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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 novembre 2014 alle ore 13:59
    Come un gatto.

    Come un gatto,
    che ad occhi chiusi
    gode delle carezze
    e manifesta 
    il suo piacere
    con enfatiche mosse,
    cosi' mi sento io al tocco
    del tuo luminoso sguardo.

  • 10 novembre 2014 alle ore 12:16
    Metropolitanamerica

    Orde di razze come mazzi
    Nello stretto entrare lento
    Mix di fiori parlano seduti
    Chiari scuri gialli e bianchi
    In piedi appoggiati in silenzio ondeggiare
    Nelle loro cuffie in gabbia
    O sopra libri… un compagno
    Che sbriciola inudibili parole
    Porte serrate e fischi sotterranei
    Illuminati al neon freddo
    Tra mille mattonelle ammuffite
    Lanciate nell’intermittente scia laterale
    Mi scusi – soffiato sospiro lontano
    Dove piedi mossi a perdita su lamiera
    Incontrano la moderna invenzione
    lo strusciare rozzo sibilo dei vetri
    Che lavora in attesa a riempire pensieri
    Spalle seni gambe e forfora accavallati
    Nello spazio reso melma di colori e odori
    Ascella e spessi aliti di carne
    Prego – nello scollo e una collana
    Sguardi d’ogni quadro e ordine
    Riflessi nello sperma del ricordo
    Che ingravida se stesso – non si preoccupi -
    Fermi in corsa per tornare
    Fuggire in fretta per restare
    Nel ripetere del giorno.
    Forse è la prossima – parlano
    D’ognuno è il suo presente leggono
    Libri riviste espressioni e movimenti
    Campionario completo d’emozioni ferme
    E il sibilo è speranza – mi scusi.
    Felicità o tristezza non importa
    Solo tenere il tubo umido di ferro
    Chiudere le gambe e non fissare mai.
    Devo scendere – e lasciare il fischio
    E nel mal di mare muovere macchinario
    Attendere lontano il medesimo
    E noioso inconfondibile arrivo

  • 10 novembre 2014 alle ore 9:24
    Stranezze

     
     
    Oggi
    Il cielo colora!
     
    La voglia del cuore
    Di antiche luci
    E secoli di sogni
     
    Ricordi vaganti
    Di un cuore cieco
    Che fa strane cose
     
    Viaggia nella luce
    Si acquieta nella sera
    Sotto una luna ribelle
     
    Or, ora è
    Chiusa nel suo guscio
    Di un ignoto tramonto
     
    La tua voce sussurra
    Mistero nell'aria
    E parole al vento
     
    Oggi e per sempre
    Vagano dentro me
    Pensieri sfioriti.
     

  • 09 novembre 2014 alle ore 23:16

    Mi sono chiesta molte volte cosa fosse la felicità...

    C'è chi dice che è solo un attimo, qualcosa di momentaneo che ti attraversa... Chi dice che è un momento che resta per sempre scritto dentro l'anima... Chi dice che non esiste veramente, ma è soltanto il nome che viene dato a quelle piccole cose belle che ci capitano... Io invece ho capito che la felicità è qualcosa che va oltre a tutto questo e che il primo passo per raggiungerla è essere in pace con se stessi. Questa pace interiore ti permette di raggiungere la serenità... Se ad essa poi aggiungi tante piccole cose ecco che avrai la "FELICITA'"... Perchè questa si nasconde proprio nelle cose più banali: In un "Buongiorno" o in una "Buonanotte". in una mano che cerca la tua. In una carezza o in una frase che arriva inaspettata. La trovi dentro piccolissimi gesti e cose che non ti aspetti, ma che ti sorprendono e ti emozionano. Sta nel rumore della pioggia, mentre i tuoi occhi brillano di una luce unica. Sta nei sonni tranquilli, nel riposare sereni, nella calma interiore e nel saper scegliere chi tenersi a fianco. La felicità è quel qualcosa che raggiungi quando avrai capito che essa; molto spesso... O quasi sempre; dipende proprio da quelle piccole cose, da quelle cose che definiamo "Banali", quelle cose che spesso ci dimentichiamo e mettiamo da parte per rincorrerne altre, spesso insensate, inutili e di poco valore.

