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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 novembre 2014 alle ore 12:00
    Valori 01/10/14

    Nemmeno una bolla
    ho visto fervere nei vostri calici,
    pieni del sangue dell'agnello,
    di quegli innocenti
    che avete ammazzato e lasciato per strada
    nel nome dell'amore o di una Promessa.
    Ora,
    mentre lo mangiate vi cade dalle labbra,
    non vi è di nessun sapore,
    non ha sapore per voi l'amore,
    ne la tristezza,
    per voi che vivete al margine della vostra vita,
    che non ingoiate cio che masticate con foga,
    che non vestite la vita,
    nel caso non vi stia bene addosso.
    Il sangue vi si gela nel bicchiere
    e masticate tra un dente e l'altro,
    i giorni innumerevoli della noia.

  • 16 novembre 2014 alle ore 9:58
    Influssi Della Luna

     
     
    ( PARTE PRIMA )
    Mistero Della Luna
     
    Non riesco a immaginare
    Come sarebbe l’Universo
    Senza le luci della notte
    E me ne sto qui a pensare;
     
    La lupa continua ad ululare
    Ha perduto il suo cucciolo
    La luna si gonfia di luce
    E mamma ritrova il cucciolo.
     
    Ha ritrovato la felicità!
     
    ( PARTE SECONDA )
    Magia Della Luna
     
    Lei non è indifferente
    Decide tutta l’esistenza
    Con il suo potere sull’acqua;
     
    La sua luce ci segue
    Lei a suo modo ci parla
    Dobbiamo saperla capire.
     
    ( PARTE TERZA )
    Voci Della Luna
     
    Lei sa agire, tacere:
     
    I benefici del suo argento
    Rassicurano l’ esistenza
    Nutre, depura, ci fa sognare.
     
    Noi:
     
    Dobbiamo saperla ascoltare
    Dobbiamo saperla leggere
    Dobbiamo saperla capire.
     

  • 16 novembre 2014 alle ore 8:49
    fino a sempre

    un passo insieme
    mano nella mano
    un gradino da superare
    solo un gradino 
    che all'inizio salterai con forza e vigore 
    e con un po' di incoscienza

    soltanto un gradino che poi imparerai a guardare con attenzione ed a superare con il minimo sforzo e lasciando la mia mano

    e ancora imparerai che l'ostacolo più alto non è là fuori no
    è dentro di te 
    e poi 
    ancora un passo insieme 
    mano nella mano
    e mille domande 
    domande facili 
    domande difficili
    e poi risposte che forse un giorno non ti serviranno più
    ma ti servirà sapere che il mio saper ascoltare rimarrà lì in tua attesa
    in attesa della tua mano
    in attesa di una tua domanda
    la mia mano tesa
    da adesso
    e fino a che il mio fragile e precario sempre
    sarà

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/fino-sempre.html

    dedicata ai figli

  • 15 novembre 2014 alle ore 20:50
    Miseria e sfruttamento

    Creare le diversità
    per il solo colore della pelle

    Indignarsi e chiedersi di uomini
    che impunemente maltrattano altri uomini

    e rifiutare alienazioni che assalgono
    al solo scopo d'influire
    sulla vita della collettività

    Accettare suggestioni emotive
    a dare sfogo alla combattività

    e picchiare duro
    sulla torbidità dei compromessi

    per riconquistare libertà e serenità

    Eliminare orribili ricordi

    fantasmi prodotti
    dalle paure dell'anima

    riflessi di turpi sentimenti

    ancora tanto pericolosi
    da paralizzare le emozioni

    e far immaginare mostruosità aggressive
    in ogni angolo di vita

    Combattere questi turbamenti

    riesumando con gioia e allegria
    vecchie fiamme a evocare frivolezze

    moti planetari a influenzare i sentimenti

    in modo da sentirsi un conquistato
    e non un conquistatore
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

     

  • 15 novembre 2014 alle ore 18:25
    A Passi Lenti

     
    Lieve spira il vento
    Si nutre del mare
    Respira sul fiume
    Accarezza casa mia
     
    Tra le voci di dentro
    Nel sonno invernale
    Abbraccia il calore
    Dell’intima armonia
     
    Dalle case lontano
    Una foglia morta
    Danza sull’uscio
    In una dolce danza
     
    Un tragitto nell’anima
    Verso chiarori lontani
    Fatti di sogni stellari
    E di ricordi che saziano.
     
