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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 novembre 2014 alle ore 22:05
    Povertà irredente

    Torrenti d'emozioni
    che esprimono inquietudini

    nel disgusto sopravvissuto

    a inspiegabili ammutinamenti
    della natura intrinseca dell'anima

    nel peregrinare tumultuoso e irriflessivo 
    che fa perdere la cognizione di se stessi 

    Ricchezze d'oppressioni

    atti d'impertinenza
    insolenze e presunzioni

    a percepire a pelle 
    vicinanze disamorate 

    e abbacciarsi in un tutt'uno
    con la propria ombra 

    a gustare tutto lo sconcio che ci circonda
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 29 novembre 2014 alle ore 13:30
    Dove non c'è ragione

    La rassegnazione
    vive negli occhi
    dove la logica
    acceca lo stupore.
    Non vive nei miei
    che di pazzia
    han visto il tuo splendore.

  • 29 novembre 2014 alle ore 8:21

    Non abbiate mai paura di dire ciò che pensate, se nel farlo mantenete educazione e come fonte la "Verità"! Non abbiate mai paura di essere giudicati, se nel dito che punta contro di voi non scorgete niente che vi appartiene! Prendetevi cura di ciò che conta, di ciò che sta vicino a voi e non perdetelo mai di vista per ciò o per coloro che della vostra vita ne fanno solo un "Argomento" o un "Passatempo"! Abbiate la forza di sorridere di fronte a chi non si fa i "Cazzi suoi" perchè se la vostra vita gli piace tanto evidentemente tanto "Male" non siete. Ma soprattutto ricordatevi che l'indifferenza uccide, mentre l'invidia, la rabbia e la cattiveria prima o poi auto distruggono. 

  • 28 novembre 2014 alle ore 21:18
    Il sapere bloccato

    Nella devastazione di me stesso

    e nella serenità di agire
    come un uomo perbene

    scavo nell'archivio delle mie passioni

    angosciato  dalla continua ricerca
    di giusti sentimenti

    a ispirarmi l'immaginazione di un mondo diverso

    E mi fa male trovare il mio sapere
    bloccato in macerie d'emozioni

    con ribellioni silenziose
    che mi rendono povero e ricattabile

    impotente e colpevole
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 28 novembre 2014 alle ore 17:12
    La Pelle E L'Inverno

    Fa freddo
    fuori e dentro,
    te ne accorgi quando i pensieri
    rallentano, come i movimenti sotto
    vestiti che non bastano
    a coprire ogni centimetro di te.

    Una parte rimane sempre allo scoperto
    per quante bugie puoi comprare
    nello shopping prima di Natale
    convulso e pieno di comode scarpe di illusioni
    che ti fanno stare bene sul momento
    pensando di essere al riparo
    protetta sotto pensieri
    sintetici quasi quanto quei tessuti.

    Ma quello che non cogli,
    nell’impeto a resistere, a far passare
    un altro inverno, un inverno come gli altri,
    è che puoi scoprirti nuda dove
    non sai di avere pelle,
    sentirla per la prima volta
    deformare l’immagine di te,
    rompere l’equilibrio
    spostare il baricentro
    e hai paura di cadere
    di non poterti più fidare
    delle tue scarpe,
    del contatto con la terra
    che ora è solo infido ghiaccio.

    E’ sempre stata lì,
    il tuo odore, la tua carne,
    monito di verità
    di caducità, di essenza,
    e con quella puoi sentire
    il vero aspetto di ogni cosa.

    Puoi sentire quanto è pungente
    Il vento freddo,
    i rivoli creati dalle gocce di pioggia,
    il calore che li asciuga,
    il fastidio degli insetti
    che fanno i loro giri inconsapevoli,
    con la tua pelle puoi percepire
    il ritmo delle stagioni,
    e quando un brivido ti invade
    salendo lungo la schiena
    e scrosciando nel cervello
    non è sintomo di debolezza,
    ma presenza.
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 16:30
    Luna Della Sera

    Luna Della Sera
     
    La luna si è levata
    Dorata e luminosa
    Per elargire dolcezze.
     
    Dalla finestra osserva
    Tutto il regno sovrano
    E sfrontatezza umana
     
    Desideroso e entusiasta
    Del possibile e impossibile
    È per questa ragione che io
    Non rido sempre al mondo.
     
