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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 febbraio 2015 alle ore 12:24
    La Rete Del Potere

     
     
     
     
    Lame appuntite
    Ficcate negli occhi
    Per rendere ciechi
     
    Colate di cera bollente
    Ci otturano le orecchie
    Per rendere sordi
     
    Chilometri di filo
    Per cucirci le bocche
    E renderci  muti
     
    Vogliono orientarci
    Verso  un sentiero
    Scialbo ed inutile
     
    Clonati in tale modo
    Serviamo al diavolo
    Che si cela ovunque.
     

  • 26 febbraio 2015 alle ore 11:41
    Metamorfosi

    S'avvolge alla notte

    quel nulla che opprime la gola

    come sirena in declino

    della sifilide ostaggio

    e carezze insanguinate

    nel silenzio dell'anima

    a coprire di strazio

    l'avvenenza del giorno.

    E' l'abulia d'una mano

    il nulla che fa rumore

    ma quando il braccio si desta

    è già perduto il respiro

    e le lacrime appese

    a giacigli di sogni

    non sono altro che stelle

    in ossessione di vento.

    Il domani è Itaca

    un lontano miraggio

    troppi passi da camminare

    per una mente stanca

    dove le passioni nascono

    esplodono, vibrano

    sino all'orgasmo.

    E poi muoiono. E poi rinascono.

    Sono solo un uomo

    spesso un uomo solo.

    A tratti unicamente solo

    A tratti magicamente uomo.

    Il tutto di oggi è il nulla di ieri.

    E viceversa.

    Sono la mia stessa ossessione.

    Nelle preghiere troverò resurrezione.

     

  • 26 febbraio 2015 alle ore 10:27
    Il Canto Del Mare

     
    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.

  • 26 febbraio 2015 alle ore 10:03

    Mi sento bene con me stessa, mi sento bene dentro i miei principi, dentro le mie emozioni e mi sento nel posto giusto anche dentro le mie paure, i miei sogni mancati e quelli che ancora cerco di realizzare. Mi sento felice di essere quello che sono, perché non mi piego nemmeno più di fronte all'ignoranza e la cattiveria, la stessa che un tempo invece mi spezzava proprio completamente. Mi sento coerente con ciò che fino ad oggi ho detto di essere, di volere e di credere. Mi sento bene con le persone uguali e simili a me, con quelle affini e anche con quelle diverse e opposte, ma non mi sentirò mai bene vicino a coloro che se pur fingendosi A dimostrano di essere B. Un B molto scadente... E questo non perché sia per forza il mio A ad essere giusto, ma semplicemente perché ognuno sceglie di essere, di frequentare e di camminare a fianco di chi cazzo vuole! 

  • 26 febbraio 2015 alle ore 9:37
    Il Mare D'Inverno

    Audace e selvaggio
    Il mare mi piace
    Lui d'inverno
    È ancora più bello
    Imponente 
    Maestoso
    Rumoroso
    Felice
     
    Ondeggia la vita
     
    I suoi giochi vivaci
    Lontani dagli ozi
    Spumeggiano
    Biancheggiano
    Si infuriano
    Lui non dorme
    Riposa…
    Dagli sguardi indiscreti.

  • 26 febbraio 2015 alle ore 2:40
    Decir que estas alli...

    Dentro, profundamente dentro,
    hieres, dueles en el fondo, allí,
    allí en dónde se anidan impávidos
    los recuerdos, los buenos y
    también los malos...
    Y decir que estas allí...
    saberlo... sentirlo...
    duele en cada célula
    inerte, allí escondida...

    Sentir que estas allí...
    es ver cada momento
    como un eterno
    silencio, y verte...

    Allí en donde estás...
    silente, callada, riendo
    con tu sonrisa tenue...

    Y no dejas espacio...
    nada en mí deja
    de ser de cierto tuyo...

    Y aún te siento allí...
    llenando cada espacio
    de aquello que es tuyo...

    Un sueño, un momento
    y allí te encuentras...
    y te busco en mi profundo...

    Y ahora escribes versos,
    apareces en el instante
    en que te pienso....

    Y aún estas allí....
    asustando mi razón
    absurda y triste...

    Y te pienso y tu...
    estas allí dentro escondida
    en lo profundo...
    Y me escapo, y me niego
    y no deseo sentir...
    y las palabras se ahogan...

    Y no las pronuncio...
    y tu, aun estas allí
    silente, que sonríes...

    Con esa sonrisa
    que me dice a gritos
    que tu, estas aun allí...

    Escribir tu nombre,...
    duele tu fuerza,
    duelen tus alas...

