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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:25
    Della solitudine

    Io non ho bisogno
    che di te, solitudine;
    alta, solenne, immortale,
    dove più nulla è sogno.

    In questo deserto
    attendo l'implacabile
    venuta d'un'acqua viva
    perché mi faccia a me certo.

    Se trionfa il sole
    o la luna impassibile
    il loro lume fluisce
    come vuole nel mio cuore.

    E godo la terra
    bruna, e l'indistruttibile
    certezza delle sue cose
    già nel mio cuore si serra:

    e intendo che vita
    è questa, e profondissima
    luce irraggio sotto i cieli
    colmi di pietà infinita.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:23
    Ciò che occorre è un uomo

    Ciò che occorre è un uomo
    non occorre la saggezza,
    ciò che occorre è un uomo
    in spirito e verità;
    non un paese, non le cose
    ciò che occorre è un uomo
    un passo sicuro
    e tanto salda la mano che porge,
    che tutti possano afferrarla
    e camminare liberi e salvarsi.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 17:14

    Si può sopportare i difetti di chi ci vive a fianco, imparando quasi ad amarli. Si può sottovalutare la nostra personalità, pensando che non cambieremo mai in niente di ciò che ci appartiene, ma poi senza rendercene conto andremo in contro a chi abbiamo vicino, smussandoci e diventando malleabili alle esigenze dell'altro. In tutto questo puoi metterci amore, ragione, volontà oppure incoscienza... Ma non puoi diventare un'altra persona. Cambiarci nell'anima è qualcosa di impossibile. Ucciderci dentro per chi?! Per qualcuno che ci vuole diversi da ciò che siamo?! Rinunciamo a quel qualcuno, ma non a noi stessi. Ribelliamoci a questa pretesa perché essere se stessi è un diritto di tutti. Tenete alti i vostri valori e il vostro "Essere" e comunicate pure a chi avete vicino, di cercarsi qualcun altro. Se è cambiarvi che vuole non è voi che vuole. Fatelo, fatelo sempre e senza paura. Le persone se pur diverse riescono ad incastrarsi e a fondersi... Le persone che pretendono che l'altro cambi non troveranno mai un punto d'incontro ma solo punti di scontro.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 16:54

    Ci sono persone che parlano... Parlano e alla fine non dicono molto. Convinti di essere sempre nel giusto e nella ragione. Il loro pensiero non è un'opinione, ma legge. Poi ci sono quelle come me, ossia quelle persone che non sentono il bisogno di parlare, ma restano in silenzio. Amano il silenzio perché il loro pensiero, il loro punto di vista è così saldo e ben definito che non hanno il bisogno che gli altri lo approvino. Quelle persone come me, seguono il loro pensiero e posso assicurarvi che il loro silenzio è più vero, più forte e ha più valore di tante inutili parole pronunciate dai primi sopra descritti.

  • 06 febbraio 2015 alle ore 11:28
    Nessun gatto ama più circolare

    Riservo assoluto silenzio anche i gatti sanno amare; per amore o...per favore?
    Non amo tanto circolare la gatta si nasconde nelle vie di periferia.
    Avverto e prometto dissenso di parola preconcetto di spirito imperfetto.
    Nessun gatto ama circolare: perché e' nella neve l'acqua si bagna!

  • 05 febbraio 2015 alle ore 21:24
    Se non scrivessi cos'altro farei?

    Allergico alle noiosità

    rimango avvinghiato
    a ciò che non ho

    prigioniero di tempeste e tormenti

    e ancora inconsapevole
    dell'ormai prossimo tramonto

    assisto a progressive dissoluzioni
    e a precoci morti delle idee

    col desiderio di sopravvivere
    alla fila dei giorni futuri

    E nell'inverno

    che rende ancor più affascinante
    la profondità del male

    paesaggi inaspettati
    di anime inospitali

    descrivono la mia storia
    colma di strabordanti nostalgie

    morbide tonalità odorose del passato

    E di tanto in tanto mi fermo 
    e mi appoggio alle pareti del cuore

    a riprender fiato
    e quietare le sofferenze
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 05 febbraio 2015 alle ore 20:59
    Avrei voluto e potuto esserci

    Non ricominciamo più balbettando prometto d'essermi esposto a tua voluta-insaputa.
    Perplesso avio un procedimento esponenziale-micidiale senza rendermi conto: corteggio!
    Avrei potuto e dovuto essere felice sempre nonostante la ricerca estesa di sopravvivenza.
    Non dimenticherò mai nessuno; lo farò di rado consenso!

