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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 dicembre 2014 alle ore 9:59
    L'Amore Immortale

     
     
     
    La vita!
     
    Tre doni
    Due poli
    L’amore.
     
    Agli Antipodi:
     
    L’amicizia
    L’età
    L’amarsi.
     
    Innamorati!
     
    Vicino
    Lontano
    L’impossibilità.
     
    Per l’eternità.
     

  • 25 dicembre 2014 alle ore 11:10
    IL TRENO CHE ATTENDO

    L’astro argentato
    riveste
    i miei pensieri solitari
    che tracciano i binari
    del treno che attendo
    per fuggire lontano
    dagli errori,
    dalle ingorde lacrime
    nei giorni distorti,
    dalla soglia di un abisso
    in cui cadono i sogni
    e sbiadisce
     il bagliore dell’amore,
    un abisso di ombre
    dove risiedono incostanti
    le angosce e le paure.
    Il treno che attendo
    per acquietare l’anima
    arriva di notte
    dove sussurra la vita.
     

  • 25 dicembre 2014 alle ore 5:59
    Danzando sulla vertigine della luce

    E scriverò il tempo alla fine del tempo
    come nessuno ha mai scritto
    danzando con la penna
    sulla vertigine della luce.
     

  • 24 dicembre 2014 alle ore 20:17
    Il Rispetto

     
    In un istante
    hai intristito
    la mia anima.
     
    Lui ha il sorriso in pena
    Cammina solitario
    alla ricerca di un perché
     
    L' amico dalla faccia pulita
    Si è vestito da talpa di fogna
    Il cattivo dal rispetto fasullo.

    Io mi domando
    Ma chi credi di essere
    Povero ricco serpente
     
    Rettile strisciante
    Lamento continuo
    Nel tempo che verrà
     
    Ti sei denudato
    Agli occhi di tutti
    Calando lo sguardo
     
    Furfante invidioso
    Hai punito l’amico
    Per far gioire il tuo. 

  • 24 dicembre 2014 alle ore 20:16
    Silenzi Pensanti

    Nel canto del tempo
    Viaggia lo sguardo
    Verso albe lontane
     
    E sul lido dei respiri
    L’illusione del tempo
    Il mio cielo in pugno
     
    Per l’uomo migliore
    Una pioggia di sogni
    Con molte speranze
     
    All’ombra del sole
    Nel corpo della vita
    Dai tanti rimpianti
     
    Ora! Chiarori di vita
    Corpose di sana gioia
    Nei destini incrociati.

  • 24 dicembre 2014 alle ore 20:14
    Vecchio E Nuovo

     
     
    Il vento si frantuma
    Contro la vecchia casa
    Nascosta tra gli ulivi
    Ormai abbandonata.
     
    Dalle crepe entra il sole
    Riscaldando il silenzio
    Tra il frastuono dei colombi
    E la vita dentro i loro nidi.
     
    Il campanile inanimato
    Nella calma della piazza
    E l’assenza di bambini
    Fa meditare i vecchietti.
     
    La gente desidera ignorare
    La saggezza vuole dormire
    Sulla sorte del paese dirupato
    Diverrà preda degli interessi
     
    Avidamente il mare vivo
    Lì vicino aspetta il nuovo
    Trascurando l’influenza
    E l’utilità della storia remota.

  • 24 dicembre 2014 alle ore 17:19
    Confondi l'amore

    Confondi l'amore
    con il perdono
    alleggerendo la testa
    che comprime
    togliendoti il respiro
    paragonandolo
    ad uno spauracchio
    e non ciò, che vale
    veramente, per il corpo
    esistente, sacro per il vivere
    armoniosamente fra dissensi
    e consensi, in un parsimonioso
    treno ritardatario

  • 24 dicembre 2014 alle ore 13:57
    Il pensiero ho liberato

    Il pensiero bussa come ogni giorno.
    Più volte al giorno.
    E' un pensiero di storia , di desiderio ,
    di vicinanza, donazione , intimità,
    di sorrisi , aiuti, presenze , calore.
    Oggi lo libero .
    Lo osservo mentre fedele ad ogni curva
    si lascia posare sulla tua persona.
    E' un attimo ,
    obbediente al richiamo ,
    già si appresta al ritorno
    nel battito di ciglia
    fugace svanisce.
    Le labbra socchiuse e increspate
    sono rimaste ,
    una traccia il pensiero ha lasciato
    in quel bacio rubato o forse ... donato ?

