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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 dicembre 2014 alle ore 21:39
    regali di oggi

    parlare con gli amici venuti da lontano di stagioni e di campagna 
    sulla piazza del mio paese davanti alla chiesa 

    un aeroplano di carta che fa mille giravolte

    un bicchiere di vino sorseggiato tra i ricordi

    un frammento di me che solo gli amici sanno raccontare

    e poi pulir la strada dalle foglie secche prima di partire

    un bacio e una carezza per il cuore
    i regali di oggi 
    presso questi sentieri di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/regali-di-oggi.html

  • 08 dicembre 2014 alle ore 21:09
    La dolce ballata del fuoco

    Bagliori d'incanto

    odori intensi
    di emozioni intrise di ricordi

    a salvarmi l'anima
    dai mille mali che l'affliggono

    frivoli sospiri che confortano
    antiche e attuali malinconie

    spiragli che spezzano la realtà
    e immergono nei sogni

    a raccontarmi e ricordarmi chi sono

    lingue di dolcezza ardenti

    a insegnare tra piaceri e misteri
    il delirio al cuore

    colmo d'ingenua bontà
    e di libertà senza nome

    sguardi accecati
    d'occhi arrossati

    dall'esasperata ricerca
    degli amori perduti

    elogiare nell'entusiasmo
    il risvegliarsi di forze interiori

    a raggiungere le ambizioni

    e ritrovarmi in tutti
    gli arcobaleni del mondo
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 08 dicembre 2014 alle ore 19:33
    Cercare

    Cerco forme nuove
    Ideali di vita
    Cuori che vivono tutt’ora di lacrime.

    Li cerco nel tempo 
    Che l’uomo ha cancellato
    In quei pensieri 
    Che l’uomo ha ucciso
    Li cerco sempre, ahimè,
    Nella mia immaginazione.

  • 08 dicembre 2014 alle ore 15:33
    Pathos

    Urlo dentro me
    di dolore, nel silenzio
    La mia anima
    è sconvolta.

  • 08 dicembre 2014 alle ore 13:14
    5/12/14

    Andrò ovunque,
    dove desidero,
    il latte di mia madre 
    mi ha gonfiato le cosce 
    perchè camminassi,
    e per non sentirmi solo,
    mio padre mi ha donato 
    brava gente di strada.
    Farei tutto, però la musica giusta
    non manchi, una musica adatta a me,
    sono ingordo di questo vivere che mi appassiona,
    voglio brindare alle strade e ai volti.
    Ancora una volta

  • 07 dicembre 2014 alle ore 13:03
    C'è un limite

    C'è un limite
    che esplora la forza
    e la sostiene
    anche se tutto
    sembra perduto
    di non poter resistere più
    farneticando in quei dolori
    opprimenti che asciugano
    la gola e tolgono i respiri
    non permettendo di vivere
    come vorremmo, in quella
    calma interiore, indispensabile
    per noi che viviamo inseguiti
    dai fantasmi del nostro passato
    turbandoci infinitamente, quando
    finiamo d'apparir
     

  • 07 dicembre 2014 alle ore 9:38
    Alla Vergine Maria

     
    Il sole ti riscalda
    La luna ti veste
    Le stelle ti ornano
    L'amore ti insegue
     
    Alba rossa perenne
    Adagiata nel tempo
    Dai colori dell'alba
    Ai rossicci tramonti
     
    I cuori ti cercano
    L'amore ti accoglie
    Il desiderio di averti
    È vivo dentro di noi
     
    Diversa e uguale
    Sei unica, eterna
    Io ti chiamerei:
    Madonna Dei Soli.

  • 07 dicembre 2014 alle ore 9:38
    Alla Vergine Maria

     
    Il sole ti riscalda
    La luna ti veste
    Le stelle ti ornano
    L'amore ti insegue
     
    Alba rossa perenne
    Adagiata nel tempo
    Dai colori dell'alba
    Ai rossicci tramonti
     
    I cuori ti cercano
    L'amore ti accoglie
    Il desiderio di averti
    È vivo dentro di noi
     
    Diversa e uguale
    Sei unica, eterna
    Io ti chiamerei:
    Madonna Dei Soli.