  • 09 novembre 2014 alle ore 17:54
    Storia

    La luna
    Dietro alla finestra
    È vicina agli Angeli
    Conosce tutto di me
    Dei nostri segreti
    Gioie e dolori
    Passi felici
    Sentimenti al suolo
    Quelli rigenerabili
    Di emozioni trascorse
    Da rinnovare.
    Storie ispirate a te
    Da dimenticare
    Tempi da sognare
    Da inventare.
    Desideri tuoi
    Dolori che avrai
    Per la mia nuova strada.

  • 09 novembre 2014 alle ore 15:03
    Ti scrivo per dirti ..

    Ti scrivo per dirti
    che è tardi…
    Dovresti raccogliere i pensieri
    e tornare…
    E’ passato un altro giorno di giorni e giorni
    Penso che sia tardi…
    Le ore scandiscono colpi al cuore
    e diventano mostri in questa attesa.
    Un giorno è tanto
    è come se fosse un anno
    è come,mi sembra un secolo…
    Ti scrivo per sentirti accanto
    e non mi firmo…
    Tu sai chi sono.
     
                                           
     

  • 09 novembre 2014 alle ore 13:25
    Dublino

    Celtica Irlanda
    popolare musica
    ridente costa
    ricca cripta.

  • 09 novembre 2014 alle ore 11:40
    Più non ricordo in quale giorno

    Più non ricordo in quale giorno
    accecati dal sole o dalla nebbia
    quasi fanti sbandati senza guida
    assordati dai colpi di un nemico sconosciuto
    l’errore e l’illusione m’ ingoiarono la mente
    annientarono pian piano col miele dell’inganno
    le già deboli difese e trafissero l’acciaio degli scudi.  

    Quanta ombra si distese sulla cenere dell’alba!
    Quante nere bestemmie nella notte
    senza luce e senza oblio!

    Mi pareva il rosso del tramonto quel papavero vizzo
    ingannevole fiore di tristezza.
    Mi pareva purezza di fonte e non putridume di fogna
    quel nettare amaro di cui ricolmavo i miei calici vuoti.

    E mia madre a guardare i miei occhi perduti
    mio padre a gridare il rancore
    le orecchie incapaci di udire
    l’incolmabile vuoto d’inutili giorni
    impegnati soltanto a cercare quell’attimo breve
    insetto nefasto ronzante
    annidato in un angolo nero in fondo al cervello.

    Nel mio labirinto le urla assordanti del toro del mito
    l’assenza del filo di Arianna
    un varco cercato con mille espedienti
    e mai ritrovato
    i voli di Icaro sempre più audaci
    a bruciarmi le carni le vampe del sole
    i gorghi profondi a privarmi dell’aria.

    Ma bene ricordo quel giorno a noi destinato
    in cui il tuo amore stupito entrò nei miei sogni
    e con te ritornai nella vita, risalii le colline
    mi ubriacai di albe e tramonti
    baciai i tuoi piccoli piedi e le mani pulite
    fragranti di pane appena sfornato
    guadai mille fiumi per giungere al porto
    né più temo il toro del mito
    adesso che stringo nel pugno il tuo filo.

  • 09 novembre 2014 alle ore 10:35
    Storia Di dentro

     
    L’attimo di un respiro
    Nella danza delle lucciole
     
    Nulla capita per caso
    Nella grotta dei sogni
     
    Pure i pensieri disordinati
    Mutano i movimenti del cielo
     
    Quando all’imbrunire
    Odi voci che nutrono

    E sulle ali del vento
    Il vulcano del cuore
     
    Sfiora colori in volo
    Che parlano di Lui.
     

  • 09 novembre 2014 alle ore 9:11
    Vecchio E Nuovo

     
     
     
     
    Il vento si frantuma
    Contro la vecchia casa
    Nascosta tra gli ulivi
    Ormai abbandonata.
     
    Dalle crepe entra il sole
    Riscaldando il silenzio
    Tra il frastuono dei colombi
    E la vita dentro i loro nidi.
     
    Il campanile inanimato
    Nella calma della piazza
    E l’assenza di bambini
    Fa meditare i vecchietti.
     