  • 05 febbraio 2015 alle ore 18:12
    La tartaruga

    Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
    la vecchia Tartaruga fece er passo
    più lungo de la gamba e cascò giù
    co' la casa vortata sottinsù.
    Un Rospo je strillò: - Scema che sei!
    Queste so' scappatelle
    che costano la pelle... -
    Lo so - rispose lei - 
    ma, prima de morì, vedo le stelle.

  • 05 febbraio 2015 alle ore 13:00

    I castelli crollano sempre. Le false facciate, i falsi idoli, i falsi uomini e le false donne prima o poi decadono. Non è Facebook a regalarti la stima delle persone, almeno non quella vera. Su facebook ognuno può dire di essere chi vuole, puoi raccontare a seconda di come gli conviene le cose... ma avere la stima delle persone dopo che ti hanno vissuto vale molto di più. E ci sono persone che dopo averle vissute non solo non stimi più, ma capisci che vivono di un mondo e di un copione che hanno scritto su misura per loro stessi. Chi è vero non ha mai bisogno di essere diverso in questo mondo virtuale... Chi è vero ama se stesso qua e nel reale e lo rispetta in entrambe i casi. Chi nel reale non gode del rispetto e della stima delle persone e soprattutto non ha autostima di se, vanta in questo mondo virtuale una personalità completamente inventata e studiata a tavolino. Peccato però che anche le tavole più belle e imbandite prima o poi vengano sparecchiate.

  • 04 febbraio 2015 alle ore 21:08
    Vado oltre

    Nelle mie perenni arrabbiature

    sto a spronare le stelle
    a farle brillare sempre più

    e immaginarle scintille
    ad accendere i colori
    dei confini certi del mio futuro

    E continuo a scrivere

    mettendo al centro delle emozioni
    incertezze confidenziali

    quasi fosse terapia privata

    a fortificarmi il carattere
    la volontà e le intenzioni

    e nel magma in divenire
    della mia tormentata esistenza

    scoprire e inventare il mio mondo

    ...e vado oltre
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 20:44
    Poesia giocherellona (S. Valentino ironico)

    Vorrei dirti “Ti amo.....”

    ma al momento mi sfugge il tuo nome

    se potessi tu darmi una mano.........

    Federica, sei tu, col tuo tocco sublime?

    Mi sembravi più bionda stanotte

    tra un martini, una vodka e un daiquiri

    e hai pure le tette rifatte

    dal Brasile mi dici che arrivi?

    Or mi sovviene l'amletico dubbio

    e la testa rimasta mi è in scacco

    “ho scambiato Perugia per Gubbio

    e nel frac, mi sono preso il pacco?”

    “O memoria”, che fine hai fatto?

    Dai ricordi io anelo risposta

    ma quest'alba è d'un buio pesto

    e all'incertezza io dico basta.

    Dimmi cara, svela il tuo segno

    ma fa' attenzione che il mio cuore vacilla

    che sia “patata” il tuo dare estremo

    anche se ho il dubbio che si tratti d' anguilla.

    Mi dici “voltati”, in posizione prona

    mi prende l'ansia e penso alla vaselina

    maledetto party, maledetta sera

    fossi andato alla veglia di preghiera.

    Io ti leggo la voglia negli occhi

    ma la tenzone s'è un poco ammosciata

    quando vedo dal gioco di specchi

    non pisello, ma gran bella patata.

    Ora il vento diventa tempesta

    e del fuoco accende la miccia

    non andare, ti prego, resta

    che facciamo polenta e salsiccia.

     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 11:20
    Non oso

    Non oso, pensarci ancora....non oso!
    intanto voi adesso preparatevi ora!
    non oso restare ancora solo e, soltanto solo a lungo, intanto voi ora...preparatevi a farmi compagnia!
    non oso adesso: perché non ho mai osato ora!

  • 04 febbraio 2015 alle ore 11:04
    Ho visto la poesia morire

    Ho visto la poesia morire
    nelle parole sfregiate
    sanguinante l’ho trovata
    in molti neologismi
    all’ora dell’apericena, diabetica
    l’ho guardata spegnersi
    nei nomignoli extradolci degli amanti.
     