    Nel mezzo della fiumara
    Io guardiano delle stelle
    Alimento il lago di sogni
    E di onde delle aspettative.
     

  • 15 novembre 2014 alle ore 9:52
    Raggio Di Sole

     
     
    Andare a piccoli passi
    Con lo spirito vagante
    Per riflettersi nella luna
    Prima che si inoltra il dì
     
    E la sera perda il carisma
    Preludio al canto del gallo
    E al cinguettio degli uccelli
    Nel vento che anima i suoni
     
    Mentre il cielo sereno regala
    La veste splendente alla terra
    E anima un cuore a brandelli
    Lo penetra con i suoi sguardi
     
    Per respira la sua solitudine
    Che indossa un nuovo sorriso
    E gli cambia il senso della vita
    Nella gioia di un raggio di sole.
     

  • 15 novembre 2014 alle ore 8:16
    soli

    soli
    sul filo del rasoio 
    nessuno prende il volo

    soli 
    sul bordo dell'abisso
    nessuno torna
    vivo

    in fondo 
    niente di nuovo
    soltanto esseri umani
    minimi e fragili eppure essenziali
    filamenti di sogni
    persi per le vie del mondo
    raminghi 
    presso questi cieli tersi di periferia
    soli

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/soli.html

  • 14 novembre 2014 alle ore 21:27
    Esercizio semplice

    Parole, nulla di più leggero da dare.
    Parole, nulla di più pesante da portare.
    Parole, dette e taciute, ceneri e memorie.

  • 14 novembre 2014 alle ore 21:26
    La barca dei sogni

    Su acque nere di silenzio
    scivola  e portami via,
    lasciati sospingere dal vento
    della notte e dell’oscurità.
    Conducimi all’eterna dimora,
    isola sacra e proibita,
    dove possa ristorarmi,
    riempire il cuore di speranze
    e svuotare gli occhi dalle lacrime.

  • 14 novembre 2014 alle ore 21:07
    Bersaglio mancato

    Sempre pronto ad amare ed essere amato

    e di questo farne una ragione di vita

    sperimento volentieri percorsi emozionali

    golose passeggiate
    tra i viottoli della psiche

    a ossigenarmi di sentimenti
    e far nascere modelli di vita
    di stimate sorti

    che possano proiettarmi
    in domani di piacevole futuro

    senza alzare la voce per farmi sentire
    dai tanti compagni di questo viaggio

    E sopportare le frustrazioni interiori

    nella continua ricerca dell'equilibrio
    tra l'anima e la mente

    nel dubbio di svelare i misteri
    che mi si celano dentro

    aspirare a qualcosa
    che forse è diventato irraggiungibile

    e accorgermi d'essere destinato alla solitudine

    avendo mancato il bersaglio
    d'abbandonarmi completamente al mondo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 novembre 2014 alle ore 18:03
    Amore Senza Amore

     
    In questa grande confusione
    Il silenzio inerme sopporta
    Il trionfo delle tentazioni,
     
    Fremono sublimi emozioni
    E mi perdo nelle tue pupille
    Mi smarrisco nei tuoi capelli,
     
    Il tuo sguardo penetra l’anima
    Un forte fremito mi fa vacillare
    Spero che sia solo un vano ricordo,
     
    Vivo tumultuoso delirio
    Il sole sta scomparendo
    E dolcemente sta morendo,
     
    Mentre la luna decora la sera
    In una notte quieta e lucente
    Mi ritrovo dentro un nuovo orizzonte.
     

