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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:24
    Gli occhi

    Quando i miei occhi vedono
    muta pioggia di raggi di sole
    sulle tue chiome in fiamme
    e quando vedono
    latte e miele donare la bocca tua
    ad arse labbra mie
    quando gli occhi miei
    incontrano gli occhi tuoi
    e quando i tuoi occhi vedono
    lacrime e attesa
    e colgono silenzioso dolore
    che morde sanguinante mio petto
    perché lontano andrò
    al limite del mondo
    sull’infinito precipizio e pronto al volo
    e lontano sarò sempre
    quel giorno in alto e in basso
    tra nubi e pianeti oscuri
    in eterno vagherò sognerò
    tenero tuo abbraccio bacio
    e inestinguibile infinito amore
    e il sole accoglierò tra tremule mani
    di spezie e aromi suoi e tuoi
    nutrirò insaziata mia fame.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:23
    Il mare di Lucrino

    Monili del cielo lucide stelle
    di luci e colori incastro io vedo
    in vorticoso pulviscolo
    d‟acqua danzante
    di ignorata fontana.
    Ma tu
    lacrimevoli parole offri a cuore esausto
    e dolore acuto preme irto mio petto.
    Nell’aria lancio
    brandelli di mio cuore lacero
    e te stringo
    poiché amore incerto ai tuoi occhi tristi appare
    e il tuo sguardo vaga
    smarrito
    su fredde tremanti mie guance
    ancora forte stringerò tue braccia
    e forte tra mani terrò tuo cuore
    e se debole è abbraccio
    se rombo alto non odi del mio cuore
    né tremore e ardore
    lontano
    tra mie braccia accoglienti
    lontano torneremo
    in riva a sussurrante mare
    adagerò dolci amate membra
    in tiepida acqua marina
    perché trillante torni dolce ricordo
    e festoso suono clamore
    del nostro primo incontro
    a Lucrino
    e baci e abbracci strette furtive
    e profumata attesa.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:21
    Un rosso fiore

    Sapore di ciliegio le tue labbra
    e miei i morsi di sapidi profumi
    ora da boccale bevo nettare fluente
    veloci sono i baci e lievi le carezze
    come vento nascosto in tua chioma dorata.
    Tocchi amorosi erranti
    inebriano la sera
    e pulsa gioioso e in fretta mio cuore
    in fuga da esitante petto
    mentre affannato colgo fiori e frutti
    da tenero tuo grembo
    dischiuso ad insaziata voglia
    a folli erranti inappagati artigli.
    Ma sua luce dispiegherà domani antico sole
    stanco e vecchio aguzzi raggi trafiggeranno
    vecchio clochard ingobbito e stanco
    deluso compagno di lattiginosa notte
    nemica di disabitato cielo.
    Di ricordi e sogni nutrirò mio cuore
    dolce è la vita e brutto e turpe il mondo
    e guardo e chiedo
    a rinsecchiti scheletri
    di lontani abbracci sepolti e vivi
    sotto rimbombante pensiero
    di fuggenti giorni e ore e istanti
    e tra nubi rossastre
    dietro nascosto vergognoso sole
    affaccerò rabbiosi i miei sospiri.
    Dubbioso andrò per solitarie vie
    stralunato e perso a me
    replicherò preghiera e pianto e gioia
    e riderò del tempo, sorriderò
    abbraccerò fremente
    apparenti sembianze inconcludenti voli
    verso perduti approdi.
    Trabocca ora scarna mia bocca
    di sudato amore
    e capo reclino vinto perdente
    su immeritato seno
    ove fremendo adagio
    una rosa, una rosa soltanto
    tra balbettanti labbra serrata
    un fiore un solo fiore un rosso fiore
    per te.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:20
    Amanti

    Dov’eri, tu, quando perduto erravo
    tra scogli e nubi
    in riva a furibondo mare?
    quando di pesanti passi
    (rovinoso tuffo di bronzi in mare aperto)
    in mare di terra scavavo
    tracce tremanti?
    A te pensavo e cieco a viandante
    cieco e chino chiedevo
    tuo nome
    e di te e di tua ombra morivo.
    Ora di nuovo qui sei
    su erbosa collina
    e qui disteso abbraccio
    manto di luccicanti umidi fiori
    e grato piango rispondo
    a lento fruscio di ingelosito vento
    e di fiori ricopro nudi tuoi fiori
    e folli labbra incredule
    lievi distendo su tuo respiro
    succhio tua linfa
    di tua vita vivo
    piango tua gioia
    mordo tue braccia
    e annego
    nell’ebbro colore degli occhi tuoi ridenti.
    E il sole, vedi?, giunge ora a coprire
    capo e spalle di noi felici amanti.
    Ma tu, tu cavalca, amore,
    cavalca tu di nuovo scalpitante cuore
    e guarda gli occhi miei
    su argenteo altare
    di nuovo lieto luminoso giorno.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 31 gennaio 2015 alle ore 15:18
    Senza te