    Duele tu ausencia...
    Y tu, aún estas allí
    con el nombre perfecto...

    En un espacio mio
    dentro de ese corazón
    que me pertenece...

    Y allí estas, tu...
    silente, que ríes
    sin recordar en dónde...

    Ayer te vi, y me dueles
    en el profundo, dentro,
    allí en donde estas duele...

    Porque no es nada mas
    que tu, que estas allí...
    y me dueles...

    Me dueles en el centro
    de todo espacio...
    en que no te encuentras...

  • 26 febbraio 2015 alle ore 0:39

    Nella mia piccola modestia, nella mia piccola ma vera personalità tengo nascoste doti che decido di mostrare solo quando lo sento giusto e lo ritengo opportuno. Non saranno due lacrime versate in un attimo di debolezza ad impedirmi di avere "Le palle" di mandare a fanculo coloro che non hanno capito un cazzo di me! Non saranno due silenzi che piombano pesanti nei momenti di insicurezza interiore ad impedirmi di dire la mia a gran voce verso ciò che non ritengo giusto. Non sarà certo il mio modo semplice di vivere, la mia semplicità esteriore ad impedirmi di sentirmi donna. Donna... Qualcosa che vive principalmente dentro di me. Quel qualcosa fatto di valori, di umanità, di dolcezza e di intelligenza. Non sarai tu, che sai vantare un copione da "Puttaniere" a farmi sentire sbagliata, anzi ... Mi sento più "Giusta" che mai... Diversa e fiera di esserlo. Non saranno coloro che giudicano, sparlano, inventano a farmi pensare che devo cambiare, ma sarà solo verso la mia coscienza che porterò rispetto e se essa sente di essere "Apposto con se stessa" proseguirò a testa alta senza rimpiangere ciò che ho lasciato dietro. Non bastano le parole, a nascondere una faccia che non ha "Volto". Non bastano le macchinazioni alle "Spalle" a schiacciare e render cieca la mia intelligenza. Sono una persona semplice, piena di difetti, ma almeno sono vera... IO almeno vanto di poter dire che non mi nascondo mai dietro scuse patetiche ,per questo non accetterò mai di avere il dito di "certe persone" puntato contro!!! 

  • 25 febbraio 2015 alle ore 21:25
    L'acre sapore della ruggine

    Volti della paura

    offese all'amor proprio

    bassezze di codardìa a mettere
    sotto sequestro le emozioni

    rumori di gocce d'odio
    a spezzare e trasgredire

    con arti umiliatorie

    l'inizio di ogni fine

    E esprimermi fino al margine
    di ciascun alito di respiro

    predisponendo in favore di venti propizi

    i miei versi

    raccoglierli e custodirli
    in seno al ventre dell'anima

    e dal mio esilio volontario

    rivenderli al mercato delle idee usate
    .

    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 25 febbraio 2015 alle ore 20:16
    Ostro e Maestrale "da Dissolvenze"

     
    Tragico il Maestrale
    il sospiro tuo racconta:
    è pianto profondo
    - il cuore ed il ventre
    comprende?-
    È caldo l’Ostro
    soffio languido piangente
    melodia divien:
    lo strugger dei corpi canta
    sussurrando canta
    nel soffio caldo avvolge
    nel pianto di pioggia svolge
    S’inebria la Rosa dei Venti
    in sputi di sabbia e grani di gelo
    e lame taglienti e lingue di fuoco
    sferza la pelle - la brucia -
    di velo cocente la copre:
    il Maestrale si scioglie nel ventre
    pulsando
    io, Ostro pulsante  nel ventre
    l’accolgo.
     
     

     

  • 25 febbraio 2015 alle ore 18:44
    Il Fascino Del Mare

    Il Fascino Del Mare

    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria

    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni

    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato

    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo 
    Gli occhi sul mondo

    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille 
    Le onde della speranza.

  • 25 febbraio 2015 alle ore 18:42
    L'Incanto Del Mare

    Il Mare:

    Il mare si esprime
    Si fa comprendere

    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.

    I Gabbiani:

    I compagni del mare
    Che nel primo mattino

    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.

    Il Vento:

    Quasi per culto
    Implora il Sole

    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.

    Le Sirene:

    Danzano con loro
    Temerari pescatori

    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.