  • 14 novembre 2014 alle ore 18:01
    Ritrovarsi

     
    L’aria dei tempi passati
    Distrugge i momenti
     
    Per farti vivere dentro
    Solo… e di soli ricordi
     
    Fa dissolvere le ombre
    Ribelle posate nel cuore
     
    Nell’angolino dei sogni
    Che ti formano l’anima
     
    Ti aiutano a crescere
    E a ritrovare l’Immenso.
     

  • 14 novembre 2014 alle ore 15:12
    Le pagine del tempo

    Son le pagine del tempo
    che ci uniscono e fan di noi
    un solo ricordo, dimenticando
    i nostri cupi pensieri
    che ci perseguitano portandoci
    alla deriva in un falso sogno
    che di lui non si avverte neanche
    il suo solito amaro profumo
    miscelato qualche volta con essenze
    dolciastre, per ingannare le delusioni

  • 14 novembre 2014 alle ore 13:38
    Pavia 10/11/14

    Nei miei tormenti,
    nelle passioni e nelle bianche vesti di Dio,
    arrovento le parole che colpisco con la penna,
    facendo scintille, per forgiare me e i versi.
    Vengo sempre d'altrove, non per fuggire,
    ma ho sentito di ricchezze per me,
    che servono ai tavoli dei bar,
    dormono alle stelle e al cielo,
    sussurrano ai cavalli,
    mi aspettano senza incalzare.
    Affilo i versi, perché i folli
    minacciano di rubare la gioia dei liberi
    che stendono la propria anima al sole,
    come un prato di fiori e aminali diversi e belli.
    perciò a voi vorrei suscitare
    nel midollo e nelle ossa,
    il piacere di distillare la vita in verso,
    stendere un nutrito pensiero, in carta.
    Allora anche voi parlando nella piazza,
    starete ben dritti sulle spalle,
    guardando l'esatto percorso del cuore
    su cui danzare.

  • 14 novembre 2014 alle ore 10:19

    C'è chi conosce solo le offese per confrontarsi con le persone. C'è chi conosce solo la cattiveria come regalo per il prossimo. C'è chi conosce solo lo squallore della diffamazione per sentirsi migliore. Povere sono le persone che vivono in questo modo, con questi concetti e con questi valori. Povere non di cose materiali, ma vantano di una povertà d'animo e di umanità che solo il volto meschino del “male” conosce. La cosa peggiore che può capitarti nella vita è imbatterti in una di queste persone. Esse hanno la capacità di farti capire quanto valore abbia essere una persona semplice, che vive di piccole cose e di grandi sentimenti. Queste sono persone che ti fanno guardare il mondo con altri occhi, lasciandoti amare quel poco che hai perché vero e sicuro. Hanno il vizio e l'abitudine di dettare “leggi” che valgono solo per gli altri, leggi che nel loro quotidiano non rispettano mai. Hanno l'abitudine di “Pretendere” di essere ascoltati, pur rivolgendosi al mondo con un'arroganza e una meschinità assurda. Hanno la convinzione che tutto ciò che pensano sia giusto e che siano sempre gli “Altri” responsabili dei loro fallimenti, del fatto che non sono apprezzati o amati. Sarebbe bene che a queste persone venisse insegnato cosa sia innanzitutto il rispetto e successivamente l'educazione. Sarebbe bene che queste persone tornassero bambine e prendessero una buona dose di calci in culo e schiaffi da due genitori con le palle, che gli fanno capire che il loro cammino se lo devono costruire da sole, senza calpestare quello degli altri. Non si impara a vivere e ad essere migliori sminuendo e distruggendo gli altri, ma si impara cominciando a giudicarsi come si giudica gli altri. Ogni tanto sarebbe bene che queste persone si offendessero, si accusassero, si diffamassero e si facessero un esame di coscienza. Perché la vita come la vivono loro è troppo “Facile”, ma credetemi porta alla rovina. Il cammino prima o poi ti fa sbattere in una strada a fondo chiuso, dove l'unica cosa che riceverai sarà il “saldo”. Un saldo che gli farà pagare tutto ciò che hanno seminato e regalato. Niente è gratis, nemmeno le cattiverie che regala questa gente. Gente che di umano ha solo l'aspetto, perché dentro di esse vivono “Bestie” di una ferocia assurda. Una ferocia che prima o poi le divorerà. Mi auguro che soffrano, tanto quanto il dolore che hanno sparso. Mi auguro che ricevano le stesse parole che hanno regalato. Mi auguro che possano piegarsi dalla rabbia... E che non si azzardino mai a domandarsi “Perché”!? Oppure a dirsi: “Non me lo merito”! Perché cavolo se ve lo meritate! E il mio augurio è che a differenza di chi da voi colpito e calunniato è rimasto in piedi... Voi possiate “Perire” definitivamente sotto ciò che avete seminato!

