento
    così strano
    - ah, l'uomo moderno!
    Lui, così avanzato! -
    potesse risvegliare
    in cotanta intellighenzia
    "Tu forse fraintendi
    caro Giorgio
    la semplicità innerva
    il mio giudizio
    perchè chi è cristiano come me
    ha la sua pietra d'angolo
    nella misteriosa Storia
    di una Presenza viva:
    e non è mica un'astrazione!
    Lui venne
    e viene ancora, oggi, qui
    ci incontra in mille modi
    Lui conosce mille antri
    Forse non hai camminato mai
    tu sul sentiero dell'amore?"
    "Ora lo so
    tu metti il disco
    prova a dirmi adesso
    cosa c'entra qui
    l'amore?"
    "La verità del Natale
    è una memoria
    di quell'Amore infinito
    che ogni giorno si rinnova"
    "Ma adesso smettila
    con queste baggianate
    forse non lo hai capito
    ancora:
    non parli dal tuo pulpito!"
    "Lo slancio di cui parli
    la "Cosa" vera
    che lega te e Ombretta
    l'accordo della tua chitarra
    l'armonia infinita
    tu la percepisci
    ma non la sai spiegare
    il pubblico tuo Amico
    e tuo Compagno
    le tue grandi domande
    sulla vita
    assieme a questo fascino
    indomabile
    per questa strana cosa
    che noi chiamiamo Uomo
    tutto questo è quell'Amore
    di cui parlavo prima"
    A quel punto Giorgio
    prese e se ne andò
    barcollante
    come stordito
    da questo piccolo uomo
    che gli aveva letto dentro
    come se lo conoscesse
    e amasse
    più di se stesso
    sussurandosi tra sè
    "Non è vero tutto questo...
    Non è vero tutto questo..."

    Un piccolo uomo
    un piccolo bambino
    dorme ora,
    da duemila anni ancora
    in quella grotta umile
    sperduta tra le strade di Betlemme
    e questa sera ancora
    una cometa ci ricorda
    che il cielo si è chinato
    e ha sposato la sua terra:
    forse col Natale 
    c'entrerà qualcosa
    questa piccolezza 
    che ci lascia qui stupiti
    a noverar le stelle 
    ad una ad una

    Ho ricercato tante volte
    - io lo ammetto -
    di far la pace
    con il mio intelletto
    impacchettare il Natale
    ed archiviarlo in un cassetto
    ma la mia ricerca continua, ogni giorno
    vibra, come il resto della vita
    con una semplicità
    estrema, misteriosa
    quella piccolezza entra
    in un Incontro vivido
    e pieno di stupore
    come quel sorriso Eterno
    di quel bambino lucido
    che ancora oggi ci è donato.

  • canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io corro verso di te
    come un fiume in piena
    corro verso di te
    e ti incontro nel cammino
    no, non è un sogno,
     è la mia vita
     e io sono come un fiume
     che corre a te vicino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando io ti vedo
    e ti chiamo qui accanto
    e tu mi porti per mano al mare,
     il mare mio destino
     che mi aspetta
     solitario e lontano
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando per arrivare e te
    inciampo nel cammino
    ma non è stanchezza né il dubbio 
    è solo il rumore di fondo del mondo che a volte mi confonde 
    mi confonde
    ma io ti cerco ti chiamo e ti ritrovo
    sul cammino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io continuo a chiamarti amore e a cercarti
    e non è invano
    no, non è invano
    sin dal primo giorno 
    sapevo che questo sarebbe stato il mio destino
    camminare verso di te
     in inverno in estate e in ogni stagione

    come un fiume in piena che nel periodo delle piogge 
     corre verso il suo destino
    come un fiume in piena che nel tempo delle piogge 
     corre verso il mare

    come un bisonte che sulla prateria dei suoi sogni 
    non teme fulmini, pioggia o tempesta
    e corre senza posa a testa bassa contro il vento 
     a testa bassa corre senza posa contro il vento
    contro il vento

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    e nessuno lo può fermare

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che sottovoce chiamiamo amore

    Marco Bo

    Wichita Kansas 2004  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/03/canzone-del-bisonte-e-del-fiume-e-di.html

  • 30 dicembre 2014 alle ore 21:07
    Concessionario d'avventure

    Passionalità vincenti
    nel lusso di non poter scegliere
    quando esser tuono oppure lampo
    Creste feroci d'onde travolgenti
    m'abbracciano a rappresentare
    timori incisi nella vulnerabilità dell'anima
    priva di serenità e livida di violenza
    E arriva la notte
    con i sogni incorniciati d'utopie
    e l'inconscio a nutrirsi di fede
    splendori e misteri
    a banchettare con le emozioni
    con il palato del cuore a non mentire
    e misurare la qualità dei sentimenti
    Risvegliarmi e salpare
    verso nuovi orizzonti
    facendo i conti con ciò che mi rimane
    nel piacere di navigare a vista
    per capire da che parte mi porta il cuore
    e continuare a essere
    concessionario d'avventure
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 30 dicembre 2014 alle ore 18:00
    Margherita

     
    La pioggia battente
    In un mattino ozioso
     
    Pare un chiacchierare
    Piacevole con la terra.
     
    In questo dì uggioso
    L’immagine è di sole
     
    Di una pioggia di luce
    Di una pioggia di luna
     
    Di una dolce passeggiata
    Sul verde prato erboso
     
    Di una donna colorata
    Da petali rosso rubino
     
    Con un bel viso gioioso
    In un giardino in fiore.

  • 30 dicembre 2014 alle ore 17:15

    Siete pronti a salutare questo 2014 e a dare il benvenuto al 2015?
    Io per questo anno non voglio sogni, non voglio speranze e non voglio occhi pieni di malinconia. Per questo anno avrò vicino a me le persone che amo di più, mio figlio, il mio compagno e gli amici più cari che ho nella vita... Ormai da tutta una vita. Questo 00:00 lo festeggerò con il sorriso per quello che ho, senza chiedere di più... Ho chiesto e non è arrivato e quando ho smesso di chiedere, di sperare e di cercare ecco che la vita si è ricordata che esito, il destino mi ha lasciato incrociare le giuste strade e le giuste persone. Sono contenta di come termina e di come inizia... Meglio poco ma vero, che tanto, superficiale e falso. Io non voglio una vita fatta di apparenze costruite, ma di certezze curate e mantenute nel tempo. BUON ANNO AMICI... Ricordatevi: Per una volta sorridete per il poco che avete, quel poco vero e sincero e non lasciatevi prendere dalla malinconia, dalla tristezza per quello che ancora non siete riusciti a raggiungere... Saremo in molti a non avere molto, ma ce la possiamo fare.

  • 30 dicembre 2014 alle ore 12:18
    Parola mai nata

    La voce chiede di esser parola
    la parola respinge il pensiero
    il pensiero richiama la voce.
    Afona,asfittica,muore,abortisce.
    Il tutto non detto si adagia nel nulla interiore
    segreto mai svelato
    nell'io assente dell'essere non essere.