    Il Mare:

    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 25 febbraio 2015 alle ore 11:14
    La poesia è amore

    La poesia è amore
    ma se alziamo
    gli occhi al cielo
    può esser solo
    un illusione
    che condiziona
    dal momento in cui
    percepiamo la sconfitta
    ed una vera rivoluzione
    mentre si pronunciano
    piccoli suoni, in archi
    struggenti e variegati
    da spettative che forse
    arriveranno, o forse mai più

  • 25 febbraio 2015 alle ore 1:57
    Il suono della pioggia

    Amo la pioggia
    e i suoni che racchiude
    nell'intimo suo scroscio.
    Nel suono della pioggia
    c'è il suono delle tue parole
    cucite sul ricamo di un discorso
    che ascolterei per ore.
    C'è quello del silenzo 
    fermato sulla sacralità
    di un bacio alla tua schiena
    e quello del carnevale dentro
    e della gioia senza maschere
    nel toccare la tua pelle nuda.
    Nel suono della pioggia
    c'è quello del tuo respiro
    fermato negli occhi 
    dentro gli occhi
    che racconta di due mondi:
    uno chiuso dentro
    e l'altro fuori. 

  • 24 febbraio 2015 alle ore 20:57
    La mia quiete dopo ogni tempesta

    Soffro l'ombra
    di certe menti ritenute eccelse

    di uomini nei cui petti
    battono relitti di cuori

    ai quali non arriva più
    l'ossigeno delle emozioni 

    pieni di spocchia
    e ambiguità a trabocchetto

    Uomini sperduti 
    in monosillabe d'incertezze

    con l'innata volontà
    di dominare altri uomini

    nel rigetto dell'amore

    E sussurro la vita

    desideroso di affrontare nuove sfide

    non più precocità che sfioriscono
    con lo scorrere inesorabile del tempo

    ma cataste di pensieri roventi
    e speranze ardenti

    accese per ogni stagione
    e crepitanti al fuoco delle passioni

    con le sue lingue a stuzzicare
    il ventre di ogni arcobaleno
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 23 febbraio 2015 alle ore 23:34
    il tempo negato

    l'isteria intorno è palpabile 
    opprimente
    angosciante, 
    toglie il respiro
    e fa male come il morso feroce di un cane randagio

    ma così è la vita adesso, così vanno le cose
    raramente qualcuno ascolta 
    e se ascolta è cosa di un momento, un istante fragile e fugace
    per il quale ci si sente obbligati a ringraziare

    ma se così è 
    allora poco ben poco rimane alla passione e ancora meno alla compassione

    ma altro non so e nemmeno posso fare adesso
     per il momento raccolgo sogni e pensieri
    come fiori freschi a primavera
    e sia quello che deve essere 
    presso questi grigi mari in tempesta di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/il-tempo-negato.html

  • 23 febbraio 2015 alle ore 22:58
    Deserto

    Deserto è
    Questo cammino...
    Una strada
    Un intero cammino tra la luce e verso la luce
    Non c'è nessuno!
    Non ci sono più viandanti
    Non ci sono più pellegrini
    Ci sono solamente anime
    Smarrite...
    In un centro commerciale !!!

  • 23 febbraio 2015 alle ore 22:56
    Desideri...

    Accendiamo ogni sera un desiderio diverso
    una stella nuova
    una direzione aggiunta nella rosa
    un quinto punto cardinale
    ago magnetizzato da seguire se abbiamo vele da spiegare
    o da osservare se siamo fermi nella mite tranquillità delle acque che cullano pensieri di pace
    silenzi da coltivare
    riflessi di una sponda lontana
    nel leggero vento della sera
    o nelle timide onde di un’alba dorata.

  • 23 febbraio 2015 alle ore 22:53
    Aquila di luce

    Comparirà nei cieli del tramonto
    Una grande Aquila di Luce
    Trasformerà le spine del deserto
    In uno splendido fiore...

  • 23 febbraio 2015 alle ore 22:51
    Acque

    Acque...
    Acque che brillano sotto il sole
    Che discioglie la neve
    Che alimenta le acque
    Che brillano sotto il sole...

  • 23 febbraio 2015 alle ore 20:12
    Seconda canzone di Marotta a Fra' Guittone.

    Chi me pô levà ‘e ddeta.
    da ‘e ccorde ‘e sto liuto?
    A vuje l’aggio sentuto:
    cavaliero me site.
     
    Maggio mo’ pozzo cantà
    cu’ ‘a lengua ‘e l’aucielle,
    e int’a li ffronnelle
    n’armunia sunarrà:
     
    “Scetate, uorto mio,
    e vuje, rose e viole!
    Neh, no cchù bbello sole
    Ogge v’ha dato Ddio!”
     
    ‘E sfere soje manna
    Lu Sire mio pe’ mme!
    Sti pparole a mme! Pecché?
    Che smania ca me danno!
     