    Devo proprio dirvi che laggiù
    L’umanità è bramosa di tutto
    Vuole vivere di stravaganze
     
    Vuole sognare e realizzare
    L’immaginabile e l’infattibile
    Desidera vivere di stranezze
     
    Da quando Dio ha creato il mondo
    Quelle creature sono insoddisfatte
    Egoiste, chiedono e pretendono
     
    Non concepiscono l’illogica realtà
    Le creature sono sempre scontente
    Egoisticamente esigono senza dare
     
    Tutto questo me lo fanno intendere
    Le illogiche e irrazionali preghiere
    Dono dell’inferno che hanno dentro
     
    Io luna della sera sapete cosa dico
    Voi che siete eternamente ingordi
    È ora che meditate…Io vado via. 
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 16:28
    Sera Della Luna

     
     
    La sera
    Vestita di scuro
    Prodiga e luccicante
    È un miracolo Divino
     
    Puntuale
    Danza e avanza
    Colei che tutto dona
    E nulla chiede
     
    Oh sera
    Ti aspettavo
    Per scaldare
    I nostri cuori
     
    Mai ti sognavo si venere
    E mi domando e chiedo
    Perché di tanto in tanto
    Ti celi nelle vesti del buio.
     
    Cara amica luna
    Sai cosa ti chiedo
    Facciamo un patto
    Regaliamo solo sorrisi
     
    Bella mia
    Devi sapere che lassù
    Ho parlato con Lui
    E sai cosa mi ha detto:
     
    Da quando
    Ho creato l’universo
    Quelle mie creature
    Non sono mai appagate.
     
    Non vogliono migliorare il modo.
     
    Di emilio basta…Venosa…Potenza.
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 12:33
    e fui vivo

    un tempo in paese
    ci si guardava l'un l'altro
    e si raccontavano gli eventi della vita in piazza e all'uscita dalla chiesa
    e il raccontare dava corpo e anima
    al vivere
    all'allegria al dolore al lutto alla morte  alla nascita al sacro ciclo delle stagioni

    un tempo in paese le cose succedevano e nel racconto che percorreva le strade in ogni direzione prendevano ad esistere per tutti
    e tutti prendevano vita
    e questo era il prendersi cura

    poi negli anni molti son partiti 
    i più non sono tornati  
    e poi le persone si diradano così come granelli di polvere nel vento 
    e così volano via

    questo succede da quando ci sono più case e cose che persone in paese sotto questo sole

    eppure qualcosa si può 
    fare qualcosa si deve fare 
    forse si potrebbe 
    fare una convocazione per ritrovarsi in piazza una volta ogni tanto una volta al mese
    ritrovarsi tutti in piazza per cantare nel vento 
    noi siamo
    noi siamo qui 
    noi siamo 
    noi siamo vivi 
    adesso
    mano nella mano
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/e-fui-vivo.html

  • 28 novembre 2014 alle ore 12:30
    Per te

    Guardati intorno
    Cosa vedi?
    Proprio niente?
    Non vedi il giorno, la luna e le stelle?
    E me?
    Non mi vedi?
    Non mi senti?
    Davvero non ti accorgi
    Che tutto quello che ti circonda
    Vive solo e soltanto
    Per te?

  • 27 novembre 2014 alle ore 14:51
    Sebbene il silenzio

    Sebbene il silenzio
    possa guarire
    ci son tormenti
    che non danno tregua
    logorandoti all'infinito
    su fili sottili, stesi
    e mai guariti nelle anime
    rapprese dei cervelli
    pensanti di tutte le ore
    sbiadite
    Sebbene ci si provi
    il rimedio non c'è
    e passi dal buio del giorno
    e della notte, ad immaginare
    di salvare, l'universo crollato

     

  • 27 novembre 2014 alle ore 12:27
    Con te...

    Datemi due versi
    e inciderò
    per le vie dell' universo
    il codice di un amore perfetto...
    Con te la mia anima
    sorride in libertà.