     

  • 23 dicembre 2014 alle ore 20:42
    Saracinesche di sicurezze

    Attraversato da frequenti stimoli
    a farmi ritrovare emozioni perdute

    che possano guidarmi
    dentro il mio universo

    evado dai ritmi imposti dalla vita 

    a raccontarmi con emozioni diverse
    nei sentimenti che mi rappresentano

    E scappo dalla normalità
    senza arrendermi all'apatia
     
    accendendo le luci dell'anima
    per spiegare a me stesso la quotidianità

    e vivere  scavandomi dentro

    ascoltandomi

    e accettandomi nei giudizi riflessi
    senza tentare di truffarmi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 23 dicembre 2014 alle ore 14:57
    Pompei

    Resti romani
    eruzione Vesuvio
    interesse storico
    indimenticabili ricordi.

  • 22 dicembre 2014 alle ore 20:41
    SadoSantità

    Non sono solo corde,
    non sono solo graffi,
    va oltre il sesso
    ciò che provo per te,
    purifica il mio sangue marcio
    e poi va via, sei la speranza dentro di me.
    Trovando il piacere
    del peccato originale,
    l'unica maniera possibile
    per poterti apprezzare.
    Brucio come legna
    e tu sei il mio fuoco,
    un lucifero insaziabile
    ed una succube adorabile,
    le mie viscere
    hanno bisogno di te.
    Vorrei poterti dire
    ciò che sento
    quando i tuoi artigli
    entrano nella mia carne
    ma non è immaginabile
    il piacere che provo dolore.
    Non riesco ad esprimere
    con le sole parole,
    ciò che mi fai provare,
    poiché ogni singolo suono
    sulla tua pelle
    si corrompe e vola via.
    Il dolore è un piacere
    che non sappiamo gestire,
    amandoci così
    potremmo arrivare alla santità.

  • 22 dicembre 2014 alle ore 20:39
    Stato emotivo IV

    Non riesco a scrivere,
    due dita fatte d’aria si
    serrano alla gola proprio
    lì, dove i rimorsi vanno a morire!

  • 22 dicembre 2014 alle ore 19:33

    QUESTI SONO I MIEI AUGURI DI NATALE:
    Lo sono per le persone che mi amano e mi stimano, alle quali dico: Imparate a farvi rispettare! A mandare a fare in culo chi vi fa aspettare, chi vi "Palleggia" con mille scuse e chi non si preoccupa di come state. Imparate a tenere a voi stessi, ad amarvi e rispettarvi per primi. Imparate a donare e ad accogliere solo ciò che viene donato con il cuore, le cose chieste purtroppo non hanno lo stesso valore e lo stesso significato. Imparate ad avere cura di voi e a cominciare con il nuovo anno un percorso nuovo fatto di più certezze e meno illusioni, più fatti e meno parole.
    Questi sono anche i miei più sinceri auguri per tutti coloro che mi vogliono male e mi detestano, ai quali dico: Io sono e sarò sempre quello che vedete, quello che ho sempre scelto e voluto essere! Per tanto a voi dedico solo due parole: " Anche per il 2015 avrò negli occhi e sulla faccia quel sorriso che saprà dirvi: " Mi importa na' sega"! 

  • 22 dicembre 2014 alle ore 19:15
    Amar amaro

    Tu,
    ingoi con rumore, e ti sveli,
    sei ansia,
    che accanto a me, nella bruma,
    palpita e sospira,
    m'hai sedotto in verità.
    Scendono,
    con la saliva,
    le tue docili intenzioni immorali,
    ed io stanotte ho sognato
    carezze ed insonnia,
    con un cuore in fiamme dentro.
     