    La gente vuole ignorare
    La saggezza vuole dormire
    Sulla sorte del paese dirupato
    Preda degli interessi monetari
     
    Avidamente il mare vivo
    Lì vicino aspetta il nuovo
    Trascurando le potenzialità
    E l’utilità della vecchia storia.
     

  • 08 novembre 2014 alle ore 18:00
    Canzonetta di commiato

    Più non dico oggi parole che qui nel tempo
    io dir non so se dolci o assai amare furon
    che della poesia la fonte mia si è inaridita
    ecco bianco immacolato è il foglio il calamo
    poi fermo a vergar versi più non muove
    solo senti dal cuor sgorgar queste mie parole
    ai Curator del nobil Sito a Poetesse gentil ai Poeti
    dal bel canto amici e a chi mi lesse e a chi non
    un cordial saluto e il mio più sentito grazie vadan

  • 08 novembre 2014 alle ore 17:45
    Silenzio

     
     
     
    Silenzio è buio!
     
    Basta aprire il cuore
    E sognare l'anima
    Energica e vibrante
    Piena di misteri
    Ricca di segreti.
     
    Silenzio!
     
    In questo buio
    Di luna nascente
    La tua ombra
    Scultura nella notte
    Si nutre di stelle
     
    Ondeggia un cuore
    Formoso e misterioso
    Simile a una sirena.
     
    Emigrano gabbiani
    Da un mare incerto
    Muto e senza respiri
     
    Un gabbiano ferito
    E  fiacco stremato
    Si perde nel tragitto.

  • 08 novembre 2014 alle ore 17:39

     
     

  • 08 novembre 2014 alle ore 14:26
    Aspirazioni all'asta

    Col cuore e la mente
    sempre in guerra

    in questa convulsa esistenza

    concedo tutte le speranze
    a voci che m'avvelenano la vita

    Finte supponenze
    e false arroganze 

    in lacrimevoli giorni

    nei quali non dispongo più del mio tempo
    e perdo tutte le libertà

    Freddi gesti a strappare
    gli angeli alla misericordia 

    alimentare le radici dell'odio

    e perdere la strada
    vivace e generosa delle emozioni

    nell'angoscia d'infrangere
    il supremo desiderio di morire in piedi
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 08 novembre 2014 alle ore 14:24
    Dopo una vita in mezzo ai "però"

    Maneggiare la senescenza

    senza sporcarla d'inutilità
     
    accendendola di bisogni e di speranze
    e rimanendo protagonista dei propri sogni

    Farne parte
    immaginando pensieri elettrizzanti

    con passeggiate d'avventure
    a sfociare nelle passioni

    e combattere ansie e depressioni
     
    Accettare ulteriori sfide

    anche col cuore in gola
    nella costrizione delle scelte
     
    inventandosi esplorazioni nei prati 
    adiacenti i germogli dell'anima

    a fiutare aromi di stagioni ancora acerbe 

    in cui cogliere segnali
    tra le coincidenze figlie dei sentimenti
     
    Elargire gioiosi sorrisi
    agli amori che abitano il cuore 

    e lasciare che il destino
    tracci le strade per altri traguardi
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 08 novembre 2014 alle ore 14:24
    Trombe stonate

    Violenze volute

    sacrilegi che sconvolgono

    nella corresponsabilità
    di orrendi misfatti

    impunita galleria degli orrori
    a turbare i sentimenti
    e speculare sulle emozioni

    nel vorticare d'insicurezze e paure

    Vento e acqua aleggiar di morte

    brezza a nutrir ansie
    e disperati pensieri

    E preoccupazioni e lacrime

    soffocate nei bisogni da soddisfare

    nel rispetto della dignità

    a far risplendere umanità
    e desideri di serenità
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 08 novembre 2014 alle ore 13:14
    Bontà

    Sopravvivi nel tormento
    di un peso, tracciandone
    linee infinite, che afferri
    dimenticando chi sei
    in quel pianeta che non vive
    il tuo, come vorresti tu
    pensiero doloroso infinito
    di innocue dimensioni
    scontate, ma non per te
    che bravo sei, a trasmettere
    amore pulito e non bugiardo
    come i falsi predicatori
    seguaci del male
     

  • 07 novembre 2014 alle ore 20:39
    Accidenti quantè difficile !