    Ho visto la poesia schiantarsi
    lungo un muro di speranze
    residenti oltreconfine, disillusa
    l’ho vista esalare l’ultimo respiro
    tra le braccia d’Italia
    mentre teneva alto il tasso
    di disoccupazione nelle vene.
     
    Giace la poesia nella mancanza di senso
    nella demagogia dei manifesti elettorali
    nella politica distruttiva dell’io
    nell’altro che non vede altro che se stesso
    in una sinistra che camaleontica
    si confonde con la destra.
     
    Nelle fughe dei cervelli all’estero
    nelle lauree in lettere sprecate
    tra corridoi di supermercati
    imbustando la scienza del niente
    negli occhiali a specchio
    nella comunicazione algida
    dietro uno schermo
    in una birra calda
    ho visto affogare la poesia.
     
    Ho visto la poesia morire
    nell’assenza di semplicità
    in me
    che guardavo te
    che cercavi lei
    che desiderava lui
    che tradiva la moglie
    mentre illudeva l’amante
    guardando un cielo
    scritto con la kappa.
     
    Muore la poesia
    ogni giorno
    nel mio qui e nel tuo altrove
    in un fatto o in una parola
    in un’opera o in un’omissione
    s’infrange nella bellezza distrutta
    e in quella mancata
    della lettera chiusa nel cassetto.
    Muore la poesia e rinasce
    ogni giorno
    come gatta dalle tante vite.
     
     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 6:57
    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose

    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose
    nel raccontare una cosa per volta 
    e colorare i dettagli con infinite sfumature,
    solo per il piacere di stare insieme ad ascoltare
    ad ascoltare le parole e la voce 
    riecheggiare nella stanza

    l'amore vive nelle piccole cose
     nella caffettiera sul fuoco la mattina
    nello scarpe di cuoio della festa tirate a lucido
    nella legna spaccata per la stufa 
     nella minestra buona in una fredda sera di livido d'inverno 

    l'amore alberga nelle piccole cose, nei minimi dettagli 
    nelle pieghe della biancheria profumata
    nel sorriso dietro alla finestra 
    all'arrivo inaspettato o fuori orario,
    in una  passeggiata in riva al mare la mattina

    di che cosa parliamo quando parliamo d'amore?
    forse è lo stupore e la paura del cuore,
     quest'unico breve soffio di vita... 
    ma altre parole non ho,
    mi giro e trovo il tuo caldo respiro,
    e non ho più paura, non ho più bisogno di una risposta, mi basta
    respirare nel tuo caldo respiro

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/07/lamore-vive-nella-premura-e-nelle.html

  • 03 febbraio 2015 alle ore 21:26
    Napoli

    Via Chiaia
    rione Posillipo
    procedere lento
    mano calda.
     

  • 03 febbraio 2015 alle ore 21:04
    Le calde pause dell'anima

    E diserto tutte le strategie di lamento

    riti antichi che si tramandano nel tempo

    emblemi dell'autolesionismo
    che graffia le emozioni

    e portano a sminuire
    la capacità dell'anima

    E vivo sensi d'inferiorità
    a rivelare le mie insofferenze

    e creano allarmismi al cuore

    vessazioni quotidiane

    negli incroci devastanti
    di insensate dipendenze

    che frappongono ostacoli
    tra i valori dell'interiorità

    E cerco momenti di confronto
    a fertilizzare i sentimenti

    e imporre calde pause all'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 03 febbraio 2015 alle ore 19:57

    Essere egoista e ascoltare solo se stessi: Credere con certezza che il proprio pensiero sia legge! Non ascoltare gli altri fino in fondo, tanto non c'è volontà ne di capire e tanto meno di rispettare il loro pensiero. Tagliare fuori tutti coloro che non la pensano come te, ritenendoli stupidi... con la convinzione di essere migliori e soprattutto intelligenti. L'intelligenza è ben altro e soprattutto non vanta mai di CONVINZIONE ASSOLUTA verso se stessi !  

  • 03 febbraio 2015 alle ore 18:31
    Occhi di ragazza

    Occhi di ragazza in
    corpo di donna che
    di veste porta
    dolcezza e innocenza,
    odor di purezza trovo
    io in te amandoti
    e in cuor mio
    amo e amo e amo
    più forte di mio
    percepire che già
    mi pervade

  • 03 febbraio 2015 alle ore 17:13
    Come un covone

    Come un covone,
    ti senti rotolar
    lungo il pendio
    mentre corvi
    di pittorica memoria,
    con funeree striature,
    interrompono il cielo.