  • 22 dicembre 2014 alle ore 18:20

    Fanno i sapientoni e poi non sanno nemmeno dire le cose come stanno. Fanno i grandi "Uomini" e le grandi "Donne" ma poi non sanno nemmeno affrontarti. Fanno i "Puliti" e gli "Onesti" ma poi non riescono a guardarti negli occhi. A mio modesto parere, l'unica cosa che sapete fare  essere "IPOCRITI".

  • 22 dicembre 2014 alle ore 16:53

    Sapete quale sarebbe il vero spirito del Natale? Avere le "PALLE" di saper scegliere con chi sedersi a tavola, senza dover fare sorrisi forzati o falsi perbenismi nei confronti di coloro a cui durante l'anno abbiamo gettato solo fango addosso. Oppure essere costretti a condividere una festa importante con coloro che durante tutto l'anno di te nemmeno si sono ricordano che esisti. Almeno a Natale servirebbero SINCERITA' & CORAGGIO. 

  • 22 dicembre 2014 alle ore 10:35
    Terra Da Amare

     
    Terra da salpare
    Dove tutto inizia
    E subito finisce
     
    Terra dai frutti rubati
    Al sonno di chi la vive
    Terra di amare tentazioni
     
    Poveri figli nostri!
     
    Dai giorni racchiusi
    Dentro un’ampolla
    E privi di orizzonti
     
    Terra mia
    Terra nostra
    Terra d’amare.
     
    Terra dalle mille speranze.

  • 21 dicembre 2014 alle ore 22:20
    lo sguardo dell'anima

    guardare il viso di un bambino
    e provare ad immaginare come sarà da grande

    provare ad immaginare il suo viso il suo sorriso il suo pianto
    immedesimarsi e provare a respirare al ritmo del suo respiro

    guardare il viso di un vecchio e provare ad immaginare com'era da piccolo

    provare ad immaginare il suo viso il suo sorriso il suo pianto
    immedesimarsi e provare a respirare al ritmo del suo respiro

    che grande responsabilità alberga in uno sguardo

    se si presta attenzione
    si rischia di vedere distintamente l'anima nuda e fragile,
    appena nata sotto questo sole, sotto questa luna
    l'anima nuda e sola in cammino presso queste mille 
    notti insonni

    l'anima, quel filo teso
    il senso scritto, ricamato sul nostro viso sin dal primo giorno 
    e fino alla fine del nostro fragile e precario sempre

    il senso inciso sul viso di tutti e di ognuno 
    lo sguardo dell'anima
    che ci separa e al tempo stesso ci accomuna
    sotto questo cielo, sotto questo sole
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/lo-sguardo-dellanima.html

  • 21 dicembre 2014 alle ore 21:05
    haiku n. 130 (riflette il sole)

    riflette il sole
    lacrima traslucida
    su filo d'erba

  • 21 dicembre 2014 alle ore 20:29
    Buon Natale, amore mio

    E siamo sempre qua a girare insieme
    nella giostra dell'amore

    con la vita che ci ronza intorno
    e gli stimoli ancora a catturarci

    e mantenere vivi i sentimenti
    nel piacere di accettarci

    E inseguire nuovi sogni
    da vivere a piacimento

    col desiderio immutato nel tempo
    di capire l'antifona della vita

    dandoci sempre un'altra possibilità

    e immergendoci ancora felici
    nella più straordinaria intimità

    con reciproca comprensione

    con la sincerità e la fedeltà

    chiusi a doppia mandata
    in casseforti dei quali abbiam gettato le chiavi

    E con gli sguardi fieri a incrociarsi
    e rendere giustizia ai nostri pensieri

    adornati dalle più accese emozioni
    fin nelle viscere della nostra storia

    godere della sempreverde speranza

    di ritrovarci insieme a galoppare
    nelle praterie del Paradiso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 21 dicembre 2014 alle ore 14:28
    Le pieghe dell'anima

