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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 dicembre 2014 alle ore 6:53
    e se viaggerò

    e se viaggerò fino alla fine del mondo
    e respirerò l'aria pungente delle montagne più alte
     e l’aria calda al gusto di salsedine delle coste più lontane
    non scorderò la nebbia della mia infanzia 
    la nebbia santa 
    che nascondeva il confine fra il cielo e la terra, 
     tra la terra e il fiume

    la nebbia che trasformava le colline a cui noi apparteniamo
     in isole immerse in un immenso mare
    in un immerso mare

    e se viaggerò fino alla fine del mondo
    non dimenticherò che 
    per rimanere a casa
    bisogna andare molto lontano
    per rimanere a casa
    il cammino è lungo una vita intera
    e così sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2014/05/e-se-viaggero.html

  • 15 dicembre 2014 alle ore 21:03
    E io mi chiedo ogni giorno il perche'

    Uomini vestiti d'ignominia
    a vivere tra congetture e finte paure

    Ritornelli a far da colonna sonora
    a malizie divenute ormai
    simboli di assolute viltà

    Costante fermento d'aspettative
    cariche di evanescenti passioni

    nella ferrea volontà
    d'inventare tetre atmosfere

    irresistibili false fragranze dell'anima
    cosparse da ladrocinii e urticanti sentimenti

    spruzzate di malate emozioni
    buone solo a suscitare fetori di vita 

    spogliare il cuore
    e tormentare le veraci passioni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 15 dicembre 2014 alle ore 21:03
    E io mi chiedo ogni giorno il perche'

    Uomini vestiti d'ignominia
    a vivere tra congetture e finte paure

    Ritornelli a far da colonna sonora
    a malizie divenute ormai
    simboli di assolute viltà

    Costante fermento d'aspettative
    cariche di evanescenti passioni

    nella ferrea volontà
    d'inventare atmosfere magiche

    irresistibili false fragranze dell'anima
    cosparse da ladrocinii e urticanti sentimenti

    spruzzate di malate emozioni
    buone solo a suscitare fetori di vita 

    spogliare il cuore
    e tormentare le veraci passioni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 15 dicembre 2014 alle ore 19:46
    Dolori

    I fragori degli iceberg
    che tornano acqua
    risuonano
    con la squassante potenza di un sisma.
    Potessero i dolori dell'anima
    dileguarsi con pari forza
    in una pacata distesa lacustre!
    Rinfrancherebbero il cuore
    dalla durezza dei sordi cunei
    che a ogni battito
    lo trafiggono!
    Potessero, quei cupi suoni,
    elevarsi a soavi melodie
    di mille capinere!
    In un universo sensibile,
    una farfalla sua mandataria
    lambirebbe il sofferente fior vermiglio
    con la balsamica leggerezza delle sue ali.
    I suoni gravi degli ottoni
    diverrebbero eterei canti di violini…
    Fuggevoli attimi di libertà
    dalle segrete di una greve esistenza.
     
     

  • 15 dicembre 2014 alle ore 18:05
    Come Una Favola

     
    Bagnerò i miei piedi
    Nel ruscello a valle
     
    Sotto una nuvola
    Di petali colorati
     
    Danzeranno sul mio corpo
    E sulle penitenze dei cuori
     
    Il calore del sole vestirà
    I miei pensieri spogliati
     
    I desideri voleranno alto
    In nuovi spazi universali
     
    Per ridare a tutto il creato
    Pezzi di sogni desiderati…
     
    Le miei creature celesti
    Non saranno vagabonde
     
    Ma candide e prodighe
    Spazzeranno ogni ombra
     
    E tu sarai il mio angelo custode
    Con profumi di spezie orientali.

  • 15 dicembre 2014 alle ore 15:23
    mezzadria

    autunno, 
    si affonda tra i rami spezzati tra zolle di terra fra i filari e nei campi
    autunno
    terra e polvere nel vento, vento che porta la foschia
    si affonda
    autunno, 
    sudore ed acini d’uva schiacciati tra le dita
    vinacce, mosto, verderame, non c’è tranquillità senza pane,
    si affonda.
    autunno
     ci spostiamo di casa in casa di raccolto in raccolto, 
    siamo uccelli migratori, anche se mai alziamo la faccia dalla terra
    affondiamo tra le zolle del campo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2013/09/mezzadria.html

  • 15 dicembre 2014 alle ore 11:04
    Odori Nel Bosco

     
     
     
    Chiuso nel mio silenzio
    Annuso gli odori usuali
    Desideroso e senza freni
    Per scappare dalla notte
     
    Fuggo dall’aria respirata
    Nel profumo del chiarore
    Alla ricerca dell’amore
    E di quello che non c’è
     
    È una vita senza tempo
    È una vita senza spazio
    Manca quel tic tac lacerato
    Dal tempo che passa veloce.
     
    Voglio vivere nel bosco
    Delle mie notti silenziose
    Sullo scenario della pace
    Con ricordi e nuove voglie.
     