    In spazi deserti e sconosciuti affondo
    se tu non sei, se vai
    se solo e freddo io resto
    in taciuto sepolcro di tormentata terra .
    Cosa farò io solitario in solitario orto
    ove solo amara pianta di antichi sogni tende
    ingiallite fronde e inesistenti frutti?
    Dimmi!
    sperduto bacerò umida zolla
    ove tenero piede passando
    smarrì fragile impronta?
    Ombra inseguirò
    d‟evanescente amore?
    Erba maligna di insonni lacrime cresce
    e avvolge e oscura
    lacrimosi occhi annosi
    pasto d‟angosce e d’incombente fine
    come coltre d‟asfalto di fumante pece rovente.
    E più non crescono aromi né canditi né inebriante succo
    della tua bocca nido di baci e di inquieta passione
    e spoglie ombre e spettri per me danzanti
    e ossute
    Cosa farò?
    Piangerà il braccia di folli alberi ghignanti
    abitano arido mio letto.
    mio cuore teneri cuccioli
    gli occhi tuoi festosi
    e lontano guarderò il mare
    cercherò tue labbra
    ritroverò parola e suono e festa
    di tua speziata voce.
    Parole ora coltivo e piango, ebbre folli parole
    e schegge di cielo vecchio e stanco raccolgo
    in solitario asilo.
    Ma rivedrò tuo viso
    giuro, amore mio.
    ((Gabriele Prignano))
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 21:35
    La solidità dell'anima

    Nello slancio
    delle mie avventure solitarie

    sofferenze estreme al limite
    della resistenza mentale

    raccolgonono il coraggio

    a affrontare e superare
    crepacci di noia e dolori

    abissi indolenti dei disagi interiori
    a irritare la solitudine

    E lavoro d'astuzia e d'abilità

    nel pregio di rinforzare
    la solidità dell'anima 

    e emozionarmi invecchiando

  • 30 gennaio 2015 alle ore 21:06
    Spit them out/Sputale

    They itch
    the words left unwritten...
    stuck in the grey zone
    between elation and apathy.

    They itch
    and it takes a scratching fit
    to tear them out and
    finally
    throw them on paper.

    What is this agony?
    A restless way to express feelings?
    A grumpy attempt at finding relief
    from some kind of unspoken pain.

    It's there, it's inside.
    It's for you and the people who'll
    never ever
    get to hear them, read them,
    feel those ghosts you are carrying with you
    like the kicks of an unborn child.

    You need to give life to them,
    to look at them,
    to be aware that they're gone for good...
    Lost among the blabbering chaos
    of a world who never listens.

    So spit them out,
    shout,
    dance,
    cry,
    laugh...

    Deafended you will be
    by the noise of what hides inside you.

    TRADUZIONE

    Prudono
    le parole non scritte
    bloccate nella zona grigia
    tra euforia e apatia.

    Prudono
    e ci vuole un attacco di grattate
    per strapparle e
    infine
    scaraventarle su carta.

    Cos'è quest'agonia?
    Un modo insoddisfatto di esprimer sentimenti?
    Uno scontroso tentativo di trovare sollievo
    da una sorta di dolore taciuto.

    E' lì, dentro.
    E' per te e la gente che
    mai e poi mai
    le sentirà, le leggerà,
    le vivrà queste ombre degli spettri che porti con te
    come i calci di un bambino mai nato.

    Hai bisogno di darle alla luce
    e guardarle,
    per essere consapevole che sono andate per sempre...
    Perse nel blaterante caos
    di un mondo che non ascolta mai.

    Allora sputale,
    grida,
    balla,
    piangi,
    ridi...

    Ti assorderà
    il rumore di ciò che nascondi dentro.

  • 30 gennaio 2015 alle ore 19:53

    Ci sono libertà che non andrebbero toccate, una di queste è la libertà dell'anima. La libertà dell'anima è quella libertà che ti permette di essere te stesso, di sentirti a tuo agio con te e con il resto del mondo. Una libertà che non va violata, negata e tanto meno soffocata. La libertà dell'anima, ti permette di vivere in pace con quei lati di te che magari ti piacciono meno, quei lati con cui ti scontri spesso e grazie a questa libertà riesci a gestire e a non sentirli limiti, blocchi o macigni. La libertà dell'anima è quella libertà che ti permette di vivere nei concetti e nei valori che più senti vicino a te stesso, alla tua mente e al tuo cuore. La libertà dell'anima permette di scegliere chi tenerti a fianco e spalancargli le porte del tuo mondo perchè possa farne parte.

