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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 16 marzo 2015 alle ore 10:21
    La Morte Insegue La Vita

    Un cielo Infinito
    Circoscritto nei miei occhi
    Mentre nuvole simili a fumo
    Camminano e velano la luna
    Dando voce ai miei pensieri
    Che vivono la vita mutevole
    Si vive con il debito con Dio
    Conosco come dovrò pagare
    È segnato in un mio sogno
    Disegnato nei  miei ricordi
    Di un sogno ricorrente
    E molto familiare
    L'ho rivelato a molti
    È una predizione
    Non sarà una sorpresa
    Avvererà come da copione.
    :
    Niente fiori
    Poca gente
    Un masso
    Sulla mia terra bruna
    Allora sarò in Paradiso
    La mia anima libera
    Randagia nell'universo.
     
    Dalla morte… L'inizio!

  • 16 marzo 2015 alle ore 10:18
    Il Mio Cagnolino Luna

     
     
     
    Ti cerco
    Ti trovo
    Ti guardo
    Non ti trovo
    Ti ritrovo
    Cagnolino
    Che randa
    Battezzato
    " LUNA "
    Ti perdi
    Nella boscaglia di ombre
    La dove regna il silenzio.
     
    Ti perdi dietro la montagna.
     
    Ti perdi con il sole della sera.
     
    E pensare che Tu " LUNA "
    Dipingi un'ombra mobile
    E solo chi non teme la tua luce
    Riesce a capire il tuo sguardo
    Proiettato lontano a tessere bontà.
     
    Ave " LUNA "
    Ti cerco
    Ti guardo
    Ti trovo
    Ti ritrovo
    Nell'aurora
    Nei tramonti
    Sei l'amico mio
    L'amico di tutti
    Mordi e fuggi la tua casa
    Ma goditi la mia campagna.
     

     

  • 16 marzo 2015 alle ore 9:53
    poesia con la matita in bocca

    presso queste periferie
    molti, per tutta la vita
    hanno ben poco da dire

    meglio non bussare alla porta chiusa a chiave
     meglio restare fuori al freddo ad ascoltare
    con attenzione
    il buon suono del silenzio che c'è

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/poesia-con-la-matita-in-bocca.html

  • 16 marzo 2015 alle ore 4:09

    E' sommersa la nostra "Ragione". Sommersa dal "Cuore". Noi siamo fatti di lacrime che lasciano impronte indelebili sul pavimento di un "Mondo" che in pochi riescono a vedere. E' annebbiata la nostra "Ragione". Annebbiata dal miele che le emozioni ci lasciano assaporare. Noi... Siamo fatti di quella corteccia che nasconde una "Linfa" chiamata "Anima vera". E' per questo che spesso anche la nostra "Fiducia nel prossimo" si annebbia. Perché tale Linfa viene troppo spesso assaporata scalfendo la corteccia con menzogne e falsità. E' qui che la nostra "Buona Fede" si immerge irrimediabilmente nel mare della DIFFIDENZA!

  • 16 marzo 2015 alle ore 3:44

    Immobili si resta di fronte all'incapacità di comportarsi in modo corretto di alcune persone. Disarmante il comportamento presuntuoso, convinto e superbo di alcuni elementi. Hanno molto da imparare, ma esternano l'assurda presunzione di saper "Insegnare"! Purtroppo chi non riesce a vedere i suoi limiti e difetti... Vigliaccamente non  sarà mai in grado nemmeno di capire l'effetto negativo che  hanno sugli altri. Per questo quando vengono allontanati tendono a dare colpe e responsabilità solo ed esclusivamente a chi "Intelligentemente " li ha MOLLATI!

  • 16 marzo 2015 alle ore 3:09

    E' facilissimo lasciarsi trasportare da emozioni e sentimenti. Resta difficile ragionare ed essere razionali, quando da essi ci facciamo comandare. Ricordiamo però che determinati segnali che la ragione concede non vanno sempre trascurati, ignorati o lasciati inascoltati. Spesso essi, hanno molta più ragione e obbiettività del cuore.

  • 16 marzo 2015 alle ore 0:22

    Sfogliando i miei pensieri scorgo attimi di infinita dolcezza e fragilità. Attimi che spesso nascondiamo dietro una durezza ed una forza scontata e prevedibile. Non è sempre buona cosa resistere ad ogni costo, a volte lasciarsi andare e abbandonarsi in un abbraccio aiuta. Così oggi... Per la prima volta in vita mia, me ne sono fregata di tutti i concetti, delle cose giuste o sbagliate e ho aperto il cuore. Ho aperto il cuore a qualcuno e per la prima volta ho saputo farlo in modo completo. Fermo immobile mi ha vista arrabbiarmi sfogando la mia rabbia, piangere e dar voce alla fragilità... Per restare in silenzio di fronte all'impotenza che prova chi non sa più cosa sia giusto o sbagliato. Quell'impotenza di chi non sa più se è giusto fingersi forti quando si è deboli o mostrare dolcezza e fragilità anche nei momenti di forza. Non ho avuto risposte  a parole, ma l'abbraccio ricevuto dopo, mi ha dato tutte le risposte che cercavo. In quell'abbraccio ho riaperto milioni di lati "Umani" che credevo dimenticati e ho capito che quello che sono voglio essere. Ho capito dal sorriso di chi ha accolto il mio "IO" che sono la cosa più rara che oggi possa capitare... Perché SONO SEMPLICEMENTE UNA PERSONA "VERA"! 

