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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 luglio 2015 alle ore 19:25
    La ballerina e la pioggia

    Un anno fa camminavo lieto
    mano nella mano con una gatta
    dagli occhi di cristallo, il mondo era
    piccolo e c’era ancora il sole nel mio cuore.
    Ora son qui su un balcone, vuoto,
    la pioggia scroscia e cade una goccia
    d’acqua nel liquore, non è veleno se lava
    via il rimpianto di non averti, del non esserti.
    Scivolano via a scrosi i sogni, scivolano
    Portando via il profumo della tua pelle.
    Resti in me come il più dolce fiore,
    unica fiamma che mi scalda appieno.
    24/07/2015

  • 24 luglio 2015 alle ore 11:38
    Una poesia

    Ti dedico una poesia figlio mio
    il tramonto.
    Ti dedico una casa
    che odora di primavera,
    il mare e mille stelle
    al risveglio del cielo.
    Ti dedico fiori di campo
    un sorriso sempre.
    Ti mostro un sentiero
    per non perdere altro tempo
    ti svelo la notte
    per non temere il giorno.
    Ti dedico una poesia
    prima di andare,
    i giorni, la bruma
    il pesco e le vette.
    Ti auguro sogni, canzoni
    un nome da pensare
    ogni carezza di felicità.

  • 24 luglio 2015 alle ore 9:32
    Un Lampo Di Luce

     
     
     
    Tra sprazzi di luce
    Il mio cielo piange
    Le parole del cuore
     
    Canta la vita
    Nutre l’amore
    Il petto si apre
     
    Nel gioco incerto
    La luce stravince
    E respiro dolcezze
     
    Nuovi lunghi silenzi
    Sulle ombre del buio
    Il vento parla di noi.
     

  • 23 luglio 2015 alle ore 23:00
    tramonto d'Estate

    la notte che smentisce il giorno sulla linea dell'orizzonte
    e  dona ancora vita alla terra 
    tramonto d'Estate

    il respiro del mondo

    l'istante più luminoso 
    anche oggi la vita è tornata a casa
    tramonto d'Estate

    così lontani così vicini noi
    camminiamo sul filo teso del possibile
    come bambini spensierati che giocano su una linea colorata
    disegnata sull'asfalto e cemento

    tramonto d'Estate
    è ancora vita,
    è ancora grazie
    è ancora felicità

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/tramonto-destate.html

  • 23 luglio 2015 alle ore 19:48
    C'è qualcosa di vecchio oggi nell'aria

    Fugaci inganni
    stendono negli occhi
    veli di cecita'
    nel mio essere disegnato da Dio
    nel futuro che sa di vecchio
    e che s'intravede
    dentro il buco nero del terrore
    Ore dispettose
    rese allegre a forza
    dal falso calore dei giorni
    aspettano
    a scaldare il tempo e il suo corso
    E io
    nel desiderio dei miei desideri
    vago solitario
    con l'anima in cerca delle giuste parole
    con le quali liberare
    gl'istinti più profondi
    avvolgerli in spirali di diversità
    e elevarle al Cielo
    cosparse della bellezza
    di cuori ricoperti di pace
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 23 luglio 2015 alle ore 11:53
    Un ramo che non sa più sorridere

    Sono
    nel silenzio assorto
    nel mare che più non sospende
    quel senso d'angoscia
    tra la terra e il cielo.

    Sono
    di morte avvolto
    prigioniero di me stesso
    una lettera in un cesto vuoto
    senza verbo né coniugazione.

    Si muovono ombre
    in attesa di sentenza
    e quell'abisso
    così temuto
    non lascia repliche alla notte.

    Volteggio
    nel limbo delle risate vuote
    mentre al silenzio
    voto il respiro
    pregando l'Altissimo.

    Foglia avvizzita
    e un ramo che non sa più sorridere.

  • 23 luglio 2015 alle ore 11:07
    Serenata

     
     
     
    Canto la mia serenata
    Nel bosco
    Che più verde non c'è
    Io canto l'amore
    E mentre canto per te
    Le campane suonano a festa
    E festa non è
    Io canto la sera
    Più rossa che c'è
    Io canto la notte
    Sotto le stelle
    Che brillano per te
    Io canto sotto le luci
    Che brillano per me
    Allora salto
    Salto d'amore per te
    Salto di gioia
    Ed allegro non sono
    Salto nell’attesa di un dì
    In cui l'amore nel cuore vivrà
    E la mia serenata nell'aria volerà
    Allora il tuo cuore saprà
    Che io vivo soltanto per te
    Perché canto la mia serenata
    Nel bosco che più verde non c'è.
     