  • 07 dicembre 2014 alle ore 8:56
    nonostante la tempesta

    nonostante la diffidenza
    sorridere al vento contrario con sete di libertà

    perchè la vita è un gioco
    la vita è breve
    la vita è tutto
    la vita è interamente compresa in questo unico e fragile respiro
    e nulla più

    nonostante la tempesta
    vestirsi soltanto con la responsabilità della speranza
     qualunque cosa accada
    presso questi dimenticati cieli di periferia
     e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/nonostante-la-tempesta.html

  • 07 dicembre 2014 alle ore 1:19

    Ho vissuto momenti che ancora oggi mi fanno paura e malgrado quei momenti non ho mai smesso di essere quella che sono, non ho mai smesso di credere nei miei valori e non ho mai smesso di essere convinta che essere se stessi, restare quello che vogliamo essere fosse la cosa migliore. Oggi ho la conferma che il mio pensiero era giusto. Oggi guardo dietro e non mi fa più paura nemmeno ciò che è "Stato" . Vivo finalmente la vita che desidero, vicino a qualcuno che mi ama, mi rispetta e che fa di me uno dei suoi primi pensieri. Qualcuno che finalmente si occupa di me, qualcuno che c'è e che quando mi siede vicino mi fa sentire quella strana sensazione di "Pace". Ho aspettato, non ho regalato niente di me stessa e non ho mai svenduto niente di me. Ho imparato a stare sola, a stare bene da sola e ad aspettare chi davvero meritasse "ME". Non ho chiesto niente a nessuno,  ho valutato le persone e non ho mai scelto per convenienza ne per solitudine. Io non volevo una "Presenza"  io cercavo "LUI". Cercavo un uomo, un uomo di cui fidarmi. Cercavo un uomo che sapesse difendermi, proteggermi e rendermi migliore. E' facile cercare calore quando ci sentiamo soli, meno facile sopportare il freddo e il vuoto e aspettare quel qualcuno che davvero merita determinati lati di "TE"! In questo mondo dove sembra che essere "Single" è come essere "ritardati"  ricordatevi che non è così! Meglio single in attesa della persona giusta... Che svendersi a chiunque e poi essere delusi, traditi, ingannati e presi per il culo. Saper aspettare premia e premia in modo certo e definitivo. ora so che di altro ho bisogno, ora so che esser sola per me è solo un ricordo... E' solo un "Periodo" di passaggio che appartiene ormai al passato... Ora so che ci sei TU ! 

  • 06 dicembre 2014 alle ore 18:05
    La Pace

     
    Una colomba
    Vola sopra i capi
    E Tu mi neghi!
     
    Il Tuo sguardo
    Mi fugge!
     
    Io mi domando:
    Sei Mare?
    Sei Cielo?
    Sei fuoco?
     
    Bruci!
    Hai bruciato tutto!
    Brucerei tutto!
     
    Sappi che la Pace
    È una colomba in volo.

  • 06 dicembre 2014 alle ore 11:56
    Colora la tua vita

    Non rendere la tua vita bianca e nera
    vivila di colori 
    non avere paura
    dell’aria 
    respirala inebriati dei sentieri fioriti
    vivi quella carezza 
    che il vento ti pone
    sorridi alla pioggia 
    il sole riappare sempre 
    lungo il tuo cammino.

    Benatti Graziella © 
    @ 21 Novembre 2014
    Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 Aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e s.m.i.

  • 06 dicembre 2014 alle ore 9:48
    Sera

     
    Rughe sul volto!
     
    Mi tuffo nel buio
    Fra ombre e misteri
    E l'incerto cammino
    Con un cuore muto
    Sotto un cielo infinito.
     
    Splendori di stelle
    Gemme nel nulla
    Nutrono la vita
    Con schegge di sogni.
     
    Il cielo è ormai buio
    Pare oscura dolenza
    Di una vita gioiosa
    Che si perde nel vuoto
    Tra essenze di rugiada.

  • 05 dicembre 2014 alle ore 23:04

    Sento spesso parlare che il sorriso di una donna non va spento, il cuore di una donna non va ferito, i sentimenti di una donna non vanno illusi ecc... Perchè quelli di un uomo si? Non conta uomo o donna, nessun cuore merita di essere ferito e nessun sorriso di essere spento. I sentimenti hanno tutti lo stesso valore che siano di una donna o di un uomo non conta essi non vanno calpestati, illusi o distrutti. RISPETTO: Questa è l'unica cosa che ognuno di noi, uomo o donna che sia, deve... Per DOVERE portare verso gli altri e per DIRITTO deve percepire!