  • 30 gennaio 2015 alle ore 19:15
    L'Ultima Primavera

     
    La notte è giovane
    Tu odori di mare
    Mi fermo a guardarti
    E ti sogno farfalla
    Su gocce di rugiada.
     
    Vorrei fermarmi qui
    Nella luce del creato
    Lontano dall'ombra
    E fra i suoni del mare
    Scanditi dai sogni.
     
    Vorrei evadere lontano
    Dal tuo cuore di pietra
    Per godermi  melodie
    Angeliche suonate
    Fra papaveri vermigli.

     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 19:15
    L'Ultima Ballata

     
     
     
    Una luce si perde
    Nel cielo di marzo!
     
    Camminava di notte
    Negli spazi del cuore
     
    Quante volte ti ho cercata
    Per il bisogno di averti vicina
     
    La tua voglia di lontananza
    Simile alla danza dei colori
     
    Trepidava nuovi sentimenti
    Nel vortice dei miei sensi
     
    Come l'urlo di quella nave
    Che affondava nel tuo mare
     
    Nella danza della tua
    Ultima ballata.
     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 18:58
    C'è una valigia vuota che aspetta la tua voce.

    C'è una valigia vuota che aspetta la tua voce,
    il verso taumaturgico del fruttivendolo non abita più la strada,
    denutrite alchimie bizantine fingono orgasmi letterati,
    quadricipiti in esposizione sui davanzali decorati di retorica.
    C'è un giradischi spento che aspetta le tue mani,
    proiettori di buio crocifissi ai muri ingrigiti dai ricordi,
    posate di legno rivestite d'olio di gomito,
    bandi di concorso ad annunciare l'abitudine alla sconfitta.
    C'è un cassetto chiuso che aspetta il tuo sorriso, 
    chiave di cera, una volta, arrugginita da saliva bollente,
    archetipo in disuso ostentare familiarità con l'inesplorato,
    ciclamini di velluto sbocciano su tele di seta dai capelli cotonati.
    C'è un dolce profumo di occhi bagnati che illuminano,
    i giorni felici sono gli attimi trascorsi con te,
    tra le cose dimenticate dalla vita
    c'è una valigia vuota che aspetta la tua voce.

  • 30 gennaio 2015 alle ore 16:54
    Sta dentro l' anima

    Scavano a mani nude
    la fronte gronda sudore
    il cuore pulsa a tamburo
    Cercano tra le radici fradice
    il coraggio di vivere.
    Nessuno ha detto loro
    che devono scavare
    dentro la propria anima
     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 10:21
    La Nostra Terra

    Ecco com'è la nostra terra:
     
    Pianure
    Vallate
    Montagne
    E' la casa della vita.
     
    Eccola com'è…!
     
    Una marea di persone
    Una distesa deserta
    Uomini che lavorano
    Persone che pensano.
     
    Eccola com'è…!
     
    Tante case nuove
    Poche case vecchie
    Un mare calmo
    Un vento forte.
     
    Eccola com'è…!
     
    Tenerezze nella vita
    Passione per il terrore
    Uno scorcio d'orizzonte
    Una nebbia che avvolge.
     
    Eccola com'è…!
     
    Vitalità della vita
    Degrado sociale
    Un fiore che si apre
    Un frutto che riproduce.
     
    Ecco come deve essere la terra…!
     
    Equilibrio del Creato
    Un seme che germina
    Una vita che nasce
    Un ciclo perpetuo.
     
    Vibrazioni d'attenzioni…!             

  • 30 gennaio 2015 alle ore 10:13
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

  • 29 gennaio 2015 alle ore 21:26
    Tabelle di marcia forzata

    Flemmatico nel prendere
    in giro la vita

    godo ancora
    dei sensi sbarazzini della gioventù
    con silenziosi innesti di libertà

    Dolci immagini
    fissate nella memoria

    a inebriare di buoni profumi i ricordi
    e accendere la fantasia

    E do spazio alle indulgenze
    restando coinvolto nei sentimenti

    emozioni e sensazioni
    da mettere in conto all'anima

    continuando a credere 
    di non esser migliore di alcuno

    ma poi accorgermi
    che nessuno è migliore di me
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:49
    Condividere la vita

    Dardi di Cupido a vagabondare
    negli attimi di tenerezza

    e centrare il cuore
    sfavillante d'emozioni e d'amore

    a zampillare le miglior sensazioni
    per rendere felice chi si ama

    Pulsanti creatività che accendono i sensi
    impreziosite da fluttuanti percezioni

    con le emozioni distese sull'anima
    a illuminarla con le luci dei sentimenti

    e coniugare bagliori dorati
    con raffinate brezze d'amore

    e alimentare gli intrecci
    tra i più intimi segreti

    slanci preziosi
    a comunicare sensualità
    e condividere la vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:26
    Devozione