     

  • 27 novembre 2014 alle ore 9:46
    non aspettarti niente

    non aspettarti niente
    perchè nella stanza buia
    la luce la vedrai soltanto
     quando imparerai ad accenderla tu da solo

    non aspettarti niente
    e non consegnare una buona notte a qualcuno se non gli hai portato prima almeno una carezza

    non pensare nemmeno ad una buona notte,
    che non si augura un'assenza a chi è già solo

    non aspettarti niente
    non aspettare
    che il bene se arriva, 
    arriva così per caso in una mattina d'inverno
    lo troverai ripiegato nella tasca interna di una vecchia giacca 
    che non mettevi più da tempo

    lo troverai il bene, lo troverai un buon segno 
    ma non aspettarti niente
    non aspettare
    volgi lo sguardo al cammino 
    e vai
    vai

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/non-aspettarti-niente.html

  • 27 novembre 2014 alle ore 9:44
    Chiocciola

    Chiocciola
    Occhi spenti, udito all’erta
    un velo di cotone ti ha spento un senso.
    Sei proiettato dentro di te,
    un nuovo equilibrio,
    nuovi confini,
    tutto più labile.
    Le distanze che prima misuravi fuori,
    ora sono misurabili dentro.
    Elabori di più,
    più suoni, più tatto.
    Porti un nuovo fardello sul groppo,
    il tuo io, la tua casa, che ora è solo con te.
    Ti muovi con velocità nuova,
    meno arrogante, più calma.
    Le tue mani sono ora i tuoi occhi,
    protese in vanti,
    alla ricerca dello spazio.
    Così sottili, così curiose,
    così fragili.
    I tuoi piedi sono nuovi occhi,
    esplorano in basso,
    più corti, più cauti.
    Così incerti e così sicuri,
    incollati a terra.
    Lasci una scia dietro di te,
    il passato
    che piano asciuga.
    Così esplori il tuo futuro,
    con la calma e la tranquillità della chiocciola.
    (26/11/2014)

  • 27 novembre 2014 alle ore 3:24
    Amore di madre

    Ero in pianto, e
    la mia mamma
    ha asciugato
    le mie lacrime.

    Lei m'ha stretto,
    forte forte, e
    poi m'ha chiesto
    perché piangevo.

    Gliel'ho detto, e
    lei m'ha coperto
    di baci...ed ha
    pianto con me.

    Nota dell'autore: dedicata a tutte le mamme che amano i loro figli per come sono, e, pertanto, in particolare alla mia per l'amore incondizionato e incommensurabile che lei ha per me e non solo, ma anche per il ragazzo che amo e che ho scelto per la vita.

  • 26 novembre 2014 alle ore 21:16

    Hai affrontato le tempeste e ne sei uscito vivo. Hai voltato le spalle a chi definivi "Indispensabile". Hai ricostruito battiti, cuore e mente per ridare una forma dignitosa alla tua anima. Hai affrontato la morte "Interiore" con una classe e una dignità che in pochi hanno. Sei rimasto in piedi e a testa alta anche di fronte a chi ti stava colpendo a morte. Cosa può oggi, farti così tanta paura da non vivere il presente?! Forse solo la consapevolezza di cosa sia il dolore, il dolore vero. Quel dolore che ti spacca in mille pezzi, quei pezzi che hai cercato invano di raccogliere e rimettere assieme. Ma grazie a te, alla tua forza oggi quei pezzi sono di nuovo tutti al loro posto. Tu stai bene, sei in piedi, sei forte e soprattutto sei una persona viva. Per tanto a cosa sarebbe servito "Amarti tanto e ritrovarti" se poi decidi di tenere tutto questo per te per paura che si sgretoli di nuovo? 

  • 26 novembre 2014 alle ore 21:13
    Santi

    Stringimi a te,
    al tuo seno….
    Lasciami carpire
    Il tuo profumo
    Di mandorle e incenso,
    il tuo tocco leggero
    come piuma di corvo.
    Lascia correre i tuoi capelli
    Lungo il viso, come fiume,
    lascia che sfiorino le mie carni,
    corrotte e afflitte dalla mente,
    e che mi liberino dalla morsa del dolore.
    Lasciami baciare la tua pelle,
    terra benedetta dal color della neve,
    e baciando la tua tenera carne saprò di esser salvo,
    poiché tanta santa beltà implica la mia salvezza.
    Lascia che la mia bocca si porti sul tuo collo
    E che un morso mi dia ciò che un bacio non sa dare.
    Sii per una notte mia complice,
    perché l’amore è un entità divina,
    amandoti ricevo un sacramento,
    il piacere rende santi.