  • 05 dicembre 2014 alle ore 22:55
    Ogni alba rivive

    Ogni alba rivive
    un nuovo giorno
    e formandosi da un calcio
    alla luna assopita
    che si sveglia all'imbrunire
    temendo di soffrire di nuovo
    per l'ennesima volta ancora
    nell'ascoltare pene severe
    con ascolti
    vertiginosi, e immediate
    risposte taglienti
     

  • 05 dicembre 2014 alle ore 21:16
    A passeggio tra i pensieri

    Sfuggo schegge di passato

    sfidandole con parole appuntite
    conficcate nei sentimenti e nei gesti

    Pezzi di vita già vissuta 
    gorgogliano umori ancora fumanti

    a contrastare l'ostracismo del mondo 

    e scansare il buco nero 
    in cui vorrebbe seppellirmi

    E sfrutto il mio talento
     
    a dispetto dello smalto
    dei migliori anni

    ormai appannato

    facendo della speranza
    il rifugio segreto delle mie incertezze
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 05 dicembre 2014 alle ore 14:12

    SSSShhhh... Amiamo il silenzio e rispettiamolo. Lui uno dei regali più grandi da fare a chi non merita parole! Una delle voci più forti capaci di gridare quello che spesso le parole non dicono. Lui, spesso mal interpretato e ignorato. Il silenzio la più alta forma d'intelligenza laddove la stupidità di vaga. Esso è l'arma di coloro che sono maturi perché chi non lo è preferisce "Sparlare" invece che "Tacere"!

  • 05 dicembre 2014 alle ore 8:45

    Troppe persone provano a capirmi, ma pochi ci riescono. A volte nemmeno io mi capisco, ma mi piaccio e mi amo proprio così. I miei pregi, i miei difetti e le mie eterne paure. I miei momenti no, la mia dolcezza e quella mia capacità di saper "Rompere" con classe. Mi amo e me ne frego di chi non mi apprezza, perchè continuerò ad AMARMI!