  • 15 marzo 2015 alle ore 21:16
    Inesorabili ossessività

    Paesaggi di vallate
    coltivate a emozioni nauseabonde
    e immerse nelle ombre del dissenso
    Variabili che astraggono dalla realtà
    nell'ossessione di ritorsioni
    innaturali della libertà
    insidiata dall'ambizione
    di menti perennemente in penombra
    pronte a dare addosso alla vita 
    E inventarsi vissuti interiori
    in situazioni chiaroscurate 
    a nascondere i moti dell'anima
    umiliarne lo spirito
    e alimentare il fuoco
    che arde nel loro senno
    .
    cesaremoceo
    diritti risevati

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:20
    ANIME

    IRIS VIGNOLA

    ANIME

    L'anima,

    come scintilla di luce,

    esplode nel corpo,

    non visibile agli occhi,

    non tangibile al tocco,

    seppure il suo impulso

    governi ogni singolo,

    umano cosmo,

    che abiti

    l'immenso universo,

    nel quale

    luci ed ombre si alternano,

    in strabilianti giochi,

    di cui ci è dato,

    solamente, immaginare.

    E, tra luci,

    di accecante luminosità,

    come spiragli,

    conducenti

    al divino Regno

    e ombre,

    corvini buchi d'inchiostro,

    come tenebrosi varchi,

    sfocianti

    nell'infernale dimensione,

    brillanti infinità di anime,

    pulsanti Esseri

    di lucente energia,

    vagando,

    si confondono

    tra le miriadi di stelle,

    sulle quali risiedono.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:19
    AMORE

    IRIS VIGNOLA

    AMORE

    Non so chi tu sia,

    né da dove provenga,

    ma so solamente

    che l'anima mia,

    per te, condannata,

    si è , da adesso,

    eternamente persa...

    Angelo o demone...

    nel mio sogno,

    sei apparso,

    da cui m'hai sottratto,

    per condurmi lontano,

    nel tuo mondo velato.

    Come quella di un Dio,

    la tua beltà,

    a te, mi ha attratta...

    Con un bacio infuocato,

    hai scaldato il mio cuore,

    sul quale, or ora ardente,

    hai impresso il tuo nome...

    ...Amore...

    con il mio sangue,

    al tuo, mischiato,

    giacché sia tua...

    da questa notte...

    per sempre...

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:18
    ANIMA RIBELLE

    IRIS VIGNOLA

    ANIMA RIBELLE

    Subbuglio in Paradiso,...
    all'albore del tempo,
    caos, che ha intriso l'etere divino,
    nell'istante dell'occulto tradimento.
    Tracotante serpente, di sè, empio,
    dall'angelico aspetto sincero;
    da follia, preso, nel credersi il Dio Vero.
    Portatore di luce, il suo nome,
    malefico sobillatore del complotto audace,
    trascinatore d'angeli corrotti,
    nella celeste dimora,
    dove regnava, sublime, la pace.
    Angelo dissoluto, anima ribelle,
    forte di rabbiosa presunzione,
    per cui sottratto della luce,
    dall'Assoluto Padre,
    ch'egli non ha inteso amare,
    altresì, volutamente, ha rinnegato.
    Angelo caduto, Lucifero,
    condannato a lasciar, sì presto,
    il Paradiso.
    Angelo derelitto,
    indi sconfitto e calato nel baratro infernale,
    a comandare demoni in eterno,
    tra rosse fiamme e dannate anime nere,
    al pari dell'ali sue,
    dapprima candide ed eteree.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 19:13
    A MIA MADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIA MADRE

    Sei qui davanti a me.

    Vedo il tuo viso stanco

    memore di una bellezza ormai sfiorita;

    le Tue labbra un po' sottili, appena curve

    in un impercettibile sorriso;

    i Tuoi occhi verdi

    segnati da una vita dura e difficile:

    la guerra, la fame, la povertà,

    la perdita di una figlia,

    un marito che non ti ha resa felice

    e ti ha lasciata vedova troppo presto

    con tre figli e tante preoccupazioni.