    ‘A luce vosta pare
    vicina ‘no poco ‘e cchiù,
    e ‘o core: “Che faje tu?
    Nun puo’ passà sto mare.
     
    Isso s’è scurdato ggià.
    So’ tutta ‘a ggioja soja
    l’uocchje sante ‘e Maria:
    sul’essa no scurdarrà.”
     
    Ma, ajemmé, c’aggio ‘a fa’?
    Chiantulella songh’io
    ca nun cerca golio,
    ma na sfera pe campà.
     
    Cchiù ccaro m’è sto viso
    ca nun ‘o pozzo addurà,
    pecché nun se po’ streppà
    ‘no sciore ‘e Paraviso.
     
    No, stateve ccà sulo!
    N’ato ppoco sciurite
    e barzamo spannite
    primma ‘e turnà ‘n Cielo!

  • 23 febbraio 2015 alle ore 18:41
    Zahir

    Oscillo tra il mare ed il mondo;
    nei posti in cui immagino una felicità viva,
    dove spero di incontrare un'immagine di me,
    da raccontare, che entusiasmi,
    che piaccia di più anche a me.
    Non trovo mai ciò che cerco, come potrei.
    Ogni volta ottengo un ago,
    una stoffa, un filo per il mio vestito.
    Sono deluso da questa bellezza;
    anche quando, la voce dei minareti,
    come dita che si tendono a Dio, riempie l'aria sulla collina,
    fino a quando la mia vita, che mi segue,
    si rivela in me,
    lontano dalle mie idee.

  • 23 febbraio 2015 alle ore 18:35
    Isola di Santorini

    Case bianche
    si stagliano
    nell’afoso cielo
    come alte querce.
     
     

  • 23 febbraio 2015 alle ore 1:40

    L'ipocrisia apre porte spesso sconosciute. Porte apparentemente belle e interessanti. L'ipocrisia è una strada a senso unico, dove l'unica meta è fine a se stessi. Essere ipocriti è vantare di essere ciò che non siamo... E' distruggere e criticare negli altri ciò che non avremo mai. L'ipocrisia conosce volti, parole e passaggi segreti per arrivare alle sue mete. Ardua nel capire di che cosa chi ci sta di fronte, possa aver bisogno. Scaltra nel donare attimi di valore per colmare i vuoti delle anime che incontra. Spensierata perché non pensa mai al dolore altrui e non si fa mai carico delle pene che semina nel suo tragitto. L'ipocrisia, lei... parente stretta della falsità. Sorelle inseparabili, nate da un unico grembo; quello della cattiveria e della stupidità. Nel cammino di una vita ne vedrai tantissima, l'assaggerai e imparerai a riconoscerne il sapore. Un sapore poco degno di esser assaporato. Lei non sazia mai lo stomaco e nemmeno l'anima, ma più tu l'assaporerai e più lei sarà sazia. Sazia di vanità, di superbia e di convinzione. Peccato che dietro tutte queste grandissime "Doti" essa non abbia il dono dell'intelligenza, ma appartenga al ramo più elevato della stupidità. Essa non arriva a capire, che una volta conosciuto il suo sapore chi la incontra saprà riconoscerla da lontano. In poco tempo, anche se ben nascosta e accuratamente mascherata, chi conosce il suo volto, saprà vederlo anche dietro milioni di maschere fatte di atteggiamenti e parole perfette. Essa non capisce che la stima e il bene sincero verso coloro che la portano nell'anima, avrà breve durata e si tramuterà presto in "Pena e Compassione". Quella pena e compassione che si prova verso tutti coloro che vittima dei loro fallimenti umani cercano di apparire migliori degli altri. 

  • 22 febbraio 2015 alle ore 21:29
    Una piuma

    Avevo in bocca
    germogli rigonfi e frutti maturi,
    e come una piuma sulla pelle,
    scorrevo con le mie labbra su quel tuo vetro scuro,
    e le tue sfuggenti.
    Ho in bocca germogli gonfi di nettare,
    che ti lascio sul petto con un piccolo bacio,
    spostando la perla che ci porti appesa,
    come un talismano
    a difendere il cuore.

  • 22 febbraio 2015 alle ore 17:57
    Monumento ferito

    Un pezzo di storia
    ferito a morte
    da uno stolto gesto.

    Prezzo non ha l’arte,
    che morte non conosce,
    vive nei secoli
    e feconda scorre
    nelle mille vene
    dell’umano ingegno.

    Un solo attimo
    di bieca cecità,
    basta però
    a mutilare il genio
    e ad annullare
    l’elevata mente
    dell’animale uomo
    che superior si sente.