    Non ti è dato saper
    cosa ti attenda
    giunto in fondo.

    E mentre in corsa rotoli,
    speri che con te
    giri la ruota della vita…
    e che posato che avrai
    il piede al suolo,
    una distesa azzurra
    accoglierà il tuo sguardo
    mentre, perso, si confonde
    tra biancheggianti voli di gabbiani.
    ©G.M.

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:57
    W la gente folle

    W la gente folle, che è se stessa, che segue il suo cuore nonostante si sia spezzato mille e mille volte
    W la gente folle che segue le emozioni, i sentimenti, che ci mette tutta se stessa in ogni cosa e anche se continua a sbattere, a cadere, a soffrire in questa lucida follia che è la vita va avanti a seguire le emozioni, a vivere
    W la gente folle che dice le cose che pensa, che le dice in faccia, che è sempre diretta, sincera, che è semplicemente così, se stessa sempre e comunque
    W la gente folle per cui l’orizzonte è infinito e cerca sempre di vedere oltre
    W la gente folle con quella sana pazzia che la rende viva, speciale, che la fa soffrire ma anche vivere le gioie più immense della vita
    W la gente folle che vive di pensieri concepiti in un momento di totale lucida pazzia
     

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:39
    Le Speranze

    Le stelle non sono
    Fuochi d’artificio
    Ma luci dei desideri
    Espressi dalla mente
     
    Non sono utopie di, per
    Bensì attese realizzabili
    Perché nutrite dal cuore
    Sono la nostra speranza
     
    Il nettare che sazia
    La svolta della vita
    E la rende verosimile
    Nelle nostre speranze. 

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:38
    Volo Spezzato

     
    Sogni e speranze
    Consumate
    In un campo di calcio
    Fra la gioia giovanile
    E l’attesa futura
    Alla testarda ricerca
    Di desiderate speranze
    Coltivate nel mitico mese
    Che festeggia Maria
    Calcando l’antica erba
    Con lo sguardo fra passi
    E giochi di gambe
    Vicino al pallone
    Scorgo  uno spaurito
    Canarino selvatico
    Negato a liberi voli
    La preda sicura
    Color  verdognolo
    Preda sicura
    Si regala con gioia
    Alle mani protese
    Per abitare la mia casa
    In compagnia guaritrice
    Delle sue e altrui ferite
    Per poi essere restituito
    Alla libertà dei cieli
    Con i suoi gorgheggi
    E tantissimi viaggi
    Verso future speranze. 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 21:55

    A molte persone sto sulle palle, pensano che sia una persona altezzosa, piena di rabbia e convinta di se. Questo solo perchè pubblico frasi toste, dirette e poco smielate. Non ho mai parlato d'amore, ne ho sempre parlato poco. Ho sempre preferito scrivere di cose che mi fanno rabbia, di quei comportamenti e atteggiamenti che non approvo. Facile scambiarmi per questo per una persona priva di sentimenti. Facile dire che sono convinta... Invece che provare a pensare che sono soltanto una persona sicura di se. Stupido credere che vivo nella rabbia, guidata dal rancore, quando invece sono una persona estremamente dolce, che mostra la sua dolcezza solo a chi decide lei. Fermarsi all'apparenza, giudicare senza sapere ... Ecco alcune delle cose, alcuni degli atteggiamenti che proprio mi fanno incazzare e tracimano in me diventando parole e link! 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 21:48
    Cerco un modo per confessare la mia anima

    E mi sento come colui
    che riesce a camminare
    sull'orlo del burrone
    mentre dorme
    e vi cade dentro
    non appena si sveglia
    Abissi e inquietudini
    nei quali piombare
    fino allo schianto sul fondo
    e là rifugiarmi nei miei princìpi
    scrutando all'orizzonte
    il labile confine
    tra giustizia e libertà
    e scoprire i riflessi
    della sua fragilità
    E in quest'esperienza
    tendere al disincanto
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 02 febbraio 2015 alle ore 20:52
    Il piacere nel dispiacere

    Amare una donna significa dispiacere di tutto al tutto che nasce sconfitta!
    Non posso promettere amore nel piacere a desiderio un principio di un re la creò.
    perdonami dopotutto dappertutto esisti per precipizio o per definizione percepisci.
    il piacere nel dispiacere di averti trovato che avverti la musica illuminata il suono mio d'amore.