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:47
    Il tempo gocciola poco a poco. AMARCORD

     
    E stai lì 
    volgare puttana
    con l'aspetto di tenera madonna
    stretta la sottana
    seduta su una panca 
    le cosce aperte
    una mano sul pube
    Tutti conoscono la via.
    Gli uomini ti penetrano la carne 
    ti attraversano il corpo
    Nessuno ha voglia di raggiungerti l'anima

    Sono io poeta della tua rossa bocca
    pittore della tua natura pagata
    rapito dalla rotondità del pomposo culo
    come giocoliere infante 
    mi appenderò ai tuoi grossi seni

    Il tempo gocciola poco a poco

    Carezze di vetro 
    ha conosciuto la tua fresca pelle
    sorrisi cuciti e bavosi baci 
    sulla bocca di pesca
    Suonerò per te 
    il violino 
    un'ultima volta
    Strideranno le sue note e cadranno
    scivolandoti lungo le natiche, 
    sbattute 
    su un marciapiede di provincia 

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:32
    Tre metri in avanti

    E poi mi son spogliato.
    Vestaglia di seta
    e pantofole cammello.
    "Ma io chi sono?"
    Apostrofando sul più bello.

    Vedo foglie cadere,
    nubi svanire
    e neve pippare.
    Germoglio insulso ma onesto
    del mondo piccolo
    in cui mi son perso.

    E sempre pippe di coscienza
    pronte a farti star male.
    Io mi appello a Don Chisciotte.
    Don Chisciotte non era un fesso!

    Pronto a combattere battaglie
    imbecilli e disarmanti,
    con la gioia e lo spirito
    di una vita vissuta
    tre metri in avanti.

    Solo ora mi accorgo
    di aver scritto questo testo,
    sul retro di una prescrizione
    medica.

    Al diavolo il dottore!
    La poesia è la mia cura:
    è la vita che tinge la mia dolce visione.

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:08
    La Mia Stella

     
     
    Lungo il sentiero della vita
    Scruto il cielo per vedere Dio
     
    Scorgo un cielo chiaro
    Scruto un cielo oscuro
     
    Esploro cento, mille stelle
    Eppure non scopro la mia
     
    Forse non è mai spuntata
    Oppure l’avrò sognata
     
    Forse è sola immaginazione
    Che si alimenta nel mio cuore
     
    Rialzo gli occhi al cielo
    Aspetto un altro buio!
     

  • 14 novembre 2014 alle ore 8:48
    Apatia

    "E venne mia madre a baciarci
    tornò per tre volte
    l'ultima, era vestita solo di una sottoveste
    ci baciò come una folle
    sapeva che non ci avrebbe più rivisti".

    La violenza e la pestilenza
    erano scritte sui libri
    "per gli altri "

    Noi per sopravvivere 
    ci nutrivamo di cani e topi
    la schiavitù diventava il nostro abito
    la ferocia l'unico scenario
    L'ignominia dell'uomo
    ci correva sulla pelle
    ci trafiggeva gli occhi

    Sulla bocca di tutti per un po'
    il tempo di far notizia,
    nel cuore di nessuno per amnesia.