     

  • 23 luglio 2015 alle ore 9:54
    Il bolo

    Sei un bastardo
    ma lo sapevo già.
    Ti avevo conosciuto
    in altre vite
    e riconosciuto 
    nel tuo crescere 
    e non scorrere. 
    Galeotta è stata la trachea
    che sembrava palleggiare
    la paura e giocarci a squash
    facendola rimbalzare
    sulle pareti d'ansia
    per non farsi attraversare.
    E' stato in quel momento
    che in un palleggio iberico
    il bolo di petto 
    l'ho stoppato 
    e trasformato in un boligrafo.

  • 22 luglio 2015 alle ore 21:02
    Voglia di vita

    Ormai consapevole
    della mia gabbia

    critico il mio Spirito
    a volte troppo vistoso

    e spesso degradante del mio IO

    Rassegnato a non analizzare più
    la ragione per cui continuo a frequentarmi

    rimango al chiuso delle mie necessità
    nell'amore d'incontrarmi e meditare

    E raccontarmi a Voi
    all'ombra delle emozioni

    in un continuo crescendo interiore

    nei momenti di riflessione
    cercati e trovati negli spazi aperti
    all'universo del mio domani

    E chiedo al mio Dio
    la forza per superare barriere

    per tanto tempo
    ritenute insormontabili

    e correre verso mete
    ancora affascinanti e meravigliose
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
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  • 22 luglio 2015 alle ore 9:47
    Il vecchio gatto grigio

     
    Dopo mesi di assenza il vecchio gatto grigio
    povero randagio solo e  anche senza nome
    dal collo ferito e in parte sanguinante tornò,
    si tornò nel giardino e nuovamente qui trovò
    ristoro ma fu per poco in questi caldi giorni
    dell’estate, difficile curar le sue ferite, randagio
    fuggiva ad ogni contatto solo al cibo all’acqua
    dava confidenza,  una sera poi chissà come
    in casa entrò forse a cercar nel silenzio suo
    ultimo conforto che poi due giorni dopo al
    colmo la calura morte trovò sotto una panca,
    già pronti come nel giorno appresso l’occhio
    tuo a cercarlo e la man pietosa a por ristoro:
    una consolazion per lui per te per me amica
    avergli dato una degna come ad amico sepoltura
    e nell'addio avergli pure un nome dato: Amico!
     
     

  • 22 luglio 2015 alle ore 9:35
    L'amore non può

    L'amore non può, portare
    ad una desolazione
    quando un sentimento comprime
    spingendo verso il ritorno
    affrettandosi ad essere vaghi
    per i minuti contati, al rigetto
    delle emozioni, che si trasformano
    in freddi sospiri
    L'amore non può, comunicare
    periodi intensi, come candeline
    illuminate dalle cere viaggianti
    schierate all'interno, del mistero
    che sparge dissapori montando
    scenette modificate, allontanandole
    dalla vita reale

  • 21 luglio 2015 alle ore 21:20
    Carezza 19/07/15

    Con occhi più ampi,
    non mi soffermerei di meno su questo frammento di cielo in terra;
    li sentirei pieni, comunque avidi e insoddisfatti,
    gioia inspiegabile e intensa che non mi basta.
    Ora il mio presente è questo lago blu in alta foresta,
    è senso di appartenenza e mancanza,
    inquietudine che non ignoro.
    Il presente ha la forma di una montagna,
    il colore di una carezza sul corpo,
    ed il mio lo pervade.

  • 21 luglio 2015 alle ore 20:18
    Kalure...cerebrali

    Immerso nell'impressione
    che faccio d'essere un pò strambo

    accetto questa mia "disgrazia"

    perdonando chi non conosce
    la storia della mia anima

    Nello spirito che corre
    verso ideali che nessuno può capire

    romantici sogni esalano ancora
    sospiri dall'anima inquieta

    a nutrire i motivi del mio vivere
    senza tradire la loro essenza
    d'anelito di vita

    Emozioni dipinte da pensieri bollenti

    a carpire i segreti dell'attraenza 
    pregna della volontà d'amare

    E mi rinfresco al piacere
    di non lasciare eredità di pentimenti

    per l'amore dato e non corrisposto
    al mondo e ai suoi colori

    confusi tra le bellezze della natura

    e imboscati negli arcobaleni 
    che sorgono dopo le pioggie di sentimenti

    che da sempre inondano il mio cuore

    E solo così placo il malessere
    di pagare continuamente
    il pizzo alla sofferenza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 21 luglio 2015 alle ore 17:21
    disconoscer-mi (a chi di competenza)