    Ci basti la carezza del fiume
    che ci ha sfiorato e la luce
    del cielo che partorì
    la nostra perfezione,
    se ora sono inseguita da un'ombra
    le sono devota.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:25
    Messaggi dal centro

    Ricordo
    il messaggero azzurro 
    della neve
    e la sua emanazione intorno
    alla tristezza e al giorno,
    lo spazio fuori dal tempo 
    abbracciare rotondo
    e so che non si torna
    dalla dimora
    al centro del fiume.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:23
    Risvegli

    Questo mondo sopraelevato del giorno
    stracciato dal bianco
    questo vortice apparso del gelo e
    il suo ponte che strappa dal buio,
    il risveglio
    tra le rovine immacolate e ferme.
    La gravità di piombo
    sotto la ruota delle costellazioni.
    Astraiti. Metti una zona di luce,
    un rosso che
    spezzi le colonne del tempo,
    un soffio temporaneo di creazione
    che porti allo scoperto anche le vene.
    Angoli, croci di mercurio lucente
    e forse un volto umano ma
    solo accennato.
    Filamenti e lune e cavità.
    Questo ardore terrestre e la sua spada coraggiosa
    che scocca atomi e si riversa tra le ciglia
    al risveglio.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 19:21

    Le persone semplici come me non hanno bisogno di troppe cose. Amo il mio viso struccato al mattino, che fa da cornice al mio "Broncio". Amo le mie serate sul divano con la tuta o il pigiama e un caldo plaid. Amo le serate con gli amici, fatte di jeans e scarpe da tennis. Amo le corse in bici, il panino veloce e il caffè caldo seguito da una sigaretta ed ottime chiacchiere. Amo me stessa per quello che è senza bisogno di cambiarla. Amo me stessa perché è così! Essa si sente a suo agio solo nella semplicità. In quella semplicità che mi veste e mi arricchisce l'anima di grandezza interiore. Quella semplicità che chi non comprende non potrà mai vedere, apprezzare e amare. Quella semplicità a cui non rinuncerò mai, tanto meno per qualcuno che ha la convinzione che essa non sia un "Pregio"!

  • 29 gennaio 2015 alle ore 18:15
    La Mia Gente

     
     
     
     
    Mi è caro
    Questo lembo di verde
    Di spazio di terra natia
    Questo esistere
    Di vite nel buio
    Logorate dal patema
     
    Si perde…
     
    Il ruggito del vento
    Di questa umile gente
    Che ha tanta voglia
    Di vivere serena
    E di sorridere
    Oltre il sudore
    Del sole che brucia.
     

     

  • 29 gennaio 2015 alle ore 17:08
    Siamo soli

    Siamo soli, come il vento
    che parla distante 
    dagli occhi sinceri
    dalle nuvole
    che oltrepassano
    sentieri tortuosi
    nelle vallate nevose
    incantevoli suggestioni
    delle sere pensierose
    Siamo soli, scrutando gli inverni
    rattristati che inneggiano
    l'età invecchiata, in un volo 
    rassegnato ed eternamente
    infinito, dentro il sogno
    di suoni celestiali

  • 29 gennaio 2015 alle ore 11:00
    Vivere O Morire

     
    L'alba oggi sorge
    Come un fulmine
    A ciel sereno
    Ed io ho paura
    Di del silenzio
     
    Vivere o Morire!
     
    Il fiume in piena
    In seno alla notte
    É un inferno maledetto
    Come la prima giovinezza.
     
    E così
    Al sole pigro
    Del tramonto
    Lei aveva
    Un cappello nero
    Il vestito rosso
    Due occhi nuovi
    Il viso bruno
    Si chiamava Regina
    Ed io la baciai.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 2:27
    Latte di mandorla

    Amari son gli sguardi
    figli di scevre forme
    e di sapori ispidi
    che si stampano 
    di sale appiccicoso
    sulle retine.

    Sotto il mandorlo
    ho colto a piene mani
    quel tuo sguardo dolce
    e l'ho bevuto
    mentre in testa costruivo
    un diadema di pensieri
    a farti da corona.

  • 28 gennaio 2015 alle ore 21:57

    C'è chi vive una vita piena di verità e fa di ogni cosa un qualcosa di unico e c'è chi fa della sua vita un copione e da la colpa agli altri quando sbaglia una battuta. C'è chi cresce nell'amore e insegna cosa sia a chi incontra e chi l'amore lo loda, ma forse mai lo ha conosciuto veramente. C'è chi ti aiuta nelle difficoltà e chi ti ci affonda. C'è chi trova forza di migliorarsi nelle disgrazie e chi invece le usa per ottenere consensi e compassione. C'è chi è verità e chi è menzogna. Chi è pieno di valori e chi è solo pieno di se!