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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 febbraio 2015 alle ore 17:47
    Aquél día...

    Era el día en que dejaste una seña profunda,
    sobre mi coraza de recuerdos, estupidez y cinismo,
    corroyendo el alma y descubriendo el corazón.

    Era el día en que no soñaba de sonarte
    no creía que habría jamas existido mi musa,
    y aún menos que fuera dulce.

    Era el día en que no veía de verte,
    tanto que allí mismo... cerré los ojos...
    y diseñé en mi frente tu semblanza.

    Era el día en que mi vida menos valía,
    así poco, que no supe retener la emoción
    de estar de frente... a ti, allí, en carne y hueso.

    Era el día en que decidí rendirme,
    dejar todo, esconderme en el profundo azul
    yo no sabía que era... el fondo de tus ojos.

    Era el día en que no estaba listo a recibirte,
    un día en que sin preámbulos,
    irrumpiste en mi corazón turbado.

    Y cada palabra te recordará mi rostro,
    y cada cosa extraña,
    parecerá tristeza llena de mesta soledad.

  • 20 febbraio 2015 alle ore 17:36
    Prerogativa

    La notte
    Solo nel buio
    Respiro con Dio
    Governo i miei sogni
    E depuro la mia anima.
     
    Presumo di possedere
    Il privilegio di un angelo
    Devolvo ai meno fortunati
    Di questo mondo famelico
    Quello che il divino mi da.
     

     

  • 20 febbraio 2015 alle ore 17:35
    Si no te siento...

    Si no te siento...
    llenaré mi corazón de tu silencio,
    y lo soportaré, pacientemente...
    cerrando los ojos,
    y quedaré en espera las noches estrelladas
    y rogaré que la mañana llegué,
    para abrir mis ojos
    y esclarecer mi mente
    con los rayos dorados de tu voz,
    así, para que tus palabras
    se transformen en canciones
    y tu melodía llene de sonidos
    mis obscuras forestas.

  • 20 febbraio 2015 alle ore 17:25
    Sin palabras...

    No es verdad... hay aún demasiadas palabras..
    .
    Es simplemente extraño descubrir de amarte.
    Es dulcemente amargo este sabor el la boca.
    El amar etéreo del perfume de tu cuerpo...
    y el roce en el corazón de tu mirada intensa...

    Es una sorpresa el sueño de tu presencia
    y sentir tu ausencia y descubrirme solo,
    quisiera regresar de algún eterno instante
    y detener el tiempo en nuestro primer encuentro.

    Quisiera saberte mía hasta el último respiro,
    quiero sentirme tuyo hasta que la muerte,
    celosa marchitas por mi gloria eterna,
    no me lleve lejos de tus dulces brazos.

    Yo no sabría amarte de otra forma
    y me parece de hacerlo así desde toda la vida,
    con el corazón oprimido por mis sueños en vigilia
    y las lagrimas floreciendo en los ojos cuando estas.

    Quisiera tenerte siempre cerca, cerca,
    y sentir tu mirada escrutar mi rostro,
    y disfrutar por mucho, el gusto de tu amor,
    ¿Sabes? No sabría amarte de otra forma.

  • 20 febbraio 2015 alle ore 11:02
    Verso Te

    Amo la mia campagna
    Vivo del suo silenzio
    In esso immagino tutto
     
    Rincorro il tuo mistero
    Il tuo tempo fuggitivo
    Quelle parole mai dette
     
    Quel tuo modo di essere
    L'odore che porti addosso
    E ti accompagna ovunque
     
    La freddezza del tuo animo
    Rafforza i mie sentimenti
    Rinvigorisce l'amore per lei.