    non mi disturbare
    sono ricco di eventi grazie al tuo lungo non  ascoltare

    non mi torcere
    sono così senza problemi da solo con il mio creativo prendermi in giro

    non aspettarmi
    io non ho intenzione di partecipare al gioco dell'assolutamente vincere o perdere

    non ti preoccupare per me
    ero già dimenticato molto prima che ti iniziassi a camminare speditamente

    non
    aspettami
    non sono pronto
    non sono mai stato
    non sarò mai il me stesso che tu vuoi che io sia

    non aspettarmi, che tanto sto correndo senza rifornimento 

    non contare su di me
    rassegno le dimissioni da questo status symbol in locazione

    torno all'inizio
    attraverso la fine
    a chi 
    di competenza

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2015/07/disconoscer-mi.html
     

  • 21 luglio 2015 alle ore 15:20
    Sono

    Sono pensiero fugace 
    Sono scia 
    di colore sfumato 
    Sono effuso suono
    di sconosciuta nota 
    Sono qui e sono ora 
    ché l'attimo di ieri 
    d'oggi e di domani
    è bugia dell'Eterno
    Io Sono: è verità.

  • 21 luglio 2015 alle ore 9:43
    Solo oggi ricordo

    Solo oggi dopo cinquant’anni va
    il ricordo ad un’aula ad un banco
    ad un quaderno aperto alla pagina
    dove vi era scritto in stampatello
    “il nostro amore non è di questo
    mondo”, forse e non so se per me
    eran queste tue parole ma se sì
    ecco che in segreto allora tu dicevi
    che su questo terra chissà perché
    non mi potevi amare, stolto  allora
    che io pensavo che tanto tu m’odiavi
    data la non corresponsion com’il
    poeta un dì scrisse d’amorosi sensi
     
     

  • 21 luglio 2015 alle ore 9:26
    Mi Viene A Cercare

     
     
    La sera
    Apre la porta
    Alla notte
    E tu padrone
    Di essa
    Sotto le stelle
    Nel tuo letto
    Puoi sognare tutto
    Possibile
    Impossibile
    È la tua vera libertà
    Dopo un sole
    Provvisorio
    Mi vieni a cercare.
     

  • 20 luglio 2015 alle ore 17:15
    L’ossidazione dei contorni

     
    Ci si sveglia già smessi
    come filobus snodati
    aspettando l’ossidazione dei contorni
    e il friggere al sole, tiepido
    e impercettibile,
    dell’olio sfuggito dai rabbocchi.

  • 20 luglio 2015 alle ore 15:21

    Tante volte mi sono sentita dire: "Quelle come te "Fanno paura"...
    Mah.. io avrei paura di altro... dell'ipocrisia, della falsità, dell'irruenza, dell'aggressività ... Avrei paura dei finti sentimenti, dei finti sorrisi... Non certo di una persona sicura di se che sa affrontare le difficoltà... Quelle come me prima di darti la soddisfazione che stanno a pezzi, sorridono... Quelle come me non la daranno mai vinta  a chi vorrebbe vederle con il culo per terra. Quelle come ME non lasciano scie di "vittimismo" e lagne pietose attorno a se... Ma lasceranno sempre un esempio di coraggio e dignità! Quelle come ME vanno sapute leggere oltre alla durezza e la forza apparente... Soprattutto quando dimostrano di avere un cuore, di saper amare, rispettare ed essere persone sincere. Quelle come ME spesso restano sole proprio perché non sono per TUTTI. Fiera di essere per POCHI! Perché quelle come me non cambieranno mai... Preferiranno sempre i loro "Controcoglioni" ai "si si " di convenienza per avere l'approvazione della gente! 

  • 20 luglio 2015 alle ore 9:36
    La bimba e il nonno

     
    Sta la bimba prossima ai sei mesi
    sulle ginocchia del vecchio nonno
    dapprima sorpresa un poco titubante
    poi sorride e si rasserena op op giù
    su e giù  muove le  gambe il nonno
    e a quell’ op op del cavallino accenna
    con voce roca di quel ricordo vecchio
    della canzone le parole ride la bimba
    dimentica il nonno i tristi suoi pensieri

     

  • 20 luglio 2015 alle ore 0:18
    apettare per sempre

    parlare
    per non dire niente di particolare
    una chiacchiera così
     senza pretese
    di quelle senza inizio ne fine
    quelle conversazioni di mezza estate
    un ciao come stai da panchine
     della piazza del paese

    quelle conversazioni
    che si dimenticano subito
    ma  che tornano da sole giorno dopo giorno come il vento
    come un'eco antica che arriva dall'orizzonte
    dal bosco in cima alla collina
    dalla valle in fondo alla campagna

    una conversazione come una vigna
    le parole acini d'uva pieni di sole e di zucchero
    il canto che segue il ciclo delle stagioni
    e poi la vendemmia come risposta
    una piccola risposta
    un senso
    un piccolo traguardo

    io non ho fretta
    posso aspettare
    ed ascoltare per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/aspettare-per-sempre.html