     

  • 14 dicembre 2014 alle ore 21:09
    I miei viaggi all'inferno

    Discorsi racchiusi

    in scosse sussultorie
    lunghe una vita

    a esaltare critiche e polemiche

    nei contrasti che coinvolgono
    il cuore e l'anima

    Emozioni sballottate
    tra gli spigoli degli scogli

    di un'agrodolce esistenza

    a cui spesso

    sono state vietate soffici spiagge
    sulle quali distendermi

    a sopportare quei dolorosi aculei

    E conquistare con il sudore
    ogni anfratto delle coste
    del mio Essere

    e nella loro esplorazione

    sacrificarmi a scavalcare
    le alte mura della sofferenza

    che ho incontrato

    lungo i sentieri provocatori
    che vi s'inerpicano

    E ringrazio i miei sentimenti

    pronti sempre a mediare
    tra le sconfitte e le vittorie

    tra la polvere e il podio
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 dicembre 2014 alle ore 14:44
    Il poeta e la vita

    Salito l'astro notturno,
    da un nodo incrociato del mio destino
    trasporto puerili emozioni.
    Candida e soave riecheggia la vitalità'
    di una parola scomparsa
    nelle tenebre della mia mente.
    Racimolo i resti del mio pensiero
    in un baratro nascondo le mie frasi,
    sepolto da una catastrofe primordiale
    seguo la scia del tramonto
    Incrociando i miei resti,
    da un fuoco riemergo
    ed esalo parole colorate.
    L'anima al crepuscolo
    cerca un destino filosofico,
    cammino sui miei dubbi;
    da una mente visionaria nasce la vita

    Sono salito sull'ombra del destino;
    le frasi di un poeta tramontano nella sua solitudine,
    ma rinasce follemente l'alba del suo pensiero
    La Genialità' è un dono diabolico,
    la cullo nel mio cervello,
    ella cresce divinamente
    Sono un delirio della mia mente,
    un visionario spirituale

  • 14 dicembre 2014 alle ore 11:57
    All'amante morta II

    Certe notti ti sento vicina,
    sento il tuo respiro lento e
    caldo, mia quindicenne bionda.
    Rivedo il tuo sorriso ed
    il dolore nascosto da un
    rossetto e dalla polvere
    bianca che ti ha portata via,
    mia eterna quindicenne bionda.

  • 14 dicembre 2014 alle ore 11:56
    Labbra

    Vorrei addormentarmi sulla punta
    delle tue labbra quando mi baci
    e trovarci tutto il calore di cui
    necessito per un giorno, nutrirmene.
    Voglio addormentarmi in un tuo bacio
    perché non conosco cosa più bella
    e più eterea, voglio essere avvolto
    dalle tue labbra e restarci a lungo.

  • 14 dicembre 2014 alle ore 11:32
    Fantasmi

    Non furono amati abbastanza
    così tornano in sogno
    onde non dismetta memoria
    e ne inizi il rimpianto.

    Certo ci piacciono nel cielo
    di nostre paure proiezione
    a confortarci oltre il mondo
    in cui ci tocca di vivere.

    Infine siamo ombra sfuggente
    accosto al cosmo infinito
    col cuore dentro a far sole
    che farà posto alla morte.

  • 14 dicembre 2014 alle ore 9:39
    Viaggio Nel Tempo

     
    Mi basta immaginare
    Il silenzio della vita
     
    Il fuggire dai giorni
    Lo spegnersi della luce
     
    Per fuggire dal tempo
    E correre nel vento
     
    Nello spazio futuro
    A dissetare lo spirito
     
    Per poi:
     
    Vagare nel dopo
    Nel brio delle stelle
     
    Nella vita senza male
    Dentro l'oasi della gioia.

  • 14 dicembre 2014 alle ore 9:31
    è uno di quei giorni

    è uno di quei giorni che
    qualcosa quadra
    la tua fiducia, la tua speranza
    tutto il resto no

    è uno di quei giorni che 
    son le opportunità che contano
    e che devi cogliere 
    tutto il resto no

    è uno di quei giorni che
    il tuo buon nome serve a qualcuno per un po' e per qualcosa che non so
    e tutto il resto no

    è uno di quei giorni che 
    qualcuno ti dirà che tanto tu sei così
    che tanto tu tornerai sempre lì
    e tu invece non tornerai mai più
    mai più

    è uno di quei giorni che 
    alla sera stringere la mano del cuore di buoni amici è l'unica salvezza possibile dal grigiore di queste periferie 
    e tutto il resto no

    è uno di quei giorni che
    qualcosa quadra
    e tutto il resto no
    ma tanto tutto il resto 
    non è importante
    non è importante
    non è
    importante 
    no

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/e-uno-di-quei-giorni.html

  • 13 dicembre 2014 alle ore 20:40
    La semplicità

    Ho incontrato la semplicità
    nella rosa aperta in giardino
    della luce del giorno contenta

    quasi una stranezza ho pensato
    ammirato della chiara bellezza
    di rugiada il dolce volto asperso

    creatura magnifica della natura
    gioia dà al cuore di dono perfetto.