    Tu lo chiami oblio
    io, del mondo, lo chiamo distacco
    o meglio
    la chiamo apatia

  • 13 novembre 2014 alle ore 20:47
    Le migliori risposte

    Assumersi le responsabilità
    delle proprie azioni

    lasciando agli altri
    quelle delle loro

    Urli psicologici

    repentini cambiamenti

    a esaltare l'accettazione libera
    di finti pregiudizi

    per non cercare le cause dei fallimenti

    nei segni di presunta stima 
    che illuminano il lato oscuro delle sensibilità 

    desiderando di regalarsi
    sogni e scelte suggestive

    assaporando le diversità
    che da il mondo visto dal basso

    e  rimediare così
    le migliori risposte ai propri bisogni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 13 novembre 2014 alle ore 19:12
    Stella Di Mare

     
     
     
     
    Fra strani silenzi
    Il vento del Sud
    Il canto degli uccelli
    E il magico arcobaleno 

    Morbido fiore della natura
    In una splendente serata
    Di un’estate rovente
    Spargi nell’aria aroma di sale 
     
    Stella di mare…
    Che brilli dentro di me
    Non ti conoscevo
    Eppure mi mancavi. 
     

     

  • 13 novembre 2014 alle ore 15:42
    Autunno italiano

    Foglie morte 
    Vittime in autunno.

    Figli senza futuro
    La mano uccise
    In ogni stagione

    Rivendicando sempre 
    La sua ira

  • 13 novembre 2014 alle ore 14:39
    Città nel lago

    Ho bisogno della città nel lago,
    incontrata per caso,
    per salpare dal mondo e
    sentire con gli occhi e le braccia aperte
    la grandezza
    del cielo aperto, di notte,
    come i naviganti della terra;
    per assaporare,
    come una lacrima scesa alle labbra,
    la luce grigio marrone,
    che profuma di funghi,
    la luce di Autunno che ora,
    da vagabondo e a pieni polmoni
    mi da allegria.
    Per essere esattamemte in alto,
    al fianco della voglia che gli uomini hanno di volare,
    ho fatto le scale una ad una,
    tra un dubbio e l'altro,
    tra un amico e una amore,
    tra lasciare e prendere,
    tra perdermi lontano o vicino,
    tra abbandonarmi poco o molto
    tra mia madre e mio padre
    che mi hanno partorito una volta ancora.
    Voglio la citta nel lago per andare e tornare.

  • 13 novembre 2014 alle ore 13:40
    Trastevere 30/10/14

    Come sto al mondo.
    Preferisco seguire l'intutito,
    che prende insieme strade e direzioni giuste,
    ne fa un fascio e lo butta al fiume.
    Sto con il mio intuito
    che si accende e si spegne
    e quando va,
    mi lascia
    con la luna da una parte
    e il tevere dall'altra.
    Quando si spegne,
    mi mette tra la gente con solo l'istinto,
    sicché mi perdo, ed incontro per fortuna,
    i posti che non ero pronto a vedere
    e mi reclutano nuove forze,
    sempre.
    Così sto al mondo,
    con la luna e il fiume,
    metto un sentiero,
    tra me e la donna che amo e l'uomo.
    Seguo un suono o un odore e mi piace.
    Seguo strade che siano corde di violoncello,
    e la sola direzione giusta è quella del baccalà fritto.
    Ma dopo tutto questo, che ne so se ci lascio il cuore.
    Lo puoi fare, certo!
    Lasciare il cuore e poi tornare a prenderlo,
    lo posso fare perchè so dove l'ho messo,
    e così sia!

  • 13 novembre 2014 alle ore 13:27
    Bologna

    Bella Bologna
    che stenta a svegliarsi
    di Domenica mattina.
    Belli i suoi cuori di luci soffuse
    e le piazze nebbiose.
    Bello il suo mille colori
    alla fontana del mondo,
    dove i bambini corrono a bere
    con le manine giunte a conchiglia.
    Belli i mercati dove si vende il passato,
    e i bar dove si brinda al futuro,
    bella la sua chioma
    nera
    sulle spalle,
    la bella arte,
    in un obiettivo di portogallo
    in cui la bella vive il momento.