  • 19 febbraio 2015 alle ore 21:22
    Radici infracidite

    Nell'impossibilità di conciliare
    moralità e istinti

    uomini che si affidano
    a realizzazioni fantastiche
    di drammi individuali

    nel divenire profetici anticipatori
    di sogni e di esistenze
    felicemente riappacificate con se stesse

    E vivere così il divario
    con la propria realtà

    in cui l'anima si rivela sfiorita
    nell'aridità del suo Spirito
     
    nell'intreccio degli aspri
    dissensi tra i sentimenti

    frutti malati di piante
    fluenti essenze di Nulla
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 19 febbraio 2015 alle ore 8:08
    Se hace difícil dejar de pensarte...

    Se hace difícil
    dejar de pensarte...
    Tengo bien presente
    hasta el leve toque
    de tus dedos,
    lejano recuerdo, si,
    pero ellos,
    dejaron en mi,
    un aroma distinto,
    no lo sé, sólo sé,
    que si un día desearé
    empeñar mi corazón
    y aprender cada día
    ad amar a alguien,
    ese alguien,
    deberá llevar algo
    que al menos
    se asemeje
    a tu nombre...

  • 19 febbraio 2015 alle ore 8:07
    Mas que a un respiro...

    Sueña,
    y sueña ese sueño
    que yo seria...
    porque solo eso es,
    un sueño que tu sueñas.
    No puedo decirte mas,
    un pequeño instante,
    eso basta,
    y tienes razón, quizás...
    Pero sueña
    y deja que esos sueños
    alberguen tus deseos...
    Te pienso,
    y eso, solo porque
    deseo hacerlo,
    lo deseo...
    mas que a un respiro...

  • 19 febbraio 2015 alle ore 5:06
    Hija de Peneo

    El futuro es muy basto,
    la vida demasiado corta,
    el tiempo aun mas breve,
    y te encuentras,
    tendido en el suelo
    a mirar las estrellas,
    sin poderlas contar,
    y te encuentras allí,
    con la boca abierta
    a tratar de ver
    más allá...
    de lo que no existe...

  • 18 febbraio 2015 alle ore 23:05
    A tempo e luogo

    Certo che ballerei sotto la pioggia
    se abitassi un sabbioso deserto
    arrostito da un caldo tremendo.

    Certo che danzerei per il sole
    se quasi annegassi nell'acqua
    d'un diluvio distruttivo alla terra.

    E potrei continuare gli esempi
    dimostrando che a tempo e luogo
    ogni cosa ha valore di bello.

    Se per caso detesti la scuola
    o il lavoro per le loro regole
    ciò dovresti riconsiderare.

    Vuol la vita i suoi tempi ed i luoghi
    per lo studio e il divertimento
    per ricevere e dare contento.

    E' un elenco qua su minimale
    tante più son le scelte vitali
    vivi bene se giuste le fai.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 20:57
    E le campane continuano a suonare

    Cerco aiuto per capire

    come rendere utile
    la mia vana esistenza

    vissuta accanto ai tanti

    che godono del piacere
    delle disgrazie del mondo
     
    Idoli mascherati di pezzi di verità 

    a nascondere timidezze e esitazioni
    che confermano vite grame

    nella miseria pur colma di dignità

    assurta a legge della natura

    e nel bisogno della libertà
    commiserare il bisogno della speranza

    Intrecciare la vita
    ai colori che emaniamo

    riluttanti a nutrirne il cuore

    per la paura di scolorire
    nelle avversità imposte
    dallo scorrere delle ingiustizie

    rintocchi di morte

    E aggrapparsi a tutti i salvagente
    in questo mare di tumulti interiori

    confidando in sogni pronti a consolare
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 18 febbraio 2015 alle ore 18:33
    L'Arcano Pirata Della Natura

     
    Alba rossa all'orizzonte
    E tu pirata del futuro
    Scruti nei silenzi
    Dai giorni diversi
    Da quelli di pioggia
     
    Ombre rosse in lontananza
    Vuoi ancora disegnare
    Sogni di fuoco
    Nei cieli azzurri
    Dopo che il dolce vento
     
    Ha rimosso dal cielo
    Il sipario di nuvole
    Su distese di alberi
    Dai boschi
    Sempreverdi
     
    Arcano corsaro!
     