    Vivo in simbiosi col mio tempo

    sedotto dalla ricerca delle colpe degli altri

    nelle attenzioni mediatiche
    che fan diventare vittime i colpevoli
    e colpevoli le vittime

    in una visione del mondo
    stravolta dall'inumanità

    E aprirmi verso verità profonde

    interrogandomi sul senso della mia esistenza

    e fare scelte fondamentali
    adattandomici con il cuore e con i sentimenti

    speranza e supporto della mia realtà

    e così trovare le ragioni per continuare a vivere

    senza chierdere risarcimenti morali
    alle frustate della vita
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 07 novembre 2014 alle ore 17:33
    Stella Misteriosa

     
    Il mio cuore analizza
    La luce del tuo corpo
    Nella freschezza mattutina.
     
    Il mio cuore esamina
    La tua anima nascosta
    Da affetti mai placati.
     
    I miei sogni premonitori
    Ti concedono solamente
    L'odore di luce sulla pelle.
     
    Quella pelle tua stellata
    Che respira i tuoi giorni
    Nel mistero delle follie.
     
    Con sguardo ormai perso
    Nel vento della tua anima
    E dagli affetti refrigerati.

  • 07 novembre 2014 alle ore 12:28
    ogni piccolo bene

    ogni piccolo bene
    porta al bene più grande
    ogni secondo trascorso
    da soli presso queste strade perse nelle periferie del mondo
    porta avanti di un passo verso la risposta verso l'immenso
     in fondo lo spazio più grande non è la fuori,no
    ma nel più piccolo e recondito angolo del nostro cuore
    e infine dopo il lungo cammino stare insieme 
    essere insieme è il nostro unico fine
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/ogni-piccolo-bene.html

  • 07 novembre 2014 alle ore 9:19
    Stella Cadente

    Stella Cadente
     
     
    Fra strani silenzi
    Il vento del Sud
    Il canto degli uccelli
    E l'arcobaleno
    Come un fiore della natura
    Diffondi nell'aria il profumo
    Di una notte incantata.
    Non ti conoscevo
    Eppure mi mancavi…
    Stella cadente
    Che brilli dentro di me
     
     
    Il Vento della Notte
     
     
    Fuggo la notte
    Sotto le stelle
    Per farmi baciare dal vento
    Tra i pensieri del cielo.
    Nel buio
    Il vento mi spoglia e mi veste
    Mi abbraccia e mi bacia
    Mi usa e mi consuma.
    Mi veste nell'aria
    Di sogni e di colori
    Di gioia primaverile.

  • 07 novembre 2014 alle ore 0:13
    Sospiri.

    Sospiri costretti 
    al silenzio 
    dalla muta notte, 
    s'accompagnano 
    a ritmici piaceri 
    a ritmici pensieri 
    di due corpi, 
    di due anime, 
    che si rifugiano
    da un mondo 
    che ripudia l'amore.

  • 06 novembre 2014 alle ore 21:08
    Dopo l'alluvione

    É tornato il sereno
    dopo tanto di pioggia
    e conseguente disastro.

    Se fosse una cosa politica
    potrei levare il lamento
    ma è fatto normale in natura
    corrotta da umano dominio.

    Non è l'acqua nemica
    guai se lasciasse il mondo
    ma la strafottenza continua.

    E lacrime di coccodrillo
    fanno aumentare la rabbia
    di chi i danni ha subito
    pauroso di un'altra sciagura.

  • 06 novembre 2014 alle ore 20:54
    L'insorgenza dell'irrazionalità

    Deciso da sempre
    a indossare abiti sfatti

    passo i giorni a raccontare
    uomini e donne della quotidianità 

    E battagliare per ricostruirmi la vita
    nell'insorgenza dell'irrazionalità

    esaltandomi nello spirito

    nell'eccesso dell'euforia e della solitudine
    delle emozioni e dei sentimenti

    senza alcuna paura per la mente nè per il cuore
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 06 novembre 2014 alle ore 16:09
    Lieve.

    E questo cos'è? 
    Un lieve turbamento 
    che scuote il mondo. 
    Microscopica 
    scintilla 
    che da fuoco
    agli oceani. 
    Lo chiamai amore
    ed era molto di più.