  • 04 dicembre 2014 alle ore 23:46
    Confessione di una società

    Noi siamo
    la società della metropolitana
    l'indifferenza qui
    regna sovrana
    il posto a sedere,
    vuoi mettere la preoccupazione?
    Quello lì me l'ha rubato
    "Ma sei proprio
    un gran coglione!"
    Gente a disagio
    senza il telefonino
    "Mi si è scaricato
    e mo' che faccio?
    Che gran casino!"
    E poi i campioni 
    dell'antropologia
    con i dottori in sociologia
    e tutti gli scienziati
    della psicologia
    gli esperti che conoscono
    tutto sulla vita: ogni terapia!
    Eccoli che cercano
    di imbastire qua e là
    qualche pacata conversazione
    ma sono troppo emozionati
    poverini
    devono improvvisare
    son senza copione
    e si finisce per stare tutti zitti
    a fissare lo sguardo
    sopra l'altro pantalone
    Gente che sgomita
    si insulta, si accapiglia
    quel vagone è troppo pieno
    "Signore, metta giù
    quella bottiglia"
    Gente che cambia
    gente che parla
    con l'aria svogliata
    delle 7 del mattino
    gente che chiede
    gente che risponde
    e se ne va
    in tutto il gran casino
    Gente che sbaglia stazione
    gente che "questa volta
    al prossimo sciopero
    vedranno
    che gran polverone!"
    Gente che "in fondo
    non potevamo diventare
    che questo:
    siamo tutti nel profondo
    un po' piccoli borghesi
    viviamo in eterno
    aspettando l'ora del tè"
    Gente di marmo
    che ascolta appassionata
    il Radio Costanzo Show
    per prodursi poi
    in elevati discorsi
    riguardo all'ottimismo
    che è il profumo della vita
    Gente che si arrabbia
    per una scommessa persa
    e offre il proprio braccio
    all'anestesia dal giudizio
    Gente che si perde
    nella foresta della realtà
    e preferisce giacere
    alla porta del sentimento
    e non costruire niente
    "Tanto ho sentito dire
    che il girone degli accidiosi
    è proprio un bel posticino
    c'è pure il prete
    che la domenica
    al mattino
    ti dice la sua messa
    seduto in poltrona:
    mi sembra si chiami
    Abbondio"
    Gente che vaga
    smarrita per la strada
    acquistandosi un pacchetto di felicità
    nel discount sotto casa
    "Nel quartiere accanto
    già un po' mi disorienta"
    Gente che ha smesso
    di inventare
    di immaginare
    di creare
    di viaggiare
    tanto c'è google maps!
    Gente che ha eletto
    i suoi nuovi profeti
    i grandi maghi del bestseller
    quelle sfumature di grigio
    io le vedo tristemente
    riaffiorare sulla tua pelle
    Gente che ha scordato
    e vilipeso
    chi sa ancora
    domandare alla luna
    "A che tante facelle?"
    Gente che ha dimenticato
    l'amore come una cosa concreta
    come assalita da una noia ansimante
    nel fermarsi alle soglie
    della Strada
    Gente che si affanna
    di nuovo a censurare
    quel dilemma elementare
    "Ma ha senso 
    o non ha senso
    questo nostro amore?"
    Gente che ha eretto
    il suo nuovo tempio laico
    alla seduzione
    come l'emblema moderno
    di una epocale liberazione
    la seduzione viscida
    della retorica del sogno
    che puntualmente cade
    in quella sfida tutta personale
    della fatica quotidiana
    Tra duemila anni forse
    amanti di cose arcaiche
    e abbandonate
    come la Poesia
    ci chiameranno
    "La nuova Lost Generation"
    noi abbiamo visto
    sfregiati un'altra volta
    gli idoli dei padri
    come a soffocare
    ogni germoglio di slancio
    ed abbracciare di nuovo
    gli alambicchi della ragione
    in un cinico realismo
    vuoto, gelido
    e ormai incapace
    di andare oltre
    l'immediatezza della realtà
    Ma voi mi direte ora:
    da dove ti viene
    tutta questa sapienza
    un po' troppo compiaciuta
    che puzza di giudizio universale?
    Non sono mai stato
    un sociologo
    lo ammetto
    e l'idea mi fa un po' schifo
    e un po' spavento
    sarei studioso delle masse
    neanche un gran portento
    osserverei col dito in bocca
    l'insieme degli uomini
    mandato in pasto
    a calcoli di probabilità
    uomini come incapaci
    di ricostituirsi Comunità umana
    il cui segreto nessuna scienza
    potrà mai svelare
    Allora
    - caro amico -
    il mio personalissimo
    giudizio universale
    tramuta in confessione
    perchè ci sono io
    nel mezzo
    forse te lo eri dimenticato
    io sono ancora qui,
    invischiato nei nostri sfaceli
    qui: accusatore e complice
    schiacciato tra le due porte
    del metrò
    Vorrei mantenere
    la rotta dritta
    fermo, inflessibile
    coerente, ma forse sarei
    immobile
    vorrei anch'io
    respirare a pieni polmoni
    la brezza che danza
    attorno a Thomas Paine
    e spezzare definitivamente
    quella catena artificiale
    che tiene qui ancorati
    questi gabbiani
    senza più nemmeno
    l'intenzione del volo
    potrei elevarmi
    come un eroe
    che non conosce
    nè macchia nè paura
    e con un gesto disumano
    sollevare il mondo
    come un novello Eracle:
    ma lo confesso,
    io non ne sono capace,
    forse neanche per me stesso,
    io non sono altro
    che un vostro Compagno
    qui impegnato
    nel Cammino.

  • 04 dicembre 2014 alle ore 21:41
    Con un po' di fortuna morirò di vecchiaia

    E sono ancora qua

    a parlarvi di me

    accompagnato
    da impeti rivoluzionari

    a compromettere
    la mia integrità

    minacciosi brontolii

    crescenti enfasi

    Tarli che mi rodono
    dall'intimità dell'anima

    mettendosi al centro dei pensieri

    nella loro ricerca
    d'armonia e d'equilibrio

    E arrivo sempre
    all'orlo del precipizio

    a rimanere sospeso
    nei respiri del tempo

    laceranti sospiri
    a portarsi via le parole

    e assediare le emozioni
    e i sentimenti
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 04 dicembre 2014 alle ore 16:55
    Magia Di Una Sera

     
    Danzano lenti i passi
    Sulla terra arida del Sud
     
    Poi…
     
    Uno sguardo verso l’alto
    Per vedere la mia stella
    Ed inciampo nel cielo
     
    Paziente e garbato
    In un mese di Agosto
     
    Assaporo…
     
    L’illusione di un sogno
    Che forse diverrà realtà.