    Ed io,

    nella mia stupidità giovanile,

    sempre pronta alla ribellione,

    sempre dura e prepotente.

    Quante volte ho visto il Tuo viso

    bagnarsi di lacrime,

    per colpa mia.

    Solo adesso capisco il tuo dolore,

    ora che sono due volte madre,

    ora che è troppo tardi.

    “Mamma, perdonami”

    vorrei dirti dal più profondo del cuore.

    Ma non posso farlo.

    Posso solo piangere

    davanti ad una piccola foto

    sopra un tumulo

    e sperare intensamente

    che esista un aldilà

    dal quale Tu mi abbia già perdonata.

     

  • 15 marzo 2015 alle ore 16:24
    Ibridi informi

    Son ibridi ombrosi 
    a vagare scomposti
    confondendo la mente
    E vaga il pensiero 
    inseguendo quell’ombre:
    non riconosce le forme 
    strepita e dispera,
    l’ansia lo afferra
    cerca la foce…
    Non è il momento 
    si blocca la mano
    il sangue frigge le dita
    E gli ibridi informi
    continuan a vagare
    Un silenzio e un respiro:
    ho cancellato memoria,
    nel Nuovo mondato
    ho intravisto l’arcano
    - la mente non vuol ansia nel ventre
    ch’ella è stretta catena, avvilente - 
    per creare può e deve, soltanto 
    sciolta spaziare.

  • 15 marzo 2015 alle ore 16:16
    Errore di lettura

    Assai errato è 
    pensar che la famiglia
    è amor che lascia e piglia
    e sempre torna
    No, famiglia 
    è cosa complicata
    è demone incazzato
    che all’amore si risveglia
    e sua tossina sputa
    è corpo bitorzoluto
    ch’ogni colle
    di pus ha pietrificato
    È catena arroventata 
    ch’ognun tenta
    di mordere e staccare
    non per esser liberato
    ma per poter l’altro 
    eviscerare
    e poi mangiare.

  • 15 marzo 2015 alle ore 12:17
    LA NOSTRA QUERCIA

    Abbracciati all'ombra
    della nostra quercia
    udivamo il cantare delle ninfe
    e guardavamo il tramonto
    abbassarsi lontano
    come una mistica visione,
    ma negli inverni
    avanza l'ulutato dei venti
    che porta via
    bellezza e giornate d'amore
    divenute ricordi.
    Ogni anno
    attendo la primavera
    che allevia i miei sguardi,
    al riparo fra gli incanti
    della nostra dimenticata quercia.

  • 15 marzo 2015 alle ore 11:01
    Nel giardino di un sogno

    Nel giardino di un sogno
    vedi tramonti incantati
    Li vedi attraverso pareti
    spesse, che spesso non sperano
    ingoiando dispiaceri infiniti
    e come rassegnati si convertono
    ad un mondo che non inquina
    ma senza luce vera, per un'anima
    sepolta dalle lacrime sgorganti
    generate da fredde parole
    incise su fogli impolverati
    polvere cancellata, dal vento
    invernale

  • 15 marzo 2015 alle ore 10:35
    primo verso

    un respiro

    un sentiero

    un passo

    è tempo di tornare a casa

    primo verso

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/primo-verso.html

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:32
    Lupo

    Governa l'inverno.
    Mesta è la sorte
    del viandante
    per cieli d'ambra.
    Orme di ombra
    nel bosco
    pallidi sogni ove
    riposano uomini
    senza memoria.
    Canta la notte
    nel vento, una luna
    spettro d'amore
    sincero richiamo
    alle porte del mare.
    Libera echeggia
    la selvaggia voce
    promessa sposa
    al silenzio
    frastuono di pace
    sulla pelle dei giusti
    sussurra impavida  al cuore...
    " il lupo non muore"

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:07
    Quel che mi offre il destino

    Immerso nelle contraddizioni
    delle mutevolezze dell'anima

    vivo il desiderio
    dell'eleganza dei sentimenti

    Stimolato ad affrontare
    ciò che non va dentro e fuori di me

    mi guardo perplesso

    nel diffondersi dei dubbi
    che fan diventare la vita
    un insieme di errori

    E m'ispiro ai colori di tutte le albe
    per restituirmi alla creatività

    e manifestare il coraggio
     
    con voli d'anima alti nel mio cielo
    a raggiungere scelte obbligate

    in difesa della mia libertà
    e accettare quel che offre il destino
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:00
    Quante vite

    Quante vite ho già vissute 
    da noi lontane
    Esistenze separate: 
    dieci anni sono tanti
    Vivi tu i giorni tuoi
    ed io i miei
    senza rammarico né ansie 
    Siamo l’uno nell’ altrui pensiero?
    -Forse anche tu ancor mi sogni-
    Quel giorno ormai lontano 
    entrasti nel mio sangue
    e lì io ti lasciai
    coccolandoti ed amandoti
    Dieci anni sono tanti
    io te e le nostre vite
    ma l’anima non veste
    nessun pietoso velo
    a cancellar gl’ attimi nostri
    Che tu voglia oppur non vuoi 
    che io voglia oppure no
    nel sangue e nella pelle
    da quel giorno e ormai per sempre
    sei invescato alle mie cellule.