  • 13 dicembre 2014 alle ore 15:23
    Arcadia

    Severi silenzi
    sonori.
    Intere distese
    di croci
    laconico addio,
    fugaci.
    Care,vetuste ombre
    volgo alla sacra Vetta
    e urlo alle memorie
    un antico idioma.
    Possa questo sguardo
    trovar pace,
    dissetarsi, comprendere
    fiori di mare.
    Distante dal cuore
    il selvaggio cardo
    ebbro di altari
    muore tra le mie dita;
    è ancora giorno.

  • 13 dicembre 2014 alle ore 14:15
    Amano

    Amano quelli che nel cuore
    hanno solamente amore
    Amano quelli che sopportano
    e si nascondono nel vento
    dei sogni vivendoli profondamente
    senza interrompersi mai
    e come favole compiono azioni
    straordinarie, ascoltando disperazioni
    piangendo, in preghiere sentite
    rivolgendole ad esseri, che non sanno
    chi sono, quelli caduti, nel pozzo profondo

  • 13 dicembre 2014 alle ore 10:55
    Ombre nuvolose

    Spariscono vite
    straziate immerse
    dal dolore ingiurioso
    con elastici stretti
    che arrestano storie
    rinnovate nella convinzione
    di viver gioiosi sotto altre coperte
    nuove, desiderose di una svolta
    miracolosa, che sboccia
    solamente, dalle ombre nuvolose
     

  • 13 dicembre 2014 alle ore 10:03
    Respiro Notturno

     
    Ma come faccio a respirare
    Senza il cuore della luna!
     
    Lei mi sorride di continuo
    Anche nel pallido inverno
    Con il suo viso diventa triste
    Protetta dalle proprie nuvole
     
    Ha la bellezza della donna
    E quando rimane da sola
    Per consultarsi con il mare
    Parla con la voce del cuore.
     
    Lei nella tana del tempo
    Confida nelle onde amiche
    Che elargiscono soluzioni 
    Intrise di speranze decisive.

  • 13 dicembre 2014 alle ore 9:35
    Definizione #3

    Mi hai biforcato il cuore
    e anche l'istinto.

  • 12 dicembre 2014 alle ore 23:23
    alzare le mani

    è un onore alzare le mani
    e cantare che siamo tutti uguali 
    siamo esseri umani!

    è un onore alzare le mani 
    e ballare e cantare ancora la gioia
     di essere qui adesso insieme
    e di sperare ancora oltre e nonostante tutto 
    sperare ancora nel domani

    è un onore alzare le mani
    e cantare ancora e per sempre 
    che siamo tutti uguali 
    siamo esseri umani!
    e che così sia
    presso questi grigi cieli di periferia 
    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/alzare-le-mani.html

  • 12 dicembre 2014 alle ore 20:58
    Spesso i sogni vanno in pezzi

    Con i gesti utili
    a non sorprendermi più

    vivo i profondi disagi
    di questa assurda società

    insofferente a tutto

    Sensazioni di vuoto
    a cancellare i sentimenti

    distruggere le emozioni
    e smarrire la dignità

    E divenire arido di cuore

    fino a ritenere una fortuna
    il perdere chi si ama

    reazione naturale

    nel desiderio di rinchiudermi
    nel più intimo degli oblii
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 dicembre 2014 alle ore 18:36
    Cercarmi

    Cercarmi..,

    Tra le righe del tuo sorriso

    Tra il tempo che ormai è ricordo

    Tra sguardi persi nel cielo 

    Tra cose che non m’appartengono più

    Tra il mio passato e il mio presente

    Tra un tuo profumo e una tua carezza

    In quei giorni in cui ti sogno ancora.

    Cercarmi..,

    Tra tuo ciò che ora

    Più che mai

    Mi fa star male.

  • 12 dicembre 2014 alle ore 10:48
    Sognando Trieste

    Quando la notte ricopre

    i nostri sogni

    quando i sogni

    accompagnano

    le onde del mare

    Trieste di nascosto

    controlla come una vecchietta

    tante emozioni passare

    e ogni piccola mossa

    a riscaldare la gente

    come un "refolo" di bora

    sopra Miramare

    di fianco a Piazza Grande

    vicino all nostro molo

    in silenzio a ricordare

    come un bambino

    che sempre spera

    mi sembra di nuovo mamma

    con Trieste

    che un tempo c'era

    ritrovar

  • 12 dicembre 2014 alle ore 9:36
    L'Ultima Notte Di Quiete

     
    Io viandante
    Osservo la strada
    Che credo senza fine
    Non esiste luce
    Al finire della sera
    Ormai è tutto buio.
    Imploro il mio Dio e…
    Vorrei mutare l'aurora
    Sognerei cambiare la vita
    Ma non mi è possibile.
    Questa notte è insolita
    Tale nottata è diversa
    Alzo gli occhi al cielo
    E vedo quello che desidero
    C'è una stella che mi parla.
    Guardo nei suoi occhi
    E divoro il tuo cuore
    Odo i tuoi respiri
    Li sento differenti
    Lacerano l’anima
    Graffiano il cielo
    Ma non graffiano
    L'ultima notte di quiete.