    Pirata inquieto
    Nei luoghi dispersi
    Sappi che:
    La tua libertà finisce
    Dove inizia quella altrui.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 17:24
    Profumo Di Casa Mia

    Nell’anima del bosco
    Ai bordi del silenzio
     
    Palpito dopo palpito
    Nell’attesa del tempo
     
    Osservo nubi scherzose
    Che ridono e rievocano
     
    Con il canto del vento
    La nostra antica terra
     
    Con le verità mascherate 
    Dallo sbrigliato progresso.
     
    È bello dominare il paese
    In un silenzio che appaga
     
    Con momenti di felicità
    Nella pace di una stanza
     
    In una notte che spalanca
    L’animo a limpidi mattini.
     
    Oh terra incantevole
    Io ti conosco dentro
     
    E ti porto nel petto
    Ovunque io vada.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 17:15
    Ultima camera in fondo a destra

    Mi ricordo come si corre fuori
    mi ricordo i rumori
    qui, a stento dieci passi dal letto al bagno
    una goccia uno stagno
    le correnti sono maligne, entrano nelle pieghe dei pigiami
    e portano brividi,malanni
    qui dentro i minuti sono anni.
    beati voi fuori, a correre inconsapevoli
    a non salutarvi neppure fra parenti
    qui noi tra sconosciuti siamo diventati fraterni.

    ospedale
    ultima camera
    in fondo
    a destra
     

  • 18 febbraio 2015 alle ore 15:45
    Mare della Tranquillità

    Tien la luna vecchie strade
    a separar gli ammassi oceani
    alla superfice
    mari la solcano
    in prosciugata tranquillità

    (17 gennaio 2013)

    Ispirato da una zona della luna, denominata appunto “Mare della Tranquillità”. Scritta quasi come risposta alla domanda che compare all’inizio del “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,/ Silenziosa luna?” 

    Da: Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta Edizioni, 2014.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:25
    Bianco splendore

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intente.
    Rintoccano l'ore. Ne vibra
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto d'un ciocco 
    che in lampi e faville rovina.

    In niveo brillar di lustrini 
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    divien sempiterno, infinito.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:22
    L'angelo

    Con un cenno della fronte respinge
    lungi da sé ogni vincolo, ogni limite
    perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
    degli eventi che ricorrono eterni.

    Nei fondi cieli scorge una folla di figure
    che lo chiamano: riconosci, vieni.
    Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,
    non affidarlo alle sue mani lievi.

    Verrebbero di notte a provarti nella lotta,
    trascorrendo la casa come furie,
    afferrandoti come per crearti
    e strapparti alla forma che ti chiude.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:20
    Tu vieni e vai e le porte si chiudono

    Tu vieni e vai e le porte si chiudono
    più dolcemente, quasi senza vento.
    Tra chi va per silenti case
    sei il più silente.
     Ci si avvezza tanto alla tua presenza
    che si resta chini sui libri
    quando le immagini si fanno belle
    nel blu della tua ombra,
    perché risuoni in ogni cosa
    a volte forte e a volte piano.
    Se ti scorgo nei miei pensieri, spesso
    si spacca la tua grande immagine:
    sei un capriolo luminoso e corri
    io sono buio e sono un bosco.
    Sei una ruota accanto a me
    e dei tuoi mille raggi bui
    uno si fa sempre più greve

    e sempre più vicino,
    e crescono ad ogni suo giro
    le mie opere obbedienti.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:18
    Giorno d'autunno

    Signore: è tempo. Grande era l'arsura.
    Deponi l'ombra sulle meridiane,
    libera il vento sopra la pianura.

    Fa' che sia colmo ancora il frutto estremo;
    concedi ancora un giorno di tepore,
    che il frutto giunga a maturare, e spremi
    nel grave vino l'ultimo sapore.