  • 13 marzo 2015 alle ore 19:56
    Incubo numero I

    Stanze ottogonali si aprono e si chiudono
    dinanzi ai miei occhi, che volano rapidissimi
    in vortici di colori frattalici ed opalescenti,
    interminabili cascate di gemme e terrore.
    Interminabili e contorte figure si stagliano, 
    policromiche e cangianti gigantesse,
    madri di incubi e orrori multiarticolati
    dalle lingue prensili e appiccicose.
    Spirali ascendenti di ossessioni 
    e paranoie che pulsano isolate
    ed autoefficienti, come cuori
    di un unica creatura di terrore.

  • 13 marzo 2015 alle ore 19:55
    Stato emotivo III

    Perduto, come una bolla
    Di sapone che vola naufraga,
    preda dei venti, stupenda
    genesi fragile dai colori iridescenti.
    Così come la bolla la mia testa
    è vuota, o forse troppo piena,
    sul punto di collassare sotto
    il peso della tensione superficiale.

  • 13 marzo 2015 alle ore 18:49
    scrittura

    la scrittura è uno scheletro vivo.
    vive di autopsie pregresse
    e speranze di futuri nascituri.
    nel mezzo l’osteoporosi
    decalcifica la parola.

  • 13 marzo 2015 alle ore 17:27
    la soluzione ottimale

    la soluzione ottimale
     è un gradino scosceso dove ci si accomoda cercando pace e un po' di gloria
    e sul quale facilmente si scivola
    prima o poi

    la soluzione ottimale è un contenitore immenso che si riempie in pochi attimi
    con poco o niente
    lacrime e sorrisi
    sentieri da sempre incisi come un ricamo,
     un codice, un tatuaggio 
     sulla nostra pelle fragile

     la presunta e tanto desiderata soluzione ottimale è, 
    dopo aver fatto una lunga coda,
     l'arrivo allo sportello del centro unico prenotazioni con tanta ansia speranza e illusioni
     e all'improvviso rimanere lì così senza parole senza memoria senza sapere come quando
     e nemmeno dove andare,
    la soluzione ottimale........ 

    la soluzione ottimale
     l'alternativa c'è!
    dice il sistema a reti unificate nel messaggio della sera,
      la soluzione è
     fare altro!
     e poi fare altro ancora
    fare altro
    migliaia di volte dall'inizio alla fine e ancora.....
    ma non servirà a nulla
    fare altro non è che la condanna dei nostri giorni
    del nostro sogno, miraggio di un presunto sviluppo e progresso
    della nostra ossessione di crescita illimitata e poi ancora 
    fare altro
     continuamente
    costantemente cambiare
    assolutamente sì 
    e poi assolutamente no....

    non servirà a nulla perchè
    la soluzione ottimale
     non è nella nostra natura 
    la soluzione 
    quella ottimale quella vera semplicemente non è 
     della nostra dimensione
    e allora
    per il momento la decisione,
    un decisione almeno, è presa 
    non andrò da nessuna parte
    non farò nient'altro che non sia una cosa
     ben precisa
     sempre la stessa cosa
    sempre quella solita cosa 
    l'unica che sappiamo e possiamo fare
    durante il nostro fragile e precario sempre

    dare soddisfazione alla vita,
    vivere! 
    a braccia aperte ed a mani vuote, così senza soluzioni
    e sia quel che deve essere
    pressi questi incroci e svincoli senza via d'uscita 
    in questi dimenticate tangenziali di vita in periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/la-soluzione-ottimale.html

  • 13 marzo 2015 alle ore 10:04
    In Memoria Della Dolcissima Tina

     
     
    Sotto un cielo in fiamme
    Che riscalda una notte
     
    La farfalla della morte
    Vola nel vivere infinito
     
    Lei si veste di tranquillità
    Negli attimi che si fissano
     
    Nel sorriso della prima luce
    Lascia l’incredulo sconcerto
     
    Come un bioccolo di neve
    Morso dall’onda del mare
     
    Nel rumore muto della mente
    Alita la nuvola pura nel cosmo
     
    Lei siede in alto nel cielo Divino
    Per elargire preghiere al mondo
     
    Ella gioisce nell’alone dell’amore
    Ci abbraccia con un cuore nuovo
     
    Vive una nuova esistenza senza tempo
    E vuole vederci luminosi cuore a cuore.