  • 26 novembre 2014 alle ore 21:12
    Stato emotivo I

    Mi guardo intorno e tutto
    è cenere, quello che ero,
    quello che volevo, quello che
    avevo costruito con impegno.
    Ora tutto sfuma e vola via,
    lontano, portato in aria dal
    vento della delusione, sulle
    dolci e grandi ali dell’illusione. 

  • 26 novembre 2014 alle ore 15:47
    Glissa

    Pioviggine fitta - freddo
    La nostra gente glissa
    Con il vicino estraneo.

  • 26 novembre 2014 alle ore 13:27
    Creatura

    Trasparente e morbida.
    Alba tra le felci ondose
    è ciò che vedo oltre i tuoi occhi;
    la porta di un bosco antico,
    dove tu,
    una creatura, dormi.
    Nel profondo di quel verde smeraldo
    abiti un nido,
    e levigata congiungi la testa ai piedi,
    cercando ogni tuo pezzo ,
    per ricostruirti più nuova,
    più bella,
    una cerva con cosce potenti
    ed occhi di specchio,
    forgiati da mani esperte.
    Le tue.
     

  • 26 novembre 2014 alle ore 9:22
    L’abatjour

    Quando si fa grigio il cielo ed è giorno
    un velo di nebbia risale in silenzio le mura.
    Gli occhi non sanno ascoltare il crepuscolo.
    È già lontano il rumore, vicino, non ti tocco.

    Un verso muto
    sulla pagina d’un libro ha le tue labbra.
    L’abatjour parlava a voce bassa
    per non svegliare la notte.

    Penso alle nuvole
    che si addensavano grevi sui cortili dei giochi
    finivano fitte lame sulle foglie.
    Non c’era stagione.

    Poi venne l’amore, sotto la pioggia
    un bicchiere per due, Le caramelle nel vassoio a fiori.
    I pomeriggi a rue de la Brocante.
    Camminare a piedi scalzi nascondendosi nel buio.

    Ha cancellato il vero Il tempo.
    Sul calendario il treno non ha più stazioni.
    La veste dell’aurora conta i toni degli azzurri.

    Ora la nebbia è nella stanza
    il libro sotto il punto della luce ha già parlato
    Io mi guardo in volto; poi ti bacio

    senza dire una parola.

    Nunzio Buono

  • 26 novembre 2014 alle ore 8:29
    Lanterne

    Svellono sonno alla notte. Ingarbugliate, impigliate alla vita chiassose, disturbano infide stelle dottrine di speranza. Misurano il profondo drappo alla ricerca di uniformi destini amari e benedetti nel crepitio di muti sguardi. Già sanno di perdersi in quel disperato volo eppure vanno sorridendo.

  • 25 novembre 2014 alle ore 23:10
    Infine l'amore

    Infine l'amore
    non ha controllo sul destino inconsciamente inebriante dei petali,
    che dolcemente cadendo carezzano l'aria
    e le nude foglie.
    Al cospetto del mondo riveste di spine il suo tempo,
    mitigando l'inverno
    in celesti riflessi
    di lacrime d'angelo.

  • 25 novembre 2014 alle ore 21:01
    Offese ingiustificate

    Conquistare autorevolezze
     
    mettendo in luce personalità
    colme di meschinità e egoismi
     
    a marciare su percorsi umilianti

    e partecipando a gare
    d'interiorità clandestine

    tra presenze invisibili
     
    per affrontare la complessità della vita 
    con esperienze che accecano l'anima

    fatte di ritmi tribali
    e danze di sentimenti sfrenati

    oppressi da abitudini non appaganti

    ossesionate dal giudizio degli altri
    e intrise di sangue
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 25 novembre 2014 alle ore 20:10
    Isola di Rodi

    Antico greco
    antico mare Egeo
    Rodi Colosso
    turista piccolo

  • 25 novembre 2014 alle ore 15:02
    Donne alla finestra

    Dove tutto scorre velocemente
    senza un attimo di tregua
    donne in attesa alla finestra,
    chiuse, rinchiuse, escluse,
    api laboriose con fervide menti
    anime sopra verità sanguinanti.
    Donne in attesa alla finestra,
    dietro sbarre di pregiudizi
    dietro barriere di omertà
    pungenti e sottili come aghi
    infamie come i denari di Giuda
    cuori sciolti come neve al sole.
    Donne in attesa alla finestra,
    dentro sogni di bambina
    dentro pianti senza lacrime
    di un amore che si spegne
    tra orgoglio senza perdono
    come una sirena nella notte.