  • 04 dicembre 2014 alle ore 11:57
    La canzone degli amanti distratti

    Questa è una canzone priva di musica,

    omaggio a Cupido, a Kama, a Nausica.

    Una canzone per gli amanti distratti,

    fatti a pezzi da lettere d'amore comprensibili solo a tratti.

    Una canzone per gli amanti che non sanno amare,

    spero avrai il buonsenso di non farmi gli auguri per Natale,

    si, lo so che ogni scherzo vale

    ma c'è un limite anche nell'esagerare.

    Sai, non era novembre ma Aprile il mese che andavi cercando

    non era maggio il mese che ti avrebbe donato il coraggio

    di vedere chi sei. 

    Gli amanti distratti, dalle date dei nuovi arrivati,

    dimenticano in fretta da dove erano partiti, 

    rifiutano a se stessi l'idea di essere in fondo solo rifiuti riciclati,

    non smaltibili, progetti cumulabili con migliori offerte,

    rimessi in circolo con la devozione data in dono solo ai parolieri più esperti.

    Dal cielo cade il fischio di un merlo,

    stravagante melodia, troppo allegra per chi si crogiola nell'oblio di un cielo terso,

    questa è la canzone degli amanti distratti

    da rime più confacenti a smussarne i loro anfratti, 

    melodia pura, vergine incantevole bisognosa di ogni premura,

    ascendente scorpione, distratto pure lui dalle solite parole.

    Questa è la canzone degli amanti,

    coro di cicale a frinire tra ulivi giganti,

    incompatibilità al tramonto recata da chi

    contro il veleno ha un siero sempre pronto,

    squilli a fondo perduto resuscitano quando 

    l'abitudine non è un dono, bensì un rifiuto.

    Ciao come stai? Come stanno i tuoi guai?

    Li ho dimenticati ad aspettarti.

     

  • 04 dicembre 2014 alle ore 6:10
    pochi fragili versi

    poesia poesia poesia,
    pochi fragili versi e nulla più

    poesia poesia poesia,
    forse null'altro che un caldo abbraccio,
    e tutto qua
    un abbraccio alla vita
    poesia

    poesia
    pochi fragili versi e poi la giusta memoria
    in segno di rispetto
    di rispetto
    al tuo cuore e al tempo che scorre via
    che corre e va

    poesia
    un lieve e fugace abbraccio alla vita e nulla più, e tutto qua
    pochi fragili versi 
     e poi essere felici e inquieti aspettando la felicità
    e così sia
    presso questi cieli grigi di periferia 

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fr/2014/12/pochi-fragili-versi_3.html

  • 03 dicembre 2014 alle ore 21:05
    Storia di un sogno

    Ferito da petali di rose
     mi ribello ai grigiori di questa vita

    vissuta tra le sfumature
    dei miei mille sentimenti

    a chiedere l'elemosina alla coscienza
    nel silenziare che indebolisce la mente

    E mi sento come un pittore
    attratto da emozioni disordinate

    che sfoga dipingendo scorci d'immagini
    che lasciano senza parole

    e nei quali riconosce
    tracce di instabili affetti

    E vado oltre me stesso
    in avventurose peripezie

    con la volontà di fondere
    le emozioni del cuore e dell'anima
     
    in una piacevole mescolanza
    di modi garbati e scanzonati

    per alimentarmi l'esistenza

    superare il passato

    e far parte ogni giorno
    di una nuova storia

    da tramandare ai posteri
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 03 dicembre 2014 alle ore 20:05
    Ti vedo

    Sto dietro i vetri
    mentre cade la pioggia sottile
    Ti vedo, sorridi di gioia
    i riccioli neri bagnati da stille d'argento
    Hai gli occhi splendenti,
    ammiccano
    io continuo a guardarti
    M'inviti a danzare
    a piedi nudi
    su note di versi
    che il cosmo ama cantare
    Cade lenta la pioggia
    l'anima impaziente s'acquieta
    in attesa di te