    Chi non ha casa adesso, non l'avrà.
    Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
    leggere nelle veglie, e lunghi fogli
    scrivere, e incerto sulle vie tornare
    dove nell'aria fluttuano le foglie.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:16
    La notte e l'anima

    In grembo alla notte nevosa, d'argento,
    immensa si stende dormendo, ogni cosa.

    Solo una eterna sofferenza è desta
    dentro l'anima mia.

    E mi domandi perché mai si tace
    l'anima mia, senza versarsi in grembo
    alla notte che sogna?

    Colma di me, traboccherebbe tutta
    a spegnere le stelle.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:14
    Gennaio

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intense.
    Rintoccano l'ore. Ne viene
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
    che in lampi e faville, rovina.

    In niveo brillar di lustrini
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    diviene sempiterno, infinito.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 6:38
    principianti da una vita

     uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo 
    il prossimo respiro

    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    e sia quello che deve essere presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/02/principianti-da-una-vita.html

  • 17 febbraio 2015 alle ore 22:13
    Eyes/Occhi

    "You have eyes as dark as the blackest rain.
    So dark that when I look into them,
    I can feel the chill of old ages.
    So dark that when you set them on me,
    everything dissolves into nothing
    and I get lost in a maze of beauty.

    Eyes that can easily kill me,
    they sting mine with a touch of poison:
    it fills my veins like the sweetest drug,
    my mind traps me and I crave for more.

    Eyes that repeatedly save me,
    they caress mine with a breath of life:
    it fills my lungs like the loveliest scent,
    my wits fail me and I reach the shore.

    This my heart feels,
    being killed and resuscitated
    over and over again
    whenever I look into your eyes.”

    Frowning he turned to look at me,
    and,
    just when his blue eyes met mine
    as blue as the wildest skies,
    then and there
    I saw.

    TRADUZIONE

    “Hai occhi scuri come la più scura delle piogge.
    Così scuri che quando li guardo,
    sento il gelo di tempi lontani.
    Così scuri che quando li posi su di me,
    tutto si dissolve nel nulla
    e io mi perdo in un labirinto di bellezza.

    Occhi che mi possono uccidere facilmente,
    pungono i miei con un tocco di veleno:
    riempie le mie vene come la droga più dolce,
    la mia mente m'intrappola e io ne desidero ancora.

    Occhi che mi salvano continuamente,
    carezzano i miei con un soffio di vita:
    invade i miei polmoni come il profumo più buono,
    il mio senno mi tradisce e io raggiungo la riva.

    Così si sente il mio cuore,
    ucciso e resuscitato
    continuamente
    ogni volta che ti guardo negli occhi.”

    Corrucciato si voltò a guardarmi,
    e,
    quando i suoi occhi blu incontrarono i miei,
    blu come i cieli più selvaggi,
    immediatamente
    capii.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:46
    Stato emotivo VII

    Scivolammo nel silenzio,
    che tanto non c’era nulla da fare,
    intorno a noi solo occasioni perse
    e possibilità sfumate pur di essere
    ciò che desideravate, nulla.
    Nulla resta nella mente,
    nulla resta nel cuore,
    non avrei dovuto sognare,
    non sarei dovuto nascere.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:44
    Notturno veloce

    Nottetempo resterò a guardare il tuo corpo,

    che giace nelle coltri avvolto, dormiente.

    Starò lì dove tu mi hai messo,

    nell'angolo più buio dei tuoi pensieri,

    in agguato, attendendo il momento

    incui le ali dei sogni lasceranno

    dietro il super-io prigioniero e

    voleranno liberi nei cieli dell'Es.

    Solo allora potrai scorgere i miei occhi,

    in quel momento sentirai la mia bocca

    sulla tua pelle, come sai che desideri,

    come sai di non poter avere.