    Le pieghe dell'anima si nutrono
    con un battito di vento
    che friabile aggredisce, momenti
    spogli e miserabili padroni
    al termine di viaggi scontenti
    osannati dalle pesti incatenate
    a terre dove climi si surriscaldano
    nell'arteria che si immette
    su una rampa franata, per le pietre
    assassine
     

  • 21 dicembre 2014 alle ore 11:37

    Se fai un figlio prenditi cura di lui. Non basta concepirlo e partorirlo per essere madre. Il suo tempo viene prima del tuo, il suo bene viene prima del tuo, LUI viene prima di TE! Diventando madri, non si rinuncia ad essere donna, ma accetti di crescere e di prenderti cura di qualcuno che non "Ha scelto" di esserci e che ha bisogno di te. Lui ha bisogno della tua presenza, del tuo amore, del tuo tempo... Non dei tuoi contentini a scappa tempo, dei tuoi regali per dare a lui una "felicità momentanea". La felicità, la serenità di un figlio la costruisci piano piano con amore, costanza e presenza. Se vuoi essere madre, se hai scelto di esserlo metti i tuoi desideri, le tue manie di donna mondana da parte e dedicati a tuo figlio. Hai scelto tu di metterlo al mondo per tanto crescilo con responsabilità e maturità. Non è un pacco che lasci in giro, parcheggi dove e quando vuoi solo per i tuoi "Divertimenti" di donna superficiale e sciocca. Perché una madre è prima di tutto una MADRE! 

  • 21 dicembre 2014 alle ore 10:31
    Y existes...

    Y escribe en mí el tiempo,
    y yo, ya no sé si amarte sin espacio o
    describir el etéreo o el concreto,
    yo, ya no sé si existe en otro tiempo
    algo que asemeje ad un momento,
    aquel que se esconde en mi, sombra vacua que no posee nombre...
    Digo tu nombre y no te nombro,
    te asemejas a un sueño del cual no se si despertar...
    Y existes, porque siento en mi piel el sabor de tu piel...
    Y existes, porque no tendría razón la vida de otro modo...
    Y existes, porque tu voz resuena en mi cada día...
    Y existes...

  • 21 dicembre 2014 alle ore 10:29
    Y es así que la auscencia

    Y es así que la auscencia
    se vuelve indiferencia,
    no me gusta pero es así,
    tan lejos estas de mi
    que inicio a no distinguir
    lo que por ti pude sentir,
    vacío, inerte y triste
    el juego que jugaste,
    sin darte cuenta en mi
    se acabó el amor por ti.

  • 21 dicembre 2014 alle ore 10:26
    Cofieso que he vivído

    Confieso que he vivido
    según me fue saliendo.
    Según me surgió,
    según me lo fue pidiendo
    el corazón, la luna y los aguaceros.
    Confieso que siempre intenté
    mantener en pie todo aquello
    en lo que sigo creyendo,
    que a veces lo conseguí
    y que en otros ratos
    esgrimí banderas
    que me distorsionaban
    por completo.
    Confieso que amé
    y que fui amado,
    que canté y fui cantado,
    que soñé y fui soñado.
    Confieso que pasé
    largas veladas
    a la deriva de mi mismo.
    Que encallé en los lodazales
    oscuros de la inexperiencia.
    Que planté banderas
    y árboles frutales
    en arenas movedizas.
    Que fallé, que caí, que mentí,
    que lloré, que sin quererlo
    o sin saber que lo quería
    hice daño,
    que me equivoqué
    con uñas afiladas unas veces
    y con la zarpa almohadonada, otras...
    Confieso que busqué, busqué, busqué...
    confieso que nunca perdí la fe,
    y aunque alguna vez deambulé
    desorientado nunca me rendí
    hasta encontrar la ruta
    hacia el dorado.
    Confieso que busqué, busqué, busqué...
    confieso que interpreté
    con tal fiereza mi lucha
    que al final acabé encontrando...
    Confieso que concurrí
    con la alegría...
    confieso que he vivido...
    confieso que por ello
    y por como me dejaron
    vivir estaré siempre
    en deuda con los dioses,
    con el mundo y con el ser humano...
    Confieso que he vivido...
    confieso que soy consciente del regalo.