  • 19 luglio 2015 alle ore 21:15
    ***

    Ma come?...
    ma io credevo!...
    Ma io l'ho fatto solo per dare un piccolo "Pitch!"...
    per sdondollare un poco la co... La cosa!...
    Come certo molti di voi faranno
    o si saranno divertiti a fare
    con la Casina delle api del fratellino
    o della sorellina... e subito!...
    Ma come?...
    E giù mallopponi di roccia
    e gavettoni d'acqua... ch'è una roba!
    Con tutto quello sconquassamento sbarababam!
    che io mica me l'aspettavo!
    Ma come!?!?!...
    Credevo di ravvivare un po' la cosa!...
    Anche quando ho dato quella spintarella
    per suggerire a tutti quei tizi con le medaglie
    (e anche a quelli senza medaglie)
    che qualche scaramuccia
    e qualche battagliuzza avrebbero
    ravvivato un po' la...
    Io l'ho fatto per.
    Ma come? (!)
    Io credevo!... Una spintarella soltanto!
    Tanto per ravvivare un po' la... Il... (!)
    Ma io tutto questo sconquassamento di sbarababam-montagne
    di sbarabaquash-mari
    di sbarababoom-saltoperaria
    mica me lo aspettavo proprio!
    Per me era soltanto una pensata!...
    Un'ideuzza!...
    (Ermanno Bartoli - "Il colpetto".  Maggio 2015)
     
     

  • 19 luglio 2015 alle ore 20:25

    Le storie importanti non sono sempre e solo quelle che durano una vita. Le storie importanti sono quelle dove non si compromette solo il cuore. Gli amori importanti sono quelli che resistono nel tempo anche quando il "Tuo tempo e il suo" non si incrociano mai. Gli amori non sono storie importanti, almeno non sempre... Gli amori sono amori, sono storie, sono tempo trascorso assieme, attimi condivisi... ma quelli veri spesso restano nel cuore e nella mente, restano scritti nell'anima anche senza tutto questo. 

  • 19 luglio 2015 alle ore 9:56
    La Fata Del Bosco

    La Fata Del Bosco 
     
     
     
    Era scritto negli astriChe una spiga di grano
    Nascesse nel deserto!
     
    Lei veniva nel bosco
    Da una terra lontana
    E quando passeggiava
     
    Bastava uno sguardo
    E l’odore del suo corpo
    A far vivere gli attimi.
     
    Disegnava nuvole vaganti
    E le sue orme si perdevano
    Nella monotonia dei pensieri.
     
    Lei viveva nel bosco,
    Di giorno alla finestra
    Civettava con la sua chioma
     
    E la sera girava per le strade
    Per sentirsi padrona di tutti
    Nutrendo fantasie maligne.
     
    Ma una domenica di maggio
    Solo fiori di bosco alla finestra
    La casa vuota e lo stupore del paese.
     

     

  • 18 luglio 2015 alle ore 17:27
    non è tempo di portare a casa

    non è tempo di portare a casa
    non è tempo di portare a casa
    è tempo di lasciare tutto lì sulla strada

    è tempo di dimenticare tutto
    le cose e le zavorre
    fardelli che fanno male al cuore

    è tempo di lasciare tutto 
    che forse a qualcuno ancora servirà

    ora lo so, se non apro le mani adesso 
    rimarrò per la mia breve e fugace illusione di sempre
     con un pugno di nulla da contemplare la sera prima di dormire

     un vuoto a perdere
    un granello di sabbia nella clessidra della vita
     e del tempo perso nel nulla

    no, non è più tempo di portare a casa 
    non lo è mai stato

    quello che si riporta a casa marcirà sotto la pioggia e seccherà al sole

    quello che si lascia per strada diventerà una sacra semina per tutti 
    e porterà buoni frutti per tutta la vita

    quello che si lascia sulla strada della vita ritornerà 
    ancora
    e per sempre

    e così sia

    .............................................................

    chi al momento di partire ha dato tutto sè stesso 
    sulle strade della vita, 
    ritornerà per sempre

    chi lascia tutto, 
    abbraccia l'eternità

    Marco Bo
    dedicata a Madiba

    grazie Madiba

    Nelson Rolihlahla Mandela
    18 luglio 1918,
    5 dicembre 2013
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-e-tempo-di-portare-casa.html